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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/29/25 in tutte le aree

  1. Dato che sto riordinando il mio piccolo monetiere, posto i miei tre talleri che umilmente compongono le tre tappe dei talleri coniati in Italia. Il primo e’ quello di Umberto (spazzolato ma preso a buon prezzo), il secondo l’Italicum del 1918, ed infine il tallero di MT coniato a Roma. Come sempre ogni parere e’ ben accetto!
    4 punti
  2. Posto di seguito il mio 12 Carlini, versione con abbreviazione. Qualche segno sul collo … Al solito ogni parere e’ ben accetto! Gabriele
    3 punti
  3. Posto la mia 120 grana del 1808. Ogni parere e’ benvenuto. Gabriele
    3 punti
  4. Ciao, MYSIA, Kyzikos. Circa 450-400 BC. AR Hemiobol (9mm, 0.36 g, 6h). Forepart of boar left; behind, tunny upward / Head of roaring lion left; star to upper left; all within incuse square.
    3 punti
  5. Siamo lieti ed onorati che il nostro evento “Calabria Colleziona: il primo Convegno Filatelico e Numismatico della regione” sia stato presentato sulle pagine di una rivista di così elevato prestigio nel settore.
L’articolo, a cura della redazione, illustra in dettaglio questo importante appuntamento, che si terrà il 13 e 14 settembre a Rende (CS) e che rappresenta un punto di incontro per collezionisti, studiosi e appassionati provenienti da tutta Italia. https://www.cronacanumismatica.com/calabria-colleziona-il-primo-convegno-filatelico-numismatico-della-regione/ Grazie ancora a Cronaca Numismatica per il prezioso supporto nella diffusione della cultura filatelica e numismatica! Vi apettiamo! #CalabriaColleziona #filatelia #numismatica #collezionismo #CronacaNumismatica #eventi
    3 punti
  6. Ecco a voi la rassegna culturale completa di ciò che troverete nei due giorni del Convegno. Vi aspettiamo 👍🏻
    3 punti
  7. Finalmente si tratta questo tema. Il problema non è negare che esistano errori di stampa genuini, sicuramente ce ne sono ma sono giustamente rari. Il problema sorge invece quando sul mercato arrivano decine e decine di presunti errori dalle caratteristiche più inverosimili, tutti venduti dalla stessa manciata di venditori e tutti periziati da un unico perito. Se poi questi venditori hanno anche l’atteggiamento da bullo di periferia quando si prova a far loro notare che qualcosa non torna allora c’è evidentemente un problema. Speriamo di riuscire a chiarire definitivamente la questione.
    3 punti
  8. Ciao, No, non è un difetto di conio,hanno semplicemente usato quello che avevano a disposizione, in questo caso un punzone della V capovolto per formare una A ed hanno dimenticato molto probabilmente di aggiungere la stanghetta orizzontale. Saluto tutti. Raffaele.
    2 punti
  9. Salve Ale, potrbbe anche essere un exsas,sai i pesi erano variabili specie quelli in bronzo,per quelli in argento erano più attenti
    2 punti
  10. Ciao @altrove2000 e se fosse una croce a losanga con bisanti? E quindi questo obolo del 4o tipo di Filippo I di Francia zecca di Mâcon? Nell' ultima foto che hai messo si vede abbastanza bene. https://www.acsearch.info/search.html?term=Mâcon+obole&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
    2 punti
  11. 😂😂😂 Consolati, sulla seconda immagine postata nel messaggio #13, io ci vedo il bianconiglio con la calzamaglia in testa 😅
    2 punti
  12. Avendo finora comprato pezzi abbastanza facilmente reperibili, ho sempre aperto tutte le bustine con sigilli di garanzia. Tengo da parte il cartellino e ripongo la moneta o in album o in monetiere. Poi mi capita sempre che l'acetato delle "perizie" ostacoli la vista dell'esemplare e quindi la voglia di sbustare tutto é piú forte di me... Grazie mille! Ho provato a togliere il punto verde ed é rimasto solo l'alone sotto a questo:
    2 punti
  13. "Le monete del Molise" è più aggiornato rispetto all'altro. Buona lettura odjob
    2 punti
  14. Ottimo questo approfondimento sul ripostiglio di Limoges, per il quale bisogna ringraziare Kriegsmarine92. Quanto ai dubbi sulla reale appartenenza al tesoro delle monete fin qui mostrate, devo dire che mi sembrano eccessivi e un po' gratuiti. I cartellini sono sicuramente antichi, cioè compatibili per scrittura con l'epoca del ritrovamento (e indubbiamente di un'unica mano: la scrittura in stampatello sul verso del cartellino cambia stile in modo funzionale, per riprodurre in caratteri epigrafici le legende monetarie): notare che le cifre in esponente, accanto al nome dell'imperatore, indicano il numero di esemplari di quel medesimo tipo presenti nel tesoro (come ha giustamente intuito l'utente "DonnaML" sul forum americano https://www.numisforums.com/topic/7398-finally-a-type-ive-wanted-for-years/) : segno del fatto che chi compilò quei cartellini aveva sotto controllo l'intera consistenza del tesoro (saranno forse i cartellini della catalogazione originaria?). Quanto agli esemplari venduti nell'asta marsigliese di Prado Falques e poi in quella di MDC Monaco, direi che non si può avere alcun dubbio: provengono certamente dal ritrovamento del 1926, come dichiarato nei cartellini. La prova è questa. Il denario ibrido associante i ritratti di Settimio Severo e Caracalla fanciullo (esemplare rarissimo, anzi unico finora noto) venduto da CGB col corredo del medesimo tipo di cartellino, con identica provenienza dichiarata "du trésor decouvert à Limoges en 1926 dans le fouille de l'usine à gaz", è sicuramente da identificare con l'esemplare citato da Hugon a p. 63 ("la cote la plus élevée [de rareté] s'applique à une pièce qui montre sur une face le profil de Septime Sévère et, sur l'autre, celui de Caracalla enfant"). Ora, non si può non notare che questo denario presenta la medesima patina di tutti gli altri denari accompagnati da quel tipo di cartellino venduti da Prado Falques e da MDC.
