Classifica
Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/09/25 in tutte le aree
-
Dato che mi chiedi (giustamente) da dove discende l'ipotesi che ho esposto al post #23 di questa discussione, ti spiego. L’esperienza mi insegna che le sentenze non riportano mai tutti i fatti che hanno caratterizzato l’iter processuale, ragion per cui molto spesso alcuni passaggi motivazionali, agli occhi del lettore che di quel processo non è stato parte (come il sottoscritto), possano risultare contraddittori o, peggio, illogici. Poiché mi rifiuto di credere che la decisione contenga una contraddizione tanto macroscopica come quella evidenziata da @gioal , mi sforzo di leggere “tra le righe” della motivazione. Ciò premesso, la mia interpretazione non può che fondarsi solo ed esclusivamente sui seguenti dati testuali. Nella parte in “fatto” della pronuncia si legge che: “Deduce ancora la difesa che il privato può rivendicare la proprietà dei beni archeologici, che si presumono di proprietà statale, fornendo la prova che […] c) i reperti siano stati acquisiti in epoca anteriore alla entrata in vigore della legge n. 364 del 1909, ad eccezione del collezionista, per il quale non si applica la presunzione di appartenenza allo Stato. Pertanto, essendo il ricorrente un collezionista numismatico ed avendo prodotto fatture di acquisto di esemplari numismatici, che ne comprovano l'acquisto attraverso legittimi canali, diversamente da quanto affermato nella ordinanza impugnata, il giudice dell'esecuzione avrebbe dovuto disporre la restituzione al ricorrente di tutte le monete, dal momento che le fatture di acquisto prodotte erano idonee a provare il legittimo possesso da parte del ricorrente di tutti i reperti”. In definitiva, sembrerebbe che una delle argomentazioni spese dalla difesa sia stata la seguente: (i) la presunzione di appartenenza allo Stato non si applica al collezionista; (ii) il ricorrente è un collezionista, qualità che ha comprovato di possedere attraverso la produzione di fatture di acquisto di esemplari numismatici (si badi, non è specificato “degli esemplari di cui si chiede la restituzione”); (iii) quelle fatture, poiché documentano l’acquisto di esemplari numismatici (si, ma di quali, mi domando), sono idonee a provare il legittimo possesso di tutte le monete (e, quindi, devo desumere che si intendesse sostenere, anche di quelle che detta documentazione di acquisto non possedevano). Secondo me, ciò che traspare dalla lettura è che la documentazione di acquisto fornita dalla difesa fosse esclusivamente finalizzata a provare che l’imputato fosse aduso all’acquisto di monete e, quindi, che fosse un collezionista, così da poter legittimare il possesso anche di monete che – pur presenti in collezione – risultavano tuttavia prive di documentazione comprovante l’acquisto (interpretazione che risulterebbe pure coerente con la premessa svolta dalla difesa che, come ricordato sopra, tra le altre cose deduceva che al collezionista “non si applica la presunzione di appartenenza allo Stato”). Perché altrimenti non enfatizzare espressamente la circostanza (probabilmente dirimente) che la documentazione fornita fosse riferibile proprio alle monete oggetto di sequestro e successiva confisca? E che lo scopo della documentazione fornita dall’imputato fosse, evidentemente, quello di provare la qualità di collezionista piuttosto che di provare l’acquisto delle specifiche monete non restituitegli, lo si evince ulteriormente – a mio avviso – dalla posizione che la Corte prende sul punto, affermando che: “1.3. Neanche è persuasivo il riferimento alla figura del collezionista numismatico, che il ricorrente afferma e documenta di essere”. E’ la stessa Corte, in altri termini, a raccontarci che il ricorrente ha documentato di essere un collezionista ma non anche di aver acquistato legittimamente pure quegli esemplari che, presenti nella sua collezione, sono tuttavia risultati privi di documentazione di provenienza. Magari le mie sono solo elucubrazioni mentali. Una cosa però è certa: la Corte non scrive da nessuna parte che l’acquisto tra privati non vale a conferire legittimità al possesso dei reperti. Non lo dice neanche il Codice dei Beni Culturali, come giustamente qualcuno in questa discussione ha già fatto rilevare. Saluti.6 punti
