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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 09/30/25 in tutte le aree
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Egregi "la monetiani". Anche quest'anno vi presento la manifestazione VENEZIA NUMISMATICA in qualità di referente, giunta alla sua X^ edizione, che si terrà il giorno 11 ottobre 2025, dalle 9.00 alle 17.00, sempre presso il Novotel, sito in Via Ceccherini 21, immediatamente adiacente all’uscita Castellana della Tangenziale di Mestre.. La formula è la medesima che è sempre apprezzata dal mercato: sicurezza e qualità. Quest'anno abbiamo ricevuto anche il patrocinio della NIP, che ha inserito la manifestazione Venezia Numismatica tra quelle consigliate, richiamate nella pagina FB dell'Associazione a cui mi fregio di appartenere ormai da 15 anni https://www.facebook.com/peritinip Saranno presenti anche le autorità del Comune di Venezia per l’inaugurazione, Comune che ha concesso anche il patrocinio alla manifestazione. L'appuntamento, che si rinnova dal 2016, è diventato un appuntamento apprezzato per : - la signorilità dell'ambiente; - la qualità dei commercianti presenti; - la possibilità di potersi godere la visione delle monete senza la preoccupazione e la concitazione presente nelle altre manifestazioni. A tal proposito alcune considerazioni. La SICUREZZA per noi è il VALORE ASSOLUTO. Gli episodi che hanno toccato tanti commercianti, me compreso, mi hanno spinto, due anni fa, ad adottare una procedura di registrazione all'evento, oltre a potenziare la presenza della Vigilanza armata. Questa procedura, a parte qualche naturale diffidenza, è stata non solo compresa (perché fatta a tutela di tutti coloro che accedono alla manifestazione), ma anche appoggiata. A titolo informativo due anni fa tutto questo insieme di iniziative e di procedure ha permesso di individuare e monitorare due soggetti sospetti che sono stati controllati dalle Forze dell'Ordine presenti, e che si sono allontanati senza ulteriori problematiche. Mentre l’anno scorso un soggetto, straniero, che non ha voluto fornire le sue generalità, non è stato fatto entrare. Il sito di appoggio per la registrazione è numismaticaitalia.com, dove ci sarà un'apposita sezione dedicata e dove sono annotate le indicazioni logistiche per poter arrivare al sito nella maniera più consona. Ringraziamo Imago7, https://imago7.it con la sua titolare Antonella Bruno, azienda specializzata nell'organizzazione di eventi con molti famosi brand a livello nazionale ed internazionale che ci supporta per la parte comunicazione e social. Ci sarà anche una sezione culturale, seguita dal Sig. Giuseppe Magnabosco, con due memorie, della quale inserirò il programma e che si terrà sempre nell’adiacente Sala Firenze. Sempre a disposizione e tenetevi in contatto!!! Stefano Palma – alias Sivis6 punti
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Ciao a tutti, Dalle foto (non proprio ideali) a me sembra di vedere una moneta pesantemente pulita in un lontano passato, e che presenta un'ossidazione scura che ne compromette l'appeal. Per quanto riguarda la conservazione direi che siamo sul classico bb: usura percepibile, con modesti graffi di cui uno ampio sulla guancia. Mi sembra di vedere un colpetto a ore 9 del rovescio, e qualche altra minima imprecisione sul ciglio da approfondire. Lo smalto invece sembrerebbe in stato abbastanza buono (mi sembra di vedere qualche piccola macchiolina), ma mi piacerebbe vederlo con una foto più ravvicinata. Non seguo il mercato di questa tipologia, ma se si vuol provare a venderla su ebay direi di partire da un prezzo più "realistico" e invitante, dai 90/100€. 500€ francamente mi sembra eccessivo vista la qualità modesta. Non dimentichiamo che se qualcuno, al giorno d'oggi con la tipologia in flessione, vuol spendere, non compra certo un BB pulito a 500€... Un bello Spl è così5 punti
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I giovani sono sempre stati uno dei temi che dalla sua nascita Quelli del Cordusio ha sostenuto e cercato di promuovere negli anni. Nel mio editoriale di questo numero si parlerà dei giovani e della numismatica, alcuni giovani hanno scritto nel Gazzettino 12 e parleranno quel giorno. Due saranno i Premi per i giovani, uno nostro e uno della Nip, che ne premierà anche quest’anno tre per quanto hanno fatto per la divulgazione della numismatica.3 punti
