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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 08/31/25 in tutte le aree

  1. Buonasera a tutti 2fiorini III tipo - 1625 740 c del Cudazzo
    4 punti
  2. Errori del genere mi sembrano impossibili, al massimo artefatti alla zecca.
    3 punti
  3. Lotto vissuto ma credo sempre collezionabile.
    2 punti
  4. Il reperto raffigurante un vichingo è stato recentemente ritrovato negli archivi del Nationalmuseet di Copenhagen Photo: Roberto Fortuna, courtesy of the Nationalmuseet of Denmark Trovato in Danimarca il primo ritratto vichingo (in soli 3 centimetri) Il curatore del Nationalmuseet di Copenhagen Peter Pentz ha individuato negli archivi del museo una piccola statuetta risalente al X secolo: una rara (se non unica) rappresentazione visiva di un illustre personaggio nordico La figura del vichingo, così come tramandata nell’immaginario collettivo (rude, selvaggia, avvolta da pellicce…) potrebbe essere errata: una recente scoperta, emersa dagli archivi del Nationalmuseet di Copenhagen, ci restituisce un’immagine umana e curata di questi leggendari guerrieri nordici. Parliamo di una statuetta in avorio di tricheco, databile al X secolo, alta appena 3 centimetri ma incredibilmente dettagliata. A individuarla è stato il curatore Peter Pentz, che l’ha trovata dimenticata in un deposito, dove giaceva da oltre due secoli. Il piccolo manufatto raffigura il busto di un uomo dai tratti distinti: capelli ordinati con la riga in mezzo, barba intrecciata e baffi arricciati in stile imperiale. Un ritratto individuale, fatto raro (se non unico) per l’arte vichinga, finora dominata da motivi zoomorfi e rappresentazioni simboliche. «Se pensate ai vichinghi come a un popolo selvaggio e barbaro, questa statuetta dimostra il contrario. È molto ben curato, ha dichiarato Pentz. Questo è il primo oggetto che si avvicina a un ritratto del periodo vichingo che io abbia mai visto. Alcuni dicono che abbia un aspetto diabolico. Ma io penso che sembri piuttosto come se avesse appena raccontato una barzelletta». La vivacità dell’espressione e la precisione del dettaglio suggeriscono che si trattasse di un personaggio di spicco, forse addirittura un re. «Un’acconciatura come questa, molto ordinata, con piccoli riccioli o ciuffi di capelli che ricadono sulle orecchie, suggerisce che questo personaggio fosse ai vertici», suggerisce il curatore. Secondo un’ipotesi si tratta di Harald Bluetooth (911-985), il sovrano danese noto per aver unificato la Danimarca e introdotto il cristianesimo, cui dobbiamo anche il nome della tecnologia Bluetooth. La statuetta (con ogni probabilità un pezzo da gioco per l’Hnefatafl, antico gioco da tavolo nordico) fu ritrovata in una sepoltura equestre vicino a Oslo nel 1796, ma solo oggi è possibile studiarla per comprenderne il valore storico e artistico. Peter Pentz con in mano il reperto raffigurante un vichingo. Photo: Camille Bas-Wohlert/Afp https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Trovato-in-Danimarca-il-primo-ritratto-vichingo-in-soli-centimetri
    2 punti
  5. Caro Poemenius sto seguendo il tema dell‘attribuzione sollevato nell‘interessante discussione. non mi esprimo nel merito perche‘ il periodo e‘ fuori dai miei campi di competenza e rischierei di dire sciocchezze. Partecipo da spettatore- ma come tale sono stato colpito dalla dialettica e dallo stile utilizzati a volte nello scambio. Per il V secolo si ha una sola certezza ovvero che le certezze sono molto poche in verità. Molte le ipotesi che vengono proposte e molto di piu‘ le smentite, le demolizioni di teorie consolidate magari in seguito ad un ritrovamento , lo stravolgimenti di credenze ormai assimilate dalla dottrina. Proprio per questo grandi e grandissimi numismatici hanno sempre trattato con prudenza tale ambito ‚suggerendo‘, ‚opinando‘ , ‚ipotizzando‘ senza mai essere ne‘ troppo assertivi ne‘ eccessivamente apodittici. Quello che pare scolpito nella pietra per alcuni potrebbe essere facilmente rimesso totalmente in gioco a seguito della comparsa di un esemplare o di un ritrovamento. questa e‘ la dialettica usata da grandi numismatici esperti medioevisti, bizantini e di monetazione barbarica ove le certezze possono essere ribaltate anche dopo aver preso posizioni in merito su riviste blasonate ( chi ricorda gli articoli che esaltavano il famoso „tremisse di Ariperto con Iffo“ rivelatosi poi un clamoroso falso, che aveva impegnato numismatici di primissimo ordine? questo per dire che posizioni differenti o antitetiche su un certo pezzo o su una certa questione non devono ne‘ suscitare sdegno ne‘ contrarieta‘. Nessuno in questo campo puo‘ chiamarsi sopra gli altri. Ogni numismatico serio - e i piu‘ grandi ( Grierson, Hahn, Metcalf ..) insegnano - si confronta con i propri colleghi seguendo il proprio filo logico e la coerenza delle proprie idee - sapendo molto bene che queste possono essere rimesse in discussione come detto sopra se viene fuori un‘evidenza che le