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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/01/25 in tutte le aree
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L'ultima per oggi: sembrerebbe essere la 215c con il trifoglio, ma non la trovo con ETC in fino della leggenda sul rovescio. E senza la D sul dritto...2 punti
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Ti aggiungo la pagina del MIR se ti può servire....2 punti
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Buonasera, prego. Foto sfocata e di un solo lato della moneta: impossibile tentare una valutazione di conservazione, figuriamoci poi tentare di dare un valore economico. Comunque, è moneta comune e solo gli esemplari attorno al FDC posso avere un valore interessante. Posto per confronto e condivisione un esemplare in buona conservazione che può valere alcune decine di euro:2 punti
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E' valutato ' tres rare ' un esemplare ( champs leg repolis ) di sesterzio da Lugdunum per Ottaviano Augusto, con al diritto testa laureata dell' imperatore ed al rovescio vista di fronte dell' Altare delle Gallie in Lugdunum. Sarà il 15 Settembre in vendita Patrick Guillard Coll. 14 al n. 7 .2 punti
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Caro Poemenius sto seguendo il tema dell‘attribuzione sollevato nell‘interessante discussione. non mi esprimo nel merito perche‘ il periodo e‘ fuori dai miei campi di competenza e rischierei di dire sciocchezze. Partecipo da spettatore- ma come tale sono stato colpito dalla dialettica e dallo stile utilizzati a volte nello scambio. Per il V secolo si ha una sola certezza ovvero che le certezze sono molto poche in verità. Molte le ipotesi che vengono proposte e molto di piu‘ le smentite, le demolizioni di teorie consolidate magari in seguito ad un ritrovamento , lo stravolgimenti di credenze ormai assimilate dalla dottrina. Proprio per questo grandi e grandissimi numismatici hanno sempre trattato con prudenza tale ambito ‚suggerendo‘, ‚opinando‘ , ‚ipotizzando‘ senza mai essere ne‘ troppo assertivi ne‘ eccessivamente apodittici. Quello che pare scolpito nella pietra per alcuni potrebbe essere facilmente rimesso totalmente in gioco a seguito della comparsa di un esemplare o di un ritrovamento. questa e‘ la dialettica usata da grandi numismatici esperti medioevisti, bizantini e di monetazione barbarica ove le certezze possono essere ribaltate anche dopo aver preso posizioni in merito su riviste blasonate ( chi ricorda gli articoli che esaltavano il famoso „tremisse di Ariperto con Iffo“ rivelatosi poi un clamoroso falso, che aveva impegnato numismatici di primissimo ordine? questo per dire che posizioni differenti o antitetiche su un certo pezzo o su una certa questione non devono ne‘ suscitare sdegno ne‘ contrarieta‘. Nessuno in questo campo puo‘ chiamarsi sopra gli altri. Ogni numismatico serio - e i piu‘ grandi ( Grierson, Hahn, Metcalf ..) insegnano - si confronta con i propri colleghi seguendo il proprio filo logico e la coerenza delle proprie idee - sapendo molto bene che queste possono essere rimesse in discussione come detto sopra se viene fuori un‘evidenza che le contraddice. inoltre gli studiosi veri lasciano che a parlare siano le loro supposizioni, le proprie ipotesi - sempre formulate come tali e non impartite dall‘alto come verità rivelata / astenendosi dal contestare la persona perche‘ non e‘ d‘accordo con quanto affermiamo. Nei consessi di studio (Congressi, Simposi, Tavole rotonde di stampo scientifico e non solo divulgativo) e‘ questo che viene praticato. Il Forum, la cui utilità e‘ peraltro indiscussa, fa parte dei consessi piu‘ divulgativi e pur ospitando scambi, idee, dibattiti assolutamente interessanti, non si puo‘ pero‘ pretendere che ogni scambio avvenga esattamente con le stesse regole applicate dalla comunita‘ scientifica. Tuttavia in alcuni contesti come il presente con temi altamente specialistici e tanto piu‘ che non toccano tematiche di valore venale, non sarebbe poi male se ci si sforzasse di seguire le stesse modalità/regole applicate nei consessi di studio maggiori tanto piu‘ se gli interlocutori sono di livello e riconosciuti per la loro esperienza.mi scuso con i lettori per questo lungo sproloquio ma proprio perché la discussione e‘ interessante e scientificamente apprezzabile che occorrerebbe fare lo sforzo di mantenerla con la coerenza e le modalità dialettiche applicate nei dibattiti numismatici professionali 😊2 punti