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Buongiorno @nuvola_rossa un qualcosa tipo questo, calcolando che ci sono una miriade di varianti. Dico questa perchè ai lati della testa in alto mi sembra di vedere una N sulla sinistra e TIVS sulla destra e dove tu dici di vedere la freccia potrebbe essere la parte finale di AVG. Nel rovescio mi pare di scorgere qualche lettera e dei tratti della raffigurazione del Fel Temp con la prima foto che hai postato ruotata di 90° antiorario ,diciamo con tutta quella parte liscia verso il basso. Comunque la mia è solo un ipotesi eh 🙂 https://www.acsearch.info/search.html?id=119683953 punti
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Buongiorno Numys , come le ha detto caravelle82 sono io Fabio Petrini e se ci siamo conosciuti a Vasto potrebbe esse stato o l'anno scorso oppure qualche anno prima, questo 2025 non c'ero. vedendo la sua risposta al post, non vorrei che le mie domande fossero state mal interpetrate, io conosco bene il sito del Sig. Mastello e a suo tempo mi complimentai con lui via email, sono 45 anni che colleziono storia postale e sopratutto del periodo Luogotenenza Repubblica ed è propio per questo che chiedevo se poteva sapere qualche cosa a riguardo di come poter visionare la collezione esposta e la mia seconda domanda a suo riguardo era appunto per sapere se ci conoscevamo di persona, visto che nel sito siamo con pseudonimi, e che conosceva diversi argomenti, pensavo fosse un espositore e che nel tempo ci fossimo conosciuti, ora mi dice che ci siamo concretamente conosciuti e se mi contatta privatamente mi farebbe piacere ricordare chi sia, per ultima , non lasci questa sezione, come vede abbiamo avuto il piacere di rincontrarci e se come credo abbiamo tutti e due insieme anche agli alti amici della sezione, la passione della filatelia e allora divertiamoci qui, grazie3 punti
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In questo numero: Gianni Graziosi, Tasse e ancora tasse – p. 3 Giuseppe Gasbarro, Storia di un bolognino romano “chiacchierone” – p. 11 Alberto Castellotti, Un nuovo papocchio papale – p. 13 Lorenzo Bellesia, Una nuova moneta inedita di Novellara – p. 15 Marco Pianu, Il legame tra Cagliari e València nelle monete del XIV, XV e XVI secolo – p. 15 Riccardo Martina, Le medaglie devozionali di San Paolo della Croce – p. 35 Notizie dal mondo numismatico – p. 53 Recensioni – p. 56 Listino prezzi fissi – p. 59 Mostre e Convegni – p. 62 Aste in agenda – p. 63 Buona lettura odjob2 punti
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DE GREGE EPICURI Se ne era già parlato nel Forum molti anni fa (titolo: Aureo introvabile); il fatto singolare è che entrambi gli esemplari sono in Inghilterra: uno al British Museum (acquistato nel 1995) , l'altro "riscoperto" al Blackburn Museum, presso Manchester; faceva parte della collezione donata nel 1946 dall'industriale locale Edward Hart. Di nessuno dei due esemplari è nota la provenienza. Stilisticamente, si pensa siano stati coniati in una zecca dell'Asia.2 punti
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In effetti appena l'ho vista ho avuto come una sensazione di pigna nel deretano, come dicono più o meno esattamente in Friuli e dintorni.2 punti
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Buongiorno! Vorrei identificare e dare la giusta collocazione a questo 3 cavalli di Filippo III del peso di 1.84 grammi e 19.80 mm, al dritto sarebbero 4 acciaierini e 4 pietre focaie?? Sembrerebbe un esemplare sotto peso, grazie in anticipo per il supporto! Ancora buona giornata2 punti
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Come dici tu, sono diversi per ritratto e lettere della legenda. La mia domanda è se potrebbero essere frutto di una stessa mano... ma ne sto dubitando sempre di più. Ho osservato circa 70-80 tremissi di Maurizio di quella stessa tipologia, ma non ne trovo nessuno da poter dire è dello stesso incisore. Quelli di Maurizio sono incisi con più garbo, con il sopracciglio incurvato e non disegnato con una linea retta così grossolana. Comunque Poemenius ha sparigliato tutte le carte....2 punti
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Ciao @nuvola_rossa non puo essere un asse perche il peso va dai 7-8g in su. E comunque,salvo errori ,vedo che i bronzi di Antiochia con quel diametro vanno ben oltre i 3g.2 punti
