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  1. Rocco68

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/16/25 in tutte le aree

  1. Hello , Just to clarify . As I mentioned it , this object was found near a Roman site and not in the protected area itself . Searching with a metaldetector is permitted in The Netherlands to a depth of 30 cm , provited you have permission of the landowner. Searching on a area designated as archaeological sites is prohibeted.This find does not fall under that category regarding the find spot. Regards , Ajax . ( member of the Archaeological Group of Heemkundekring Bergh . Numismatic expert : BVW - Forum )
    6 punti
  2. Di recente apparizione sul noto sito, questo bel falso d'epoca ottenuto per coniazione di un Tornesi 10 del 1825 di Francesco I . Molto rari i falsi d'epoca coniati di questa tipologia, questo personalmente è il primo che mi capita di vedere di questo stile...ne conosco un esemplare ottenuto per fusione...molto ben realizzato, in Collezione dell'Amico @ferdinandoII. Peso molto calante dovuto a tondello sottile, taglio liscio.
    4 punti
  3. Buongiorno a tutti, anche oggi facciamo un salto indietro, nel Regno delle Due Sicilie nel 1850. Riporto interessante riassunto della sempre più Utile IA. Fonte web. E la mia Piastra di Ferdinando II di Borbone millesimo 1850. La usiamo per stratificazione come si fa in Archeologia. Nel contesto della rivoluzione industriale, Napoli, capitale del Regno delle Due Sicilie, mostrò un certo fermento industriale, ma in modo meno marcato rispetto ad altre aree europee. Sebbene non si possa parlare di una vera e propria "rivoluzione industriale" a Napoli nel 1850 nello stesso senso di Londra o Manchester, ci furono importanti sviluppi in alcuni settori. Sviluppo industriale a Napoli nel 1850: • Settore estrattivo e chimico: Il Regno delle Due Sicilie, con Napoli come centro, aveva un'importante produzione di zolfo in Sicilia, che rappresentava una risorsa strategica a livello mondiale. Questa produzione alimentava l'industria chimica, con fabbriche che sorgevano a Napoli e dintorni per la produzione di amido, cloruro di calce, acido nitrico, acido muriatico, acido solforico e colori chimici. • Altri settori: Oltre all'industria chimica, a Napoli e nel Regno si svilupparono anche industrie legate alla lavorazione del rame, come una fabbrica a Laurignano (Cosenza) dove si fondeva e batteva il rame (aperta nel 1850) secondo un articolo di www.lenuoveere.it. C'era anche una presenza di attività artigianali e terziarie, oltre a una forte componente agricola. • Politica economica borbonica: La politica economica del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone mirava a diversificare l'economia, favorendo l'industria e l'artigianato, oltre all'agricoltura. • Condizioni generali: Nonostante questi sviluppi, il Regno delle Due Sicilie, e quindi anche Napoli, non raggiunse il livello di industrializzazione di altre aree europee. Le infrastrutture, come le ferrovie, erano meno sviluppate e la concentrazione di capitale e innovazione era minore rispetto ai centri industriali più avanzati. In sintesi, il 1850 a Napoli vide una crescita industriale, ma più in termini di sviluppo di specifici settori (come quello estrattivo e chimico) che di una vera e propria rivoluzione industriale come quella che stava avvenendo in altre parti d'Europa. Per chi volesse approfondire ed aggiungere qualcosa la discussione è per tutti, postate anche le vostre del 1850 a corredo. Saluti Alberto
    4 punti
  4. Lo dici seriamente ? Ci sono una marea di visite mediche specialistiche che i cittadini non possono accedere (da nord a sud) se non nel privato, altrimenti aspetti 1/2 anni... Per non parlare di prestazioni errate/sbagliate/omesse... Non mi piace ritornare su un argomento personale ma mia mamma è morta a causa (parole del CT nell'ATP) per una serie di gravi errori, imperizie, disattenzioni ed omissioni (emorragia toracica, infezioni di legionella e altri batteri iperresistenti alle terapie antibiotiche, emorragia cerebrale e ritardo nell'accorgersene in terapia intensiva: sono stato io a dire ai medici che scorreva sangue dalle gengive e loro per tutta risposta hanno detto che non era nulla! Nulla un par di palle: due giorni dopo la TAC ha evidenziato l'esito fatale ed addirittura il loro