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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/14/25 in tutte le aree

  1. https://www.parcoesposizioninovegro.it/wp-content/uploads/2025/03/Elenco-espositori-Eurofil-15-16-novembre-2025.pdf
    5 punti
  2. Una inconsueta raffigurazione, molto bella. All'inizio sembrava anche a me potesse trattarsi di una treccia, anche perché la raffigurazione consueta vede il rapito di profilo. Poi però, guardando meglio, ho iniziato a vedere il piede destro rivolto verso di noi. In effetti in qualche esemplare di questa tipologia il barbaro/ragazzo(?)- sembra non essere di profilo. Ha cominciato a farsi strada l'ipotesi che il personaggio tratto dal soldato sia rivolto con il petto verso chi guarda, quindi il collo, quindi gli occhi. Da qui la maggiore convinzione che quella che pare una lunga treccia sia in realtà il braccio e la mano destra.
    4 punti
  3. Buon Pomeriggio a Tutti, oggi vorrei condividere una moneta new entry in collezione, si tratta di un fiorino d'argento della Regina Victoria del 1849, spesso soprannominato "Godless" - "SenzaDio" in quanto mancante in leggenda delle lettere D.G. o Dei Gratia. Grammi 11,31 - diametro mm. 28. A diritto ritratto di una giovane Regina Victoria che sedette sul trono più importante del XIX secolo con corona imperiale ed abito ricamato. Particolare la treccia dei capelli che spesso segnala l'usura della moneta, in questo caso la treccia è abbastanza in buono stato. A rovescio scudo d'armi cruciforme coronato intorno alla rosa Tudor centrale. Grazie per l'attenzione.
    3 punti
  4. Diciamo così,sorella o parente,nonostante si cambia il fattore,il risultato non cambia. Pluriennale esperienza,come sempre,senza offese,va data a Tinia,per la sua profonda conoscenza sulle italiche,che come sempre si espone per primo e ci mette la faccia, nonostante tutto,a Cesare quel che e’ di Cesare.
    3 punti
  5. Martedì 25 novembre dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza su "Le oselle del doge Francesco Morosini il Peloponnesiaco" tenuta da Andrea Costantini. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati il mercoledì prima della conferenza.
    2 punti
  6. La stavo ricercando da un po’. Pasquale Cicogna Doge LXXXVIII, 1585-1595. Palmanova, Scudo-Medaglia 1593. Ag gr. 27,77 Dr. ✿PASCALE CICONIA DVCE VENETIAR•ET C•AN• - DNI•1593. Leone alato con spada, poggia le zampe posteriori sul mare e l'anteriore su rocce alla cui sommità vi è una piccola croce. Rv. +FORI IVLII•ITALIÆ•ET CHRIS•FIDEI PROPVGNACVLVM*. Grande Croce sulla fortezza di Palmanova, nel cui interno la scritta PALMA; sopra, IN HOC SIGNO TVTA•. Paol. 751; Voltolina 691. Rarissimo. Buon BB Questa medaglia viene da taluni riportata come moneta con la denominazione di scudo della Santa Giustina da 124 soldi per equiparazione di peso (vedasi il CNI vol. VI, pag. 207, nn. 1-3) La fortezza di Palmanova fu un esempio di eccelsa costruzione di architettura militare affidata prevalentemente a Giulio Savorgnan. L’esecuzione del piano venne affidata a cinque Senatori, con il titolo di Provveditori Generali: Marcantonio Barbaro, al quale si deve la scelta del nome della fortezza, Palma, simbolo di vittoria, Jacopo e Zaccaria Contarini, Marino Grimani e Leonardo Donà (entrambi futuri Dogi). La cerimonia di inizio lavori venne fissata per il 7 ottobre 1593, XXII anniversario della vittoria di Lepanto. Opera impontente, Palma venne costruita in modo che bastioni, casematte, cortine e caserme fossero tutte disposte in modo da formare un poligono regolare con diciotto lati ad angoli sporgenti e rientranti, simile a una stella a nove punte, corrispondenti ad altrettanti baluardi. Il 3 marzo 1797 Palma fu occupata dagli Austriaci che violarono così la neutralità di Venezia; appena quindici giorni dopo però essi furono sostituiti dalle truppe francesi, vincitrici sul Tagliamento. Napoleone fissò a Palma il proprio Quartier Generale e da qui, il 3 maggio 1797, pubblicò il Manifesto di Guerra contro Venezia. Il Trattato di Campoformio segnò il ritorno degli Austriaci a Palma; qui essi rimasero per sette anni, fino a quando cioè un forte contigente italo-francese, comandato dal Generale Massena, occupò la fortezza. Era il 1805: da questo momento Palma, entrata a far parte del territorio del Regno Italico, assunse il nome di Palmanova. Il 21 Luglio del 1960, Palmanova venne proclamata “città monumento nazionale” con decreto del Presidente della Repubblica. Asta Numismatica Ranieri n. 20 9/11/1025 Lotto 738 Ringrazio pubblicamente la Ranieri.
