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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/24/25 in tutte le aree
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Buon Pomeriggio a Tutti, oggi condivido questo 20 kreuzer del 1765 di recente acquisto, zecca BP per Kremnika (Kremnitz Slovacchia), SK e PD sono le iniziali degli incisori/monetieri. Si tratta di una moneta coniata nell'ultimo anno di regno di Francesco I° di Lorena che era il consorte della Regina Maria Teresa d'Austria. La coppia che si unì in matrimonio a Vienna nel 1736 ebbe ben 16 figli, tra questi 2 futuri imperatori d'Austria - Giuseppe II° e Leopoldo II°, Maria Antonietta futura Regina di Francia e la Regina Maria Carolina di Napoli, moglie di Ferdinando IV° di Napoli e III° di Sicilia. Certamente non poco. Grazie per l'attenzione.6 punti
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Buonasera, Volevo condividere questo esemplare di una 5 lire del 1926. La patina che ha preso nel monetiere, dopo circa sette mesi, è a dir poco bellissima, almeno per i miei gusti. Da un grigio chiaro è passata ad uno più scuro che ha esaltato tutti i dettagli. Vorrei avere il vostro parere sulla conservazione ed eventualmente una valutazione. Grazie mille Atexano5 punti
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Per un po’ , ultimo arrivo. Consumata ma l’ho trovata piacevole e nelle mie corde.3 punti
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3 punti
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...e come tradizione qualche foto della bella e interessante serata3 punti
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Pinzette filateliche, bicarbonato di sodio che solitamente e' usato in cucina, due bottiglie vuote di plastica dell' acqua minerale che taglierai alla base per formare un contenitore..... .... in questo modo.. uno di questi contenitori verra' riempito a metà di acqua tiepida e verra' aggiunto un generoso cucchiaino di bicarbonato di sodio.. col cucchiaino girare affinché il bicarbonato non si scioglie ... .... nell' altro contenitore mettere dell' acqua fredda per il risciacquo. A questo punto con le pinzette prendere il Francobollo e metterlo a bagno muovendolo ogni tanto con la pinzetta all' interno del contenitore e poi lasciarlo a bagno, usare lo stesso bagnetto per quattro o cinque francobolli alla volta. Ricordo che i francobolli nuovi con questa operazione perderanno la gomma = colla irreparabilmente !!! Pertanto decidi tu quale materiale lavare consapevole di quanto sopra. Lasciare i Francobolli nel bagnetto per 10/15 minuti non di piu', poi ovviamente sempre con le pinzette tirarli fuori uno alla volta e uno alla volta sempre tenuto con la pinzetta risciacquarlo nel contenitore con l' acqua fredda pulita, .... dopodiché depositare il Francobollo su un panno di cotone pulito che si è preventivamente preparato su un tavolo, .... girarli dietro fronte ogni tanto e lasciarli sul panno di cotone anche due o tre ore ad asciugare all' aria, non usare sole o fonti di calore altrimenti i francobolli si arriccieranno, ...... dopodiché prendere un foglio di carta da forno o carta oleata dove metteremo i francobolli chiudendoli a libro... e metteremo il tutto in mezzo ad un elenco del telefono ( lo so che non esistono piu' ma io li ho tenuti per questo lavoro perché pesanti) o un librone pesante.. fino al giorno successivo quando i nostri francobolli saranno asciutti, stirati, lavati e disinfettati, ..e saranno pronti per un nuovo raccoglitore. Questo il primo step per combattere la ruggine, se le macchie non saranno sparite completamente passeremo ad un trattamento un po' più invasivo, .. ma credo che per il momento il bagnetto con bicarbonato sia sufficiente. Ovviamente per questo lavoro ci vuole un minimo di abilità, quindi inizia con materiale comune di poco valore, .. sia chiaro, declino pubblicamente ogni responsabilità nel caso di danni al materiale !!! I miei sono consigli e rimangono consigli.3 punti
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Carissimi, con grande soddisfazione vi segnalo l'uscita del volume n. 4 della rivista Kalkas, da questo numero anche in modalità open access (https://www.kalkas.it/). Il volume in questione è dedicato al collezionismo storico e contiene due saggi di Numismatica. Buona lettura e buon weekend a tutti!2 punti