neurochirurgo ha domandato perché non si sono accorti prima quando il reparto di terapia intensiva era semivuoto e non c'era carenza di personale...) in alcuni ospedali e relativi reparti del centro Italia... E sottolineo: tutto precovid; mia madre non era una persona fragile o con patologie pregresse tali da portare a queste conseguenze; ed aveva solo 64 anni! Cosa dovrei dire: sono passati quasi 6 anni dalla Sua morte ed ancora l'Ast si rifiuta di assumersi le sue responsabilità e chiedere scusa! Certe persone sarebbero capaci di tutto! Ma di casi simili quanti ce ne sono!!! Ogni anno vengono denunciati tantissimi casi di mala sanità, ma è solo la punta dell'iceberg perché la maggior parte delle persone non ha la possibilità di attivarsi, o non ha la capacità di comprendere che si trova di fronte a un errore medico; così molti la fanno franca! Quindi torniamo a noi: i soldi delle tasse sarebbero veramente ben spesi nel settore sanitario ? Ho i miei dubbi, perché non è sufficiente affermare che vengono erogati moltissimi servizi per trasformarli in servizi di qualità! Se non c'è la qualità, la quantità è solo fumo negli occhi.... Questo ragionamento vale anche per l'istruzione (che non è proprio gratuita, quante migliaia di Euro servono per finanziare le tasse universitarie annuali in un ateneo statale ? ), il trasporto pubblico (che nei centri minori dell'entroterra appenninico quasi non esiste, neppure per andare in ospedale...), ed anche per il resto. Serve più qualità e responsabilità degli operatori (siano essi medici, insegnanti, addetti agli uffici pubblici o al trasporto pubblico). Con questo non voglio dire che non esistono persone coscienziose che svolgono la propria professione con il massimo impegno e diligenza, ma purtroppo esiste una buona minoranza che fa di tutto per infangare la propria categoria. Forse parlerò da persona ferita, non discuto, ma bisognerebbe essere onesti e vedere che le cose non vanno affatto bene purtroppo (a prescindere dalla politica, dal momento che alla fine in questi ultimi 10 anni tutti sono stati al governo, con gli esiti che sono sotto i nostri occhi).
    4 punti
  5. Un caro saluto a tutti. Un giovane Ferdinando IV su un 6 Ducati del 1767.
    3 punti
  6. Sarebbe inutile qualsiasi commento, purtroppo augurarsi che nessuno li comperi è cosa ardua , ma sarebbe l'unica dimostrazione che essere filatelici è un altra cosa e non quello che vogliono loro...... auguri
    3 punti
  7. in inglese "Rome" è la città, "Roman" l'aggettivo. Found near a Roman historical site si traduce Trovato vicino ad un sito archeologico romano quindi, da una traduzione e intepretazione letterale, al di fuori del sito archeologico, anche se vicino (ma non troppo vicino, altrimenti avrebbe usato close e non near) come ulteriore precisazione vicino a un sito archeologico romano lo ho inteso come sito archeologico di periodo romano e non "in zona roma"
    2 punti
  8. Siamo onesti: 1) il ricco lo è ovunque come il povero! La differenza la fa la classe media, che viene utilizzata come paragone nei vari studi! 2) in Italia ci sono tasse su tasse che erodono gli stipendi e le pensioni (è strano ma anche i pensionati italiani pagano l'Irpef statale, regionale e comunale, ma in altri Paesi UE questo non esiste. In Italia avviene una prima tagliola del 30-20% sullo stipendio e poi c'è l'Irpef che alla fine dei conti è un altro 20%, così da arrivare ad un 45-50% su uno stipendio da prepensionamento. È un calcolo spicciolo naturalmente). Ma esistono poi anche altre moltissime tasse dirette, indirette ed occulte... 3) il sistema italiano, o meglio il sistema di welfarestate si differenzia dal sistema americano perché in Europa è tendenzialmente lo stato, che su un corrispettivo sostanzioso, ad occuparsi di tutto: dalla culla alla tomba. Invece il sistema americano si basa sul principio dell'assoluta libertà individuale e del rifiuto del potere statale di intromettersi nelle questioni private. Certamente questi due sistemi non sono puri ed hanno delle contaminazioni, ma comunque sia da noi i cittadini (o al meno quelli che lo fanno) pagano con le proprie tasse lo stato per occuparsi di loro; invece negli States sono i cittadini a dover occuparsi di tutto o quasi, ma non hanno tasse e balzelli vari dallo stato...Quindi prima o dopo, tutti pagano per un servizio essenziale!