-
5 punti
-
4 punti
-
Ricordo del Convegno Numismatico di Grenoble 2025 . Esemplare fotografato nel Cudazzo . Ex Collezione dell' amico francese G.G.3 punti
-
Per questo serve sempre più occhio clinico e specializzazione. Ognuno ha la sua area di interesse, come è giusto che sia, e ognuno quindi deve imparare a valutare al meglio (con criticità e sensibilità valutativa) ogni singolo aspetto tecnico. Sennò… “son dolori!”. Poi, come faceva notare @Rocco68, se ci spostiamo su monetazioni “spicciole”, la questione diventa ancora più complicata: su queste vi era ancora meno cura tecnica (quindi un ulteriore aumento esponenziale nella difficoltà di reperire esemplari scevri da difetti) e vista la maggiore circolazione a cui erano soggette queste pezzature, anche un’ulteriore difficoltà nel reperirle in alta conservazione.3 punti
-
Ciao @Releo, credo di aver capito cosa intendi (correggimi se sbaglio); in pratica chiedi se una qualità altissima sia degna di interesse (come ad esempio avviene per la rarità) per realizzare una sorta di “censimento” del numero di esemplari disponibili. Se questo è quello che chiedi, ti dico che non avviene una cosa del genere. Però è un approccio che personalmente attuo per le tipologie di mio particolare interesse. Come giustamente osservi, “si cerca di far diventare tutto FDC o quasi”, quindi a questo riguardo serve obbligatoriamente molto occhio e soprattuto grandissima attenzione ai dettagli e allo stato qualitativo del metallo (leggi pure “maledetta pignoleria”, come la mia! ). Quando collezionavo, penso ormai lo sappiate, ricercavo principalmente altissima qualità. Detto questo, posso dirti che la qualità superlativa è sempre molto ostica da trovare, e questa difficoltà aumenta esponenzialmente se la tipologia in questione è molto precaria sotto il profilo tecnico, come appunto quella del periodo in esame. Ti faccio un esempio che vale più di mille giri di parole. In collezione avevo quella che credo essere la più bella piastra del 1800: fdc secco, senza se e senza ma, patina straordinaria d’epoca e difetti di conio quasi assenti se non fosse per delle ovvie debolezze tipiche che proprio non solo della tipologia ma anche del millesimo stesso (quindi parliamo di una moneta non lavata, senza difetti di tondello e dal metallo perfettamente vergine… intatto). Monete di questa tipologia e di questo stesso millesimo, valutate fdc, ne ho viste, ma mai nulla di paragonabile a questo gioiello che avevo (che allego) La presi all’asta 2 di Ranieri, e passò praticamente in modo anonimo, senza nemmeno una descrizione aggiuntiva atta a valorizzare l’esemplare per quello che obiettivamente è, ovvero, una rarità elevata all’ennesima potenza (scusate l’auto celebrazione, ma tant’è…). Il discorso si applica ovviamente a qualsiasi monetazione con lo stesso principio, ovvero: difetti tecnici risibili o assenti, conservazione altissima (quindi assolutamente nulla a che vedere con lo Spl!). Ovviamente il prezzo sarà una logica conseguenza. Ciò però non toglie che una moneta particolarmente ben coniata possa rientrare, “in un certo senso”, nella categoria delle “speciali”. Ti posto un raffronto fotografico di un dettaglio del ritratto di Ferdinando IV