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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/22/25 in tutte le aree
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Ciao Silvia Prima di tutto bisogna contestualizzare la moneta ed il periodo. Sono certo che quanto ho scritto precedentemente, ti sia resa conto di quanto difficile era "far di conto" sulle monete, non avevano un valore fiduciario come quelle odierne, ma valevano per come erano fatte ..... peso e metallo! Da quanto scrivi, il testatore lascia 10 Ducati ad ogni familiare, specificando che ciascun Ducato vale 31 Grossi; siamo nel 1509 e il Ducato d'argento ancora non esiste, quindi ci riferiamo al Ducato d'oro che, solo pochi anni dopo si comincerà a chiamare Zecchino. Il Testatore fa la correlazione tra Ducati e Grossi; non Piccoli o Bagattini o Soldi o Lire. Vuol dire che, benché non coniati più oltre il 1470, i Grossi erano ancora una moneta conosciuta in quell'anno ed usata per far di conto in quel periodo. Successivamente si preferirà a comparare i Ducati, Ducatoni, Ducatelli e Scudi in Lire, Soldi e/o Piccoli. Ovviamente il rapporto tra Ducato d'oro e Grosso, non era fisso e quindi nei Domumenti si doveva sempre specificare il controvalore ad una certa data, così che non ci fossero soluzioni arbitrarie e svantaggiose per gli eredi, né si poteva applicare un valore speculando sul tempo e l'inflazione. Alla nascita nel Ducato d'oro (1284) il suo controvalore era di 18 Grossi, ma già nel 1328 ne valeva 24. Più che probabile che al 1509 ne valesse 31, non fosse altro che per la svalutazione dell'argento sull'oro. Spero di essere stato chiaro. Saluti luciano3 punti
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Buongiorno a tutti/e , in questa giornata nevosa , piovosa e fredda, condivido la mia ultima acquisizione calda e cioccolatosa . Appena l' ho vista mi è piaciuta proprio per quello, oltre per la tipologia di moneta. Buona serata .2 punti
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Curiosa la descrizione del dritto di Numista Three smoking towers >>> Tre torri fumanti Sulle torri ci sono tre piume!2 punti
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P.S. Tutti gli accorgimenti dei quali hai letto sopra non avevano al 1509 significato, giacchè il Banco Giro non era stato ancora creato e quindi aggio e sopraggio non hanno ragione di essere.2 punti
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@Ajax c'è più di qualche variante,controlla tu moneta in mano https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/search/browse?q=Pergamum+senate2 punti
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Ciao @Ajax bronzo provinciale di Pergamo in Misia https://www.acsearch.info/search.html?id=125976552 punti
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Direi sia evidente. Purtroppo non è classificabile perché non parliamo di hairlines ma di accanimento su questa povera moneta. Comprai agli inizi un 40 lire Milano di Napoleone con lo stesso problema. Così brillante! Sembrava nuovo così lucidato a specchio. Lo ho ancora. Mi ricorda che prima di comprare devo pensare bene. Ora so che è "gioielleria" e vale il prezzo del fino contenuto. Io colleziono sovrane e sinceramente non ci spenderei nemmeno il fino per questa. I particolari dei rilievi più alti (sempre che ci fossero) sono stati asportati. In zecca erano così: Detto ciò se a te piace ed hai speso il fino va anche bene. Ognuno è re a casa sua. Mi spiace fare il guastafeste ma meglio sapere sempre la verità. Come spesso, anche personalmente, suggerito in passato, meglio chiedere prima di acquistare. Buona domenica2 punti
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La avevo già, ma per 70 centesimi mi dispiaceva lasciarla nella ciotola..2 punti
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... e tutto tace. Secondo me aspettano che noi pensionati si prenda la tredicesima dall'INPS a inizio mese prossimo.2 punti
