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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/06/25 in tutte le aree
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@gpittini sì i primi furono i Visconoi ma poi molte altre zecche utilizzarono il simbolo del cimiero come emblema, vedremo così una carrellata di monete non solo milanesi.4 punti
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Generalmente quando devo fare un'offerta ad un venditore, prima di effettuarla, m'immagino di mettermi al posto di chi vende quella moneta o monete o libri o cataloghi d'aste, e penso: se fossi in lui,potrei accettare la proposta che gli sto facendo,? In tal modo, nel contrattare, non perdo tempo nè io e nè chi riceve la mia proposta: ne faccio una e basta. Poi ci sono i "perditempo": quelli che, anche se tu accettassi, la loro proposta, comunque non porterebbero a termine la transazione. Interessante è il comportamento degli antichi fenici nelle loro vendite: con le loro imbarcazioni si avvicinavano alla costa della popolazione con cui volevano fare affari, disponevano le loro mercanzie sulla spiaggia e risalivano sulle imbarcazioni restando in attesa che gli indigeni ponessero dinanzi alle loro mercanzie le loro offerte in denaro e si ritirassero. Il giorno dopo,scendevano dalle imbarcazioni e valutavano se le offerte fossero congrue o meno. Se le offerte si rivelavano congrue, le prendevano, lasciavano la merce e partivano, se non erano soddisfatti, lasciavano merci ed offerte e si ritiravano ancora una volta sulle loro imbarcazioni.Gli indigeni o aggiungevano altro denaro ( poteva essere anche oro)oppure si riprendevano ciò che avevano offerto. In tal modo la trattativa o si concludeva con un nulla di fatto o andava avanti fin quando le due parti non si fossero ritenute soddisfatte. I fenici si comportavano in questa maniera poichè volevano far capire che avevano intenzioni pacifiche e che volevano solo commerciare. Non avvenivano scambi di parole fra le parti.4 punti
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Questa bella cartolina partita da Monaco per Roma, mostra Ranieri III e Grace Kelly nel giorno del loro matrimonio. Dalla parte della coppia, c'è un francobollo da un franco annullato il 19 aprile, mentre sul lato degli indirizzi c'è un francobollo di 6 franchi.3 punti
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Ciao @Atexanoed invece da quanto si evince anche dalla seconda foto che hai postato che si tratta di un colpo/taglio ben definito nell'altro esemplare mentre nel tuo ha i bordi ed i dettagli molto grassolani proprio perché ottenuto per fusione.2 punti
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Il segno sul collo di questa “ moneta” , perfettamente uguale a quello sul collo dell’altra, non ci può e non ci deve essere. Questa moneta è definitivamente falsa a prescindere da qualunque cosa chiunque possa dire, sia che chi lo dice sia un curatore , sia che chi lo dice sia un pulitore di Monete, e adesso ne abbiamo la prova lampante. Direi che questa buffonata si possa chiudere qui.2 punti
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E' valutato " Sehr selten " un attraente esemplare in AE da Pautalia di Tracia per Caracalla, con al diritto testa laureata dell' imperatore ed al rovescio particolare raffigurazione di un gruppo di templi . Sarà a giorni, il 10 Novembre, in vendita Kunker 433 al n. 6053 .2 punti
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Il Presidente e lo Scultore Theodore Roosevelt non mancò di imporre la sua personalità anche in campo culturale. Riteneva che quando qualsiasi cultura fosse stata pronta per una "fioritura", sarebbe stata necessaria un'attiva leadership per raggiungere la vera grandezza. Credeva che il suo paese fosse pronto in quel momento perché la sua composizione etnica e razziale si era solidificata in un tipo Americano originale, pronto a esprimere creativamente "le caratteristiche distintive della nostra propria anima nazionale" . Il suo inequivocabile culturalismo nazionale, faceva di lui un appassionato difensore della "genuina Americanità". Roosevelt fu il primo Presidente a rendere patriottica la difesa della creatività letteraria e artistica americane. Come logica conseguenza di ciò, apprezzava e amava frequentare scrittori quali Mark Twain, Henry James, Edith Wharton, artisti come Frederic Remington, Louis Tiffany e... Augustus