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Come giustamente riportato da PostOffice non può esserlo perchè non è un cosiddetto "prodotto correlato" ad una emissione filatelica. In ambito marcofilo la tua cartolina appartiene alla categoria "manifestazioni locali", in cui chiunque intenda promuovere commemorazioni piuttosto che eventi socio-culturali o quant'altro, può richiedere il "Servizio Filatelico Temporaneo con Annullo Speciale", il quale potrà essere utilizzato per quegli appassionati che desidereranno avere un ricordo "filatelico" dell'evento a cui hanno partecipato. E' davvero bella la tua cartolina, conservala con cura2 punti
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La moneta è autentica ed in mano è più carina che in foto. L'immagine è del venditore che l'aveva alcuni anni fa (si trova ancora online) ma l'esemplare non è in vendita ed è da tempo nella mia collezione, per questo ti chiedevo la provenienza delle foto.2 punti
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Ho il piacere di comunicare la pubblicazione de "Le monete della Serenissima il 16° secolo" Il libro, in modo simile ai precedenti della stessa serie, in 280 pagine esamina le coniazioni dogali da L. Loredan a P. Cicogna N. B.: come sempre le novità non mancano😉2 punti
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Tranquillo, ti ringrazio ma io faccio solo Ferdinando II , il migliore dei Borbone 😂. Lo facevo pure io con i cd e anche con i fumetti (ne prendevo uno da leggere e uno da tenere immacolato) menomale che ho smesso 😂.2 punti
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Grazie Antonio per la bella ed interessantisima conferenza su un argomento che, in tutta sincerità, non avrei mai pensato di trovare così affascinante. Il tuo modo di esporre e di spiegare, anche ad un profano come me, fa veramente capire quanto studio e quanta ricerca di documentazione ci sia da parte tua che ti consente anche di trasmettere a tutti la tua passione. Grazie anche al CCNM che fa venire voglia che sia già ora della prossima conferenza.2 punti
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Le 34enni hanno una marcia in più. Questa in particolare la stavo prendendo io ma poi ho temporeggiato ed eccola qui, il prezzo era ottimo, sei stato bravo! Ciao didrachm, per me è una I, se fosse stata una H vedremmo anche l'altra astina. Saluto tutti. Raffaele.2 punti
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Complimenti a Antonio, relazione entusiasmante anche per me che non mastico le papali 💪🏾2 punti
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Tecnicamente sono scorie all' interno della lega metallica che poi si dissolvono a causa del calore causato dal processo di fusione lasciando dei "vuoti" quando la lega si raffredda,a volte queste carie le troviamo anche sul dritto o sul rovescio o addirittura su ambedue le facce,lo stesso problema si riscontra anche nei 10 tornesi di Ferdinando II di Borbone nei primi anni di regno...2 punti
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Salve Rufilius,a parte una rimaneggiatura di conio possibile ab antiquo,io propendo su una invenzione di chi ha abbassato i campi e non sapeva come erano in origine in quanto consunti.mia modesta opinione2 punti
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Buonasera a tutti, la mia assenza dal forum e dal mondo “attivo” della numismatica ormai si prolunga da molto tempo, ahimè tra impegni, contrattempi e problemi di varia natura mi sono per così dire preso una pausa forzata, pur non abbandonando mai l’interesse per la materia… e qualche sporadico acquistino :angel: . Non sempre le cose vanno come ci aspettiamo, e ancora adesso non so per quanto durerà questa (voluta e desiderata da tempo) “full immersion” di numismatica… In ogni modo, come potrei non riaffacciarmi al forum con una discussione che miri ad affrontare un tema di mio interesse quale la zecca di Cremona? Ebbene, dopo essermi letto pagine e pagine di discussioni che mi ero perso, con la presente vorrei iniziare ad affrontare (e magari approfondire grazie al vostro imprescindibile aiuto) alcuni aspetti della monetazione medioevale di Cremona con la scusa di un paio di varianti che (credo) di aver racimolato (esigui budget permettendo). Ovviamente il mio intervento non vuole che essere una “spolverata” generale dell’argomento, specie considerando che non ho tra le mani il libro completo del Fenti, bensì varie sue pubblicazioni più arretrate (e quindi anche più lacunose). Ho letto discussioni molto interessanti e approfondite quali “Denari di Pavia”, “I denari