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Denario serrato della Claudia CLAUDIA - Ti. Claudius Ti.f. Ap.n. Nero (79 a.C.) Denario. B. 5/6 Syd. 770 Cr. 383/1 A.V. 185 D/ Busto di Diana con arco e faretra R/ La Vittoria su biga. Ag 3,56 g 19 mm • Bella patina BB÷SPL Una particolarità del dritto che raffigura il busto di Diana è la parte terminale a testa di cervo dell’arco che la dea tiene in spalla con la faretra. S.C sono le iniziali di “Senatus Consulto”. Il vero significato del dritto non è noto, sebbene possa essere un'allusione alle origini sabine dei Claudiani. Al rovescio la Vittoria alata che guida una biga al galoppo a destra, con in mano una corona, le redini e una foglia di palma. Sotto i cavalli A•XXXXV (numero di controllo) e in esergo una parte della scritta su due righe TI • CLA(VD) • [TI • F/(AP) • N] (“Tiberius Claudius Tiberii Filius Appii Nepos”). La moneta è classificata Crawford 383/1. Notare che "Ti. Claudius Ti.f. Ap.n. Nero" all’inizio della didascalia si riferisce al politico e monetario romano della Repubblica che ha coniato un denario d'argento serrato nel 79 a.C. Questa persona ("Ti." sta per Tiberio, "f." per filius (figlio di), e "Ap.n." per Aponius nepos (nipote di Aponius)) era il nonno dell'imperatore Tiberio e deve essere distinta dall'imperatore con il medesimo nome Tiberio Claudio Nerone che gli succedette. apollonia2 punti
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Buongiorno, ci tenevo ad avere un'opinione sulla classificazione di questo quadrante dal peso di 6.45g e dal diametro di 20mm Fa parte della "spesa" del veronafil che si sta svolgendo, era venduto come non classificato, a me sembra che ci sia scritto MAIANI, il che lo renderebbe un R4. Chiedo se la mia classificazione è corretta Lorenzo Io leggo questo1 punto
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Per me falso d' epoca, credo coniato.1 punto
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Secondo me la classificazione è Munt.15. Avevo aperto una discussione sul Grosso della S.V.1740 in quanto "necessiterebbe" di una riclassificazione più chiara...... Ricordo che ci sono 4 tipi di Dritto che sono le combinazione tra l'impugnatura delle chiavi oblunga o tonda e la data con il 40 romano XXXX oppure XL. ci sono anche 4 tipi di rovesci : Colomba tra RAGGI, FIAMMELLE, RAGGI SOTTO FIAMMELLE, NUBI. In "Teoria" possiamo avere 16 combinazioni differenti, se poi aggiungiamo che ho censito 3 varianti di Rovesci nel tipo "tra Nubi" diventano 18....... Ho sempre sostenuto che la Sede Vacante del 1740 è una collezione a se visto che ci sono 36 monete diverse che la rappresentano !1 punto
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Verissimo, sono d'accordo. Diciamo che alla fine il criterio più corretto sarebbe quello di prendere una determinata moneta, guardare i risultati in base alla conservazione e fare una media (togliendo dal calcolo il realizzo più alto e quello più basso). E' sempre un'operazione empirica e un pò macchinosa ma ritengo possa dare un parametro "valido". Dopodiché... la numismatica non è una scienza esatta, per fortuna....😊1 punto
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È sempre un grande piacere poter ammirare questi tondelli Vicereali. Complimenti per la bella e varia raccolta che stai formando.1 punto
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Ciao Matteo non dove mi trovo ora pero’. Quando rientro controllo1 punto
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Denario serrato della Mamilia MAMILIA - C. Mamilius Limetanus (82 a.C.) Denario. B. 6 Syd. 741 Cr. 362/1 A.V. 374 D/ Busto di Mercurio; dietro un caduceo R/ Ulisse viene riconosciuto dal suo cane Argo. Ag 3,82 g 20 mm BB Al dritto il busto drappeggiato di Ermes/Mercurio con elmo alato e alle spalle il caduceo e una lettera di controllo, qui poco visibile (N?). Al rovescio Ulisse, vestito con pileo e abito da marinaio, che appoggiandosi al bastone tende la mano destra verso il suo cane Argo che abbaia in segno di saluto. La legenda “C MAMIL” a sinistra e “LIMETAN” a destra fa riferimento al nome della persona che ha autorizzato la coniazione della moneta "Caius Mamilius Limetanus" (Gaio Mamilio Limetano). Riferimento bibliografico: Crawford 362/1. Il momento in cui il vecchio cane Argo riconosce il suo padrone al ritorno a casa, travestito da mendicante, è così descritto nel libro 17 dell’Odissea di Omero: "Appena si accorse / del lontano da tempo Ulisse vicino, abbassò le orecchie; / batté forte, e con la coda diede un lieto segno / di ringraziamento, impotente ad alzarsi, / e ad avvicinarsi al suo padrone come un tempo. / Ulisse, notando la sua presenza, si asciugò una lacrima / Inosservata. /. . . Allora il suo destino lasciò / il vecchio Argo, non appena ebbe vissuto abbastanza a lungo da vedere / Ulisse tornare dopo vent’anni in salute.” (Om. Od. 17.290). Alla fine, avendo rivisto il suo padrone dopo tanti anni, il vecchio cane muore. apollonia1 punto