Saint-Gaudens E proprio quest'ultimo, il più importante e famoso scultore americano della sua generazione, incontrò la sera dell’11 gennaio 1905, durante una cena all’Arlington Hotel di Washington, che intendeva celebrare l’American Academy di Roma. Roosevelt, a un certo punto, prese da parte l’artista, che già conosceva e del quale aveva grande stima, per parlargli della medaglia inaugurale coniata dalla Zecca per la sua elezione del 1904, disegnata da Charles Barber e George Morgan, ma della quale non era soddisfatto… non avrebbe potuto Saint-Gaudens disegnare per lui una medaglia alternativa? Pur essendo compiaciuto della richiesta, questi esitava: perfezionista estremo, era sempre in ritardo nella consegna dei lavori che gli venivano commissionati, e temeva di non riuscire a soddisfare il Presidente… ma Roosevelt, come sempre, fu irriducibile nel perseguire ciò che voleva La sera dopo, lo scultore venne invitato a cena alla Casa Bianca, dove il Presidente non solo gli rinnovò la richiesta, ma gli propose anche di ridisegnare le monete correnti, invitandolo a far visita al Direttore della Zecca e discuterne con lui. Qualche giorno dopo, quando Saint-Gaudens lasciò Washington per far ritorno nella sua casa nel New Hampshire, aveva preso la sua decisione: avrebbe disegnato la medaglia, le monete... chissà. Come avrebbe potuto rifiutarsi? Non solo avrebbe creato un’immagine storica di Roosevelt, che ammirava enormemente, ma avrebbe anche soppiantato il lavoro di un uomo che, al contrario, non ammirava affatto: l’incisore-capo della Zecca, Charles Barber Nasce così questa medaglia, che accoppia lo splendido ritratto di Roosevelt all'imponente aquila che comparirà due anni più tardi sulla moneta da 10 dollari petronius2 punti
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Stavo rivedendo la mia piastra e rileggevo il post. La Numismatica ormai è dentro di me e mi spiace che molti Lamonetiani di un tempo non postino più come prima, mi dispiace che la rivista Cronaca Numismatica ora sia solo on-line, che fonti autorevoli tipo cataloghi e libri ma anche i vari Club non siano uniti scambiando le opinioni e le varie "scoperte" invece di fare a gara tra di loro a chi è meglio. Alla fine ci ritroviamo tutti da soli, chi si scrive il proprio catalogo o libro inserendo poco cose alla volta invece di trovare un modo di unire il tutto. Capisco che non è semplice ma solo per il solito motivo Soldi e Paternità. Chissà forse un giorno cambierà anche se non credo che io lo vedrò, pero mai dire mai.😉 Sono passati due anni anzi quasi tre ma questo post/ricerca/lavoro, chi l'ha letto? Lo sapranno mai tutti gli appassionati di questa monetazione e non solo o rimarrà solo un post qui sul forum? Avanti Numis...2 punti
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Salve Ajax,it seems Heraclius With Her. Costantinus and Martina,follis Constantinopolis mint2 punti
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Forse è chiarito il mistero di questo antico gesto apotropaico di Nemesi. Sembra trattarsi dello sputarsi nel petto, un gesto che è rimasto per es. nelle tradizioni Sarde. Lo sputo è a tutti gli effetti uno strumento scaccia malocchio, come negli esempi che se vi interessano trovate a seguire, tratti da: "Folklore antico e moderno-Credenze greche e romane comparate con le tradizioni popolari moderne" e dal blog "Superstizioni ad Alghero e in Sardegna" Infine il rovescio di un aureo di Claudio con Nemesi nello stesso gesto apotropaico (per un caso in asta oggi da Heritage)2 punti
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Theodore Roosevelt può essere considerato, per molti versi, il primo Presidente "moderno" degli Stati Uniti. La personalità vivace, l'inesauribile energia e, perché no, la sua brama di potere, contrastavano notevolmente con l'opacità e il rifiuto ad agire di chi lo aveva preceduto alla Casa Bianca dopo la guerra di secessione. Egli riteneva che la crescente importanza internazionale degli Stati Uniti e l'emergere di sempre più complesse questioni economiche interne richiedessero una leadership più vigorosa, che solo il presidente poteva dare. Definendo il presidente come "l'amministratore del popolo, attivamente e affermativamente deciso a fare tutto ciò che può per il popolo", Roosevelt riteneva che fosse non solo suo diritto, ma suo dovere, intraprendere qualunque azione richiesta dall'interesse