    2 punti
  15. Le monete con il solo volto a me ricordano Futurama. Mi piacerebbe un minimo sforzo in più di rappresentazione.
    2 punti
  16. Vi è mai capitato di realizzare un sogno ? O meglio vi è mai capitato di trovare la moneta dei vostri sogni che è presente solo in un museo o in qualche collezione privata ? Venerdì ho avuto questa fortuna: ho trovato un denario che finora è conosciuto ufficialmente solo in un esemplare conservato a Budapest ( conosco altri due esemplari in una collezione privata di uno studioso e ricercatore svizzero di cui per ovvie ragioni non dirò il nome).
    2 punti
  17. Complimenti, è sempre interessante quando si collega la numismatica alla storia con la S maiuscola. Non vedo l’ora di leggerlo
    2 punti
  18. Molto interessante, non conoscevo questa tecnica. Grazie @littleEvil
    2 punti
  19. Anch'io utilizzo la bustina trasparente, anche per le banconote di bassissimo valore. La trovo molto comoda soprattutto perché permette di inserire e togliere la banconota dall'album senza alcuna fatica e alcun rischio. Per i grandi formati (ad esempio titoli provvisori) è molto rischioso e scomodo inserirli nelle tasche degli album, con la bustina lo si può fare quante volte si vuole senza fatica.
    2 punti
  20. Carissimi, in queste calme (e calde!) giornate agostane sono felice di condividere per la prima volta con voi un acquisto di diversi mesi fa, che mi ha spinto a fare un approfondimento sul tesoro "della centrale a gas" di Limoges scoperto nel 1926. Sul forum ho notato diverse discussioni volte a raccogliere informazioni sul tesoro in oggetto (ad es. qui IL TESORETTO DI LIMOGES). Spero queste mie righe possano essere utili per tutta l'utenza. La moneta La moneta, acquistata in "retail" presso la francese CGB (Comptoir Général de la Bourse), è un comunissimo denario di Settimio Severo (RIC 150) dal peso di 3.28 gr e dal diametro di 19.5 mm. Al diritto, un ritratto dell'imperatore ancora gradevole, con legenda SEVERUS AUG PART MAX. Al rovescio, la Vittoria alata che sorvola uno scudo posto su un cippo, e la legenda PM TR P VIII COS III PP. Di seguito una foto (credits Cgb.fr). La moneta era messa in vendita insieme a un cartellino identificativo da collezione, di cui vi posto le foto qui di seguito, con catalogazione di Occo (rif. p. 274 linea 8). Era la prima volta che acquistavo una moneta con "pedigree" e, intrigato da questo fatto, mi sono subito messo a cercare notizie sul tesoro. Tuttavia, come altri prima di me, inizialmente non sono riuscito a trovare informazioni rilevanti e di "prima mano". Poi un giorno, consultando il sito "Coin hoards of the Roman Empire" (https://chre.ashmus.ox.ac.uk/reference/1155), mi è apparso il nome di un tale Henri HUGON, che avrebbe scritto un articolo a riguardo nella rivista "BSAHL" del 1927. Facendo ricerche su tale Hugon, mi sono imbattuto nella Société Archéologique et Historique du Limousin (SAHL), di cui tale Hugon faceva parte. Ho finalmente compreso che la B di BSAHL stava per "Bollettino", e sono riuscito a trovare sul sito della Biblioteca Nazionale di Francia, il "Bulletin de la Société" del 1927, in cui figura lo studio di Henri Hugon, che fu incaricato insieme ai Sig.ri Delage e Martinaud di realizzare l'analisi del tesoro. Il Bollettino del 1927 è leggibile e scaricabile al seguente link (https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6552329x/f66.item). Lo studio sul tesoro va da p. 60 a p. 71. Il tesoretto "della centrale del gas" di Limoges (1926). Di seguito una mia sintesi dello studio realizzato dal Sig. Henry Hugon, pubblicato nel 1927. Il tesoro è stato scoperto il 7 maggio 1926 à Limoges, presso i terreni appartenenti alla Società anonima del gas e dell'elettricità di Lione, proprietaria anche della centrale a gas di Limoges. Durante dei lavori edili, gli operai della Società urtano una giara di tipo "dolium" alta 40 cm, che si rompe e rivela il suo contenuto ossidato. Compreso il contenuto, gli operai presenti (non sappiamo quanti) si riempiono le tasche di denari e disperdono dunque una parte del tesoro (ancora oggi si ignora il numero totale delle monete disperse in quei primi momenti). Alcune monete verranno in seguito recuperate dalla Società in cambio del pagamento di una somma in denaro per il ritrovamento. La cosa interessante è che, per calcolare il peso dell'argento contenuto nei denari (e quantificare l'indennizzo), la Società farà analizzare il metallo contenuto in alcuni denari presi a campione. Questo il risultato: Denario Settimio Severo: AR 48.7% Denario Julia Domna: AR 48.8% Denario Caracalla: AR 47.3% Denario Geta: AR 45.1% Denario Alessandro Severo: AR 