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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/16/25 in tutte le aree
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Hello , Just to clarify . As I mentioned it , this object was found near a Roman site and not in the protected area itself . Searching with a metaldetector is permitted in The Netherlands to a depth of 30 cm , provited you have permission of the landowner. Searching on a area designated as archaeological sites is prohibeted.This find does not fall under that category regarding the find spot. Regards , Ajax . ( member of the Archaeological Group of Heemkundekring Bergh . Numismatic expert : BVW - Forum )6 punti
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Di recente apparizione sul noto sito, questo bel falso d'epoca ottenuto per coniazione di un Tornesi 10 del 1825 di Francesco I . Molto rari i falsi d'epoca coniati di questa tipologia, questo personalmente è il primo che mi capita di vedere di questo stile...ne conosco un esemplare ottenuto per fusione...molto ben realizzato, in Collezione dell'Amico @ferdinandoII. Peso molto calante dovuto a tondello sottile, taglio liscio.4 punti
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Buongiorno a tutti, anche oggi facciamo un salto indietro, nel Regno delle Due Sicilie nel 1850. Riporto interessante riassunto della sempre più Utile IA. Fonte web. E la mia Piastra di Ferdinando II di Borbone millesimo 1850. La usiamo per stratificazione come si fa in Archeologia. Nel contesto della rivoluzione industriale, Napoli, capitale del Regno delle Due Sicilie, mostrò un certo fermento industriale, ma in modo meno marcato rispetto ad altre aree europee. Sebbene non si possa parlare di una vera e propria "rivoluzione industriale" a Napoli nel 1850 nello stesso senso di Londra o Manchester, ci furono importanti sviluppi in alcuni settori. Sviluppo industriale a Napoli nel 1850: • Settore estrattivo e chimico: Il Regno delle Due Sicilie, con Napoli come centro, aveva un'importante produzione di zolfo in Sicilia, che rappresentava una risorsa strategica a livello mondiale. Questa produzione alimentava l'industria chimica, con fabbriche che sorgevano a Napoli e dintorni per la produzione di amido, cloruro di calce, acido nitrico, acido muriatico, acido solforico e colori chimici. • Altri settori: Oltre all'industria chimica, a Napoli e nel Regno si svilupparono anche industrie legate alla lavorazione del rame, come una fabbrica a Laurignano (Cosenza) dove si fondeva e batteva il rame (aperta nel 1850) secondo un articolo di www.lenuoveere.it. C'era anche una presenza di attività artigianali e terziarie, oltre a una forte componente agricola. • Politica economica borbonica: La politica economica del Regno delle Due Sicilie sotto i Borbone mirava a diversificare l'economia, favorendo l'industria e l'artigianato, oltre all'agricoltura. • Condizioni generali: Nonostante questi sviluppi, il Regno delle Due Sicilie, e quindi anche Napoli, non raggiunse il livello di industrializzazione di altre aree europee. Le infrastrutture, come le ferrovie, erano meno sviluppate e la concentrazione di capitale e innovazione era minore rispetto ai centri industriali più avanzati. In sintesi, il 1850 a Napoli vide una crescita industriale, ma più in termini di sviluppo di specifici settori (come quello estrattivo e chimico) che di una vera e propria rivoluzione industriale come quella che stava avvenendo in altre parti d'Europa. Per chi volesse approfondire ed aggiungere qualcosa la discussione è per tutti, postate anche le vostre del 1850 a corredo. Saluti Alberto4 punti
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Lo dici seriamente ? Ci sono una marea di visite mediche specialistiche che i cittadini non possono accedere (da nord a sud) se non nel privato, altrimenti aspetti 1/2 anni... Per non parlare di prestazioni errate/sbagliate/omesse... Non mi piace ritornare su un argomento personale ma mia mamma è morta a causa (parole del CT nell'ATP) per una serie di gravi errori, imperizie, disattenzioni ed omissioni (emorragia toracica, infezioni di legionella e altri batteri iperresistenti alle terapie antibiotiche, emorragia cerebrale e ritardo nell'accorgersene in terapia intensiva: sono stato io a dire ai medici che scorreva sangue dalle gengive e loro per tutta risposta hanno detto che non era nulla! Nulla un par di palle: due giorni dopo la TAC ha evidenziato l'esito fatale ed addirittura il loro neurochirurgo ha domandato perché non si sono accorti prima quando il reparto di terapia intensiva era semivuoto e non c'era carenza di personale...) in alcuni ospedali e relativi reparti del centro Italia... E sottolineo: tutto precovid; mia madre non era una persona fragile o con patologie pregresse tali da portare a queste conseguenze; ed aveva solo 64 anni! Cosa dovrei dire: sono passati quasi 6 anni dalla Sua morte ed ancora l'Ast si rifiuta di assumersi le sue responsabilità e chiedere scusa! Certe persone sarebbero capaci di tutto! Ma di casi simili quanti ce ne sono!!! Ogni anno vengono denunciati tantissimi casi di mala sanità, ma è solo la punta dell'iceberg perché la maggior parte delle persone non ha la possibilità di attivarsi, o non ha la capacità di comprendere che si trova di fronte a un errore medico; così molti la fanno franca! Quindi torniamo a noi: i soldi delle tasse sarebbero veramente ben spesi nel settore sanitario ? Ho i miei dubbi, perché non è sufficiente affermare che vengono erogati moltissimi servizi per trasformarli in servizi di qualità! Se non c'è la qualità, la quantità è solo fumo negli occhi.... Questo ragionamento vale anche per l'istruzione (che non è proprio gratuita, quante migliaia di Euro servono per finanziare le tasse universitarie annuali in un ateneo statale ? ), il trasporto pubblico (che nei centri minori dell'entroterra appenninico quasi non esiste, neppure per andare in ospedale...), ed anche per il resto. Serve più qualità e responsabilità degli operatori (siano essi medici, insegnanti, addetti agli uffici pubblici o al trasporto pubblico). Con questo non voglio dire che non esistono persone coscienziose che svolgono la propria professione con il massimo impegno e diligenza, ma purtroppo esiste una buona minoranza che fa di tutto per infangare la propria categoria. Forse parlerò da persona ferita, non discuto, ma bisognerebbe essere onesti e vedere che le cose non vanno affatto bene purtroppo (a prescindere dalla politica, dal momento che alla fine in questi ultimi 10 anni tutti sono stati al governo, con gli esiti che sono sotto i nostri occhi).4 punti
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Un caro saluto a tutti. Un giovane Ferdinando IV su un 6 Ducati del 1767.3 punti
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Sarebbe inutile qualsiasi commento, purtroppo augurarsi che nessuno li comperi è cosa ardua , ma sarebbe l'unica dimostrazione che essere filatelici è un altra cosa e non quello che vogliono loro...... auguri3 punti