nazionale, a meno che non fosse specificamente vietata dalla Costituzione o dalle leggi. Trasformò la presidenza in un fatto spettacolare, ponendola al centro del palcoscenico politico e la usò come un pulpito da cui predicare alla nazione. Possedeva l'istinto della pubblicità e comprendeva immediatamente le tendenze dell'opinione pubblica, il che gli permise di guadagnarsi un seguito numeroso e devoto. Eppure la sua reputazione di riformista non fu pienamente meritata. Era molto meno radicale di quanto apparisse dalla sua retorica, le sue convinzioni più profonde erano ampiamente conservatrici, ma intuiva la crescente richiesta di riforme e la necessità di adeguarvisi. A dispetto dei suoi difetti (vanità, egocentrismo, atteggiamento infantile ) fu il primo presidente a comprendere i mutamenti che avevano trasformato l'America petronius2 punti
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Buongiorno, ciotola da 50 centesimi del giovedi... 10 copechi 1907, non messi benissimo...2 punti
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Ma perché è stata riesumata una discussione vecchia di 2 anni, che aveva detto tutto quel che aveva da dire? @BTL27 la moneta della foto, perché di quella e solo di quella si parlava a suo tempo, vale 2 euro, e credo non ci sia nient'altro da aggiungere.2 punti
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Nell'attesa che se @Testone68 ci vorrà anticipare qualcosa, posto il diritto di una stupenda moneta di Luchino e Giovanni Visconti coniata a metà del XIV secolo...Grosso da 2 soldi.2 punti
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Buongiorno a tutti, quest'oggi ho il piacere di mostrarvi una rarissima prova napoleonica, ovvero il 3 centesimi 1810 di transizione. È la prima volta che questa specifica prova, di cui gli esemplari noti si contano sulle dita di una mano, viene mostrata su questo forum. Purtroppo, troppo spesso mi capita di sentir parlare impropriamente di R5 napoleonici... Ecco allora che ho voluto mostrare a voi tutti un autentico R5 di Napoleone per il Regno d'Italia. L'esemplare in questione proviene dall'asta Varesi 84 del novembre dello scorso anno (se ne ricorderà sicuramente @lucadesign85). Mi auguro che questa prova sia gradita agli appassionati (e non) di monetazione napoleonica. Sulle ragioni storiche che hanno portato alla realizzazione di questa prova (assieme a quella del soldo che ho già mostrato in passato) vi rimando al mio articolo pubblicato nell'ultimo numero del Gazzettino del Cordusio. Da un punto di vista tecnico, la particolarità di queste prove è che presentano il bordo liscio e rialzato, tipico dei nominali in rame del 2° tipo, mentre invece l'effige di Napoleone è diversa (simile ma non del tutto sovrapponibile a quella del 1° tipo).1 punto
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Qualcuno anzi qualcuna, zita, zita, lo aveva portato all'estero... https://www.corriere.it/esteri/25_novembre_06/tesoro-asburgo-gioielli-diamante-florentiner-corona-sissi-4e6ed78b-864c-4a4f-82eb-1f3ca9057xlk.shtml1 punto
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DE GREGE EPICURI Altra medaglia torinese (della serie: Uomini illustri del Piemonte); questa è fusa, opera di G.Galeazzi, e misura 44 mm. Si tratta di Giovanni Battista Bogino (1701-1784), ministro di Carlo Emanuele III. Al D la scritta infatti recita: I.B.BOGINUS.CAR.EM.III REG. ADMINISTER. Nato a Cravagliana in Valsesia, si laureò in giurisprudenza. Al rovescio: REM MILITAREM- SAPIENTER CURAVIT-ET ARTES-IN AGRESTEM SARDINIAM-INTULIT , cioè più o meno: si occupo' validamente delle attività militari, e introdusse iniziative agricole in Sardegna. Sotto Carlo Emanuele III fu segretario della Guerra e poi Ministro di Stato (cioè primo ministro). Scusate se le foto non sono a fuoco, purtroppo non posso rifarle...1 punto
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Conte N e R: egli SP rechi = contenere gli sprechi. Buonanotte!1 punto
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Una moneta da R5 che nel mio ultimo prove e progetti stranamente MOntenegro ha catalogato solo come R3 ma correggo senz'altro la rarità in R5 Potremmo anche definirla di presentazione1 punto
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Argomento interessantissimo, mi permetto di chiedere ad Enrico @Testone68 se verrà trattato anche qualche cimiero del XV secolo, ne ho in mente uno molto molto raro su monete del periodo sforzesco...1 punto