contraddice. inoltre gli studiosi veri lasciano che a parlare siano le loro supposizioni, le proprie ipotesi - sempre formulate come tali e non impartite dall‘alto come verità rivelata / astenendosi dal contestare la persona perche‘ non e‘ d‘accordo con quanto affermiamo. Nei consessi di studio (Congressi, Simposi, Tavole rotonde di stampo scientifico e non solo divulgativo) e‘ questo che viene praticato. Il Forum, la cui utilità e‘ peraltro indiscussa, fa parte dei consessi piu‘ divulgativi e pur ospitando scambi, idee, dibattiti assolutamente interessanti, non si puo‘ pero‘ pretendere che ogni scambio avvenga esattamente con le stesse regole applicate dalla comunita‘ scientifica. Tuttavia in alcuni contesti come il presente con temi altamente specialistici e tanto piu‘ che non toccano tematiche di valore venale, non sarebbe poi male se ci si sforzasse di seguire le stesse modalità/regole applicate nei consessi di studio maggiori tanto piu‘ se gli interlocutori sono di livello e riconosciuti per la loro esperienza.mi scuso con i lettori per questo lungo sproloquio ma proprio perché la discussione e‘ interessante e scientificamente apprezzabile che occorrerebbe fare lo sforzo di mantenerla con la coerenza e le modalità dialettiche applicate nei dibattiti numismatici professionali 😊
    2 punti
  6. Ciao dovrebbe essere questo asse di Augusto RIC I AUGUSTUS 382 https://it.numista.com/catalogue/pieces247863.html
    2 punti
  7. Buonasera, Sempre alla ricerca di varietà, e soprattutto curiosità numismatiche, questa volta posto l'incuso di questo mezzo baiocco romano del 1759, coniato (si fa per dire 😅) sotto papa Clemente XIII. Tra l'altro, non è solo un incuso, ma è anche palesemente ribattuto. Una curiosità davvero insolita...
    1 punto
  8. Carissimi, in queste calme (e calde!) giornate agostane sono felice di condividere per la prima volta con voi un acquisto di diversi mesi fa, che mi ha spinto a fare un approfondimento sul tesoro "della centrale a gas" di Limoges scoperto nel 1926. Sul forum ho notato diverse discussioni volte a raccogliere informazioni sul tesoro in oggetto (ad es. qui IL TESORETTO DI LIMOGES). Spero queste mie righe possano essere utili per tutta l'utenza. La moneta La moneta, acquistata in "retail" presso la francese CGB (Comptoir Général de la Bourse), è un comunissimo denario di Settimio Severo (RIC 150) dal peso di 3.28 gr e dal diametro di 19.5 mm. Al diritto, un ritratto dell'imperatore ancora gradevole, con legenda SEVERUS AUG PART MAX. Al rovescio, la Vittoria alata che sorvola uno scudo posto su un cippo, e la legenda PM TR P VIII COS III PP. Di seguito una foto (credits Cgb.fr). La moneta era messa in vendita insieme a un cartellino identificativo da collezione, di cui vi posto le foto qui di seguito, con catalogazione di Occo (rif. p. 274 linea 8). Era la prima volta che acquistavo una moneta con "pedigree" e, intrigato da questo fatto, mi sono subito messo a cercare notizie sul tesoro. Tuttavia, come altri prima di me, inizialmente non sono riuscito a trovare informazioni rilevanti e di "prima mano". Poi un giorno, consultando il sito "Coin hoards of the Roman Empire" (https://chre.ashmus.ox.ac.uk/reference/1155), mi è apparso il nome di un tale Henri HUGON, che avrebbe scritto un articolo a riguardo nella rivista "BSAHL" del 1927. Facendo ricerche su tale Hugon, mi sono imbattuto nella Société Archéologique et Historique du Limousin (SAHL), di cui tale Hugon faceva parte. Ho finalmente compreso che la B di BSAHL stava per "Bollettino", e sono riuscito a trovare sul sito della Biblioteca Nazionale di Francia, il "Bulletin de la Société" del 1927, in cui figura lo studio di Henri Hugon, che fu incaricato insieme ai Sig.ri Delage e Martinaud di realizzare l'analisi del tesoro. Il Bollettino del 1927 è leggibile e scaricabile al seguente link (https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6552329x/f66.item). Lo studio sul tesoro va da p. 60 a p. 71. Il tesoretto "della centrale del gas" di Limoges (1926). Di seguito una mia sintesi dello studio realizzato dal Sig. Henry Hugon, pubblicato nel 1927. Il tesoro è stato scoperto il 7 maggio 1926 à Limoges, presso i terreni appartenenti alla Società anonima del gas e dell'elettricità di Lione, proprietaria anche della centrale a gas di Limoges. Durante dei lavori edili, gli operai della Società urtano una giara di tipo "dolium" alta 40 cm, che si rompe e rivela il suo contenuto ossidato. Compreso il contenuto, gli operai presenti (non sappiamo quanti) si riempiono le tasche di denari e disperdono dunque una parte del tesoro (ancora oggi si ignora il numero totale delle monete disperse in quei primi momenti). Alcune monete verranno in seguito recuperate dalla Società in cambio del pagamento di una somma in denaro per il ritrovamento. La cosa interessante è che, per calcolare il peso dell'argento contenuto nei denari (e quantificare l'indennizzo), la Società farà analizzare il metallo contenuto in alcuni denari presi a campione. Questo