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Questa è la pubblicità che viene distribuita ormai dallo scorso convegno di Bologna di aprile, a cui si sono aggiunti i patrocini del Comune di Venezia e quello della NIP2 punti
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Lettera In perfetta tariffa per l'interno con 20c carminio Giulio Cesare e 30c bruno effige reale di fronte della serie Imperiale... .... annullati con l' ormai introvabile guller di AIDUSSINA (GORIZIA) (ARR. E PART.) del 19.1.42 .. ... Aidussina e' una cittadina nella valle del Vipacco che era nel 1942 in provincia di Gorizia, oggi e' una cittadina slovena.. pertanto credo che quello del 42 sia l' ultimo guller di Aidussina italiana, .. questo e' un plus alla busta. Abbiamo poi in blu un timbro VERIFICATO PER CENSURA - VA - 54, (VA sta per Varese) e il 54 e' sicuramente l' identificativo o del censore (come persona) o dell' ufficio particolare dove passo' la busta. Lo scritto sembra di una persona non di madrelingua italiana, l' insieme è POSTALMENTE STORICO ed evocativo. Ottimo acquisto, riattacca l'orecchietta in basso a sx del 30c prima che si danneggi con lo sfregamento con altre buste.2 punti
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Un solo acciarino, quattro pietre focaie e quattro fiammelle disposte a croce. Qui le vedi meglio.2 punti
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Ciao,si è un 3 cavalli di Filippo III sottopeso,sono un po' più rari dei tipi con peso a norma... Quando sarò a casa ci daro' un' occhiata... No, è un acciarino attorniato da 4 pietre focaie intervallate da 4 fiamme... Comunque è una discreta monetina con una bella patina e sedimenti che la valorizzano...2 punti
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E' solamente un "malinteso" che intelligentemente si supera, chiedo gentilmente a @numys di rileggere i vari post dove potra' vedere che di questo si tratta, .. puo' succedere ragazzi, ..a volte si scrive di fretta e non sempre si e' compresi per quello che si vuole scrivere... e a volte si percepisce quello che non voleva essere il significato, ... non c'è offesa nessun danno .... come dicono gli inglesi che fa tanto fico... "no harms only a misunderstand" .2 punti
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@numys Mi trovi in accordo su tantissime cose emozionali ma mi trovi in disaccordo su una : questo è il mio ultimo post in questa sezione...non vedo un motivo dato il tuo interesse per questo settore e il contributo che potresti lasciare per evitarne l'estinzione o che diventi una passione avvolta nell'ignoranza. Credo che tu abbia chiarito la tua posizione in merito e potresti dare valore a questa sezione. Saremo nati con la passione delle monete e il tuo nickname mi pare non lasci spazio a dubbi ma non per questo ci è vietato alimentare strade alternative.2 punti
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Buonasera a tutti, 9 Cavalli 1789 Ferdinando IV. Vediamo cosa accadeva nel 1789. Riporto la sintesi fatta dalla IA sul web. Nel 1789, mentre la Rivoluzione francese scoppiava in Francia, la corte di Napoli, guidata da Ferdinando IV e Maria Carolina, reagì con preoccupazione e iniziò a prendere misure repressive contro le idee rivoluzionarie, come la persecuzione dei massoni e l'espulsione di francesi sospetti di diffondere idee antimonarchiche. L'anno segnò anche la pubblicazione dello Statuto di San Leucio, un innovativo insieme di leggi per la colonia manifatturiera di San Leucio, dimostrando un possibile interesse verso riforme sociali in alcuni settori. La Rivoluzione Francese e Napoli • Preoccupazione Reale: Lo scoppio della Rivoluzione Francese nel 1789 allarmò la monarchia napoletana, che vide in essa una minaccia per il proprio potere e per l'ordine sociale esistente. • Repressione e Misure Antirivoluzionarie: In risposta, Ferdinando IV e Maria Carolina intrapresero azioni volte a contrastare il diffondersi delle idee rivoluzionarie. Questi includevano: • Misure repressive contro la massoneria, vista come una centrale di propaganda antimonarchica. • Espulsioni di cittadini francesi sospettati di diffondere idee rivoluzionarie nel Regno. • Rafforzamento dei legami con l'Austria, alleandosi con il Sacro Romano Impero d'Asburgo-Lorena. Lo Statuto di San Leucio • Un'Innovazione Sociale: Nel 1789 fu pubblicato l'opuscolo sulla "Origine della popolazione di San Leucio" dalla Stamperia Reale del Regno di Napoli. • Contenuto dello Statuto: Questo opuscolo conteneva lo Statuto di San Leucio, un insieme di leggi innovative promulgate dal re per regolare le attività della colonia manifatturiera di San Leucio. Questo dimostra come, nonostante le tendenze repressive, ci fosse anche spazio per riforme sociali in specifici ambiti. Saluti Alberto2 punti