37.8% Denario Julia Mamea: AR 36.7% Raccolto l'insieme, la Società incarica la SAHL di realizzare un inventario dettagliato della scoperta. Purtroppo, l'articolo pubblicato nel bollettino non fornisce nel dettaglio le tipologie dei denari trovati, ma soltanto un riassunto del numero di monete e tipologie per imperatore. In totale sono state trovate 6.393 monete, tutti denari d'argento tranne quattro antoniani, che vanno da Antonino Pio a Postumo. I tre personaggi più presenti sono Caracalla (2.126 denari, 16 tipologie di diritto e 72 di rovescio), Settimio Severo (1.453 denari, 6 tipologie di diritto e 55 di rovescio) e Julia Domna (1.031 denari, 5 tipologie di diritto e 28 di rovescio). Ad eccezione di Annia Faustina, è presente tutta la dinastia severiana. Di seguito la tabella riassuntiva. Hugon nell'articolo precisa di aver realizzato un inventario più dettagliato per l'insieme delle tipologie, consegnato alla Società del gas e in duplice 2copia alla SAHL, di cui tuttvia non sono riuscito a trovare traccia in internet. In compenso, Hugon descrive in maniera narrativa alcuni dei pezzi più rari trovati nella giara: alcune monete di Pertinace, Clodio Albino, ma sopratutto un denario "ibrido" (mule?) mai recensito, con al diritto il busto di Settimio Severo e al rovescio il busto e i titoli di Caracalla infante. Data la presenza dei quattro antoniani (1 di Treboniano Gallo, due di Valeriano e uno di Postumo), Hugon ipotizza l'esistenza di almeno un'altra giara andata perduta, contenente le monete più contemporanee di chi ha nascosto il tesoro. Infatti, i lavori di scavo hanno permesso di stabilire che la giara era stata posta in un ampio spazio scavato in una parete di tufo. Un crollo parziale di questa cavità avrebbe permesso a questa giara di denari di non essere vista e quindi di rimanere dov'era. Realizzato lo studio, Hugon accenna che una parte del tesoro fu donata dalla Società a diversi musei d'oltralpe, senza però dare maggiori dettagli. Incrociando queste informazioni con quelle riportate nel seguente articolo del "Corpus des Trésors Monétaires Antiques de la France", p. 76, (https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bd6t5370037z.image) possiamo avere un'idea più dettagliata del numero di monete donate: 324 monete al Museo municipale di Limoges, altrettante al Museo nazionale delle Antichità di Lione e al Museo delle antichità di Parigi. 16 al piccolo Museo di Gueret e 15 alla "Società degli Antiquari di Poitiers". In totale, circa un migliaio di monete furono donate al "pubblico", le restanti sono rimaste alla Società negli uffici centrali di Lione e nella Centrale a gas di Limoges. Non sono riuscito a trovare maggiori informazioni sulle tipologie dei pezzi donati ai musei. Inoltre, non ho trovato notizie sul destino che gli abbia fatto fare la Società del gas: le ha vendute in asta? Le ha distribuite agli azionisti? Sono state tenute dall'Amministratore delegato o dal Direttore della centrale di Limoges come "bonus"? L'insieme di queste ipotesi? Secondo Hugon, la scoperta del tesoro di Limoges ha posto le basi per ridisegnare la storia della regione. Fino a quel momento infatti, nella regione dell'antica Augustoritum (Limoges) non erano stati ritrovati tesori importanti, e questo aveva spinto numerosi studiosi a ipotizzare un declino della città per cause naturali. Hugon nel suo studio ipotizza invece come il tesoro della centrale a gas sia da inquadrare negli anni turbolenti dell'ascesa di Postumo (di cui è stata trovata una singola moneta nel ripostiglio) e della nascita "dell'impero delle Gallie". Due parole vorrei spenderle sul numismatico Henri Hugon, classico erudito di fine Ottocento, che fu chiamato a gestire la classificazione del tesoretto. Alto funzionario pubblico francese, diventa Direttore Generale dell'Agricoltura in Tunisia, all'epoca protettorato francese. In Tunisia, scrive il primo trattato di numismatica del Paese, "Numismatique Beylicale", che diventerà la referenza per le monete dei Bey di Tunisi. In pensione, va a vivere nel limosino dove si dedica interamente alle attività storico-archeologiche della SAHL, di cui diventerà presidente. Mi sembrava giusto rendergli omaggio. I "passaggi" della moneta e l'etichetta da collezione Un altro fatto curioso ma importante riguarda i vari passaggi che la moneta ha effettuato. CGB nel pedigree aveva inserito unicamente la provenienza dal tesoretto di Limoges. Tuttavia, sono riuscito a individuare almeno due altri passaggi: nel 2017, è stata messa all'asta dal sito "La galerie des monnaies .fr" che ha gestito la vendita di un ampio lotto di monete romane per conto della casa d'aste Prado Falques di Marsiglia (Monnaies Romaines LES SÉVÈRES (193-235 après J.