il risultato: Denario Settimio Severo: AR 48.7% Denario Julia Domna: AR 48.8% Denario Caracalla: AR 47.3% Denario Geta: AR 45.1% Denario Alessandro Severo: AR 37.8% Denario Julia Mamea: AR 36.7% Raccolto l'insieme, la Società incarica la SAHL di realizzare un inventario dettagliato della scoperta. Purtroppo, l'articolo pubblicato nel bollettino non fornisce nel dettaglio le tipologie dei denari trovati, ma soltanto un riassunto del numero di monete e tipologie per imperatore. In totale sono state trovate 6.393 monete, tutti denari d'argento tranne quattro antoniani, che vanno da Antonino Pio a Postumo. I tre personaggi più presenti sono Caracalla (2.126 denari, 16 tipologie di diritto e 72 di rovescio), Settimio Severo (1.453 denari, 6 tipologie di diritto e 55 di rovescio) e Julia Domna (1.031 denari, 5 tipologie di diritto e 28 di rovescio). Ad eccezione di Annia Faustina, è presente tutta la dinastia severiana. Di seguito la tabella riassuntiva. Hugon nell'articolo precisa di aver realizzato un inventario più dettagliato per l'insieme delle tipologie, consegnato alla Società del gas e in duplice 2copia alla SAHL, di cui tuttvia non sono riuscito a trovare traccia in internet. In compenso, Hugon descrive in maniera narrativa alcuni dei pezzi più rari trovati nella giara: alcune monete di Pertinace, Clodio Albino, ma sopratutto un denario "ibrido" (mule?) mai recensito, con al diritto il busto di Settimio Severo e al rovescio il busto e i titoli di Caracalla infante. Data la presenza dei quattro antoniani (1 di Treboniano Gallo, due di Valeriano e uno di Postumo), Hugon ipotizza l'esistenza di almeno un'altra giara andata perduta, contenente le monete più contemporanee di chi ha nascosto il tesoro. Infatti, i lavori di scavo hanno permesso di stabilire che la giara era stata posta in un ampio spazio scavato in una parete di tufo. Un crollo parziale di questa cavità avrebbe permesso a questa giara di denari di non essere vista e quindi di rimanere dov'era. Realizzato lo studio, Hugon accenna che una parte del tesoro fu donata dalla Società a diversi musei d'oltralpe, senza però dare maggiori dettagli. Incrociando queste informazioni con quelle riportate nel seguente articolo del "Corpus des Trésors Monétaires Antiques de la France", p. 76, (https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bd6t5370037z.image) possiamo avere un'idea più dettagliata del numero di monete donate: 324 monete al Museo municipale di Limoges, altrettante al Museo nazionale delle Antichità di Lione e al Museo delle antichità di Parigi. 16 al piccolo Museo di Gueret e 15 alla "Società degli Antiquari di Poitiers". In totale, circa un migliaio di monete furono donate al "pubblico", le restanti sono rimaste alla Società negli uffici centrali di Lione e nella Centrale a gas di Limoges. Non sono riuscito a trovare maggiori informazioni sulle tipologie dei pezzi donati ai musei. Inoltre, non ho trovato notizie sul destino che gli abbia fatto fare la Società del gas: le ha vendute in asta? Le ha distribuite agli azionisti? Sono state tenute dall'Amministratore delegato o dal Direttore della centrale di Limoges come "bonus"? L'insieme di queste ipotesi? Secondo Hugon, la scoperta del tesoro di Limoges ha posto le basi per ridisegnare la storia della regione. Fino a quel momento infatti, nella regione dell'antica Augustoritum (Limoges) non erano stati ritrovati tesori importanti, e questo aveva spinto numerosi studiosi a ipotizzare un declino della città per cause naturali. Hugon nel suo studio ipotizza invece come il tesoro della centrale a gas sia da inquadrare negli anni turbolenti dell'ascesa di Postumo (di cui è stata trovata una singola moneta nel ripostiglio) e della nascita "dell'impero delle Gallie". Due parole vorrei spenderle sul numismatico Henri Hugon, classico erudito di fine Ottocento, che fu chiamato a gestire la classificazione del tesoretto. Alto funzionario pubblico francese, diventa Direttore Generale dell'Agricoltura in Tunisia, all'epoca protettorato francese. In Tunisia, scrive il primo trattato di numismatica del Paese, "Numismatique Beylicale", che diventerà la referenza per le monete dei Bey di Tunisi. In pensione, va a vivere nel limosino dove si dedica interamente alle attività storico-archeologiche della SAHL, di cui diventerà presidente. Mi sembrava giusto rendergli omaggio. I "passaggi" della moneta e l'etichetta da collezione Un altro fatto curioso ma importante riguarda i vari passaggi che la moneta ha effettuato. CGB nel pedigree aveva inserito unicamente la provenienza dal tesoretto di Limoges. Tuttavia, sono riuscito a individuare almeno due altri passaggi: nel 2017, è stata messa all'asta dal sito "La galerie des monnaies .fr" che ha gestito la vendita di un ampio lotto di monete romane per conto della casa d'aste Prado Falques di Marsiglia (Monnaies Romaines LES SÉVÈRES (193-235 après J.