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in inglese "Rome" è la città, "Roman" l'aggettivo. Found near a Roman historical site si traduce Trovato vicino ad un sito archeologico romano quindi, da una traduzione e intepretazione letterale, al di fuori del sito archeologico, anche se vicino (ma non troppo vicino, altrimenti avrebbe usato close e non near) come ulteriore precisazione vicino a un sito archeologico romano lo ho inteso come sito archeologico di periodo romano e non "in zona roma"2 punti
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Siamo onesti: 1) il ricco lo è ovunque come il povero! La differenza la fa la classe media, che viene utilizzata come paragone nei vari studi! 2) in Italia ci sono tasse su tasse che erodono gli stipendi e le pensioni (è strano ma anche i pensionati italiani pagano l'Irpef statale, regionale e comunale, ma in altri Paesi UE questo non esiste. In Italia avviene una prima tagliola del 30-20% sullo stipendio e poi c'è l'Irpef che alla fine dei conti è un altro 20%, così da arrivare ad un 45-50% su uno stipendio da prepensionamento. È un calcolo spicciolo naturalmente). Ma esistono poi anche altre moltissime tasse dirette, indirette ed occulte... 3) il sistema italiano, o meglio il sistema di welfarestate si differenzia dal sistema americano perché in Europa è tendenzialmente lo stato, che su un corrispettivo sostanzioso, ad occuparsi di tutto: dalla culla alla tomba. Invece il sistema americano si basa sul principio dell'assoluta libertà individuale e del rifiuto del potere statale di intromettersi nelle questioni private. Certamente questi due sistemi non sono puri ed hanno delle contaminazioni, ma comunque sia da noi i cittadini (o al meno quelli che lo fanno) pagano con le proprie tasse lo stato per occuparsi di loro; invece negli States sono i cittadini a dover occuparsi di tutto o quasi, ma non hanno tasse e balzelli vari dallo stato...Quindi prima o dopo, tutti pagano per un servizio essenziale!2 punti
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Ragazzi io non prendereí molto per esempio gli Americani, hanno un debito pazzesco, fanno altro che perdere guerre, ce ne ricordiamo una che hanno vinto? In America ultimamente dicevano che in bar diciamo un pó meglio a New York per fare colazione 3 cappuccini e 3 pastine e 2 caffè ci vogliono 100 dollari. Per non parlare delle spese universitarie o del college dove moltissimi si indebitano per potersi pagare gli studi. L'assicurazione medica costa uno stonfo e copre solo alcune voci se si fa basilare sennò costa ancora di piú. Il Ricco in America sta bene, come del resto in altri paesi, ma il divario è sempre piú accentuato, per non parlare di tutti i poveri e non ormaí diventati zombi dalle nuove droghe sintetiche che dilaniamo la societá usa.2 punti
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Buongiorno, il catalogo del forum la dichiara comune in bronzo mentre è rarissima in argento, purtroppo il tuo esemplare è in condizioni pessime,in questo caso credo sia inutile parlare di valore economico ma rimane sicuramente quello storico...2 punti
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Innocenzo Xll l'ultimo papa barbuto. Dopo di lui, la barba scompare dalla faccia dei papa2 punti
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sinceramente non sono neanche mai stato negli USA, e poco mi interessa cosa fanno dall'altra parte del mondo. conosco l'Italia e il sistema pubblico e privato italiano, non condivido affatto il disprezzo che emerge dalle tue parole perché non rispecchia quanto vedo tutti i giorni: il SSNN funziona ed eroga servizi a tutti i cittadini (in forma diretta e/o convenzionata) il trasporto pubblico (con risorse ridicole) funziona e consente di spostarsi pressoché ovunque a tariffe ridicole per l'utenza la scuola pubblica e le università sono di alto livello, estremamente competitive sono erogate maree di contributi ai cittadini ed alle imprese dallo Stato o dagli EELL e molto altro. la tassazione, in ultimo, segue il principio di sussidiarietà, quindi a chi ha il reddito maggiore è richiesto di "pagare anche per chi non potrebbe pagare", in modo che l'accesso ai servizi sia egalitario per tutti. non è una cosa da poco e deriva da decenni di lotte sociali per il superamento delle diseguaglianze.2 punti
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Oggi ho visto in faccia il Demonio! Che il nostro Dio denaro ci protegga!2 punti
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Ringrazio ogni giorno di vivere in Italia, e non negli USA, dove ti partono 1000 dollari se solo devi chiamare l'ambulanza.2 punti
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Buonasera e buon caldo, approfitto per postare questa cartolina e sperando che psicologicamente possa rinfrescarci tutti, la cartolina rappresenta Terni , le cascate delle Marmore, filatelicamente è una cartolina fuori formato , affrancata per £.10 ( peccato per la tentata esportazione dei francobolli) applicato il T di tassa e non riscossa. buon fresco a tutti1 punto
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Mi permetto di farti un po' di concorrenza in quanto a stranezze e un po' di pubblicità alla mia provincia!!!cartolina in 4 parti fronte e retro con velina sotto che racconta un po' cosa c'era da aspettarsi se si veniva a Sestola(MO) negli anni 30 o giù di lì....1 punto
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@Gordonacci, come ho scritto prima, ci sono già passato. Le denunce ed i reclami presso le poste, servono a poco. Anche le assicurate non sono sicure. Ad oggi solamente i corrieri ci possono dare qualche rassicurazione in più. Ma purtroppo troppi venditori usano ancora la posta tradizionale. Sì, va bene, i rimborsi aiutano, ci mancherebbe, ma la perdita di una moneta importante, che serviva per completare una collezione, oppure rara, o in alta conservazione non si risolve, non basta. Per non parlare dell'ansia ed il timore che i prossimi acquisti non arrivino.1 punto
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Ciao Pino,tostina questa... per me è un AE4 VICTORIAE DD AVGG Q NN dì Costanzo II. La zecca potrebbe essere Siscia ma non ne sono sicuro. Però per non incappare in castronerie mi piacerebbe il parere anche del maestro @Arka 😀 https://www.acsearch.info/search.html?id=142219141 punto
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Grazie per le spiegazioni @Ajax, si è trattato solamente di un malinteso 🙂.1 punto