    2 punti
  9. Ragazzi io non prendereí molto per esempio gli Americani, hanno un debito pazzesco, fanno altro che perdere guerre, ce ne ricordiamo una che hanno vinto? In America ultimamente dicevano che in bar diciamo un pó meglio a New York per fare colazione 3 cappuccini e 3 pastine e 2 caffè ci vogliono 100 dollari. Per non parlare delle spese universitarie o del college dove moltissimi si indebitano per potersi pagare gli studi. L'assicurazione medica costa uno stonfo e copre solo alcune voci se si fa basilare sennò costa ancora di piú. Il Ricco in America sta bene, come del resto in altri paesi, ma il divario è sempre piú accentuato, per non parlare di tutti i poveri e non ormaí diventati zombi dalle nuove droghe sintetiche che dilaniamo la societá usa.
    2 punti
  10. Buongiorno, il catalogo del forum la dichiara comune in bronzo mentre è rarissima in argento, purtroppo il tuo esemplare è in condizioni pessime,in questo caso credo sia inutile parlare di valore economico ma rimane sicuramente quello storico...
    2 punti
  11. Innocenzo Xll l'ultimo papa barbuto. Dopo di lui, la barba scompare dalla faccia dei papa
    2 punti
  12. sinceramente non sono neanche mai stato negli USA, e poco mi interessa cosa fanno dall'altra parte del mondo. conosco l'Italia e il sistema pubblico e privato italiano, non condivido affatto il disprezzo che emerge dalle tue parole perché non rispecchia quanto vedo tutti i giorni: il SSNN funziona ed eroga servizi a tutti i cittadini (in forma diretta e/o convenzionata) il trasporto pubblico (con risorse ridicole) funziona e consente di spostarsi pressoché ovunque a tariffe ridicole per l'utenza la scuola pubblica e le università sono di alto livello, estremamente competitive sono erogate maree di contributi ai cittadini ed alle imprese dallo Stato o dagli EELL e molto altro. la tassazione, in ultimo, segue il principio di sussidiarietà, quindi a chi ha il reddito maggiore è richiesto di "pagare anche per chi non potrebbe pagare", in modo che l'accesso ai servizi sia egalitario per tutti. non è una cosa da poco e deriva da decenni di lotte sociali per il superamento delle diseguaglianze.
    2 punti
  13. Oggi ho visto in faccia il Demonio! Che il nostro Dio denaro ci protegga!
    2 punti
  14. Ringrazio ogni giorno di vivere in Italia, e non negli USA, dove ti partono 1000 dollari se solo devi chiamare l'ambulanza.
    2 punti
  15. Buonasera a tutti, Oggi, durante l’asta Artemide 71E è stato esitato il Lotto 786 così descritto in catalogo e che condivido: “ Napoli. Filippo III di Spagna (1598-1621). Mezzo carlino o zanetta con sigla G dietro la testa. Cf. P/R 30/32; Cf. MIR (Napoli) 216. AG. 1.3 g. 15 mm.RR. Molto raro. In tutti gli esemplari citati nei testi di riferimento compare il numerale III dopo PHILIPP. Dallo stile riteniamo dovere comunque attribuire questa moneta a Filippo III. Variante apparentemente inedita.BB/qBB. “ Allego le relative foto (per le quali mi sono permesso di utilizzare un filtro “drammatico con toni caldi”!). Premetto che la descrizione di cui sopra non pare essere “perfetta”. Non si tratta della “sigla G dietro la testa” bensì della sigla in nesso GF del Maestro di zecca G. A. Fasulo. La moneta “tosata” non riporta la sigla inferiore in nesso GI da ricondurre invece al Maestro di prova G. Giano. Ciò premesso, come riferimento bibliografico, la descrizione della Casa d’aste non pare neanche essere aggiornata visto e considerato che il tipo di esemplare (36/1) è riportato, con relative foto, nel lavoro di Pietro Magliocca, La moneta napoletana dei re di Spagna nel periodo 1503 - 1680 (Nomisma, 1a Edizione 2020). Il Magliocca attribuisce al 36/1 un grado di rarità pari a R4. Al riguardo, recentemente (marzo 2025), la nota Casa spagnola Áureo & Calicó (Auction 447 del 13/3/2025) ha presentato un esemplare (Lotto 1163) veramente bello, superlativo in confronto a quello di cui alla presente discussione; complimenti all’aggiudicatario (riporto i riferimenti). Pare, quindi, che la rarità di questo esemplare sia direttamente da ricondurre all’assenza del numerale “III” che dovrebbe naturalmente seguire il nome di Filippo (Philipp). Chi conosce la monetazione napoletana di questo periodo è al corrente della formazione delle legende e le loro caratteristiche peculiari.
