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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/09/25 in tutte le aree
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La differenza e’ enorme: - storica - artistica - di circolazione - dell’oggetto in se’ inoltre le banconote sono moneta ‘fiduciaria’ mentre le monete hanno avuto in moltissime occasione valore intrinseco e quindi non fiduciario bensi reale.2 punti
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All’esaustivo elenco aggiungerei ancora la scripofilia obvero lo studio dei titoli azionari, obbligazionari, documenti/certificato rappresentativi del capitale che sta divenendo una disciplina sempre piu’ importante per lo studio della Finanza anche questa disciplina ha vita autonoma rispetto allo studio delle monete2 punti
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In realtà la disciplina della Numismatica ricomprende nel suo ambito diverse aree di studi: 1. Numismatica: studio delle monete e delle loro caratteristiche, come la storia, la tecnica di produzione, la simbologia e la valutazione. 2. Medaglistica: studio delle medaglie, inclusa la loro storia, la tecnica di produzione e la simbologia. 3. Sfragistica: studio dei sigilli e delle loro caratteristiche, come la storia, la tecnica di produzione e la simbologia. 4. Notafilia: studio delle banconote e delle loro caratteristiche, come la storia, la tecnica di produzione e la valutazione. 5. Exonumia: studio degli oggetti di scambio e di collezionismo che non sono monete ufficiali, come ad esempio le monete private, le medaglie commemorative e gli oggetti di propaganda. 6. Faleristica: studio delle onorificenze e delle decorazioni, come ad esempio le medaglie al valore e le onorificenze civili e militari. 7. Cartografia numismatica: studio delle carte geografiche e delle planisferi rappresentati sulle monete e sulle medaglie. Ora tra la Numismatica (disciplina) e la Numismatica (area di studi), pur coincidendo in termini linguistici, corre una grande differenza, un po' come quella che corre fra il Mar Mediterraneo e il Mar Adriatico, il primo termine ricomprende l'altro, mentre il secondo termine è ricompreso nel primo. Le motivazioni per cui sono state appellate con lo stesso termine due cose così differenti sono principalmente riconducibili a a motivazioni di carattere storico, tecnologico e relative all'evoluzione della circolazione monetaria. ASSOCIAZIONE ITALIANA CARTAMONETA Associazione no-profit Il Presidente Dott. Stefano Poddi2 punti
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Certo che le inventano tutte pur di vendere... Le pubbliche del 23 hanno,a volte,il 3 distorto a causa della rottura del punzone dove può sembrare quasi un 8 , oppure è presente solo il ricciolo in alto ma di 23 intatte ce ne sono... Questa è già passata in un' asta ma non ricordo quale,forse Ranieri...2 punti
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A mio avviso non bastava risponderle "...la proposta non interessa...", anzi sarebbe stata una risposta alquanto sbrigativa e soprattutto non esaustiva. Ho preferito invece cercare di argomentare le ragioni del mio non interesse o disinteresse alla sua pur legittima proposta, in modo che le fossero chiare le motivazioni di carattere identitario che ci ancorano rigidamente alla nostra mission(e). Tenga conto che essendo la nostra un'Associazione no- profit, senza contributi di nessun genere ne pubblicità, quindi non dovendo rendere conto a nessuno, la nostra mission(e) assume il ruolo di stella fissa in una galassia composta da innumerevoli stelle. Un saluto cordiale. ASSOCIAZIONE ITALIANA CARTAMONETA Associazione no-profit Il Presidente Dott. Stefano Poddi2 punti
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Certo, a ciò si aggiunga che numismatica e notafilia sono discipline diverse, ciascuna con le proprie specificità e competenze e il proprio gergo specifico. Il fatto che le monete siano fatte di metallo e le banconote di carta segna già un profondo iato tra le due sfere: le problematiche legate ai metalli e alla loro coniazione sono totalmente diverse e distinte da quelle legate alla carta e agli inchiostri. Per non parlare della storia di monete e banconote, con queste ultime originariamente nate come succedanee delle prime, sostitute emergenziali, e solo successivamente "promosse" a valuta vera e propria. Insomma, due mondi diversi, accomunati dal fatto di appartenere entrambi alla stessa galassia, peraltro in trasformazione con la nascita di nuove stelle come le criptovalute, ma ciascuno costituendo un ecosistema separato e in buona parte autosufficiente. In ultimo, vorrei sottolineare come la produzione di pensiero dedicata alle monete sia di gran lunga superiore a quella relativa alla cartamoneta, quindi chi è interessato alla prima non può certo lamentarsi se la seconda non soddisfa i suoi interessi... Semplicemente cerchi altrove!2 punti
