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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/19/25 in tutte le aree

  1. Cari amici un post anzitutto per augurare serene festività Pasquali a tutti. Qui nel bel Chianti piove continuamente, e fa anche freddino per la stagione ma insomma, cerchiamo di essere ugualmente felici. Detto ciò oggi - dopo molte riflessioni - mi sono convinto che togliere le monete dagli slab, purtroppo, è in fondo una gran fesseria. Ne ho distrutto alcuni in passato perché inizialmente proprio non li sopportavo, ma ora mi fermo e sono costretto ad ammettere che (a) occorre conservarli se si ha occasione di acquistare monete ivi contenute e (b) mi rammarico di aver tolto dai sarcofagi alcune monete slabbate acquistate negli anni passati. Come scriveva qualche giorno fa l’amico @odjob si tratta di una pratica commerciale ereditata dagli USA che può essere odiata (a me tuttora non piace) ma non c’è nulla da fare, se un giorno vuoi alienare la collezione (o anche lasciarla ai figli) ai pezzi importanti la presenza degli slab ne aumenta l’appeal commerciale. Proprio oggi ho ritirato a San Marino due importanti invenduti dell’asta 72 (che a breve condividerò) ed ho acquistato una scatola porta slab della ditta Zecchi di Firenze, che è un po’ il top di gamma per gli accessori numismatici. Potete vedere l’articolo sul loro sito ma comunque quando mi arriverà ve lo mostrerò. Può contenere fino a 13 slab e spero di dover presto acquistarne un altra 😁 Auguri a tutti voi e alle Vostre famiglie
    3 punti
  2. Caro Massimo, non sono del tutto d'accordo. Lo slab è utile se non puoi vedere direttamente la moneta, perché comunque ti indirizza sulla conservazione. Se la vedi, però, lo slab ti impedisce di giudicarla adeguatamente. Tra i motivi che mi fanno dubitare degli slab vi sono: l'abitudine da qualche tempo da parte dei titolari di Case d'Asta, di aprirli (liberando la moneta) quando il giudizio non soddisfa (per cui, dal punto di vista della statistica, gli slab indicano in media una conservazione superiore a quella effettiva), l'imperizia degli slabbatori nel giudicare le monete nostrane, il conflitto d'interesse tra graduatori e committenti (esistono grandi Case d'Asta che slabbano tutto e pagano di conseguenza, e nessuno mi toglie dalla mente che vengano trattate con "estremo riguardo" rispetto alle conservazioni proposte), l'esclusione di alcuni difetti dal giudizio (bordo e contorno): io li apro e valuto di persona. Lo faccio sempre e non mi interessa se ciò condiziona (certamente) l'eventuale ritorno economico: graffietti, hairlines, colpi e colpetti, patine artefatte, peso calante ... sono alcune tra le sorprese non gradite che si ritrovano poi. Attualmente, inoltre, non acquisto più monete poste di sbiego nello slab, perchè malizia di chi "perizia" è quella di nascondere sotto le alette di bloccaggio i difetti di bordo e contorno (che ovviamente sono solo casualmente perpendicolari agli assi principali di una moneta). E' un po' quello su cui ci si interroga rispetto ai tradimenti coniugali: è meglio vivere cornuti e felici ignorando, o sapere e soffrire? Io preferisco conoscere la verità. Le monete della mia collezione provenienti dalle recenti aste sammarinesi sono ormai senza slab ... Auguri a tutti di Buona Pasqua!