    1 punto
  16. Salve a tutti. Ho il piacere di segnalare la recentissima uscita di un mio saggio scientifico dal titolo Aspetti politico-economici della guerra nel Medioevo: il caso di un singolare follaro salernitano, apparso in "Rassegna Storica Salernitana", 83, n. 13 (giugno 2025), pp. 69-103: (2) Raffaele Iula, "Aspetti politico-economici della guerra nel Medioevo: il caso di un singolare follaro salernitano", in "Rassegna Storica Salernitana" 83, n. 13 (giugno 2025), pp. 69-103. Dopo un'approfondita disamina dei meccanismi della guerra nel Medioevo, con particolare attenzione all'ambito dell'Italia meridionale, e dei suoi legami con le ottiche economiche del guadagno e del bottino, mi sono soffermato, nella seconda parte dell'elaborato, sull'iconografia del cavaliere normanno apparsa su di un particolare follaro emesso a Salerno e finora oggetto di numerose attenzioni da parte degli studiosi di settore (si tratta del discusso follaro tipo Travaini 1995, n. 28). A seguito di una minuziosa indagine, condotta dal sottoscritto anche grazie all'ausilio di un nuovo esemplare di tale follaro, che presenta una variante inedita nella legenda di rovescio, si è giunti alla conclusione in merito alla corretta attribuzione di questa moneta, alla sua datazione e al suo inquadramento storico. Si tratta di un periodo centrale per la storia del Mezzogiorno, in cui le ultime imprese italiane di Roberto il Guiscardo (1077-1085) si intrecciarono con i destini storici di papa Gregorio VII (1073-1085) e di Salerno quale capitale del Ducato di Puglia. Spero che questo mio lavoro incontri il vostro interesse: buona lettura!
    1 punto
  17. Buonasera, All info of this unknown object welcome . Found near a Roman historical site Diameter: 60 mm / bronze Regards, Ajax
    1 punto
  18. Rispolverando alcune cartolina, ho ritrovato questa che è molto curiosa, è il biglietto di ingresso al Pozzo di San Patrizio a Orvieto, in questo caso specifico era un biglietto ridotto, formato cartolina e a tutti gli effetti una cartolina ricordo , un bel modo per pubblicizzare e offrire un ricordo ai visitatori, sarebbe stata bella spedita, peccato
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  19. Mi permetto di farti un po' di concorrenza in quanto a stranezze e un po' di pubblicità alla mia provincia!!!cartolina in 4 parti fronte e retro con velina sotto che racconta un po' cosa c'era da aspettarsi se si veniva a Sestola(MO) negli anni 30 o giù di lì....
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  20. @Gordonacci, come ho scritto prima, ci sono già passato. Le denunce ed i reclami presso le poste, servono a poco. Anche le assicurate non sono sicure. Ad oggi solamente i corrieri ci possono dare qualche rassicurazione in più. Ma purtroppo troppi venditori usano ancora la posta tradizionale. Sì, va bene, i rimborsi aiutano, ci mancherebbe, ma la perdita di una moneta importante, che serviva per completare una collezione, oppure rara, o in alta conservazione non si risolve, non basta. Per non parlare dell'ansia ed il timore che i prossimi acquisti non arrivino.
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  21. Ciao Pino,tostina questa... per me è un AE4 VICTORIAE DD AVGG Q NN dì Costanzo II. La zecca potrebbe essere Siscia ma non ne sono sicuro. Però per non incappare in castronerie mi piacerebbe il parere anche del maestro @Arka 😀 https://www.acsearch.info/search.html?id=14221914
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  22. Tutto è bene ciò che finisce bene.🍻
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  23. 1 punto
  24. Ah perfetto allora, con pazienza a quella cifra un denario migliore lo trovi
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  25. Grazie mille, ad ogni modo conosco bene il meccanismo delle aste, sono un offerente... abituale
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  26. Per cifre alte sono io ad insistere per spedizioni sicure. Purtroppo mi sono capitate spedizioni in cui la moneta non era fissata su nessun supporto e letteralmente "navigava" nella busta, molte volte è mancanza del venditore.
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  27. Ciao! ci hai abituato a progetti sontuosi. Complimenti. saluti luciano
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  28. mi dispiace @Gordonacci. come scrivevo ieri, solo assicurata (o corriere).
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  29. Dice vicino ad un sito archeologico romano. Presupponiamo fuori dai confini dello stivale. Saluti Gordon
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  30. non so chi ha già in mano un po di monete italiche 2025 ribadisco i cofanetti in cartone nuovi sono una scelta pessima e non in linea con la qualita della moneta - problemi ad estrarre le capsule col rischio di apertura della capsula - il cartone di per se si sa che a lungo andare con temperatura ed umidità non va certo d'accordo.. - le ultime due monete ricevute inoltre il cartone puzza beh complimenti alla scelta... se lo scopo è fare qualcosa per l'ambiente veramente allora potrebbe andarmi bene un sovrapprezzo a fini ambientali . Invece la mia impressione è che siano cofanetti super LOW COST e quindi con solo margine per la zecca! cosa ne pensate?
