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  1. Carlo.

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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/13/25 in tutte le aree

  1. L'autore in questione, a cui con estremo garbo, gentilezza e pazienza, gli appassionati di numismatica veneziana stanno rivolgendo, inutilmente, richieste di delucidazione e chiarezza nel merito delle ipotesi da lui sostenute, è già tristemente famigerato tra noi appassionati di numismatica napoletana e dell'Italia meridionale come "appioppattore" seriale di varie tipologie monetarie a diverse zecche forzando in maniera oltremodo arbitraria la documentazione studiata e allegata... Ha l'indubbio merito di pubblicare tutta una serie di documenti molto interessanti, ma poi parte per la tangente inventandosi di tutto e di più, del tipo: monete coniate a Lanciano, ducali, tarì e augustali coniati a Napoli, denari lucchesi, fiorini di Firenze e adesso pure ducati veneziani coniati a Napoli... il tutto sbandierato come "ormai assodato" senza un benchè minimo straccio di prova a sostegno se non interpretazioni a dir poco forzose... Già in passato questa sua modalità di fare "ricerca" è stata oggetto di una dura e articolata presa di posizione da parte di uno studioso di numismatica medievale dell'Italia meridionale di cui riporto un saggio nel merito che illumina meglio la questione: https://www.academia.edu/117670185/Raffaele_Iula_Moneta_que_tunc_per_ista_civitate_andaberis_zecca_ed_economia_monetaria_a_Napoli_nel_XII_secolo_in_Archivio_Storico_per_le_Province_Napoletane_CXLII_2024_pp_7_28
    4 punti
  2. Rinvenuta a Barbarano Romano un tomba etrusca inviolata. Notevole ,da manuale. Piena età orientalizzante,bel corredo ceramico,pochi bronzi. https://www.viterbotoday.it/foto/cronaca/gallery-ritrovata-tomba-etrusca-intatta-necropoli-di-barbarano-romano/
    2 punti
  3. Ciao a tutti, oggi vorrei condividere con voi una moneta "bruttina", parlo dal punto di vista estetico, è innegabile che ne abbia passate parecchie, per il resto sia dal punto di vista numismatico che storico è tutt'altro che "bruttina", almeno per me. In ogni caso, viste le mie possibilità e il budget che mi sono prefissato per la mia passione numismatica, era l'unica che potevo mettere in collezione e considerando che non l'avevo mai vista ad un costo "umano" non ho saputo resistere. Si tratta come avrete capito al titolo del post di un denario con ritratto di Gaio Giulio Cesare. Prima di tornare alla moneta vorrei però fare un'ulteriore premessa e chiedo perdono se magari è troppo lunga, senza assolutamente nessun intento polemico e nel rispetto delle opinioni di tutti, ma secondo me doverosa, ho letto ultimamente alcuni post in cui si diceva che il forum secondo alcuni era diventato una vetrina per le collezioni, per richieste un pò futili e che si era perso l'obbiettivo storico/divulgativo di una volta. Per quanto mi riguarda sono poco più di 2 anni che mi trovo sul forum (ho iniziato a collezionare in maniera seria solo pochi mesi prima...) e quindi come era una volta posso solo immaginarlo da alcuni post incredibili dai quali tanto ho imparato, è un pò come quando guardi il Colosseo a Roma, rimani basito e puoi solo immaginare come era e cosa rappresentava veramente. Detto questo tuttavia mi sento di ribadire come mi sono sempre trovato a casa qui e quanto sia bello condividere la passione con qualcuno che magari non vedrai mai (sono contento che comunque qualcuno l'ho conosciuto con molto piacere anche di persona) ma che ti capisce e come durante una pausa caffè o alla fine di una lunga e faticosa giornata sia bello vedere le monete degli altri e confrontarsi con loro su pregi, difetti, storia e curiosità varie. Ci tengo a dire che non mi sono sentito personalmente coinvolto in questo tipo di "accuse" in quanto ho una collezione talmente modesta che non credo che abbia dato fastidio a qualcuno se metto una monetuzza ogni tanto, questo però negli ultimi tempi mi ha un po' frenato (sono un tipo ansioso e mi preoccupo sempre troppo di tutto) e alcune monete le ho lasciate nel vassoio solo per me, mi è dispiaciuto ma così è stato, penserete "non si sarà perso nulla" oppure "chi ti credi di essere" o anche "ma quanto la fai lunga", ci mancherebbe avete ragione, ma l'ho solo detto per cercare di spiegarvi come mi sono sentito. Ripeto, nessun intento polemico, solo un'esternazione della realtà in cui mi sono trovato e quello che ho sentito da utente relativamente nuovo dopo aver letto quelle discussioni. Detto questo, anche troppo ammetto, ho deciso di tornare su questi "schermi" per mostrarvi la moneta "bruttina" di cui sopra, questo post più che uno showcase potete considerarlo un "emotion-case", metteteci che è proprio il mese di luglio, metteteci che è arrivata oggi in ufficio (il corriere mi conosce quindi quando gli resta comodo mi lascia i pacchi in ufficio) non attesa perchè non avevo ricevuto la notifica dal mio venditore di fiducia (non credo l'abbia fatto apposta altrimenti sarebbe perfido :D), quando mi sono trovato fra le mani la busta e poi la moneta ho cominciato a tremare dall'emozione e ci manca poco che scoppio a piangere, i colleghi hanno pensato fossi impazzito ma mi conoscono ormai 😅 Avere finalmente una moneta di Cesare, con il suo ritratto (quanto mi risulta è stato il primo ad essere autorizzato dal senato ad aver la sua faccia su una moneta mentre era ancora in vita), coniata nell'anno della sua morte, anzi a pochi mesi dalla stessa, mi trasmette un'emozione fortissima e per me, che sono appassionato principalmente della dinastia Giulio-Claudia, è un pezzo importantissimo che si aggiunge alla collezione. Ma ecco il denario in questione: Gaio Giulio Cesare, Denario, Roma, 44 a.C., Crawford 480/5b 2.76g X 18mm, Argento D/ CAESAR IMP; testa laureata di Giulio Cesare; dietro, una stella. R/ P SEPVLLIVS - MACER; Venere con Vittoria e scettro. Spero di essere riuscito a trasmettervi un pò di quella emozione che ho provato nel tenere questo incredibile pezzo di storia fra le mani, visto che la storia di Cesare è molto nota e ci sono molti post, libri e articoli sulla sua figura e sulle sue monete (non per ultimo quello bellissimo proprio sulle monete con i suoi ritratti presente nel notiziario allegato all'ultimo numero di Monete Antiche), ho scelto di portare il discorso più sul fatto emotivo approfittando proprio di questo anche per far le considerazioni di cui sopra. Parlando di questo autorizzo (non che ce ne sia bisogno ma per dire che da parte mia non seguirà nessuna rimostranza nel caso) fin da ora i moderatori, nel caso lo ritenessero opportuno, a cancellare la parte del post che va da "Prima di tornare alla moneta" a "utente relativamente nuovo dopo aver letto quelle discussioni." se ritengono quanto detto non appropriato oppure potenzialmente a rischio di flame, non credo, ma in caso... Grazie a tutti per l'attenzione e per i vostri sempre graditi interventi. Matteo