-C.). Insieme alla mia moneta, altri 50 pregevoli pezzi provenienti dallo stesso tesoro. La cosa interessante, tuttavia, è che tra queste 51 monete figura anche il denario con al diritto il busto di Settimio Severo e al rovescio il busto di Caracalla infante, considerato un ibrido unico, descritto nello studio di Hugon (vedi sopra) come il pezzo più raro trovato nella giara. Con ragionevole certezza, pensavo poter affermare che questo lotto di monete, (tra cui anche la mia), facesse parte di quelle catagolate da Hugon nel 1926, poi "tenute" dalla Società del gas di Limoges e quindi disperse chissà come. Poi però ho notato che tra le monete esitate, figura un denario di Gordiano Africano, non recensito dallo studio di Hugon: che fosse una delle monete intascate dagli operai e acquistate dal collezionista? Che ci sia stato un errore in sede di inventario da parte di Hugon? Nel frattempo, ho scritto una email al sito "La galerie des monnaies", chiedendo se potessero rivelare maggiori dettagli sulla provenienza del lotto di monete in questione. Vi farò sapere se dovessero mai rispondermi (tentar non nuoce). Alcune delle monete vendute nel dicembre 2017 sono riapparse nel 2018 da CGB, tra cui il denario ibrido/mule con i busti di Settimio Severo e Caracalla, che ha rivenduto nella Live auction del 5 giugno 2018. Nel 2024, la mia moneta insieme ad altre 8 (sempre tutte precedentemente passate da Prado Falques/La galerie des monnaies) è poi riapparsa tale e quale nell'E-Auction 8 di MDC del 9 marzo 2024. CGB ha nuovamente fatto incetta e le ha acquistate tutte e messe in boutique. Cercando in rete, sono riuscito a trovare un'altra etichetta di una moneta proveniente dalla stessa collezione esitata da Prado Falques e poi da MDC (Finally: a type I've wanted for years! - Roman Empire - Numis Forums), e un'altra etichetta del 1914 che potrebbe essere dello stesso collezionista, proprio su questo forum (https://www.lamoneta.it/topic/169001-aureliano-comune-ma-con-pedigree/#comment-2120863), che però non ho ritrovato sul catalogo online "La galerie des monnaies" del 6 dicembre 2017. Considerazioni personali finali Mi sono divertito molto a fare queste richerche. Questo è stato uno dei primi acquisti e mi ha spinto ad approfondire tanti aspetti non prettamente "numismatici" che però mi hanno ugualmente entusiasmato. Credo di aver pagato un po' troppo (200 EUR), soprattutto considerata la tipologia e qualità di conservazione della moneta. Cercando i vari "passaggi" del pezzo ho infatti notato come solamente nel marzo 2024, nell'asta MDC, il prezzo di aggiudicazione fu di soli 50 EUR. Forse i prezzi MDC erano un po' bassi, ma quello che ho pagato trovo sia un tantino alto. In compenso, la moneta mi piace molto e ha una storia particolare da raccontare (oltre alla storia initrinseca della sua coniazione). Spero questo mio (lungo) intervento vi abbia entusiasmato quanto ha entusiasmato me scriverlo. Rimango ovviamente in attesa di commenti, info aggiuntive, considerazioni o critiche. Grazie mille per l'attenzione e un caro saluto a tutti. K
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  21. le monete di Massimo sono rare, ma questa in asta attualmente non è solo rara, cosa che a me dice poco, ma è interessantissima per quello che comporta. la sola siliqua nota, RIC 1601 riporta SMBA - Barcellona ma questa riporta SMTR quale è dunque la novità vera... a parte il fatto che sia inedita? Solo recentemente alcune monete di Costante II, figlio di Costantino III sono state assegnate a Saragozza SMCS la 1537, oggi nota anche con il diadema a rosette, è data dal RIC a Treviri - SMTR
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  22. Buon pomeriggio a tutti, É da un pò che non scrivevo e pubblicato nulla. Apro quindi questa discussione su un nuovo recente acquisto. É il penultimo dei centesimi Valore di che mi mancavano per completare la serie di V.E. II, quindi sono abbastanza contento di averlo aggiunto in collezione (lo sono in realtà per ogni bella moneta😜). Ditemi un pò che ve ne pare. Grazie e un abbraccio a tutti Saluti... Ronak
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  23. Tre gradevoli monetone con usura uniforme. Direi per tutte e tre BB (o anche BB+). Per confronto e condivisione posto le mie tre in buona conservazione:
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  24. Buonasera @urza1, in effetti questa tipologia di moneta in alta conservazione costa un botto. La tua, per me, è un giusto compromesso tra prezzo e conservazione, quindi ti faccio i complimenti. Mi piace. Figurati che a me manca ancora.