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  31. Buongiorno a tutti, sono d'accordo con chi mi ha preceduto, valore storico. Valore economico non mi esprimo ma sicuramente basso. Saluti Alberto
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  32. Grazie. Periodo numismatico? Beh, un pó di periodi mi garbano, da Filippo ll di Spagna ad arrivar alla Repubblica. In questi 5 secoli ne stanno un pó di cose che mi affasciano😅 Per la 5 lire delfino del 56 il discorso si fa affascinante. Ne esistono 3 di falsi per questa. Fu il mio primo articoletto con cui collaborai col Gazzettino del Cordusio. Effettivamente é ostico il discorso,ma soprattutto per il falso del 2° tipo. Il 1° é molto rozzo e si riconosce subito, il 3° ha le sue falle che si svelano anche con usura, ma il 2° appunto, se la moneta non é messa bene come conservazione, é quasi identico al vero,diventa un' impresa. Bisogna veder particolari al decimo di millimetro su qualche numero ecc. Questo fece danni assurdiai tempi,anche a numismatici venditori, a partire dal mercatino famoso di via Armorari. Avoja a rimborsare clienti con quel falso bastardino😅 Un icona ovviamente,che sapeva il fatto suo😇
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  33. Questa invece è ostica x me(vedi data e sembra manchi un francobollo). Cosa ne pensate? Scusate se non l'ho messa x intero ma il resto è sano... Per quanto mi riguarda apprezzo il perito umile (non qualunquista) che ammette i propri limiti o ignoranza e la risposta sta nella tue prime parole,dipende dalla sua specializzazione in cui ha maneggiato molte di quelle monete. Per quanto riguarda il 5 lire non è difficile trovarne di autentiche ma è più complesso trovare persone che ne abbiano osservate di buone a fondo. L'ultima volta che parlai con Tevere mi disse di non aver paura di usare il microscopio e dopo che conosci la moneta,per quanto ti mostrino falsi fatti bene non ti fregano.Ovviamente parlavamo di monete rare.
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  34. Concordo, anche solo per sapere di che cifre parliamo e che cosa possiamo acquistare. a me lo visualizza ancora
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  35. Veramente molto bella, complimenti!
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  36. @annovi.frizio complimenti, molto bella!
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  37. Seee alla modica cifra di 1500 € forse ce la lasciano i commercianti... speriamo non prendano spunto altrimenti collezioni incomplete a go go
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  38. Grazie @Ale75
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  39. Confermo la V di Valente. Grazie.
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  40. CO come RO affettato = cocomero affettato. Buonanotte!
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  41. Comunque secondo me potrebbe essere AE3 SECVRITAS REIPVBLICAE di Valente. https://www.acsearch.info/search.html?id=6284083
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  42. Non mi risulta. Forse in : “Ritorno al Futuro” ?
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  43. Tutti gli Stati occidentali hanno altissimo prelievo fiscale. Quello italiano non è il più alto. In Italia non si vive male si fidi.
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  44. Adesso che ho tutti i libri ho risolto, Lotto 1105 | Aste Bolaffi ha sbagliato indicando come cud 44d in quanto il 44d ha XX XX XX mentre questa è XX XX OO ed è il Cudazzo 61g, per cui sia quella di Bolaffi che la mia sono che sono la stessa moneta sono inedite anche al Cudazzo.
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  45. Non sempre...conosco Mezzi Carlini di Filippo III che lo riportano in diversi punti della legenda.
