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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/01/25 in tutte le aree

  1. Indice: Gianni Graziosi, Ma chi è Babbo Natale? – p. 3 Lorenzo Bellesia, aggiunge, alla serie già nota, Una moneta inedita di Messerano di Besso Ferrero Fieschi Mario Veronesi, Zecca di Modena: un bolognino con data 1783 di tipologia inedita Wilder Pellegrini, La monetazione di Pietro Leopoldo Michele Guarisco, Carlo Felice re di Sardegna 1821-1831 – p. 21 Alberto Castellotti, Un mohur zodiacale per Agra, città da sogno – p. 27 Marco Benetello, La rivalità tra Pistrucci e Wyon alla zecca di Londra nella prima metà dell’800. Confronto tra le opere dei due grandi incisori neoclassici –p. 29 Alain Borghini, Un badge davvero ricco di storia (1805-1905) – p. 37 Recensioni – p. 43 Notizie dal mondo numismatico – p. 46 Emissioni numismatiche – p. 55 Listino prezzi fissi – p. 58 Mostre e Convegni – p. 60 Aste in agenda – p. 61 Indice annata 2025 – p. 62 RicordateVi di rinnovare l'abbonamento di Panorama Numismatico per l'anno 2026
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  2. Alessandro Giaccardi Le monete infamanti di Ferdinando II di Borbone. Collana ‘Nummus et Historia’ XLIII – Associazione Culturale Italia Numismatica. Ed. 2025. Pagine 48, illustrazioni a colori, f.to 17x24cm. € 10,00 (gratuito ai Soci ACIN iscritti nel 2022) Dall’Indice: Introduzione. Il Re Bomba Nessuna moneta rivoluzionaria per la Sicilia Le contromarche L’intendente, il sottintendente e l’ispettore I periodici dell’epoca I documenti dell’epoca Catalogo Tabelle Collezioni e vendite esaminate Bibliografia Salutoni odjob
    2 punti
  3. Martedì 16 dicembre alle ore 20:45 al CCNM (Via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU') si terrà un incontro dove Soci del Centro saranno a disposizione per catalogare le monete cui non siete riusciti a dare un'attribuzione certa, inoltre si potranno effettuare scambi di monete e banconote. All'incontro, per la tipologia della serata, possono partecipare tutti. Questo sarà l'ultimo incontro del 2025 e brinderemo con Soci ed Amici che parteciperanno alla serata per gli Auguri di fine anno.
    2 punti
  4. Pesa 6,63 gr. anziché 7,50 gr. L'errore deriva da un'anomalia nella foratura del tondello. La corona esterna viene ottenuta forando un normale tondello monometallico, in questo caso la pressa foratrice ha forato due volte il tondello e la seconda foratura è stata effettuata decentrata (probabilmente a causa di un problema nell'espulsione della corona) e ciò ha creato un foro "allungato". Questo giustifica il peso minore.. il disco centrale poi, si è adattato allo spazio che poteva riempire..
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  5. Nota preliminare : tutto il discorso che segue si basa sulle conoscenze attuali di storia e archeologia relative ai due Circhi nominati : il Massimo e il Flaminio , di conseguenza tutti i verbi utilizzati sono al condizionale non essendoci nel post certezze , solo ipotesi . Come probabilmente avrete capito mi piace studiare e informarmi su alcune simbologie che compaiono nulle monete repubblicane romane , in particolare studiare quei simboli che si prestano a piu' di una interpretazione e trarne delle ipotesi con le quali discutere con Voi , spero . Alcuni non comuni Assi della Repubblica romana portano nel rovescio , sopra la prua di nave , un simbolo che viene attribuito ad una Meta (probabilmente con riferimento a quella di Circo) . La Meta era in pratica una specie di colonna posta all'interno di ciascuna curva e sistemate alle estremità della spina centrale dell' arena , chiamate appunto mete , intorno alle quali gli aurighi dovevano girare , a tal proposito indimenticabili le corse di quadrighe del film Ben Hur . La distanza tra le due mete era tipicamente di uno stadio (circa 200 metri) ma nei circhi più grandi poteva essere maggiore . Fatta questa breve descrizione della Meta , sorgerebbe un problema con il simbolo della moneta , sempre se questa fosse dedicata ad una Meta di Circo . Se il simbolo impresso nella moneta si riferisca proprio ad una Meta , il problema sarebbe dovuto alla differenza di tempo tra la costruzione a Roma di un Circo stabile e l' emissione della moneta con Meta , stimata tra il 206 a.C. e il 195 a.C. Gli unici due Circhi esistenti a Roma in epoca repubblicana erano il Massimo e il Flaminio . Il piu' antico Circo a Roma era il Circo Massimo , circo che sembra essere stato costruito come prima fondazione dal re Tarquinio Prisco nella