Classifica
Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 07/26/25 in tutte le aree
-
Associazione Italiana Cartamoneta Associazione Italiana Cartamoneta AIC MAGAZINE ANNO VIII - N. 15 LUGLIO 2025 È stato recentemente pubblicata la rivista “AIC Magazine” N. 15 - Anno VIII” direttore Stefano Poddi, rivista dell’Associazione Italiana Cartamoneta, associazione no-profit. L’unica rivista italiana cartacea interamente dedicata alla notafilia (dal latino “nota” = biglietto e dal greco philos = amore, passione) branca della numismatica. Il primo articolo della rivista, a firma Alessandro Fiamingo, si intitola “I gradi di conservazione della scala Sheldon”; sempre più spesso si trovano in commercio delle banconote sigillate in custodie di plastica rigida, prodotte da PCGS, PMG, ecc. società americane di grading (gradazione), che oltre ad assicurare l’autenticità della banconota contenuta, ne danno una puntuale valutazione dello stato di conservazione, tramite una numerazione che va da 4 a 70, e che nell’articolo viene illustrata comparandola ai gradi di conservazione (MB, BB, SPL, SUP, FDS) da noi usati nei cataloghi e nei prezziari, facendo chiarezza su questo argomento spesso nebuloso. Segue un articolo di Emanuela Peccatori, che descrive il mondo fantastico de “Le prime banconote tibetane”, biglietti che per la loro grafica colorata e per l’intreccio dei grafismi riportati, ricordano la colorazione e i disegni dei tappeti orientali. Franca Maria Vanni ci propone un articolo molto dettagliato e documentato su “Le prime banconote della Banca d’Italia”, che ci riporta alle vicende della costituzione della Banca d’Italia e delle sue prime banconote. Attraverso una minuziosa ricostruzione storica della progettazione e produzione delle primissime banconote della banca centrale italiana che, novità assoluta, riportavano in evidenza nella parte superiore del fronte della banconota il nome dell’emittente, (e quindi del garante della cartamoneta fiduciaria) “BANCA D’ITALIA”, istituita con legge del 1893, ponendo in evidenza il lavoro e l’impegno di un grande protagonista di questa transizione nummaria, il disegnatore/inventore Rinaldo Barbetti. Chiude questo numero della rivista Davide Oldrati con un articolo intitolato “Utopia e genocidio nella Cambogia dei khmer rossi”, nel quale viene scandagliata la follia idealista-sanguinaria iniziata nell’ aprile del 1975 con l’ingresso dei Khmer Rossi al governo della Cambogia, che in quattro anni annientò oltre un milione di cambogiani morti per fame o per lavori forzati. Nella loro ideologia c’era anche il tentativo di realizzare una economia senza moneta, ma questo non gli impedì di introdurre due serie di banconote, emesse per un breve periodo e poi ritirate, molto suggestive di carattere agricolo-rurale. L’inserto centrale a doppia pagina di questo numero riguarda le 500 lire matrice di Rinaldo Barbetti, un’immagine da contemplare incantati. SOMMARIO AIC N.15 Anno VIII - Luglio 2025 - FIAMMINGO Alessandro “I gradi di conservazione della scala Sheldon” - PECCATORI Emanuela “Le prime banconote tibetane” - VANNI Franca Maria “Le prime banconote della Banca d’Italia” - OLDRATI Davide “Utopia e genocidio nella Cambogia dei khmer rossi” AIC Magazine, rivista cartacea dell’Associazione italiana Cartamoneta no-profit, è pubblicata interamente a colori, priva di pubblicità o sovvenzioni a cadenza semestrale. Viene inviata esclusivamente ai Soci dell’Associazione la cui email e' : [email protected] - Tale indirizzo vale anche per chi volesse contribuire alla rivista con un articolo. Il sito ufficiale dell'Associazione Italiana Cartamoneta e' www.associazioneitalianacartamoneta.it AIC Magazine - Elenco articoli.xlsx3 punti
-
3 punti
-
