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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/29/25 in tutte le aree

  1. Dato che sto riordinando il mio piccolo monetiere, posto i miei tre talleri che umilmente compongono le tre tappe dei talleri coniati in Italia. Il primo e’ quello di Umberto (spazzolato ma preso a buon prezzo), il secondo l’Italicum del 1918, ed infine il tallero di MT coniato a Roma. Come sempre ogni parere e’ ben accetto!
    4 punti
  2. Posto di seguito il mio 12 Carlini, versione con abbreviazione. Qualche segno sul collo … Al solito ogni parere e’ ben accetto! Gabriele
    3 punti
  3. Posto la mia 120 grana del 1808. Ogni parere e’ benvenuto. Gabriele
    3 punti
  4. Ciao, MYSIA, Kyzikos. Circa 450-400 BC. AR Hemiobol (9mm, 0.36 g, 6h). Forepart of boar left; behind, tunny upward / Head of roaring lion left; star to upper left; all within incuse square.
    3 punti
  5. Siamo lieti ed onorati che il nostro evento “Calabria Colleziona: il primo Convegno Filatelico e Numismatico della regione” sia stato presentato sulle pagine di una rivista di così elevato prestigio nel settore.
L’articolo, a cura della redazione, illustra in dettaglio questo importante appuntamento, che si terrà il 13 e 14 settembre a Rende (CS) e che rappresenta un punto di incontro per collezionisti, studiosi e appassionati provenienti da tutta Italia. https://www.cronacanumismatica.com/calabria-colleziona-il-primo-convegno-filatelico-numismatico-della-regione/ Grazie ancora a Cronaca Numismatica per il prezioso supporto nella diffusione della cultura filatelica e numismatica! Vi apettiamo! #CalabriaColleziona #filatelia #numismatica #collezionismo #CronacaNumismatica #eventi
    3 punti
  6. Ecco a voi la rassegna culturale completa di ciò che troverete nei due giorni del Convegno. Vi aspettiamo 👍🏻
    3 punti
  7. Finalmente si tratta questo tema. Il problema non è negare che esistano errori di stampa genuini, sicuramente ce ne sono ma sono giustamente rari. Il problema sorge invece quando sul mercato arrivano decine e decine di presunti errori dalle caratteristiche più inverosimili, tutti venduti dalla stessa manciata di venditori e tutti periziati da un unico perito. Se poi questi venditori hanno anche l’atteggiamento da bullo di periferia quando si prova a far loro notare che qualcosa non torna allora c’è evidentemente un problema. Speriamo di riuscire a chiarire definitivamente la questione.
    3 punti
  8. Ciao, No, non è un difetto di conio,hanno semplicemente usato quello che avevano a disposizione, in questo caso un punzone della V capovolto per formare una A ed hanno dimenticato molto probabilmente di aggiungere la stanghetta orizzontale. Saluto tutti. Raffaele.
    2 punti
  9. Salve Ale, potrbbe anche essere un exsas,sai i pesi erano variabili specie quelli in bronzo,per quelli in argento erano più attenti
    2 punti
  10. Ciao @altrove2000 e se fosse una croce a losanga con bisanti? E quindi questo obolo del 4o tipo di Filippo I di Francia zecca di Mâcon? Nell' ultima foto che hai messo si vede abbastanza bene. https://www.acsearch.info/search.html?term=Mâcon+obole&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
    2 punti
  11. 😂😂😂 Consolati, sulla seconda immagine postata nel messaggio #13, io ci vedo il bianconiglio con la calzamaglia in testa 😅
    2 punti
  12. Avendo finora comprato pezzi abbastanza facilmente reperibili, ho sempre aperto tutte le bustine con sigilli di garanzia. Tengo da parte il cartellino e ripongo la moneta o in album o in monetiere. Poi mi capita sempre che l'acetato delle "perizie" ostacoli la vista dell'esemplare e quindi la voglia di sbustare tutto é piú forte di me... Grazie mille! Ho provato a togliere il punto verde ed é rimasto solo l'alone sotto a questo:
    2 punti
  13. "Le monete del Molise" è più aggiornato rispetto all'altro. Buona lettura odjob
    2 punti
  14. Ottimo questo approfondimento sul ripostiglio di Limoges, per il quale bisogna ringraziare Kriegsmarine92. Quanto ai dubbi sulla reale appartenenza al tesoro delle monete fin qui mostrate, devo dire che mi sembrano eccessivi e un po' gratuiti. I cartellini sono sicuramente antichi, cioè compatibili per scrittura con l'epoca del ritrovamento (e indubbiamente di un'unica mano: la scrittura in stampatello sul verso del cartellino cambia stile in modo funzionale, per riprodurre in caratteri epigrafici le legende monetarie): notare che le cifre in esponente, accanto al nome dell'imperatore, indicano il numero di esemplari di quel medesimo tipo presenti nel tesoro (come ha giustamente intuito l'utente "DonnaML" sul forum americano https://www.numisforums.com/topic/7398-finally-a-type-ive-wanted-for-years/) : segno del fatto che chi compilò quei cartellini aveva sotto controllo l'intera consistenza del tesoro (saranno forse i cartellini della catalogazione originaria?). Quanto agli esemplari venduti nell'asta marsigliese di Prado Falques e poi in quella di MDC Monaco, direi che non si può avere alcun dubbio: provengono certamente dal ritrovamento del 1926, come dichiarato nei cartellini. La prova è questa. Il denario ibrido associante i ritratti di Settimio Severo e Caracalla fanciullo (esemplare rarissimo, anzi unico finora noto) venduto da CGB col corredo del medesimo tipo di cartellino, con identica provenienza dichiarata "du trésor decouvert à Limoges en 1926 dans le fouille de l'usine à gaz", è sicuramente da identificare con l'esemplare citato da Hugon a p. 63 ("la cote la plus élevée [de rareté] s'applique à une pièce qui montre sur une face le profil de Septime Sévère et, sur l'autre, celui de Caracalla enfant"). Ora, non si può non notare che questo denario presenta la medesima patina di tutti gli altri denari accompagnati da quel tipo di cartellino venduti da Prado Falques e da MDC.