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@Salvatore73 personalmente ho la sensazione che il collezionismo di euro possa essere un mercato che vedrà, in futuro, un calo sensibile, maggiore rispetto ad altre monetazioni meno recenti. Questo a causa della alta standizzazione nella produzione e di tirature elevate delle monete per collezionisti. Per me, significa che esistono migliaia di pezzi esattamente identici in alta conservazione (che infatti vengono già oggi venduti a pochi euro ciascuno), quindi l'appeal della rarità cala molto (a meno di poche monete). Osservo, inoltre, molti collezionisti interessati a varianti, errori e similari, proprio perché sono le uniche monete che si discostano dall'ordinario/standard. Arrivo quindi al dunque, con il mio consiglio: fai periziare la moneta da Del Pup, che è il più noto esperto a livello nazionale, e vendila ad un bel prezzo (sui 250-300 troverai sicuramente qualcuno interessato. Con il ricavato ti compri altre monete in più alta conservazione, o più rare, che ti daranno certamente più soddisfazione! Saluti1 punto
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____________________________ "Ma quant'è bello crogiolarsi al chiar di luna sul pavimento di questa piazza! "1 punto
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Durante la conferenza prenderemo in esame non solo le monete, ma anche alcune sculture che sono indicative del '300 che hanno un particolare interesse per l'argomento, che, come vedrete è abbastanza ampio e trasversale.1 punto
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Per questo tipo di acquisti vado di commerciante fidato, assolutamente, che rilascia regolare fattura1 punto
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Questo è quanto ti da oggi un buon "compro oro" che si un BB o un FDC ITALIA PER DISINVESTIRE Ma solo perchè in questo momento l'oro sale e scende troppo velocemente quindi Numismaticamente è un casino.........1 punto
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Si pure io seguo offerte di vari commercianti, e l’oro vicino a prezzo spot viene tutto spazzolato via1 punto
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Già passato verso gli inizi di questa discussione e bacchettato, però non ricordo se era betulla1 punto
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Cosa intendi per tipi? Se intendi quante diverse monete su questo tema esistono, suppongo che siano parecchie, ma il numero esatto credo sia molto difficile da sapere, perché ogni Stato, tendenzialmente potrebbe averne coniate molte Anche a me non piacciono le monete smaltate. Per quanto riguarda le regole... esiste una regola per questo tipo di accordi?1 punto
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Vi riporto l'articolo apparso recentemente su Cronaca Numismatica di Roberto Ganganelli | Battaglia legale sul premio di rinvenimento del Tesoro di Como e le monete rimangono chiuse in un cassetto invece che esposte al pubblico Cronaca Numismatica - 4 Novembre 2025 Fino a pochi giorni fa un decreto ingiuntivo sanciva l’obbligo, per il Ministero della Cultura, di pagare un congruo premio di rinvenimento sul Tesoro di Como – scoperto nel 2018 e di cui ci siamo occupati più volte – ma ora, a causa di una nuova sentenza del Tar, tutto sembra essersi bloccato. Tesoro di Como: situazione bloccata dal TAR fino al 2027 I giudici del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia, infatti, hanno congelato la situazione almeno fino al 2027 e sul contenzioso fra lo Stato italiano e Officine Immobiliari, la società comasca che effettuò la causale scoperta delle 1000 monete d’oro tardo imperiali nel cantiere di Via Diaz (ex Teatro Cressoni) non può essere scritta ancora la parola “fine”. Secondo la normativa italiana, infatti, Officine Immobiliari ha diritto a un premio di rinvenimento sul Tesoro di Como e si era parlato di 453.000 euro, ossia il 9,25% su un valore delle monete stimato dal Ministero della Cultura in 4,9 milioni di euro; in realtà il valore dell’eccezionale complesso numismatico sarebbe ben più elevato, compreso tra i 9 e gli 11 milioni di euro come stabilito da un ente terzo londinese. Quale che sia il valore “ragionevole” per il premio di rinvenimento del Tesoro di Como, nonostante le tre cause vinte da Officine Immobiliari presso il Consiglio di Stato la situazione