    2 punti
  4. Secondo me @Ale75 ci ha preso!
    2 punti
  5. La parte metallica probabilmente richiederà un minimo di consolidamento.
    2 punti
  6. 2 punti
  7. Quando la numismatica coinvolge la storia postale... e viene alla luce un pezzetto di storia!!! Quest'uomo è stato al centro di dinamiche sia nel bene che nel male per decadi quando la TV la faceva da padrona. Un ricordo anche ad Arnaldo Forni...
    2 punti
  8. Ho cercato di mantenermi neutrale in questa diatriba ma, ahimè, stante la completa mancanza di fonti CERTE e non sommariamente lette, mancanza di dialogo reale da parte dell'autore, ... 🤐 Dico solo che la zecca Veneziana NON ha mai permesso di coniare per suo conto (Cattaro/Scutari sono gli unici casi noti e documentati; come sono documentate le "bestemmie" del Senato veneziano verso quelle zecche e i tondelli ufficiali prodotti). Nulla toglie che a Napoli visto il successo della tipologia si fossero prodotte imitazioni/contraffazioni (starebbe all'autore aiutare noi umili curiosi a capire il come, dove, perchè...). Venezia così attenta e gelosa delle sue "creature" metalliche ("creature" che ne garantivano il prestigio) avrebbe passato il testimone ad una zecca così lontana e non facilmente controllabile? -la produzione di moneta forestiera a Napoli è già stata documentata- (cito) allora per cortesia si potrebbe riportare tali documenti anche qui? Non tutti sono in grado di acquistare le varie riviste su cui Perfetto pubblica, trovare il passo e gli estremi di catalogazione e far richiesta all'ente. Se invece di "fare la vittima" ci si concentrasse su un dibattito costruttivo magari il sig. Perfetto si accorgerebbe che anche un rin...ito come me magari una mano, un consiglio, una dritta gliela darebbe allo scopo di far chiarezza sul mondo delle emissioni/pseudo emissioni della Serenissima
    2 punti
  9. Mi dispiace sempre arrivare ad affrontare queste questioni, perché non c'è davvero niente di personale e mi dispiace se lo hai creduto o se ti ho dato occasione di pensarlo. Io non ti conosco e credo che tu sia in buona fede, ma purtroppo l'operazione che stai facendo non é eticamente accettabile, ed é necessario sottolinearlo perché raccontare una storia parallela senza che vi siano delle fonti sufficientemente solide, criticando un sistema teorico che funziona e che invece é supportato dalle fonti significa avvelenare i pozzi a cui tutti ci abbeveriamo. Mi dispiace anche perché io per primo, avendo iniziato a pubblicare articoli di numismatica a 16 anni, senza una formazione scientifica adeguata, ho scritto in quel periodo tante inesattezze (certo in sedi meno prestigiose e piú amatoriali), che poi ho corretto nel tempo; anche per me non era semplice acettare le prime critiche, che non avendone gli strumenti non capivo. Devo ringraziare anche il forum e tanti suoi utenti per avermi accompagnato nella costruzione di un metodo solido. Io sono certo che se incanali il tuo entusiasmo in un metodo scientifico, promuoverai certamente ricerche interessanti, mentre viceversa rischi di rovinare la tua reputazione di studioso, producendo letteratura fuorviante che può trarre in errore studiosi di altre discipline che si affidano ai tuoi studi. Questo é il mio parere, per quello che conta. Un saluto, Magdi
    2 punti
  10. E' il bello delle cartoline ... rivelano spesso cose interessanti. Documenti ... veri documenti che svelano scorci di vita personale che alfine sono sono scorci di luce della storia. Non cose minimali.
    2 punti
  11. Sembra un deca ma per forma mi lascia molti dubbi. Io non sono per nulla certo sia bizantina. Al dritto non riesco a vedere.... Magari lunedì lo giro con il PC e guardo bene
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  12. Georgia On My Mind Beh, parlando della Georgia, questa non poteva proprio mancare E pazienza si ci hanno infilato dentro la pubblicità della famosa bibita di Atlanta, neanche quella, in fondo, può mancare E la Zecca? Davvero è finito tutto con l'incendio del 1878? Purtroppo sì non c'è stata alcuna "resurrezione", come avvenuto per Charlotte. Ma la sua storia, e quella della corsa all'oro della Georgia, non sono state dimenticate. A Dahlonega, in quella che era la sede del tribunale (Old Lumpkin County Courthouse), costruito nel 1836 (il più antico tribunale di contea sopravvissuto nello Stato), situato al centro della piazza cittadina, è stato aperto il Dahlonega Gold Museum, che ospita molti manufatti della corsa all'oro, tra cui un cannone idraulico, una pepita d'oro di oltre 140 grammi, e una serie completa delle monete della Zecca di Dahlonega https://georgiacfy.com/dahlonega-gold-museum/ E così, anche stavolta siamo giunti alla fine, ringrazio quanti hanno avuto la pazienza di seguirmi fin qui, dando appuntamento a tutti alla prossima discussione... dopo l'estate petronius
    2 punti
  13. Si tratta dello stesso esemplare passato nel 2019 nell'asta Antykwariat Numizmatycny auctio n 21 del 26/10/2019... https://www.numisbids.com/sale/3424/lot/?lot=537 con base d'asta di circa 1738 € (7000 Zloty) e aggiudicato a 120500 Zloty = 32433 € per facilitarne il confronto... Mario
    2 punti
  14. Buongiorno. In questo contributo che presentai sul forum qualche anno fa puoi trovare un catalogo preliminare delle monete con gli etnici di Crotone e Pandosia. Colgo l'occasione per annunciare che ho in corso lo studio sistematico delle monete di Pandosia (comprese quelle a legenda Cro-Pando) finalizzato all'edizione del corpus. Ho consegnato da poco ad una nota rivista di numismatica un saggio preliminare di questo studio che dovrebbe essere pubblicato (salvo imprevisti) entro il prossimo anno. Vi terrò aggiornati.