    2 punti
  15. Le monete con il solo volto a me ricordano Futurama. Mi piacerebbe un minimo sforzo in più di rappresentazione.
    2 punti
  16. Vi è mai capitato di realizzare un sogno ? O meglio vi è mai capitato di trovare la moneta dei vostri sogni che è presente solo in un museo o in qualche collezione privata ? Venerdì ho avuto questa fortuna: ho trovato un denario che finora è conosciuto ufficialmente solo in un esemplare conservato a Budapest ( conosco altri due esemplari in una collezione privata di uno studioso e ricercatore svizzero di cui per ovvie ragioni non dirò il nome).
    2 punti
  17. Complimenti, è sempre interessante quando si collega la numismatica alla storia con la S maiuscola. Non vedo l’ora di leggerlo
    2 punti
  18. Molto interessante, non conoscevo questa tecnica. Grazie @littleEvil
    2 punti
  19. Anch'io utilizzo la bustina trasparente, anche per le banconote di bassissimo valore. La trovo molto comoda soprattutto perché permette di inserire e togliere la banconota dall'album senza alcuna fatica e alcun rischio. Per i grandi formati (ad esempio titoli provvisori) è molto rischioso e scomodo inserirli nelle tasche degli album, con la bustina lo si può fare quante volte si vuole senza fatica.
    2 punti
  20. Carissimi, in queste calme (e calde!) giornate agostane sono felice di condividere per la prima volta con voi un acquisto di diversi mesi fa, che mi ha spinto a fare un approfondimento sul tesoro "della centrale a gas" di Limoges scoperto nel 1926. Sul forum ho notato diverse discussioni volte a raccogliere informazioni sul tesoro in oggetto (ad es. qui IL TESORETTO DI LIMOGES). Spero queste mie righe possano essere utili per tutta l'utenza. La moneta La moneta, acquistata in "retail" presso la francese CGB (Comptoir Général de la Bourse), è un comunissimo denario di Settimio Severo (RIC 150) dal peso di 3.28 gr e dal diametro di 19.5 mm. Al diritto, un ritratto dell'imperatore ancora gradevole, con legenda SEVERUS AUG PART MAX. Al rovescio, la Vittoria alata che sorvola uno scudo posto su un cippo, e la legenda PM TR P VIII COS III PP. Di seguito una foto (credits Cgb.fr). La moneta era messa in vendita insieme a un cartellino identificativo da collezione, di cui vi posto le foto qui di seguito, con catalogazione di Occo (rif. p. 274 linea 8). Era la prima volta che acquistavo una moneta con "pedigree" e, intrigato da questo fatto, mi sono subito messo a cercare notizie sul tesoro. Tuttavia, come altri prima di me, inizialmente non sono riuscito a trovare informazioni rilevanti e di "prima mano". Poi un giorno, consultando il sito "Coin hoards of the Roman Empire" (https://chre.ashmus.ox.ac.uk/reference/1155), mi è apparso il nome di un tale Henri HUGON, che avrebbe scritto un articolo a riguardo nella rivista "BSAHL" del 1927. Facendo ricerche su tale Hugon, mi sono imbattuto nella Société Archéologique et Historique du Limousin (SAHL), di cui tale Hugon faceva parte. Ho finalmente compreso che la B di BSAHL stava per "Bollettino", e sono riuscito a trovare sul sito della Biblioteca Nazionale di Francia, il "Bulletin de la Société" del 1927, in cui figura lo studio di Henri Hugon, che fu incaricato insieme ai Sig.ri Delage e Martinaud di realizzare l'analisi del tesoro. Il Bollettino del 1927 è leggibile e scaricabile al seguente link (https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6552329x/f66.item). Lo studio sul tesoro va da p. 60 a p. 71. Il tesoretto "della centrale del gas" di Limoges (1926). Di seguito una mia sintesi dello studio realizzato dal Sig. Henry Hugon, pubblicato nel 1927. Il tesoro è stato scoperto il 7 maggio 1926 à Limoges, presso i terreni appartenenti alla Società anonima del gas e dell'elettricità di Lione, proprietaria anche della centrale a gas di Limoges. Durante dei lavori edili, gli operai della Società urtano una giara di tipo "dolium" alta 40 cm, che si rompe e rivela il suo contenuto ossidato. Compreso il contenuto, gli operai presenti (non sappiamo quanti) si riempiono le tasche di denari e disperdono dunque una parte del tesoro (ancora oggi si ignora il numero totale delle monete disperse in quei primi momenti). Alcune monete verranno in seguito recuperate dalla Società in cambio del pagamento di una somma in denaro per il ritrovamento. La cosa interessante è che, per calcolare il peso dell'argento contenuto nei denari (e quantificare l'indennizzo), la Società farà analizzare il metallo contenuto in alcuni denari presi a campione. Questo il risultato: Denario Settimio Severo: AR 48.7% Denario Julia Domna: AR 48.8% Denario Caracalla: AR 47.3% Denario Geta: AR 45.1% Denario Alessandro Severo: AR 37.8% Denario Julia Mamea: AR 36.7% Raccolto l'insieme, la Società incarica la SAHL di realizzare un inventario dettagliato della scoperta. Purtroppo, l'articolo pubblicato nel bollettino non fornisce nel dettaglio le tipologie dei denari trovati, ma soltanto un riassunto del numero di monete e tipologie per imperatore. In totale sono state trovate 6.393 monete, tutti denari d'argento tranne quattro antoniani, che vanno da Antonino Pio a Postumo. I tre personaggi più presenti sono Caracalla (2.126 denari, 16 tipologie di diritto e 72 di rovescio), Settimio Severo (1.453 denari, 6 tipologie di diritto e 55 di rovescio) e Julia Domna (1.031 denari, 5 tipologie di diritto e 28 di rovescio). Ad eccezione di Annia Faustina, è presente tutta la dinastia severiana. Di seguito la tabella riassuntiva. Hugon nell'articolo precisa di aver realizzato un inventario più dettagliato per l'insieme delle tipologie, consegnato alla Società del gas e in duplice 2copia alla SAHL, di cui tuttvia non sono riuscito a trovare traccia in internet. In compenso, Hugon descrive in maniera narrativa alcuni dei pezzi più rari trovati nella giara: alcune monete di Pertinace, Clodio Albino, ma sopratutto un denario "ibrido" (mule?) mai recensito, con al diritto il busto di Settimio Severo e al rovescio il busto e i titoli di Caracalla infante. Data la presenza dei quattro antoniani (1 di Treboniano Gallo, due di Valeriano e uno di Postumo), Hugon ipotizza l'esistenza di almeno un'altra giara andata perduta, contenente le monete più contemporanee di chi ha nascosto il tesoro. Infatti, i lavori di scavo hanno permesso di stabilire che la giara era stata posta in un ampio spazio scavato in una parete di tufo. Un crollo parziale di questa cavità avrebbe permesso a questa giara di denari di non essere vista e quindi di rimanere dov'era. Realizzato lo studio, Hugon accenna che una parte del tesoro fu donata dalla Società a diversi musei d'oltralpe, senza però dare maggiori dettagli. Incrociando queste informazioni con quelle riportate nel seguente articolo del "Corpus des Trésors Monétaires Antiques de la France", p. 76, (https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bd6t5370037z.image) possiamo avere un'idea più dettagliata del numero di monete donate: 324 monete al Museo municipale di Limoges, altrettante al Museo nazionale delle Antichità di Lione e al Museo delle antichità di Parigi. 16 al piccolo Museo di Gueret e 15 alla "Società degli Antiquari di Poitiers". In totale, circa un migliaio di monete furono donate al "pubblico", le restanti sono rimaste alla Società negli uffici centrali di Lione e nella Centrale a gas di Limoges. Non sono riuscito a trovare maggiori informazioni sulle tipologie dei pezzi donati ai musei. Inoltre, non ho trovato notizie sul destino che gli abbia fatto fare la Società del gas: le ha vendute in asta? Le ha distribuite agli azionisti? Sono state tenute dall'Amministratore delegato o dal Direttore della centrale di Limoges come "bonus"? L'insieme di queste ipotesi? Secondo Hugon, la scoperta del tesoro di Limoges ha posto le basi per ridisegnare la storia della regione. Fino a quel momento infatti, nella regione dell'antica Augustoritum (Limoges) non erano stati ritrovati tesori importanti, e questo aveva spinto numerosi studiosi a ipotizzare un declino della città per cause naturali. Hugon nel suo studio ipotizza invece come il tesoro della centrale a gas sia da inquadrare negli anni turbolenti dell'ascesa di Postumo (di cui è stata trovata una singola moneta nel ripostiglio) e della nascita "dell'impero delle Gallie". Due parole vorrei spenderle sul numismatico Henri Hugon, classico erudito di fine Ottocento, che fu chiamato a gestire la classificazione del tesoretto. Alto funzionario pubblico francese, diventa Direttore Generale dell'Agricoltura in Tunisia, all'epoca protettorato francese. In Tunisia, scrive il primo trattato di numismatica del Paese, "Numismatique Beylicale", che diventerà la referenza per le monete dei Bey di Tunisi. In pensione, va a vivere nel limosino dove si dedica interamente alle attività storico-archeologiche della SAHL, di cui diventerà presidente. Mi sembrava giusto rendergli omaggio. I "passaggi" della moneta e l'etichetta da collezione Un altro fatto curioso ma importante riguarda i vari passaggi che la moneta ha effettuato. CGB nel pedigree aveva inserito unicamente la provenienza dal tesoretto di Limoges. Tuttavia, sono riuscito a individuare almeno due altri passaggi: nel 2017, è stata messa all'asta dal sito "La galerie des monnaies .fr" che ha gestito la vendita di un ampio lotto di monete romane per conto della casa d'aste Prado Falques di Marsiglia (Monnaies Romaines LES SÉVÈRES (193-235 après J.