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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 06/21/25 in tutte le aree

  1. Buongiorno, ho acquisito un Grana 3 che presenta un bel ritratto di Murat con tanto di barba evidente. Dalla mia esperienza, di solito, questo particolare si vede poco per l'usura. Un caro amico mi ha fatto notare che la moneta presenta una Variante non descritta dai principali Manuali: al Rovescio la scritta FRANCIA è in realtà FRNNCIA con N ribattuta su A. Bisogna anche dire che questo conio è gravato da notevoli imprecisioni nella legenda: ad esempio la N di PRINCIPE potrebbe essere formata da 2 I unite da un trattino che sembra una correzione. Ecco la moneta: Precedentemente la stessa variante è stata descritta sul sito “CollectOnline”: Lascio a voi interpretare la moneta e sarei felice se qualcuno intervenisse. Saluti, Beppe
    4 punti
  2. Il peso è eccedente, e il fert e le rosette non sono proprio coerenti. Guarda BENE. Confronta BENE
    3 punti
  3. Dimenticavo, chi me l'ha ceduto, in buona fede credendolo buono, ha voluto poco, 27 euro. E' comunque un buon falso da studio per l'avvenire. Vi ringrazio moltissimo per i vostri pareri. Come già detto prima, non si finisce mai di imparare. un caro saluto a tutti
    2 punti
  4. @giuseppe ballauri, post #26 di questa discussione...
    2 punti
  5. Aggiungo alla discussione un altra Murat con legenda corretta, I su A.
    2 punti
  6. Complimenti @giuseppe ballauri, gran bella monetina, correzione anche per me. Saluti Raffaele.
    2 punti
  7. Complimenti,bel pezzo, probabilmente è una A corretta su N...
    2 punti
  8. Grazie, grazie, grazie! Bello, bello, bello! Ti chiedo scusa per la banalità, @L. Licinio Lucullo, ma qualunque cosa possa dire non sarebbe commisurata e mi limito al semplice… non mi occupo di monete antiche ma ho sempre pensato che, se dovessi appassionarmi ad una monetazione classica, sarebbe stata quella di Roma repubblicana… e ora so perché!😊
    2 punti
  9. A me non fa una bella impressione. Colore, i rilievi, bordo, e gli incusi non sono proprio convincenti
    2 punti
  10. io abito vicino e la storia postale dell'Umbria , ma sopratutto di Perugia è il mio pane
    2 punti
  11. Scusate di nuovo per il mio post precedente scritto di fretta. Il nome mi ha tratto in inganno Fabio Perrone sapevo fosse un perito certificato (non per questo infallibile) Davide Perrone non so se fa parte della famiglia o se non centra nulla addirittura. La moneta nemmeno l'avevo osservata bene, mi bastava il nome del perito, sbagliando, ma anche se non seguo bene questa monetazione credo proprio sia un bel falso. Quando ho iniziato con la Numismatica cerano dei grandi professionisti , quasi tutti al Nord cosi come i club e le grandi manifestazioni, da Roma in giù poco o nulla. Le cose sono cambiate ma nel calderone dei nuovi Periti/Numismatici ci si sono buttati dentro molte persone, con soldi ma con poco esperienza e tanta strafottenza ed intanto i miei mentori se sono andati piano piano, si può dire che sono rimasto "orfano" e non riesco ancora a trovarne uno che mi trasmetti non dico fiducia ,quelli ci sono, ma quel senso di grande rispetto che si ha quando incontri un maestro che ti lascia a bocca aperta e sei felice di ascoltarlo perchè sa trasmetterti tutto il suo sapere. Vado avanti da solo con quel piccolo bagaglio che mi hanno lasciato in quel periodo. La Numismatica si sta allargando molto ma come tutte le cose e quando c'è una grossa affluenza di pubblico devono esserci regole sempre più chiare e precise, invece ora lasciano solo confusione e nella confusione ci navigano bene i traffichini ed opportunisti.