dei Visconti” o ancora “Denari minuti di Genova”… ebbene, mi son detto, perché non fare anche qualcosa su Cremona? La mia, ovviamente, più che una proposta è un’idea nata dal fatto che non è per nulla facile reperire chiare e concise notizie e informazioni su questa monetazione, e credo che una discussione di questo genere potrebbe (se riscuote il vostro interesse ovviamente) venire utile tanto a noi quanto a chiunque altro potrebbe avere a che fare con questa zecca non comune. Difficile se non impossibile stabilire ora come ora un valido schema di sviluppo, non ho né i testi adatti né il tempo necessario. Per questo ho scelto di partire dal periodo comunale (1155-1330), ed in particolare da quelle che credo essere le monete più comuni della storia monetale di Cremona: i mezzanini (sempre se tali possono chiamarsi) con le stelle. Qui già sorge la mia prima impreparazione (o forse dovrei dire incomprensione dovuta a testi non aggiornati) e che spero i vostri approfonditi interventi possano colmare. Nella pubblicazione del 1983 il Fenti parla, rimanendo tra le monete con le stelle, di: - grosso con due stelle nella croce: Ø 22 mm - Peso 1,78 g - denaro imperiale con le stelle: Ø 17/18 mm - Peso 0,845 g - mezzanino con le stelle: Ø 16/17 mm - Peso 0,68 g - cremonese o medaglia con le stelle: Ø 13/14 mm - Peso 0,346 g Tralasciando per ora l’aspetto più prettamente storico circa la corretta attribuzione dei suddetti nomi, posso senza dubbi accettare la prima e l’ultima tipologia ben distinguibili nel gruppo delle monete “stellate”, mentre sono estremamente confuso sulle intermedie. Sempre sottolineando che non ho materiale più aggiornato (e che potrebbe smentire questi dati), mi trovo abbastanza scettico a pensare che, nella normale variabilità di dette monete, 1 solo mm in Ø e 0,2 g (!!) in fatto di peso possano visibilmente separare due nominali :mega_shok: . Il testo poi è estremamente conciso, il che non fa altro che incrementare la mia confusione al riguardo. Sono distinguibili? Se sì, come facevano all’epoca per distinguerle se (forse per mia ingenuità) credo che simili differenze siano rilevabili solamente con apparecchiature scientifiche e credo difficilmente nelle quotidiane mansioni commerciali dell'epoca? Non potrebbe trattarsi di una normale variabilità “intra-nominale”? Oppure una semplice decrescita che si è registrata negli anni-secoli? Personalmente credo siano indistinguibili denaro imperiale e mezzanino e inizio affrontando la materia con tale pregiudizio (infondato, lo so, ma per mia cocciutaggine non riesco a levarmelo :crazy: ). Questo è un punto cardine che spero mi sappiate chiarire. Grazie Come dicevo più in alto, non inizio di certo mosso da dotte ed approfondite ricerche in merito, bensì da un piccolo “censimento” di varietà che mi è stato possibile vedere. In merito mi interesserebbe sapere un vostro giudizio-parere, se son note tutte, se ve ne sono altre e poi chissà.. magari avviare una discussione a più ampio raggio sul tema “Il periodo comunale di Cremona”, spostarci di volta in volta con ordine, al grosso e al cremonese con le stelle, poi alla serie coi bisanti, agli scodellati, alla serie con la ƒ… sempre se può funzionare l’idea, si intenda. Dalla fine dell’autonomia comunale in poi, credo che un po’ per rarità dei pezzi e un po’ per poca chiarezza al riguardo sia meglio posticipare per concentrarci ora sul Comune (già tutto tranne che limpido direi). Beh, perdonate il ritorno un po’, come dire, impetuoso :rofl: e se ho messo tanta carne al fuoco…. ma un po’ era da tempo che ci ragionavo su, poi la voglia di approfondire e conoscere, fin che si ha modo e tempo…. era troppa!1 punto
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Il 30 maggio 1853 una celebrazione solenne accompagnò la posa della prima pietra del secondo Arsenale del Lloyd Austriaco, vero e proprio cantiere di costruzioni e di riparazioni navali, sulla spiaggia di Sant’Andrea a Trieste, alla presenza dell’arciduca Ferdinando Massimiliano e di numerosissime autorità. Il primo Arsenale, in attività dal 1836 al 1850, si limitava alla costruzione ed alla riparazione delle macchine per gli scafi costruiti nei cantieri cittadini. La cassetta ed il suo contenuto andarono “dimenticati” per più di cent’anni fino al 17 febbraio 1955 quando nel corso dei lavori per la costruzione del nuovo bacino di carenaggio, a breve distanza dalla Torre del Lloyd, degli operai portarono alla luce una lapide e la cassetta, il cui contenuto era composto da: una pergamena, una piastra di bronzo, due medaglie coniate appositamente a ricordo della cerimonia, la medaglia coniata a ricordo dello sventato attentato all’Imperatore, un vasetto di vetro contenente alcune monete coniate nel quinquennio di regno di Francesco Giuseppe e un libretto, stampato dallo stabilimento artistico dello stesso Lloyd1 punto