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IN ostrica riconterrà N e I = i nostri cari conterranei. Buona giornata!1 punto
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Ciao, penso sia un effetto del trascinamento della lamina di rame tra i conii a rullo. Lo stesso "effetto B" si nota, specie nella foto rovesciata, sulla verticale della "E" di MEZZO. Ciao, RCAMIL.1 punto
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In una calda mattina di luglio, durante lavori su un laghetto al Tetney Golf Club, nel Lincolnshire, emerge così un sarcofago di tronco d’albero, risalente a circa 4.000 anni fa, contenente i resti di un uomo dell’età del Bronzo sepolto con un’ascia. Quel giorno, il terreno rivela molto più di ciò che chi lo calpestava: sotto il limo e la ghiaia si cela una pagina perduta della preistoria. Non un delitto recente, quindi. Poliziotti e archeologi, in conciliabolo, lo confermano. Il laghetto dell’impianto di golf e, a destra, il materiale ligneo della bara dalla forma di barca e di tronco d’albero La delicatezza del legno, ancora imbevuto d’acqua, ha reso la situazione critica: appena esposto all’aria, avrebbe potuto disgregarsi in poche ore. Grazie a un finanziamento di circa £70.000 da Historic England, è stato possibile mettere in sicurezza la bara, conservandola dapprima in cold‑storage, per poi trasferirla al York Archaeological Trust per una conservazione specialistica. Il cofano misura circa 3 metri di lunghezza per 1 metro di larghezza, più o meno le dimensioni di una vecchia cabina telefonica. È stato ricavato da un’unica quercia a crescita rapida, utilizzando una tecnica detta “split‑timber”: il tronco veniva prima diviso longitudinalmente e poi scavato dall’interno. Anche parte del coperchio è sopravvissuta, suggerendo che originariamente la bara potesse essere chiusa quasi ermeticamente. Nel peso, si stima che il cofano arrivasse a circa mezzo tonnellata. Nel sarcofago è stato trovato il corpo di un uomo, dotato di un’ascia con la testa in pietra e un manico di legno ancora ben conservato. Secondo gli archeologi, questo oggetto non era semplicemente uno strumento, ma un simbolo di autorità: solo una dozzina di asce simili sono note in Gran Bretagna con il manico intatto. L’analisi osteologica ha suggerito che l’individuo avesse un’altezza di circa 1,75‑1,76 m, un valore notevole per l’epoca, e mostrava segni di osteoartrite, segno di intense attività fisiche durante la vita. L’accetta-mazzetta. Probabilmente, oltre ad essere un piccolo strumento di difesa-offesa, costituiva, per la sua bellezza, un simbolo di potere, simile a quello di uno scettro Uno degli aspetti più affascinanti della sepoltura è l’uso di materiale vegetale al suo interno. Gli studiosi hanno recuperato muschio, gemme, foglie di tasso o giuniper, nonché nocciole, che potrebbero essere state collocate come offerta alimentare. La presenza di gemme suggerisce che la deposizione sia avvenuta in tardo primavera, poiché molte piante a quell’epoca producono gemme. Il muschio potrebbe aver formato un letto morbido per il corpo, mentre le foglie di tasso o giuniper hanno un forte valore simbolico e rituale. Sebbene il legno provenga da un albero a crescita rapida, che rende difficile l’uso della dendrocronologia per una datazione precisa, gli archeologi stanno lavorando su una combinazione di radiocarbonio (C‑14) e wiggle matching, che confronta variazioni di anelli con le curve radiocarboniche per restringere il momento in cui l’albero fu abbattuto. Inoltre, sono previste analisi isotopiche sui denti dell’individuo, che potrebbero rivelare se proveniva dalla zona o da più lontano, offrendo dati su mobilità, provenienza e identità geografica. Una volta estratto, il legno è stato trasportato in celle frigorifere speciali per rallentare il processo di disidratazione e degradazione. Poi è passato al laboratorio della York Archaeological Trust, dove gli specialisti di conservazione del legno acquoso si attivati per stabilizzarlo con tecniche adatte a materiali estremamente fragili. Il processo è lento e meticoloso: il cofano, per via delle sue dimensioni, richiederà anni per essere completamente trattato. Il sito della sepoltura non è isolato: rientra in un cimitero di tumuli (round barrow cemetery) dell’età del Bronzo, protetto come Scheduled Monument. Il complesso comprende almeno otto barrow, disposti su una cima ghiaiosa presso le sponde marshy della costa del Lincolnshire. Secondo studi