    3 punti
  3. Un'aquila nel cielo La prima aquila in volo su una moneta americana. Accadde nel 1836, e la moneta, dopo oltre 30 anni, era un dollaro d'argento Per la prima volta compariva sulle monete americane una "vera aquila", ossia disegnata basandosi sull'osservazione dell'animale in natura, e non su sculture della tradizione coloniale o sull'araldica. La leggenda dice che il disegnatore, Titian Peale, abbia voluto ritrarre Peter, l'aquila della Zecca di Philadelphia che già conosciamo. In realtà non è chiaro se Peale abbia potuto studiare Peter in volo dal vivo, o abbia visto soltanto il suo corpo imbalsamato, o ancora, come sostengono alcuni, non abbia fatto né l'uno né l'altro, ispirandosi invece ai disegni di alcuni naturalisti, tra cui il famoso ornitologo John James Audubon. A contornare l'aquila, nel "cielo" della moneta, compaiono 26 stelle, a simboleggiare gli Stati che all'epoca facevano parte dell'Unione. Ma solo nella monete del 1836, in quelle del 1838/39 le stelle spariscono, per trasferirsi, in numero di 13, nel giro del dritto. Un dritto che presentava anch'esso un'assoluta novità. Per la prima volta di Lady Liberty non comparivano più solo la testa o il busto, ma era a figura intera, e perdipiù seduta. Sembra che il disegnatore, Thomas Sully, si sia ispirato alla figura allegorica della Britannia, che compariva sulle monete inglesi. Quel che è certo è che questa raffigurazione ha goduto di grande fortuna, comparendo da allora in poi, con diverse varianti, su tutte le monete d'argento fino ai primi anni 1890, quando fu sostituita dai disegni di Charles Barber. Non altrettanta fortuna ebbe il rovescio. Il disegno dell'aquila, nella mia opinione, nella versione con le stelle, il più bello di sempre, fu abbandonato dopo soli tre anni e meno di 2000 monete coniate. A causa della bassissima tiratura, questi dollari furono considerati a lungo alla stregua di "pattern coins", monete di prova mai entrate in circolazione, ma il ritrovamento sempre piú frequente di esemplari con evidenti segni di usura, e un piú attento esame dei registri della Zecca dell'epoca, hanno infine portato gli studiosi a ritenere che i dollari del 1836 e 1839 abbiano effettivamente, almeno in parte, circolato, mentre quelli del 1838 sono indubbiamente semplici "patterns". (foto da PCGS, conservazione stimata PR61) L'incisore dei dollari fu Christian Gobrecht, che si firmò per esteso alla base di Lady Liberty, dove compare l'iscrizione C. GOBRECHT F. (Christian Gobrecht Fecit). E da lui hanno preso il nome. E di lui ci occuperemo in maniera più approfondita nel prossimo post... e poi, naturalmente, delle sue monete d'oro petronius
    3 punti
  4. Un "ci metto la faccia" in maniera abusiva... Napoli. Filippo III, mezzo scudo 1617. Ex asta NAC 85, lotto 151. All'apparenza tutto normale... ma ruotando il D/. Ecco apparire nel taglio del busto del sovrano quello che alcuni studiosi indicano come il profilo del duca di Osuna Pedro Téllez-Girón y Guzmán, vicerè a Napoli che sembra non abbia resistito a farsi immortalare su di una moneta. Realtà o pareidolia?
    3 punti
  5. Senza i dati metrici quali peso e diametro non è facile rispondere. Provo ad esprimere la mia opinione. Prima di tutto va detto che il 2 carlini indicato nel catalogo Sambon è da riferirsi al 15 grana. Moneta in argento simile a quella descritta con un peso teorico di circa 4.99 gr. La descrizione tuttavia, in particolare quel "ramoscelli" la identifica in maniera obiettiva in quanto è noto che nel 15 grana la croce è cantonata da fiamme. Si potrebbe però, giustamente, obiettare che si tratti di una variante. Una variante del 15 grana riportata in seguito nell'opera del Cagiati (p. 243, nr. 31) con le stesse caratteristiche indicate nella moneta ex coll. Sambon, ramoscelli compresi, (nel disegno del Cagiati in realtà, anche se indicata, manca la N del coniatore). Anche in questo caso non sono indicati peso e diametro ma viene indicata la fonte nella collezione del prof. dell'Erba. Nella "Riforma monetaria Angioina..." proprio Luigi dell'Erba riporta la rarissima moneta con la croce cantonata da ramoscelli come 15 grana senza indicazioni di peso e diametro. Il passo successivo è lo studio del Bovi sulla monetazione di Filippo IV pubblicato sul BCNN del 1965-1966. Il Bovi documenta che il tarì di Filippo IV debba avere un giusto peso pari a gr. 5.92, quindi la sua metà, il carlino, dovrebbe avere un peso pari a 2.96 gr. Al nr. 122 di tale studio viene riportata la moneta sotto esame e, finalmente ne viene indicato il peso: 2.98 gr. con un diametro pari a 19 mm e l'appartenenza alla collezione Catemario. Nella descrizione la croce è indicata come cantonata da fiamme, ma nell'immagine delle tavole quelle fiamme sembrano effettivamente dei ramoscelli. Per il Bovi la moneta è indubbiamente un carlino. Stessa cosa per Pannuti/Riccio che, riferendosi proprio alla moneta riportata dal Bovi, la riportano al nr. 44 come carlino aggiungendo una nota con la quale, riferendosi all'esemplare del Cagiati indicato come 15 grana, in base al peso debba essere invece considerato un carlino. Qualcuno però potrebbe pensare che tale moneta altro non sia che una moneta da 15 grana tosata e quindi bassa di peso. A mio avviso non è così. Le monete finora note (pochissime) con la presenza dei presunti ramoscelli invece che delle fiamme nei quarti della croce, hanno tutte la legenda praticamente quasi completamente leggibile il che escluderebbe una tosatura drastica che ne giustificherebbe un peso così ridotto. A questo si aggiunga poi che il peso di queste particolari monete è proprio quello del carlino. A supporto poi di questa mia opinione porto a confronto le immagini pubblicate dal Bovi del carlino e del 15 grana. Credo non ci sia altro da aggiungere. Dopo tutte queste chiacchiere posso finalmente rispondere al quesito iniziale: Sì, per me la moneta ex coll. Sambon è il carlino in oggetto. Anche se peso e diametro non sono indicati, le caratteristiche iconografiche sono indizi fondamentali per tale risultanza.