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  25. Dal nostro catalogo, si evince che è una lega di Rame 950 ( https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-VE3/10 ). Ora, non sono né un chimico né un esperto di metalli, però da una rapida ricerca ho visto che si parla di ottone quando la lega di rame contiene percentuale di stagno di almeno il 3,5%. In questo caso sarebbero 50/1000, supponendo che l'altro metallo a comporre la lega sia lo stagno, pertanto tecnicamente si può correttamente chiamare bronzo. Chiaramente ben venga l'opinione di utenti più esperti
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  26. Dipende da come e cosa si colleziona. Se si fa una tipologica ci sta che siano tutte in alta conservazione. Se si collezionano tutti i millesimi diventa più proibitivo
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  27. Ciao, non per fare polemica sia ben chiaro, ma permettimi di non essere assolutamente d'accordo con questa tua affermazione. Passi che i dubbi che sia io che @Kriegsmarine92K abbiano fatto trasparire nei nostri interventi forse sono eccessivi ( secondo me no 🙂) ma definirli addirittura gratuiti. Di questo ritrovamento esiste solo un inventario dove vengono descritte le tipologie di denari ritrovati ed i personaggi a cui si riferiscono. Non ci sono purtroppo foto. Come si fa ad essere sicuri al 100 % che esemplari messi in vendita siano effettivamente riconducibili a tale ritrovamento? Dai cartellini ?(il mio non ne è corredato). Dalla patina come dici tu mi sembra alquanto improbabile ( forse si dovrebbe analizzare qualche residuo di materiale della stessa e compararlo con uno sicuramente (?) appartenente al tesoretto. Ma è il sicuramente che non esiste, ma bisogna usare per forza di cose il quasi. Quindi altro che dubbi gratuiti, ma più che dovuti e leggittimi 🙂. ANTONIO
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  28. Al D/: GIOΛCCHINO NΛPOL...
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  29. Ciao Ale75 , grazie mille, potrebbe essere proprio quella , guardando in rete ne ho trovata un altra dove si vede abbastanza bene https://elsen.bidinside.com/en/lot/26360/france-royaume-philippe-ier-1060-1108-/
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  30. Buongiorno, si avvicina Settembre e volevo chiedere se ci sono aggiornamenti circa l'effettiva ripresa del Mercato. Per dovere di cronaca, segnalo che la via Armorari è tuttora libera da lavori di qualsiasi natura: ci sono passato questa mattina e nulla è cambiato rispetto alle foto di fine luglio (pioggia compresa). Attendo Vostre e Vi saluto cordialmente. grazie
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  31. In risposta a Thico Brahe: A me può usarmi come esempio, come punta dell'iceberg, scritto in inglese o in italiano , io non difendo o porto avanti la causa di nessuno racconto in un forum ciò che e' accaduto e accade a me : sono da decenni nelle liste di UFN prima e di CFN adesso e onestamente riporto che in passato non ho mai avuto alcun problema con loro e stessa cosa posso adesso con i primi 2 ordini ( filatelico e numismatico ) del nuovo corso , merce arrivata nel giro di 29gg con un tracking normalissimo , quando ho chiamato , magari dopo 2 o 3 tentativi ma mi hanno sempre risposto , quindi al momento , punta dell'iceberg oppure fortuna oppure quello che meglio credi ,anche in inglese , io non posso dire niente , quello che deve venire non lo so non prevedo il futuro , al momento e' così Certo vedere ancora oggi , riguardo al tracking , parlare di Svizzera oppure di Lousville , onestamente fa un po' ridere , basterebbe leggere e documentarsi un attimino e capire che non hanno alcuna sembianza con la spedizione ma fanno parte del sistema UPS , per non parlare poi dei presunti dazi , comunque e' ovvio siamo in un forum e ognuno racconta le proprie esperienze come d'altronde sto facendo pure io , buona collezione a tutti !?