che è sempre critico per le consuete debolezze: il boccolo della parrucca. Il raffronto paragona un fdc pieno con un qspl. L’usura c’è e si vede, ma appare (penso) chiaro come il dettaglio del rilievo di per sé sia molto ben coniato. È una moneta che ho venduto anni fa a trattativa privata a un prezzo decisamente oltre la media perché aveva, nonostante l’usura, un carattere di “eccezionalità” per via dei rilievi insolitamente molto ben coniati, e i fondi lucenti al rovescio. Anche qui, moneta passata inosservata su un’asta ebay di Lanz. Ecco perché incoraggio sempre tutti a imparare a fare un’analisi approfondita degli aspetti tecnici, perché questo aiuta il collezionista a capire l’effettiva qualità di una moneta, e quindi a rendersi meglio conto se si tratti di una moneta classificabile nella media qualitativa oppure qualcosa di più. Purtroppo tutto questo che ho scritto viene spesso considerato come un prolisso sproloquio, tanto è vero che ancora “ci si ostina” a gradare le monete preunitarie (addirittura quelle classiche!) solo con una fredda, stringata e inappropriata sigla, per di più con stringate (o peggio ancora nessuna, il più delle volte) note accessorie. Per concludere, a mio parere una qualità tecnica di superlativa qualità può benissimo far entrare una moneta comunissima nella categoria di quelle “introvabili”, MA, ovviamente, è importante tenere conto degli anzidetti principi.3 punti
-
Buongiorno, segnalo: https://colosseo.it/press_kit/commodo/ https://www.rainews.it/video/2025/10/colosseo-aperto-al-pubblico-il-passaggio-di-commodo-usato-dai-imperatori-per-sedersi-in-tribuna-f43ba9b7-497c-4817-9724-51ec4e441097.html2 punti
-
Ciao @apples62 non è una moneta ma un gettone di Norimberga con Luigi XV di Francia,solo che è molto consumato. Ti metto una lista prova a vedere se lo trovi. https://it.numista.com/catalogue/index.php?r="Lvd+xv"+nuremberg&st=all&cat=y&im1=&im2=&ru=&ie=&ca=3&no=&v=&a=&dg=&i=&b=&m=&f=&t=&t2=&w=&mt=&u=&g=&c=&wi=&sw=2 punti
-
Sinceramente lo lascerei così come è. Con il bagnetto perderesti anche gli ultimi residui di colla. Anche se relativamente comune è sempre un francobollo antico e lo lascerei così.2 punti
-
@Atexano @Ale75 @antvwaIa ho unito le due discussioni. La risultante è nella sezione bizantina, con il titolo trachy.2 punti
-
Buongiorno a tutti, mi è capitato questo pesa monete con astuccio. In rete ho trovato Pesa moneta Priviligiato della ditta Percivalle di Firenze ma sull'oggetto che ho io queste scritte non sono presenti. Vi chiedo i vostri pareri su autenticità e valore. Grazie pesa monete.pdf le immagini jpg2 punti
-
Grazie per avermela indicata....me l'annoto per quando l'unico argomento difensivo spendibile sarà quello che si è al cospetto di un....... "collezionista" (e stig....zzi).😎 M.2 punti
-
Probabile firma di venditore, non mi combacia con firme di periti, oltretutto messa in posizione anomala, per i 10 cent. hai possibilità di sbizzarrirti quanto vuoi con le varie tinte stampate nei vari anni, questo dovrebbe essere un bistro chiaro tiratura del 18632 punti
-
Buon pomeriggio Sardegna 10 Centesimi 1855 quarta emissione. Effige di Vittorio Emanuele II impressa a secco Al Retro sembra sia firmato, riconoscete la firma? Come sempre grazie per le vostre osservazioni.2 punti
-
Complimenti! E' giusto che ogni tanto capiti qualche bella soddisfazione ad un ciotolaro e che venga premiata la sua ricerca con un qualcosa di valore. Ci accontentiamo anche di monete molto consumate perchè il bello è soprattutto ravanare in quei contenitori pieni di monete proposti a qualche spicciolo. Comunque ne ho visti di peggiori del 1941 per 40/50 euro, direi ben oltre i 60/70 euro.2 punti
-