    2 punti
  7. Buonasera @Kriper0204, bel regalino! come conservazione per me è sul BB, anche se ha qualche graffietto: così vale poco più dell'argento, diciamo sui 35 circa, è piuttosto comune. Non vedo elementi per avere dubbi sull'autenticità, il peso è conforme (dovrebbe essere 25 g). Questa è la versione del gruppo Ercole della 5° repubblica francese. La stessa rappresentazione si trova sugli scudi rivoluzionari della 1° repubblica (tra '700 e '800), della 2° repubblica ( intorno al 1848), della 3° repubblica (intorno al 1873). Esiste anche sui 50 franchi della 5° repubblica (ma con peso e dimensioni diverse 30 g per 41 mm). Il 10 franchi risponde alle caratteristiche dei vecchi scudi UML. Saluti
    2 punti
  8. Salve Dall’equazione suggerita da Carlo 2x/5 + 3(x+1)/4 = 41 si ottiene x=35 e quindi i numeri sono 35 (2/5 =14) e 36 (3/4 = 27). Si può anche non ricorrere a equazioni considerando che i due numeri sono compresi tra la metà di 41 e 41 e quelli divisibili per cinque sono 20, 25, 30, 35 e 40. Il numero successivo dev’essere divisibile per quattro, condizione che si verifica solo per 36 per cui la coppia non può essere altro che 35 e 36. apollonia
    2 punti
  9. Non era una bellezza nemmeno da vivo... vedi statua nella chiesa dei Frari... Arka # slow numismatics
    2 punti
  10. Riassumiamo: 1) La casa d'aste non può fornire certificato di autenticità ne' quello di provenienza. 2) La casa d'aste ha prodotto un filmato dell'aspetto generale dell'oggetto in questione. Nessuna fotografia di dettaglio o con luce che non sia piatta (che, come si dovrebbe sapere appiattisce rilievi e nasconde magnagne). 3) diversi utenti, in considerazione dei SOLI DATI VISIVI in possesso a tutti hanno espresso delle perplessità sia stilistiche che di apparenza generale sulla base di pluriennale esperienza. Quindi gli scopi del thread, dichiarati nell'intervento introduttivo: e Sono stati totalmente raggiunti Attendiamo, quindi, di sapere @spqr74 cosa farà dopo il suo viaggio in Olanda, ovviamente se vorrà condividere. Personalmente credo che ognuno degli utenti, anche i più critici della moneta, sotto sotto auguri sempre il meglio e fortuna ai "colleghi" acquirenti
    2 punti
  11. Ci andai all’ultima edizione, qualche nome noto e conosciuto della numismatica c’era che esponeva, gli spazi e i parcheggi sono buoni, merita di essere incoraggiato e sostenuto, per Milano può essere indubbiamente un valore aggiunto anche in prospettiva.
    2 punti
  12. Dal web ho scaricato questi odontometri, se riesci a portare la stampa degli stessi a misura possono essere utilizzati. perforations.pdfsingapore-stamp-print-perforation-gauge.pdf
    2 punti
  13. Beh!a mio avviso sono due cose assolutamente diverse e non paragonabili, è una cosa cambiare un conio e battere qualche decina di esemplari fraudolenti e che può fare anche una persona da sola,è un' altra cosa cambiare tutto il ciclo produttivo di una lega metallica che per forza di cose implicherebbe il coinvolgimento di diverse figure in zecca...
    2 punti
  14. Ciao Gianfranco non è un'illusione ottica ma una meraviglia: un'osella d'oro da 4 zecchini che non sostituiva il munus argenteo ma lo rafforzava per particolari meriti...