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  32. Ciao @Bartolus, grazie per il tuo utilissimo intervento. Sono assolutamente d'accordo con te: anche secondo me la moneta che ho acquistato proviene dal ripostiglio, ne sono convinto da tutti gli indizi che hai giustamente riassunto. Molto interessante l'intuizione della collezionista americana DonnaML (che non avevo trovato nel fare le ricerche!): effettivamente, nello studio viene riportato un solo denario di Balbino e il numero sul cartellino potrebbe effettivamente essere il numero di esemplari ritrovati nel tesoro. Quindi, i cartellini potrebbero essere quelli della catalogazione originaria di Hugon (sarebbe bellissimo!). Purtroppo però, anche qui non tutto quadra. Nel lotto Prado Falques del 2017 è presente un denario di Goardiano Africano (https://www.galerie-des-monnaies.fr/vente-prado-falque-encheres-a-marseille_r13/monnaies-romaines_c2/l-anarchie-militaire-235-284-apres-j-c_p7/gordien-ier-238_t1010/denier-frappe-a-rome-en-238_article_2339.html), non recensito nello studio di Hugon. Che Hugon abbia classificato male un denario di Gordiano Africano attribuendolo a Gordiano III (di cui nel tesoro sono stati trovati due denari)? Mi sembra difficile come ipotesi, alla luce del caratteristico volto giovanile del terzo rispetto ai primi due. Allora, che questo collezionista sia riuscito a prendere il pezzo da qualcuno degli operai? Sarebbe interessante visionare il cartellino (se c'è) del Gordiano Africano, e vedere quale numero sia stato inserito... Un altro esempio: il denario di Balbino postato da DonnaML e esitato da Goujon nel 2018 è diverso (proprio un'altra moneta ma della stessa tipologia) rispetto al denario di Balbino esitato da CGB nel 2021 (con patina da collezione simile alle altre monete), con etichetta da collezione (https://www.cgb.fr/balbin-denier-sup,brm_692949,a.html). Eppure, Hugon nel suo studio ha catalogato la presenza di un solo denario di Balbino... Quindi che dire? Secondo me, anche questo secondo denario di Balbino proviene dalle tasche degli operai che hanno parzialmente disperso il tesoro, e tutte queste monete sono finite in mano allo stesso collezionista. Non credo quindi che i cartellini siano della catalogazione originale fatta da Hugon (vedi anche l'esempio di aureliano nel post originale), ma siano del collezionista stesso. I numeri? Perché catalogare Balbino con un "1" se lo stesso collezionista ne aveva due esemplari in collezione? Non saprei... Il mio ragionamento e i miei "dubbi" hanno carattere più generale e anche l'obiettivo un po' "provocatorio" di stimolare la discussione. Possiamo avere l'assoluta certezza che la moneta provenga dal tesoro? Ci ho ragionato molto, e la certezza matematica non l'abbiamo, solo prove molto molto concrete. D'altronde, se oggi è semplice trovare monete false ben fatte, potrebbe essere paradossalmente ancora più semplice trovare dei "falsi" cartellini o delle false provenienze? Se ci pensi, basta una stilografica e una buona calligrafia... Però ripeto, al di là delle mie speculazioni volte a stimolare altri interventi, sono anche io convinto della bontà della moneta, del suo cartellino e della sua provenienza: lamentavo soltanto non poterne essere sicuro al 100%. Nel frattempo, ho scritto sia alla Galerie des monnaies (magari ci può fornire altri dettagli utili) sia alla SAHL (magari hanno l'inventario dettagliato realizzato da Hugon). Semmai dovessero rispondermi, vi terrò aggiornati su queste pagine.
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  33. Bellissima moneta! Poco altro da aggiungere.
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  34. 1 punto
  35. trovata , è lei, grazie !
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  36. Buongiorno @altrove2000,mi associo a quanto detto da @savoiardo, comunque la chiave è decifrare cosa è raffigurato nel lato opposto la croce. Magari spostando la discussione nelle medievali forse qualcuno la potrebbe riconoscere. @CdC
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  37. Il delfino mi sembra alquanto improponibile...
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  38. Ok, adesso non mi ricordo se nelle altre l'inizio è sempre con la C oppure anche con la K... Ma non è fondamentale visto che oramai è chiaro che non è originale... Saranno stati imprecisi. Controllo e posto le immagini del MIR e del Cudazzo...
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  39. 1 punto
  40. La moneta è comune ed in bassa conservazione (basta osservare i chicchi che non hanno più la nervatura) viene venduta a 3-4 € al chilo (letteralmente). La si confronti con l'esemplare in buona conservazione qui sotto:
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  41. Ciao @icona, esiste una bella pubblicazione di Renzo Bruni che puoi trovare ancora in vendita nello shop Nomisma, credo.
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  42. Questo è l'indice del IV volume
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  43. CNG Feature Auction 130 Category Bronze, Roman Provincial Lot 306. Description THRACE, Philippopolis. Caracalla. AD 198-217. Æ Medallion (36.5mm, 23.16 g, 6h). Pythian Games issue. Struck AD 215. Radiate, draped, and cuirassed bust right, seen from behind / Agonistic prize crown containing two palm fronds, inscribed ΠYΘIA, set on table with lion’s feet; below, amphora and five voting balls. Varbanov, Philippopolis XV.9.7 var. (O– [O1 of previous series]/R– [rev. die unrecorded]); Peter, Koinon 33 (V7/R33 – this coin cited); Mouchmov, Philippopolis 381; Varbanov 1487 var. (rev. legend). Yellow-brown surfaces, porosity. VF. From the DWBG Collection. Ex Marcel Burstein Collection (Peus 366, 29 October 2000), lot 422; Peus 328 (2 May 1990), lot 422. The reverse of this medallion is one of many similar types struck by Philippopolis to commemorate the Pythian Games (τὰ Πύθια), one of the four Greek Panhellenic Games that occurred in the second year of each four-year Olympic cycle. Held in honor of Apollo, the god of arts and “civilization,” these games featured competitions for athletics, music, and poetry, and were meant to evoke the best of Greco-Roman culture. This particular event in AD 215, coming as it did in during Caracalla’s march east to fight the Persians, must have invested the event with further significance: by situating the occurrence of the games at such a crucial moment, the gods had signaled their approval for Caracalla’s enterprise against the “barbarians.” apollonia
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  44. Oltre a delle minime differenze del genio sul dritto, è nel rovescio che si possono vedere le maggiori difformità come manca della lettera C di CN.LEN.Q e la scritta è N•LEN•Q Poi ci sono anche altre piccole differenze stilistiche. Nel Gohl , Die Münzen der Eravisker, 1903, vi è il disegno dell'unico esemplare conservato a Budapest.