    2 punti
  15. Non è che usi la stessa condotta quando leggi antichi documenti? Limitandoti alle righe che ti suscitano interesse e ignorando i contesti?
    2 punti
  16. Curioso segno a forma di “8” in questo Cavallo aquilano….
    2 punti
  17. Il 1 gennaio 2026 la Bulgaria entrerà nell'unione monetaria, un risultato ambito da molto nel "paese più povero dell'UE" come spesso (e non del tutto propriamente) viene definita la Bulgaria. Qui si discuterà della fase di transizione dal lev all'euro, che in questo Stato sarà delicata non solo per le ben note speculazioni sui prezzi eseguite ovunque si sia passati all'euro, ma anche perchè la Bulgaria è soggetta da molto tempo a un pesante attacco russo di guerra dell'informazione, con diffusione massiccia di falsità su vari media, appoggio al partito nazionalista filorusso locale (con tanto di risse in parlamento) e manifestazioni pilotate. In ogni caso, per ora è stato stabilito che la fase di transizione fra le due valute durerà solo un mese, durante il quale gli ATM erogheranno solo euro. La transizione sarà supervisionata da più autorità, tra cui l'Agenzia delle entrate nazionali, la Commissione per la protezione dei consumatori, la Banca Nazionale Bulgara, la Commissione di vigilanza finanziaria e il Ministero della governance elettronica. La coniazione delle monete comincerà subito dopo la formalizzazione dell'ingresso da parte dell'UE, a luglio, e naturalmente prima del 2026 saranno messi in vendita gli starter kit. Questo è il sito governativo bulgaro d'informazione sull'euro e il passaggio all'euro: https://evroto.bg/
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  18. Buongiorno e Buona Domenica a Tutti, L'emissione dei primi francobolli spagnoli, con effigie della Regina Isabella II° ( in carica dal 1833 al 1864 ), segna l'inizio della storia filatelica della Spagna ( 1° Gennaio 1850 ). La prima serie emessa fu di 5 valori. Nel tentativo di combattere il pullulare di falsificazioni - che invadevano la Spagna immediatamente dopo ogni emissione - le autorità postali variarono quasi ogni anno ( spesso il 1° Gennaio ), il tipo dei francobolli. Oggi condivido questa affrancatura nera da 6 cuartos con annullo, dovrebbe essere del 2° tipo perché le lettere TO della parola CUARTOS in alto non sono distanziate come le altre, il francobollo dal vivo è più scuro ma risultante un po' schiarito per effetto dell'ingrandimento fotografico. Grazie.
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  19. La Guardia di Finanza stringe il cerchio: controlli a tappeto contro i commercianti abusivi sui social *Dopo l’abbassamento dell’IVA sugli articoli da collezione, raffica di ispezioni su piattaforme online come* *Facebook per contrastare il mercato sommerso* ⸻ Roma, 12 luglio 2025 – L’abbassamento dell’IVA sugli articoli da collezione, tra cui francobolli, monete e memorabilia storici, ha riacceso l’interesse di collezionisti e investitori, ma ha anche attirato l’attenzione della Guardia di Finanza, che nelle ultime settimane ha avviato una vasta operazione di controllo sui commercianti abusivi che operano attraverso i social network. A finire sotto la lente delle Fiamme Gialle sono in particolare le compravendite effettuate su Facebook, dove numerosi gruppi pubblici e privati ospitano ogni giorno centinaia di inserzioni di vendita. In molti casi, però, dietro a profili apparentemente amatoriali si nascondono veri e propri venditori professionali privi di partita IVA, che non emettono ricevute e sfuggono a ogni forma di tassazione. Il nuovo scenario fiscale L’inizio dell’anno ha portato con sé una novità importante per il settore del collezionismo: l’IVA sugli articoli da collezione è stata ridotta dal 22% al 10%, nell’ottica di valorizzare il patrimonio culturale e incentivare un mercato in forte crescita anche tra le nuove generazioni. Tuttavia, questo intervento ha avuto un effetto collaterale: l’aumento esponenziale delle attività di vendita informali, favorite dalla facilità d’uso delle piattaforme digitali. “La riduzione dell’IVA ha portato alla luce nuove dinamiche di mercato, ma anche a un aumento del sommerso,” affermano fonti interne alla Guardia di Finanza. “Per questo motivo, abbiamo deciso di intensificare i controlli, soprattutto su quei canali dove l’anonimato e l’assenza di regolamentazione creano terreno fertile per attività illecite.” Social network e tracciabilità Le indagini si stanno concentrando su venditori che pubblicano decine o centinaia di annunci al mese, spesso offrendo spedizioni tracciate e metodi di pagamento come PayPal o bonifici, senza però alcuna traccia fiscale dell’operazione. Molti di questi soggetti operano in gruppi chiusi o si spostano tra più account per eludere i controlli. La Guardia di Finanza ha già avviato un primo ciclo di controlli incrociando dati provenienti da inserzioni pubbliche, tracciamenti di spedizione e segnalazioni da parte di utenti e associazioni di categoria. In alcuni casi, le vendite non dichiarate hanno superato i 50.000 euro annui. Le sanzioni Chi viene scoperto a vendere abitualmente senza regolare posizione fiscale rischia sanzioni pesanti, che includono multe da diverse migliaia di euro e, nei casi più gravi, la denuncia per evasione fiscale. Le autorità stanno anche valutando la possibilità di collaborare con le piattaforme social per identificare e oscurare i profili recidivi. Il monito delle autorità Il Comando Generale della Guardia di Finanza ha invitato i cittadini a prestare attenzione: “Non si tratta di colpire il piccolo collezionista che vende un doppione dalla propria raccolta, ma di contrastare attività abusive che danneggiano i commercianti regolari e l’intero comparto.” Le associazioni del settore, come l’Unione Italiana Filatelisti, plaudono all’iniziativa: “Era ora che si intervenisse su un fenomeno che da anni penalizza chi opera nella legalità. Servono regole chiare e una maggiore responsabilità anche da parte delle piattaforme online.” Intanto, l’operazione della Guardia di Finanza prosegue e si prevede che nei prossimi mesi venga estesa anche ad altri canali digitali, come Instagram, e-commerce paralleli e siti di annunci, con l’obiettivo di ripristinare equità e trasparenza in un settore che rappresenta un importante tassello del patrimonio culturale italiano.