Che del Cordusio non s'interessa perché sta diventando un grande mangimificio all'aperto, invasa come è da bar improvvisati di 10 mq che però occupano metri di marciapiede con tavolini e altri ingombri, attività di ogni tipo che chiudono per lasciar spazio sempre e solo a gente che fa da mangiare (peraltro, male e a caro prezzo...). Vabbé, lasciamo perdere sennò divento malinconico: guardate le foto e valutate....3 punti
-
Noi ora osserviamo delle monete, vediamo i volti che vi sono raffigurati, e ci chiediamo se su quei volti vi è un labbro insolitamente marcato, per un bizzarro ed inusuale metodo nell' esecuzione del conio degli incisori di una specifica zecca. Ma anche allora, quando quelle monete circolavano, chi le osservava poteva avere quel dubbio, se effettivamente non ci fosse un baffo ma uno strano labbrone. Istintivamente dico no, l' incisore del conio, artista o comunque valido artigiano, non poteva lasciare quel dubbio; se avesse fatto un labbrone, si sarebbe limitato, non avrebbe voluto che qualcuno avesse quel dubbio. Labbrone magari si, ma limitato. Se quel labbrone è così lungo da sembrare un baffo, quello è un baffo.3 punti
-
Oggi finalmente ne ho capito un pò di più, finalmente sono riuscito a trovare un laboratorio orafo attrezzato con uno spettrometro XRF molto disponibile, e davanti a me hanno messo la moneta all'interno dello strumento e in 2 secondi ho avuto risposta al mio dubbio, la moneta è 22,35K, oltre l'oro i metalli presenti sono per la quasi totalità rame, e per una percentuale sotto 1% ciascuno da argento e nickel, di questi metalli solo il nickel è magnetico e adesso si spiega il perchè la calamita veniva leggermente attratta. Onestamente mi stupisco che con una percentuale così minima di nickel, io sia riuscito a rilevare con strumenti "casarecci" il leggerissimo magnetismo. Ora io non ho idea se il conio del 50 lire "cinquantenario" 1911 è nomale che contenga anche del nickel, considerando che nessun'altra moneta del regno in mio possesso ha questa caratteristica, sta di fatto che la mia è così, e mene renderò conto se alle prossime aste avrò l'occasione di aggiudicarmene un'altro pezzo. A questo punto sarei propenso a pensare che la moneta sia buona e tenermela, considerando ora che ne ho la certezza, che il costo che l'ho pagata è coperto circa al 75% dal valore dell'oro presente nella moneta. Adesso posso dirvi anche la casa d'aste, è Sartor numismatica, e il titolare è il Sig.Nicola Sartor, una persona seria e disponibile, che da subito mi ha detto che non ci stava nessun problema, che avrei potuto rispedirgliela per ricontrollarla e se mi rimanevano dei dubbi avremmo trovato assieme una soluzione, adesso lo avviserò che dopo un'analisi con lo spettrometro preferisco tenerla. Grazie a tutti per i consigli, a presto.3 punti
-
amici volevo farvi valutare una collezione di francobolli che possiedo. Sono tanti. Ho fotografato le pagine generali e anche ogni singola linea per capire se in mezzo alla massa ci può essere qualcosa di interessante. Forse l'approccio non è quello giusto, ditemi voi; meglio estrarli uno per uno? Intanto parto per darvi un'idea di massima. Saluti Gordon2 punti
-
2 punti
-
Non avrebbero mai dovuto "liberarli", sarebbero valsi molto di più, il loro posto era la busta su cui erano attaccati, ..ma un tempo non c'era questa sensibilità per la storia postale e venivano staccati attraverso il classico bagnetto. C'è un mio tutorial all' inizio della sezione Filatelia e storia postale. I francobolli vanno staccati per guadagnare spazio solo se sono su frammento cartaceo e l' annullo non è nitido o visibile.. altrimenti vanno lasciati dove sono, gli antichi non vanno MAI staccati.. per antichi intendo anche i classici anni 50/60/70 ecc.., per quanto riguarda staccare i moderni lo sconsiglio in quanto sono autoadesivi e il bagnetto li rovina, al massimo se la busta non e' in buone condizioni vanno lasciati su frammento cartaceo. Se avete domande ragazzi chiedete senza indugio.2 punti