-C.). Insieme alla mia moneta, altri 50 pregevoli pezzi provenienti dallo stesso tesoro. La cosa interessante, tuttavia, è che tra queste 51 monete figura anche il denario con al diritto il busto di Settimio Severo e al rovescio il busto di Caracalla infante, considerato un ibrido unico, descritto nello studio di Hugon (vedi sopra) come il pezzo più raro trovato nella giara. Con ragionevole certezza, pensavo poter affermare che questo lotto di monete, (tra cui anche la mia), facesse parte di quelle catagolate da Hugon nel 1926, poi "tenute" dalla Società del gas di Limoges e quindi disperse chissà come. Poi però ho notato che tra le monete esitate, figura un denario di Gordiano Africano, non recensito dallo studio di Hugon: che fosse una delle monete intascate dagli operai e acquistate dal collezionista? Che ci sia stato un errore in sede di inventario da parte di Hugon? Nel frattempo, ho scritto una email al sito "La galerie des monnaies", chiedendo se potessero rivelare maggiori dettagli sulla provenienza del lotto di monete in questione. Vi farò sapere se dovessero mai rispondermi (tentar non nuoce). Alcune delle monete vendute nel dicembre 2017 sono riapparse nel 2018 da CGB, tra cui il denario ibrido/mule con i busti di Settimio Severo e Caracalla, che ha rivenduto nella Live auction del 5 giugno 2018. Nel 2024, la mia moneta insieme ad altre 8 (sempre tutte precedentemente passate da Prado Falques/La galerie des monnaies) è poi riapparsa tale e quale nell'E-Auction 8 di MDC del 9 marzo 2024. CGB ha nuovamente fatto incetta e le ha acquistate tutte e messe in boutique. Cercando in rete, sono riuscito a trovare un'altra etichetta di una moneta proveniente dalla stessa collezione esitata da Prado Falques e poi da MDC (Finally: a type I've wanted for years! - Roman Empire - Numis Forums), e un'altra etichetta del 1914 che potrebbe essere dello stesso collezionista, proprio su questo forum (https://www.lamoneta.it/topic/169001-aureliano-comune-ma-con-pedigree/#comment-2120863), che però non ho ritrovato sul catalogo online "La galerie des monnaies" del 6 dicembre 2017. Considerazioni personali finali Mi sono divertito molto a fare queste richerche. Questo è stato uno dei primi acquisti e mi ha spinto ad approfondire tanti aspetti non prettamente "numismatici" che però mi hanno ugualmente entusiasmato. Credo di aver pagato un po' troppo (200 EUR), soprattutto considerata la tipologia e qualità di conservazione della moneta. Cercando i vari "passaggi" del pezzo ho infatti notato come solamente nel marzo 2024, nell'asta MDC, il prezzo di aggiudicazione fu di soli 50 EUR. Forse i prezzi MDC erano un po' bassi, ma quello che ho pagato trovo sia un tantino alto. In compenso, la moneta mi piace molto e ha una storia particolare da raccontare (oltre alla storia initrinseca della sua coniazione). Spero questo mio (lungo) intervento vi abbia entusiasmato quanto ha entusiasmato me scriverlo. Rimango ovviamente in attesa di commenti, info aggiuntive, considerazioni o critiche. Grazie mille per l'attenzione e un caro saluto a tutti. K
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  21. Buon Pomeriggio a tutti, nel 1892 l'impero austro-ungarico rimpiazzò la monetazione del fiorino con la corona ( 100 hellers = 1 corona austriaca ), quest'ultima durò fino al 1918 quando l'impero fu dissolto. Gli hellers erano monete dal valore nominale di 1-2-10-20 coniate in bronzo, ferro, alpacca, nichelio. Si può notare che nei conii del 1918 a rovescio della moneta nel mezzo dello stemma imperiale, compare lo scudetto-bandiera austriaca : Francesco Giuseppe I° era mancato nel 1916 e l'Austria-Ungheria si stava via via dissolvendo. Con l'acquisto ( in Polonia ! ) di questo lotto completo quasi tutta la serie. Grazie.