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LA RESTAURAZIONE OLIGARCHICA Trascorsi due anni in Grecia per riorganizzare le forze, nell’83 a.C. Silla si imbarcò per l’Italia con 5 legioni, deciso a combattere contro il governo dei populares; sbarcò a Brindisi, impossessandosi subito del controllo della città. La guerra civile era iniziata. Il suo esercito era piccolo ma formato da legionari esperti, fedeli e disciplinati; furono persino disposti a prestare giuramento di fedeltà a Silla e a partecipare con un piccolo contributo alle spese di guerra. Silla fu in grado di controllare strettamente la marcia delle sue legioni e riuscì pertanto non solo a vincere gli scontri contro gli eserciti nemici, ma anche a ingraziarsi il favore di molte popolazioni e persino a convincere parte delle truppe dei populares a disertare e unirsi a lui. Molti esponenti dell’aristocrazia si unirono a lui, fra cui Quinto Cecilio Metello Pio, Marco Licinio Crasso (ricchissimo esponente di una potente gens plebea) e, soprattutto, Gneo Pompeo, il figlio di appena 23 anni di Gneo Pompeo Strabone, che portò con sé tre ottime legioni composte dai veterani del padre. Con queste forze, Silla sbaragliò facilmente le legioni schierate ad attenderlo e risalì la penisola. Per l’82 a.C. il popolo elesse consoli Papirio Carbone e Gaio Mario (detto il Giovane), figlio dell’omonimo; Quinto Sertorio fu inviato in Spagna per effettuare nuovi reclutamenti. Si ricorse a misure straordinarie per accumulare le risorse necessarie a finanziare la guerra: venne anche sottratto l'oro e l'argento raccolto nei templi di Roma. L’esercito sillano sconfisse però quello consolare e i due consoli si asseragliarono in città fortificate: Mario a Praeneste (attuale Palestrina), Carbone a Chiusi. Silla, che inizialmente assediava Mario, decise di spostarsi verso Chiusi, allontanandosi così da Roma. Sopraggiungeva un esercito composto da 70.000 Sanniti e Lucani, decisi a dar manforte ai populares; saputo della manovra Silla, decisero di puntare direttamente contro Roma e si accamparono a Porta Collina (porta delle mura serviane, tra le attuali via XX Settembre e via Salandra). Ponzio Telesino, comandante sannita, arringò i suoi uomini dicendo che Roma stava per essere distrutta, i “raptores italicae libertatis” (predatori dell’italica libertà) stavano per essere annientati e, a tal fine, era necessario distruggere il "bosco" ove si rifugiavano i "lupi" romani. Ma Silla non intendeva lasciare Roma alla mercé di questi rivoltosi: capito il suo errore, fece fare marcia indietro al suo esercito e tornò verso l’Urbe a tappe forzate. Arrivò nel primo pomeriggio del 1° novembre 82, schierò le sue truppe presso il tempio di Venere Ericina (vicino all'odierna Porta Pia) e, benché fossero esauste, diede l’ordine di attaccare. L’ala destra del suo esercito, comandata da Crasso, dopo un duro scontro prevalse sui nemici e li mise in fuga, inseguendoli sino ad Antumnae (attuale Monte Antenne, all’estremità del parco di Villa Ada); sull’ala sinistra, invece, la situazione era critica: i Sanniti pressavano i Romani costringendoli ad arretrare. Per evitare la disfatta, Silla fece chiudere le porte della città, onde evitare che i suoi abbandonassero la battaglia; cavalcò poi in prima fila, rischiando anche di essere ucciso dalle lance dei nemici. Lo scontro durò tutta la notte ma, alle prime luci del 2 novembre, i Romani avevano vinto. Roma era salva. I populares erano stati sconfitti; Gaio Mario il Giovane si suicidò, Carbone fuggì. Silla assunse il cognomen Felix, che significa "fortunato perché benvoluto dagli dei". _________________ Lo scontro titanico fra populares e optimates, seppur foriero di tragedie, ha ispirato in quegli anni bellissime testimonianze monetarie; tuttavia non è sempre oggi facile distinguere a quale fazione inneggiassero i monetarî Uno dei consoli in carica nell’83 a.C. era Gaio Norbano, il cui cognomen attestava una provenienza da Norba (attuale Norma, vicino a Latina); un suo omonimo, verosimilmente suo figlio, il denario, RRC 357/1 che raffigura al dritto la testa di Venere e, al rovescio, quattro oggetti: l’acrostolio[1] (ossia la porzione anteriore delle grosse navi, quindi un simbolo di navigazione), il fascio littorio (simbolo dell’imperium), il caduceo (attributo di Mercurio, quindi simbolo dei viaggi e del commercio) e una spiga di grano. Si tratta della rievocazione di un’impresa compiuta dal console nell’88, quando - pretore in Sicilia durante il bellum sociale - organizzò una flotta per portare cibo a Reggio, assediata dagli insorti; ma è anche, come ha evidenziato Amisano, un’allusione agli elementi che alimentano il potere militare: il dominio sul mare, la politica e la capacità di approvvigionare le truppe. Altro bel denario (serrato) è RRC 362/1, firmato nell’82 da Gaius Mamilius Limetanus (forse figlio dell’omonimo, tribuno della plebe nel 109). Al dritto rappresenta Mercurio, con il caduceo sulle spalle; al rovescio Ulisse, travestito da vecchio mendicante, nel momento in cui viene riconosciuto dal suo anziano e fidato cane, Argo. Amisano ha osservato che non si può non vedere in Ulisse, raffigurato dopo che è sbarcato a Itaca e prima che uccida i Proci, un’analogia con la venuta di Silla in Italia per uccidere i traditori: un chiaro sostegno agli optimates. Ulteriore interessante emissione dell’82 è il denario RRC 363/1, firmato da L. CENSOR, forse padre omonimo del Lucius Marcius Censorinus che sarà console nel 39 a.C. Al dritto è raffigurato Apollo, al rovescio invece il satiro Marsia[2] davanti a una colonna sormontata da una statua della Vittoria[3]. Ancorché Crawford non concordi, il richiamo di Marsia sembra inneggiare alla libertà dei popoli italici[4] (anche grazie all’assonanza fra il suo nome e quello dei Marsi, popolazione che fu protagonista del bellum sociale) e, quindi, alla fazione dei populares. _________________ Silla fece uccidere molti suoi oppositori (fra cui Gratidiano); determinato a restaurare lo Stato aristocratico, riesumò una magistratura non più utilizzata da oltre un secolo, la dittatura, stravolgendone senso e funzione: si fece infatti nominare dittatore a tempo indeterminato (in origine, la dittatura aveva durata solo semestrale) con lo scopo dichiarato di rifondare la repubblica (rei publicae costituendae; la dittatura era invece nata per assicurare la conduzione di campagne militari). Attuò, quindi, una serie di riforme legislative tese a mettere il controllo del governo nelle mani del Senato e, parallelamente, togliere potere ai tribuni della plebe. Intuì il potenziale di Cesare (che negli ultimi anni, era stato molto vicino all’altro suo zio acquisito, Gaio Mario) e, per allontanarlo dai populares, gli ordinò di ripudiare la figlia di Cinna; Cesare tuttavia si rifiutò, sfidandone l’ira. Silla meditò allora di farlo uccidere; desistette per le pressioni di molti aristocratici, amici comuni, ma li avvertì che “Cesari multos Marios inesse”, “dentro Cesare ci sono molti Mario”. Fu un personaggio complesso: religioso ma dissacrante, tradizionalista ma innovatore, crudele ma rispettoso della legge, severo ma votato alla salvezza dello Stato anziché all’arricchimento personale. Era noto per la sua ironia: nominò Metello Pio pontifex maximus gettando il popolo nello sconforto, perché quegli era balbuziente e, quindi, durante i riti religiosi doveva ripetere per un numero estenuante di volte le preghiere (che, nella mentalità romana, necessitavano di essere pronunciate in modo esatto, per risultare efficaci). _________________ Nel frattempo Sertorio, che si trovava in Spagna, rifiutava di deporre le armi e raccolse attorno a sé non solo i populares in fuga da Roma, ma anche molte popolazioni iberiche; alla fine dell’82, si mosse contro di lui un esercito al comando del proconsole Annio Lusco che, prima di passare i Pirenei, si fermò a Massalia. A Massalia provenzale uno dei comandanti sillani, Gaio Valerio Flacco[5], emise un interessante denario, RRC 365/1. La moneta reca, al rovescio, la legenda C. VAL. FLA - IMPERAT - EX. S. C) non solo quindi il titolo di imperator, ma anche la precisazione che la coniazione avveniva (seppur fuori dal territorio nazionale) “ex senatus consulto”, su mandato del Senato. L’iconografia inneggia al successo