    2 punti
  15. Sinceramente faccio molta fatica a credere ad una cosa del genere,per realizzare una lega diversa occorrevano procedure diverse, inoltre bisognava che tutto il personale della zecca fosse d'accordo,e certi nomi che davano lustro alla zecca di Napoli non credo si sporcassero la reputazione per qualche piastra di lega d'argento più bassa... GABINETTO D'INCISIONE... DIRETTORI: Filippo Rega ,dal 26 luglio 1824 al dicembre 1833... Vincenzo Catenacci , da dicembre 1833 a marzo 1855... Tommaso Arnaud ,dal 1855 al 1860... MASTRI DO CONIO: Michele Arnaud,dal 1804 al 1834... Vincenzo Catenacci,dal 1814 al1833... Achille Arnaud,dal 1815 al 1837... Francesco D'Andrea,dal 1825 al 1844... Michele Laudicina,dal 1830 al 1839... Andrea Cariello,dal 1830 al 1870... Scipione Catenacci,dal 1832 al 1857... Tommaso Vernucci,dal 1834 al 1855... Raffaele Vernucci,dal 1842 al 1850... Luigi Arnaud,dal 1834 al 1875... Da: "Manuale delle monete di Napoli 1674-1860"... di Pietro Magliocca...
    2 punti
  16. Ciao @EmilianoPaolozzi per me ufficiale. Dovrebbe essere una Salvs Reipvblicae di Valentiniano II https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/corrisp/b475/b475.html
    2 punti
  17. Era la polizia, sfruttavo proprio loro per la battuta.
    1 punto
  18. Aquileia: scoperte rare monete d’oro, antichi mercati e un porto fluviale dimenticato Tre monete imperiali, strade acciottolate e magazzini sepolti raccontano la vita quotidiana e i segreti di una città tra IV secolo e antico porto romano. Un piccolo tesoro emerge dal cuore di Aquileia: tre monete d’oro, strade acciottolate, magazzini e anfore dimenticate restituiscono un ritratto inedito della città romana, fra pericoli, feste imperiali e traffico di merci lungo il fiume Natissa. Ogni reperto racconta storie di commerci, cibi e abitanti che animavano il mercato, testimoniando come anche l’area meridionale della città fosse centrale nel sistema economico di Aquileia. Una delle monete d’oro delle tre monete d’oro portate alla luce con gli scavi del 2025: solido di Valente (367-375 d.C.), coniato nella zecca di Costantinopoli. Credit: Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia Un tesoro sotto il portico – Monete d’oro tra storia e mistero Il ritrovamento che parla di imperatori e tesaurizzazioni La Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia ha reso nota la scoperta. Le tre monete d’oro rinvenute appartengono a Valente, Magno Massimo e Arcadio, imperatori della fine del IV secolo d.C. Il fatto che siano nominali diversi e rari suggerisce che probabilmente non erano destinate alla circolazione quotidiana, ma erano doni imperiali, forse celebrativi di eventi ufficiali o ricorrenze della corte. La loro collocazione sotto il pavimento del portico lascia pensare che possano essere state tesaurizzate durante un periodo di grave pericolo, come guerre o incursioni barbariche, e mai più recuperate. Ogni moneta, oltre al valore materiale, porta con sé una storia di tensioni politiche e ritualità di potere, offrendo uno spaccato unico sul rapporto tra imperatori e cittadini privilegiati. La vita quotidiana del mercato romano – Strade e solchi di ruote Come si muovevano merci e persone nell’antica città La strada acciottolata scoperta tra due edifici mercantili restituisce una scena vivida della vita urbana: carri carichi di cereali, frutta e verdure, uomini e donne che percorrevano i decumani per commerciare, piazzare merci o incontrare conoscenti. I solchi delle ruote lasciati sul pavimento acciottolato raccontano in modo tangibile il passaggio dei mezzi di trasporto e confermano la presenza di un mercato organizzato e frequentato. Questa strada, collegata al decumano principale, era arteria vitale del complesso commerciale, e insieme alle strutture mercantili restituisce una dimensione quasi cinematografica della quotidianità romana. Il porto nascosto di Aquileia – Anfore e magazzini dimenticati Scoperte che riscrivono la geografia fluviale della città L’area meridionale della città rivela ora un porto fluviale più esteso di quanto noto in precedenza. Il ritrovamento di 19 nuove anfore, oltre alle precedenti 23, suggerisce un sistema di stoccaggio funzionale al commercio e alla gestione dell’acqua. Le strutture recuperate indicano magazzini probabilmente collegati a