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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 10/31/25 in tutte le aree

  1. salve, monetiere fai da me in castagno, che ne pensate?
    7 punti
  2. Buongiorno a tutti. Questo è il mio esemplare più bello, lo avevo già pubblicato anni fa qui sul forum. Oggi sappiamo che si tratta del 3° Conio: 😀
    6 punti
  3. sono un hobbista, mi sono documentato tantissimo tempo, non mi crederai ho speso piu tempo a documentarmi che a farla, ho usato solo materiale di qualità e niente di chimico......, alla fine ho risparmiato un bel po di soldi e sono convinto anche molto meglio di alcune costose online, è provvista anche di allarme e localizzatore...
    3 punti
  4. Secondo il mio "augusto parere" (😊 quando vengo evocato è il minimo), ma soprattutto secondo il Luppino in "Prove e progetti e rarità numismatiche della monetazione italiana dal secolo V al 2002. I casa Savoia (1713-1946)" Ed. Montenegro 2012, l'esemplare "prova" fu coniato con tondelli di rame con titolo 950/1000, il che spiega il colore più chiaro. L'autore non cita (ovviamente, tratta solo di prove) gli esemplari poi prodotti per la circolazione. Tuttavia, è indubbio che il colore più chiaro si ripresenti anche nel I conio (più raro e probabilmente utilizzando tondelli avanzati per le prove), mentre possiamo asserire che per i due conii successivi furono utilizzati tondelli con titolo 960/1000. Quindi, in conclusione, furono due le leghe utilizzate e per quanto riguarda gli esemplari "marezzati" - a mio avviso - si tratta unicamente della lega 960/1000 non ben amalgamata che ha dato origine a quelle striature chiaro-scure.
    3 punti
  5. Grissini, come è nata la specialità torinese più diffusa all'estero. Le origini, il nome e le varietà di Rosalba Graglia Il 31 ottobre si celebra la Giornata Mondiale del grissino, amato da Napoleone e da Luigi XIV, nato per curare un futuro re A pensarci sono stati gli Americani, che hanno istituito il National Breadstick Day, che si celebra l’ultimo venerdì di ottobre. Loro vanno pazzi per quei «bastoncini di pane» e ne ribadiscono l’origine, ricordando gli original breadsticks know as grissini, nati per curare gli intestinal disorders di Vittorio Amedeo II. Un’invenzione tutta torinese e famosa nel mondo, quindi. Celebrata oggi, 31 ottobre, con la Giornata Mondiale del Grissino. Tutelati dal marchio PAT, Prodotto Alimentare Tradizionale – ma ci starebbe una IGP, a proteggere un prodotto che oggi si può produrre ovunque, chiamandolo «Grissino di Torino» – i grissini sono la nostra specialità più diffusa all’estero. Grissini, la storia La storia, rigorosamente sabauda, narra del futuro re Vittorio Amedeo II che da bambino era gracile e soffriva di problemi gastro-intestinali. Colpa del pane del tempo, con una mollica poco cotta e umida che favoriva il proliferare di batteri. Per restituire la salute al principino si arrivò persino a organizzare un’ostensione straordinaria della Sindone. Finchè il medico Teobaldo Pecchio, originario di Lanzo e il panettiere di corte Antonio Brunero nel 1679 hanno l’idea giusta: fare un pane senza mollica. Brunero, anche lui di Lanzo, allunga l’impasto delle ghërse, i tradizionali pani affusolati, creando un bastoncino lungo e largo un pollice, lo cuoce in forno e nasce un pane senza mollica: il ghërsin, ovvero una piccola ghërsa. Vittorio Amedeo guarisce e i ghërsin, i grissini, diventano il pane prediletto della corte. Ritratto con grissino Carlo Felice li sgranocchiava persino al Teatro Regio durante gli spettacoli, e della principessa Felicita si narra di un ritratto con in mano un grissino. Luigi XIV il Re Sole aveva chiamato a Parigi un paio di panettieri torinesi apposta per sfornargli