di paesaggio, l’area di Tetney non era solo luogo di sepoltura, ma parte di un paesaggio rituale più vasto, collegato ad altre evidenze funerarie dell’epoca. L’importanza di un albero maturo (la quercia usata per la bara) e la laboriosa costruzione del sarcofago indicano che la sua produzione aveva un valore simbolico molto forte: secondo un recente articolo del Proceedings of the Prehistoric Society, i log‑coffin funerari erano un modo per contenere e avvolgere il corpo, ma anche per trasformare l’identità del defunto, collegandolo direttamente alla vita dell’albero. Scavata nella quercia La bara di Tetney è un’evidenza potente di come l’elite del Bronzo esprimesse status, identità e ritualità attraverso la morte. La scelta del tronco di quercia, la costruzione complessa, la presenza dell’ascia ben conservata, il letto vegetale e l’offerta alimentare riflettono una concezione rituale della sepoltura molto raffinata. Non è solo un luogo di riposo: è un monumento vivo, carico di simboli, memoria e potere. https://www.stilearte.it/stupore-e-meraviglia-nel-campo-di-golf-pala-meccanica-draga-il-laghetto-sincaglia-e-un-enorme-tronco-fatto-a-scatola-non-e-un-delitto-appare-un-uomo-di-4mila-fa-con-unascia-cosa-dicono-le/1 punto
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In riferimento al mio precedente post: Per delicatezza ho omesso il posto dove questa pigna d'oro dovrebbe andare1 punto
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Di nuovo a Roma, usata per comprare un pezzo di pizza 2 Euro commemorativo del 2024 del Vaticano Tommaso d’Aquino. Di regola non dovrebbe essere in circolazione, a quanto so vengono vendute solo nei folder.1 punto
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@Alan Sinclair Grazie per la foto! @SS-12 Grazie!1 punto
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Io a dire il vero ho iniziato l’approccio alla numismatica nel lontano 2002 proprio collezionando euro! Smisi poi di dedicarmi agli euro intorno al 2009 quando ormai uscivano una marea di commemorative ed ero sempre più deluso dalla qualità delle monete. L’interesse per le Coin card e in generale per gli euro è un piccolo ritorno di fiamma per i bei tempi che furono. Pensate che una delle poche Coin card che possiedo fu quella greca del 2004, la prima di una due euro commemorativa (tra l’altro secondo me anche una delle più belle in generale)1 punto
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Avrei voluto chiudere l'anno col mio esordio in questo fantastico thread, ma purtroppo l'unico telefono che ho a disposizione per gli orrori si rifiuta di spedire le foto per il postaggio su internet. Spero di riuscire a risolvere in tempo il problema.1 punto
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Un grazie sincero per le belle parole... e ripetiamo anche qui il motto " prima i libri, poi francobolli e la storia postale, monete e carta moneta".1 punto
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Ciao, si tratta di un dupondio dell'imperatore Traiano con la personificazione della dea della Fortuna stante sul rovescio. Posto foto di esemplare della stessa tipologia per catalogazione 🙂1 punto
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Medaglia da rosario delle cinque piaghe di Gesù, con doppio appiccagnolo, bronzo / ottone, del XVIII sec.- D/ Piede DX di Gesù , che rappresenta la seconda piaga (sono cinque).- R/ Il chiodo che ha trafitto i sacro piede di Gesù. Ciao Borgho1 punto
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Speravo che almeno con le monete d'oro i cataloghi avessero una valenza. Siamo invece alla stessa utilità di quelli per le banconote, valori esorbitanti ma prezzi completamente fuori mercato. Grazie per le risposte1 punto
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Oggi, una buona parte delle Indian Head Eagles sono considerate semplici monete di borsa, e vengono scambiate a peso, con il consueto premio del 10-15% sul valore del fino comune a tutte le monete d'oro americane. Non mancano naturalmente alcune emissioni rare, come il 1911di Denver, o il 1920 e 1930 di San Francisco, ma c'è una moneta, che per il suo fascino e la sua storia si eleva al disopra di tutte le altre. E non poteva essere che quella dell'ultimo anno di coniazione, il 1933 Quella fu davvero Non per il vino come nel film di Ridley Scott, ma per la monetazione americana. Il 1933 fu davvero un'annata cruciale, che poi sia stata anche ottima, dipende dai