militare: al dritto è infatti rappresentata la Vittoria, ma è la raffigurazione al rovescio a risultare particolare: un’aquila legionaria montata su asta con, ai lati, altri due stendardi militari: a sinistra quello degli hastati (come si desume da una piccola lettera H alla base delle insegne), a destra quello dei principes (con lettera P). Questa simbologia, che richiama l’immagine delle legioni in marcia (delle quali, da lontano, si dovevano appunto intravedere l’aquila e gli stendardi), introdotta qui per la prima volta, riscosse grande successo: sarà infatti ripetuta spesso, durante sia la repubblica sia l’impero. Lo scontro fra Lusco e Sertorio avvenne nell’81 a.C.; sconfitto, il generale ribelle dovette scappare in Africa. Quello stesso anno un poco noto monetiere, Aulo Postumio Albino, emise un denario serrato, RRC 372/2, che reca al dritto la personificazione dell’Hispania (identificata da una didascalia), al rovescio un magistrato in toga in piedi tra un’aquila legionaria e un fascio littorio: evidentemente egli voleva ricordare (in un momento in cui la Spagna era tornata “agli onori della cronaca”) che il suo antenato Lucio Postumio Albino, pretore nel 180 a.C., aveva combattuto con successo in quella stessa terra. La scena al rovescio è particolarmente interessante: per Crawford si tratta di una mera allusione al potere militare e politico (aquila e fascio), ma potrebbe invece rappresentare una leva (cioè, la chiamata dei cittadini per arruolarli), occasione durante la quale il magistrato cum imperium (e fornito, quindi, del fascio) si recava a Campo Marzio, vi piantava l’insegna legionaria e faceva chiamare e registrare le reclute. _________________ In Italia, Pompeo aveva dimostrato, malgrado la giovanissima età, grandi doti di coraggio, energia e abilità militare. Silla lo incaricò allora di cacciare i populares dalla Sicilia e dall’Africa, ove essi potevano affamare il popolo di Roma bloccando i rifornimenti di grano. Il giovane condottiero portò a termine celermente il suo compito: già alla fine dell’82 a.C. si impadronì della Sicilia, dove fece giustiziare Papirio Carbone; passò poi in Africa ove ottenne una serie di successi strepitosi vincendo sia i populares sia il re di Numidia, loro alleato. _________________ Per l’80 a.C. furono eletti consoli Metello Pio e Silla. Quest’ultimo fece coniare un aureo, RRC 381/1 che tradisce il suo carattere irriverente e sottilmente ironico: la moneta infatti raffigura al dritto la dea Roma, al rovescio una statua; non viola quindi il divieto di rappresentare persone in vita. Peccato che la statua sia, verosimilmente, quella che era stata collocata nel Foro, che a sua volta raffigurava … Silla stesso. Quello stesso anno Silla ordinò a Pompeo (che ancora stazionava in Africa) di congedare le sue legioni e tornare in Italia da privato cittadino; Pompeo riunì i soldati e finse che essi stessi non volessero abbandonarlo; anzi, lo acclamarono Magnus, come il grande Alessandro, e tale epiteto divenne il suo cognomen. Il giovane sbarcò allora in Italia con tutto l’esercito e chiese a Silla di concedergli il trionfo; quando quegli glielo negò, rispose sfrontatamente “sono più numerose le persone che adorano il sole al suo nascere di quelle che lo adorano al suo declinare”. Silla, sorpreso da tanta audacia, acconsentì, ma da allora non gli assegnò altri incarichi. Sempre nell’80 un liberto di Silla accusò ingiustamente di parricidio (uccisione del padre) un giovane, sicuro che nessuno ne avrebbe preso le difese in tribunale, temendo l’eventuale vendetta di Silla stesso; invece non solo un giovane avvocato (tale Marco Tullio di Arpino, che aveva ereditato il cognomen dispregiativo di “cece” da un suo parente con un’escrescenza sul naso) accettò di difenderlo, ma vinse anche la causa e, da allora, il suo cognomen - Cicero, in Latino - cominciò a essere famoso. Forse Silla capì, da questi episodî, che stava perdendo il controllo sull’aristocrazia; forse invece, da uomo di Stato, ritenne di aver esaurito il suo compito di rifondare la repubblica; fatto sta che nel 79 a.C., stupendo tutti, depose la dittatura e si ritirò a vita privata, accettando persino le ingiurie e le minacce dei cittadini che lo vedevano passare. Morì, di malattia, l’anno successivo. _________________ Metello Pio, terminato il consolato, nel 79 a.C. fu inviato da proconsole a governare l’Hispania. Contemporaneamente, tuttavia, le popolazioni autoctone convinsero Sertorio (che nel frattempo, in Africa, aveva riorganizzato e accresciuto il proprio esercito) a tornare, ammirandone le doti di statista saggio ed equilibrato. Abilissimo militare, in breve tempo Sertorio sconfisse le legioni e si impadronì del controllo dell’Hispania Ulterior, facendone una repubblica secessionista sotto il suo governo. Metello, anch’egli abile militare, capì che la strategia migliore da usare contro di lui consisteva nel logorarlo in una lunga guerra di attrito; si arroccò allora nell’Hispania Citerior, senza affrontare le truppe sertoriane in grosse battaglie campali. Per il 78 a.C. furono eletti consoli Quinto Lutazio Catulo (figlio dell’omonimo che aveva combattuto ai Campi Raudii), vicino agli optimates, e Marco Emilio Lepido, che in passato si era tenuto equidistante tra le due fazioni, ma dopo la morte di Silla si schierò con sempre maggior fervore a favore dei populares. All’epoca erano in corso i lavori di ricostruzione dell'antico tempio di Giove Ottimo Massimo, accidentalmente bruciato nell'83, che Silla aveva affidato proprio a Catulo, ordinandogli che fosse ricostruito ancora più maestoso. Nell’anno in cui Catulo fu console, allora, un ignoto monetario allora, Marco Volteio, volle nostalgicamente ricordare su una sua moneta (RRC 385/1 che al dritto reca il ritratto di Giove) il tempio com'era stato in origine: dorico, tetrastilo, con l’immagine di un fulmine sul frontone e i tre portoni che davano accesso alle statue della triade capitolina. Terminato il consolato, nel 77 a.C. Lepido si fece promotore in Etruria di una nuova ribellione contro Roma, aiutato da un suo accolito, Marco Giunio Bruto. Quest'ultimo vantava di discendere da Bruto, primo console della repubblica, ed era sposato con una donna bellissima, Servilia[6], che invece vantava di discendere da Ahala; avevano avuto un figlio, chiamato anch'egli Marco Giunio Bruto, che quindi poteva dirsi erede morale di entrambi quei grandi eroi del passato. In realtà Servilia era anche amante di un altro uomo, il quale quindi si domandava se il giovane Bruto potesse essere figlio suo: Gaio Giulio Cesare. Il Senato, intimorito dalla sedizione di Lepido e Bruto, incaricò Pompeo (benché, all'epoca, privato cittadino) di difendere Roma. Il giovane comandante accorse, sconfisse e uccise sia Lepido sia Bruto; dopo di ciò pretese però, e ottenne, l'onore di essere inviato a schiacciare anche la ribellione di Sertorio. Fu così che alla fine del 77 Pompeo Magno, forte di un esercito di 30.000 uomini, partì alla volta dell'Hispania. Sertorio si rivelò, tuttavia, un compito troppo grande per il giovane e avventato condottiero: lo sconfisse pesantemente due volte. Nella seconda battaglia, nel 76 a.C., Pompeo fu salvato solo dal tempestivo intervento delle legioni di Metello: da allora in poi si adeguò