i grissini, e Napoleone, conquistato dai petits bâtons de Turin, aveva istituito addirittura un servizio di corrieri per farseli arrivare fragranti nella capitale francese. Una variante più commerciale della nascita del grissino racconta di un trucco escogitato dal panettieri per sostenere gli aumenti dei prezzi, ovvero assottigliare il pane, ma convince – e piace - molto di più la storia di Vittorio Amedeo II. Rubatà o stirato Una volta inventato, il grissino torinese si sdoppia. Il più antico e tradizionale è il rubatà (ovvero «rotolato»), lungo dai 40 agli 80 centimetri e arrotolato a mano, diffuso soprattutto sulla collina torinese, fra Chieri, Andezeno, Gassino. L'altro grissino è lo «stirato», più leggero e friabile, visto che la pasta non viene lavorata manualmente ma allungata tendendola dai lembi per la lunghezza delle braccia del panettiere. Rubatà o stirato, il mito del grissino resiste, tramandato nei secoli, viaggia tra i Paesi ed è proiettato nel futuro. Già, perché in quella favolosa cassetta interrata sotto l’Obelisco di Piazza Savoia, una specie di capsula del tempo alla piemontese, ci sarebbero una copia delle leggi Siccardi, i numeri 141 e 142 della Gazzetta del Popolo, monete, semi di riso, una bottiglia di Barbera e naturalmente loro, i grissini. Grissini, come è nata la specialità torinese più diffusa all'estero. Le origini, il nome e le varietà | Corriere.it
    3 punti
  6. I riscontri da parte del mondo numismatico e associazionistico sono stati tutti entusiastici e positivi, riporto qui quello dalla Pagina Facebook dell’autorevole NIP.
    3 punti
  7. Coming soon... petronius
    2 punti
  8. grazie a @jaconico ho scoperto questa discussione, qui il mio piccolo contributo 3D! 3D? Sì, tutte le monete sono in rilievo, sul retro si vede meglio. questa era infilata in un libro che avevo preso un po' di tempo fa, non è l'unica della serie, qui alcune delle sue sorelle: ma non essendo molto economiche, la mia rimane "figlia unica" (sempre se non capita l'occasone) njk
    2 punti
  9. La prima moneta è si un 10 tornesi 1859 ma di Francesco II e non Ferdinando II,la piastra 1796 di Ferdinando IV è un' interessante falso d'epoca,la penultima è un 10 grani 1815 della zecca di Palermo durante il regno di Ferdinando III di Borbone,il resto sono tutte della zecca di Napoli... A mio avviso potrebbero migliorare effettuando una pulizia per eliminare l'ossido e quindi collezionabili,a parte la pubblica da 3 tornesi di Ferdinando IV che mi sembra abbia il dritto troppo compromesso... Le monete non si buttano mai, tuttalpiu puoi donarle a chi saprà apprezzarle anche in questa conservazione...
    2 punti
  10. Salve,crazia di Cosimo I de Medici Duca con stemma ovale https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CMT/30
    2 punti
  11. Buongiorno. Nell'inserzione, il reso era possibile? Se era possibile, devi accettarlo (anche se potresti contestare il fatto che le condizioni sono diverse). Se non era possibile, se le fotografie dell'inserzione erano chiare e dettagliate, e la colpa del danneggiamento è dello spedizioniere, allora puoi anche rifiutarlo (visto che il rischio è a carico dell'acquirente. Ebay ti darebbe ragione in caso di contestazione). Se le fotografie erano carenti, ti consiglio di accettare il reso (magari mettiti d'accordo sulla cifra, visto che comunque la spedizione era a rischio non tuo). Io comunque sono dell'idea, per questi oggetti, che la confezione è importante come il contenuto. Il discorso che si collezionano monete e non confezioni, per me, vale, appunto, per le monete, quelle vere. Per questi oggetti-giocattolo la confezione è importante come lo è per i collezionisti di bambole, giocattoli giapponesi, bustine di zucchero, etc.