    2 punti
  12. Ciao, oggi condivido un denario di Giulia Mesa con al rovescio la personificazione della Pudicizia (moneta comune, RIC 268) del quale sto' redigendo scheda tecnica e storica. Rappresentava in sostanza la castità e la fedeltà coniugale di tutte le donne ed in particolare di quelle patrizie (di alto rango). Giulia Mesa (di origine siriana, nacque ad Emesa) fu una donna molto influente e decisiva nella vita sia politica che familiare durante i regni dei nipoti Eliogabalo prima ed Alessandro Severo poi, figli rispettivamente di Giulia Soemia e Giulia Mamea (che erano entrambe figlie di Giulia Mesa). Molte decisioni politiche furono prese direttamente da lei, e sempre a lei è attribuita la eliminazione dell'imperatore Macrino a favore del giovane Eliogabalo. Fu una delle poche donne imperiali ad esercitare il potere da dietro le quinte fino alla sua morte durante il regno di Alessandro Severo. La moneta da esame diretto sembra coniata (spero ai tempi di nonna Mesa ?) e presenta evidenti segni di circolazione percui ha svolto in parte il suo compito, cosa per me sempre molto importante. Meglio il dritto che il rovescio che sembra essere interessato da un salto di conio in alcune lettere della legenda e forse anche da conio stanco. Grazie ed alle prossime ANTONIO MM 19 G 2,86 RIC 268
    1 punto
  13. Buongiorno, prosecuzione del cammino attraverso i vecchi stati prima dell'unità verso il nord Italia ( siamo partiti dalla Sicilia, proprio come G. Garibaldi 😀 ). Oggi presento un francobollo con leggero annullo dello Stato del Vaticano da 6 bajocchi, segnalato nei cataloghi come colore lilla-grigio ( Sassone 7A ), prime emissioni del 1852, sotto il mandato papale di Pio IX ( Papa Giovanni Maria Mastai Ferretti ) l'ultimo Papa Re. L'esemplare è del tipo stampa tipografica in nero su carta a macchina colorata, fogli da 100 esemplari, stemma pontificio - tiara e chiavi - racchiuso in cornice ottagonale. Esemplare indicato dal venditore di qualità A, sul retro sigla a matita del perito filatelico Paolo Vaccari, non so cosa sia quel 19, potrebbe essere l'anno. Grazie per l'attenzione. SEGUIRA' PROSSIMO STATO ...
    1 punto
  14. E' evidente che Israele sta facendo di tutto per cercare di trascinare gli USA nel conflitto, sia perchè servono bombe in grado di colpire più in profondità nel terreno (le GBU-57 MOP, soprannominate "bunker buster") ma anche perchè nonostante gli ingenti danni subiti dall'Iran è impossibile sapere con precisione quante munizioni siano stockate nei diversi siti sotterranei sparsi nel paese, che viste le sue dimensioni potrebbero in parte essere sconosciuti allo spionaggio israeliano. Il problema (per Donald Trump) è che questo sta creando spaccature nel gruppo repubblicano, a cui era stato assicurato che gli USA non avrebbero intrapreso azioni militari, che "le guerre" sarebbero finite ecc. ecc. E' comunque fondamentale che quest'altro casino non ci faccia levare l'attenzione dalla guerra Russia-Ucraina, che rimane una questione vitale per noi.
    1 punto
  15. Ciao, il 19 dovrebbe essere un numero di catalogazione interno alla Vaccari. Le loro classificazioni tengono conto di più parametri rispetto al normale Sassone arrivando quindi a definire più tipologie. Vi allego la pagina del loro catalogo dove si vede che il 6 baj viene normalmente catalogato con il 18. Penso che abbiano anche censito una minima variante con il 19.
    1 punto
  16. Credo che sarebbe stata una superpotenza paragonabile agli Stati Uniti di oggi. Se fai una ricerca rapida vedrai che ce ne sono tanti altri, e non solo italiani. Naturalmente quelli sudamericani, ad esempio, ma anche di paesi che con Garibaldi avrebbero poco a che fare, tipo la Russia. E' un personaggio più celebre di quanto si possa pensare.
    1 punto
  17. Chissà se fosse riuscito ad unirla 150 anni fà che europa avremmo oggi.... Scherzi a parte....ma un francobollo presentabile non lo hanno mai fatto su Garibaldi?