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Interessante "artefatto", tra l'altro c'è anche una sorta di rigatura aggiunta al contorno, presumibilmente eseguita a mano. Chissà se si trattava di una moneta, di cui le incisioni originarie sono perdute del tutto, o piuttosto di un tondello preparato apposta per questo incuso... Ciao, RCAMIL.2 punti
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Approfitto di questa nuova sezione, (era ora :) ) sulla monetazione partenopea per parlare di una moneta, appartenente ad una collezione privata, un po particolare... E’ noto che all’inizio del regno di Filippo IV a Napoli, per un breve periodo, sono state attive, oltre a quella ufficiale che si trovava nel convento di Sant’Agostino, altre due officine di zecca. Una nella cittadina di Torre Annunziata e l’altra presso l’arsenale del porto della città. Per spiegare Il motivo di queste ulteriori officine di zecca bisogna dire che a quei tempi la città fu colpita da una forte carestia dovuta ad una grave carenza di grano. Ciò a causa, oltre che agli scarsi raccolti avuti negli anni precedenti, di un persistente periodo di maltempo che, con continue piogge e mare mosso, ostacolava i rifornimenti della città sia mare che via terra. Pare addirittura che diverse navi da carico, stivate con grano ed altre vettovaglie, destinate ad alleviare la fame ed il malcontento della popolazione, facessero naufragio proprio a causa delle imperverse condizioni metereologiche ed i forti venti di scirocco. Un galeone carico, che dopo varie peripezie, riuscì ad attraccare nella piccola isola di Nisida, a pochi chilometri da Napoli, rallegrò momentaneamente il viceré il cardinale Antonio Zapata che invitò a ringraziare il santo protettore San Gennaro nel Duomo cittadino. Ma per un carico giunto altri furono destinati ad andare persi, causa, oltre il maltempo, le scorrerie di pirati turchi nelle acque del Mediterraneo. Il vicerè poi, per tranquillizzare la popolazione, fece in modo di farsi vedere in giro, ma fu proprio in uno di questi viaggi verso il duomo che si sentì apostrofare, dal popolo scontento, insulti nei propri confronti e lamentele a riguardo alla cattiva moneta circolante. Infatti i napoletani erano convinti che, oltre il problema della carestia, la crisi era dovuta proprio alla monetazione circolante, sempre più tosata ed adulterata. In particolare si riferivano ai mezzi carlini, volgarmente detti zannette o squame di pesce che ormai risultavano quasi totalmente tosati. Per far fronte a questo problema, le autorità delegarono, attraverso sette pubblici banchi, di far giungere a Napoli “tre milioni d’argento di coppella” per la coniazione di nuovi tarì che sarebbero dovuti andare a sostituire la “cattiva moneta”. Ma siccome l’urgenza di nuova moneta era tale da non poter aspettare molto, si iniziarono a coniare i nuovi tarì prima ancora di avere tutto l’argento a disposizione e questa situazione fu il preambolo ad una vera e propria truffa da parte della zecca. Infatti, in considerazione che non poteva essere scambiata la moneta vecchia per quella nuova, nei banchi, ad ogni immissione di “nuova moneta”, nella zecca rientravano un pari numero di monete “nuove” che venivano rifuse in pani e riconiate. In pratica con la stessa quantità di argento si fecero due tornate di coniazioni per far sembrare di aver coniato un numero doppio di pezzi rispetto alla realtà. Scoperto il tutto, i responsabili furono processati, e per timore di sommosse da parte del popolo, si decise di spostare la zecca di Napoli nella città di Torre Annunziata dove tra l’altro fu sperimentato il sistema della coniatura a bilanciere, ma passato il momento di crisi, la zecca fu di nuovo riportata nel convento di Sant’Agostino. Probabilmente fu proprio in questo periodo che si decise di sfruttare anche l’arsenale di Napoli per la produzione di monete, solo che in questa sede le monete prodotte non furono coniate, ma fuse e, probabilmente, l’unica tipologia emessa, sia stata la pubblica del 1622. Questa moneta però, sia a livello estetico che economico, non rispecchiava i canoni, già poco apprezzati, dell’epoca, infatti il processo di fusione non migliorava il risultato finale della moneta, anzi li peggiorava notevolmente rendendo i tondelli irregolari ed i rilievi poco nitidi. 