    2 punti
  12. Ecco le prime immagini di questo convegno. Location bellissima, forse la migliore in assoluto del convegno di Castellammare, finora. Due sale spaziose e luminosissime, e un panorama mozzafiato. Un plauso all'organizzazione, soprattutto ad Attilio. Stamattina buona affluenza di collezionisti ma soprattutto molto e ottimo materiale numismatico.
    2 punti
  13. Opto per questa possibilità, anche perché non può essere una T visto che le due braccia sono diverse...
    2 punti
  14. Buongiorno a tutti, Domenico @Oppianoho fatto mente locale osservandola in modo più approfondito. Ci sono altri tre dettagli che magari corrispondono a ciò che pensi. Globetto attaccato alla base della R di Luigi Ram L capovolta al posto della T in VTR T capovolta al posto della L in CAROLVS Saluti Alberto
    2 punti
  15. i cassetti li uso per mettere, utensili, come guanti, bilancia, pinzette, materiale per pulizia e monete di bassa qualità che comunque conservo
    2 punti
  16. Presto pubblicherò il mio esemplare, ma al di là del tipo di conio secondo me queste monete sono tra le più belle mai coniate in italia, oserei dire tra le mondiali
    2 punti
  17. Trovata, è effettivamente di Syedra, classificata su RPC X online con un numero provvisorio. Tra gli esemplari censiti ce n'è anche uno venduto da Inasta: https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/type/60546
    2 punti
  18. Ecco la cartolina che ho messo oggi, casualmente, in collezione!
    2 punti
  19. Volentieri. Ma per ora dovrete accontentarvi di una foto un po' sfuocata, sovraesposta e con la moneta più chiara di quel che è 😅
    2 punti
  20. Penso che sia doveroso e bello segnalare quando la numismatica balza agli onori della cronaca, specie se senza l'ombra di reati che ne offuscano l'immagine. Il recente articolo pubblicato da Lorenzo Bellesia nel numero di ottobre di Panorama Numismatico, relativo ad un sesino inedito emesso dalla zecca di Novellara, ha avuto infatti una vasta eco sulla stampa locale e nei più importanti giornali online della provincia di Reggio Emilia. La Gazzetta di Reggio ha posto la notizia in prima pagina e alcuni componenti del consiglio comunale di Novellara hanno oggi proposto di organizzare una conferenza presso il museo cittadino sulle recenti scoperte riguardanti la zecca di Novellara. Complimenti a Lorenzo per l'importante scoperta. Mario
    2 punti
  21. Chi siamo Contatti PUBBLICITÀ Cerca vermi per la pesca e trova un tesoro medievale. Sei chili di preziosi in un calderone. Cosa c’è nel contenitore? A che cultura si riferisce? Redazione 12 Ottobre 2025 Archeologia - Ultime notizie ed approfondimenti Scoperta eccezionale di monete e gioielli del XII secolo Un tesoro medievale di sei chilogrammi di monete e gioielli d’argento è stato scoperto a Stoccolma. I reperti risalgono al XII secolo, prima della fondazione della città, e sarà destinato al Museo Storico di Stoccolma. Nel cuore della Svezia, un pescatore ha scoperto un tesoro medievale eccezionale, composto da sei chilogrammi di monete, anelli, pendenti e perline d’argento. Conservato in un calderone di rame ormai corroso, il tesoro rappresenta la prima scoperta di questo tipo a Stoccolma e uno dei più grandi rinvenimenti di argento dell’Alto Medioevo in Svezia. Monete di Knut Eriksson e simboli religiosi Il tesoro racconta il XII secolo svedese Le monete riportano l’iscrizione “KANUTUS”, riferita a Knut Eriksson, re di Svezia alla fine del XII secolo. Egli fu il primo sovrano a riprendere la coniazione reale dopo oltre un secolo, consolidando l’autorità della corona e rilanciando l’economia locale. Tra le monete si distinguono pezzi vescovili, raffiguranti un vescovo con pastorale, simboli di legittimità ecclesiastica e potere religioso. Il mix di monete e oggetti di ornamento personale indica che il tesoro apparteneva probabilmente a una famiglia di alto rango, nascosto