-
Frammento di un diploma militare proveniente dalla Sardegna. Il modello AI Aeneas è in grado di ricostruire il testo mancante da un’iscrizione danneggiata (testo in grigio) senza bisogno di conoscere la lunghezza della sezione mancante IA e archeologia: Enea legge le iscrizioni antiche e ricostruisce le parti perdute «Aeneas» è il primo modello di Intelligenza Artificiale al mondo in grado di contestualizzare le epigrafi I ricercatori stanno utilizzando l'Intelligenza Artificiale (IA) per ricostruire le parti mancanti delle antiche iscrizioni romane. Un nuovo strumento di Intelligenza Artificiale, chiamato «Aeneas» (Enea) dal nome dell’eroe della mitologia greca e romana, analizza migliaia di iscrizioni latine per prevedere il testo perduto e può persino suggerire quando e dove un’iscrizione è stata scritta. «Aeneas è il primo modello di IA progettato per contestualizzare le iscrizioni antiche, afferma Thea Sommerschield dell’Università di Nottingham nel Regno Unito, che ha collaborato al progetto con la società tecnologica Google DeepMind e in partnership con ricercatori delle Università di Warwick, Oxford e dell’Università di Economia e Commercio di Atene (Aueb). Aiuta gli storici a interpretare, attribuire e ripristinare testi latini frammentari». Ogni anno vengono scoperte circa 1.500 iscrizioni latine su edifici, manufatti antichi e altro ancora, sovente però incomplete a causa di danni, come rotture o erosione. Gli esperti utilizzano le loro conoscenze specialistiche per cercare iscrizioni simili e ricostruire le parole e le frasi perdute, ma questo può richiedere molto tempo e l’analisi di centinaia di testi «spesso danneggiati, prosegue Sommerschield. Di solito non sappiamo dove e quando sono stati scritti. Studiare la storia attraverso le iscrizioni è come risolvere un gigantesco puzzle, solo che in questo caso si tratta di decine di migliaia di pezzi in più del normale e il 90% di essi manca, perché è tutto ciò che è sopravvissuto per noi nel corso dei secoli». Aeneas, invece, è in grado di prevedere il testo mancante di un’iscrizione, anche quando non si conosce la lunghezza della sezione perduta. Può anche suggerire un probabile luogo di origine, identificare iscrizioni simili e assegnare al testo una datazione, a volte entro un arco di tempo di 13 anni. Il sistema crea queste connessioni cercando esempi simili in un insieme di 176.861 iscrizioni latine, prodotte dal VII secolo a.C. all’VIII secolo d.C. in luoghi che vanno dalla Britannia romana fino alla Mesopotamia. Per testare lo strumento basato sull’IA, il team di ricercatori ha esaminato le «Res Gestae Divi Augusti», una lunga iscrizione latina dell’epoca dell’imperatore romano Augusto, incisa sulle pareti del Tempio di Roma e Augusto ad Ankara, in Turchia. L’esatta data di composizione di questo testo durante il regno di Augusto è stata a lungo dibattuta, creando una discussione, ma Aeneas è riuscito ad assegnare datazioni in linea con quelle proposte dagli storici e con iscrizioni analoghe. Quando lo strumento ha esaminato l’iscrizione su un’ara votiva proveniente da Magonza, in Germania, ha stimato correttamente la sua datazione intorno al 214 d.C., l’ha identificata come prodotta nella provincia romana della Germania Superior e ha proposto restauri per il testo danneggiato. Sommerschield descrive questi risultati come «momenti di euforia» per il team. Ulteriori informazioni sul nuovo strumento sono state pubblicate sulla