appare a un punto morto, con l’unico effetto che anche l’esposizione delle monete, sbandierata più volte come imminente, dovrà essere posticipata fino a non si sa quando. L’allestimento e l’apertura al pubblico si allontanano Una situazione che amareggia, soprattutto perché il Tesoro di Como è destinato a rimanese ancora a lungo nei cassetti della Soprintendenza, dove già “riposa” da anni. Era infatti il 5 settembre del 2018 quando sotto l’ex Teatro Cressoni venne alla luce l’anfora con le mille monete romane di epoca tardo imperiale, un ritrovamento che fece notizia in tutto il mondo e che l’allora ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, definì come “la scoperta più importante dell’archeologia dopo Aquileia”. Fiumi d’inchiostro e centinaia di pagine digitali sono stati scritti da allora sul tesoretto numismatico e le vicende che lo hanno visto protagonista: per rendersi conto dell’eco in Italia e non solo basta consultare la sterminata rassegna stampa dal 2018 a oggi. Tra gli ultimi articoli, apparso pochi giorni fa nell’edizione online de Il Giorno riportiamo le parole di Saba Dell’Oca, amministratore di Officine Immobiliari: “Ci sentiamo presi in giro. Noi abbiamo trovato le monete. Siamo proprietari e scopritori. Nessuno sapeva che lì sotto ci fosse un tesoro, non era stato programmato nessuno scavo. È una follia essere arrivati a questo scontro, perché Como è la città del ritrovamento e le monete potevano già essere a disposizione di tutti”. Una vicenda che incentiverà a nascondere invece che a rivelare E ancora: “È una vicenda che incentiverà altri a nascondere invece che rivelare. Incoraggerà a portare questi beni all’estero e rivenderli. Se è vero che l’Italia detiene l’80% del patrimonio mondiale dell’archeologia, è stupido che lo Stato non incentivi i cittadini che hanno scoperto tesori a non intascarli. Abbiamo speso un sacco di soldi, ma non molleremo nella maniera più assoluta, almeno affinché venga riscritta la legge sui ritrovamenti”. Ci sentiamo presi in giro anche noi, e condividiamo ogni sua parola. Premio di rinvenimento sul TESORO DI COMO: lo Stato NON PAGA1 punto
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Vale solo per l'oro da investimento, per intenderci l'oro 24K cioè 995 in su es.999, tutte le altre monete o oggetti in oro non 24K non sono soggetti a tassazione.1 punto
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Buongiorno. Io, avessi trovato questa moneta, farei così. Per prima cosa la farei periziare da un esperto del settore, come Del Pup: https://www.numismaticadelpup.com/perizie/ Dove, oltretutto, i costi sono molto contenuti. Poi la venderei subito (magari 100€ o più li spunti). Questo periodo storico è ottimo, l'interesse per gli errori di conio è al massimo. Le mode cambiano, un domani varrà molto ma molto meno. Questo è quello che farei io, ma io colleziono altro 😊1 punto
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perchè no, se non infrangiamo le regole.. Peccato per lo smalto fosforescente, non riesco a mandarle giù le monete smaltate1 punto
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si l'oro é aumentato parecchio questo anno quindi per quella moneta si paga quasi alla pari il valore dell'oro. Cmq ho controllato per le monete come per i lingotti si paga il 26% sulla plusvalenza se si ha la prova del prezzo di acquisto, altrimenti il 26% sul prezzo di vendita, quindi diciamo che acquistare quella moneta come investimento non vale molto la pena, al momento... la 0.75eur credo proprio che la salteró, il blister non mi fa impazzire1 punto
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I Conder Tokens (detti anche 18th-century provincial tokens) prendono il nome da James Conder di Ipswich, che nel 1798 pubblicò il primo catalogo sistematico delle emissioni private in rame circolanti nel Regno Unito; la sua nomenclatura rimase il punto di riferimento per i collezionisti fino alle successive classificazioni di Dalton & Hamer. La loro emissione è da ricondursi principalmente a una penuria di moneta divisibile per le piccole transazioni alla fine del XVIII secolo: la zecca reale (Royal Mint) aveva limitato la coniazione in rame e il numero di piccole monete ufficiali era insufficiente rispetto alle esigenze crescenti determinate dalla rivoluzione industriale, dall’aumento demografico e dall’ampliamento degli scambi locali. Di conseguenza, artigiani, imprese