alla sua strategia attendista e rimase con lui, nella penisola iberica, a combattere una guerra di logoramento. Malgrado questi insuccessi militari, o forse proprio per risvegliare l’orgoglio guerriero dei Romani, il questore Gneo Lentulo (forse, lo stesso che sarà console nel 56 a.C.), 76-75 a.C. celebrò la gloria e la potenza di Roma su un altro bel denario, RRC 393/1. La moneta infatti al dritto rappresenta il Genio del Popolo Romano (individuato dalla didascalia G.P.R), personificazione dello spirito fiero, risoluto e indomito degli abitanti dell'Urbe, mentre al rovescio inneggia al dominio che Roma deve esercitare sul mondo intero, attraverso rappresentato da uno scettro (dominio sulla terra) e un timone (dominio sul mare) attorno a un globo. Anche questa è un’emissione imperatoriale ma autorizzata dal Senato, come attesta la legenda EX S.C. La realtà era però molto diversa da quella auspicata da Lentulo: il controllo militare di Roma si andava disgregando. Mentre Sertorio continuava a governare indisturbato l’occidente, i pirati infestavano i mari e nel 75 a.C. rapirono lo stesso Cesare[7]. Nel 74 Mitridate, raccolto un esercito imponente, mosse di nuovo guerra alla repubblica, conquistando l’oriente (vd. pag. 68). Infine, nel 73 un gladiatore, ex soldato di Roma, soprannominato Spartaco (si ignora il suo vero nome), causò una ribellione generalizzata degli schiavi in Italia e seminò morte e distruzione per tutta la penisola, sconfiggendo i numerosi eserciti mandati contro di lui. Il mondo romano sembrò a un passo dall'implodere: Sertorio tentò di coalizzare le minacce, cercando di stipulare un’alleanza con Mitridate e con i pirati e meditando di trovare un'intesa anche con Spartaco. Poi, finalmente, la fortuna tornò benevola. Nel 72 a.C. Sertorio fu tradito e ucciso da uno dei suoi collaboratori, esasperati dalla lunga guerra di attrito; persa la sua carismatica guida, gli eserciti ispanici furono sbaragliati da quelli romani. Spartaco tentò di impossessarsi della Sicilia, accordandosi con i pirati per traghettare il suo esercito, ma il perfido governatore dell’isola, il propretore Gaio Licinio Verre, convinse i pirati stessi a tradirlo. Braccato attraverso la penisola dall'esercito di Crasso, cui il Senato aveva affidato il compito di soffocare la rivolta, fu infine definitivamente sconfitto nel 71, probabilmente in Campania. Gli ultimi schiavi ribelli, fuggiti verso nord, furono raggiunti e sconfitti da Pompeo, che tornava vittorioso dall'Hispania. Restava in corso la guerra contro Mitridate. _________________ Silla fece emettere gli ultimi bronzi “regolari” della repubblica, gli assi RRC 368/1, datati 82 a.C.: negli anni successivi, a causa del caos delle guerre civili, la coniazione delle monete di bronzo verrà interrotta per oltre 40 anni, riprenderà poi saltuariamente e tornerà normale solo con Augusto. Esistono però alcuni minuscoli assi di peso bassissimo (tra 2 e 6 grammi); mentre alcuni sono di fattura chiaramente imitativa, gli altri appaiono di stile chiaramente ufficiale. Il primo gruppo rientra nella cosiddetta “pseudo-monetazione pompeiana”[8], fenomeno sviluppatosi in Lazio e Campania per sopperire alla mancanza di “spiccioli”. Il secondo gruppo è invece un’emissione governativa ufficiale, ma è difficile spiegarne il peso così basso. La maggior parte degli studiosi ritiene che si tratti di emissioni fatte alla fine del III secolo in area magnogreca (Luceria per Crawford, che le classifica RRC 97/28 e 99/10, Canusium - odierna Canosa - per McCabe) dove la popolazione era disponibile, per tradizione, ad accettare monete fiduciarie[9]. La Notte suggerisce invece che ci sia stata, nel corso del I secolo a.C., anche una “riduzione quartonciale” (con un peso medio teorico per l’asse di 6 scrupoli, pari a circa 6,8 g, e pesi reali ulteriormente ridotti): questa ipotesi sembra più lineare e trova conferme in ambito provinciale (ove furono emessi assi di 2-5 g, come quello raffigurato a pag. 60). È possibile, quindi, che queste monetine siano gli assi emessi nel periodo in esame. NOTE [1] Su un’altra versione del medesimo denario, l’acrostolio manca. [2] Secondo la leggenda, Marsia fu fatto uccidere da Apollo, geloso del fatto che la sua musica fosse apprezzata più di quella del dio. [3] Dovrebbe trattarsi di un riferimento al porto di Ostia (che secondo la tradizione fu fondato da Ancus Marcius, mitico progenitore della gens Marcia), ove era appunto presente una colonna di questo tipo. [4] Marsia era figlio di Liber, dio della libertà presso molte popolazioni italiche, e pertanto diverse città dell’Italia ne esponevano la statua quale simbolo di libertà e di giustizia (quella di Roma era nel Foro). [5] Fratello di Lucio (sostituto di Mario nel consolato dell’86 a.C.) aveva governato le province dell’Hispania Citerior e Ulterior (dal 92 all’87) e della Gallia Cisalpina e Narbonese (forse contemporaneamente), ove era stato acclamato imperator. [6] Figlia di una sorella di Marco Livio Druso e sorella di una moglie di Lucullo. [7] L’episodio è famoso: Cesare sollecitò i pirati a chiedere un riscatto molto alto, chiarendo che lui era un personaggio importante, ma li minacciò anche che sarebbe tornato a trucidarli. Il riscatto fu pagato, Cesare fu liberato, e tornò a trucidarli. [8] Così chiamate perché molte sono state rinvenute a Pompei, ma il fenomeno era molto più vasto. Queste monete sono state catalogate da Stannard Provisional catalogue of Pompeian pseudo-mint del 2010. [9] Si dicono “fiduciarie” le monete (come le attuali) il cui valore è fissato in modo autoritativo dallo Stato, e non corrisponde minimamente a quello - molto inferiore - del materiale che le compone (metallo o addirittura, oggi giorno, carta). ILLUSTRAZIONI Resti delle mura serviane a via Salandra a Roma. La battaglia di Porta Collina fu combattuta qui vicino. 83 a.C., denario RRC 357/1 82 a.C., denario RRC 362/1 82 a.C., denario RRC 363/1 82 a.C., denario RRC 365/1 81 a.C., denario RRC 372/2 Aquila legionaria in bronzo (forse, l’unica pervenutaci) datata 150-199 d.C., rinvenuta nell'area archeologica di Amiternum ed esposta al museo di Chiusi. 80 a.C., aureo RRC 381/1 78 a.C., denario RRC 385/1 76-75 a.C., denario RRC 393/1 Asse del peso di soli 1,9 g ma con stile apparentemente ufficiale1 punto
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Grazie mille, ad ogni modo conosco bene il meccanismo delle aste, sono un offerente... abituale1 punto
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Per cifre alte sono io ad insistere per spedizioni sicure. Purtroppo mi sono capitate spedizioni in cui la moneta non era fissata su nessun supporto e letteralmente "navigava" nella busta, molte volte è mancanza del venditore.1 punto
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Dice vicino ad un sito archeologico romano. Presupponiamo fuori dai confini dello stivale. Saluti Gordon1 punto
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non so chi ha già in mano un po di monete italiche 2025 ribadisco i cofanetti in cartone nuovi sono una scelta pessima e non in linea con la qualita della moneta - problemi ad estrarre le capsule col rischio di apertura della capsula - il cartone di per se si sa che a lungo andare con temperatura ed umidità non va certo d'accordo.. - le ultime due monete ricevute inoltre il cartone puzza beh complimenti alla scelta... se lo scopo è fare qualcosa per l'ambiente veramente allora potrebbe andarmi bene un sovrapprezzo a fini ambientali . Invece la mia impressione è che siano cofanetti super LOW COST e quindi con solo margine per la zecca! cosa ne pensate?1 punto