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  20. Il rumore di fondo dei complottisti, degli pseudocosi, dei laureati all'università della vita, supportato dagli echi degli ignoranti (in contrapposizione di esperto e studioso) della materia la fa solitamente da padrona sui social. Ecco qui lo studio pubblicato su una delle principali riviste con vera peer review (qui: https://static-content.springer.com/esm/art%3A10.1038%2Fs41586-025-09195-5/MediaObjects/41586_2025_9195_MOESM3_ESM.pdf) https://www.nature.com/articles/s41586-025-09195-5 il metodo vuole che chi dice la propria porti tesi e dati misurabili e o replicabili a confutazione dell'articolo che, essendo SCIENTIFICO, viene pubblicato proprio perché divenga materiale di confronto e crescita per la comunità scientifica -------------------------------------------------------------------------------- Qui, invece, l'articolo divulgativo pubblicato su Nat Geo https://www.nationalgeographic.it/come-e-stato-ricostruito-il-volto-di-un-antico-egizio-vissuto-oltre-4500-anni-fa-?utm_source=firefox-newtab-it-it Come è stato ricostruito il volto di un antico egizio vissuto oltre 4.500 anni fa Gli scienziati hanno sequenziato il primo genoma completo di un antico egizio dal DNA intatto estratto dai suoi denti restituendo così un volto a un uomo dell'Antico Regno DI Nicholas St. Fleur pubblicato 07-07-2025 Sigillato in un vaso funerario di ceramica, con le ginocchia piegate verso il mento, lo scheletro di un uomo egizio è rimasto indisturbato per migliaia di anni. Nel 1902, alcuni archeologi britannici lo dissotterrarono dalla sua tomba scavata in una collina calcarea nella necropoli di Nuwayrat (Nuerat), oltre 240 chilometri a sud del Cairo. Mentre i faraoni del tempo del defunto costruivano monumenti colossali come la Grande Piramide di Giza, quest'uomo, probabilmente un vasaio vissuto tra i 4.500 e i 4.800 anni fa, ha lasciato dietro di sé un'eredità di tipo diverso: il suo DNA eccezionalmente ben conservato. In qualche modo, i suoi resti hanno resistito a secoli di caldo torrido egiziano e persino ai bombardamenti nazisti mentre si trovavano a Liverpool, in Inghilterra, durante la Seconda guerra mondiale. Ora gli scienziati hanno sequenziato il primo genoma completo di un antico egizio a partire dal DNA intatto estratto dai suoi denti. Lo studio, pubblicato il 2 luglio su Nature, descrive il più antico DNA mai recuperato in Egitto, datato al radiocarbonio tra il 2855 e il 2570 a.C. Questo intervallo si colloca tra la fine del Periodo Protodinastico e l'inizio dell'Antico Regno, quando i governanti egizi consolidarono il potere e diedero inizio all'"Età delle piramidi".  "Ci sono centinaia, se non migliaia, di genomi antichi provenienti da tutto il mondo", afferma Linus Girdland-Flink, archeologo biomolecolare dell'Università di Aberdeen in Scozia e coautore dello studio. Ad oggi, gli scienziati hanno raccolto DNA antico da Neanderthal, Denisova e Homo sapiens di 45.000 anni fa. "Eppure, l'Egitto era rimasto una sorta di tessera mancante in questo grande puzzle dell'ascendenza genetica umana". Prima di questo studio, il DNA più antico recuperato dall'antico Egitto proveniva da tre mummie sepolte nella necropoli di Abusir el-Meleq e datate tra il 787 e il 23 a.C. Ma quelle sequenze rappresentavano solo genomi parziali. Il nuovo genoma è completo e proviene da un individuo vissuto circa 1.500 anni prima. Il contenitore “bara” di terracotta e i resti dell'uomo di Nuwayrat scoperti nel 1902. FOTOGRAFIA DI GARSTANG MUSEUM, UNIVERSITÀ DI LIVERPOOL (PER GENTILE CONCESSIONE) "Questo genoma ci permette, per la prima volta, di conoscere l'ascendenza genetica di un individuo egizio vissuto nel periodo dell'Antico Regno", ha dichiarato nel corso di un briefing con la stampa Adeline Morez Jacobs, un'antropologa fisica che ha condotto la ricerca durante il suo dottorato alla Liverpool John Moores University. Inoltre, ha permesso agli scienziati di ricostruire parzialmente l'aspetto del volto della persona. Daniel Antoine, capo del dipartimento Egitto e Sudan del British Museum di Londra, che ha revisionato lo studio, ha elogiato il lavoro. "Anche se si basa su resti di un solo individuo, la scoperta è molto significativa perché il DNA antico sopravvive raramente nella valle del Nilo", ha dichiarato. Con esso, gli scienziati possono iniziare a svelare gli indizi genetici di come diverse popolazioni di persone interagissero nell'antico Egitto. Svelata l'antica ascendenza genetica Con il sequenziamento del DNA, gli scienziati possono iniziare a porsi domande su questo antico individuo, a partire da una domanda fondamentale: chi erano i suoi antenati? Sebbene si tratti del lignaggio di una sola persona, potrebbe aiutare gli storici a capire come le persone migravano e si mescolavano nell'antico Egitto. Circa l'80% dell'ascendenza dell'uomo risale alle popolazioni neolitiche del Nord Africa. Il restante 20% è legato a popolazioni antiche dell'Asia occidentale, tra cui la Mezzaluna Fertile orientale (Mesopotamia), che comprende l'attuale Iraq, l'Iran occidentale, parti della Siria e l'estremo sud-est della Turchia, spiega Morez Jacobs. Nell'individuo di Nuwayrat non sono state trovate prove di ascendenza dall'Africa orientale o sub-sahariana. Il contenitore-urna di terracotta in cui è stato scoperto l'individuo di Nuwayrat. FOTOGRAFIA DI MUSEO GARSTANG, UNIVERSITÀ DI LIVERPOOL (PER GENTILE CONCESSIONE) Le tombe rupestri di Nuwayrat che