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Ci sj dimentica della specializzazione altroche’. Chi fa tiro al piattello vorra’ parlare di quello e non delle problematiche del biathlon o di quelle del tiro con la pistola automatica anche se tutte e tre utilizzano per la propria disciplina armi da fuoco2 punti
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Ha assolutamente ragione. ma mi chiedo come si faccia a domandare ad un’associazione che si intende dedicata alla cartamoneta di trovare spazio per le monete metalliche ? E’ come chiedere a chi ama il dressage di dedicare parte del suo tempo alle gare di trotto .. boh C on tutte le organizzazioni e i circoli numismatici dobbiamo andare a rompere le scatole ai puristi della Cartamoneta di parlare dei tondelli vallo a capire …2 punti
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The example I illustrated above is not a fouree. I have attached a larger image of the reverse. It has a flan flaw at the highlighted area that allows you to see the silver. Larger image of reverse attached. Here is another example of mine. Also solid silver The coin in this issue have started to include much higher levels of copper than we have seen in earlier coinage. The coins in the IMP X issue are often seen on small flans leading to examples where the legends are often off flan.2 punti
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Buongiorno spero di fare cosa gradita condividendo questi 2 fogli pubblicitari che venivano inviati ai comuni sperando di vendere qualche medaglia...2 punti
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Ciao,dovrebbe essere questo sesterzio MATRI CASTRORVM 😊 https://it.numista.com/catalogue/pieces270351.html https://www.acsearch.info/search.html?id=76807842 punti
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Ciao a tutti, rimanendo nell'ambito della monetazione Angioina, sempre da InAsta, ecco il mezzo denaro di Carlo II, anche comparato con un denaro. Saluti Eliodoro1 punto
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Associazione Italiana Cartamoneta Associazione Italiana Cartamoneta AIC MAGAZINE ANNO VIII - N. 15 LUGLIO 2025 È stato recentemente pubblicata la rivista “AIC Magazine” N. 15 - Anno VIII” direttore Stefano Poddi, rivista dell’Associazione Italiana Cartamoneta, associazione no-profit. L’unica rivista italiana cartacea interamente dedicata alla notafilia (dal latino “nota” = biglietto e dal greco philos = amore, passione) branca della numismatica. Il primo articolo della rivista, a firma Alessandro Fiamingo, si intitola “I gradi di conservazione della scala Sheldon”; sempre più spesso si trovano in commercio delle banconote sigillate in custodie di plastica rigida, prodotte da PCGS, PMG, ecc. società americane di grading (gradazione), che oltre ad assicurare l’autenticità della banconota contenuta, ne danno una puntuale valutazione dello stato di conservazione, tramite una numerazione che va da 4 a 70, e che nell’articolo viene illustrata comparandola ai gradi di conservazione (MB, BB, SPL, SUP, FDS) da noi usati nei cataloghi e nei prezziari, facendo chiarezza su questo argomento spesso nebuloso. Segue un articolo di Emanuela Peccatori, che descrive il mondo fantastico de “Le prime banconote tibetane”, biglietti che per la loro grafica colorata e per l’intreccio dei grafismi riportati, ricordano la colorazione e i disegni dei tappeti orientali. Franca Maria Vanni ci propone un articolo molto dettagliato e documentato su “Le prime banconote della Banca d’Italia”, che ci riporta alle vicende della costituzione della Banca d’Italia e delle sue prime banconote. Attraverso una minuziosa ricostruzione storica della progettazione e produzione delle primissime banconote della banca centrale italiana che, novità assoluta, riportavano in evidenza nella parte superiore del fronte della banconota il nome dell’emittente, (e quindi del garante della cartamoneta fiduciaria) “BANCA D’ITALIA”, istituita con legge del 1893, ponendo in evidenza il lavoro e l’impegno di un grande protagonista di questa transizione nummaria, il disegnatore/inventore Rinaldo Barbetti. Chiude questo numero della rivista Davide Oldrati con un articolo intitolato “Utopia e genocidio nella Cambogia dei khmer rossi”, nel quale viene scandagliata la follia idealista-sanguinaria iniziata nell’ aprile del 1975 con l’ingresso dei Khmer Rossi al governo della Cambogia, che in quattro anni annientò oltre un milione di cambogiani morti per fame o per lavori forzati. Nella loro ideologia c’era anche il tentativo di realizzare una economia senza moneta, ma questo non gli impedì di introdurre due serie di banconote, emesse per un breve periodo e poi ritirate, molto suggestive di carattere agricolo-rurale. L’inserto centrale a doppia pagina di questo numero riguarda le 500 lire