durante periodi di instabilità politica e conflitti con le tribù baltiche. Il ritrovamento fortuito e le indagini archeologiche Dalla scoperta alla tutela del patrimonio culturale Il pescatore ha immediatamente informato il Consiglio Amministrativo della Contea, in conformità con le leggi svedesi sui beni culturali. Gli archeologi hanno iniziato le indagini sul sito, sperando di rinvenire ulteriori manufatti o resti di strutture vicine. Il tesoro sarà successivamente registrato dal National Heritage Board, che ne determinerà il valore e assegnerà eventuali premi al ritrovatore. La rarità del ritrovamento garantisce che sarà destinato a un museo, probabilmente al Museo Storico di Stoccolma, dove potrà essere studiato e ammirato dal pubblico. Tag # Tesoro nel campo Condividi l'articolo su: Archeologia Arte Antica Arte dell’Ottocento Arte Contemporanea Mostre Edizioni Locali BORSINO Privacy Policy - Cookies © Maurizio Bernardelli Curuz P.IVA 04539980989 Tutti i diritti riservati. X 0:00 0:02 X
    1 punto
  22. Dipende se si applicava la garanzia utente di ebay o no. Comunque meglio trovare soluzione ed evitare cattivo feedback
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  23. Che meraviglia! Scoprono e recuperano ora dal terreno una statua di Amore dormiente, scultura romana del II secolo. Accanto a lui una lucertola e una pelle di leone. Che significato avevano? Che funzione aveva la statua? Redazione31 Ottobre 2025Archeologia - Ultime notizie ed approfondimenti, Impero romano, News È un’immagine di dolcezza e di abbandono, ma anche di potenza trattenuta, quella che emerge dal marmo bianco ritrovato nei giorni scorsi nel cuore dell’antica Pola. Durante i lavori edilizi in via Castropola, nel centro storico della città istriana, gli archeologi hanno riportato alla luce una statua romana del II secolo d.C. raffigurante Cupido dormiente, un capolavoro che il direttore del Museo Archeologico dell’Istria, Darko Komšo, ha definito «uno dei tre ritrovamenti più importanti mai avvenuti in Istria». Biglietti museo L’opera, rinvenuta quasi per caso in un giorno di pioggia, giaceva a tre metri di profondità, nel pavimento di una domus romana di straordinario pregio, appartenuta certamente a una famiglia ricca e colta. La statua rappresenta un giovane Eros disteso su una pelle di leone, con il capo appoggiato sulla testa dell’animale, mentre accanto, ai suoi piedi, compare una lucertola, simbolo del rinnovamento della vita. Il marmo, di provenienza forse carrarina o attica, reca tracce di una lavorazione finissima, quasi carezzevole, che restituisce la morbidezza delle carni e la sensualità trattenuta del sonno. L’archeologa Aleksandra Paić, che ha diretto lo scavo, ha raccontato l’emozione del ritrovamento: «È il sogno di ogni archeologo – ha detto – trovare un’opera simile dopo duemila anni di silenzio». Per comprendere il contesto del ritrovamento, bisogna ricordare che Pola, in età romana, era una delle città più fiorenti dell’Adriatico settentrionale, colonia latina e snodo commerciale di primo piano. Qui si ergevano templi, terme, teatri e soprattutto l’imponente anfiteatro, uno dei meglio conservati dell’Impero. La città, organizzata secondo la tipica maglia ortogonale, era abitata da famiglie di funzionari, armatori e commercianti che investivano nell’arte e nel lusso domestico, importando marmi e statue dalle botteghe di Atene, Rodi e Roma. Il ritrovamento di via Castropola conferma dunque l’alto livello culturale e il gusto raffinato della società romana istriana, che amava ornare le proprie dimore con simboli di bellezza e conoscenza.Corsi di arte online Ma la figura di Cupido dormiente racchiude un significato che va ben oltre l’estetica. Nell’antichità, il dio dell’amore addormentato rappresentava la tregua delle passioni, l’intervallo in cui la ragione poteva riprendere il dominio sull’impeto dei sensi. Cupido, il fanciullo alato