rivista «Nature». «Avere a disposizione [Aeneas] non significa che tutto il lavoro che gli storici fanno attualmente debba essere messo da parte, puntualizza Sommerschield. Ma avere Aeneas al proprio fianco mentre si è al museo, per esempio, o nel sito archeologico dove è appena stata trovata una nuova iscrizione, è il nostro sogno». Le pareti del Tempio di Roma e di Augusto ad Ankara, in Turchia, recano incisa la Res Gestae Divi Augusti, una lunga iscrizione latina che è stata esaminata da Aeneas. Foto efesenko https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/IA-e-archeologia-Enea-legge-le-iscrizioni-antiche-e-ricostruisce-le-parti-perdute-2 punti
-
Molto belli. Spaziano da Vittorio Emanuele 2 alla Repubblica. Se cerchi il francobollo di particolare valore, così a prima vista non ne vedo. Sono comunque un bellissimo accumulo che spazia in circa 100 anni di storia Italiana. Se ti interessa, con calma, si possono analizzare i singoli pezzi. Non aspettarti però un elevato valore commerciale. Il valore storico è invece tantissimo2 punti
-
2 punti
-
Cosi e’ un po’ generico: va fatto un confronto emissione per emissione, zecca per zecca. Nel post 1 il ritratto di Zenone nella siliqua aveva indubitabilmente i baffi. Nel grande e splendido follis Teodato per la zecca di Roma e’ acclarato ( vedi Metlich) avesse i baffi. Il confronto con altre emissioni va fatto pero’ con ritratto fisionomici non con i ritratti standard, convenzionali, degli imperatori come erano in uso per l’oro e in parte per l’argento.2 punti
-
Salve a tutti, appena arrivato, vi presento il mio primo pezzo . Vista e piaciuta.1 punto
-
Grazie @Meleto per la spiegazione, molto interessante! Ed è proprio il motivo che mi ha fatto appassionare a questa monetazione per un certo periodo. Per quanto riguarda gli Ercole, sono d'accordo sulla maggiore storicità dei millesimi 1848/49; però, sempre andando a memoria, mi pare abbiano un costo leggermente superiore rispetto a quelli della Terza repubblica. Visto che @Carlo., da quanto ho capito, vorrebbe prediligere la conservazione, potrebbe aver senso dirigersi verso questi ultimi. P.s. ho dato un'occhiata veloce online, con l'argento a 1€/g, uno scudo UML, seppur in condizioni infime, non si trova a meno di 25/30€ ci sono rimasto male.1 punto
-
Io del tipo Ercole ho il 1848, preso tra l'altro a poco più del prezzo dell' argento. Nel 1848 quando è stato detronizzato Luigi Filippo fu introdotto provvisoriamente il tipo Ercole per la moneta da 5 franchi, a sua volta derivato dal I tipo Ercole in uso nel periodo della rivoluzione francese (il tipo Union et force). Il tipo Ercole provvisorio è stato coniato dal 1848 al 1849 in attesa del concorso pubblico per decidere il nuovo disegno che decretò come vincitore il tipo Cerere introdotto dal 1849 e coniato fino al 1851 quando Luigi Bonaparte prese il potere l'anno dopo. Il tipo Cerere fu reintrodotto nel 1870 dopo Sedan ma solo per quell' anno perché poi gli fu preferito il tipo Ercole dal 1871 e coniato fino al 1878 (in enormi quantità ed è la tipologia più comune). Consiglio per il tipo Ercole un 1848-49 che è molto più storico e si trova praticamente al prezzo dell' argento. Il bello degli scudi francesi è che ci si può leggere tutta la storia della Francia contemporanea!1 punto
-
1 punto
-