matrice di Rinaldo Barbetti, un’immagine da contemplare incantati. SOMMARIO AIC N.15 Anno VIII - Luglio 2025 - FIAMMINGO Alessandro “I gradi di conservazione della scala Sheldon” - PECCATORI Emanuela “Le prime banconote tibetane” - VANNI Franca Maria “Le prime banconote della Banca d’Italia” - OLDRATI Davide “Utopia e genocidio nella Cambogia dei khmer rossi” AIC Magazine, rivista cartacea dell’Associazione italiana Cartamoneta no-profit, è pubblicata interamente a colori, priva di pubblicità o sovvenzioni a cadenza semestrale. Viene inviata esclusivamente ai Soci dell’Associazione la cui email e' : [email protected] - Tale indirizzo vale anche per chi volesse contribuire alla rivista con un articolo. Il sito ufficiale dell'Associazione Italiana Cartamoneta e' www.associazioneitalianacartamoneta.it AIC Magazine - Elenco articoli.xlsx1 punto
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questo bell'esemplare appartenuto a una numismatica sarà messo in asta il 10.8.2025 col prezzo di partenza di 500 sterline. Naville Numismatic, auction 97, 10.8.2025, lotto 54 Sicily, Gela Didrachm circa 490-475, AR 23.00 mm., 8.60 g. Horseman riding r., preparing to cast javelin. Rev. Forepart of man-faced bull r., within circular incuse. Boston, MFA 242 (these dies). Jenkin, Gela 34A. Old cabinet tone, weakly struck, otherwise About Extremely Fine. From the Collection of Jacqueline Morineau Humphris. "dopo gli studi in Archeologia Classica si era specializzata in Numismatica Greca, divenendo ricercatrice al British Museum di Londra." https://www.babelio.com/auteur/Jacqueline-Morineau/213563#:~:text=Biographie %3A,le ministère de la Justice. https://concilia.it/news/15-luglio-2023-e-morta-jacqueline-morineau-riconosciuta-come-una-delle-piu-grandi-esperte-mondiali-di-mediazione/ https://coinsweekly.com/the-lokrians-of-opous/ https://www.abebooks.com/coinage-Opountian-Lokrians-Jacqueline-Morineau-Humphris/30501286737/bd1 punto
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Buongiorno a tutti oggi vorrei mostrarvi, e chiedere un parere, su questo 10 centesimi cinquantenario che ho recentemente acquistato. purtroppo ha qualche colpetto al bordo, ma il motivo che mi ha spinto a comprarlo è il difetto di amalgama (presumo sia tale) che a mio avviso, proprio per l'area in cui è localizzato al R, aggiunge un effetto di "movimento" proprio in corrispondenza delle onde sulla prua della nave. cosa ne pensate? saluti!1 punto
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Sposto nella sezione corretta. Ad ogni buon conto, un “grazie” non farebbe male!1 punto
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Grazie Antonio, hai piu' info su quale casa produtrice e su quale prodotto venisse regalata. Nel frattempo ho fatto anche la prova del magnete ed è magnetica , attacca che è una bellezza trovata https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/falsi/CarrarmatoPerugina/carrarmato.html?srsltid=AfmBOorDtFPk8H7Mm_XoLcnSeqKZP2fvZSXcocY5K8dgXiXr2ehjj10D Il 29 ottobre 1972, il nunero 883 del settimanale TOPOLINO reclamizzava la nuova campagna pubblicitaria della Perugina di cui al D.M. 2/223834 del 2/5/72 (v. immagini cliccando qui): <<... bastano 4 punti ritagliati dal retro degli incarti delle confezioni della cioccolata CARRARMATO, per avere subito dal vostro negoziante una "moneta antica in regalo". Si trattava in realtà di "perfette riproduzioni in metallo pesante", come recitava la pubblicità dell'epoca, realizzate su tondello ferromagnetico1 punto
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Marca da bollo per ferrovie - pubblicità, da 5c rosso e rosa e' del 1905 dentellature 14 - 12, usata e' quotata sui 8/10€. La marca da 10c violetto Umberto I e' a tassa fissa del 1885/95, filigrana corona dentellatura 14 , quotata 3€ ... annullata con firma... molto bella. La marca da lire 30 viola e verde, filigrana corona dentellatura 14 anch'essa a tassa fissa e' del 1920/26 e stranamente non viene data quotazione, al posto della quotazione c'e un trattino, pertanto sul valore....? Comunque tutte e tre molto molto belle.1 punto
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Io ti posso dire una cosa: la stragrande massa di collezionisti di Numismatica ha costruito le proprie collezioni acquistando su ebay e su altri portali di aste sorti dopo. Ad esempio, su ebay, che ha molta visibilità, se vuoi vendere devi essere concorrenziale e ciò ha consentito e consente a molti collezionisti ed appassionati di acquistare ed inserire nelle proprie collezioni delle belle monete ed anche rare. Detto ciò se acquisti su ebay o su simile portale di aste da utenti privati ti aggiudichi la moneta e ti stampi la videata dell'aggiudicazione dell'asta,e, oppure, puoi chiedere all'utente privato di rilasciarti la dichiarazione che la moneta è di lecita provenienza(eventualmente, per assicurarti che l'utente