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  22. Tre gradevoli monetone con usura uniforme. Direi per tutte e tre BB (o anche BB+). Per confronto e condivisione posto le mie tre in buona conservazione:
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  23. Non so se sia il topic giusto: casomai chiedo ai mod. di spostarla ove risultasse più adatta:
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  24. Ciao a tutti qualcuno sa dirmi qualcosa a riguardo questi 2 bottoni ? Quello con ancora si legge chiaramente ♧De gregorio♧ Montecalvario Napoli Nell'altro Carlo sava Corpo di napoli N.15 Napoli ♧ Grazie anticipatamente
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  25. Ciao, non per fare polemica sia ben chiaro, ma permettimi di non essere assolutamente d'accordo con questa tua affermazione. Passi che i dubbi che sia io che @Kriegsmarine92K abbiano fatto trasparire nei nostri interventi forse sono eccessivi ( secondo me no 🙂) ma definirli addirittura gratuiti. Di questo ritrovamento esiste solo un inventario dove vengono descritte le tipologie di denari ritrovati ed i personaggi a cui si riferiscono. Non ci sono purtroppo foto. Come si fa ad essere sicuri al 100 % che esemplari messi in vendita siano effettivamente riconducibili a tale ritrovamento? Dai cartellini ?(il mio non ne è corredato). Dalla patina come dici tu mi sembra alquanto improbabile ( forse si dovrebbe analizzare qualche residuo di materiale della stessa e compararlo con uno sicuramente (?) appartenente al tesoretto. Ma è il sicuramente che non esiste, ma bisogna usare per forza di cose il quasi. Quindi altro che dubbi gratuiti, ma più che dovuti e leggittimi 🙂. ANTONIO
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  26. Buongiorno a tutti. Pensavo ché questo problema era risoluto! C'è pùr semplice: tre gigli o due gigli e un delfino=Doppio tornese. Due gigli =denaro tornese. Inoltre, le dimensioni (peso e diametro) sono differente tra le due moduli. Questa monetina è la quarta che io vedo. Cominciano di non essere rarissime...
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  27. Ciao, semplicemente serrato. Bella la raffigurazione del soldato gallico con il carnyx
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  28. Numismatica Ars Classica > Summer Sale 2025 Auction date: 30 July 2025 Lot number: 298 Price realized: 275 CHF (Approx. 341 USD / 296 EUR) Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: Kierion Obol circa IV-III century BC, AR 12 mm, 0.83 g. Horse standing r., about to roll. Rev. Warrior advancing r. Moustaka 139. BCD Thessaly I, 1434.2 (this coin). Very rare. Light iridescent tone and extremely fine / good very fine Ex Nomos sale 4, 2011, BCD, 1434 (part of). Estimate: 300 CHF
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  29. Errore mio. Avevo pensato al 500L da 11g. Allora riformulo il mio giudizio: meglio lasciar stare.
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  30. secondo me la bocca del delfino parla chiaro, sembra un pappagallo, ne abbiamo già vista una uguale....hahahaahaah un caro saluto.
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  31. trovata , è lei, grazie !
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  32. Buongiorno @altrove2000,mi associo a quanto detto da @savoiardo, comunque la chiave è decifrare cosa è raffigurato nel lato opposto la croce. Magari spostando la discussione nelle medievali forse qualcuno la potrebbe riconoscere. @CdC
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  33. Il delfino mi sembra alquanto improponibile...
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  34. Fausto, secondo me rimarrà un mistero... troppo compromessa! Ho dubbi comunque che sia savoiarda, ma troppe poche cose con cui cercare..
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  35. Per il momento questo è l'unico esemplare che io conosca. Ho altri centesimi che hanno parte della data ribattuta, lettere e numeri ribassati o distanziati, ma è l'unico - per ora - col segno di zecca spostato. Posseggo altresì, un 2 Centesimi del 1862 che è privo del segno di zecca (anch'esso, molto probabilmente della zecca napoletana):
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  36. Si... non so chi e perché l'ha prodotta però... Il viennese di II Tipo è rara
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  37. Ho come il dubbio che sia in piombo.... Per me è una riproduzione
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  38. Bellissima complimenti! Peccato per il punto verde. Poi personalmente non sono amante dei difetti di conio (tipo fratture) ma quello è personale. Che gli vuoi dire a sta moneta 👍
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  39. Ottimo esemplare dai rilievi ben scolpiti (forse la forza impressa dalla pressa ha anche causato le fratture del conio che si vedono). Direi alta conservazione attorno al FDC. Per confronto e condivisione allego i miei due esemplari in buona conservazione (il secondo di essi ha la particolarità di avere il segno di zecca spostato a sinistra):
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  40. Messe, non sono gran ché, ma é il massimo che posso fare col telefono che ho