Presumo che parli per quanto riguarda il fondo di sicurezza, come ben descritto nel post 25 posto da Gapox, il fondo si può vedere anche con la lampada di Wood, dipende sempre dal tipo di francobollo, logicamente sono francobolli stampati in numero elevato e pertanto in varie volte e quindi basta una partita di carta differente una dall'altra e spesso il fondo risulta più o meno evidente, una prova piuttosto evidente lo si ha sul 30 cent. De La Rue, il francobollo di colore marrone, fa esaltare dal fronte i filamenti del fondo di sicurezza che si presentano in un colore giallo chiarissimo, questo per quanto riguarda i fondi, comunque specialmente nei francobolli nuovi la differenza di colore delle due tirature fa riuscire anche se non matematico, la differenza, avendo sotto mano una certo numero di pezzi, e messi a confronto, si nota bene , ma ce ne vogliono, un caro saluto1 punto
-
Concordo. Pesetas e bolivares mi hanno dato un pochino di dependienza 🤣1 punto
-
Fra il celeste e l'azzurro si vede abbastanza la differenza, anche se su documento se fossero state un pò esposte alla luce per diverso tempo, potrebbero variare le tonalità, comunque con un lentino 20x si riesce a vedere il fondo di sicurezza su quelli di Londra1 punto
-
Da Alia nella Frigia Pacanziana, un esemplare di diassarion battuto per Gordiano III, con al diritto suo busto laureato ed al rovescio figura a cavallo con bipenne alla spalla. Una esangue didascalia nulla altro aggiunge . Sarà il 15 Agosto in vendita Demos 53 al n. 629 .1 punto
-
Mi sorge un dubbio: 22,35 carati corrispondono ad un titolo dell'oro di 931,2463 millesimi (l'oro 900 corrisponde infatti, a 21,6 K, mentre le Sterline sono a 22 K corrispondenti ad un titolo di 916,666/1000) ed è, effettivamente eccessivo e la moneta dovrebbe avere un peso ben oltre la tolleranza se fosse tutta con questo titolo, invece appare nella norma. A questo punto bisogna capire come è stato fatta la spettrometria di fluorescenza ai raggi X (l'esame XRF) e a quale "profondità" nella moneta è arrivata (maggiore è la profodità da raggiungere e maggiore è l'energia impiegata). Se (e dico "se", sto ipotizzando) fosse stata a pochi atomi dalla superficie, il maggior titolo dell'oro potrebbe nascondere un'anima in nichel per eguagliare il peso "standard" e questo aprirebbe scenari diversi dall'autenticità o comunque, dalla regolarità del conio.1 punto
-
@nuvola_rossa vai tranquillo che arriverà qualcuno a dare manforte. Il problema di questa monetazione è che gli esemplari centrati sono parecchio atipici, di conseguenza si fatica a intravedere le immagini visto lo spostamento sul tondello. Aggiungiamo anche che la tua è bella bagattata e si fatica parecchio. Me la sto rigirando ma ti dico che è dura!!🙃1 punto
-
1 punto
-
Grazie @Alan Sinclair ma intanto faccio il guardone. L'interesse per ora è orientato alle medaglie, di cui le aste di livello tendono ad avere un'ampia proposta ma comunque rimango all'angolo e pure umile.1 punto
-
Non mi faccio capace, un cosí importante e ricco mercatino del nord,una risorsa, prestigio di una cittá metropolitana, eppure...1 punto
-
Grazie della segnalazione @Alan Sinclair vai tranquillo con me non si perde nulla!!! Così maniacale e patologico da tenere pure le carte delle caramelle🤣1 punto
-
Buonasera @Pino 66, leggero miglioramento. Secondo me gli esperti di questa monetazione potrebbero anche capire con certezza di che moneta si tratta.1 punto
-
1889 (1agosto) Umberto I 5 c. • Stemma sabaudo entro un ovale, lettere in negativo • verde Dent.14 pettine • Filigrana corona • Stampa: tipografia • Stampato da: Officina carte valori Torino • Fogli da: 100 • Dim.: 20 × 24 (mm) • Dis. di L.Bigola, A.Repettati • Val.:30 settembre 19021 punto
-