ti rilasci questa dichiarazione ti consiglio di contattarlo prima che partecipi all'asta) Per questioni di privacy nessuno è tenuto a darti copia della fattura di acquisto dell'asta dove si è aggiudicato tale moneta, ma può o potrebbe dirti da quale asta provenga la moneta ed indicarti il lotto. Così come non potrebbe farlo perchè, per le ragioni di privacy, nessuno è tenuto a farti sapere per forza quanto ha pagato la moneta. Se acquisti in generale c/o un venditore di numismatica che ha Partita IVA ,questi ti rilascerà ricevuta fiscale dopo che tu gli avrai fornito il tuo codice fiscale. Altra cosa è acquistare dall'estero in Italia: in questo caso la moneta deve o dovrebbe essere giudicata presso il SUE , ente soprintendente all'esportazione di beni storici ed artistici,il quale, previa riunione, giudica se la moneta può lasciare i confini italiani o meno. C'è un procedimento burocratico da seguire e spetta al venditore compilare moduli online ed inviarli al SUE e la cosa porta tempo. In linea di massima questo è l'iter Ad ogni modo ,sia che hai fatture e certificati, sia che non li hai, sia per monete pre 1861 che post noi collezionisti di numismatica siamo REI perchè la legge in merito non è univoca e si presta ad infinite interpretazioni. In parole povere se il Nucleo Tutela del Patrimonio viene a casa tua ti sequestra le monete che hai, anche le 100 e le 50 Lire, ad esempio, della Repubblica Italiana, sia che tu abbia fatture e certificati, sia che tu non li abbia. Poi per dissequestrare le tue monete, ammesso che il Giudice valuti che siano tue, ci vogliono anni e molti soldi. Provocatoriamente, per giungere ad una legge univoca che potesse consentire a noi collezionisti di custodire e proseguire le nostre collezioni senza aver timore di"persecuzioni" come avveniva per i primi cristiani con i Romani, dove i primi, per professare la loro religione, si riunivano nelle catacombe, si pensò di inviare ad ogni parlamentare una moneta antica scrivendo a ciascuno di loro che erano divenuti possessori di un qualcosa che lo Stato vietava di entrarne in possesso. odjob1 punto
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Rinnovo i complimenti per la bellissima moneta.. ps , a quando un bell antoniniano di Cornelia Supera a tenergli compagnia ? 😉.. dai scherzo.. ma almeno un bel sesterzio, con pazienza e calma, lo dobbiamo trovare! Per la moglie, potresti comunque accontentarti di una provinciale, sarebbe pur sempre una bellissima conquista!1 punto
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Grazie a @torpedo per la comunicazione, ambasciator non porta pena. Ma: età del ferro? Che cosa c'entra? FIBULA rarissima? Forse per quella località specifica ma la spilla rientra in una tipologia tardoantica ben attestata e codificata. Thor ,Mjolnir ,lance e draghi ? Cosa si è fumato il redattore? Sono fibule femminili aniconiche tipiche del nord Europa ma che non hanno nessuna simbologia morfologica ,tranne che nei decori interni che possono richiamare ,in diversi stili ,animali correnti e anguiformi. Sempre riguardo al redattore consiglierei più filologia e meno intossicazione da stupefacenti..1 punto
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Questo credo di non averlo o perlomeno non me lo ricordo, certamente interessante come scritto, l'affrancatura come le precedenti, uno stampato affrancato regolarmente con un 2 cent. De La Rue (Torino) ti ringrazio per averlo postato1 punto
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27 Esattamente come sopra, va considerato il peggiore caso, ovvero che si raccolgano sempre scarpe spaiate. Le coppie sono 26, quindi 52 scarpe e perché se ne raccolga con certezza almeno un paio, sono 27.1 punto
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Ringrazio per il tempo e le tante parole dedicate: bastava scrivere che la proposta non interessa. Per altro verso, mi convinco sempre più di come i personalismi rappresentino il male esiziale della Numismatica (monete metalliche o "monete di carta" non fa differenza). Un saluto cordiale.1 punto
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Chiedo scusa se riprendo questa vecchia discussione, il periodo è per me maturo per una serie di altri spunti… non mi è chiaro perché Matzke facesse riferimento ad un Ruggero II regnante nella seconda metà del XII secolo… se le ribattiture avessero interessato la prima fase delle coniazioni nella zecca di Asti, i tondelli di riferimento su cui ribattere non sarebbero dovuti essere un pochino precedenti…? risalenti al secondo quarto del XII secolo, per intenderci…? @Luca_AT, a quale articolo di Matzke ti riferisci, se ce l’hai in pdf potresti girarmelo in MP? Grazie mille!1 punto
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La zecca dovrebbe essere Alessandria ( "pallino" senza Cristogramma) RIC IX Alexandria 20b (sottotipo 6 se con leggenda ALEA) (sottotipo 7 se con leggenda ALEΔ)1 punto