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Nel variopinto mondo dei monogrammi della repubblica romana ne esistono alcuni ai quali risulta difficile collegare un personaggio mitico o un piu' semplice Magistrato , si va quindi per supposizioni cercando tra i passi scritti degli storici i probabili collegamenti tra monogramma e personaggio . Uno di questi monogrammi , diciamo misteriosi , e' il PT o TP , al quale riesce piuttosto difficile collegare il nome del personaggio di riferimento . Provo a collegare a questo monogramma il personaggio Publio Baebio Tamphilo , ma chi era costui , nel caso fosse lui ? La strada della memoria che mi porterebbe a collegare PT al suddetto personaggio e' vaga , infatti non ricordo bene a sola memoria ed ora non ho sottomano i testi per la verifica , se la notizia provenga da Tito Livio (ab Urbe condida) o da Dionigi di Alicarnasso (Antichita' romane) o da Plutarco (Vite parallele) o da altro storico antico della repubblica romana . Chiunque sia lo storico il passo e' questo : Sotto il consolato di P. Cornelio e P. Bebio Tamfilo , in un terreno di L. Petilio , alle falde del Gianicolo , furono rinvenute delle antiche arche (cassa , sacello , tomba) di pietra . Letto che in un' iscrizione posta sulla prima delle due arche era indicato che c' era il corpo di Numa Pompilio , mentre nella seconda arca erano stati nascosti sette libri latini sul tema delle leggi dei Pontefici , ed altrettanti libri ma scritti in lingua Greca sul tema di una materia straniera , i libri latini vennero conservati per volontà del Senato , invece il Pretore Q. Petilio bruciò quelli Greci , tramite i Vittimari , uomini che erano gli addetti al sacrificio e che avevano il compito di condurre la vittima all’ ara e ucciderla estraendone quindi le viscere , in base a queste e sul modo in cui si presentavano , gli aruspici , cioe' i Sacerdoti , emettevano un giudizio se favorevole o contrario alla comunita' o al comandante in caso di guerra , o nel caso di prodigi . Quindi dopo aver allestito un rogo al cospetto del popolo , dal momento che aveva dichiarato che essi sarebbero stati di danno alla città , quei libri greci vennero bruciati . Dopo che il duumviro M. Atilio , dopo essere stato corrotto , aveva dato a Petronio Sabino affinché lo ricopiasse un libro affidato alla sua custodia e contenente i segreti dei rituali sacri , il re Tarquinio ordinò che quello , dopo essere stato messo in un sacco , venisse gettato in mare ; molto tempo dopo per mezzo di una legge , lo stesso genere di supplizio venne usato verso i parricidi , perché la violazione dei genitori e degli dèi doveva essere eseguita con la medesima punizione . Ora letta questa storia sarebbe assurdo pensare che il P(ublio) Baebio Tamphilo sia il personaggio di questa storia il cui monogramma compare nell' Asse , al tempo di questa storia leggendaria la “moneta” di Roma era forse l' AES rude , non certamente il bronzo coniato . E' probabile , ma impossibile dimostrarlo , che un antico discendente della Gens Baebia , forse il Console nel 182 a.C. e precedentemente Pretore nel 199 a.C. , Cneo Baebio Tamphilo , oppure suo figlio con lo stesso prenome e cognome del padre Console , i cui soprannomi o cognomi erano rimasti invariati fin dalla remota antichita' : Tamphilo , vollero ricordare il loro antenato comune Publio Baebio Tamphilo tramite il monogramma PT o TP, a ricordo di quei fatti leggendari risalenti all' eta' regia . Quasi tutti i passi della storia sopra narrata , di cui non ricordo la sorgente , provengono dal sito : https://www.bing.com/ck/a?!&&p=4ea2230805fcb1f1a31269736e3396abc290cf2c4b1997dc69a376322bbb1f16JmltdHM9MTc1ODU4NTYwMA&ptn=3&ver=2&hsh=4&fclid=0fc354c2-4a46-699f-259b-42e34b31682d&psq=Publio+Baebio+Tamphilo&u=a1aHR0cHM6Ly93d3cuc2t1b2xhc3ByaW50Lml0L2xpYnJvLWxhdGluby90YW50dWNjaS1wbHVzL3AtY29ybmVsaW8tYmFlYmlvLXRhbXBoaWxvLWNvbnN1bGlidXMtaW4tYWdyby1sLXBldGlsaS1zdWItaWFuaWN1bG8tYXJjYWUtYW50aXF1YWUtbGFwaWRlYWUtcmVwZXJ0YWUtc3VudC1MXzk2NTMyLmh0bWw Allego un mio Asse con il monogramma PT o TP a secondo di come lo si vuol leggere , personalmente penserei piu' a leggerlo come PT , ma e' solo una personale opinione derivante da quanto esposto . Pesa 36,6 grammi ed e' un Cr.177/11 punto