-C.). Insieme alla mia moneta, altri 50 pregevoli pezzi provenienti dallo stesso tesoro. La cosa interessante, tuttavia, è che tra queste 51 monete figura anche il denario con al diritto il busto di Settimio Severo e al rovescio il busto di Caracalla infante, considerato un ibrido unico, descritto nello studio di Hugon (vedi sopra) come il pezzo più raro trovato nella giara. Con ragionevole certezza, pensavo poter affermare che questo lotto di monete, (tra cui anche la mia), facesse parte di quelle catagolate da Hugon nel 1926, poi "tenute" dalla Società del gas di Limoges e quindi disperse chissà come. Poi però ho notato che tra le monete esitate, figura un denario di Gordiano Africano, non recensito dallo studio di Hugon: che fosse una delle monete intascate dagli operai e acquistate dal collezionista? Che ci sia stato un errore in sede di inventario da parte di Hugon? Nel frattempo, ho scritto una email al sito "La galerie des monnaies", chiedendo se potessero rivelare maggiori dettagli sulla provenienza del lotto di monete in questione. Vi farò sapere se dovessero mai rispondermi (tentar non nuoce). Alcune delle monete vendute nel dicembre 2017 sono riapparse nel 2018 da CGB, tra cui il denario ibrido/mule con i busti di Settimio Severo e Caracalla, che ha rivenduto nella Live auction del 5 giugno 2018. Nel 2024, la mia moneta insieme ad altre 8 (sempre tutte precedentemente passate da Prado Falques/La galerie des monnaies) è poi riapparsa tale e quale nell'E-Auction 8 di MDC del 9 marzo 2024. CGB ha nuovamente fatto incetta e le ha acquistate tutte e messe in boutique. Cercando in rete, sono riuscito a trovare un'altra etichetta di una moneta proveniente dalla stessa collezione esitata da Prado Falques e poi da MDC (Finally: a type I've wanted for years! - Roman Empire - Numis Forums), e un'altra etichetta del 1914 che potrebbe essere dello stesso collezionista, proprio su questo forum (https://www.lamoneta.it/topic/169001-aureliano-comune-ma-con-pedigree/#comment-2120863), che però non ho ritrovato sul catalogo online "La galerie des monnaies" del 6 dicembre 2017. Considerazioni personali finali Mi sono divertito molto a fare queste richerche. Questo è stato uno dei primi acquisti e mi ha spinto ad approfondire tanti aspetti non prettamente "numismatici" che però mi hanno ugualmente entusiasmato. Credo di aver pagato un po' troppo (200 EUR), soprattutto considerata la tipologia e qualità di conservazione della moneta. Cercando i vari "passaggi" del pezzo ho infatti notato come solamente nel marzo 2024, nell'asta MDC, il prezzo di aggiudicazione fu di soli 50 EUR. Forse i prezzi MDC erano un po' bassi, ma quello che ho pagato trovo sia un tantino alto. In compenso, la moneta mi piace molto e ha una storia particolare da raccontare (oltre alla storia initrinseca della sua coniazione). Spero questo mio (lungo) intervento vi abbia entusiasmato quanto ha entusiasmato me scriverlo. Rimango ovviamente in attesa di commenti, info aggiuntive, considerazioni o critiche. Grazie mille per l'attenzione e un caro saluto a tutti. K
    1 punto
  9. Posto di seguito il mio 12 Carlini, versione con abbreviazione. Qualche segno sul collo … Al solito ogni parere e’ ben accetto! Gabriele
    1 punto
  10. Finché non c'è nulla di "sbagliato", chiunque le merita
    1 punto
  11. Sì perchè il problema chiede numeri interi che non si conoscono senza escludere che siano gli stessi. Ciao.
    1 punto
  12. Ma i numeri interi in oggetto possono anche essere ripetuti? In tal caso penso a 64, 1, 1, la cui somma fa 66 e il prodotto 64 Saluti
    1 punto
  13. Ciao,secondo me AE3 SECURITAS REIPVBLICAE zecca di SISCIA "ΓSISC" segni di zecca P con sopra asterisco e M. RIC IX SISCIA 15c sottotipo XVII http://numismatics.org/ocre/id/ric.9.sis.15C.xvii https://it.numista.com/catalogue/pieces62605.html
    1 punto
  14. newsletter 305 del 22.08.2025 Le vacanze finiscono, le polemiche no Cari lettori, amici numismatici, eccoci di ritorno dopo la pausa estiva. Una pausa che ha riempito le nostre caselle mail di interessanti lettere da parte di collezionisti di novità dell'area italiana. Per questo abbiamo voluto riassumere in un articolo - che vi invitiamo a leggere con attenzione - alcuni degli spunti più interessanti in merito a servizi e disservizi relativi alle piattaforme e alle modalità di acquisto dell'Italia, del Vaticano e di San Marino. Anche la lunga stagione delle aste e dei convegni, come sempre, da fine agosto riprende vigore e vedremo come il mercato numismatico italiano e internazionale reagirà nei prossimi mesi. Per voi abbiamo anche preparato approfondimenti sulle monete del passato; contenuti che, come sempre, hanno lo scopo di rendere ogni tondello più prezioso grazie all'aggiunta di quel fattore che si somma al valore del metallo, alla rarità, alla conservazione e che si chiama... cultura! Buona lettura da Roberto Ganganelli direttore responsabile Il dupondio di Germanico e la statua di Amelia Un parallelo iconografico tra la moneta più celebre del grande capo militare romano e la meravigliosa scultura rinvenuta nel 1963. Continua a