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  46. L'EPOCA DEI GRACCHI Con l’annessione dell’ex impero cartaginese e della Macedonia Roma subì le conseguenze del cambiamento sociale: le guerre continue, cui erano chiamati a partecipare tutti i cittadini (eccetto i nullatenenti), portarono all’impoverimento del ceto contadino, costretto a lasciare i terreni incolti per anni; peraltro, i piccoli agricoltori non potevano competere con i bassi prezzi delle derrate provenienti dalle province (Sicilia, Sardegna, Africa). Nuovi “proletarî” si riversarono quindi per le strade di Roma, alla ricerca di mezzi di sostentamento. Una testimonianza delle difficoltà di questa nuova classe sociale sono due monete (RRC 242/1 e 243/1) emesse nel 135 e nel 134 a.C. da monetieri della gens Minucia[1]. Esse rappresentano entrambe, al rovescio, la colonna Minucia (monumento antichissimo, eretto da quella gens) e due figure in piedi di cui la prima distribuisce pagnotte, l’altra regge il lituo (bastone rituale degli àuguri). Sappiamo che la colonna Minucia era il luogo presso cui avvenivano le frumentationes (distribuzioni di pane o grano ai poveri), alcune delle quali erano state attuate nel 492 e nel 491 a.C., a opera di due consoli appartenenti alla gens Minucia[2]; le monete, quindi, commemorano quell’evento, con l’evidente intento di sollecitare la ripresa delle frumentationes. È, questo, un perfetto esempio di come fu usata l’iconografia monetale durante la Repubblica: formalmente, venivano commemorati eventi del passato; nella sostanza, tuttavia, si celebrava il retaggio della propria gens e, nel frattempo, si veicolava spesso un messaggio politico di stretta attualità. _______________________ La più giovane delle figlie di Scipione l’Africano, Cornelia[3], donna colta e determinata, sposò Tiberio Sempronio Gracco (il propretore che nel 179 aveva inflitto una prima sconfitta ai Celtiberi), avendone due figli, Tiberio (che, come d’uso, ebbe lo stesso nome del padre) e Gaio. Rimasta vedova e chiesta in sposa dal re d’Egitto, Tolomeo VIII Evergete Trifone, rifiutò per dedicarsi all’educazione dei figli. Tiberio, determinato a porre un rimedio all’impoverimento dei piccoli agricoltori, si fece eleggere tribuno della plebe nel 133 a.C. e, in questa veste, propose una legge che fissava a 500 iugeri (estensibili sino a 1.000 in caso di figli a carico) il limite dell’ager publicus che ogni singolo poteva possedere, per contrastare l’accaparramento che ne avevano fatto i grandi latifondisti; i terreni così recuperati sarebbero stati distribuiti ai cittadini più poveri in lotti di 30 iugeri. I suoi oppositori politici convinsero un altro tribuno, Marco Ottavio, a opporgli il veto, ma allora egli lo fece destituire dagli stessi elettori; la legge agraria fu approvata e della commissione di triumviri incaricati di curarne l’attuazione fu chiamato a far parte anche suo fratello, Gaio. _______________________ Quello stesso anno morì, nel lontano regno di Pergamo (che, come visto, da 80 anni era un fidato alleato di Roma), il re Attalo III. Il sovrano non aveva avuto figli e, temendo che il suo fiorente regno potesse essere conquistato dal ben più potente regno di Siria, decise così di fare un regalo ai suoi sudditi lasciandolo in eredità al popolo romano; si ripeteva, a distanza di due secoli, un’iniziativa simile alla deditio di Capua. Trattandosi però di un’eredità, doveva essere accettata dal Senato, alcuni membri del quale espressero perplessità sull’opportunità di annettere una terra così lontana; ne seguì un temporaneo vuoto di potere, di cui approfittò un fratellastro di Attalo, tale Aristonico, che si autoproclamò re con il nome di Eumene III. Attalo III tuttavia non aveva lasciato solo il trono al popolo romano, ma anche le sue immense ricchezze; quando si seppe Tiberio Sempronio Gracco propose di distribuirle ai nuovi piccoli proprietari terrieri, per consentire loro di acquistare l’attrezzatura necessaria per coltivare. Fu troppo per la nobiltà (che evidentemente aspirava a far proprie quelle stesse ricchezze), la quale lo accusò di aspirare alla tirannide; Tiberio fu allora ucciso durante un tumulto di piazza, appositamente scatenato. Si trattò di un momento cruciale nella storia di Roma: per la prima volta divenne plateale che i politici ritenevano ammissibile far uccidere i proprî avversari, quando non riuscivano a fermarli in modo legale. Le guerre civili del secolo successivo e l’instabilità del trono imperiale in quelli ancora seguenti iniziarono