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Sì é quello. Si trovano anche in ciotola,anche più evidenti. Le prendo tutte infatti 🤣 . Alcune sono "leopardate" 😅1 punto
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Buongiorno @fatantony, moneta particolare ed interessante ma molto gradevole, per me BB+1 punto
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Buongiorno la patina disomogenea e molto piacevole,bella moneta, nel complesso direi siamo sul bb.1 punto
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VI vede DI: che danni, versa RIO! = vive dediche d'anniversario. Buona giornata!1 punto
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Vi confermo che dopo il nostro contributo la pagina di Numista è stata aggiornata: 10 Centavos - El Salvador – Numista adesso si legge il peso corretto di 5g 😉1 punto
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Una moneta piacevole, con patina disomogenea, come conservazione direi sul BB.1 punto
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È vero, ma aldilà di un mero discorso conservativo e di grado .. Così com'è è esteticamente bella , Con le efflorescenze color malachite che costellano il volto dell' imperatore che è tra l'altro così simile a quello presente sulle tarde dramme padane . Una curiosa e gradevole convergenza stilistico culturale . Poi che tutta questa bellezza si mangerà il piccolo nummo nel giro di pochi anni poco importa... Noi ne abbiamo goduto visivamente e questo è ciò che conta.. Fra' Remigio docet.1 punto
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Buona serata, Voglio condividere con voi l'ultimo sesterzio appena entrato in collezione. È un bronzo da 22,75 grammi per un diametro di 33 mm dell'imperatore Traiano,con al rovescio la pace che schiaccia la testa di un prigioniero dacio. Anche se la moneta è coniata su un flan irregolare, con scheggiatura periferiche, e vari segni di usura e corrosione, la trovo splendida per il magnifico ritratto dell'imperatore dal quale traspare tutta la potenza e grandezza di Roma. La trovo veramente affascinante, quasi "ipnotica". Ovviamente ogni collezionista ha le sue fisse e le sue idee: io credo che una moneta, aldilà del suo stato di conservazione e/o del suo valore, debba trasmettere sensazioni ed emozioni. E questo ritratto, almeno a me, ha lasciato il segno... Voi che ne dite? Vi piace?1 punto
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Grigliato a regola d'arte è divino, una concezione del formaggio che neanche pensavo potesse esistere. Io lo trovo alla COOP.1 punto
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Salve,anche io opto per la ritrattistica imperiale e mi piace uno per imperatore che eventualmente quando c'è l' occasione cerco di migliorare,è il modo più semplice altrimenti mi perderei nel mare magnum dei sesterzi.ritratto espressivo di un uomo deciso1 punto
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Buonasera a tutti, il 31 luglio è passato da pochi giorni, si fa ancora in tempo a parlare di una ricorrenza di 173, anni fa, esattamente il 31 luglio 1852. Vi riporto quanto suggerito dalla IA sul web, chiaramente la prendiamo come spunto di riflessione e approfondimento, sono sicuro che tanti di noi lo faranno. @motoreavaporese non ho inteso male fu coniata anche una medaglia. Io voglio ricordare il 1852 con due miei 10 Tornesi del 1852 di Ferdinando II, chissà cosa avrebbe pensato chi si fosse trovato in tasca le due monete contemporaneamente e come sarebbe circolata velocemente la notizia proprio utilizzando lo strumento di cui andremo a leggere. Eccolo: Nel 1852, a Napoli, venne realizzata la prima linea telegrafica elettrica del Regno delle Due Sicilie. Questa linea, istituita con un Regio Decreto, collegava Napoli con Terracina, segnando una tappa importante nell'evoluzione della comunicazione nel regno. ItalyProGuide Elaborazione: La costruzione della linea telegrafica fu possibile grazie a un accordo postale con lo Stato Pontificio. La linea seguiva principalmente tre direttrici: una urbana a Napoli, una verso i Campi Flegrei e una verso Gaeta e il confine con lo Stato Pontificio. Il tratto urbano, in particolare, fu progettato per essere costruito sotto terra dalla stazione della Regia Strada Ferrata (attuale corso Garibaldi) fino alla Darsena Militare e al Palazzo Reale. Da lì, un ramo proseguiva verso Miliscola, nei Campi Flegrei, mentre un altro raggiungeva Terracina. L'inaugurazione del telegrafo elettro-magnetico a Gaeta avvenne il 31 luglio 1852, come riportato dal Giornale Ufficiale del Regno delle Due Sicilie. La linea telegrafica fu posta sotto la protezione della Madonna della Pace, e ogni stazione aveva il suo santo protettore. La solenne inaugurazione ebbe un carattere religioso, militare e civile, con festeggiamenti che coinvolsero castelli, batterie e navi da guerra. L'avvento del telegrafo elettrico segnò un grande progresso per il regno, sostituendo gradualmente i sistemi telegrafici ottici e rendendo superflui molti ripetitori visivi. I semafori, tuttavia, continuarono ad essere utilizzati come rete militare e sistema telegrafico alternativo per la comunicazione con la Sicilia e le isole minori. Saluti Alberto1 punto