una banchina fluviale che consentiva il trasbordo di merci provenienti dal mare lungo il fiume Natissa. In passato, il fiume era più ampio e navigabile, rendendo questa zona un polo commerciale strategico. Queste evidenze ridefiniscono il concetto di porto urbano, mostrando come Aquileia avesse un sistema logistico complesso e articolato, in grado di sostenere la sua fama di città commerciale di rilievo nell’Italia romana. Cibo e cultura materiale – Cosa mangiavano gli antichi aquileiesi Cariossidi bruciate e alimentazione romana Uno degli aspetti più affascinanti degli scavi riguarda l’alimentazione. Dal crollo del portico occidentale sono emerse numerose cariossidi di cereali bruciate, insieme a frammenti di alimenti carbonizzati, che offrono preziose informazioni sui prodotti consumati e sulle tecniche di conservazione. Le cariossidi rappresentano tracce di cereali come farro, orzo e grano, principali alimenti della dieta romana, spesso trasformati in pane o farina. Alcune erano probabilmente parte di scorte alimentari dei magazzini, mentre altre testimoniano episodi di cottura o incendio accidentale. Questi reperti permettono di ricostruire non solo cosa mangiassero gli antichi, ma anche le modalità di gestione del cibo: il commercio e lo stoccaggio erano strettamente legati al controllo delle risorse, alla prevenzione della carenza alimentare e alla pianificazione di feste e banchetti. Analisi future potrebbero anche chiarire se le varietà coltivate fossero locali o importate, aprendo uno spiraglio sulla rete commerciale mediterranea e sul ruolo di Aquileia come centro di scambio. Dopo il mercato – Continuità di vita e misteri delle sepolture Abitazioni, focolari e tombe senza corredo Anche dopo l’abbandono del grande complesso mercantile, l’area rimase frequentata. Sono stati individuati vanì abitativi con focolari, laboratori e una strada più tarda che seguiva il tracciato precedente, confermando la continuità di vita urbana. Alcune sepolture di inumati, prive di corredo, rappresentano un mistero: chi erano questi abitanti? Come vivevano? Le analisi al C14 in corso potrebbero collocarle temporalmente e fornire ulteriori dettagli sulla popolazione post-romana e sulle trasformazioni urbane successive. Oltre al valore scientifico, gli scavi hanno avuto un impatto culturale importante grazie all’apertura quotidiana al pubblico e alle visite guidate degli studenti. I due open day organizzati dalla Fondazione Aquileia hanno permesso a cittadini e appassionati di vivere in prima persona la scoperta archeologica, consolidando il concetto di archeologia partecipata: la storia non resta più confinata nei laboratori, ma diventa esperienza condivisa. Il gruppo di lavoro 2025 dell’Università di Verona, con la funzionaria della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia-Giulia Serena Di Tonto, il presidente Roberto Corciulo e il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi. https://www.stilearte.it/splendore-romano-ad-aquileia-scoperte-rare-monete-doro-antichi-mercati-e-un-porto-fluviale-dimenticato/
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  19. 1 punto
  20. Puoi dare qualche occhiata sulle vendite tipo ebay,non credo che ci siano in aste se non a lotti,almeno di questa qualità,ma forse è tutt'altra cosa chissà
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  21. Buonasera, per mio parere autentica
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  22. Si dammi lo stipendio dei francesi, dei danesi o degli altri Paesi che hai citato con tutto il sistema che funziona associato e poi ne riparliamo, i numeri non si devono solo leggere ma interpretare nel loro contesto globale e calcolando anche altri parametri, troppo facile dire quello che hai detto, adesso dimmi anche la differenza di stipendio tra i Paesi che hai citato rispetto all'Italia ed il walfare come funziona, te la faccio facile, puoi tranquillamente omettere Finlandia, Norvegia e Svezia perché vanno oltre, non li raggiungeremo mai, ma degli altri sono curioso
    1 punto