così. Malgrado questa violenza, comunque, i Romani rimasero ossequiosi della legge e la riforma agraria voluta da Tiberio fu portata avanti. _______________________ Nel frattempo,. la rivolta di Aristonico fu domata e nel 129 a.C. Roma decise di annettere il territorio del disciolto regno di Pergamo come provincia d’Asia, la cui capitale fu spostata a Efeso (città non più esistente). Una testimonianza monetale del processo di progressiva romanizzazione del regno di Pergamo è rappresentata dai cosiddetti “cistofori”: tetradracme (monete d’argento da quattro dracme, del perso di oltre 12 g) recanti al dritto una cesta (da cui il nome) con serpenti, simbolo di riti dionisiaci, e al rovescio due serpenti attorcigliati attorno a una faretra. Furono emessi a Pergamo a partire dal 200 a.C. e si diffusero rapidamente in tutta l'Asia Minore, diventando così la moneta con cui si effettuavano i commerci in Asia. Molti di essi riportano la data (espressa secondo un conteggio locale) ed è stato così possibile verificare che continuarono a essere ininterrottamente emessi, anche dopo la costituzione della provincia d’Asia. Inoltre, dopo alcuni anni comparve su tali monete il nome del magistrato romano che ne aveva disposto l’emissione. I cistofori si pongono così come uno dei più begli esempî di monetazione provinciale repubblicana. _______________________ Gaio Sempronio Gracco fece ritorno a Roma nel 124 a.C., dopo essere stato pretore in Sardegna, e ottenne per due anni di seguito (123 e 122) l’elezione a tribuno della plebe. Decise di proseguire l’opera del fratello e ne allargò la portata, proponendo una lunga serie di leggi che miravano a contenere la prepotenza dei nobili e a migliorare la vita delle classi meno agiate. Fra le altre, fece approvare una lex frumentaria che disponeva (come auspicato nei denarî della gens Minucia) la ripresa delle frumentationes presso la colonna Minucia. Nel 122 commise però un passo falso: propose di estendere la cittadinanza romana ai Latini e quella latina agli Italici, per consentire anche a loro di accedere ai benefici che tale status giuridico permetteva; questa iniziativa gli fece perdere il favore della plebe, gelosa dei proprî privilegi (fra cui le frumentationes). La nobiltà ne approfittò: nel 121 scoppiarono una serie di disordini, probabilmente fomentati dai senatori stessi, e di conseguenza il Senato adottò, per la prima volta nella storia, un senatus consultum de re publica defenda, ossia un provvedimento che, pur avendo in teoria efficacia solo consultiva (essendo appunto un consultum), di fatto autorizzava i magistrati a uccidere cittadini romani per difendere l’integrità della Repubblica. Avendo capito di non avere speranza di sopravvivere alla violenta repressione che ne seguì, Gaio incaricò un suo stesso servo di togliergli la vita. _______________________ Nel 125 a.C. i Salluvi, tribù dei Liguri (antico e bellicoso popolo pre-indoeuropeo), aveva attaccato Massilia (attuale Marsiglia), colonia greca che godeva di un’amicizia storica con Roma (aveva cercato anche di fermare l’avanzata di Annibale verso l’Italia). Roma intervenne allora a difesa della città e sconfissero prima i Salluvi, poi gli Allobrogi, fiera popolazione celtica che ne aveva preso le difese. Per celebrare la vittoria nel 119 a.C. fu emesso un denario, RRC 281/1, da parte di tale Marcus Furius Philus "figlio di Lucio" (la firma sulla moneta è infatti M. FOVRI. L. F. al dritto, PHILI al rovescio); probabilmente suo padre era il console 136 a.C., veterano di Numantia. La moneta reca al dritto una bella rappresentazione di Giano; al rovescio è invece raffigurata una dea, esplicitamente identificata in Roma da una didascalia (posta alla sua destra), che pone una corona d’alloro sopra un trofeo d’armi. Le armi, a loro volta, sono chiaramente galliche, come dimostra la foggia degli scudi rettangolari e, ancor di più, la presenza di due carnices: il carnyx era infatti una tromba da guerra, a forma di testa di serpente o dragone, ed era usata dagli eserciti celtici. Il territorio sottratto ai Salluvi e agli Allobrogi (corrispondente alla porzione meridionale dell’attuale Francia) fu annesso alla Repubblica, per realizzare un collegamento terrestre tra l’Italia e le province in Hispania, e nel 121 a.C. divenne la nuova provincia della Gallia Transalpina (talché ancora oggi si chiama “Provenza”, da “provincia”). Nel 118 a.C. vi fu fondata una nuova capitale, la città di Narbo Martius (attuale Narbona), che per la sua importanza ottenne il prestigioso status