    3 punti
  6. Scherzi? Avanti Savoia! Vi posto il mio scudo da 6 lire di quel duca d’Aosta che si trovò a essere principe e quindi re, dopo che il fratello primogenito morì di vaiolo. Savoia (Torino) Carlo Emanuele III (secondo periodo, monetazione post riforma del 1755) Scudo “nuovo” da 6 lire 1755 Ag 906‰ - diam. 44mm; p. 35.07g (range 34,6 - 35,22) CNI 115, SIM. 33/1, MIR 946a
    3 punti
  7. Non sapevo se anche i Sabaudi erano ben accetti in questa discussione, ma visto che non sono il primo mi fa piacere partecipare con "Riccioli d'oro" Carlo Emanuele IlI su un Mezzo Scudo. Mi sono sempre piaciute in questi busti le borse sotto gli occhi e il doppio mento...
    3 punti
  8. Eccomi, sperando che questa volta non mi succedano pasticci e frattanto auguro a tutti buona Pasqua. Di seguito: Lira da 20 soldi, in argento, titolo 0,948 – mm. 28-29 – gr. 5,74-6,52 D/:  NICOLAVS  TRONVS  DVX foglia d'edera, busto del doge barbuto volto a sinistra con corno ducale; sotto il busto un ramo con tre foglie d'edera R/: SANCTVS MARCVSleone in soldo che regge il libro con le zampe anteriori, il tutto in una corona legata da nastri E' la prima Lira monetata, fino alla sua coniazione la Lira era semplicemente una moneta di conto, virtuale, che rappresentava un multiplo di 20 Soldi. Guardando la faccia del Doge non si può non notare quanto fosse brutto il Tron; non era colpa dell'incisore dei conii, certamente quell'Antonello detto "della Moneta", che operava in zecca in questo periodo e che abbiamo già incontrato. Era proprio brutto il Doge e ce lo conferma un suo contemporaneo che così ce lo descrive: "de grave natura, grosso, bruto de faza; (con la barba ispida lasciatasi crescere per lutto, dopo la morte del figlio a Negroponte - Eubea) avea brutta pronunzia in tanto che parlava spumava pé labbri"; ce lo conferma anche la statua che lo raffigura nel suo monumento funebre nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia. (Vedasi sotto)
    2 punti
  9. Ciao ,bronzo di Valeriano I per Anazarbos in Cilicia. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/type/60273
    2 punti
  10. è assolutamente il 2° tipo come ben illustrato da @PostOffice la doppia in basso non lascia dubbi
    2 punti
  11. Grazie ancora. Sono andato a consultare il Cagiati. In effetti, si descrive il tipo n. 31 ed è presente il disegno/raffigurazione dell’esemplare descritto, ma -salvo errore - la N pare essere presente.
    2 punti
  12. Il rovescio non è una caricatura
    2 punti
  13. Davvero encomiabile la tua signorilità davanti a certi modi di porsi…, specialmente per il servizio che rendi al Forum e a chiunque desideri approfondire. Grazie per il tuo contributo di spessore, a te e a @fapetri2001.