racchiudevano il vaso di terracotta contenente la sepoltura. FOTOGRAFIA DI GARSTANG MUSEUM, UNIVERSITÀ DI LIVERPOOL (PER GENTILE CONCESSIONE) I ricercatori non sanno quando queste due popolazioni si siano mescolate nel lignaggio dell'uomo di Nuwayrat, ma affermano che probabilmente la mescolanza si è verificata nell'arco di centinaia o addirittura migliaia di anni nell'ascendenza dell'uomo, e forse più volte. Questi dati genetici sono in linea con le prove archeologiche, le quali suggeriscono che, oltre allo scambio di beni come i raccolti o gli animali e allo scambio culturale (come i sistemi di scrittura e il tornio da vasaio), le persone stesse si spostavano e si mescolavano tra le regioni. "Il documento costituisce una pietra miliare nel campo della genomica dell'antico Egitto", afferma Yehia Gad, supervisore scientifico del laboratorio del DNA antico presso il Museo Nazionale della Civiltà Egizia del Cairo, che non è stato coinvolto nello studio. Secondo Gad, la nuova scoperta "rafforza lo status dell'antico Egitto come fulcro e crogiolo del mondo antico". I prossimi passi del team, dice Girdland-Flink, saranno quelli di collaborare con gli scienziati egiziani per decifrare ulteriormente il passato dell'Egitto. Gad, che contribuisce alla guida del progetto nazionale egiziano sul genoma, che mira a sequenziare i genomi di 100.000 adulti egiziani e di 200 antiche mummie egizie, afferma di essere favorevole all'idea. "Possiamo tutti servire e lavorare insieme per tracciare un quadro migliore di questa affascinante civiltà antica, che costituisce una tappa importante nel cammino dell'umanità", afferma. Ricostruzione facciale (e potenziali controversie) Oltre al sequenziamento del genoma dell'uomo di Nuwayrat, i ricercatori hanno anche presentato una ricostruzione facciale realizzata dall'antropologa forense Caroline Wilkinson. Wilkinson, che dirige il Face Lab della Liverpool John Moores University, ha già ricreato i volti di personaggi come Ramesse II e Arsinoe IV, sorella di Cleopatra.  Partendo da una scansione 3D del suo cranio, ha costruito i suoi tratti facciali come la linea mandibolare, il naso e gli occhi, parti del corpo relativamente facili da prevedere dalla sola struttura ossea. Orecchie e bocca, invece, sono più difficili [da ricostruire]. L'analisi genetica ha suggerito che l'uomo avesse probabilmente gli occhi marroni, i capelli castani e una pigmentazione della pelle "che andava dalla pelle scura a quella nera", in base alle previsioni di uno strumento chiamato sistema HirisPlexS. Ma gli autori avvertono che queste previsioni sono caratterizzate da incertezza, data la scarsità di dati genetici provenienti da popolazioni antiche comparabili.  Per evitare speculazioni su caratteristiche che non potevano essere determinate in modo definitivo, Wilkinson afferma che lei e il suo team hanno reso la ricostruzione in scala di grigi, senza capelli o tonalità della pelle. Wilkinson ha aggiunto che si aspetta che l'immagine susciti qualche polemica, come hanno fatto in passato le rappresentazioni di altri antichi egizi, spesso criticate per il loro aspetto "troppo europeo" o "troppo africano". Utilizzando una scansione 3D, gli antropologi forensi hanno ricostruito il volto dell'uomo di Nuwayrat partendo dall'analisi del suo cranio. ILLUSTRAZIONE DI CAROLINE WILKINSON, LIVERPOOL JOHN MOORES UNIVERSITY/MOREZ, A. (2025), NATURE Ma Wilkinson sottolinea che il volto è solo l'aspetto di una persona dell'antichità. "Questo individuo non è rappresentativo di tutti gli individui dello stesso periodo e di questa stessa parte del mondo, così come io non sono rappresentativa di tutti gli europei di oggi". Per capire meglio chi fosse questa persona e la vita che conduceva, gli scienziati dovevano guardare oltre il suo volto. I suoi denti consumati suggeriscono che avesse tra i 44 e i 64 anni, o forse probabilmente più anziano. Il suo scheletro mostra segni di artrite dovuta all'età, articolazioni e vertebre usurate e affaticamento muscolare dovuto al frequente accovacciarsi e appoggiarsi, come conseguenza di postura da lavorazione di argilla e ceramica, occupazione fisicamente impegnativa, afferma Joel Irish, bioarcheologo della Liverpool John Moores University e coautore dello studio.  "Durante la sua vita guardava spesso verso il basso, come oggi gli adolescenti guardano i loro cellulari", afferma Irish. Da questi indizi e dallo studio dei geroglifici dei laboratori di ceramica, il team ha concluso che l'uomo era probabilmente un vasaio piuttosto che un fornaio, un agricoltore, un muratore o un soldato. Tuttavia, non si può escludere che fosse un tessitore. Il team ha ipotizzato che se fosse stato un vasaio, forse ci sarebbe stato un legame tra la sua professione e il motivo per cui era stato sepolto in un vaso di terracotta. Ma hanno anche aggiunto che questa pratica non era esclusiva dei vasai, di questo periodo o di Nuwayrat. E se invece fosse stato un costruttore di piramidi? L'uomo di Nuwayrat poteva aver trasportato enormi pietre nella piana di Giza? (Ma a oltre 160 chilometri di distanza dal luogo in cui fu sepolto). Si tratta di "pura speculazione", afferma l’archeogenetista Girdland-Flink. Inoltre, mette in guardia dal trarre conclusioni sulle persone che davvero hanno costruito le piramidi sulla base di questo antico genoma egiziano. “Per sapere chi ha costruito le piramidi", conclude Girdland-Flink, "è necessario disporre dei genomi di chi con certezza vi ha lavorato ". 