leggere L'aquila su un testone di papa Pignatelli Il fiero rapace "copre e protegge" i suoi aquilotti su una rara moneta di Innocenzo XII della fine del XVII secolo: scopriamone la storia. Continua a leggere In Italia per la numismatica è un'estate bollente Domande e risposte sulle once olimpiche d'Italia, la nuova piattaforma di e-commerce del Vaticano e lo scivolone sammarinese sui 2 euro. Continua a leggere Nomisma 74, il meglio dell'incanto di settembre La bellezza di 2002 lotti in due giorni di asta saranno esitati dalla ditta sammarinese: per voi una selezione di pezzi unici e rarità di ogni epoca. Continua a leggere Due nuove (deludenti) bimetalliche da 2 euro Belgio e Finlandia, all'insegna del minimalismo, hanno emesso monete celebrative a tema sportivo che hanno fatto storcere il naso ai collezionisti. Continua a leggere Tutti a Riccione dal 4 al 6 settembre Il Convegno filatelico numismatico della Riviera festeggia con un ricco programma e tanti operatori la 75esima edizione della sua storia. Continua a leggere La Svizzera valuta le banconote del futuro Sondaggio popolare per la scelta tra 12 proposte di design dei franchi del futuro che entreranno in circolazione non prima del 2030. Continua a leggere San Marino fa rivivere lo scudo (come souvenir) Otto "banconote souvenir" da Poste San Marino fanno memoria della storica moneta in oro del Titano tra monumenti e opere d'arte. Continua a leggere Il "testone del Risorto" di papa Pio IV Torna sul mercato un rarissimo esemplare simbolo della monetazione papale del XVI secolo che evoca l'arte di Raffaello e Ghirlandaio. Continua a leggere I Tiri federali e la 100 franchi Vreneli del 1925 Il dritto della rara e bella moneta in oro elvetica su una medaglia premio di Friburgo del 1934: prova, errore o accoppiamento speculativo? Continua a leggere La ex Zecca da polo culturale a uffici Cambio di rotta per la destinazione d'uso dello storico palazzo dell'Esquilino a Roma: non ospiterà nè il museo nè la SAM. Continua a leggere Il Vaticano torna online con monete e francobolli Dopo una lunghissima pausa, a fine luglio la Commercializzazione filatelica e numismatica ha pubblicato il nuovo portale di e-commerce. Continua a leggere buona lettura odjob
    1 punto
  15. Buonasera a tutti 2 1/2 soldi Vittorio Amedeo II 1691 Ma giglietti ruotanti in senso antiorario 981b del Cudazzo R6.?....
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  16. Come dicevo prima le varianti sono una cosa,i difetti un' altra e gli errori un' altra ancora,di Napoli colleziono ciò che mi piace,in primis Filippo IV di spagna,ma seguo da diversi anni anche gli errori (quelli veri) della vecchia lira della Repubblica italiana... Certo le varianti delle monete napoletane sono decisamente più intriganti e spesso possono avere un retroscena di interesse storico,mentre gli errori delle vecchie lire mi attirano e basta,non c' è un motivo particolare,ma solo le vecchie lire,monete del Regno, straniere o euro no,non mi attirano come le vecchie lire e non so spiegare il perché,forse perché i primi errori che ho avuto riguardavano monete della Repubblica? può essere ma non so di preciso perché...
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  17. Beh @gennydbmoney ma tu collezioni le varianti di monetazione napoletana o sbaglio? Mi sembrano ben più interessanti dell'occhio di bue su 500 lire o 2 euro..
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  18. 1 punto
  19. Naturalmente anche la mia è del '70, l'unico anno di emissione. ======= Spoiler! 😁 Prossimamente sui vostri schermi:
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  20. Infatti io ho chiesto il peso che è importante in questi casi ma se guardiamo la foto postata,per quanto sfocata,si nota come la doratura non sia omogenea,se fosse realmente in nordic gold sarebbe di un buon giallo oro... Inoltre non è colpa nostra se si postano immagini a dir poco imbarazzanti, dev'essere chi richiede un parere che deve sforzarsi a postare immagini a fuoco di amdedue i lati e comunicare almeno il peso... Altrimenti ci sono sempre i periti,che paghi e ti dicono quello che vuoi sapere...
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  21. Tu invece con le vacanze sei stato mooolto generoso! Bentornato!
    1 punto
  22. Quando inizi un quiz..... sei sempre il solito spilorcio! Ma ti sei salvato in corner dai! sembra identica alla mia
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  23. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-AF171/28
    1 punto
  24. Si leggo anche io NI nella foto , se cosi' fosse potrebbe essere un triente di M. FABRINI con NI finale "appoggiato" sulla prua di nave , Cr. 251/2
    1 punto
  25. 3x3:3:3 =1 (3x3-3):3=2 3x3-3-3=3 (3x3+3):3=4 (3+3)-(3:3)=5 3+3+3-3=6 (3+3)+(3:3)=7 (3x3)-(3:3)=8 3x3x3:3=9 (3x3)+(3:3)=10 Spero siano giusti, non avevo mai fatto un ragionamento simile
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  26. Da una bancarella? Ma ti rilascia la lecita provenienza?