33 mm - 23 g. - P/R 52 Veniamo ora alla moneta presentata. Come si può vedere chiaramente, la moneta risulta ottenuta per fusione e non per “battitura” ed abbiamo al D/ il busto volto a sinistra del re con dietro le sigle del mastro di zecca Michele Cavo MC ed intorno la legenda PHILIPPVS∙D∙G∙1622 mentre al R/ in una ghirlanda d’alloro, su quattro righe, la legenda PVBLI / CA /•/ COMMO / DITAS. Ulteriore particolarità di questa moneta è il suo peso di g 23, nettamente superiore alla media. Infatti, osservando i pesi riportati nelle descrizioni del CNI vol. XX, si può notare che solo in un caso abbiamo una moneta che si avvicina ad esso ed è la n°149, indicata come appartenente alla collezione Catemario, che pesa g 22,07. Purtroppo però il CNI non specifica se si tratta di moneta fusa o coniata. Un peso così alto discosta da quanto affermato dai documenti dell’epoca, infatti le monete di rame dovevano essere coniate per un controvalore di 42 grana per libbra ed addirittura sembra che nella zecca dell’arsenale il “sostituto mastro di banca” Matteo Catuogno ed il suo credenziere maggiore (addetto alla bilancia grande) Giovanni Andrea Russo, per trarne profitto, liberassero monete in rame per un controvalore di 50 grana per libbra di metallo. Quindi in base ai documenti il grano di rame doveva pesare 171 acini, pari a 7,61 grammi e quindi la pubblica presentata, considerata di un valore di 2 grana, sarebbe dovuta pesare 15,22 g, quindi non con un divario di oltre 7 grammi sul peso del nominale, senza poi considerare eventuali speculazioni di zecca. Tutto ciò mi porta ad ipotizzare che questa moneta, insieme ad altre di peso notevolmente maggiore, sia stata tra le prime ad essere emesse, quasi un saggio od una prova prima di affinare le tecniche di fusione per poter rispettare i pesi delle emissioni. A riprova di quanto affermato vi sono i precedenti casi di monete considerate dei multipli del loro nominale proprio a causa del loro peso maggiore. Infatti, senza dimenticare i multipli di cavallo del periodo aragonese, anche durante il regno di Filippo III si riscontrano monete considerate multipli di tornese aventi un peso superiore ai 20 grammi rispetto ai g 5,25 del tornese regolare, e sotto Filippo IV vi sono altri casi di monete considerate multipli di grano a causa del loro peso di molto superiore al dovuto. La caratteristica che accomuna questi multipli è la loro estrema rarità ecco perché a mio avviso sono da considerarsi delle prove o dei saggi di coniazione. Scusate se mi sono dilungato, fedafa.2 punti
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In futuro potresti pentirtene. Quelle monete che hai collezionato con dedizione potrebbero mancarti.1 punto
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Nel mio modesto ed umile io bassa, media, alta, altissima 😄1 punto
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Bellissima moneta Alain!!! Sono veramente difficili da vedere questi quarti di Ludovico, e il tuo è anche molto bello! Io non riesco a vedere il segno di zecca dalla fotografia, ma sicuramente non ci sono solo le crocette... Anche il nome del duca è intero, LVDOVICVS... Io lo classificherei come variante inedita per diversità nelle legende... Controllo sul Traina se c'è qualcosa....1 punto
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Da ex frequentatore di piscine, la "categoria" di piscina si chiama olimpionica; si usa talvolta piscina olimpica nel momento in cui una specifica piscina è stata utilizzata per le olimpiadi (come, ad esempio, lo Stadio Olimpico di Roma o di Torino). Saluti1 punto
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A me le due di destra, sono un pò sfocate e non riesco a capire se sono "dell'elisabetta." Pace all'anima sua. Comunque la moneta è bòna.1 punto
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Grazie @favaldar, ci sei andato molto, molto vicino, il cartellino della casa d'aste riporta SPL + Proverò a fare foto migliori magari con più luce, oggi qui dove mi trovo oggi sembra autunno piovoso. E' anche vero che la moneta luccica molto.1 punto
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GIaC check-in: V e RNA lí = giacche "CK" invernali. Buona serata!1 punto
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La prima è stata utilizzata e ne porta pesantemente i segni, ha realmente svolto il suo ruolo da vera moneta..... la seconda è solo una bullion luccicante.1 punto