Ciao @TEO77 Veramente hai preso quel 0,10 LEK 1941 Albania per 0.50 Centesimi? Ne vale almeno 50 di euro Il bello delle ciotole...😄2 punti
-
Buondi, ogni moneta presa da una ciotola, al solito mercatino del giovedi, per 50 centesimi. Molte sono parecchio vissute, ma finché non troverò di meglio, le metto in collezione..2 punti
-
Certificati di Avvenuta Importazione/Spedizione (art. 72 del D.Lgs. 42/2004) È possibile richiedere il rilascio dei Certificati di avvenuta Importazione (da un paese terzo) e di avvenuta Spedizione (da un paese membro dell'Unione Europea), nei seguenti casi: Per i beni che abbiano più di settant’anni e con valore superiore ai 13.500 euro ( articolo 72 del Codice) Per i beni che abbiano più di settant’anni e con valore inferiore ai 13.500 euro/ DVAL (circolare della Direzione Generale Abap n. 25 del 2022) Per i beni che abbiano tra 50 e 70 anni e siano opera di autore non più vivente/ D50, solo nei casi di ingresso temporaneo opportunamente documentato (circolare della Direzione Generale Abap n. 25 del 2022) Hanno validità di cinque anni, rinnovabili su richiesta dell'interessato. Nell'ambito del quinquennio è consentita la riesportazione dell'oggetto, previa verifica dell'Ufficio Esportazione e consegna allo stesso del Certificato di Avvenuta Importazione/Spedizione originale. https://www.soprintendenzaspecialeroma.it/schede/certificati-di-avvenuta-importazione-spedizione-art-72-del-d-lgs-42-2004_3402/2 punti
-
Desidero segnalare questa importante iniziativa che domenica 19 ottobre intenderà ricordare il 50° anniversario della fondazione dell’AISNF (Accademia italiana di studi filatelici e numismatici) che nel 1996 diede i natali, bipartendosi, alle 2 Accademie di Studi Numismatici (AISN) e di Filatelia e Storia Postale (AIFSP). Vi saranno relazioni numismatiche e filateliche. Chi può partecipare è benvenuto! Ecco l'articolo su Cronaca Numismatica: A Reggio Emilia si ricorda l’ACCADEMIA ITALIANA di studi filatelici e numismatici1 punto
-
in entrambi i casi mancherebbe una S...io vedo il santo di fronte ma le condizioni del tondello non mi danno certezze visive, propendo per il peso. Comunque siamo lì. Bravo @Ale75 Gordon1 punto
-
1 punto
-
Seguo il mercato dei preziosi da tanto tempo, e francamente in questo momento aspetterei a investirci sopra, al limite qualche 'CIP' Non che l'oro non abbia motivi per salire (le lotte economiche tra USA e il Sud globale spingono questi ultimi a disinvestire dal biglietto verde per andare verso commodities più robuste), ma le ultime salite mi sono sembrate troppo precipitose, e mi aspetterei un discreto ritracciamento. Detto questo, investire nei preziosi per me è un obbligo: mette al riparo nel lungo tempo da inflazione e altri problemi Purtroppo la nostra legislazione (quella italiana e a seguire quella dell'UE) penalizza indiscriminatamente i preziosi per evitare che questi intralcino il passo al carrozzone dell'Euro, e questo crea non pochi problemi e ripensamenti.1 punto
-
L'articolo indica che l'oro vale 130€/g, cifra errata in quanto mai raggiunta. Per ora il record è di poco oltre i 112€/g. In questo istante vale poco più di 110€/gr. Detto ciò, l'attuale prezzo, molto elevato, a mio avviso, è una cosa negativa per i collezionisti di monete auree. O meglio, chiaramente, da un lato è un bene perché le monete, che già si hanno, hanno subito in incremento di valore, anche notevole. Però, gli acquisti futuri saranno molto più economicamente impegnativi. Una banale comunissima Sterlina, vale 840€. Un marengo qualsiasi, anche in scarsa conservazione, vale come minimo 670€.1 punto
-