    1 punto
  18. ok, perfetto, come spesso dico, la "perizia" o un idea ben precisa tramite foto è sempre difficile, dalla foto ingrandita sembrava una carta molto spessa che non è la prerogativa dei francobolli di Pontificio, invece tutto torna , francobollo ok, l'unica cosa che non mi spiego, ma che non incide nulla sul francobollo è il 19 inispiegabile
    1 punto
  19. Si scherza eh... comunque a livello filatelico, nel corso dell'ultimo secolo sono stati emessi diversi francobolli per commemoralo, eccoli:
    1 punto
  20. Be io ho visto certe monete dichiarate false da acquistare sui 20/25 euro molto ma molto simili almeno in foto,prima o poi devo acquistarne uno per vederla in mano Addirittura il 5 Franchi Anno 9 Repubblica Subalpina e il Mezzo Scudo Rep. Piemontese fatti bene che con un po d'usura creata a puntino esce fuori una moneta da 3/400 euro, per non parlare delle antiche in oro e argento. Spero di sbagliarmi con questa postata perchè in foto ci si può sempre sbagliare. Il peso superiore di ben 0,7 grammi a me non è mai capitato in questa tipologia anche in FDC al massimo g.25,2/3, però mai dire mai. Che sia stata trovata in una collezione importante ha il suo vantaggio ma non è detto, anche il più bravo numismatico può avere una svista soprattutto su una moneta molto comune e piena di patina, magari in un lotto di tante monete in mezzo ci può scappare la pecora nera.☺️ Poi magari è originale, in mano, ma ho molti dubbi .
    1 punto
  21. Sono io che la ringrazio per il gentile apprezzamento della mia opera, la passione per i libri mi ha sempre accompagnato fin da ragazzino e quando, attorno ai vent'anni, decisi di collezionare anche monete lo feci sempre accompagnando gli acquisti monetari con altrettante acquisizioni librarie, inerenti alle monete che collezionavo... poi nel corso degli anni la passione specifica per i libri di numismatica, storia monetaria ed economica, crebbe sempre più fino a prendere il sopravvento sull'acquisto di monete, decisi perciò di dedicarmi alla costituzione di una biblioteca specializzata, opera ancora in corso a distanza di trent'anni dai primi libri acquistati, ho formato una biblioteca sia in formato tradizionale che digitale, incentrata sulle zecche italiane dal medioevo all'unificazione, numismatica della Magna Grecia e della Sicilia antica, numismatica bizantina, islamica, indiana e orientale....
    1 punto
  22. No e perché scusa...sono io che chiedo curioso🔝😉 Grazie
    1 punto
  23. chiedo scusa, primo porto si intende 1° scaglione di peso, di norma fino a 20 gr. poi passando al secondo porto doppio del peso e di norma doppio cell'affrancatura
    1 punto
  24. Il 5 lire è una banale riproduzione
    1 punto
  25. Concordo con te. Da qualche giorno non sono più comparse quelle che impedivano la navigazione, cosa che davvero, era invasiva e snervante
    1 punto
  26. Ciao, per avere una qualunque risposta è necessario inserire foto dritto e rovescio indicando diametro e peso 😃
    1 punto
  27. Buon Pomeriggio, sì è usurato, la zecca sembra Milano, quindi moneta comunissima.
    1 punto
  28. Buongiorno a tutti, è un nuovo utente, diamogli il tempo che legga come funziona il Forum e le richieste. Intanto ricordo che il buon @caravelle82aveva approntato un ottima guida per postare le foto molto utile. Saluti Alberto
    1 punto
  29. Ho notato che comunque le pubblicità non sono costanti, cioè non appaiono ogni volta che mi collego al forum,ieri ad esempio nessuna pubblica,da stamattina solo una... Capisco che possa essere una forma di introito ma l'importante è che non diventi assillante e che possa portare qualche utente a collegarsi al forum il meno possibile...
    1 punto
  30. Grazie mille, conferma la mia sensazione da profana assoluta. Ma, come si suol dire, sempre meglio chiedere a chi ne sa di più.
    1 punto
  31. Corre TT alea, L e S ignora = corretta leale signora. Buona giornata!
    1 punto
  32. No no, è una riproduzione molto pacchiana
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  33. SABATO 21 GIUGNO (E' arrivata l'ESTATE)
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  34. Buongiorno Rufilius, intanto grazie della risposta e delle indicazioni. Per quanto riguarda il nome, lascio ovviamente la risposta agli esperti. Io ho preso l'abitudine, spero non sbagliata, di dare alla moneta post-riforma di Aureliano appunto il nome di aureliano (credo si trovi anche più raramente aurelianeo e aurelianiano). Un caro saluto
    1 punto
  35. Non posso non intervenire nella splendida discussione. Visto che c'è la possibilità che potenziali acquirenti leggano I nostri post, dichiaro ufficialmente che le mie doppie di questo tipo le vendo a 99 euro non come genny che le vende a 100. Sono più conveniente io, vi aspetto numerosi!!!