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A volte hanno delle debolezze di conio infatti il Gigante la da di 2 classe - debolezze- ma qui non ne vedo l'usura ben poca quasi nulla e sicuramente le foto non rispecchiano la moneta. Alta conservazione sicuro......io direi almeno SPL tranquillo potrebbe e forse è di più ma servirebbero foto migliori o una visione diretta. Comunque andiamo vicino al FDC ma sono sempre un po restio in foto.... Moneta che a me piace moltissimo ed anche con l'argento a questi millesimi in alta conservazione brilla che è una meraviglia.😉1 punto
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Giusto per i più “curiosi” 🤭, in allegato la nota della Direzione Dogane che illustra l’applicazione della nuova aliquota del 5 percento alle monete da collezione acquistate dal collezionista. Avviso nuova aliquota IVA oggetti arte da collezione.pdf1 punto
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Buonasera, l'identificazione è in questo vecchio post 😊1 punto
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Dalle poche informazioni che abbiamo, la presenza a Saragozza di Costante II è testimoniata come certa solo prima della sua nomina ad Augusto, ma la sua presenza in Spagna è nota anche dopo questo avvenimento, benché nulla sia noto del suo tragitto. Tarraco era una città certamente strategica, è almeno fino all'Usurpazione di Massimo, proprio a Tarraco c'era una base politica forte legata a Costantino III tramite Geronzio, che poi però si ribellò. Se non abbiamo quindi il binomio certo di Costante II a Saragozza durante la possibile coniazione dei pezzi qua citati, sappiamo però che Massimo a Tarraco fu certamente nominato Augusto, e che questa parte della Spagna fu interessata da fatti che coinvolsero entrambi i nostri "imputati"1 punto
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proseguo con qualche info a mio avviso utile Già nel 1994, l'uscita del RIC X, a Kent qualcosa non tornava rispetto alle emissioni di Costante II con la marca SMTR.... e Kent allora non conosceva nessuna moneta SMCS ovviamente ... a pg. 147 del RIC scriveva infatti: "I pezzi molto rari a nome di Constante II devono essere stati coniati come un’emissione del tutto separata da quelli di suo padre, presumibilmente come una sorta di donativo piuttosto limitato, al momento della sua proclamazione ad Augusto. Presentano la stessa legenda e lo stesso tipo generale, con lo schienale del trono di Roma visibile e la corazza rappresentata in modo realistico. Tuttavia, la corazza e il drappeggio di Roma sono disegnati in maniera del tutto diversa, e il segno di zecca è SMTR."1 punto
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Devo ancora vedere un 5 lire 1901 originale trovato in un cassetto del nonno... Arka # slow numismatics1 punto
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buona fortuna anche io ti consiglio come detto da @fapetri2001 di far partire le proposte da "sponsor" più forti ... comune, associazioni e se esiste un potenziale comitato dei festeggiamenti. inoltre è bene dare un riferimento con il quale relazionarsi eventualmente per realizzare tutto quello che necessità l' emissione, dal bozzetto ai prodotti di poste ecc con le autorizzazioni varie io come circolo ho avuto occasione di relazionarmi in passato per alcuni francobolli emessi, ogni anno di fatto proponiamo anche noi qualcosa ma non sempre va a buon fine... mi auguro comunque che almeno a livello marcofilo un annullo dedicato ci possa uscire, questo è molto più facile un saluto1 punto
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interessante imitativa a occhio direi che imita le monete di Arcadio/Onorio/Teodosio II con i tre imperatori stanti al rovescio ciao1 punto
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Aggiungo questa ex-moneta da 5 centesimi di euro, presumo austriaca, data indefinita, trovata ieri, mentre tentavo di attraversare un incrocio stradale1 punto
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Ciao dovrebbe essere questo asse di Augusto RIC I AUGUSTUS 382 https://it.numista.com/catalogue/pieces247863.html1 punto
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A tue spese, per fortuna su una moneta dal minimo valore, hai scoperto che la pulizia, o la lucidatura, non vanno fatte (il risultato è stato il rovinare irrimediabilmente la moneta). Si fanno solo in casi molto particolari e solo se si è in grado di farlo. La norma è che le monete non si puliscono (il resto è eccezione)1 punto