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  45. Ciao @Poemenius Trovo questa ipotesi davvero affascinante; se fosse confermata da un altro esemplare, aprirebbe nuove prospettive non solo numismatiche ma anche storiche. @vitellio, salve Se parli di questa siliqua, trovata insieme ad altre di Costantino III della zecca di Arelate, essa è stata effettivamente rinvenuta in Francia, nei pressi di Perpignan, cioè non lontano dal confine con la Spagna: https://www.nummus-bible-database.com/monnaie-19081.htm Per quest’altra siliqua SMCS qui sotto, è stata fatta una richiesta di identificazione a David Berthod (amministratore di Nummus Bible II) indicando come provenienza la Spagna. Si tratta di un’informazione ufficiosa che, ovviamente, non è stata ripresa dalla NAC al momento della sua messa all’asta nel maggio 2019. https://www.nummus-bible-database.com/monnaie-75959.htm Non conosco altre silique con l’esergo SMCS oltre alle tre presenti nel database NummusbibleII. Sono in ogni caso molto più rare delle monete di Massimo coniate a Barcellona. Per essere precisi, Dominique Hollard, che inizialmente proponeva in effetti Constantia (Arles) o la lettura (un pò forzata) ComitatensiS per l’esergo SMCS delle silique di Costante II, ha cambiato idea con la comparsa, nel settembre 2020, dell’unico solido conosciuto di Costante II in cui compaiono nei campi le lettere C S, che solitamente indicano il nome della zecca. Si è allora allineato al parere di David Berthod, il quale per primo aveva evocato Saragozza come zecca probabile.
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  46. Allora…. gestirò la cosa come in un tribunale da film americano per dimostrare le mie ragioni Per prima cosa mi scuso se non sono stato chiaro fin dall’inizio, quindi cominciamo da zero…. Ecco una mappa con le sedi di zecca di cui parliamo: in alto la zecca di Trier/Treviri in basso le città spagnole citate Costantino III è un usurpatore che regna nella “Gallia” dal 407 al 411. Conia argento a Lione, Treviri, Arles Costante II, è il figlio di Costantino III Per lui il RIC X conosce solo l’emissione 1537 data a treviri, oggetto della disputa, oggi nota anche con diadema a Rosette, e una emissione di Arles. Massimo di Spagna (409-411) è un usurpatore che coniò, per quanto noto fino a oggi, solo a Barcellona, ma che fu proclamato imperatore a Tarragona…guarda caso…. Costante II fu inviato in Spagna una prima volta dal padre nel 408 circa e fu certamente a Saragozza. E fu mandato una seconda volta contro Massimo, con un tragitto per noi incerto. Massimo non raggiunse mai territori alla latitudine di Treviri, nemmeno lontanamente. La maggior parte delle vicende relative a Costante II cesare e poi augusto, si svolsero in Spagna Arles non stupisce come zecca per Costante II, perché per il padre era la capitale del regno, e quando lo nominò augusto, è il primo posto dove ovviamente coniò per lui. Ora veniamo alle tue deduzioni a mio avviso in alcuni casi fallaci. Il discorso che fai per le zecche è formalmente scorretto perché: 1 – Aquileia non può non presentare la prima vocale, perché la città ha un nome con la A… AU non avrebbe senso, AQ per forza…. 2 – molte zecche che citi non erano operanti, quindi citarle offre una visione scorretta della cosa…. Come valutare una moneta del V secolo basandosi su un denario di Marco Antonio… Ambianum – chiusa da una vita KART o K per Kartago – non pertinente con il V secolo C o CONS per constantinopoli – si, ma anche CN, POL etc….. e CN nel V secolo c’è eccome! OST per Ostia– chiusa da una vita SER per Serdica– chiusa da una vita SIR o SIRM per Sirmium– chiusa da una vita SISC per Siscia– chiusa da una vita T per Ticinum – assolutamente non pertinente con il V sec. Londinium – assolutamente non pertinente con il V sec. Roma - R e ROM etc. NO, mai nell’argento nel V secolo, sempre RM Dici: “Per Ravenna noterei che è una zecca che inizia molto dopo le altre citate, se non vado errato nella prima metà V secolo e comunque ha anche RAV RAVE etc.” – MAI e DICO MAI nell’argento nel V secolo…vedere il RIC …. Citare forme per esempio successive e bizantine, crea un sillogismo assai fuorviante…. “Insomma, con le debite eccezioni la stragrande maggioranza è data dalla versione delle prime lettere senza salti” FALSO – Roma stessa non è mai nell’argento del V secolo se non RM…più altro tipo PS Treviri è sempre e solo TRMS o TRPS, mai MSTR Dici. “Quanto a CS per Cesaraugusta...... mah..... non saprei se scioglierla così ...ma in quella siliqua sembra addirittura esserci un punto tra C e S.... ” Spiegazione sbrigativa, perché Hollard e non solo lui, hanno scritto alcuni articoli in cui circostanziano molto bene la cosa, e vagliano altre possibilità scartandole… (da leggere per chi vuole approfondire) Per lo stile, per onestà…oltre a quella con la bavetta della R…..