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Ho semplicemente segnalato un sito web di un grande appassionato di filatelia che seguo e trovo abbia strutturato negli anni la sua collezione rendendola fruibile in modo semplice, ma è solo un mio punto di vista. La collezione ha avuto un riconoscimento a livello internazionale in Uruguay nel 2025 ma non credo sia questo il punto ma l'importante è la passione nel collezionare. Credo che non vada posta alcuna domanda al Sig. Giorgio Mastella perché la segnalazione del suo sito web è stata fatta da me e tutto quello che c'è da sapere è illustrato e spiegato nelle relative pagine. Premetto che non l'ho mai conosciuto ma sarei felice di incontrarlo...mai dire mai. Invece ho avuto l'onore di conoscere a Vastophil un altro grande cultore filatelico, Fabio Petrini, ma non credo possa ricordarsi di uno qualsiasi tra i tanti appassionati con la voglia di poter ammirare lavori di tale fattura per poter arricchire il proprio bagaglio di esperienza e di emozioni. Lei vuole sapere se sono un filatelico. Non mi piacciono le etichette ma le posso dire che sono affascinato ed amo studiare e collezionare le emozioni storiche, artistiche, sociali, simboliche e politiche che racconta la carta nel viaggio dell'umanità...chissà potrebbe esserci anche qualcosa di filatelico, lascio ad altri la risposta. Mi dispiace deluderla ma non ho mai partecipato ad alcuna competizione Nazionale anche se non riesco a comprendere il nesso ma forse perché non ho mai partecipato e quindi non posso essere un filatelico. Comunque la mia voleva essere una semplice segnalazione di un sito web di storia postale ben strutturato che potrebbe ritornare utile a tanti altri appassionati del settore e non. Credo sia anche un merito ed un onore avere in Italia tanti collezionisti che riescono ad ottenere con la loro passione ottimi risultati sia a livello nazionale che internazionale ma credo di essere stato frainteso ma non accadrà più perché questo è il mio ultimo post in questa sezione. Ringrazio tutti coloro che con i loro post e discussioni hanno rinnovato una passione sopita ed in particolare la fortuna di conoscere delle persone meravigliose. Grazie infinite numys2 punti
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Su questo forum si è molto discusso se le monete napoletane in rame fossero di rame puro o di bronzo. In questo caso le carte sono rivelatrici. Cesare Coppola, maestro della zecca di Napoli, il 20 febbraio 1785 descrive l'impellente bisogno della "rifazione della moneta di rame" poiché circola sfigurata e logora ed è causa di risse. Nel lungo documento, il Coppola nell'argomentare la richiesta - tra le altre cose - riporta un elemento a noi importante risultante dalla proposta del colonnello di artiglieria Michele Castagna di utilizzare, per la coniazione della nuova moneta, i cannoni in bronzo in disuso presso la Regia darsena. Questo lo stralcio di documento. ASNA, Ministero delle finanze, busta 2136.1 punto
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10 Kopecks - Catherine II - Siberia – Numista Questa sarebbe il massimo, il rublo Sestroretsk sempre di Caterina II°, una moneta da più di un chilo, circa 78 mm. di diametro e 25 mm di spessore. Ma sono conosciuti solo tre esemplari originali del 1771, due nel Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo ed uno al Smithsonian di Washington.1 punto
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Vai a qualche convegno a da qualche negozio numismatico Confrontala con l'altra,per me è fusa1 punto
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Ma a chi vuoi interessi un certificato che riporta un errore di stampa quando TUTTE le monete coniate contengono il medesimo certificato? Siamo alla follia1 punto
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P e S simili, B RI diversi = pessimi libri di versi. Buona giornata!1 punto
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Tanto per fare capire quale sia la task che dobbiamo affrontare, metto la pagina in questione del mio Scott specializzato.. e un immagine della stessa pagina inviatami dal my american friend.1 punto