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Ciao, intanto bisogna chiarire che si giudica da un' immagine che spesso e volentieri è poco chiara, inoltre la moneta è avvolta dalla plastica che è un' ulteriore impedimento... Le motivazioni possono essere diverse,ma principalmente tendo a credere che molti periti siano di manica larga, soprattutto se la moneta è di loro propietà prima di essere ceduta,a volte anche un mezzo punto in più possono significare diverse decine di euro in più... Potrei anche sbagliare,io non sono un perito ma ho la mia esperienza e di conseguenza non ho bisogno che mi venga detto in che conservazione si trova la moneta a cui sono interessato, ancora meno che la stessa venga imbustata... Non abbiate paura,liberate le vostre monete e poi rifate delle foto chiare, forse il parere potrebbe cambiare...1 punto
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Buongiorno, Un denario di Macrino con Liberalitas al rovescio. La conservazione è discreta e la moneta sembra essere autentica anche se, è stata cosparsa con lacca o cera, come la si voglia chiamare, quella orrenda sostanza che usano mettere sulle monete per protezione. Credo sia RIC IV 78 Peso 2.83 g per 18.8 mm Atexano1 punto
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PREMESSA Un amico, del tutto profano in materia numismatica, mi ha chiesto perché la monetazione romana repubblicana mi affascini tanto. Ho deciso allora di scrivere queste poche righe pensando a lui, a come spiegargli la mia passione. Questo non è quindi un trattato di numismatica, e men che meno di storia. Contiene sicuramente approssimazioni, probabilmente imprecisioni, forse errori. La scelta degli eventi narrati e delle monete che li illustrano è del tutto arbitraria e priva di una vera logica. Questo è un racconto, un tentativo di comunicare emozioni: le emozioni che promanano dalle monete repubblicane, per chi ama il ricordo di quei sette secoli in cui la città di Roma creò, dal buio della preistoria italica, la storia stessa dell'Occidente. INTRODUZIONE La storiografia romana antica è carente e contraddittoria in materia di monetazione. L’unico riferimento alle origini è un passo di Plinio[1], in cui si afferma che “Servius rex primus signavit aes. Antea rudi usos Romae Timaeus tradit. Signatum est nota pecudum unde et pecunia appellata” (“Il re Servio [Tullio] per primo segnò il[2] bronzo. Timeo[3] riferisce che a Roma, in precedenza, era in uso il[4] [bronzo] rude[5]. [Il bronzo] fu segnato con un’immagine di pecore e perciò [le monete] furono chiamate «pecunia»”). Questo passo è tuttavia ritenuto attendibile solo in ordine al fatto che venisse usato bronzo rude e poi segnato, mentre il riferimento a Servio Tullio è oggi ritenuto leggendario. La moneta più importante della storia di Roma, che continuò a essere emessa per molti secoli e si diffuse in tutto il mondo antico, fu il denario, moneta in argento. La data di introduzione del denario è molto dibattuta, come si vedrà; anche riguardo a essa abbiamo due testimonianze di Plinio[6], che però non aiutano perché sono molto oscure e parzialmente contraddittorie. La prima testimonianza afferma “Populus Romanus ne argento quidem signato ante Pyrrhum regem devictum usus est” (“Il popolo romano neppure usò argento segnato prima della sconfitta del re Pirro”, avvenuta nel 275 a.C.). La seconda invece riferisce che “Argentum signatum anno urbis CCCCLXXXV Q. Ogulnio C. Fabio coss. quinque annis ante primum Punicum bellum. Et placuit denarium pro X libris aeris valere” (“L’argento [fu] segnato quando erano consoli Quinto Ogulnio e Gaio Fabio, nell’anno 485 della città, cinque anni prima della prima guerra punica. E si decise che il denario avesse valore di 10 libre di bronzo”; l’anno indicato è il 269 a.C.): si noti che le due frasi, quella sull’ “argentum signatum” e quella sul “denarium”, sono giustapposte; considerato che l’opera di Plinio è estremamente sintetica, non è detto che egli parli in entrambre della stessa moneta. A partire da un certo anno in poi si verificò a Roma un fenomeno unico nella storia antica (e forse anche moderna): l’iconografia[7] dei denarî cambiava ogni anno; la città che dominava ormai il mondo poteva infatti permettersi il lusso di emettere migliaia di monete differenti e nessuno, nel suo vasto impero, dubitava che quei dischetti d’argento provenissero dall’Urbe. Questa mutevolezza si spiega con la volontà dei nobili che prestavano la loro opera come monetieri (ossia