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  21. Paladino TE voleva LO re = pala di notevole valore. Buonanotte!
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  22. Mi ero ripromesso di non intervenire più, ma le attese lasciano piccoli spazi interventivi. Attacchi gratuiti in stile ‘branco’, visto il tempo ravvicinato dei vostri interventi. Il lavoro di Iula ha il merito di averci messo il nome, non di più (un divulgativo di quanto già pubblicato dai testi da lui citati, ma passato bonariamente a rivista scientifica, considerato che li ha solo ripetuti/rielaborati); Mantova è conclamata oltremodo a Napoli, così come fiorini e ducati. Se Genova non è stata citata vuol dire che si segue un protocollo scientifico e attendibile.
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  23. L' annullo meccanizzato a bandiera si chiama ed è catalogato come American Flag Type A14 PC. (Postmark Cancel). Burlington è una cittadina nel Vermont. ... l' annullo è datato 7 agosto 1911 10:30 A (Antimeridiane). SEGUE.......
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  24. Il problema in questi casi sono gli innocenti che vi vanno in mezzo, alla fine sono tante le persone che vendono diversi pezzi della loro collezione, risultando apparentemente come persone che lo fanno come attività in nero. Il problema del collezionismo è che si accumulano tantissimi pezzi ed è possibile che bisogna fare tante inserzioni per vendere quello di cui non si ha più bisogno, risultando così sospetto ai nuovi controlli. Durante dei controlli della gdf alla mia società, che ha sempre operato nel rispetto delle regole, mi dissero che qualcosa devono trovare per forza quando fanno un controllo, che non possono andare via a mani vuote, il che significa per me che è meglio non trovarsi mai in mezzo ad un controllo.
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  25. Ottima iniziativa che spero si estenda su tanti ambiti, non solo quello numismatico
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  26. Eccomi di nuovo, visto che non posso modificare il post relativo aggiungo qui sotto una traduzione di Cassio Dione più moderna di quella inizialmente scritta nel post n. 15, visto che ero curioso mi son preso un'edizione più aggiornata per vedere se la traduzione era diversa, effettivamente sembra che Dione abbia esplicitato chiaramente la cosa, da notare, che, diversamente dall'altra traduzione, qui è separato il discorso "padre della patria" dal ritratto sulle monete, quindi evidentemente Dione non intendeva necessariamente dire che il ritratto era con legenda "pater patriae".: “Oltre a questi notevoli privilegi lo nominarono padre della patria, impressero la sua immagine sulla moneta, votarono per festeggiare il suo giorno natale con sacrificio pubblico, ordinarono che ci fossero sue statue nelle città e in tutti i templi di Roma, e due poste sui rostri, una che lo rappresentava come il salvatore dei cittadini e l'altra come il salvatore della città dall'assedio, insieme alle corone consuete per tali imprese.” (da “Storia Romana: Dalle origini ad Alessandro Severo - Vol 1 di 2” di “Dione Cassio, Nicola Lembo”). Chiaramente non conoscendo il greco se non in maniera molto marginale non sono in grado di tentare una traduzione letterale in proprio ma confido che questa sia sufficientemente corretta 🙂
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  27. Si concidono molti particolari . Grazie mille Ale 75
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  29. Ottimo @Alan Sinclair! Iniziano ad arrivare anche gli altri paesi europei! Bel francobollo, forse tagliato un poco troppo stretto a destra. L'annullo che forma ha? Sembra un fiore a 4 petali, possibile? Adoro i ritratti di Isabella II sulle monete (ed ora anche sui francobolli), hanno un che di Botero
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  30. Ogni moneta patina in modo diverso, dipende dai trattamenti ricevuti in passato. Qui sotto un mio 5 lire 1930, acquistato nel 2008, era bianco latte, adesso è così (foto settembre 2024)
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  31. Il realizzo dell’asta polacca era in linea con le potenzialità espresse dal mercato per questo pezzo. La base/stima di Nomisma e’ come al solito allineata piu’ su un valore desiderato che su una reale richiesta da parte del mercato. La rarità del prezzo e’ indiscussa ma occorre tener presente la ristretta cerchia di appassionati per la monetazione secentesca che soffre anche di un certo minor appeal dal lato artistico, soprattutto se confrontato con il ‘500, pur se compensato in parte dalla rappresentatività dei grandi nominali sia per l’oro che per l’argento.
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  32. PI sta per legare a OS T A coli = pista per le gare a ostacoli. Buona domenica!