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Arriverà prima Alberto in bicicletta. Giovanni impiega 16 unità temporali per la prima metà del percorso e 1 unità temporale per la seconda metà, per 17 totali. Alberto impiega 16 unità temporali. Vincono entrambi perché usano forme di mobilità sostenibile! Saluti1 punto
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E' uno dei regni anglo-sassoni di Britannia : tornato indipendente dopo la sottomissione da parte di Offa, é conquistato dai vichinghi danesi che ne sconfissero ed uccisero il re Edmondo, poi canonizzato . E' forse battuto in Ipswich, un " rare " esemplare di penny con al diritto monogramma e leggenda ed al rovescio croce e leggenda . Sarà il 31 Maggio in vendita LeuNum. 18 al n. 1008 .1 punto
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Salve,qui da noi per ciondolo si intende qualcosa di falso,se poi ho urtato la suscettibilità di qualcuno arricchendo la discussione,mi scuso non accadrà più1 punto
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Fantastico, @littleEvil! Hai fatto ancora più luce sulla storia di questa busta! Grazie al tuo input ho cercato online e questo Kurt Mockel è addirittura sulla wikipedia tedesca. Non certo un esempio fulgido però, avendo fatto parte delle SS... Riporto la traduzione da wikipedia, con l'aiuto del traduttore automatico "Kurt Möckel (19 luglio 1901 a Zwickau; † 22 giugno 1992 a Johannesburg ) è stato un chimico e imprenditore tedesco. Era figlio del chimico Richard Möckel, proprietario di una fabbrica chimica a Schedewitz , vicino a Zwickau, che ospitò Adolf Hitler in diverse occasioni. Sua madre era Christine Sophie, nata Dulheuer, di Lisbona . Kurt Möckel seguì le orme del padre, divenne anch'egli chimico e possedeva una fabbrica chimica a Zwickau. Nel 1938 conseguì il dottorato presso l' Università di Lipsia . La sua tesi, intitolata " L'importanza delle esportazioni per l'industria sassone" , fu pubblicata nel numero 1 della nuova serie "L'area economica sassone" . La sua fabbrica divenne nota per la produzione di smalti per l'industria ceramica. Möckel si unì al Partito Nazista ( NSDAP) il 1° settembre 1931 (numero di iscrizione 639.323) e si unì anche alle SS . Nel 1932, fu uno dei co-fondatori della sezione sud-occidentale dell'NSDAP, con uffici in tutto il paese. La sezione sud-occidentale dell'NSDAP godeva di un livello di sostegno tra i tedeschi etnici relativamente simile a quello del Reich tedesco, tanto che l'amministrazione del Mandato sudafricano si sentì costretta a vietare nuovamente il partito nel 1934. Come SS-Unterscharführer, Möckel finì nei guai nel 1941/42 dopo aver diffuso voci su una presunta relazione tra l'SS-Obergruppenführer e il generale delle Waffen-SS Karl Wolff e una donna ebrea. Dopo il 1945, la nuova amministrazione distrettuale MfS a Karl-Marx-Stadt raccolse informazioni biografiche su Möckel. Nel 1970, nella RDT, pubblicò l'opera Confronto delle prestazioni economico-culturali, una forma di concorrenza pubblica, presso la casa editrice Tribüne." Christine Mockel era quindi la madre di Kurt Mockel. Qui invece una nota sulla Scuola Coloniale Tedesca, sempre da wikipedia tedesca: “La Scuola Coloniale Tedesca per l'Agricoltura, il Commercio e l'Industria fu fondata il 23 maggio 1898, sotto il patrocinio e la presidenza del Principe Guglielmo di Wied, nel suo Castello di Neuwied, come società a responsabilità limitata. La Scuola Coloniale Tedesca fu chiusa nel 1944 e dal 1957 ha continuato la sua attività come Istituto Tedesco per l'Agricoltura Tropicale e Subtropicale”:1 punto
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Sarà un bel contendere alla prossima asta Ranieri su questo esemplare del 1734.1 punto
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Scusate!! Ho verificato ma non riesco a leggere nessuna lettera sia bagnando che pulendo ulteriormente. Ale75 per me quella che hai postato non mi sembra coerente anche perché per me il braccio dx del personaggio e più alto e la sagoma del profilo inferiore del collo sull'altra faccia mi sembra differente. La figura che vedo è quella che ho disegnato sulla moneta e potrebbe essere seduta oppure no. Per me per quanto riesco a vedere la moneta è molto più simile all'Antonino che ho postato sia per quanto riguarda il volto che la figura pesi e dimensioni ma come avete detto la moneta di Antonino Pio è da tondello. Poi ovviamente vista l'usura presente a volte si interpreta più che vedere. Per quella postata da Pino per me vale lo stesso criterio che ho detto per quella di Ale75. Purtroppo altro non posso aggiungere per facilitare l'identificazione della moneta. Naturalmente queste sono le mie interpretazioni ma non sono un esperto. Grazie e scusate1 punto