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Lettera in perfetta tariffa per l'interno con 50c violetto effige reale di fronte della sempre bella serie Imperiale... ... annullato da un nitido guller di PAVIA ARRIVI . PARTENZE del 28.1.42... .... au questa busta abbiamo il plus di avere nitido l' annullo di arrivo di REGGIO EMILIA FERROVIA del 28.1.42 XX ..... aldilà del fatto che avere su questo tipo di corrispondenza l' annullo di arrivo non è per niente scontato, dobbiamo dire che è un'annullo meccanico di tipo "senza fine" con linee ondulate tra i datari veramente bello, infatti a memoria mi sembra di averne visti pochi nelle nostre conversazioni. OTTIMO !!!1 punto
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Ciao carissimo Stai già scrivendo a Fabio Petrini 😆, é @fapetri2001😁1 punto
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Buonasera a tutti, da foto non sembra totalmente liscio, per curiosità le anomalie di cui parli sono in rilievo? Saluti Alberto1 punto
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Un bellissimo film: La finestra sul cortile1 punto
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Buona sera Massimiliano Tiburzi. I graffi a cui si riferisce, al verso, sono le tracce delle limature effettuate sui tondelli, prima del conio, per calibrare il peso. Anche sull'esemplare del 1800 sul verso si possono notare le stesse tracce. In merito alla conservazione mi sembrano due esemplari veramente belli ed equivalenti, forse penalizzati dalle fotografie che mi sembrano con troppa luce. Cordiali saluti. Gabriella1 punto
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Buon Pomeriggio @Atexano, secondo la mia modesta opinione, meglio il rovescio del diritto. Direi conservazione BB1 punto
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LA NOTIZIA NON E' NUOVA, ESSENDO DATATA AL 2023, MA PUR SEMPRE INTERESSANTE. FONTE: https://dailytopis.com/declassified-images-from-american-cold-war-spy-satellites-reveal-hundreds-of-lost-roman-forts-across-syria-and-iraq/?fbclid=IwY2xjawNDEPJleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFMSWR1ZnozNnY5a2dtbWVlAR7R_1GkKQOkGVhWRrkAVk6jrgK4abVSNJpdziymumSgP95oNZZTKdW1lhtKmw_aem_aaimQH2m3fPL_ceghfZoUg Declassified images from American Cold War spy satellites reveal HUNDREDS of lost Roman forts across Syria and Iraq American satellites that were built to keep an eye on the Russians during the Cold War are now yielding fascinating secrets about the Roman Empire. Researchers have studied satellite imagery that provides a unique snapshot of the Syrian Steppe in the 1960s and 1970s, in what is now Syria and Iraq. The experts identified the remains of 396 Roman forts – buildings that acted as bases for Roman troops during the days of the Empire nearly 2,000 years ago. Because of the unique layout of the forts – scattered all over the region rather than forming a line – the team believe they acted as bases and facilitated ‘the movement of people and goods’. Researchers have studied satellite imagery that provides a unique snapshot of the Syrian Steppe in the 1960s and 1970s, in what is now Syria and Iraq. The experts identified the remains of 396 Roman forts – buildings that acted as bases for Roman troops during the days of the Empire nearly 2,000 years ago. Because of the unique layout of the forts – scattered all over the region rather than forming a line – the team believe they acted as bases and facilitated ‘the movement of people and goods’. Archeologists studied declassified spy satellite imagery from the 1960s and 1970s (pictured) to find forts in part of the Roman Empire Researchers have studied satellite imagery that provides a unique snapshot of the Syrian Steppe in the 1960s and 1970s, in what is now Syria and Iraq. The team’s study area is highlighted in red But the new study – conducted by researchers at the Department of Anthropology, Dartmouth College in Hanover, New Hampshire – shows this may not always have been the case. The team say their results have ‘dramatic implications’ for modern understanding of Roman life. ‘We argue that most – but certainly not all – of the fort sites documented in this study are likely to be Roman and late Roman in date,’ they say. ‘The structures played a role in facilitating the movement of people and goods across the Syrian steppe.’ It’s already known that the Syrian steppe was the location of many forts built by the Romans (although, due to the vastness of the Empire, fort remains can be found all over Europe, including in Britain). Even if no traces of the constructions can be seen by the naked eye on the ground, their imprint on the landscape can be picked up by aerial imagery, often using light sensing methods. An initial survey of the Syrian Steppe was published by pioneering French archeologist Antoine Poidebard in 1934, who took aerial photos from his biplane. He recorded a line of 116 forts and noted that their position formed a line and corresponded with the eastern frontier of the Roman Empire. Because of this, Poidebard was sure the forts acted as a defensive line to protect the eastern provinces from Arab and Persian incursions from the west. Pictured, the 1934 aerial photographs of select Roman forts in the region surveyed by French archeologist Antoine Poidebard The study authors were able to identify 396 Roman forts – buildings that acted as bases for Roman troops during the days of the Empire nearly 2,000 years ago. Depicted here is Roman fort at Portchester, England in AD 345 ‘Since the 1930s, historians and archaeologists have debated the strategic or political purpose of this system of fortifications,’ said lead author of the new study Professor Jesse Casana at Dartmouth College. ‘But few scholars have questioned Poidebard’s basic observation that there was a line of forts defining the eastern Roman frontier.’ For the study, the team wanted to see if they could find evidence of extra forts that Poidebard had not found, which could potenitally challenge the Frenchman’s assumptions. They used declassified spy satellite imagery from the Cold War – two different programmes codenamed Corona and Hexagon. ‘These images formed part of the world’s first spy satellite programmes, with Corona imagery collected from 1960 to 1972 and its successor, Hexagon imagery, collected from 1970 to 1986,’ the authors say. By using the forts found by Poidebard as a reference point, the team was able to identify an extra 396, bringing the total to 512. But what was interesting was they were found widely distributed across the region from east to west, which does not suggest they together formed a border, as Poidebard had believed. Instead, the researchers think the forts were constructed to support trade between the region and protect Roman caravans travelling between the eastern provinces and non-Roman territories. Meanwhile, the distribution of Poidebard’s forts is merely a product of ‘discovery bias’, the team claim. ‘The addition of these forts questions Poidebard’s defensive frontier thesis and suggests instead that the structures played a role in facilitating the movement of people and goods across the Syrian steppe,’ they write. They used declassified spy satellite imagery from the Cold War – two different programmes codenamed Corona and Hexagon. Pictured is the Hexagon satellite vehicle Distribution maps of forts documented by (top) French archeologist Antoine Poidebard nearly a century ago, compared to (bottom) distribution of forts newly found on satellite imagery Images from the Corona US spy satellite programme revealing some of the Roman forts ‘Such forts supported a system of caravan-based interregional trade, communication and military transport.’ Already, recent research has reimagined Roman frontiers as sites of ‘cultural exchange’ rather than barriers where bloody conflict was constantly held. Although conflict likely occurred at the forts, this was likely not their sole purpose, the experts suggest. And although the Romans were a military society, they valued trade and communication with regions that were not under their direct control. ‘We can similarly view the forts of the Syrian steppe as enabling safe and secure transit across the landscape, offering water to camels and livestock, and providing a place for weary travellers to eat, drink and sleep,’ the team add. This indicates that the borders of the Roman territory were less rigidly defined and perhaps not the centres of bloodshed and conflict as previously thought. Because the declassified satellite images are around half a century old, many of the forts have since been destroyed by urban or agricultural development, the team say. Hopefully, as more declassified imagery, such as U2 spy plane photos, become available, new discoveries could be made and archeological sites could be saved. LEGGI ANCHE: https://www.smithsonianmag.com/smart-news/declassified-cold-war-photos-reveal-hundreds-of-unknown-roman-era-forts-180983151/ https://edition.cnn.com/2023/10/25/world/roman-forts-spy-satellite-photos-scn https://www.nationalgeographic.com/history/article/roman-forts-archaeology-cold-war-spy-satellite-photos https://www.ancient-origins.net/news-history-archaeology/roman-fort-images-0019681 https://www.arabnews.com/node/2398011/amp1 punto