la magistratura preposta all’emissione delle monete, in Latino “tresviri aere argento auro flando feriundo”, “tre uomini responsabili di fondere e battere bronzo, argento e oro”), di utilizzare le immagini impresse sulle monete per fare pubblicità alla propria gens (e quindi, indirettamente, a sé stessi). Questa situazione ha portato gli studiosi moderni a cercare di indovinare l’anno esatto di emissione di ogni moneta (tenendo conto che in uno stesso anno potevano esserne emesse anche più di una); non c’è alcuna sicurezza su queste datazioni, però sono state ottenute incrociano una serie indizi[8] e pertanto si possono ritenere abbastanza indicative, per il periodo più antico (fine del IV e III secolo a.C.), e sostanzialmente attendibili, per quello più recente (II e I secolo a.C.). Questi sforzi sono stati raccolti e compendiati da Michael Crawford in un’opera fondamentale, Roman Republican Coinage, edito nel 1974, in cui egli elenca tutte le monete note al suo tempo (alcune, rarissime, sono state scoperte dopo[9]), le raccoglie in “serie”, assegna loro un numero di elenco e ne propone la datazione. Quindi, quando si trova scritto nei testi di numismatica “RRC 100/1” oppure “Cr. 100/1” significa “la moneta che Crawford, nel libro «Roman Republican Coinage», elenca come la n. 1 della serie n. 100”. ________________________________________ Esistevano nell’antichità due tecniche per produrre le monete, fusione e coniazione. Nella fusione, l’immagine della moneta viene riprodotta in negativo all’interno di uno stampo (di terracotta o, in epoca moderna, di materiali sintetici), dopo di che viene fatto colare il metallo fuso all’interno dello stampo; quando il metallo si raffredda viene aperto lo stampo e se ne estrae la moneta. I disegni che nell’antichità si potevano ottenere con questa tecnica erano, tuttavia, molto molto grezzi. Nella coniazione, invece, l’immagine della moneta viene riprodotta in negativo sulla faccia di un’incudine e su quella di un martello, detto “martello di conio” o anche solo “conio”. A questo punto si appoggia sull’incudine un dischetto di metallo riscaldato, detto “tondello” (preparato prima, per fusione) e lo si batte con forza con il martello, imprimendovi così il disegno. La coniazione, a differenza della fusione, permette di realizzare monete con disegni piccolissimi e precisissimi. Osservando le differenze nei disegni delle singole monete (dovute al fatto che i conî venivano incisi a mano), si può oggi distinguere quali di esse provengono dallo stesso conio e, quindi, calcolare quanti conî sono stati usati per produrre i pezzi giunti fino a noi. Supponendo che ciascun conio di rovescio venisse sostituito, a causa dell’usura, dopo che erano state battute (secondo le diverse opinioni degli esperti moderni) da 10.000 a 30.000 monete (un po’ meno per quelli di dritto, maggiormente esposti all’usura), si può oggi stimare il volume di emissione di una moneta; talvolta, ammonta a milioni di pezzi. Quando si illustrano le due facce di una moneta, ci si riferisce a esse come “dritto” e “rovescio”. Nelle monete coniate, il rovescio è la faccia risultante dal colpo di martello, il dritto quella appoggiata sull’incudine. Siccome inoltre i Romani avevano l’abitudine di raffigurare spesso, al dritto, la testa di un dio (e in seguito quella dell'imperatore), si parla di “dritto” anche per le monete fuse, con riferimento alla faccia su cui è presente tale testa. ________________________________________ Viene naturale chiedersi, a questo punto, quanto valevano le monete romane? Possiamo farcene un’idea con riferimento alla metà del II secolo a.C. Polibio infatti narra (II, 14, 35) che in Gallia Cisalpina, ove egli si recò fra il 151 e il 150, “un medimno siciliano di frumento costa per lo più 4 oboli, uno d’orzo 1 obolo e un metrete di vino costa quanto un medimno di orzo”; egli stesso riferisce che l’obolo, moneta di tradizione greca, era cambiato per 2 assi romani. Considerato che un medimno (misura di capacità corrispondente a 51,8 l) poteva contenere circa 40 kg di grano mentre il metrete era paro a 39 l, si ricava che con una asse si potevano comprare 5 kg di grano o 20 l di vino. Si capisce tuttavia, dal resoconto di Polibio, che egli riteneva questi prezzi estremamente bassi; supponendo che a Roma essi fossero circa 5 volte più elevati[10], ne consegue che con un asse si potesse comprare 1 kg di grano oppure 4 litri di vino (non pregiato). Si può quindi affermare che a metà del II secolo a.C. un asse valeva circa 4 €[11]; per quanto riguarda il denario, non sappiamo se all’epoca fosse cambiato a 10 o 16 assi (ci fu una riforma, proprio in quegli anni), per cui poteva valere da 40 a 65 €. Ovviamente, prima di tale data l’asse valeva di più, in seguito invece di meno (perché ci fu un costante fenomeno di svalutazione, nei secoli). Sappiamo che un secolo dopo, ossia alla