che lancia frecce invisibili e irresistibili, qui dorme: non è vinto, ma sospeso. Il suo sonno è un momento di equilibrio in cui l’ordine morale e la conoscenza possono tornare a prevalere. «Il sonno di Cupido equivale al richiamo alla ragione e al dominio dei sensi, alla stoica vittoria sui sentimenti e sulle pulsioni – osserva Bernardelli Curuz – solo con il sonno di Cupido, quindi dell’eros e dell’amore, è possibile lavorare, studiare, intraprendere viaggi eroici, partecipare a guerre». È la condizione in cui l’uomo si emancipa dal dominio delle passioni e ritrova la propria libertà. Un dubbio iniziale è stato sollevato dalla presenza della pelle di leone: potrebbe trattarsi di Ercole bambino, considerando che il leone è il suo attributo tipico. Tuttavia, l’analisi morfologica e iconografica della statua, con forme delicate e proporzioni efebiche, la presenza possibile di ali e la postura languida del sonno indicano con maggiore forza l’identificazione con Eros dormiente. La pelle di leone non è quindi un elemento di forza eroica infantile, ma una metafora del dominio sulle passioni: Cupido disteso su di essa mostra come l’amore, potente e disarmante, possa essere dominato dal sonno, dall’equilibrio e dalla ragione.Biglietti mostre “La lucertola o il ramarro, qui scolpita ha il significato — come avverrà nella pittura di Lorenzo Lotto, che recupera dall’antico questo simbolismo — di un avvertimento divino. – prosegue Bernardelli Curuz – un’irruzione nella quotidianità dell’uomo che lo induce a cambiare. È probabile che il marmo si rivolgesse proprio a chi lo osservava, invitando alla rinuncia del piacere a favore di grandi imprese, come quelle di Ercole, ponendo l’accento sull’equilibrio tra piacere amoroso (da mettere in una situazione di controllo e di sonno) ragione e azione virtuosa”. Nella statua di Pola, questo concetto si manifesta con una grazia rara. Il corpo del dio, disteso e vulnerabile, si poggia su un trofeo di forza — la pelle del leone — e al tempo stesso è accompagnato dalla fragile presenza della lucertola. È come se la scultura racchiudesse in sé l’intero ciclo vitale: eros, lotta, sonno e rinnovamento. Un’immagine di equilibrio tra istinto e intelletto, materia e spirito, e un monito all’osservatore a dominare le passioni per affrontare le sfide del mondo. Dopo il restauro, la scultura entrerà nella collezione permanente del Museo Archeologico dell’Istria, diventando una delle opere simbolo della città. Il ritrovamento non è soltanto un colpo di fortuna archeologica, ma una rivelazione sul pensiero antico e sulla sua attualità. In un’epoca dominata dalle passioni e dalle tempeste dell’emotività, l’antico Cupido che dorme sotto la pioggia di Pola ci ricorda la necessità del silenzio, della misura, della ragione che doma l’impeto, e ci invita a compiere le nostre imprese con coraggio e consapevolezza. La nascita di Pola sull'Adriatico è attribuita al mito di Giasone e Medea (Pola = Città di fuggitivi) legato alla ricerca del vello d'oro con conseguente tragedia. I romani nel 117 a.c. sconfissero gli Histri, fondando la colonia romana "Colonia Pietas Iulia Pola Pollentia Herculanea" per brevità chiamata la Pietas Iulia, da cui si pensa derivi il nome della città di Pola. Essa giace a una decina di km dall'attuale città di Pola. https://www.stilearte.it/che-meraviglia-scoprono-e-recuperano-ora-dal-terreno-una-statua-di-amore-dormiente-scultura-romana-del-ii-secolo-accanto-a-lui-una-lucertola-e-una-pelle-di-leone-che-significato-avevano-che-funzi/
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  24. Salve,anche questa crazia di Cosimo I de Medici Duca con stemma ovale
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  25. Mi dispiace,ci ho provato,non essendo la mia monetazione era molto possibile un mio errore di classificazione... Inoltre le misure di peso e diametro sono molto simili a quelli dei quattrini...