Non so a Voi , a me qualche volta capita di acquistare delle monete classiche anche di bassa/issima conservazione semplicemente perche’ qualcosa di particolare presente nelle monete attrae l’ interesse a possederla . Questo interesse puo’ essere la rarita’ , ma non e’ questo il caso , oppure qualcosa di altro presente nella moneta che pare dire : “comprami” ; naturalmente il tutto puo’ risolversi in un fiasco clamoroso , nel senso cioe’ che quei particolari presenti nella moneta non sono niente di particolare , di raro , o di interessante , motivo per cui e’ stata acquistata , ma , comunque sia , la spesa modesta di acquisto di poche decine di euro non procurerebbe assolutamente grossi danni , "rischiare" fa anche parte del collezionismo . Un fatto di questi descritti mi e’ capitato recentemente in un’ asta nazionale nella quale era presente un Asse di C. VIBIO PANSA con al dritto Giano bifronte e al rovescio tre prue di navi con sotto il nome del magistrato C. PANSA , a sinistra sopra la prima prua un ramo di palma poco visibile , e davanti la terza prua dovrebbero esserci , qui non visibili , due elmetti , forse dei Dioscuri , che comunque non sono sempre presenti in queste monete di Vibio Pansa , sopra le prue ROMA . Particolare di questa moneta : nessuno ha fatto offerte , forse distratti dalla scarsa/issima conservazione o perche’ distratti da questi strani segni , cosi’ e’ stato facile acquisirla al prezzo base . Moneta complessivamente comune , classificata nel Crawford al numero 342/7b o 7d ne esistono diverse varianti , se non fosse per due particolari che mi hanno indotto ad acquistarla per istinto , non certo per la qualita’ della moneta piuttosto scadente , anche se il peso dichiarato dal venditore , 15,13 grammi , e’ praticamente uguale al peso massimo (15,14 grammi) per questa tipologia , un peso comunque interessante che ha contribuito a decidere per l’ acquisto della moneta . La moneta e’ datata al 90 a.C. Prima di scendere nei particolari che mi hanno indotto ad acquistare la moneta , due parole su questo C. VIBIO PANSA . La Gens Vibia era una famiglia plebea dell' antica Roma . Sebbene individui di nome Vibio appaiano nella storia durante il periodo della seconda guerra punica , nessun membro di questa Gens si trova a Roma fino all' ultimo secolo della Repubblica . Il primo dei Vibii ad ottenere il consolato fu Gaio Vibio Pansa nel 43 a.C. e da allora fino all' epoca imperiale i Vibii ricoprirono regolarmente le più alte cariche dello stato romano . Gli imperatori Treboniano Gallo e Volusiano rivendicavano ciascuno la discendenza dalla famiglia Vibia . A Roma esiste anche una tomba dedicata ad un Vibio , originario di Dertona (Tortona) , tuttora ben visibile sulla Via Cassia , erroneamente chiamata Tomba di Nerone , che da il nome al quartiere omonimo . Il personaggio qui sepolto , in antico insieme alla moglie , era Publio Vibio Mariano , Governatore della Sardegna , ecc. ecc. Il titolare della moneta : C. VIBIO PANSA era un magistrato monetario nel 90 a.C. , nome completo Caio Vibio C. f. Pansa , fu il padre adottivo del Console C. Vibio Pansa Cetroniano , il Console , collega di Aulo Irzio , che mori’ a causa delle ferite ricevute nel corso della battaglia di Moneta del 21 Aprile del 43 a.C. , mentre Irzio mori’ nel corso del combattimento della stessa battaglia . Vengo ora ai due principali particolari , oltre al peso , che mi hanno fatto decidere per l’ acquisto . Il primo particolare sono quelle due C contrapposte dalla parte del dorso visibili nel rovescio della moneta , cosa sono ? , contromarche ? numeri ? simboli ? o altro ? Viste al naturale ed anche ingrandendo l’ immagine si puo’ notare che gli interni delle due C contrapposte presentano patine , quindi sembrerebbero coeve alla moneta o comunque eseguite in tempi antichi . Secondo particolare della moneta sono quelle cinque righe presenti anch’ esse sul bordo destro del rovescio davanti la terza prua di nave , anche in questo caso non riesco a capire se hanno un significato , oppure se furono fatte come uno sfregio alla moneta oppure verso il personaggio C. VIBIO PANSA , ma in questo caso forse