metà del I secolo a.C., i braccianti di Pompeo ricevevano da 5 a 16 assi al giorno. NOTE [1] Naturalis Historia, XXXIII, 3, 13. [2] Nel senso di “fece apporre un segno al”. [3] Storico di cui non ci è pervenuta l’opera. [4] Letteralmente: “riferisce gli utilizzi in precedenza, a Roma, del”. [5] Nel senso di “grezzo”. [6] Naturalis Historia, XXXIII, 42 e XXXIII, 44 [7] In numismatica, per “iconografia” o “tipologia” si intende la scelta dei “tipi”, ossia dei disegni riportati sulle due facce delle monete. [8] Fra cui: i risultati archeologici (se una moneta è rinvenuta nelle rovine di un tempio distrutto nell’anno X a.C., deve essere precedente; se due monete sono rinvenute assieme e una è nuovissima, l’altra molto usurata, è probabile che la seconda sia stata emessa prima); il peso (nei secoli, il peso delle monete è diminuito sempre più); l’identificazione del monetiere (se una moneta è firmata “Pinco Pallo” e sappiamo che un certo Pinco Pallo è stato console nell’anno X, supponendo che sia la medesima persona se ne ricava che possa essere stato monetiere alcuni anni prima di X); il significato delle immagini (una moneta che inneggia alle vittorie di Silla non può essere stata emessa quando a Roma governavano i seguaci di Mario). [9] Tutte le monete repubblicane oggi note possono essere visionate nell’archivio al link https://numismatica-classica.lamoneta.it/. [10] A conferma di questa supposizione rileva la notizia per cui, poco dopo il 124 a.C., la lex frumentaria di Gaio Gracco impose di riabbassare i prezzi del grano (che, nel frattempo, erano aumentati) a 6 assi al modio; considerato che un modio (circa 8,75 litri) poteva contenere circa 7 kg di grano, si ricava che Gracco fece riabbassare i prezzi a 1 asse per 1,15 kg. [11] Solo per dare un’idea, dato che un conto esatto imporrebbe di conoscere il prezzo di un ampio paniere di prodotti.1 punto
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cari amici volevo condividere il mio ultimo acquisto, un bel regalo di natale, capodanno, befana, compleanno e pasqua. 12 carlini 1810 Gioacchino Murat1 punto
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Caro Arka nessuno mette in dubbio la brillante storia della Serenissima che ha resistito a innumerevoli attacchi mantenendo intatti potere, magnificenza e soprattutto potenza economica. Qui pero' si discute di flussi monetari, circolazione e aree d'influenza delle varie valute. I banchieri fiorentini - il cui apogeo d'influenza è ben prima dell'epoca che stiamo considerando (la monetizzazione della lira), e i loro prestiti (per lo piu' oro molto meno argento), vanno ben distinti dalle aree d'influenza delle valute che abbiamo esaminato. NOn confondiamoci. Ho portato appositamente i molteplici esempi di 'testoni' presso altri Paesi e altre zecche per illustrare l'influenza che in particolare il testone milanese ebbe all'epoca della sua introduzione. Non è un caso - oltre alla metrologia che non puo' mentire - che le varie monete imitative della lira monetata da Galeazzo venissero chiamati : 'testoon', 'teston' etc. mentre non abbiamo invece declinazioni dei 'troni'.. Pur con tutta l'influenza che potevano avere i banchieri fiorentini (e ripeto all'epoca che consideriamo era molto minore), nessuno dei paesi sopra citati si è sognato di parametrare la propria valuta sulla 'lira fiorentina'. Consiglierei qualche buona lettura che potrà meglio chiarirti il contesto economico e soprattutto finanziario di questa interessantissima epoca: Carlo Cipolla: Le avventure della Lira, il MUlino Carlo Cipolla: La moneta a Milano nel Quattrocento, IIN Carlo Cipolla, Storia economica dell'europa pre-industriale per la metrologia: Ph. Grierson, Weight & Coinage, Numismatic Chronicle ser. VII, vol. IV (1964) buona lettura ?1 punto
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Riprendo questa discussione per segnalare che il lotto 103 della prossima asta hirsch ( a 3000 eurozzi..)è lo stesso che venne ritirato da elsen (quando sempre in pausa pranzo ho dato un occhio alla vendita, inevitabilmente mi è caduto l'occhio..)... per la serie "riproviamoci"??? mah... skuby1 punto
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Con quest' ultimo millesimo finalmente chiudo la serie degli scudi di Vittorio Emanuele I :rolleyes: 5 Lire 1817 Vittorio Emanuele I (primo tipo) 25 gr. 37 mm. , argento 900 , zecca di Torino : L in losanga e testina d'aquila , 44.067 unita' , raro Mir 1030b D/ testa nuda a destra , attorno VIC EM D G REX SAR CYP ET IER , In basso data 1818 e nome dell' autore A.Lavy sul taglio del collo R/Stemma quadrato coronato e fregiato dal Collare dell' Annunziata ; attorno DVX SAB IANVAE ET MONTISF PRINC PED & e nel basso il valore tra marchio di zecca Scudo autorizzato con R.Patente 6 agosto 1816 , manifesto camerale 12 agosto n.4301 punto
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