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  26. Concordo. E aggiungo che anche per le medaglie e per le monete commemorative messe in commercio in folder, custodia, eccetera, vale il medesimo discorso. Se non si ha a disposizione il contenitore, o non è in perfette condizioni, bisognerebbe farlo presente. Anche per avere la certezza che eventuali graffi o danneggiamenti vari, siano o meno presenti al momento della vendita, o imputabili al trasporto dei medesimi.
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  27. Grazie tanto per l'approfondimento, molto interessate. Come interessate sarebbe trovare (se vi sono) gli atti del convegno citato. Le medaglie che rappresentano come icnografia aspetti della tecnologia monetaria mi interessano in modo particolare....
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  28. @ilLurkatore Buon pomeriggio, questa moneta dovrebbe essere un 20 Kreuzer asburgico ma è un pezzo la cui fattura non mi convince molto...come già detto da altri potrebbe trattarsi di un falso. Inoltre, Giuseppe II d'Asburgo-Lorena morì nel 1790 per cui la data è incongruente... esistono pezzi battuti nel 1792 ma a nome di Leopoldo II. Un'altro fatto che mi fa pensare circa la bontà della moneta è l'effigie del Sovrano...qui è rappresentato in maniera più "giovanile" come nei conii battuti tra 1765 e 1780, periodo cui condivideva il trono con la madre Maria Teresa d'Asburgo. Se non erro dal 1783 l'effigie cambia, è più matura (la Zecca di Hall, marchio F, dovrebbe aver mantenuto la vecchia effigie fino al 1785). Condivido un paio di immagini dalla mia galleria fotografica in cui si nota il cambio di effigie: la prima è del 1778, la seconda del 1787. La dicitura "GE REX" se non erro è presente in tutti i 20 Kreuzer del Sacro Romano Impero... sta ad indicare il titolo di Re di Germania.
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  29. Se i segni che intendi sono come questi rappresentati nei dettagli che allego, sono causati dalle spazzole metalliche all'atto della pulitura del conio. A seguito di questa procedura il conio subisce delle rigature (in negativo) che lasciano dei segni in positivo all'atto della coniazione. E' più facile scorgerli nelle monete di ampio modulo, specie, ovviamente, su quelle in alta conservazione
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  30. 1000 Forint, Ungehria, 1992-96 L’immagine è quella di una scultura (*) che raffigura una donna seduta nel gesto dell’allattamento, ritraendo uno degli oggetti di questa discussione nella sua funzione primaria. Sì, ebbene, dopo tutte queste pagine e dozzine di immagini, c’è anche questo aspetto! 😁 njk ================= (*) Per saperne di più: https://www.moneypedia.de/index.php/Ferenc_Medgyessy https://it.numista.com/207294
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  31. Salve , volevo chiedervi se questa moneta sia vera (il venditore è uno professionale) , qualche informazione, materiale e se conviene comprarla a meno 30€. Grazie e buona serata!
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  32. Si la tipologia e’ gia’ conosciuta e diversi esemplari sono oassati per il mercato. Su questo nello specifico resta difficile esprimere un parere
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  33. Se a te piace, si . Io preferisco monete come questa, vissute e non manomesse. Conserva ancora una discreta patina originale che, sempre a mio parere e gusto, da un valore aggiunto alla moneta. Ci sono in vendita ovviamente molti esemplari con metallo brillante perché pulite e lucidate che sanno molto di monete moderne...non dimentichiamo che hanno migliaia di anni, ed in quella che vuoi acquistare si vedono tutti e per me è un bel vedere .🙂
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  34. PI anta, R Eros, sigla di O LI = piantare rossi gladioli. Buona giornata!