Ne avevamo già discusso in passato e a me non dispiacerebbe, con un singolo ma fondamentale appunto: in eurozona niente iniziative "autarchiche" con monete valide solo all'interno dello Stato emittente (come appunto le varie monete d'argento o altro metallo tipo 10€ tedeschi) ma faccia comune e circolazione in tutta l'area euro, come le odierne divisionali. Soddisfatto questo requisito per me è ok, anche se non penso si farà mai nè da noi nè da nessun altra parte (a meno di epocali / catastrofici cambiamenti nell'economia mondiale), vista la volatilità dei metalli preziosi e la comodità della cartamoneta.1 punto
-
Correggo quello che ho scritto. E' un trachy latino che imita quello di Isacco II. Infatti ha il labaro invcece della croce. Quindi trachy latino di 6° tipo. Rif. Grierson 1255, Hendy tipo O, Joppich 2.15. NON COMUNE1 punto
-
1 punto
-
Pensa al Vaticano che manco l'ha emessa Edit L'abbiamo pensata insieme: penso sia venuto in mente a molti In ogni caso è normale che le emissioni per la circolazione arrivino a mesi di distanza dall'emissione delle versioni da collezione, succede ogni anno, anche se quest'anno, in effetti, c'è stato un ritardo (di solito, la prima moneta emessa, arriva in BI alla fine dell'estate)1 punto
-
Salve Oppiano, non abbiamo trovato documentazione relativa alla provenienza. È tutto tenuto e conservato con grande cura, tutto qua. Ci sono tante monete dell’ordine dei cavalieri di Malta / Vaticano e “parecchie” Krugerrand d’oro da 1 oncia l’una. Sto ancora aprendo tutte le varie custodie / bustine.1 punto
-
su questo non c'è dubbio. e hai ragione che ho sbagliato.. Si deve dividere il numero 90 in quattro parti in modo che aggiungendo 4 alla prima, sottraendo 4 dalla seconda, moltiplicando per 2 la terza e dividendo per 2 la quarta si ottenga sempre lo stesso numero. mi ha tratto in inganno quanto riportato in neretto. l'equazione è: A+B+C+D=90 con la condizione A+4=B-4=2C=D/2=X quindi: (X-4)+(X+4)+X/2+2X=90 9/2X=90 ovvero X=20 (qui è dove sono arrivato prima, peraltro sbagliando il calcolo) quindi A=X-4=16 b=X+4=24 C=X/2=10 D=2X=401 punto
-
Il primo sembra un'imitazione di un Marco Corner. Si legge MARC COR, ma il resto è sbagliato: TNOIVIX (?)... Il secondo a mio avviso è dovuto ad un tondello rimasto attaccato al conio creando un dritto anche sul rovescio, anche se in incuso. Arka # slow numismatics1 punto
-
In realtà non si tratta di una invenzione della difesa (certo, ci sarebbe da discutere sul come sia stata utilizzata la tesi). A introdurre questa figura, per così dire “esente”, del collezionista è stata proprio la stessa Corte di Cassazione con una importante pronuncia del 2021 (la n. 45983 del 12 novembre 2021, pubblicata anche in questa sezione del forum). L’intento della Corte, in quell’occasione, era sicuramente apprezzabile (si affrontava l’annosa questione della probatio diabolica del possesso ante 1909) ma probabilmente non ci si è resi conto del discrimine - privo di giustificazione normativa, come giustamente sottolinei tu trovandomi pienamente d’accordo - che così si andava a introdurre tra “comuni cittadini” e “collezionisti”. Saluti1 punto
-
Ciao. Concordo in toto con il commento fornito da allek alla sentenza. Trovo invece francamente non condivisibile e persino quasi "irritante" l'affermazione difensiva secondo cui al collezionista non si applica la presunzione di appartenenza allo Stato delle monete archeologiche. Non vorrei che un'affermazione del genere possa aver persino indisposto i giudici, ai quali puoi propinare molte tesi ma non assunti completamente scollegati dalla realtà giuridica della materia. Chi sarebbero questi "collezionisti" legibus soluti, ai quali non si applicano le presunzioni che valgono per tutti gli altri cittadini? Per quanto riguarda la cessione fra privati, mi pare abbastanza evidente - anche se la sentenza non lo riporta espressamente - che tali cessioni saranno regolari nella misura in cui vengano cedute