    1 punto
  36. Ma e la scritta in inglese? Va bene che è di moda...
    1 punto
  37. Io non mi fiderei troppo neanche dei medici.
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  38. Credo che in questo caso abbia giocato molto la presenza di un expertize (non "perizia" ma expertize!), davanti al quale la mente tende evidentemente a fidarsi acciecando in qualche misura l'occhio. Questo è un rischio che il collezionista deve in tutti i modi cercare di evitare, mantenendo la mente aperta e cercando di capire innanzi tutto da solo!
    1 punto
  39. L’ATTACCO DI ANNIBALE Dopo la sconfitta, Cartagine versava in uno stato di prostrazione economica. Amilcare Barca, il generale che aveva combattuto in Sicilia, propose di conquistare l’Hispania (attuale penisola iberica); sebbene non autorizzato, partì comunque di propria iniziativa con un gruppo di mercenari e il figlio Annibale (di 10 anni), percorse in marcia la costa africana, attraversò lo stretto di Gibilterra e, in pochi anni, conquistò gran parte della penisola. I Barca crearono così un nuovo Stato (seppur formalmente vassallo di Cartagine) e ne posero la capitale in una città fortificata da loro stessi fondata, Qart Hadasht (odierna Cartagena). Nel 221 il comando dei territori punici in Hispania fu assunto da Annibale, che aveva solo 26 anni. Prima di lasciare Cartagine il padre l’aveva condotto in un tempio e, al cospetto degli dei, gli aveva fatto giurare odio eterno contro i Romani: il giovane non aveva dimenticato quel giuramento e intendeva onorarlo. Attaccò e distrusse Sagunto, città alleata di Roma; iniziò così nel 219 a.C. la Seconda Guerra Punica. Annibale, con una manovra inaspettata e passata alla storia, aggirò le legioni inviate a combatterlo e, valicate le Alpi, si presentò nel 218 direttamente in Gallia Cisalpina, dove sconfisse l’esercito romano prima sulle sponde del Ticino, poi su quelle della Trebbia. Nel tentativo di tagliare le linee di rifornimento cartaginesi Roma, nel 218 e 217, inviò due eserciti in Hiberia (area settentrionale dell’Hispania), agli ordini di Gneo Cornelio Scipione e di suo fratello Publio. Nel frattempo, tuttavia, in Italia Annibale riportava un’altra grande vittoria, presso il lago Trasimeno. ___________________________ Roma reagì schierando una forza imponente per schiacciare l’invasore, 80.000 fanti contro 40.000. Lo scontro titanico fra i due eserciti avvenne nel 216 a.C., nella pianura di Canne. Fu, come noto, una disfatta totale: morirono 50.000 soldati, un console, due questori, ventinove tribuni e ottanta appartenenti alla classe senatoria; altri 15.000 furono fatti prigionieri. All’improvviso, Roma non aveva più un esercito, né una classe dirigente. Una parte dei sopravvissuti scortarono l’altro console a Roma; altri 10.000 legionarî, invece, si asserragliarono a Canosa. Qui un nobile li convinse dapprima che era necessario abbandonare la Repubblica, ormai condannata a soccombere, per cercare fortuna come mercenarî in Oriente; fu un tribuno, Publio Cornelio Scipione (figlio dell’omonimo[1] inviato a combattere in Hiberia), che aveva solo 20 anni ma aveva già combattuto sia al Ticino sia a Canne, a convincerli a non disertare. Il Senato tuttavia, saputo della loro seppur momentanea mancanza di lealtà, li condannò all’esilio: furono riorganizzati in due legioni (da allora denominate Cannenses) e inviati in Sicilia, dove avrebbero atteso sino alla fine della guerra. La capitolazione di Roma dovette sembrare prossima: negli anni successivi la tradirono molti alleati, fra cui Capua (216 a.C.) e Siracusa (215); entrò in guerra, al fianco di Annibale, anche Filippo V re di Macedonia (215); scoppiò una rivolta in Sardegna (215) e gli eserciti cartaginesi conquistarono Agrigento (213) e Taranto (212). In Hispania, infine, Asdrubale, fratello di Annibale, sconfisse e uccise i due Scipione (212): solo la strenua resistenza opposta dall’esercito romano sul fiume Baetis (odierno Guadalquivir) evitò una disfatta totale. ___________________________ In questi primi, concitati