punti di vista Lo è stata, sicuramente, per gli storici della numismatica, che hanno avuto e hanno un sacco di storie da raccontare, e anche per i fortunati che sono riusciti ad avere a prezzo di saldo (il facciale ) una delle pochissime Eagles che hanno potuto lasciare la Zecca di Philadelphia prima dell'entrata in vigore degli ordini esecutivi di FD Roosevelt. Lo è stata senz'altro meno per gli (incauti?) acquirenti (o eredi) di una Double Eagle di quell'anno che, dopo averla pagata fior di quattrini, e averne spesi molti di più in lunghe cause legali, sono stati costretti (tutti, tranne uno) a restituirla al governo, senza nulla ricevere in cambio Questa storia l'abbiamo già raccontata in una lunga discussione di 21 pagine, protrattasi per più di 10 anni https://www.lamoneta.it/topic/73794-unaquila-da-7-milioni-di-dollari/ e che non può dirsi ancora conclusa, poiché prima o poi l'unica moneta legalizzata tornerà in asta, e molto probabilmente stabilirà un nuovo record di vendita. Ma potrebbero addirittura saltar fuori nuove monete. Delle 25 che Israel Switt ha sempre dichiarato di aver acquistato dal cassiere della Zecca di Philadelphia nel 1933, ne mancherebbero ancora due all'appello, ma che fossero davvero 25 c'è solo la parola di "Izzy" ad affermarlo, non esistono testimonianze né, tantomeno, documentazione scritta... e se fossero state di più? Per non dire che Switt potrebbe non essere stato il solo ad avere la possibilità di acquistare queste monete. Anche se non è mai emerso alcun riscontro in merito e, per quanto ne so, nemmeno voci minimamente attendibili, io credo non si debba del tutto escludere la possibilità che qualcuno, fino ad oggi ignoto a tutti, abbia ricevuto dalla stessa fonte, il cassiere della Zecca, una o più di queste monete... chissà La storia delle monete da 10 dollari del 1933 è, invece, molto più semplice, e anche più breve: basterà un solo post per raccontarla... il prossimo petronius1 punto
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E ancora 1 ör del 1639, della regina Cristina di Svezia. Qui siamo a 52,39 grammi1 punto
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Indian Head Eagle Alla decisione definitiva sui disegni seguì un'accesa discussione sui rilievi, più o meno accentuati, da dare alle monete: potete leggerne i dettagli nella discussione sui 20 dollari linkata sopra. Alla fine prevalse la linea della Zecca, cioè di Barber: Eagles e Doule Eagles sarebbero state coniate con rilievi normali, e non in altorilievo come avrebbero voluto Roosevelt e Saint-Gaudens. Il quale, per il disegno del dritto dei 10 dollari, rilavorò la testa della Vittoria Alata del monumento a Sherman (vedi post #16). Ma, sebbene il lavoro originale, in linea con la ritrattistica classica, presentasse una testa laureata, Roosevelt chiese che questa venisse sostituita con un copricapo piumato dei Nativi Americani. Così il Presidente in una lettera a Saint-Gaudens del 14 marzo 1907: "Sono così felice che vi piaccia una testa di Liberty con il copricapo piumato. Davvero il copricapo piumato può essere considerato come il berretto tradizionale della libertà, tanto quanto il berretto frigio; e dopotutto, è la nostra libertà, non quella che gli antichi Greci e Romani chiamavano erroneamente con quel titolo, e abbiamo diritto a un tipico copricapo Americano per la signora". Ed ecco allora il profilo della Lady volto a sinistra, con il suo copricapo indiano, sulla cui fascia compare la scritta LIBERTY. In alto, nel giro, 13 stelle, in basso la data. (foto da Heritage Auctions - PCGS MS65+) Sul contorno della moneta, dal 1907 al 1911, ci sono 46 stelle in rilievo, a rappresentare gli stati dell'Unione: diventeranno 48 dal 1912, con l'entrata di Arizona e New Mexico. La moneta, così come tutte quelle da 10 dollari emesse a partire dal 1838, è in oro .900, con un peso di 16,718 gr. e un diametro di 27 mm. Continua...1 punto
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Fiscale per i trasporti. Accumulazione 😲 Pagina di monumenti.1 punto
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Salve a tutti, vorrei condividere con voi due banconote che erano nella sezione austriaca di una raccolta di famiglia chiedendovi aiuto nella identificazione ed eventuali informazioni aggiuntive che accolgo sempre più che volentieri per apprezzarle di più. Non avrei detto che fossero banconote, dall’aspetto. Ringrazio in anticipo1 punto
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