giuridico di colonia di diritto romano (la prima, di questo tipo, dedotta oltralpe): era cioè, formalmente, un “quartiere” distaccato di Roma stessa. Di conseguenza, la provincia fu ridenominata Gallia Narbonensis. In occasione della deduzione della colonia e, probabilmente, proprio per pagare le spese connesse con essa fu emessa, probabilmente proprio nel 118 e presso una zecca sita a Narbo, una serie monetale ad hoc, la RRC 282. Si tratta di cinque denarî serrati[4] accomunati dalla medesima iconografia (la testa di Roma al dritto e un guerriero gallico su biga, munito di lancia, scudo e carnyx, al rovescio) e dalla firma, al rovescio, L. LIC. CN. DOM, ossia Lucius Licinius Crassus e Gnaeus Domitius Ahenobarbus. Sappiamo che il primo aveva caldeggiato la deduzione della colonia contro l’opposizione del Senato, l’altro aveva fatto costruire la prima strada romana della Gallia, la via Domitia, per collegare la nuova colonia all’Italia; è probabile che firmassero le monete in quanto duoviri coloniae deducendae. Al dritto, invece, le cinque monete si distinguono perché recano cinque firme diverse (una per moneta)[5]: sono sicuramente i nomi dei magistrati monetarî (che forse nell’occasione avevano l’incarico di curatores denariorum flandorum). _______________________ Terminava così l’epoca dei Gracchi e diveniva evidente che il potere dell’oligarchia nobiliare si fondava ormai solo più sulla violenza, non sul consenso. È forse per questa ragione che poco dopo fu emesso l’ultimo denario anonimo (privo, cioè, della firma del monetiere), RRC 287/1, datato 115- 114 a.C.: si tratta di una moneta bellissima, quasi malinconica, che rievoca Roma così com’era alle origini. Al dritto è raffigurata la testa di Roma; al rovescio compare la medesima dea, seduta su un mucchio di scudi con una lancia in mano, che ammira gli eventi connessi con la sua stessa nascita: la lupa che allatta i gemelli e, in volo, i due avvoltoî che diedero a Romolo il presagio ritenuto propedeutico alla fondazione. NOTE [1] La prima è firmata C.AVG, Gaius Augurinus, la seconda TI. MINVCI. C. F AVGVRINI, Titus Minucius Gai filius Augurinus. Forse erano fratelli. [2] Nell’iconografia, quindi, il soggetto che distribuisce il pane è uno di tali consoli; quello col lituo è probabilmente un altro appertenente alla gens, Marco Minucio Feso, che era stato, nel 300 a.C., un dei primi àuguri plebei. [3] Dei tre nomi previsti per gli uomini romani (praenomen, nomen ed eventuale cognomen o cognomina) le donne ne ereditavano dal padre uno solo, il nomen, declinato al femminile (Cornelia, Giulia, etc.). [4] Si definiscono “serrate” alcune monete con il bordo dentellato che Roma emise in alcuni momenti della sua storia. È discussa la ragione di tale espediente; forse, per ridurre i rischi che il metallo si rompesse quando riceveva il colpo del conio di martello. [5] M. Aurelius Scaurus su RRC 282/1, L. Cosconius su RRC 282/2, C. Poblicius Malleolus su RRC 282/3, L. Pomponius su RRC 282/4, L. Porcius Licinus su RRC 282/5. ILLUSTRAZIONI Denari RRC 242/1 e 243/1 del 135 e 134 a.C. Cistoforo catalogato Stumpf 38 e datato 57-55 a.C. La legenda al rovescio comprende, in alto, il nome del proconsole, in caratteri latini (C. SEPTVMI T. F. PRO COS.); in basso, quello del monetiere, in caratteri greci (ΜΗΝΟΓΕΝΗC); a sinistra, la sigla ΠΕΡ in monogramma (Pergamo, luogo di emissione). Si noti l’uso dei due alfabeti diversi, chiara testimonianza della doppia natura della monetazione provinciale, che è sì “romana”, ma anche “locale”. Denario RRC 281/1 Denari RRC 282/2 e 282/5. Si noti che il primo porta il simbolo di valore X, il secondo Ж; evidentemente erano ormai ritenuti equivalenti Denario RRC 287/1
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  47. Penso che le lettere P&T indicano il nome della ditta o meglio dei proprietari (argentieri?), che hanno prodotto la medaglia, di buona fattura, rappresenta S. Erasmo Vescovo e martire ,protettore di Formia(NA), dei naviganti e pescatori (conosciuto anche come S. Elmo), martirizzato sotto l'imperatore Diocleziano (XIX sec.).- Ciao Borgho
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  48. Dimitrios di Nomos AG mi ha detto che hanno ritirato la moneta sopra perché non sono sicuri che è autentica. non vogliono vendere una moneta di cui non sono sicuri sull'autenticità per evitare eventuali problemi con l'acquirente. non ritengono che la moneta sia falsa. quella moneta andrebbe studiata ulteriormente.
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