    2 punti
  14. Eccomi ! 😄 Ormai è chiarito che non si tratti di un falso, ma di una delle tante varianti del diritto di questo mezzo scudo, l'unico per Roma con ritratto, di cui stando alla molteplicità di conii, è plausibile che la produzione sia stata cospicua e magari protratta anche per anni successivi al 1777-III. Si tratta in particolare dell'ultimo tipo elencato nella scheda del catalogo lamonetiano, con punto dopo "SEXTVS" ma non prima di "PONT", credo il tipo più raro. Nel tempo ho censito parecchi "diritti", e le differenze sono quelle qui individuate: la punteggiatura, la stola, la presenza o meno del cordoncino annodato. Queste a seguire due che ho in collezione, differenti dal tipo "classico" Muntoni 23, il primo classificabile CNI 29 - Ser. 125, il secondo Ser. 122: Altrettanti conii esistono per il rovescio, anche qui può esserci o meno il punto dopo "AVXILIVM", minime varianti sulla figura della Chiesa, ma soprattutto c'è la data 1777 con il "7" finale su "6", riutilizzo del conio dell'anno precedente: Ciao, RCAMIL.
    2 punti
  15. Continuando con il Cosimo III, qui imbruttito e appesantito, gotta, bigotto e fissato con la religione tanto da ottenere a fine 600 ill trattAmento regio, che consisteva a non doversi piú inchinare alla presenza del papa.
    2 punti
  16. Ciao! È un proverbio biblico contenuto appunto nel libro dei proverbi di Salomone al cap. 15 versetto 22. Complimenti a tutti per l’interessantissima disquisizione, e a milza per il bel francobollo. Un saluto a tutti, in particolare ai due pilastri di questa sezione. Fabrizio
    2 punti
  17. Buonasera Proseguo sempre con Modena e con un ritratto di Francesco III d'Este ma su un sesino! Una piccola meraviglia. Saluti a tutti
    2 punti
  18. Non sono esperto di penale ma spero che sia truffa anche se Sempronio, pur potendo informarsi circa il vero valore del fagiolo prima di venderlo a 1000 euro, decide direttamente di metterlo in vendita a 1000 euro.
    2 punti
  19. Grazie per l'intervento, purtroppo non conoscendo a fondo il mondo degli aes rude e pre monetazione varia, facendomi prendere dall'euforia degli oggetti caduti dal cielo e soprattutto sotto consiglio di alcuni utenti di forum di meteoriti ho (giustamente sbagliando) fatto emergere alcune parti dei due oggetti credendo si trattasse appunto di materiale spaziale. Mi sono fatto prendere la mano anche perché in rete ho visto alcune meteoriti tagliate in sezioni o "a fette", quindi mai avrei pensato di poter arrecare un danno così grave a questi presunti oggetti da scambio. Comunque chiedo scusa in primis a me stesso per essere stato così ingenuo (la patina verde doveva farmi riflettere che potesse trattarsi di materiale antico), ed in secondo al mondo della numismatica per non aver rispettato la regola basilare di non spatinare questi oggetti. In conclusione non possiamo quindi affermare che si tratti di aes rude o quanto meno confermarlo al 100%?
    1 punto
  20. Giovane Regina Elisabetta II°, tipo " fiocchetto" secondo tipo.
    1 punto
  21. e questa con la popolazione
    1 punto
  22. aggiungo questa pagina con le tariffe postali e telegrafiche
    1 punto
  23. Cancellata l'altra discussione. Buona Pasqua anche a te
    1 punto
  24. Eccola... https://it.m.ucoin.net/coin/austria-2-groschen-1930/?cid=32960
    1 punto
  25. Busta in perfetta tariffa posta aera affrancata con due francobolli di Libia serie pittorica cent. 25 probabile dentellatura 14, + un francobollo di Tripolitania cent. 50 Posta Aerea ( per coprire la tassa da cent. 50 P.A.) usuale le buste affrancate con francobolli sia di Tripolitania che di Libia, bollo di partenza Guller "Posta Aerea . Tripoli d'Africa" 2.10.1934
    1 punto
  26. T e S timoni, alte LE, visi V O "TESTIMONIAL" TELEVISIVO Ciao. Stilicho
    1 punto
  27. Nomos 35, 15 June 2024, lot 359 MYSIA. Kisthene. Orontes, satrap of Mysia, 357-352 BC. Tetrobol (Silver, 15 mm, 2.76 g, 9 h). Nude hoplite kneeling to left, wearing pilos and holding spear with his right hand and shield with his left. Rev. OPO-NT-[A] Forepart of a winged boar flying to right. Mast 3.12 (this coin). SNG Paris 1164A (Lampsakos). Troxell, Orontes 4. Rare and nicely toned. Somewhat porous, otherwise, very fine. From a European collection, ex Tradart 3, 18 November 1993, 110.