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@Fab-_90 è una moneta molto comune, quindi non è un problema, ma la pulizia delle monete per alcuni è un abominio, in quanto " ne cancelli la storia" e la patina.. Comunque è sufficiente acqua e sapone neutro1 punto
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Bellissimo esemplare @Alan Sinclair, questi Kreuzer sono sempre monetine simpatiche. Mi permetto di aggiungere che, oltre alla "venetizzazione" della scritta SCHEIDEMÜNZE in schei, i miei conterranei del XIX secolo hanno storpiato anche altre diciture presenti sulle monete austriache: il termine “franchi”, per esempio, non deriva dal nome della valuta francese, ma bensì dalla storpiatura del nome dell'Imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo-Lorena che sulle legende delle monete era abbreviato in FRANC IOS, da cui deriva il popolare “franco” per indicare la moneta in generale, "Esser sensa un franco" significa essere senza soldi. Inoltre, quando iniziarono a circolare i primi pezzi da 20 Kreuzer austriaci sul suolo del neonato Regno Lombardo-Veneto, la parola tedesca zwanzig kreuzer, venti kreuzer, troppo "crucca" per noi veneti, venne storpiata in "svansica". Negli anni '90, qui dalle mie parti, "avere sento svansiche" era una maniera popolare per dire avere 100 Lire o avere un po' di soldi in generale. In Lombardia, per esempio, la parola svanzica ha sempre identificato le monete da 20 Kreuzer. Buon pomeriggio!1 punto
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Personalmente ritengo che il tallero di zecca Venezia seppur malconcio e in bassissima conservazione rimanga un oggetto storico di maggior interesse che un normale riconio senza storia coniato nei giorni nostri con valore bullion dalla zecca di Vienna. I talleri di zecca Venezia e Milano sono a mio avviso tutti collezionabili, sono monete rare e interessanti anche da studiare.1 punto
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Salve Nonostante la conservazione, è di gran lunga più interessante e raro quello a sinistra, che è un tallero di zecca Venezia dell'ultimo tipo (1840-1866). https://www.theresia.name/cgi-bin/Token.cgi?Item=H41a (più precisamente un H41) Il tallero a destra vale l'argento contenuto ed è un riconio viennese recentissimo (post 1986). L'unghia della zampa destra è lunga e la piuma che sporge della coda singola. Talleri assolutamente identici a questo li coniano ancora adesso alla zecca di Vienna con un prezzo di 27/28€ per quel che ricordo. (è un banalissimo H62 https://www.theresia.name/cgi-bin/Token.cgi?Item=H62)1 punto
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Belle foto, bella moneta, assai godibile! Per me un bello Spl, con patina che sembrerebbe intatta. Mettila nel monetiere di legno e velluto, e con il suo tempo, vedrai come diventerà ancora più bella!1 punto
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Buon pomeriggio @Baylon hai detto bene, è proprio quella del III conio. Molto bella1 punto
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Ma perchè tanta apprensione in questa discussione? Son passato solamente 2 settimane dalla riapertura e qualcuno ha anche già ricevuto le monete, state tranquilli che le monete arriveranno a tutti, non è Amazon prime!1 punto
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Si chiamano utili speculazioni, utili sempre per qualcuno ovviamente.. poi o sono accadute casualmente oppure architettare cio' non cambia. La vera filatelia e' altro..non e' il Gronchi rosa.1 punto
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Premesso che mi sto appena cimentando con i falsi.. e premesso che le foto sono pessime.. a me sembra buona.. ma aspetta pareri più autorevoli.. se non buona chiedo per favore di dirmi da cosa lo dovrei capire1 punto
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Sembra riproduzione - servirebbero foto migliori e peso. È una moneta molto rara e ogni esemplare ha un solido pedigree.. difficile che sbuchi dal nulla1 punto
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Salve, condivido sterlina 2022 con effige di Carlo III d’Inghilterra - appena arrivata. Che strano non avere più regina Elisabetta sulla sterlina1 punto
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