  23. Buonasera, complimenti per l'acquisto. Nella seconda edizione del MIR Milano, questo grosso è classificato al n. 121/4. Viene chiamato "pegione", termine citato dalla documentazione coeva, con differenti interpretazioni rispetto alla sua origine. Inizialmente questa tipologia di grosso aveva un valore di due soldi, poi svalutato ad un soldo e mezzo per motivi legati al minor contenuto di argento rispetto alle emissioni precedenti ed anche per sopravvenute variazioni del rapporto di valore tra oro ed argento. Il MIR Milano attribuisce le emissioni di questo tipo di moneta al periodo 1378/85, coniata con diverse varianti sia nella legenda che nei segni di zecca (la presenza o meno di anelli nel campo, anche a trifoglio). A causa di questi problemi, per le emissioni successive fino al 1402 (sempre con la stessa percentuale di fino) venne mutata l'iconografia del diritto del "pegione", riprendendo la croce fogliata già riportata sui grossi da due soldi dei predecessori Azzone, Luchino e Giovanni Visconti in sostituzione della biscia viscontea affiancata dalle lettere G Z. Per un confronto, è possibile consultare anche "Materiali n. 24 - dicembre 2014 - collezione di Vittorio Emanuele III - La zecca di Milano. Bernabò Visconti (1354-1385) e Gian Galeazzo Visconti (1378-1402) di Luca Gianazza e Alessandro Toffanin", quest'ultimo autore del MIR MIlano. Il pdf è liberamente scaricabile dal sito www.bollettinodinumismatica.it. Saluti Federico
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  24. Ho impostato un sistema di due equazioni. Se ci sono due numeri consecutivi, che chiamo x e y, allora la loro differenza deve essere uno.
    1 punto
  25. Sassone per gli antichi li elenca in un catalogo a se. Per gli altri la rarità è dovuta dalla quantità prodotta. Esempio.. immagina quanti annulli possano avere creato e quanti ne siano sopravvissuti per una citta' come Milano, napoli, Roma, molti .. ora immagina quanti annulli possa avere creato un paese come Paupisi negli anni 20 del 900. Wikipedia ci dice che alla data del 31.7.2025 Paupisi conta al giorno d'oggi 1395 abitanti, immagina quanti potevano essere nel 1921 ...?! Supponiamo 1000 abitanti, di questi mille il 70% non sapeva scrivere e non scriveva, molte delle missive con gli annulli di Paupisi prodotte in quegli anni sono andate perdute o se vogliamo non conservate, quindi facendo due conti ed essendo ottimisti gli annulli postali di questo paesino che sono sopravvissuti all' oblio sara' si e no un 10% , che statisticamente sono ben pochi. Quindi i luoghi piu' piccoli hanno prodotto di meno e di conseguenza sono piu' rari sul mercato. Poi ci sono anche gli annulli di paesi che hanno cambiato nome o che non esistono piu', e rappresentano ovviamente un'altra rarità. Dobbiamo inoltre pensare che nella nostra amata storia postale, le impronte di posta come gli annulli, sono impronte non piu' riproducibili, come i francobolli stessi. Su questo materiale il prezzo lo decide chi vende e lo fa chi compra.
    1 punto
  26. Se sei registrato sul sito brt , vedi che hanno creato etichetta
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  27. E con questa moneta si conclude la serie dei quarti dedicati alle donne americane. P.S.: le ho tutte 😀
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  28. Via armorari e le altre vie del mercato sono interessate dai lavori di rifacimento di piazza Cordusio e pertanto il mercato numismatico domenicale non può tenersi. Vi è una discussione del forum in piazzetta del numismatico in cui se ne è ampiamente discusso. Pare che a dicembre il mercatino potrebbe ripartire
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  29. Infatti a 20-25€ l’una pure pure. a 65€ l’una no
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  30. Sto già vendendo gran parte di IPZS e terrò solo pochi pezzi che mi piacciono particolarmente.
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  31. Poi tenuto conto della chiusura temporanea del mercato Cordusio spero abbia un afflusso ancora maggiore
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  32. Da questa mattina me ne sono arrivate 3 tutte uguali, stanno spammando gli utenti registrati
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  33. Questa la vecchia chiesa di Paupisi ,..forse la stessa per cui fu richiesto l' organo. Ne esiste un'altra ma e' moderna quindi da escludere.
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  34. Qualcosa si muove, lentissimamente ma si muove, mi è arrivata questa email: Come sempre restano sul vago "a breve arriveranno".....