…insomma lascio giudicare a chi legge… Le lettere hanno perfino la medesima posizione relativa e assoluta Che il busto sia diversissimo, è un parere che non so come smontare, perché occupandomi di V secolo da sempre, io lo vedo assolutamente in linea …. Peraltro Treviri non ha quell’occhio enorme e le monete in generale sono davvero differenti Poi “... e ragionando all'inverso le Monete di Costantino III e Costante II sempre degli stessi anni come le potresti spostare tutte a Tarraco? mi sembra davvero arduo... ” MAI DETTO … sposto a Terraco solo una unica emissione di Costante II, le altre di Costantino III per Treviri, con marca differente e mai SMTR, sono infatti in linea con quelle degli altri imperatori…. Infine.. “ P.S. per la sigla di Costante SMCS , essendo calati dalle Britannie sarebbe impossibile ipotizzare la C come zecca C ( forse Camalodunum o Colchester ? o altro ) esattamente come al tempo dei britanni Carausio e Alletto ( loro hanno C /S P) ? E' buttata lì senza riflettere troppo...e mi rendo conto che sto gettando un po' di scompiglio!” La cosa non ha alcuna base storica, le zecche non erano funzionanti da anni e la base di Costantino III non è mai stata lì… e poi non esiste alcuna moneta di Costantino III con la marca SMCS, non facciamo confusione, solo quelle di Costante II ce l’hanno e la sua storia si svolge tutta tra sud della Francia e Spagna del nord Gli argenti a me noti con SMCS sono 4 Quelli con SMTR sono 7 Il paragone con l’oro non è possibile e nemmeno con il bronzo Aggiungo che le monete di Trier hanno rarissimamente la seduta di Roma al rovescio fatta a “tamburo” come invece in quella di Massimo e in quella di Costante II…verificare per credere, il 75% sono con la seduta a Z Volendo parlare di stile, credo che la differenza tra Trier…la vera Trier Massimo Terraco? Costante II SMTR Sia clamorosa Mentre le similitudini tra le ultime due… insomma, non so che dire, mi pare lampante Devo oggettivamente dire che se si fanno paragoni che “non possono essere fatti”, si influenza in modo non corretto la valutazione della cosa. Faccio un esempio per capirci, su un livello differente. Esiste una moneta “diciamo vandala” con la palma al rovescio (un AE4). I tesoretti dimostrano una datazione, pur volendo essere larghi, dal 530 al 550 circa … Hahn, la assegna a Maurizio Tiberio (582-602) perché lui ebbe una emissione con la palma, infischiandosene dei dati oggettivi… ecco questo non ha senso, ed è profondamente scorretto nei confronti della letteratura stessa…. Come, mi permetto, non ha senso citare marche di zecca o modelli che appartengono a secoli precedenti o successivi … RAV, ROM etc , non compaiono MAI nel V secolo sull’argento, e citare questi, come zecche occasionali del III secolo, non capisco che senso abbia se non quello di confondere il lettore “occasionale”… Mi spiego meglio, la critica mi piace e è sempre costruttiva, ma solo se pertinente… Se paragono Roma seduta con una moneta “simile” di Marco Aurelio, non aggiungo nulla alla discussione, a meno che non si parli dello stile evolutivo di questa raffigurazione. Sono certo siano emissioni di Terraco? No, è un’idea…. Ma dire che SMTR potrebbe essere chessò, Terracina, non ha senso…. Saluti Alain
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  47. Complimenti, libro interessante che acquisterò sicuramente
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  48. Volevo fare un regalo ad un ragazzo e pensavo di offrire 150 per la coppia. Considerando che è un regalo e non devo rivenderle, potrei anche planare a 200. Grazie delle vostre opinioni, che condivido
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  49. non credere.... non credere..... cioé non farla così semplice, ci sarebbe sa sfidare uno di questi collezionisti "con base minima" e vedere quante ne indovina di false... peraltro la discussione di cui sopra cita: David Hendin....... He recounts all the old dealers in Jerusalem. He said every dealer in the old city "patinates" their coins. He even tells you how they do it. devo ancora vederlo, quindi cito senza aver approfondito... ecco il link
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