anni di guerra Roma continuò a finanziare lo sforzo bellico con le monete che già possedeva, il quadrigato e l’aes grave, che subirono un costante e accentuato fenomeno di svalutazione. Per quanto riguarda i bronzi, nel 217-215 a.C. Roma emise la serie semilibrale[2] RRC 38 che comprendeva tutti i nominali dall’asse alla quartoncia, ma presentava una particolarità: mentre asse, semisse, triente e quadrante furono realizzati per fusione e costituirono una delle ultime emissioni di aes grave, i nominali più piccoli furono realizzati per coniazione e costituirono, quindi, le prime monete coniate di valuta romana (espresse, cioè, in once). Per quanto riguarda l’iconografia, fu ripetuta la sequenza della serie RRC 35 (Giano, Saturno, Minerva, Ercole, Mercurio e Roma, con la prora navis al rovescio) ma furono aggiunti due nominali più piccoli, semioncia e quartoncia, riproponendo rispettivamente Mercurio e Roma. Peraltro, questa fu l’unica occasione in cui fu emessa la quartoncia. Ma successe anche un fatto peculiare: fu emessa, in contemporanea, un’altra serie interamente coniata, la serie collaterale[3] RRC 39, comprendente i soli nominali dal triente alla semioncia. La particolarità e la bellezza di questa serie consiste nelle iconografie: sul triente, una testa diademata femminile (forse Giunone) al dritto, Ercole che afferra per i capelli un centauro e impugna la clava al rovescio; sul quadrante, la testa di Ercole avvolta nella pelle leonina al dritto, il toro rampante sopra a un serpente al rovescio; sul sestante, la lupa che allatta Romolo e Remo al dritto, un’aquila o corvo con un oggetto nel becco (un fiore? cibo per i gemelli?) al rovescio; sull’oncia, la testa (con vista frontale) del Sole al dritto, il crescente della luna e due stelle al rovescio; sulla semioncia, infine, una testa turrita (forse Roma, oppure Cibele) al dritto, un cavaliere al galoppo con la frusta in mano al rovescio. Tutte portano la legenda “ROMA” al rovescio e tutte (eccetto la semioncia) il simbolo del valore su entrambe le facce. L’interpretazione di queste iconografie resta un mistero; fra l’altro, fu la prima volta in cui Giunone, il Centauro, l’aquila, il toro con il serpente, Cibele e il Sole vennero raffigurati su monete. Un’ipotesi è che le monete, lette in sequenza, narrino una storia mitologica, ma non si capisce quale[4]. Un’altra, è che si tratti simbologie slegate fra loro: “La serie colpisce per l’essere molto curata artisticamente e per la tematica, in parte estranea alla compassata tradizione repubblicana. … Il centauro trova riscontro nelle monete di Larino, la testa del sole ed il crescente nelle monete di Venusia. Per contro la tipologia del sestante è tipicamente romana … . Il quadrante, con il toro cozzante, trova riscontro sia in una precedente tipologia dell’aes grave, che nella monetazione di Arpi, Posidonia e Thurii. Giunone, diademata e con scettro, era venerata a Roma come a Lanuvium. I tipi quindi non sono originali ma sembrano un misto di tipologie dei diversi stati centro italici (principalmente campani) gravitanti su Roma”[5]. Una terza ipotesi, suggestiva, è che questa serie sia stata emessa per stimolare nei Romani il desiderio di rivalsa, dopo la disfatta di Canne, auspicando la sconfitta di Cartagine sui nominali maggiori (dove la vittoria finale sarebbe simboleggiata da Ercole che uccide il centauro sul triente e dal toro che schiaccia il serpente sul quadrante) e parallelamente magnificando la grandezza di Roma su quelli minori; l’oncia, in particolare, potrebbe essere un’allusione alle tradizioni del mondo contadino, legato ai cicli del sole e della luna[6], e al mos maiorum. Per quanto riguarda la semioncia, qualora essa raffiguri Cibele e non Roma, la circostanza potrebbe essere collegato al fatto che anni dopo, nel 204 a.C., per scongiurare proprio il pericolo di Annibale (che ancora spaventava l’Urbe), secondo un consiglio tratto dai Libri Sibillini, una pietra nera, simulacro della dea, fu prelevata a Pessinunte e trasportata a Roma, dapprima nel