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  41. mi permetto solo di aggiungere una riflessione metodologica: 1 - Qua la complessità è notevole perché parliamo zecche Galliche con attività sporadica e chiusure nel V secolo (Treviri ebbe lunghi periodi di inattività, Lione fu riaperta da Costantino III ma poi..... Arles, altrettanto sporadica). Poi parliamo di Barcellona, che apre con Massimo, chiude con Massimo e non conia né prima né dopo... poi parliamo di presunte zecche (Tarragona e Saragozza che, se hanno coniato, lo hanno fatto solo in quel momento, né prima né dopo). 2 - sui materiali di V e VI secolo, sui quali ho una certa famigliarità, posso confermare che non è possibile o meglio è molto delicato fare paragoni stilistici su metalli differenti... 3 - e soprattutto, fare paragoni di lungo periodo può dare risultati aberranti .... paragonare materiali del 410 circa, con materiali del 350 o del 360 è impossibile, perché il mondo "gallico" nella relazione con "l'impero" è cambiato completamente.... ma è impossibile nella maggior parte dei contesti di V secolo 4 - nel periodo di riferimento le "interferenze" sono molto più rare in occidente che in oriente, quindi i paragoni stilistici aiutano... mi spiego... per fare un paio di esempi, è evidente che con Leone I una parte delle maestranze di Cizico furono spostate a Costantinopoli.... ecco evidenze di questo tipo, che sono certe in oriente, in occidente sono molto meno evidenti. La discussione ha preso una strada tutta sua, e bene così, ma ri-sottolineo il mio primo intento: C'è una nuova moneta di Massimo che appare in una impressionante relazione con quelle di Costante II fino a pochi anni fa ignote.... Poi il metodo dialettico del forum, non permetterà mai per sua natura di giungere a una conclusione, perché è impossibile sviluppare una ipotesi con metodo scientifico, perchè possono poi comunque esserci risposte "sparate" che di fatto sembrano sul medesimo livello, ma non lo sono, @vitellio non mi riferisco assolutamente a te, che rispetto assolutamente, ma nel forum succede.... ci sono a volte risposte "da bar" a questioni poste in modo scientifico, che sembrano però al lettore, sul medesimo piano. Qua serve uno studio, che segua un metodo accettabile per una peer review, poi se a qualcuno non piacciono le conclusioni, risponde con lo stesso metodo su una rivista del medesimo livello...questo è l'unico modo per avere un avanzamento serio.. secondo me saluti Alain
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  42. In effetti carissimo @Vietmimin ragionando con un metodo che si rifaccia a quello cartesiano ( cioè accettare per vero solo ciò che appare chiaro ed evidente) siamo arrivati a qualche conclusione in senso negativo : la storia difficilmente ci darà delle certezze su queste monete, al massimo qualche suggerimento su ipotesi che abbiano una qualche verosimiglianza, e su cui potremo poi crearci le nostre convinzioni, a patto di sapere che possono cambiare anche drammaticamente all'apparire di circostanze oggettive. e che non possiamo costruire ipotesi basate su altre ipotesi che si basino su ipotesi ( etc, etc...) pretendendo che abbiano una qualche certezza. E non può che essere così : anche nel sistema giudiziario, che è chiamato a decidere cosa è vero e cosa non lo è, ci sono ordini di importanza della prova, per cui un oggetto materico o situazione reale oggettiva osservabile è ritenuta prova superiore a una testimonianza, in quanto quest'ultima cerca di replicare, con le limitatezze della nostra fallace natura umana, la rappresentazione di una realtà che non è più immediata. Ancor più debole e poco accettabile è una testimonianza "de relato", cioè una testimonianza di un qualcosa che qualcuno ha raccontato al testimone, come tipicamente è lo scrittore storico non contemporaneo ai fatti. Se a questo aggiungiamo come condimento il tempo trascorso, la lacunosità delle fonti e il periodo in cui le fonti sono state scritte, giungiamo alla conclusione che ciò che raccontano gli storici del periodo è da prendere con le pinze, maxime se porta a conclusioni sorprendenti, inusuali e contrarie ai fatti primari e veri. Certo, non è che la Storia non esista e non abbia una sua valenza, ma come minimo non deve cozzare con quello che la realtà materiale ci pone davanti agli occhi o a quanto sia assodato con certezza. Mi rendo conto che queste mie parole possano sembrare un filosofeggiare senza un costrutto e una conclusione pratica, ma non è così. Infatti, siamo a un bivio... se la storia non ci dà certezze che possiamo fare? Una sola cosa: guardare le testimonianze materiali che ci sono pervenute, e cioè i manufatti materiali : le monete stesse! Quali? Quelle del periodo ristretto solamente? No, io penso a tutte quelle che abbiano qualcosa da dire in merito alle tipicità riscontrabili, in forma diacronica, in modo da poter trarre conclusioni e comportamenti ripetitivi e almeno verosimili, altamente probabili o meglio ancora veri del tutto!! Ora, carissimo Vietmimin, immagino che ti chiederai dopo questo lungo sproloquio quali sono i prossimi passi? Analizzare e metter in fila i dati sulle monete stesse, perchè le monete ci parlano, a volte in maniera