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  27. Grazie mille!!🤩 Sì, ho rifatto il post con le nuove foto e informazioni e volevo rimuovere quello precedente, ma non sono molto pratico. Forse avrei solo dovuto aggiornarlo, mi scuso molto con moderazione e utenti per il doppione
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  28. Artefatto da terzi
    1 punto
  29. Buonasera,è un manghir ottomano del sultano Solimano I (1520-1566) ,zecca di Misr in Egitto. L'anno di coniazione dovrebbe essere 955 ah (anno arabo) - (1548dc) https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=332748
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  30. Traina aveva fatto veramente un gran lavoro nella sua pubblicazione! Ovvio che la ricerca delle innumerevoli varianti basandosi solo su cataloghi d'asta e collezioni pubbliche e private era un lavorone! Senza internet e la possibilità di comunicare velocemente come si riesce a fare ora era un lavoro che meritava veramente rispetto! Io uso il suo volume ancora ora, come base, per quel periodo, non esiste un lavoro certosino paragonabile nemmeno con le possibilità di oggi. Anche il suo lavoro degli speciali di CN sulle Savoia era un ottimo lavoro, purtroppo incompiuto... Le varianti sulle monete da due denari sono, a parer mio, solo curiosità, la preparazione dei coni per queste piccole e splendide monete, scusami ma queste monetine le più piccole del periodo erano veramente perfette... , era veramente difficile, in piccole dimensioni vi era veramente tutto!
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  31. Ciao, il ritratto mi sembra con pochi dubbi quello dell'imperatore Valeriano. Per quanto riguarda la tipologia purtroppo le legende totalmente illeggibili non ci aiutano molto. Tuttavia la figura ben visibile è quella di Apollo. Posto esemplare stessa tipologia 🙂. ANTONIO
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  32. Concordo sulla tua scala di rarità. Ritengo anche ne esistano altre, perchè negli ultimi mesi sono comparse sia AMMIRAGLO, sia la tua DUN. Posto la mia DELLE con D ruotata di 180°. Saluti
    1 punto
  33. Buongiorno,penso dovrebbe essere Giustiniano I zecca di Cartagine (SB283) https://www.acsearch.info/search.html?id=5062080 https://www.vcoins.com/it/stores/david_connors/41/product/justinian_i_ae9_nummus_chirho_christogram__carthage/1293406/Default.aspx Però il Wildwinds lo ha riattribuito a Giustino II Justin II (reattributed from Justinian I). AE nummus. AD 565-578. 9 mm, 0.68 g. Carthage. IVST.., pearl diademed, draped, cuirassed bust right. No legend, large chi-rho. SB 283; MIBE 206a; Adelson, Hoard 344-354. Chiederei comunque il parere di @Poemenius😊
    1 punto
  34. Ciao a tutti qualcuno sa dirmi qualcosa a riguardo questi 2 bottoni ? Quello con ancora si legge chiaramente ♧De gregorio♧ Montecalvario Napoli Nell'altro Carlo sava Corpo di napoli N.15 Napoli ♧ Grazie anticipatamente
    1 punto
  35. Ciao, non per fare polemica sia ben chiaro, ma permettimi di non essere assolutamente d'accordo con questa tua affermazione. Passi che i dubbi che sia io che @Kriegsmarine92K abbiano fatto trasparire nei nostri interventi forse sono eccessivi ( secondo me no 🙂) ma definirli addirittura gratuiti. Di questo ritrovamento esiste solo un inventario dove vengono descritte le tipologie di denari ritrovati ed i personaggi a cui si riferiscono. Non ci sono purtroppo foto. Come si fa ad essere sicuri al 100 % che esemplari messi in vendita siano effettivamente riconducibili a tale ritrovamento? Dai cartellini ?(il mio non ne è corredato). Dalla patina come dici tu mi sembra alquanto improbabile ( forse si dovrebbe analizzare qualche residuo di materiale della stessa e compararlo con uno sicuramente (?) appartenente al tesoretto. Ma è il sicuramente che non esiste, ma bisogna usare per forza di cose il quasi. Quindi altro che dubbi gratuiti, ma più che dovuti e leggittimi 🙂. ANTONIO
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  36. Al D/: GIOΛCCHINO NΛPOL...