monete acquisite in precedenza dai canali commerciali che la sentenza ha ben evidenziato. Quindi, se il privato Tizio vende a Caio monete acquistate in precedenza dal commerciante numismatico Sempronio, che godono di un adeguato corredo documentale, la cessione delle monete sarà regolare. In mancanza di un corredo documentale "originario", la cessione fra privati si esporrà ai noti rischi, andando bene di confisca, andando male di ricettazione (dal 2022 , ricettazione di bb.cc.). Che poi si possa evidenziare che in tal caso sarebbe comunque mancante l'elemento psicologico del reato (di ricettazione di beni culturali o di altri delitti ipotizzabili nel caso concreto), ciò è possibile, ma va comunque provato. M.1 punto
-
Prego, è sempre un piacere condividere. Immagino sia inutile ricordarlo, lasciala così com'e, non lavarla, non pulirla e non metterla in una scatola a contatto con altri oggetti o monete, si rovinerebbe... Riponila in un monetiere, un album per monete oppure in una capsula. Di nuovo complimenti ottima pescata per tutte le monete... saluti1 punto
-
1 punto
-
Ma vai a trovare monete di quegli anni in tale conservazione! Anche se comuni, diventano rarissime per il grado di conservazione, assolutamente eccezionale e non riscontrabile in qualsiasi altro esemplare dello stesso millesimo. Un caro saluto.1 punto
-
Ciao @Atexano non sono un esperto e non sono ferrato su tutte le monetazioni, conviene che posti normalmente dove sicuramente verrai aiutato ugualmente 😊1 punto
-
Oggi su Cronaca Numismatica l’evento Milano Numismatica del 25 ottobre 2025 https://www.cronacanumismatica.com/milano-numismatica-2025-da-non-perdere-il-25-ottobre/?fbclid=IwZnRzaANUYZ5leHRuA2FlbQIxMQABHmQZ9qRzkBUnyz-ExqYK-bQ3X_AclF8Bkh0L0rpEP_QBz3-KREHbwzAXNPJ5_aem_C0ExllbwPiMw-3s_wdm_SQ1 punto
-
Buongiorno a tutti. @Releo, tipologie di monete Napoletane comunissime ... Mi riferisco soprattutto alle monete in rame, i cosiddetti spiccioli del popolo, diventano rarissime se giunte a noi in conservazione molto vicine allo SPL . Cataloghi e Manuali nonostante la facile reperibilità gli assegnano comunque un valore in base alla conservazione . Ti faccio un esempio con un Grano di Ferdinando IV, il 1790 A.P. Altri spiccioli in rame, rarissimi e introvabili anche in basse conservazioni a volte sono riportati negli stessi senza una indicazione di valore. E trovarli così è un vero miracolo! Ferdinando IV Cavalli 3 1789 SICIL Ferdinando IV Grano 1797 con FERDINAN in caratteri grandi.1 punto
-
Non è una moneta di Ferdinando IV ma credo renda la giusta conclusione al mio intervento: millesimo molto molto molto comune, ma in una qualità utopica. Certamente tra i primissimi esemplari battuti con i nuovi conii… rigatura della corona compresa (se proprio vogliamo trovargli un “difetto” a ogni costo, minime debolezze sulle armette dello stemma), non lavata, fondi lucenti (o come va di moda dire “a specchio”) soave patina di vecchia collezione, lustro brillantezza e satinatura impeccabili… insomma, UTOPICA PS: dimenticavo… anche questa passata ANONIMAMENTE in un’un’asta, senza nemmeno un ingrandimento. Ciò conferma quanto sopra esplicitato1 punto
-
Ciao @Atexano hai ragione, qui l imperatore tiene il labaro e l'akakia quindi mi fa propendere per Tessalonica. Purtroppo il nome dell'imperatore è a sinistra (a destra dovrebbe essere scritto ΔECΠOTHC che dovrebbe essere un appellativo) ed essendo consumata rende difficile l'identificazione. Proporrei lo spostamento nella sezione delle bizantine @CdC dove credo non avranno difficolta ad identificarla.🙂1 punto
-
1 punto
-
ciao @Aleciaba17 --> Nix nada moneta, direi jeton Rechenpfennig come al solito di Norimberga o dintorni: Valore in quelle condizioni? meno di niente direi. njk https://www.numismatikforum.de/viewtopic.php?t=429731 punto