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Bè comunque credo che il sito sarà visitabile un giorno prima, magari senza possibilità di acquisto , per permettere si collezionisti di conoscerlo e capire come muoversi , sarebbe sicuramente sensato !!1 punto
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Buongiorno a tutti, sono d'accordo con chi mi ha preceduto, valore storico. Valore economico non mi esprimo ma sicuramente basso. Saluti Alberto1 punto
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Questa invece è ostica x me(vedi data e sembra manchi un francobollo). Cosa ne pensate? Scusate se non l'ho messa x intero ma il resto è sano... Per quanto mi riguarda apprezzo il perito umile (non qualunquista) che ammette i propri limiti o ignoranza e la risposta sta nella tue prime parole,dipende dalla sua specializzazione in cui ha maneggiato molte di quelle monete. Per quanto riguarda il 5 lire non è difficile trovarne di autentiche ma è più complesso trovare persone che ne abbiano osservate di buone a fondo. L'ultima volta che parlai con Tevere mi disse di non aver paura di usare il microscopio e dopo che conosci la moneta,per quanto ti mostrino falsi fatti bene non ti fregano.Ovviamente parlavamo di monete rare.1 punto
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spiegare come si riconosce un bollo falso non è facile, in questo caso è molto facile in quanto questo sembrerebbe in gomma e non con un timbro guller in metallo come dovrebbe essere, vi sono dei bolli fatti talmente bene e sopratutto con inchiosti dell'epoca, ben invecchiati, che vanno visti e rivisti tante di quelle volte e poi è molto importante in certi casi avere dei confronti di bolli genuini, logicamente della stessa località, cosa difficilissima, ma perlomeno dello stesso periodo, pertanto un collezionista di storia postale che spazia il più periodi storici, deve avere oltre al materiale collezionato, anche tanto materiale per dei confronti, quindi parliamo di migliaia e migliaia di documenti, per ultimo, ma certamente cosa molto importante e comune anche con la numismatica, avere avuto sotto mano tanto, ma tanto materiale, poi diventa più facile. PS: visto che sei sopratutto numismatica, anche se non so quale è il tuo periodo di interesse, ti porto un esempio che anche di recente mi è capitato di dovere discutere, l'autenticità delle 5 lire del 1956 , oggi la gran parte dei periti si rifiuta di periziarle perchè ci sono molti falsi in circolazione che rasentano la perfezione e sopratutto in conservazione molto altra, allora mi domando, il perito che parte fa nel collezionismo , oltretutto con la classica frase " a mio parere" si certificano solo le cose super sicure e basta? a me se qualche socio della mia Associazione mi porta un documento di storia postale o un francobollo per il quale mi chiede un aiuto per la sua autenticità, fermo restandpo in tempo che mi frega, ma mi impegno e cerco in tutti i modi di aiutarlo e dargli una risposta e no dire " questo è un francobollo super falsificato e quindi non so dirti si o no" Un esempio per tutti il gronchi rosa, tu non ti immagini in quante collezioni lo ho trovato falso (senza certificato) tutto questo per dirti che nel mondo della storia postale le contraffazioni ne esistono tante e di tanti generi, l'esperienza ti dà una mano, oggi anche gli strumenti, però è un mondo affascinante1 punto
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Concordo, anche solo per sapere di che cifre parliamo e che cosa possiamo acquistare. a me lo visualizza ancora1 punto
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come hai ben detto 2 si una no, la prima da Quarto affrancata per 25 cent. cartolina illustrata 5 parole, in affrancatura di emergenza con Imperiale cent. 5 + Marca da Bollo cent.20 , passata regolarmente e non tassata, la seconda ha annullo falso la terza affrancata in emergenza con marca da bollo da 30 cent. apposto il bollo circolare scalpellato ( Regie Poste TS) scalpellato della parola Regie, dovremmo essere nel 1943/44 credo1 punto
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Ciao Pino cerca tra gl' AE2 VICTORIAE DD NN AVG ET CAES. Potrebbe essere Magnenzio,Decenzio o Costanzo II.1 punto
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50 Pence - Elizabeth II 5th portrait; Royal Shield Rame-nichel (75% Cu, 25% Ni): 8 g, 27,3 mm. apollonia1 punto
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Comunque secondo me potrebbe essere AE3 SECVRITAS REIPVBLICAE di Valente. https://www.acsearch.info/search.html?id=62840831 punto
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Purtroppo Internet è pieno di "bip bip" assurde. Questa cosa di descrivere a sproposito monete comunissime come rarità eccezionali è ormai una specie di esercizio dei corsi base all'Università della Truffa.1 punto
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Lo so ma i servizi dello Stato italiano che pago con le mie tasse fanno sinceramente schifo, anche su questo ho visto una differenza enorme con gli USA. Le alte tasse in italia sono dovute a sprechi giganteschi del presente e del passato, interi sistemi che non funzionano e che quindi devono essere integrati con le tasse (come le pensioni i cui contributi non bastano a coprirle), soldi infiniti regalati ad interi settori per farli andare avanti (altro che reddito di cittadinanza), ed un debito pubblico astronomico che va ripagato costantemente e su cui si pagano interessi stellati (è più alta la spesa per gli interessi che quella per l'istruzione in Italia, c'era giusto un articolo che avevo letto). Poi neanche cose basilari come il controllo dell'immigrazione funziona bene, mentre negli USA alla prima occasione mi hanno costretto a tornare in Italia in rispetto alle loro norme severissime1 punto
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Tutti gli Stati occidentali hanno altissimo prelievo fiscale. Quello italiano non è il più alto. In Italia non si vive male si fidi.1 punto
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Il problema in questi casi sono gli innocenti che vi vanno in mezzo, alla fine sono tante le persone che vendono diversi pezzi della loro collezione, risultando apparentemente come persone che lo fanno come attività in nero. Il problema del collezionismo è che si accumulano tantissimi pezzi ed è possibile che bisogna fare tante inserzioni per vendere quello di cui non si ha più bisogno, risultando così sospetto ai nuovi controlli. Durante dei controlli della gdf alla mia società, che ha sempre operato nel rispetto delle regole, mi dissero che qualcosa devono trovare per forza quando fanno un controllo, che non possono andare via a mani vuote, il che significa per me che è meglio non trovarsi mai in mezzo ad un controllo.1 punto