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  35. Buonasera, ci provo, probabilmente ti riferisci al globetto tra le gambe della R in leggenda (RO). saluti Alberto
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  36. DE GREGE EPICURI Il personaggio che regge la lira (Apollo?) sembra accosciato, a differenza dalla figura mostrata da Gallica (citata da @apollonia). Oltretutto, la zecca di Colbasa ha coniato pochissimo, e non è rappresentata in molte collezioni. Per ora non l'ho trovata, non saprei.
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  37. Non conosco la monetazione, ma posso dire che per la tipologia di moneta è ottimamente conservata, complimenti.
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  38. Dal volume della SOCIETA' NUMISMSTICA ITALIANA autore Matteo Rongo ...e l'originale è del 1778 di MARIA TERESA vedi la discussione MILANO e dintorni MEDAGLIE dal 400: MILANO e dintorni MEDAGLIE dal 400.... - Medaglistica - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo.webloc
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  39. Questa e’ la medaglietta col cartoncino che doveva essere spedita a Marco e che e’ stata data al ragazzo in Milano Numismatica.
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  40. Gorny & Mosch 314, lotto 553 NÖRDLICHE LEVANTE. ANTIOCHIA AM ORONTES. Kleopatra VII. und Marc Anton, 36 v. Chr. Tetradrachme ø 26mm (14.50g). Vs.: ΒΑΣΙΛΙΣΣΑ ΚΛΕΟΠΑΤΡΑ ΘΕΑ ΝΕΩΤΕΡΑ, drapierte Büste mit Diadem u. reichem Schmuck n. r. Rs.: ΑΝΤΩΝΙΟΣ ΑΥΤΟΚΡΑΤΩΡ ΤΡΙΤΟΝ ΤΡΙΩΝ ΑΝΔΡΩΝ, Kopf n. r. McAlee 174; RPC I, 4094; Prieur 27; HGC 9, 1361. Zarte Tönung, spröder Schrötling mit rissiger Oberfläche, ss-vz. ΒΑΣΙΛΙΣΣΑ ΚΛΕΟΠΑΤΡΑ ΘΕΑ ΝΕΩΤΕΡΑ, busto drappeggiato con diadema e ricchi gioielli a destra. Hammer 16'000 EUR apollonia
    1 punto
  41. Incuriosito di questo fatto, che non conoscevo, ho fatto una ricognizione sui miei 10 esemplari, per vedere a quale tipo appartengono: 8 = tipo 3 2 = tipo 2 nessuno del tipo 1 Qui uno dei meglio conservati:
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  42. O magari far lievitare il prezzo in asta …
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  43. Ma il momento più toccante e virtuoso di sabato a Milano Numismatica e’ stata l’iniziativa per i giovani di Quelli del Cordusio, iniziativa ripetuta da sempre ogni anno e che quest’anno ha previsto il dono oltre della moneta ai giovani di un libro. Riteniamo che l’abbinata 1 libro, 1 moneta sia quella che possa creare più passioni e più consapevolezza verso il giovane per la storia, la cultura e la numismatica. Se vedrete tutto il video che e’ sui social ci sarà anche il triste ricordo del nostro amico numismatico Marco Boscolo mancato a soli 34 anni. Con l’occasione, grazie all’aiuto di un collezionista amico di Marco, ho potuto dare una medaglietta che doveva essere spedita a lui, a un altro giovane meritevole Lorenzo Palanca in un passaggio di testimone tra giovani veramente da libro cuore, non dimenticheremo Marco !