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Ad Amiternum sono emersi la tomba di un neonato, un mosaico e muri di fondazione Nell’antica città sabina, che diede i natali a Sallustio, le ultime ricerche si sono concentrate sull’anfiteatro e sulla «domus a peristilio» Nel corso della prima campagna di scavo promossa dal Museo Nazionale d'Abruzzo dell'Aquila (Munda) al parco archeologico di Amiternum, situato presso San Vittorino e Preturo, frazioni del capoluogo regionale abruzzese, è stata rinvenuta una tomba con resti scheletrici di un neonato, oltre a frammenti di un pavimento a mosaico e alcune parti di muro di fondazione di edifici. L’antica città di Amiternum precedette di molto l’epoca romana: era uno dei principali centri dei Sabini, importante snodo commerciale tra il Tirreno e l’Adriatico. Venne conquistata dai Romani nel 290 a.C., e nel 268 a.C. acquisì lo «status» di «praefectura», e crebbe fino a contare decine di migliaia di abitanti. Nota anche per aver dato i natali allo storico Sallustio, fu sede di diocesi insieme con le città di Forcona e Pitinum. Dal V secolo d.C. in poi, andò incontro a un declino irreversibile, per poi scomparire nel XIII secolo. Le ricerche, effettuate grazie a un fondo della Direzione generale Musei del ministero della Cultura, si sono concentrate sull’anfiteatro dell’antica città romana e sulla cosiddetta «domus a peristilio», con l’obiettivo di ottenere una maggiore comprensione della storia e funzionalità di due monumenti importanti ma ancora poco conosciuti. Sono stati compiuti due saggi di scavo stratigrafico e attività di documentazione e rilievo, lavaggio, siglatura e pre-catalogazione dei reperti. Nella «domus a peristilio» sono stati individuati tre ambienti, due dei quali con pavimenti a mosaico. L'edificio, strutturato intorno a un’ampia corte rettangolare, presenta ambienti di varie dimensioni, decorati con mosaici e intonaci policromi. Nello spazio tra l’anfiteatro (datato dagli studiosi alla seconda metà del I secolo d.C.) e la domus sono emersi i muri di fondazione di entrambi gli edifici. In questa zona è poi stata rinvenuta la tomba di un neonato. I risultati dello scavo sono stati presentati in una conferenza stampa al Parco archeologico. «I dati acquisiti, ha detto nella circostanza Federica Zalabra, direttrice del Munda, ci permettono di comprendere meglio la cronologia, i rapporti e le dinamiche tra i due monumenti e ci confortano sul fatto che altre future campagne di scavo consentiranno di avere un quadro completo dei monumenti, estendendo gli scavi e offrendo ai visitatori del Parco la possibilità di vedere quanto scoperto dagli archeologi». https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Ad-Amiternum-sono-emersi-la-tomba-di-un-neonato-un-mosaico-e-muri-di-fondazione1 punto
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Ma che bella! Complimenti mi piace molto, usura omogenea, patina pure. Una bellissima moneta settecentesca.1 punto
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Entrambe le monete sono tra gli zecchini più belli esitati in Nomisma 74 (e ce n'erano tanti di notevoli), in particolare quello di Francesco Morosini che abbina ad un magnifico metallo una splendida rappresentazione manieristica del Cristo entro mandorla, particolarmente godibile per l'ottima impressione!1 punto
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Nome: Christine Möckel Città: Zwickau i. Sa. (Zwickau in Sassonia) Via e numero civico: Breithauptstr. 3 ===================== Associazione "Vecchi Signori" della Scuola Coloniale Tedesca. Kurt Möckel: il padre? il marito? Elenco dei beni culturali: Villa con recinzione – Breithauptstraße 3 / 1900–1901 Villa in mattoni rossi in stile Liberty, originariamente residenza di un industriale con fabbrica retrostante. Facciata decorata con finestre in vetro piombato e dettagli architettonici raffinati, tra cui bow-window e colonne in arenaria. Interni ben conservati con boiserie, soffitti in stucco, parquet e porte originali. ==================== adesso manca solo più sapere chi era "Hilde Hofmann" che ha consegnato la lettera in posta. ==================== njk1 punto