    1 punto
  28. 1 punto
  29. Grazie Roberto, in quello postato da @Claudio59 manca del tutto la Croce sulla Stola (giusto?) del Papa. Un particolare molto evidente, un falso cerca di essere la perfetta copia dell'originale, anche se non si può mai dire, ma non è questo il caso, giusto?. Il MIR non riporta questa differenza ma solo le varianti per punteggiatura. Sarebbe ancora più raro, purtroppo questa tipologia,Papali, è talmente ampia e non tanto per quantità ma per varietà che non credo siano state censite tutte e ci vorrà ancora del tempo, molto tempo. Suggerirei di mettere il "tipo" nel catalogo Lamoneta dal momento che è confermata l'originalità. Sarebbe da far periziare cosi potrà essere anche inserito nei futuri cataloghi e libri con più facilità, anche a questo servono le Perizie o almeno dovrebbero. Grazie @rcamil
    1 punto
  30. 1 punto
  31. Grazie Ale era da un po' di tempo che non postavo monete ........tu sempre SUPER!!!!
    1 punto
  32. Penso che la domanda dovrebbe essere: Cos'è e quanto vale? E' la riproduzione senza valore di questa moneta: Ducato d'oro di Francesco I di Lorena In buona sostanza un gadget che regalava la rivista mensile Selezione dal Reader's Digest negli anni '70/80.
    1 punto
  33. Tutto l’antiquariato ha la stessa problematica…. lo hanno anche le valute correnti, figuriamoci cose meno codificate
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  34. E soprattutto dovrebbe segnalare bene il luogo del ritrovamento, perché potrebbe trattarsi di un ripostiglio e magari trovare anche molte altre monete, in questi casi non bisogna mai agire con superficialità @Messe, perché si ricordi che la legge non ammette ignoranza, " ignorantia legis non excusat".
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  35. ciao,colgo l'occasione per fare gli auguri a tutto il forum
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  36. R in un cesto: li' D e' = rinunce stolide. Buona giornata!
    1 punto
  37. Ecco un punto di compasso,o di centraggio,su una pubblica coniata nel 1622 a Napoli...
    1 punto
  38. È una bella moneta, però a meno che le monete FDC non presentassero rilievi già appiattiti, direi che il consumo nelle parti superiori di entrambi i lati non me la avrebbero fatta classificare come BB se fosse stata mia. In ogni caso resta molto gradevole
    1 punto
  39. Scudo, è una moneta che ha fatto il suo lavoro ... e tanto! Io ho preso come regola quello che il Barzan scriveva sul suo volume prezzario a proposito di un ducatone di CE I brutto, lo avevo letto agli inizi del mio collezionare e lo considero ancora oggi per me fondamentale. La regola è che una moneta anche consumata è sempre una moneta e può dare ad alcuni (me compreso) soddisfazioni e piacere. Ovvio non è magari da considerare un investimento economico, ma un investimento emotivo! Questo mezzo Reale non è stato uno sforzo economico, è classificabile perché si vede il millesimo (cosa per me fondamentale in qualsiasi conservazione) e comunque tappa un buco. Ovvio c'è di meglio, ma non si trova a quel prezzo.
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  40. Buonasera a tutti, scaricato ora, lo leggerò con piacere. Saluti Alberto
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  41. Ti aspettiamo Luciano! 😁 @417sonia Son contento che questa discussione prenda piede e travalichi un po’ i confini della sezione e di quelle speciali! N.
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  42. Grazie, scaricato ieri. Complimenti Fabio
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  43. Resto del parere che queste emissioni lascino il tempo che trovano. Non so quanto tu le abbia pagate ma, personalmente, avessi soldi da investire in monete d'oro, preferirei acquistare monete autentiche, che oltre al valore del metallo hanno anche un valore storico, piuttosto che delle mere copie che valgono solo l'oro contenuto.
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  44. Forza per il nuovo numero 12 💪
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  45. Multiplo da 25 scudi, 82,5 grammi d'oro ......
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  46. Ti auguro che questo numero 1 sia il primo di tanti altri e che sia inizio di interesse e approfondimento per questo hobby che migliora la vita. In filatelia vi è una fratellanza di persone di tutto il mondo che sono sempre disposte ad aiutare ..e sempre curiose di studiare anche il materiale che non possiedono.
    1 punto
  47. Potrebbe essere il punto di compasso per il centraggio del conio?...
    1 punto
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