e autorità locali fecero coniare gettoni in rame; spesso nominali da half penny e farthing, ma non di rado anche penny, che avevano funzione pratica di resto e, al contempo, pubblicitaria. Gran parte delle coniazioni private di qualità superiore fu commissionata alla Soho Mint di Birmingham, la zecca privata fondata da Matthew Boulton, che introdusse macchine di coniazione azionate a vapore e standardizzò peso, diametro e bordo delle emissioni; per ciò la Soho divenne fornitore sia di gettoni commerciali sia di coniazioni ufficiali per clienti pubblici e coloniali. La svolta formale avvenne quando il governo britannico autorizzò, nel 1797, la produzione contrattata presso la Soho Mint del penny (e del twopence) in rame (il cosiddetto cartwheel penny) con peso e diametro tali da rendere antieconomica la falsificazione e da riportare in corso una moneta di rame riconosciuta dallo Stato. Le monete del 1797 furono infatti battute da Boulton per concessione governativa e segnarono l’inizio della ripresa della coniazione ufficiale in rame. Il cartwheel penny è molto noto in Italia per via dell’influenza che ebbe sulla monetazione napoletana, essendo stato fonte di ispirazione per le piastre da 120 grana di tipo inglese. Occorre distinguere chiaramente fra i Conder Tokens (gettoni privati proviciali inglesi, 1787–c.1802) e le emissioni coniate dalla Soho per conto di amministrazioni coloniali o della East India Company: quest’ultime erano emissioni più propriamente “ufficiali” per l’uso locale (ad es. per le presidenze indiane) e sono documentate già agli inizi del XIX secolo. Quanto all’estensione geografica delle pratiche tokenarie, nelle colonie i problemi di piccolo resto continuarono a generare emissioni locali o l’importazione di gettoni per parecchi decenni; in Australia si registrano, ad esempio, emissioni legate alle imprese locali ed episodi di uso e trasformazione di pezzi (come i «convict love tokens» ricavati spesso da cartwheel penny) tra i primi decenni e la metà del XIX secolo. Negli ultimi mesi ho aggiunto qualche “Conder token” alla mia raccolta numismatica, e in questa discussione ne condividerò qualcuno per mostrare l’ampia varietà di stili e temi riscontrabili su questi gettoni. Alcuni esemplari sono un vero spaccato della rivoluzione industriale britannica, e del frequente smercio di prodotti esotici.1 punto
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C'è già una lunghissima discussione sugli euro vaticani del 2025, sarebbe opportuno fare riferimento a quella senza disperdersi in altre1 punto
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Salve, segnalo : Traiano e la Guerra Partica nelle fonti numismatiche Fabio Pettazzoni L’età di Traiano (98-117 d.C.) rappresenta uno dei momenti più alti della storia dell’Impero Romano, un periodo di espansione territoriale, di equilibrio politico e di straordinaria vitalità culturale. La figura del princeps optimus, celebrata già dai contemporanei come modello di virtù civile e militare, trova nelle sue emissioni monetarie una testimonianza diretta della complessità ideologica e dell’efficace uso della comunicazione imperiale. Le monete di Traiano, prodotte con notevole cura e varietà eccezionali, costituiscono un documento privilegiato per lo studio del linguaggio figurativo e propagandistico dell’età imperiale. In esse si riflettono non solo gli eventi salienti del principato, ma anche i temi della legittimazione dinastica, della pietas religiosa, della prosperità economica e dell’ordine universale promosso da Roma. Questo volume intende offrire una visione della maggior parte della monetazione traianea, analizzandone i tipi, le leggende e le iconografie alla luce delle fonti storiche, epigrafiche e archeologiche. L’opera si propone di evidenziare come la moneta, strumento di circolazione e di messaggio politico al tempo stesso, divenga sotto Traiano il mezzo attraverso cui l’imperatore rappresenta e consolida l’immagine di un potere giusto, espansivo e universale. Attraverso l’esame della varietà formale e della raffinatezza artistica delle coniazioni, emerge un ritratto dell’imperatore che unisce la virtus del generale alla sapienza del legislatore, e che fa della moneta un microcosmo dell’Impero stesso: un mondo vasto, ordinato e coerente, in cui Roma si riconosce e si afferma come dominatrice del mondo conosciuto. 64 pagine a colori, formato foglio 17x24 € 20,001 punto