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Buongiorno ragazzi, questa lettera indirizzata a Palermo, riporta francobolli e timbri che io non so spiegare. Per esempio sulla parte dell'indirizzo c'è un espresso da 50 centesimi con timbro irriconoscibile, mentre sulla parte alta a destra c'è un timbro che parrebbe essere di Menfi. Sulla parte posteriore della busta, 2 francobolli messi a mo di chiudilettera e 3 timbri diversi, uno di Menfi, uno che non si capisce (Palermo?) e uno di Trapani. Quest'ultimo che c'entra? Spero nel vostro aiuto come sempre. Grazie Parte posteriore1 punto
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Uuh che bella... Lettera espresso in perfetta tariffa 75c con espresso 50c rosso emissione maggio 1920 + 20c arancione tipo Michetti volto a dx emissione del 1916 + 5c verde Leoni emissione del 1906 sempre bello. Annulli di partenza di Menfi con il frazionario 29-25 del 16.10.1920.. ... annullo di transito di Trapani del 16.10.1920, la via di posta da Melfi a Palermo all' epoca era via Marsala>Trapani>Palermo percorreva la litoranea e non era diretta passando per l' entroterra. Non abbiamo l' annullo di arrivo a Palermo ma essendo la missiva espressa fu consegnata quasi sicuramente lo stesso giorno, il servizio espresso in quell' epoca consegnava anche dopo il tramonto. La busta e' di valore, vi e' una quotazione di catalogo di 20€ per il 50c espresso e di 25€ per il Michetti da 20c. + 2€ il 5c Leoni + gli annulli. L' espresso e' indirizzato in via Principe di Belmonte n.17 a Palermo, all' epoca come oggi il salotto buono della città, il cognome Bilello e' tipico della città ma purtroppo non ho trovato nulla in merito. AFFRANCATURA DI VALORE oltre che bella nell' insieme.1 punto
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Se non ricordo male questo è un conio del 55...a me ancora manca. Un saluto Raffaele. PS: mi riferisco alle prime due immagini postate.1 punto
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Spero per farne tesoro specialmente dei consigli di Pxcaesar,vero appassionato😊1 punto
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Salve Una cartolina con quelche parola "a scritte incrociate" 😃 Chi mi sa fornir qualche info in piú? Grazie1 punto
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Ciao a tutti, in un'altra discussione mi avevano consigliato di postare qui questo argento come un "orrore" - ERESIA! a parte il R un po' liscio, tutto sommato è ancora un qualcosa da conservare con riguardo ed in effetti è finita in buona compagnia. Guardacaso, proprio nello stesso lotto c'era un altro oggetto che si merita una citazione in questo luogo: Credo 10 Pfennig 1921 di Wilhelm II la composizione in zinco placcato alluminio spiegherebbe il degrado ed il diametro di ca. 20mm è compatibile. Qui due foto con più contrasto per poter meglio decifrare i dettagli. Sperando di non aver deluso le aspettative, Njk1 punto
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Buonasera a tutti, girovagando per un mercatino mi sono imbattuto in un banchetto con un centinaio di buste a poco prezzo. Mosso dalla curiosità (alimentata dalla lettura di questa sezione 😁) mi sono messo a spulciarle e ho trovato tre buste che mi sono sembrate interessanti. Ve le propongo per avere qualche delucidazione filatelica. La prima, come da oggetto, è una busta (teoricamente) FDC della Repubblica Araba Unita. Teoricamente perché non ho trovato notizie di una commemorazione in tale data (la fondazione dovrebbe essere avvenuta il 1 febbraio 1958 (come scritto anche sui francobolli), ma la data commemorata dalla busta è il 22 marzo 1958. Qualcuno sa a cosa faccia riferimento? Mi piace lo stemma con le bandiere di Siria e quella (co-ufficiale) dell'Egitto. Presumo che i due personaggi al centro siano i due presidenti. Su internet ho trovato solo due siti (di cui uno era la baia) e per entrambi era stata venduta (non solo proposta) a 85 e a 68 euro... Non credo li valga, ma in ogni caso è stato un acquisto interessante sulla storia di quel periodo. I francobolli dovrebbero infatti essere comuni, ma sono comunque molto belli, rappresentanti le due nazioni unite. Ogni osservazione è gradita. Posterò a breve anche gli altri due acquisti Saluti Regium1 punto