criptica e non facile da capire, ma dobbiamo imparare ad ascoltarle perchè sono la realtà del tempo, i dati veri ed oggettivi. Io una idea me la sono fatta ... ma il tempo a disposizione per scrivere è limitato... spero in qualche giorno di poter scrivere qualcosa di coerente e sensato che dia un inquadramento logico a tutte le emissioni in questione, ampliando un po' il panorama, per vedere i comportamenti tipici, zecca per zecca, pur senza pretesa di essere esaustivo, con la consapevolezza che nuovi dati potrebbero sconvolgere o ribaltare il tutto e aperto senza pregiudizi a pareri e discussioni che non partano dal concetto dell' ipse dixit. A presto, Enrico P.S. dopo quello di ieri approfitto per allegare per chi fosse interessato, alcuni degli articoli di riferimento del tema. Ritengo sostanziale e fondamentale mettere le persone, a cui chiedo un parere o illustro le mie ipotesi, nelle condizioni di capire e giudicare in maniera autonoma e informata. Berthod 2010 Une_silique_inedite_pour_Constans_II_Con.pdf 2015_Les_siliques_a_signature_SMCS_de_C.pdf 2021_Un_solidus_inedit_de_Constant_fils.pdf
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  43. Ciao @Poemenius Trovo questa ipotesi davvero affascinante; se fosse confermata da un altro esemplare, aprirebbe nuove prospettive non solo numismatiche ma anche storiche. @vitellio, salve Se parli di questa siliqua, trovata insieme ad altre di Costantino III della zecca di Arelate, essa è stata effettivamente rinvenuta in Francia, nei pressi di Perpignan, cioè non lontano dal confine con la Spagna: https://www.nummus-bible-database.com/monnaie-19081.htm Per quest’altra siliqua SMCS qui sotto, è stata fatta una richiesta di identificazione a David Berthod (amministratore di Nummus Bible II) indicando come provenienza la Spagna. Si tratta di un’informazione ufficiosa che, ovviamente, non è stata ripresa dalla NAC al momento della sua messa all’asta nel maggio 2019. https://www.nummus-bible-database.com/monnaie-75959.htm Non conosco altre silique con l’esergo SMCS oltre alle tre presenti nel database NummusbibleII. Sono in ogni caso molto più rare delle monete di Massimo coniate a Barcellona. Per essere precisi, Dominique Hollard, che inizialmente proponeva in effetti Constantia (Arles) o la lettura (un pò forzata) ComitatensiS per l’esergo SMCS delle silique di Costante II, ha cambiato idea con la comparsa, nel settembre 2020, dell’unico solido conosciuto di Costante II in cui compaiono nei campi le lettere C S, che solitamente indicano il nome della zecca. Si è allora allineato al parere di David Berthod, il quale per primo aveva evocato Saragozza come zecca probabile.
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  44. Allora…. gestirò la cosa come in un tribunale da film americano per dimostrare le mie ragioni Per prima cosa mi scuso se non sono stato chiaro fin dall’inizio, quindi cominciamo da zero…. Ecco una mappa con le sedi di zecca di cui parliamo: in alto la zecca di Trier/Treviri in basso le città spagnole citate Costantino III è un usurpatore che regna nella “Gallia” dal 407 al 411. Conia argento a Lione, Treviri, Arles Costante II, è il figlio di Costantino III Per lui il RIC X conosce solo l’emissione 1537 data a treviri, oggetto della disputa, oggi nota anche con diadema a Rosette, e una emissione di Arles. Massimo di Spagna (409-411) è un usurpatore che coniò, per quanto noto fino a oggi, solo a Barcellona, ma che fu proclamato imperatore a Tarragona…guarda caso…. Costante II fu inviato in Spagna una prima volta dal padre nel 408 circa e fu certamente a Saragozza. E fu mandato una seconda volta contro Massimo, con un tragitto per noi incerto. Massimo non raggiunse mai territori alla latitudine di Treviri, nemmeno lontanamente. La maggior parte delle vicende relative a Costante II cesare e poi augusto, si svolsero in Spagna Arles non stupisce come zecca per Costante II, perché per il padre era la capitale del regno, e quando lo nominò augusto, è il primo posto dove ovviamente coniò per lui. Ora veniamo alle tue deduzioni a mio avviso in alcuni casi fallaci. Il discorso che fai per le zecche è formalmente scorretto perché: 1 – Aquileia non può non presentare la prima vocale, perché la città ha un nome con la A… AU non avrebbe senso, AQ per forza…. 2 – molte zecche che citi non erano operanti, quindi citarle offre una visione scorretta della cosa…. Come valutare una moneta del V secolo basandosi su un denario di Marco Antonio… Ambianum – chiusa da una vita KART o K per Kartago – non pertinente con il V secolo C o CONS per constantinopoli – si, ma anche CN, POL etc….. e CN nel V secolo c’è eccome! OST per Ostia– chiusa da una vita SER per Serdica– chiusa da una vita SIR o SIRM per Sirmium– chiusa da una vita SISC per Siscia– chiusa da una vita T per Ticinum – assolutamente non pertinente con il V sec. Londinium – assolutamente non pertinente con il V sec. Roma - R e ROM etc. NO, mai nell’argento nel V secolo, sempre RM Dici: “Per Ravenna noterei che è una zecca che inizia molto dopo le altre citate, se non vado errato nella prima metà V secolo e comunque ha anche RAV RAVE etc.” – MAI e DICO MAI nell’argento nel V secolo…vedere il RIC …. Citare forme per esempio successive e bizantine, crea un sillogismo assai fuorviante…. “Insomma, con le debite eccezioni la stragrande maggioranza è data dalla versione delle prime lettere senza salti” FALSO – Roma stessa non è mai nell’argento del V secolo se non RM…più altro tipo PS Treviri è sempre e solo TRMS o TRPS, mai MSTR Dici. “Quanto a CS per Cesaraugusta...... mah..... non saprei se scioglierla così ...ma in quella siliqua sembra addirittura esserci un punto tra C e S.... ” Spiegazione sbrigativa, perché Hollard e non solo lui, hanno scritto alcuni articoli in cui circostanziano molto bene la cosa, e vagliano altre possibilità scartandole… (da leggere per chi vuole approfondire) Per lo stile, per onestà…oltre a quella con la bavetta della R…..