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  33. L'argomento vi parrà assurdo ma ho iniziato questa discussione semiseria perchè da molto tempo si parla di ritorno e anche di permanenza sulla Luna. Le principali agenzie spaziali del mondo hanno dei piani più o meno dettagliati in proposito: per quanto ci riguarda l'ESA ha in mente una collaborazione internazionale per sostituire la Stazione Spaziale Internazionale (che sarà dismessa dopo il 2020) con una piccola base lunare denominata "Moon Village", da realizzare indicativamente attorno al 2030. Ed ecco un servizio che ne parla: http://www.esa.int/spaceinvideos/Videos/2016/02/ESA_Euronews_Moon_Village/(lang)/it Siccome MI RIFIUTO di pensare che sulla Luna non ci sarà commercio e che questo sarebbe eventualmente eseguito solo con denaro elettronico invece che con le nostre amate monete e banconote, mi chiedo e vi chiedo: come sarà organizzata secondo voi la circolazione monetaria sulla Luna? Bisognerebbe farla con le valute in uso sulla Terra o invece con una pensata apposta per la circolazione extraterrestre? E come dovrebbe essere il contante "spaziale" che un giorno cercheremo di avere per metterlo nei nostri raccoglitori?
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  34. Grazie @petronius arbiter per questo bellissimo racconto!
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  35. Buonasera @gennydbmoney Allego dettaglio del bordo, io sapevo che la variante rara fosse quella con scritte e sigle sui bordi Fatemi sapere grazie, non che la venderei, e’ mera curiosità per una monetazione che non conosco affatto!
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  36. All'epoca i legislatori pensavano davvero che bastasse ciò per eliminare quel mercimonio indegno. E così oggi si pensa che basta eliminare il contante per eliminare l'evasione... Mi domando se si conoscono le cartiere dell'IVA o altre tecniche che sfruttano in modo illecito il sistema tributario... Non c'è bisogno di utilizzare un centesimo reale... Comunque se tutti chiedessero alle controparti la ricevuta o la fattura, quando si paga in contanti, moltissima della piccola evasione non esisterebbe. Quindi sono sempre dell'idea che anche noi consumatori nel nostro piccolo potremmo fare molto... In Ungheria dove il contante è accettato senza limiti ancora (ed in costituzione), l'evasione non è elevata, perché tutti chiedo la ricevuta, ma addirittura gli esercenti ti dicono che la fanno perché non c'è necessità di non farla, dal momento che le tasse da versare al fisco sono fisse a prescindere....
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  37. Ho parlato con il proprietario di CoinArchives, che è anche il proprietario o comunque strettamente associato a NumisBids, e mi ha detto quanto segue in inglese: In the case of Astarte, our source for the hammer prices is our sister site NumisBids, where Astarte lists their auctions. I can see we retrieved the list of results to display on NumisBids and CoinArchives on June 11th, the day after the auction. At that time, lot 60 was not withdrawn and showed a sale price of 16k CHF. Auction houses do have the ability to mark lots as withdrawn before the sale, but it doesn't appear that was done for that lot. I can only assume the lot was withdrawn some time after it hammered, possibly after closer inspection. This is not entirely uncommon. We encourage auction houses to let us know if they subsequently determine a lot to be inauthentic so we can adjust the results, and many do take advantage of this. However, unless we are alerted to a problem like this, we don't go back and reload the hammer prices after the initial results, and so we have no way of knowing if something was changed. I agree that this can be an issue, but ultimately we have to rely on the auction houses to correct and publicize their results. You may want to mention to Astarte that their results are not being shown consistently so they can rectify this. In the meantime, we'll certainly make the correction for this lot. ...che si traduce più o meno come - "Nel caso di Astarte, la nostra fonte per i prezzi di aggiudicazione è il nostro sito gemello NumisBids, dove Astarte pubblica le sue aste. Posso vedere che abbiamo recuperato l’elenco dei risultati da mostrare su NumisBids e CoinArchives l'11 giugno, il giorno dopo l’asta. In quel momento, il lotto 60 non risultava ritirato e mostrava un prezzo di vendita di 16.000 CHF. Le case d’asta hanno la possibilità di contrassegnare i lotti come ritirati prima della vendita, ma non sembra che ciò sia stato fatto per quel lotto. Posso solo presumere che sia stato ritirato dopo l’aggiudicazione, forse dopo un’ispezione più approfondita. Questo non è del tutto raro. Incoraggiamo le case d’asta a informarci se successivamente stabiliscono che un lotto non è autentico, in modo che possiamo aggiornare i risultati, e molte lo fanno. Tuttavia, a meno che non ci venga segnalato un problema del genere, non ricarichiamo i prezzi di aggiudicazione dopo i risultati iniziali, e quindi non abbiamo modo di sapere se qualcosa è stato modificato. Sono d’accordo che questo possa rappresentare un problema, ma alla fine dobbiamo affidarci alle case d’asta per correggere e rendere pubblici i propri risultati. Potresti voler segnalare ad Astarte che i loro risultati non sono mostrati in modo coerente, così che possano porvi rimedio. Nel frattempo, provvederemo certamente a correggere questo lotto." Ho anche chiesto a Biddr, che ha detto che questo succede non di rado, con forse lo 0,5% dei lotti che finiscono per presentare un errore nel report finale. Lo 0,5% non sembra molto, ma prendiamo Leu, che vende 6000 monete alla volta: si tratta di 30 monete solo in quell'asta della scorsa settimana, se le statistiche si applicano. Sembra che ci sia poco o nulla da fare, a meno che la casa d’aste stessa non controlli tutti i lotti e segnali eventuali errori a CoinArchives.