avrebbero abraso o scalfito il suo nome , invece visibile . Anche queste cinque righe presentano patina interna , quindi suppongo che anche queste siano coeve alla moneta , o comunque antiche anch’ esse . Quando ricevero’ la moneta , la prossima settimana , potro’ osservarla al microscopio ed essere piu’ preciso sugli interni di questi strani segni . Nel frattempo chi avesse ipotesi da fare sul significato di questi due particolari : doppia C contrapposta e le cinque righe presenti entrambi nel rovescio della moneta , cortesemente le proponga . Grazie per l’ attenzione .1 punto
-
Salve , cercando tra le pubblicazioni riguardanti le contromarche apposte sulle antiche monete romane , ho trovato questo file di Academia sulle contromarche delle antiche Provincie di Moesia -Tracia . Sinceramente non so se il file possa avere una relazione con la moneta postata da @Cremuzio , ma visto il buon interesse suscitato dal post , con numerose visite , lo inserisco : Early_Roman_Countermarked_coins_from_Moe.pdf1 punto
-
Non mi sembra una perizia,il sigillo di garanzia lo può mettere chiunque, anch'io,tra l'altro non vedo riferimenti a iscrizioni all' albo dei periti numismatici... L'intestazione sul cartellino "IL MESTIERE DELLA MONETA" potrebbe riferirsi ad un' attività commerciale, c'è anche il numero di telefono... Ma il venditore è un privato o è lo stesso "sigillatore" della moneta? Nel caso siano due persone diverse potresti chiamare il numero sul cartellino e chiedere informazioni...1 punto
-
Ciao @Giorgio2727 per capirlo penso si debba decifrare il lato consumato. Se riesci a vedere qualcosa tu moneta in mano e magari riesci a evidenziarlo sulla foto forse aiuterebbe.1 punto
-
1 punto
-
DE GREGE EPICURI Oggi voglio mostrarvi questo bronzo di Salonina, uno degli ultimi arrivati. E' per la zecca di Saitta in Lidia, che non era rappresentata nella mia collezione; pesa 5,70 g. e misura 22 mm. Al D, busto a destra; si legge solo: ..NEINAC C... Al R, tempio tetrastilo, con figura al centro. Leggo solo: (E)AC...X e in esergo: ...ITTH... E' descritta nella collezione Winsemann al n.2643; BMC 74; GRPC Lydia 172. In parte simile anche alla Sear 4665, ma con scritte diverse.1 punto
-
1 punto
-
Sono contento per te,so che lo cercavi da tempo e alla fine lo hai trovato... Adesso però andiamo avanti con un' altro obbiettivo...😉1 punto
-
Buonasera a tutti, riesumo questa mia vecchia discussione perché grazie ad una operazione combinata a tre con gli Amici @Raff82 e @gennydbmoneysono riuscito a portare a casa un 9 Cavalli di Ferdinando IV del 1789, qualcuno potrebbe dirmi che ne ho già tre ma con questo credo di aver fatto Poker 😁. Il venditore lo giudicava MB sono d'accordo. Saluti Alberto1 punto
-
Buon Pomeriggio a tutti, in Francia fino all'Agosto del 1848 era ancora in vigore la complicata tariffa a scalare, che prevedeva diversi importi per le lettere a seconda del peso e della distanza. Il letterato Etienne Arago aveva compreso l'efficacia del nuovo sistema - il francobollo - che dopo l'Inghilterra era stato adottato in Svizzera, Brasile e Stati Uniti. La sua riforma, che doveva entrare in vigore il 1° Gennaio 1849, prevedeva una tassa uniforme di 20 centesimi entro i 7 grammi e mezzo di peso ( poi 40 centesimi sino a 15 grammi e 1 franco fino ad un etto ) per le lettere dirette ovunque in Francia, compresa l'Algeria, che era stata conquistata nel 1830. Per soddisfare le nuove tariffe si dovevano utilizzare i francobolli e le lettere affrancate avrebbero avuto la precedenza su quelle che non lo fossero state. Come quasi tutte le riforme, anche questa venne accolta all'inizio con diffidenza, ma in un paio d'anni s'impose per la praticità ed il bilancio delle poste transalpine