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DE GREGE EPICURI La "associazione" non è nè il CCNM, nè la SNI, ma la "Associazione di via Armorari" che riunisce i gestori dei banchi, e non ha mai brillato per sensibilità culturale o iniziative; non credo che presidente e vicepresidente seguano questo Forum, e comunque non sono numismatici. Quello che vale la pena fare (e lo dico veramente a tutti) è inondare il Comune di Milano di lettere di protesta, indignazione, stupore per la lunga chiusura del mercatino, ecc. Si può scrivere ai 3 assessori più o meno competenti (Commercio, Cultura e Lavori Pubblici). Non preoccupatevi troppo del livello culturale delle lettere, tanto per loro quel che conta sono i numeri (perchè i numeri sono voti): quindi, devono credere che gli interessati ( e gli indignati) siano tanti, tantissimi.1 punto
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Senza dubbio il modo migliore per ricordare il nonno è proseguire la sua collezione! La mia, per esempio, è la prosecuzione di quella che fu di mio zio e poi di mia madre..1 punto
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Per quanto non recentissimo (1968), il riferimento di base è sempre "La storia di Genova" del De Negri1 punto
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Buongiorno a tutti. Al Convegno di Rende ho trovato questa Piastra del 1787 di Ferdinando IV...presenta al rovescio un "ripensamento" da parte di chi ha approntato il conio madre. H(S)SPANIAR... Magari rara ma non introvabile ☺️1 punto
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Seguo con interesse, in quanto tutti e 3 i comuni sono a me abbastanza noti... In questo caso il Comune di Oglianico scrive al Sindaco di Bosconero; Favria e Oglianico sono molto vicini, i 2 centri storici distano circa un chilometro di rettilineo, quest'ultimo intersecato dalla ferrovia Canavesana che vede proprio in questo punto la stazione chiamata a suo tempo "Favria-Oglianico". E' molto probabile che la busta sia stata affidata alle Poste a Favria, anche solo per una questione di semplice comodità. Ultima curiosità, i due comuni furono uniti a formare un unico comune dal 1927 al 1946. Grazie @dareios it per aver condiviso questo pezzo di storia postale canavesana!1 punto
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La medaglia (almeno prendendo per buono il disegno riprodotto sull'opuscolo) risulterebbe un'inedito, non presente nella letteratura numismatica), per lascritta impressa sul lato del battello mentre nelle medaglie conosciute questa si trova al Dritto. https://books.google.it/books?id=aI4jD73Je_4C&pg=PP1&dq=per+posizione+pietra+inaugurale+navale+lloydiano&hl=en&newbks=1&newbks_redir=1&sa=X&ved=2ahUKEwid15KFsdaPAxU7_bsIHbqOElwQ6AF6BAgHEAM Al link l'opuscolo distribuito in quella occasione1 punto
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Salve. Davide dice che un Coronato chiama l'altro. Infatti... Si tratta di un Coronato di Ferdinando I D'Aragona. L'Arcangelo Michele, con lancia e scudo crociato, trafigge un drago. Non ha sigle e riporta la variazione "HI" al posto di "HIE". Una curiosità: la perfetta dentatura del Sovrano. Non sono riuscito a catalogarlo in base agli esemplari presenti sul MIR. Saluti.1 punto
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Ciao @il console Bella moneta quella che hai postato. Secondo il mio parere un bel BB+ . Questa tipologia è particolarmente difficile da valutare come conservazione, in quanto il conio sulle parti centrali è già carente in tutte le conservazioni. Pertanto bisogna domandarsi quanto la scarsa visibilità dei ricci del Re e di parte dello Stemma sia dovuto al conio oppure ad usura. Detto questo, passiamo alla "variabile" HEER. Sono d'accordo con @gennydbmoney sul fatto che è un errore di conio involontario, probabilmente l'addetto punzonò una "E" ed in seguito corresse con la normale "I". La seconda "E" presenta invece un'eccedenza di conio particolarmente evidente. Questo porta a considerare questa moneta non come una Variabile maggiore, ma comunque un "unicum" che dovrebbe essere maggiormente considerato dai vari Autori. Invece notiamo che solo il Gigante attribuisce una Rarità ( R4 ) pur omettendo la valutazione ( N. 71a - Pag. 529 ). Il Magliocca "Manuale delle Monete di Napoli 1674-1860 " Ed. D'Amico, la cita ( pag.227 ) senza attribuire Rarità e/o valutazione. Nel Nomisma 2022-2023 non è citata. Chiedo il vostro parere come persone molto più esperte del sottoscritto. Posto la moneta che ho in collezione. Buona Serata,1 punto
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