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  38. E poi... E poi, rispondendo ai continui appelli dei residenti del nord della Georgia, il governo Confederato finalmente approvò l'apertura di un assay office nell'edificio dell'ormai ex-Zecca, che entrò in funzione il 24 agosto 1861. L'ufficio rimase attivo almeno fino al primo quarto del 1864, tutta la documentazione successiva è andata persa. Riguardo la data ufficiale di chiusura, è probabile che il collasso dell'economia del Sud abbia comunque portato alla cessazione dei depositi di oro nello stesso periodo. Alla fine della guerra, nel 1865, c'era un grande desiderio tra i georgiani di vedere la Zecca riaperta. Nella loro convenzione istituzionale di quell'anno, un passo necessario per la riammissione della Georgia nell'Unione, una delle mozioni chiedeva proprio la ripresa delle coniazioni a Dahlonega. Ma il Congresso degli Stati Uniti non se ne diede per inteso, e respinse anche la richiesta di riaprire, almeno, un assay office. Per il governo, la vecchia Zecca sembrava non avere più alcuna utilità, e così la struttura e i suoi 10 acri di terreno vennero ceduti al North Georgia Agricultural College. E fu durante l'utilizzo come collegio che venne scattata, probabilmente tra il gennaio 1877 e il dicembre 1878, l'unica foto esistente dell'edificio originale della Zecca di Dahlonega. Non ce ne sono altre, e la cosa è assai strana, specie se si pensa che l'apertura della Zecca (1838) coincise quasi con l'invenzione della fotografia (1839). E questa foto, che mostra il lato frontale della Zecca, e un gruppo di allievi del college, è stata scoperta solo nel 1997, in una cartella denominata Old Photographs, nell'ufficio del presidente del North Georgia College and State University, come si chiama oggi quello che all'epoca era il Collegio per l'Agricoltura. L'edificio che vediamo, nella notte tra il 19 e il 20 dicembre 1878, fu distrutto completamente da un incendio e al suo posto venne eretta una nuova costruzione, che continuò a funzionare come college. petronius
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  39. Se può essere utile questa, più brutta, è in vendita a 220 Euro da un venditore professionale. Questa 190 Euro:
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  40. A me non pare affatto spatinata; non avrebbe quella colorazione, le monete di oricalco spatinate diventano di colore giallo oro,tipo questa: Vedo anzi depositi di cuprite e malachite, legati con sedimenti.
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  41. Da questo link puoi vedere che è Raro. https://www.acsearch.info/search.html?term=sester+Faustina+Rar&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=1
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  42. Credo che la rarità si riferisca non genericamente alla personificazione della LAETITIA nella monetazione romana, ma a questo particolare sesterzio di Faustina: il RIC 1654 è classificato raro.
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  43. Buongiorno @Rufilius non sono un esperto ma un appassionato come dice @Antonino1951, che ringrazio per la citazione. Come dicevo l altro giorno nella sezione identificazioni a @Pino 66 ,che condivide in pieno la tua passione anche per le monete malandate, per me tutti in tondelli belli e brutti che siano hanno una storia e il poter mostare o identificare ciascuno di loro è un emozione indescrivibile anche se la moneta è di un altro. E poi come dicevo sempre a lui ,il cercare un identificazione, nello "scartabellare" cataloghi apre un mondo e ci fa imparare ancora di più. Quindi dico anche a te,continua così 😊
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  44. @mero mixtoque imperio Io non so se hai mai letto "Allegro ma non troppo" di Carlo Maria Cipolla: In questo saggio, Cipolla esplora con un approccio umoristico, come la scarsità e la ricerca di beni quotidiani, in particolare il pepe, abbiano influenzato eventi storici cruciali e lo sviluppo economico nel Medioevo. Argomenta in modo giocoso che persino la mancanza di pepe, noto afrodisiaco, potrebbe aver contribuito allo spopolamento altomedievale e che l'idea di ricompense celesti aiutò le persone a sopportare la carenza di pepe sulla terra. Connette la domanda di tali merci alla crescita del commercio, a conflitti come la Guerra dei Cent'anni per il controllo dei vigneti e persino alla nascita del Rinascimento. Come potrai intendere è una critica radicale all'assolutismo nell'interpretazione delle fonti storiche: l'autore riesce a dimostrare che l'Impero Romano si è estinto a causa dell'avvelenamento da piombo utilizzando le fonti come pretesto per riscrivere una storia assurda. Quando si toccano sistemi complessi, e si smontano costrutti che hanno riscontro in una serie infinita di altri ambiti, dal diritto medievale alle storie locali, e dunque centinaia di migliaia di studi specialistici protratti nel tempo, ritengo che le fonti debbano essere molto più sostenute di una citazione di una moneta in alcuni documenti (che avendo letto il tuo studio sulle monete senesi e quello sui Tornesi mi paiono le uniche giustificazioni addotte). Alla fine si tratta di riscrivere la storia sotto vari punti di vista. Come sappiamo bene è sempre difficile distinguere univocamente tra moneta di conto e moneta reale, e nell'ambito della moneta reale tra emissioni regolari e contraffazioni; se poi ci mettiamo a disquisire sui nomi attribuiti alle monete da mercanti, cambiavalute & co. veramente il gioco diventa inaffidabile. A mio modesto parere, le tue proposte non mi sembrano sufficientemente sostenute dalle fonti. Sono curioso di leggere l'articolo sulla RIN, appena mi arriverà la rivista. Per mio modo di vedere, l'unica fonte che giustificherebbe una simile tesi sarebbe una fonte normativa che, da parte dell'autorità imperiale o di un'autorità delegata, deleghi ad un'altra zecca la coniazione. Sino ad oggi non conosco però casi simili, per cui mi sembra inopportuno aprire una strada di indagine ed una serie di ipotesi e speculazioni su una tesi che sinceramente non mi pare assolutamente che goda di un fondamento giustificatamente documentato. Se ci fossero altre fonti che non ho colto, mi farebbe piacere parlarne, ma ti chiederei di citarle puntualmente e di chiarirne il contenuto evidenziando i passaggi testuali, perchè sino ad adesso non ho trovato niente di convincente. Un saluto, Magdi
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  46. Grazie @santone quindi dovrebbe essere la MIR 110/5?
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  47. In questa discussione nella sezione IDENTIFICAZIONI di qualche mese fa l'amico TitusC ne posto un' esemplare con legenda inedita PHILIPP.DG.REX.ARA.VTR...
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  48. Non è politica , è delirio di chi giustifica Caino perché Abele era bello… Caino è solo un assassino …. Punto e basta… un ladro è un ladro … senza giustificazioni di sorta cercate da gente che simpatizza con i ladri e parassiti , probabilmente perché , in fondo, lo è ….
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