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  35. Da quello che mi sembra di capire il mittente non e' il sacerdote, .. La lettera e' datata 28 aprile 1921 da Paupisi (Benevento), è una missiva formale in cui il mittente, un certo Vincenzoter( il nome non è completo o almeno io non riesco a leggerlo) , raccomanda il Cavaliere (il destinatario) all'Arciprete Don Lorenzo Zotti per l'acquisto di un organo per la sua chiesa parrocchiale. L'autore chiede al Cavaliere di recarsi a Benevento per discutere i dettagli e suggerisce di prendere l'autocarro disponibile in giorni specifici. Queste credo le informazioni essenziali sullo scritto: Mittente: Vincenzoter (firma illeggibile). Destinatario: Stimatissimo Cavaliere Raffaele d' Orsi. Data e Luogo: Paupisi (Benevento), 28 aprile 1921. Scopo: L'Arciprete Zotti desidera acquistare un organo per la sua chiesa, e il mittente ha proposto il Cavaliere come persona fidata per l'affare.
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  36. Condivido quanto scrivi, i Savoia, come tutti gli altri regnanti preunitari, fanno parte della nostra storia. Possono "piacere o non piacere", ciascuno ha contribuito alla formazione dell'Italia com'è oggi. Spero si sia inteso quel che volevo dire: nella monetazione repubblicana sarà difficile poter apprezzare monete che commemorino i precedenti regnanti, in quanto sarebbe un "controsenso" storico-politico.
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  37. Secondo la UML potevano circolare gli scudi pre-unitari, ma non tutti...
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  38. Archi tra vischio dati = architravi schiodati. Buonanotte!
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  39. "Ora è deciso!" Dopo aver visto il pattern Testa d'Indiano, Saint-Gaudens insistette per settimane affinché venisse adottato sulla moneta da 20 dollari, ma poi cambiò idea e affermò che la Libertà in cammino era, dopotutto, migliore. A quel punto, Roosevelt era stanco dei ritardi causati dalla malattia di Saint-Gaudens e l'incertezza dell'artista innescò una decisione immediata e, forse, affrettata. Il 25 maggio, nel tentativo di soddisfare se stesso e anche di placare Saint-Gaudens, il Presidente comunicò al Direttore della Zecca George Roberts "che i disegni per la Doppia Aquila [20 dollari] avrebbero rappresentato la figura intera della Libertà e l'aquila in volo, e il disegno per l'Aquila [10 dollari] avrebbe avuto la testa piumata di Indiano con l'aquila in piedi". "Ora è deciso!", dichiarò il Presidente esasperato. L' "aquila in piedi" citata nella direttiva di Roosevelt era uno dei due disegni alternativi creati da Saint-Gaudens per un possibile utilizzo sulla doppia aquila. Una raffigurazione, la stessa vista sulla medaglia inaugurale, che ha ottenuto grandi consensi per il suo valore artistico, il che rende ironico il fatto che fosse stata un po' un ripensamento quando il Presidente la scelse Nel luglio del 1907, il Direttore della Zecca suggerì di replicare il disegno della moneta da 10 dollari sulle due monete d'oro più piccole, la mezza aquila e il quarto d'aquila (5 e 2,5 dollari). Si presumeva che anche queste sarebbero state realizzate da Saint-Gaudens, ma lo scultore morì il 3 agosto, non vivendo abbastanza a lungo per vedere le sue monete immesse in circolazione Di queste, nel prosieguo della discussione, ci occuperemo solamente dei 10 dollari, avendo già raccontato ampiamente la storia della moneta da 20 https://www.lamoneta.it/topic/72198-laquila-di-san-gaudenzio/ Della quale, però, è giusto mostrare almeno un'immagine, e non può essere che quella della moneta Ultra High Relief del 1907 petronius
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  40. Salve.la luce diretta non aiuta molto ma anche alcune infiorescenze verdi e la patina fanno propendere per la genuinità
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  41. L'esemplare che posseggo l'ho trovato più di dieci anni fa al mercatino in mezzo a della ferraglia varia, lucchetti, chiavi, posate, borchie di mobili ecc ecc e porta pesantemente i segni di tutti questi compagnetti che non si sono limitati a schiacciargli solo il naso
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  42. Si si di questo ne ero al corrente 😃, ho ritenuto opportuno evidenziarli proprio per avvalorare la possibile tua ipotesi. Magari elemento + elemento = serio indizio . Si beh chiaro, noi diamo pareri da foto, argomentiamo ipotesi🙂 Grazie
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