-
Buongiorno , se le prima due monete pesano veramente 27 grammi tondi , sono false1 punto
-
1 punto
-
Ciao @Atexano secondo me è un trachy di Manuele I Comneno con Vergine Maria seduta e Manuele in piedi che indossa la clamide. Ci sono molte varianti nelle raffigurazioni. https://www.acsearch.info/search.html?id=141475091 punto
-
E a interessi zero. Questa si che è una vera FDI (vedi post #4).1 punto
-
Buonasera, Proseguo presentandovi il secondo scudo UML giunto finalmente a me dopo quasi un mese di attesa. Si tratta di un classicone, 5 franchi Ceres della seconda Repubblica francese 1849, zecca di Parigi (A). La Ceres, o Cerere, rappresenta la Repubblica francese e la sua fertilità, simbolo già impiegato sulla monetazione della Prima Repubblica e usato a più riprese anche nella successiva produzione monetaria fino alla quinta Repubblica. Formalmente non è uno scudo UML, poiché la stipula dell'accordo avvenne successivamente, nel 1865, ma ne rispetta gli standard (sostanzialmente imposti dalla Francia). Ma ormai saprete che non sono un purista. Passando alla moneta in oggetto, ritengo rientri nell'ambito del BB, con un pochino di usura al dritto sulla guancia e sulla corona della Ceres, ma non eccessiva o deturpante. Al rovescio la moneta mi pare si presenti gradevole. Inserisco la foto della casa d'aste e quelle fatte da me, purtroppo con luce non adeguata e domani mi riprometto di inserirne di migliori. Sarò grato a chi vorrà intervenire con ulteriori commenti o analisi Saluti, Carlo1 punto
-
Si vede sui tre lati la linea tipografica di divisione, non in alto in quanto credo sia un esemplare della prima fila orizzontale del foglio. E' ben marginato. La sigla di Emilio Diena e' un plus plus valore che da al Francobollo. Per il Prof. Emilio Diena sono stati emessi dei francobolli.. ...fu un grande studioso perito e scrittore di Filatelia..1 punto
-
Buon Pomeriggio a Tutti, oggi condivido con voi questo "monetone" spagnolo aggiudicato recentemente ad un'asta. Si tratta di una moneta da 20 reales del 1851 in argento 900‰ , grammi 26 - diametro millimetri 38; la zecca dovrebbe essere quella di Madrid. A diritto raffigurazione di una giovane 20enne Regina Isabella II° in carica dal 1833 al 1868, soprannominata "la de los tristes destinos", regnante che fu alquanto criticata e discussa per gli scandali di corte ed accadimenti durante il suo regno, tanto da doversi recare in esilio a Parigi in seguito alla rivoluzione in Spagna dove abdicò nel 1870 a favore del figlio Alfonso XII°. Ad oggi Isabella II° è stata l'unica regina donna della Spagna moderna. La moneta è quella della versione più comune, a rovescio, prima e dopo il valore, due stelle a 6 punte; ma esistono anche esemplari più rari con le stelle a 7 e 8 punte. Mentre questa versione dello stemma di Spagna, più volte modificato nel corso dei secoli, riporta : la corona reale di Spagna, le colonne d'Ercole, le torri del Regno di Castiglia, i leoni del Regno di Leon, i tre gigli dei Borboni di Spagna, la melagrana di Granada. La moneta è in conservazione piuttosto modesta con dei colpi al bordo, credo non più di BB al massimo, che trovo però piacevole. Grazie per l'attenzione.1 punto
-
Un esemplare eccezionale lo vidi nel 1982 al convegno di Bergamo dal comm. Cesare Bobba. Aveva il bordo tagliente e un colore bianco ghiaccio. Ricordo che chiedeva 700 mila lire (circa 2 stipendi. mensili di un operaio).1 punto
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
Lamoneta.it
La più grande comunità online di numismatica e monete. Studiosi, collezionisti e semplici appassionati si scambiano informazioni e consigli sul fantastico mondo della numismatica.
Il network
Hai bisogno di aiuto?