…insomma lascio giudicare a chi legge… Le lettere hanno perfino la medesima posizione relativa e assoluta Che il busto sia diversissimo, è un parere che non so come smontare, perché occupandomi di V secolo da sempre, io lo vedo assolutamente in linea …. Peraltro Treviri non ha quell’occhio enorme e le monete in generale sono davvero differenti Poi “... e ragionando all'inverso le Monete di Costantino III e Costante II sempre degli stessi anni come le potresti spostare tutte a Tarraco? mi sembra davvero arduo... ” MAI DETTO … sposto a Terraco solo una unica emissione di Costante II, le altre di Costantino III per Treviri, con marca differente e mai SMTR, sono infatti in linea con quelle degli altri imperatori…. Infine.. “ P.S. per la sigla di Costante SMCS , essendo calati dalle Britannie sarebbe impossibile ipotizzare la C come zecca C ( forse Camalodunum o Colchester ? o altro ) esattamente come al tempo dei britanni Carausio e Alletto ( loro hanno C /S P) ? E' buttata lì senza riflettere troppo...e mi rendo conto che sto gettando un po' di scompiglio!” La cosa non ha alcuna base storica, le zecche non erano funzionanti da anni e la base di Costantino III non è mai stata lì… e poi non esiste alcuna moneta di Costantino III con la marca SMCS, non facciamo confusione, solo quelle di Costante II ce l’hanno e la sua storia si svolge tutta tra sud della Francia e Spagna del nord Gli argenti a me noti con SMCS sono 4 Quelli con SMTR sono 7 Il paragone con l’oro non è possibile e nemmeno con il bronzo Aggiungo che le monete di Trier hanno rarissimamente la seduta di Roma al rovescio fatta a “tamburo” come invece in quella di Massimo e in quella di Costante II…verificare per credere, il 75% sono con la seduta a Z Volendo parlare di stile, credo che la differenza tra Trier…la vera Trier Massimo Terraco? Costante II SMTR Sia clamorosa Mentre le similitudini tra le ultime due… insomma, non so che dire, mi pare lampante Devo oggettivamente dire che se si fanno paragoni che “non possono essere fatti”, si influenza in modo non corretto la valutazione della cosa. Faccio un esempio per capirci, su un livello differente. Esiste una moneta “diciamo vandala” con la palma al rovescio (un AE4). I tesoretti dimostrano una datazione, pur volendo essere larghi, dal 530 al 550 circa … Hahn, la assegna a Maurizio Tiberio (582-602) perché lui ebbe una emissione con la palma, infischiandosene dei dati oggettivi… ecco questo non ha senso, ed è profondamente scorretto nei confronti della letteratura stessa…. Come, mi permetto, non ha senso citare marche di zecca o modelli che appartengono a secoli precedenti o successivi … RAV, ROM etc , non compaiono MAI nel V secolo sull’argento, e citare questi, come zecche occasionali del III secolo, non capisco che senso abbia se non quello di confondere il lettore “occasionale”… Mi spiego meglio, la critica mi piace e è sempre costruttiva, ma solo se pertinente… Se paragono Roma seduta con una moneta “simile” di Marco Aurelio, non aggiungo nulla alla discussione, a meno che non si parli dello stile evolutivo di questa raffigurazione. Sono certo siano emissioni di Terraco? No, è un’idea…. Ma dire che SMTR potrebbe essere chessò, Terracina, non ha senso…. Saluti Alain
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  45. Buongiorno e Buona domenica a tutti, stamattina ho pensato di far prendere un po' di aria agli argenti Borbonici. Ho approfittato per fare una foto di gruppo ma solo del diritto, un discreto numero con più esemplari per lo stesso millesimo. Mancano ancora alcuni millesimi per completare la serie senza contare le varianti. Per alcuni, 1837/1849 temo ci vorrà molto tempo. Saluti Alberto
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  46. Finalmente un'asta dedicata interamente alla cartamoneta! Spesso il nostro settore è trattato con un po' di pressappochismo quindi saluto con piacere questa nuova iniziativa.
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  48. non credere.... non credere..... cioé non farla così semplice, ci sarebbe sa sfidare uno di questi collezionisti "con base minima" e vedere quante ne indovina di false... peraltro la discussione di cui sopra cita: David Hendin....... He recounts all the old dealers in Jerusalem. He said every dealer in the old city "patinates" their coins. He even tells you how they do it. devo ancora vederlo, quindi cito senza aver approfondito... ecco il link
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