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Ho visto adesso, effettivamente un' altro pianeta, ha anche una bellissima patina...1 punto
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Caro Favaldar, mi ero riproposto di lasciar perdere e non darti risposta, e sicuramente sarebbe stata la scelta migliore... Termini lapidariamente il tuo post con "un peccato", relativamente a difetti talmente risibili se valutati in rapporto alla qualità tecnica in questione, che non valeva la pena nemmeno menzionarli. Francamente a me non interessa essere incensato per le monete o le foto che posto. Ma vista la tua lunga esperienza sul forum (e quindi nella numismatica) mi sarei aspettato che, almeno tu, avresti compreso dove volevo arrivare (d'altronde... visto che hai giudicato Bb la moneta in oggetto, non potevo certo aspettarmi un miracolo). Le piastre succitate sono attualmente in asta nella SPETTACOLARE raccolta di un facoltoso collezionista che invece, a differenza tua, ha avuto il gusto estetico e la conoscenza tecnica di apprezzarle all'epoca. E ciò mi basta e mi stra-avanza. Spero di aver aiutato @Gordonacci ad avere una più oggettiva idea qualitativa della sua moneta, visto che alcuni pareri espressi (in certuni casi a monosillabi, come se le parole fossero a pagamento) non tengono conto nemmeno delle più basilari (e logiche) conoscenze tecniche di questa monetazione (addirittura scambiando per usura ovvie debolezze di conio). Non interverrò più in questa discussione visto che ho dato più che abbondanti spiegazioni sul perchè la moneta in oggetto sia chiaramente in una qualità "almeno" non circolata.1 punto
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Robusta morsa da banco, avanzando lentamente mezzo millimetro alla volta finchè non si sentono i primi 'crick' , non dovrebbero esserci problemi.1 punto
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A martellate sul bordo lungo va benissimo. Basta non usare la mazzetta da 5Kg ;)1 punto
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Il grande dibattito della numismatica indiana ruota ancora attorno a questo tema. Joe Cribb (1985), in ""Dating India's earliest coins" (https://www.academia.edu/33778310/Dating_Indias_earliest_coins_in_South_Asian_Archaeology_1983_Naples_1985_ed_M_Taddei_and_J_Schotsmans_pp_535_54) sostiene che la moneta sia penetrata nel subcontinente indiano dal mondo greco. Cribb basa la sua teoria sulla composizione del Chaman Hazouri Hoard (Kabul, Afghanistan) nel quale sono state rinvenute monete del mondo greco, imitazioni locali afgane e le famose "bent bar" di Gandhara (India). Proseguendo, le "bent bar" di Gandhara avrebbero ispirato il design delle monete dell'india meridionale. Questa è un'immagine che riassume il concetto, che avevo preparato per un forum inglese (al punto 2 avrei dovuto forse più propriamente mettere una "bent bar" corta, ma il concetto rimane lo stesso): Io ho qualche perplessità: Osmund Bopearachchi (già citato in precedenza) sostiene che le "bent bar" di Gandhara abbiano un peso di 11,1g corrispondente al doppio del siclo achemenide. Tale circostanza rafforzerebbe la teoria della provenienza "occidentale" della moneta in India. Tuttavia basta guardare i pesi riportati dalle case d'asta per rendersi conto che le monete di Gandhara si attestano ben al di sopra di tale peso, almeno a 11.5g; non vedo similitudini tra le monete di Gandhara e quelle dell'India meridionale, anche se non sono preparatissimo per quanto riguarda i pesi. Si potrebbe anche pensare a uno sviluppo separato tra quanto avvenuto a Gandhara, con l'influenza achemenide, e quanto successo nell'India meridionale. Oppure ancora si potrebbe pensare a uno sviluppo nell'India meridionale, risalito fino a nord-ovest fino a incontrare il mondo achemenide. Insomma, leggendo l'articolo di Cribb, mi rimane qualche perplessità sulle conclusioni.1 punto
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