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Adesso che ho tutti i libri ho risolto, Lotto 1105 | Aste Bolaffi ha sbagliato indicando come cud 44d in quanto il 44d ha XX XX XX mentre questa è XX XX OO ed è il Cudazzo 61g, per cui sia quella di Bolaffi che la mia sono che sono la stessa moneta sono inedite anche al Cudazzo.1 punto
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Non sempre...conosco Mezzi Carlini di Filippo III che lo riportano in diversi punti della legenda.1 punto
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L'EPOCA DEI GRACCHI Con l’annessione dell’ex impero cartaginese e della Macedonia Roma subì le conseguenze del cambiamento sociale: le guerre continue, cui erano chiamati a partecipare tutti i cittadini (eccetto i nullatenenti), portarono all’impoverimento del ceto contadino, costretto a lasciare i terreni incolti per anni; peraltro, i piccoli agricoltori non potevano competere con i bassi prezzi delle derrate provenienti dalle province (Sicilia, Sardegna, Africa). Nuovi “proletarî” si riversarono quindi per le strade di Roma, alla ricerca di mezzi di sostentamento. Una testimonianza delle difficoltà di questa nuova classe sociale sono due monete (RRC 242/1 e 243/1) emesse nel 135 e nel 134 a.C. da monetieri della gens Minucia[1]. Esse rappresentano entrambe, al rovescio, la colonna Minucia (monumento antichissimo, eretto da quella gens) e due figure in piedi di cui la prima distribuisce pagnotte, l’altra regge il lituo (bastone rituale degli àuguri). Sappiamo che la colonna Minucia era il luogo presso cui avvenivano le frumentationes (distribuzioni di pane o grano ai poveri), alcune delle quali erano state attuate nel 492 e nel 491 a.C., a opera di due consoli appartenenti alla gens Minucia[2]; le monete, quindi, commemorano quell’evento, con l’evidente intento di sollecitare la ripresa delle frumentationes. È, questo, un perfetto esempio di come fu usata l’iconografia monetale durante la Repubblica: formalmente, venivano commemorati eventi del passato; nella sostanza, tuttavia, si celebrava il retaggio della propria gens e, nel frattempo, si veicolava spesso un messaggio politico di stretta attualità. _______________________ La più giovane delle figlie di Scipione l’Africano, Cornelia[3], donna colta e determinata, sposò Tiberio Sempronio Gracco (il propretore che nel 179 aveva inflitto una prima sconfitta ai Celtiberi), avendone due figli, Tiberio (che, come d’uso, ebbe lo stesso nome del padre) e Gaio. Rimasta vedova e chiesta in sposa dal re d’Egitto, Tolomeo VIII Evergete Trifone, rifiutò per dedicarsi all’educazione dei figli. Tiberio, determinato a porre un rimedio all’impoverimento dei piccoli agricoltori, si fece eleggere tribuno della plebe nel 133 a.C. e, in questa veste, propose una legge che fissava a 500 iugeri (estensibili sino a 1.000 in caso di figli a carico) il limite dell’ager publicus che ogni singolo poteva possedere, per contrastare l’accaparramento che ne avevano fatto i grandi latifondisti; i terreni così recuperati sarebbero stati distribuiti ai cittadini più poveri in lotti di 30 iugeri. I suoi oppositori politici convinsero un altro tribuno, Marco Ottavio, a opporgli il veto, ma allora egli lo fece destituire dagli stessi elettori; la legge agraria fu approvata e della commissione di triumviri incaricati di curarne l’attuazione fu chiamato a far parte anche suo fratello, Gaio. _______________________ Quello stesso anno morì, nel lontano regno di Pergamo (che, come visto, da 80 anni era un fidato alleato di Roma), il re Attalo III. Il sovrano non aveva avuto figli e, temendo che il suo fiorente regno potesse essere conquistato dal ben più potente regno di Siria, decise così di fare un regalo ai suoi sudditi lasciandolo in eredità al popolo romano; si ripeteva, a distanza di due secoli, un’iniziativa simile alla deditio di Capua. Trattandosi però di un’eredità, doveva essere accettata dal Senato, alcuni membri del quale espressero perplessità sull’opportunità di annettere una terra così lontana; ne seguì un temporaneo vuoto di potere, di cui approfittò un fratellastro di Attalo, tale Aristonico, che si autoproclamò re con il nome di Eumene III. Attalo III tuttavia non aveva lasciato solo il trono al popolo romano, ma anche le sue immense ricchezze; quando si seppe Tiberio Sempronio Gracco propose di distribuirle ai nuovi piccoli proprietari terrieri, per consentire loro di acquistare l’attrezzatura necessaria per coltivare. Fu troppo per la nobiltà (che evidentemente aspirava a far proprie quelle stesse ricchezze), la quale lo accusò di aspirare alla tirannide; Tiberio fu allora ucciso durante un tumulto di piazza, appositamente scatenato. Si trattò di un momento cruciale nella storia di Roma: per la prima volta divenne plateale che i politici ritenevano ammissibile far uccidere i proprî avversari, quando non riuscivano a fermarli in modo legale. Le guerre civili del secolo successivo e l’instabilità del trono imperiale in quelli ancora seguenti iniziarono così. Malgrado questa violenza, comunque, i Romani rimasero ossequiosi della legge e la riforma agraria voluta da Tiberio fu portata avanti. _______________________ Nel frattempo,. la rivolta di Aristonico fu domata e nel 129 a.C. Roma decise di annettere il territorio del disciolto regno di Pergamo come provincia d’Asia, la cui capitale fu spostata a Efeso (città non più esistente). Una testimonianza monetale del processo di progressiva romanizzazione del regno di Pergamo è rappresentata dai cosiddetti “cistofori”: tetradracme (monete d’argento da quattro dracme, del perso di oltre 12 g) recanti al dritto una cesta (da cui il nome) con serpenti, simbolo di riti dionisiaci, e al rovescio due serpenti attorcigliati attorno a una faretra. Furono emessi a Pergamo a partire dal 200 a.C. e si diffusero rapidamente in tutta l'Asia Minore, diventando così la moneta con cui si effettuavano i commerci in Asia. Molti di essi riportano la data (espressa secondo un conteggio locale) ed è stato così possibile verificare che continuarono a essere ininterrottamente emessi, anche dopo la costituzione della provincia d’Asia. Inoltre, dopo alcuni anni comparve su tali monete il nome del magistrato romano che ne aveva disposto l’emissione. I cistofori si pongono così come uno dei più begli esempî di monetazione provinciale repubblicana. _______________________ Gaio Sempronio Gracco fece ritorno a Roma nel 124 a.C., dopo essere stato pretore in Sardegna, e ottenne per due anni di seguito (123 e 122) l’elezione a tribuno della plebe. Decise di proseguire l’opera del fratello e ne allargò la portata, proponendo una lunga serie di leggi che miravano a contenere la prepotenza dei nobili e a migliorare la vita delle classi meno agiate. Fra le altre, fece approvare una lex frumentaria che disponeva (come auspicato nei denarî della gens Minucia) la ripresa delle frumentationes presso la colonna Minucia. Nel 122 commise però un passo falso: propose di estendere la cittadinanza romana ai Latini e quella latina agli Italici, per consentire anche a loro di accedere ai benefici che tale status giuridico permetteva; questa iniziativa gli fece perdere il favore della plebe, gelosa dei proprî privilegi (fra cui le frumentationes). La nobiltà ne approfittò: nel 121 scoppiarono una serie di disordini, probabilmente fomentati dai senatori stessi, e di conseguenza il Senato adottò, per la