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  44. Grazie numa numa delle preziosissime informazioni, in effetti i saggi preliminari sono opera a sé stante rispetto all’opera Monete Greche di Sicilia, Intramezzo mi manca, ma provvederò ad ordinarlo subito. La lettura del Rizzo, a volte complicata e polemica, offre una panoramica stilistica e storica indispensabile per affinare l’aspetto artistico dei coni sicelioti, personalmente, leggendolo, ho imparato ad osservare i dettagli in modo diverso, più approfondito e consapevole. Per questo lo considero una delle opere principe per la numismatica siceliota e ne consiglio la lettura a tutti gli appassionati.
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  45. Un successo straordinario: Grazie a tutti Ancora con gli occhi pieni di gioia e il cuore gonfio di gratitudine, guardiamo queste immagini che raccontano un'esperienza indimenticabile: Calabria Colleziona 2025 è stato un vero trionfo! Dalle foto si evince chiaramente l'enorme affluenza e l'atmosfera vibrante che ha animato ogni angolo dell'evento. Stand affollati, sorrisi, scambi appassionati e momenti di approfondimento hanno dimostrato che il collezionismo è più vivo che mai, specialmente qui in Calabria! Il successo di questa manifestazione è frutto di un lavoro di squadra eccezionale e di una visione ben precisa: Mettere al centro l'aspetto culturale. E in questo, la superba direzione del direttore Nicolò Giaquinta @jaconico è stata la nostra stella polare, garantendo una qualità e un'attenzione ai dettagli che hanno fatto la differenza. Un grazie immenso per la sua inesauribile passione! Un ringraziamento di cuore va ai nostri relatori di altissima qualità: Mattia Rescigno @Mattia Rescigno_ Salvatore Rubino e il Professore Caroccio, che con le loro profonde conoscenze hanno arricchito ogni sessione, trasformando la curiosità in vera cultura. E come non menzionare le due mostre di spessore, curate egregiamente da Pierpaolo Pisano e dallo stesso Nicolò, che hanno offerto percorsi espositivi unici e coinvolgenti. Dietro a tutto questo c'è l'impegno instancabile dei soci e l'organizzazione impeccabile di Collezionare RENDE Associazione Culturale. Un applauso speciale al nostro Presidente, Marco Mele, la cui innata pacatezza, saggezza e cortesia sono state un faro in ogni momento. E un grazie di cuore a tutto lo staff, veri pilastri dell'evento: Enrico Reda e Biagio Antonio Mazzulla per la loro energia e il loro supporto costante. Le loro gentilissime signore, che hanno gestito ogni aspetto con grazia e precisione. Il nostro esperto grafico Alessandro Berardi, che ha dato forma alle nostre idee. Il nostro energico commercialista Marco Bonaro, sempre prezioso e presente. Il vulcanico Francesco Salerno, un'anima trainante e insostituibile. Un ringraziamento speciale a Marika, compagna del nostro Nicolò, per il suo fondamentale supporto nel video marketing e nella grafica: La sua creatività ha dato voce e immagine al nostro evento! Sono onorato di aver dato il mio contributo in questa nuova, entusiasmante avventura. E come non menzionare il carissimo Antonio Pezzulli per tutto l'affetto sincero e la mia compagna di vita Alessia Mele, il cui supporto morale e logistico è stato fondamentale. Mi avete coccolato e fatto sentire davvero speciale. Grazie a tutti gli amici che, ancora una volta, vi siete adoperati con grandi sacrifici economici e fisici per la buona riuscita dell'evento. Posso tranquillamente definirlo: "Un Grande Successo!" Ma nulla nasce per caso! L'obiettivo principale era fare rumore, distinguerci da tanti eventi "visti e rivisti", mettendoci anima, cuore e passione, tratti identitari non comuni a tutti. Crediamo nel nostro piccolo di esserci riusciti! Vi aspettiamo per la nuova edizione, ancora più entusiasti, comunicativi, energici e reattivi...con il nostro motto di sempre: "Più siamo...più ci divertiamo!" E per la futura edizione, il nostro motto sarà "Calabria Colleziona: Energia pura, cultura ed avventura!"
    1 punto
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