    1 punto
  37. Buonasera, ciao @gennydbmoney, anche a mio parere è una N ed andrebbe censita come variante. Per quanto riguarda la GNAND posto la mia. Peccato che anche in questo caso l'usura non aiuti, ma penso che la N sia evidente. Saluti, Beppe
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  38. La notizia non è per nulla nuova e la tecnologia utilizzata sul campo neppure. Ma un caso così eclatante, forse non così di sominio pubblico può servire ai non addetti ai lavori a capire dove si sta dirigendo la ricerca archeologica. Il caso è quello di Falerii. In breve, per chi non ricorda il periodo storico questo è l'antefatto: Faleri Novi viene costruita dai Romani dopo la distruzione di Falerii Veteres, capitale falisca, nel 241 a.C.. Nella guerra muoiono 15.000 persone e la vecchia città viene distrutta. Faleri Novi viene costruita in pianura perché più facile da controllare, al contrario dell’altra che era arroccata su uno sperone di tufo. I Falisci, abitanti della città, e che fino a quel momento hanno dominato il territorio, vengono trasferiti nella nuova città. La città viene abbandonata nel Medioevo durante le invasioni barbariche. Per difendersi gli abitanti tornano nel vecchio insediamento da cui si sviluppa l’attuale borgo di Civita Castellana. Fino a pochi anni fa di Falerii si conoscevano solo le mura, le porte e poco altro: E questo è quanto si vede da Google Maps Duemila e passa anni di quasi oblio fino a quando il Ministero non ha dato i concessione lo studio geofisico della città ad un team di archeologi, geofisici e tecnici delle università di Cambridge e di Ghent. Non una concessione di scavo, come avviene in tanti siti, ma di prospezioni geofisiche durante le quali è stato impiegato un avanzato “radar a penetrazione del suolo” (o Ground Penetrating Radar, abbreviato in GPR), strumento che invia onde radar nel terreno ricevendone il “rimbalzo” dovuto alle strutture nascoste nel sottosuolo. Rimorchiando gli strumenti GPR con un quad, il gruppo di ricercatori che fa capo all’Università di Cambridge e all’Università di Gand è riuscito a esaminare 30,5 ettari inviando onde radar ogni 12,5 centimetri (una risoluzione molto elevata). Il sottosuolo è stato studiato a diverse profondità, in modo da poter ricostruire come la città si è evoluta nel corso di centinaia di anni. Planimetria di Falerii Novi (Università di Southampton) Grazie all’uso del GPR si è riusciti a capire cosa sia avvenuto dopo quel periodo. Per esempio, si è scoperto che alcuni grandi massi dei monumenti furono asportati dalla città. Lo studio ha permesso inoltre di capire che la costruzione della città non seguì le regole generali delle città dell’Antica Roma finora studiate in maniera dettagliata. Gli archeologi hanno scoperto la presenza di un complesso termale, una vasta rete di tubature per l’acqua della città, un mercato, un tempio e un monumento la cui struttura si presenta diversa da ogni altra osservata in precedenza. Il tempio, l’edificio del mercato e il complesso termale sono molto più elaborati dal punto di vista architettonico di quanto ci si aspetterebbe per una piccola città. Tra gli edifici ritenuti “anomali” ce ne è uno molto grande dalla forma rettangolare che è collegato all’acquedotto attraverso una serie di condotte d’acqua. I tubi corrono sotto gli isolati e non, come ci si attenderebbe, lungo le strade. Le prime ricerche sostengono che quell’edificio fosse una piscina all’aperto, inclusa in un grande complesso balneare pubblico. Ancor più strana è la presenza, vicino alla porta settentrionale della città, di due grandi strutture, una di fronte all'altra, ricoperte da un grande portico. Si ipotizza che siano parte di un imponente monumento pubblico, forse un ambiente sacro ai margini della città. Nulla di tutto ciò si ritrova in altre città romane. Lo studio ha permesso anche di capire che dopo il 700 d.C., quando Falerii Nova si spopolò, parti di quelle costruzioni vennero sottratte per edificare altrove. La ricerca è stata pubblicata su ‘Antiquity’. Nell'articolo integrale, intitolato: "Ground-penetrating radar survey at Falerii Novi: a new approach to the study of Roman cities" che trovate QUI gli autori esaminano i metodi impiegati e forniscono una panoramica dei risultati, inclusa la discussione di un'area di studio all'interno della città. Dimostrano come questo tipo di indagine abbia il potenziale per rivoluzionare gli studi archeologici dei siti urbani, sfidando al contempo gli attuali metodi di analisi e pubblicazione di set di dati GPR su larga scala. Per Martin Millett (Cambridge), uno degli autori dello studio, «il livello di dettaglio raggiunto a Falerii Novi e le caratteristiche del radar utilizzato dicono che questo tipo di indagine potrebbe trasformare il modo con cui gli archeologi indagano i siti urbani del passato». Un approccio assdolutamente importante che apre scenari di discussione sulla metodologia dell'analisi quanto meno di alcuni siti urbani ma, direi, anche extraurbani. Mi vengono in mente le grandi ville della pianura padana. Lo stesso team sta ora studiando due aree archeologiche, una nei pressi di Alborough (Yorkshire, UK), l'altra su Interamna Lirenas, un'antica città romana nel territorio dei volsci (un antico popolo italico) in prossimità dell'attuale Pignataro Interamna (Frosinone). Uno degli obiettivi è tecnologico: si cerca di migliorare il sistema, perché per studiare un ettaro di terreno (privo di insediamenti moderni) ci vogliono almeno 20 ore di rilevamenti, e si vorrebbe ridurre drasticamente questi tempi anche per poter applicare il metodo su aree attualmente abitate. Questo mio misero contributo compilativo è stato tratto da: https://www.appuntidistoria.net/scoperta-antica-citta-romana-sepolta-da-millenni-grazie-a-un-radar/ https://www.archeologiaviva.it/14617/falerii-novi/ https://www.focus.it/cultura/storia/archeologia-col-radar-una-nuova-citta-romana https://www.artribune.com/arti-visive/archeologia-arte-antica/2020/06/citta-romana-onde-radar-archeologia/ https://www.cambridge.org/core/journals/antiquity/article/groundpenetrating-radar-survey-at-falerii-novi-a-new-approach-to-the-study-of-roman-cities/BE7B8E3AE55DB6E03225B01C54CDD09B
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  39. Oltre a delle minime differenze del genio sul dritto, è nel rovescio che si possono vedere le maggiori difformità come manca della lettera C di CN.LEN.Q e la scritta è N•LEN•Q Poi ci sono anche altre piccole differenze stilistiche. Nel Gohl , Die Münzen der Eravisker, 1903, vi è il disegno dell'unico esemplare conservato a Budapest.