migliorò nettamente. La nuova Francia repubblicana volle utilizzare un simbolo che ricordasse la nuova libertà riconquistata ed Arago decretò quindi la raffigurazione della "testa della liberta" Per raffigurare tale idea di libertà, fu prescelta dall'incisore capo della zecca di Parigi Jean Jacques Barre, Cerere - Demetra in greco - dea tutelare dell'agricoltura, come evidente riferimento alla base popolare e contadina della Francia repubblicana. Il volto realizzato da Barre riprendeva un'iconografia classica, con la testa cinta da un serto di spighe di grano ed un grappolo d'uva. Il 1° Gennaio 1849 vennero realizzati due valori : il 20 centesimi nero e l' 1 franco vermiglio. Cerere in francese si dice Cérès ed è con questo nome che i collezionisti d'oltralpe chiamano l'emissione. Il francobollo di ultimo acquisto ed oggi condiviso, è un valore di 1 franco - carminio scuro -, emissione di fine 1849 con annullo. Catalogo Unificato 6. Grazie.1 punto
-
confermo che per la mia esperienza, citando i negozi di numismatica quasi tutte le case d’asta mi hanno autorizzato. forse solo quelle non specializzate (es Pandolfini, etc..) hanno procedure diverse1 punto
-
Ci sta la contestazione , anzi è l altra parte di una bilancia … ma portando argomenti oggettivi che la facciano pendere più da un parte, piuttosto che dall altra.1 punto
-
Bronzo di Massimino Trace (Deultum, Tracia) che raffigura al dritto il busto dell’imperatore con corona d’alloro e al rovescio il frontone del tempio a quattro colonne con statua di culto della Tyche cittadina con cornucopia e patera (Gorny & Mosch Auction 241). Lot 1781 Estimate: 200 EUR. Price realized: 160 EUR. RÖMISCHE PROVINZIALPRÄGUNGEN THRAKIEN DEULTUM Maximinus Thrax, 235 - 238 n. Chr. AE (9,38g). Vs.: IMP MAXIMINVS PIVS AVG, Büste mit Lorbeerkranz n. r. Rs.: COL FL PA C / DEVLT, viersäulige Tempelfront, darin Kultstatue der Stadttyche mit Füllhorn und Patera. Yurukova, Deultum 192; Varbanov GIC II 2418. Dunkelgrüne Patina, fast vz apollonia1 punto
-
Buon inizio settimana a tutti, oggi é arrivato questo francobollo dentellato antiquario emesso nel 1862 del Regno d'Italia ( mi mancava in collezione ). Si tratta di un 40 centesimi rosso carminio da 40 centesimi con effigie di Vittorio Emanuele II° in rilievo, senza annullo. a rovescio si notano sulla sinistra due piccole righe/piegature ? Sigla Alberto Diena. Chiamo in causa gli esperti @PostOffice e @fapetri2001 ma anche altri collezionisti, per avere un loro commento in merito. La prima foto è quella della filatelia, la seconda e la terza ( rovescio ) le ho scattate io. Grazie.1 punto
-
Contribuisco con un mio esemplare, 1 rupia 1913, ex collezione Vitalini (Nomisma 40), FDC eccezionale Soprattutto al D/ si vedono segni longitudinali in rilievo, solo sul campo: spazzolatura del conio L'idea che mi sono fatto è che in coni erano in acciaio, e non usandoli si arrugginivano. Prima dell'utilizzo gli davano una bella raspata con una spazzola in acciaio1 punto
-
Ciao,potrebbe essere questo asse di Marco Agrippa? https://www.acsearch.info/search.html?term=Marcus+agrippa+neptune&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=01 punto
-
Salve, condivido foto di una cartolina estera e chiedo ai più esperti maggiori informazioni. Ringrazio in anticipo1 punto
-
Negli states l’ho pagato credo 20dollari incluso di sales tax. Diventa anche un ricordo del mio viaggio!1 punto
-
Da poco passata sulla baia questa cingranella del 36 che oltre a non avere il punto sotto al taglio del collo del Re è anche priva della punteggiatura in legenda...1 punto
-
1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
Lamoneta.it
La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.
Il network
Hai bisogno di aiuto?