prima volta nella storia, un senatus consultum de re publica defenda, ossia un provvedimento che, pur avendo in teoria efficacia solo consultiva (essendo appunto un consultum), di fatto autorizzava i magistrati a uccidere cittadini romani per difendere l’integrità della Repubblica. Avendo capito di non avere speranza di sopravvivere alla violenta repressione che ne seguì, Gaio incaricò un suo stesso servo di togliergli la vita. _______________________ Nel 125 a.C. i Salluvi, tribù dei Liguri (antico e bellicoso popolo pre-indoeuropeo), aveva attaccato Massilia (attuale Marsiglia), colonia greca che godeva di un’amicizia storica con Roma (aveva cercato anche di fermare l’avanzata di Annibale verso l’Italia). Roma intervenne allora a difesa della città e sconfissero prima i Salluvi, poi gli Allobrogi, fiera popolazione celtica che ne aveva preso le difese. Per celebrare la vittoria nel 119 a.C. fu emesso un denario, RRC 281/1, da parte di tale Marcus Furius Philus "figlio di Lucio" (la firma sulla moneta è infatti M. FOVRI. L. F. al dritto, PHILI al rovescio); probabilmente suo padre era il console 136 a.C., veterano di Numantia. La moneta reca al dritto una bella rappresentazione di Giano; al rovescio è invece raffigurata una dea, esplicitamente identificata in Roma da una didascalia (posta alla sua destra), che pone una corona d’alloro sopra un trofeo d’armi. Le armi, a loro volta, sono chiaramente galliche, come dimostra la foggia degli scudi rettangolari e, ancor di più, la presenza di due carnices: il carnyx era infatti una tromba da guerra, a forma di testa di serpente o dragone, ed era usata dagli eserciti celtici. Il territorio sottratto ai Salluvi e agli Allobrogi (corrispondente alla porzione meridionale dell’attuale Francia) fu annesso alla Repubblica, per realizzare un collegamento terrestre tra l’Italia e le province in Hispania, e nel 121 a.C. divenne la nuova provincia della Gallia Transalpina (talché ancora oggi si chiama “Provenza”, da “provincia”). Nel 118 a.C. vi fu fondata una nuova capitale, la città di Narbo Martius (attuale Narbona), che per la sua importanza ottenne il prestigioso status giuridico di colonia di diritto romano (la prima, di questo tipo, dedotta oltralpe): era cioè, formalmente, un “quartiere” distaccato di Roma stessa. Di conseguenza, la provincia fu ridenominata Gallia Narbonensis. In occasione della deduzione della colonia e, probabilmente, proprio per pagare le spese connesse con essa fu emessa, probabilmente proprio nel 118 e presso una zecca sita a Narbo, una serie monetale ad hoc, la RRC 282. Si tratta di cinque denarî serrati[4] accomunati dalla medesima iconografia (la testa di Roma al dritto e un guerriero gallico su biga, munito di lancia, scudo e carnyx, al rovescio) e dalla firma, al rovescio, L. LIC. CN. DOM, ossia Lucius Licinius Crassus e Gnaeus Domitius Ahenobarbus. Sappiamo che il primo aveva caldeggiato la deduzione della colonia contro l’opposizione del Senato, l’altro aveva fatto costruire la prima strada romana della Gallia, la via Domitia, per collegare la nuova colonia all’Italia; è probabile che firmassero le monete in quanto duoviri coloniae deducendae. Al dritto, invece, le cinque monete si distinguono perché recano cinque firme diverse (una per moneta)[5]: sono sicuramente i nomi dei magistrati monetarî (che forse nell’occasione avevano l’incarico di curatores denariorum flandorum). _______________________ Terminava così l’epoca dei Gracchi e diveniva evidente che il potere dell’oligarchia nobiliare si fondava ormai solo più sulla violenza, non sul consenso. È forse per questa ragione che poco dopo fu emesso l’ultimo denario anonimo (privo, cioè, della firma del monetiere), RRC 287/1, datato 115- 114 a.C.: si tratta di una moneta bellissima, quasi malinconica, che rievoca Roma così com’era alle origini. Al dritto è raffigurata la testa di Roma; al rovescio compare la medesima dea, seduta su un mucchio di scudi con una lancia in mano, che ammira gli eventi connessi con la sua stessa nascita: la lupa che allatta i gemelli e, in volo, i due avvoltoî che diedero a Romolo il presagio ritenuto propedeutico alla fondazione. NOTE [1] La prima è firmata C.AVG, Gaius Augurinus, la seconda TI. MINVCI. C. F AVGVRINI, Titus Minucius Gai filius Augurinus. Forse erano fratelli. [2] Nell’iconografia, quindi, il soggetto che distribuisce il pane è uno di tali consoli; quello col lituo è probabilmente un altro appertenente alla gens, Marco Minucio Feso, che era stato, nel 300 a.C., un dei primi àuguri plebei. [3] Dei tre nomi previsti per gli uomini romani (praenomen, nomen ed eventuale cognomen o cognomina) le donne ne ereditavano dal padre uno solo, il nomen, declinato al femminile (Cornelia, Giulia, etc.). [4] Si definiscono “serrate” alcune monete con il bordo dentellato che Roma emise in alcuni momenti della sua storia. È discussa la ragione di tale espediente; forse, per ridurre i rischi che il metallo si rompesse quando riceveva il colpo del conio di martello. [5] M. Aurelius Scaurus su RRC 282/1, L. Cosconius su RRC 282/2, C. Poblicius Malleolus su RRC 282/3, L. Pomponius su RRC 282/4, L. Porcius Licinus su RRC 282/5. ILLUSTRAZIONI Denari RRC 242/1 e 243/1 del 135 e 134 a.C. Cistoforo catalogato Stumpf 38 e datato 57-55 a.C. La legenda al rovescio comprende, in alto, il nome del proconsole, in caratteri latini (C. SEPTVMI T. F. PRO COS.); in basso, quello del monetiere, in caratteri greci (ΜΗΝΟΓΕΝΗC); a sinistra, la sigla ΠΕΡ in monogramma (Pergamo, luogo di emissione). Si noti l’uso dei due alfabeti diversi, chiara testimonianza della doppia natura della monetazione provinciale, che è sì “romana”, ma anche “locale”. Denario RRC 281/1 Denari RRC 282/2 e 282/5. Si noti che il primo porta il simbolo di valore X, il secondo Ж; evidentemente erano ormai ritenuti equivalenti Denario RRC 287/11 punto
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Penso che le lettere P&T indicano il nome della ditta o meglio dei proprietari (argentieri?), che hanno prodotto la medaglia, di buona fattura, rappresenta S. Erasmo Vescovo e martire ,protettore di Formia(NA), dei naviganti e pescatori (conosciuto anche come S. Elmo), martirizzato sotto l'imperatore Diocleziano (XIX sec.).- Ciao Borgho1 punto
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Dimitrios di Nomos AG mi ha detto che hanno ritirato la moneta sopra perché non sono sicuri che è autentica. non vogliono vendere una moneta di cui non sono sicuri sull'autenticità per evitare eventuali problemi con l'acquirente. non ritengono che la moneta sia falsa. quella moneta andrebbe studiata ulteriormente.1 punto
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È una tipologia di spedizione offerta da poste italiane per cui, a fronte di una cifra bassa, consente di spedire libri e simili. Sul pacco va scritto chiaramente “Piego di libri” e deve esserci un lato apribile, tale da consentire (a chi di dovere) di poterne verificare il contenuto. È un’ottima scelta per spedire libri di valore non particolarmente alto ma certamente non è la scelta adatta per spedire monete… Per maggiori dettagli, consiglio di consultare il link di seguito: https://www.poste.it/prodotti/piego-di-libri.html1 punto
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