Foro poi sul Palatino: è forse possibile quindi che un’invocazione alla medesima dea fosse già stata fatta anni prima, e questa moneta la richiami. Resta il grande fascino di questa serie, fascino alimentato anche proprio dal mistero che avvolge il significato celato nelle sue rappresentazioni. ___________________________ Anche se sembrava sull’orlo della disfatta, Roma non si arrese. Schiacciò la rivolta sarda (215 a.C.). Organizzò un nuovo esercito e lo inviò contro Filippo V (214). Assediò e conquistò Siracusa (214-212) e Capua (212-211). ___________________________ Nel 211 a.C. Annibale cominciò a capire che sarebbe stato difficile piegare Roma e decise di tentare una mossa disperata: marciò, a sorpresa, direttamente contro l’Urbe. La sua iniziativa provocò spavento e turbamento, ma i Romani non si persero d’animo; un esercito al comando del proconsole Fulvio Flacco, pur essendo dietro a quello cartaginese, riuscì a marce forzate a superarlo e giunse a Roma prima di esso, apprestandosi a difenderla. Annibale fece allora accampare i suoi soldati vicino alle mura di Roma; l’ostinata determinazione di Roma a non arrendersi doveva aver già provato il suo morale, quando giunse una notizia che, seppur banale, gli fece capire quanto poco i Romani lo temessero: dentro le mura dell’Urbe, il terreno su cui aveva posto il proprio accampamento era stato venduto, e il prezzo non era per nulla diminuito malgrado la sua presenza. Scoraggiato, si ritirò con il suo esercito in Campania. NOTE [1] I nobili romani avevano l’abitudine di dare, ai maschi primogeniti, il medesimo nome del padre. Questo crea a volte (non qui) incertezze sull’esatta identificazione di alcuni personaggi storici. [2] Così denominata perché l’asse aveva un peso teorico di mezzo asse librale (anche se, nella realtà, pesava spesso di meno: gli assi pervenutici vanno da 100 a 160 g circa). [3] Così chiamata perché emessa “a lato” della RRC 38. [4] Ercole e il centauro, ad esempio, sembrano alludere alla lotta fra il semi-dio e Nesso (centauro della Tessaglia), di cui non si conosce alcun collegamento con la leggenda della lupa che allatta i gemelli. [5] Salati e Bassi in “Cronaca Numismatica”, 5/6/2020. [6] Le due stelle potrebbero essere i Dioscuri, o Phosphorus ed Hesperus, rispettivamente stella del mattino e della sera. ILLUSTRAZIONI Asse fuso RRC 38/1 Quartoncia coniata RRC 38/8 Sestante della "serie collaterale" RRC 39/3 Sestante RRC 42/3. Questa moneta, oggi rarissima, fu emessa in Sicilia, forse a Katana (Catania), durante l’assedio di Siracusa; si pensi: era là, quando un legionario uccise, per errore, Archimede.
    1 punto
  40. Complimenti e grazie a Gabriele per l'ennesimo regalo offerto a tutto il forum. Sono certo che grazie alla tua competenza e chiarezza espositiva riuscirai a risvegliare un po' di interesse per la monetazione repubblicana, che ultimamente langue. PS non sarà un trattato di numismatica, ma meriterebbe di diventarlo
    1 punto
  41. Dimitrios di Nomos AG mi ha detto che hanno ritirato la moneta sopra perché non sono sicuri che è autentica. non vogliono vendere una moneta di cui non sono sicuri sull'autenticità per evitare eventuali problemi con l'acquirente. non ritengono che la moneta sia falsa. quella moneta andrebbe studiata ulteriormente.
    1 punto
  42. Non mi sembra che la persona che ha chiuso la moneta sia un perito: non c'è numero di iscrizione ne alla CCIAA ne al Tribunale ne alla NIP. Ognuno può sigillare le monete ma NON sono una perizia.
    1 punto
  43. Essendo uscito il mio ultimo lavoro tra le diverse "novità" presenti vorrei segnalare questo Bezzo da 6 l'esemplare, fino ad oggi non segnalato (al momento sono censiti 3 esemplari*) di questo bezzo da sei bagattini presenta S. Marco in piedi e la legenda ✿ S • MΛRCVS ✿ ✿ VENETVS ✿
    1 punto
  44. Allego le immagini dell herzfelder. A guardare bene, qualche piccolo dettaglio è differente. Considerando sempre però che che il testo non Ha immagini hd
    1 punto
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