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Breve storia di Theodore Roosevelt Theodore Roosevelt nasce il 27 ottobre 1858 a Manhattan, New York, secondogenito dell’imprenditore e filantropo di origine olandese Theodore Roosevelt sr., un cultore e patrono delle arti che sarebbe stato fra coloro che avrebbero fondato il Metropolitan Museum, e Marta ‘’Mittie’’ Bulloch: li vediamo nella foto. Viene battezzato Theodore jr, ma diventa presto ‘’Teddy’’ per amici e familiari. Da bambino ha una salute assai cagionevole e soffre di attacchi d’asma, che riesce a contenere dedicandosi all’attività fisica e all’escursionismo. L'asma, in realtà, lo perseguiterà per tutta la vita. Fin dalla tenera età è appassionato di zoologia e tassidermia, tanto da mettere su un piccolo museo improvvisato insieme ai cugini, in cui espone gli animali che cattura e uccide personalmente. Crescendo diventa un ornitologo di una certa fama, con diverse pubblicazioni, ma al momento di scegliere l’università opta per gli studi giuridici. Si iscrive alla Columbia Law School, la facoltà di giurisprudenza della Columbia University, ma non si laurea mai: lascia gli studi quando capisce di avere la stoffa per fare il politico. Dal 1882 al 1884 è deputato alla Camera bassa dello stato di New York per il partito Repubblicano, nel 1886 si candida senza successo a sindaco di New York, città della quale assume la carica di capo della polizia municipale nel 1895. Sul piano personale, un terribile lutto lo colpisce il 14 febbraio 1884, quando, a 11 ore di distanza, perde la madre per febbre tifoide, e la prima moglie Alice Hathaway Lee, per un’insufficienza renale. La donna aveva dato alla luce appena due giorni prima la loro figlia Alice. Distrutto dal dolore, si ritira per qualche tempo nelle selvagge Badlands e per il resto della vita non parlerà mai della prima moglie. Li vediamo insieme Nel 1897 entra nell'amministrazione McKinley come sottosegretario alla marina, ma allo scoppio della guerra ispano-americana dà le dimissioni e combatte a Cuba con i Rough Riders, un reggimento di volontari di cavalleria su cui torneremo. Al rientro è acclamato come un eroe, ed eletto governatore dello stato di New York, ma il suo riformismo irrita il boss repubblicano di New York, Tom Platt, che per allontanarlo dalla città fa in modo che gli venga offerta la candidatura alla vicepresidenza per il secondo mandato di McKinley. Di quel che accade poi, abbiamo parlato e parleremo petronius1 punto
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Grazie Carlo, la stessa cosa che avevo ipotizzato, ma ho voluto una conferma come del resto anche @PostOffice insieme a te ha confermato.1 punto
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50 Milioni di dollari sul Presidente Venezuelano! C'è nessuno che vuol venire con me?☺️ Nobel per la pace vorrebbe il P. USA? Va tutto bene.🙃🙃🙃🤓1 punto
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Di tutte le comunicazioni verbali e scritte intercorse con CFN negli ultimi mesi una cosa, su tutte, mi è rimasta impressa ... "controlli spesso la sua casella di posta elettronica e tenga a portata di mano la carta di credito".1 punto
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DE GREGE EPICURI Date le specifiche competenze di Enrico, penso che i "pezzi forti" saranno milanesi. Ma è proprio a Milano che sono comparsi i primi cimieri?1 punto
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Caro @fapetri2001noi lo vediamo ad occhio e sappiamo che abbiamo di fronte quella piu' comune, ..io di proposito non ho detto nulla in questa occasione come in altre proprio a "scopo divulgativo", per abituare all' uso dell' odontometro o alla misurazione della dentellatura con il righello.1 punto
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Spero che avete gradito questi esemplari con lo stemma piccolo e taglio a fogliami. Nei millesimi dal 1814 al 1819, sotto nel giro, si trova un martello che è il segno dello zecchiere Giovanni Fabbroni. Nelle altre emissioni del 1820 compare la lettera S dello zecchiere Carlo Siries. Nel conio Del 1824 compare il segno S e una * dello zecchiere Luigi Poirot. Periodo storico molto interessante, quello del Regno di Ferdinando III in Toscana dal 1814/1824, che merita un approfondimento anche dal punto di vista Numismatico.1 punto
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