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  40. Vi è mai capitato di realizzare un sogno ? O meglio vi è mai capitato di trovare la moneta dei vostri sogni che è presente solo in un museo o in qualche collezione privata ? Venerdì ho avuto questa fortuna: ho trovato un denario che finora è conosciuto ufficialmente solo in un esemplare conservato a Budapest ( conosco altri due esemplari in una collezione privata di uno studioso e ricercatore svizzero di cui per ovvie ragioni non dirò il nome).
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  41. La Britannia, abbandonata dalle legioni romane nel 410, é quasi subito preda di Angli e Sassoni, barbari, provetti distruttori e massacratori . Nei secoli successivi, questi invasori diventano stanziali e 'civilizzati', fondano regni ed a loro volta affrontano ondate di nuovi barbari, per lo più vichinghi danesi . A nord, in Northumbria, monaci fondano nella piccola isola di Lindisfarne una abbazia che diventa presto un centro di civiltà e cultura di respiro europeo, al quale si deve ad esempio il notevole evangeliario di Lindisfarne . Nel 793 le navi lunghe di barbari predoni vichinghi arrivano a Lindisfarne, distruggono quanto è distruttibile e massacrano quanti sono massacrabili . L' Isola Santa, da allora e per secoli, ritorna alla desolazione ed al silenzio di un tempo .
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  42. Bellissimo il cartellino allegato. per la catalogazione si riferiva a quest opera: OCCO, Adolf (1524-1606). Imperatorum romanorum numismata a Pompeo Magno ad Heraclium. Milano: Lodovico Monza, 1683.
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  43. Non capisco perché, a meno che tu ti riferisca ai bitcoins. All' inizio della numismatica si è inventata la moneta in metallo nobile che aveva un valore intrinseco, poi si è passati a monete e banconote dal valore fiduciario. Ora cosa sono i pagamenti elettronici se non un pagamento fiduciario garantito dal tuo conto corrente? è il progresso , bellezza!
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  44. http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G247/1
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  45. DE GREGE EPICURI Spesso parliamo degli strumenti sacrificali sulle monete, in particolare sui rovesci a tipo PIETAS: perchè non elencarli? Sono una decina, di cui 4 o 5 più frequenti, altri meno. Ecco quelli che ho reperito, non è detto che siano tutti: LITUUS: bastone ricurvo degli àuguri; è emblema dell'arte augurale. ASPERGILLUM: bastoncino che porta in fondo una serie di asticelle o spazzole mobili, o una serie di frustini, per aspergere l'altare o la vittima (con acqua, vino, ecc.) PRAEFERICULUM: vaso più o meno grande per sacrifici. SIMPULUM: tazza usata nei sacrifici per le libagioni. PATERA: scodella piatta, coppa per sacrifici. APEX: cappello sacrificale (cioè per il sacrificante). O meglio: verghetta di olivo legata alla punta del berretto dei flàmini, detto perciò anche "berretto del flàmine (sacerdotre addetto al culto particolare di talune divinità, es. flamen Dialis, Martialis, Quirinalis). URNA: brocca. Urna divina: urna delle sorti divinatorie, urna fatidica (che dice il fato). ASCIA o SECURIS: scure (per colpire le vittime, suppongo). CUCULLUS: tazza, piccolo vaso (come nel denario di Cesare del genn. 44, a nome di M METTIUS). CAPIS: vaso grande per bere. CULTER: coltello. Qualche osservazione. Questi elementi compaiono già nei denari repubblicani, di solito in forma isolata (vedi monete della Caecilia); sempre in forma isolata, e con ridotte dimensioni, sono frequenti su monete di Cesare e di Augusto, davanti o dietro al ritratto, alludendo evidentemente alla funzione di Pontifex Maximus. Sono riuniti per la prima volta (non tutti, ma solo: simpulum, aspergillum, ascia ed apex) sul notissimo denario di Cesare "con l'elefante". Successivamente si trovano raggruppati (4 o 5) sui rovesci PIETAS. Tali rovesci sono molto più comuni sulle monete dei Cesari, che su quelle degli Augusti (però in Vespasiano esiste un rovescio AUGUR). Più avanti, questa tipologia è frequente soprattutto nei denari, meno nei bronzi, pur con alcune eccezioni. Durante il 3° secolo, li troviamo sugli antoniniani, sempre con preferenza per i Cesari (es. Tetrico figlio, Erennio Etrusco, Valeriano 2°...) Per non annoiarci, ecco qualche moneta. Evito Cesare, che tutti conoscete, e ripiego su un Cassio Longino, tanto per iniziare.
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  46. ....e il sesterzio sempre di Massimo. Mi sembra di non averne altre con gli strumenti sacrificali Maurizio
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  47. ciao gpittini,a proposito di denari repubblicani voglio farti visionare proprio un coltello(evidentemente e' affezzionato ad armi taglienti)su una moneta di brutus ed in particolare un interessante denario di P. Sulpicius Galba dove c'e' una spada(ma a questo punto mi sorge il dubbio se sia uno strumento sacrificale).prova a darci un occhiata.ciao
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