valle Murcia , che divide il Palatino dall' Aventino , in quell' epoca remota il Circo aveva strutture in legno che risalirebbero appunto all' epoca di Tarquinio Prisco , nella prima metà del VI secolo a.C. Il Circo venne costruito per festeggiare i Ludi Romani organizzati per la vittoria sulla città di Apiolae , un oppidum Latinorum o antica citta' del Lazio che dovrebbe corrispondere all' attuale al borgo di Castel Savello , circa a meta' strada tra i centri di Pavona e Albano Laziale . Difficile quindi immaginare che in quella lontana epoca il Circo di Tarquinio Prisco avesse la forma e la struttura di un Circo di eta' posteriore con tanto di Mete e di Spina centrale , si penserebbe piu' ad uno spazio libero da costruzioni adatto per celebrare cerimonie e festivita' , un po' come avviene nei tempi attuali , in questo luogo si sarebbe svolto infatti il famoso “ratto delle Sabine” avvenuto durante la festivita' dei Consualia . Le prime strutture in muratura , soprattutto legate alle attrezzature per le gare con cavalli , si ebbero probabilmente solo nel I secolo a.C. e fu Giulio Cesare a costruire i primi sedili in muratura e a dare la forma definitiva alla struttura a partire dal 46 a.C. Forse fu in questo periodo che il Circo Massimo ottenne anche tutti gli accessori per ospitare le corse delle bighe e quadrighe , Spina e Mete comprese , mentre per l' obelisco della spina si dovette attendere fino ad Augusto . In base a questi fatti relativo al Circo Massimo , quel simbolo che viene raffigurato nella moneta tra il 205 e il 195 a.C. , non dovrebbe essere una Meta di circo , ma probabilmente rappresentare qualcos' altro . Dopo il Circo Massimo venne costruito a Roma il Circo Flaminio nella parte sud del Campo Marzio . Tutta questa area venne sistemata dal censore Gaio Flaminio Nepote (lo stesso che fece costruire la Via Flaminia e venne sconitto al Trasimeno da Annibale ) nel 221 a.C. Nei suoi primi anni di esistenza il circo era lungo 500 metri e occupava gran parte dei possedimenti dei Flaminii sui quali possedimenti era stato edificato . Nel II secolo a.C. lo spazio andò sempre piu' riducendosi per via della costruzione di edifici e monumenti sino a quando , circa alla fine del I secolo a.C. in epoca augustea , del circo non rimaneva che una piazza lunga 300 metri in cui venivano svolti i Ludi (giochi pubblici) Tutta l'area venne infine abbandonata verso la fine del IV secolo d.C., insieme agli edifici che nel corso dei secoli erano sorti nella zona . Del Circo Flaminio e' poco o nulla conosciuto circa il suo scopo , infatti Strabone quando descrive il Circo non cita mai che in esso si svolgessero corse di cavalli , mentre Valerio Massimo afferma che al suo interno venivano tenuti i Ludi Plebeii (giochi della plebe) ma altre fonti negano tale testimonianza . Tito Livio e Marco Terenzio Varrone ricordano tuttavia che alcuni giochi venivano tenuti all' interno del circo , riferendosi in special modo ai Ludii Tauri , tenuti in onore degli dei dell 'oltretomba . Questi giochi misteriosi venivano tenuti unicamente nel Circo Flaminio , suggerendo che erano simbolicamente legati all' area e che non potevano essere spostati in un altro edificio . Ai Ludii Tauri correvano cavalli con un' unico fantino , ma non correvano carri di bighe o di quadrighe, come avveniva nelle normali corse che si tenevano nei Circhi , di conseguenza si potrebbe supporre che nel circo flaminio non fosse presente la spina centrale con le relative Mete , anche per il motivo che questo circo ebbe vita breve , sostituito verso la fine del I secolo a.C. da teatri , templi e portici . A fronte di quanto sappiamo sul Circo Flaminio e se tutto questo corrispondesse al vero , cosa sarebbe effettivamente quel simbolo chiamato Meta impresso su monete tra la fine del III secolo , inizi del II , a.C. ? Potrebbe essere invece rappresentata una fontana pubblica di forma conica del tipo la successiva Meta Sudans del Colosseo ? Sappiamo che gia' Augusto fece costruire , o forse solo ristrutturare una ancor piu' antica fontana di epoca repubblicana ? nel luogo stesso dove poi sorse la fontana chiamata Meta Sudans dai Flavi ? Osservando con attenzione la Meta impressa nella moneta si notano ai lati del cono delle protuberanze forse ad indicare dei punti nei quali usciva l' acqua ? Un mio esemplare di Asse con la Meta , foto ripresa con luce radente per meglio fare risaltare il simbolo , piu' un altro esemplare preso dalla rete e meglio conservato nel quale la Meta appare in migliore stato di conservazione , entrambi : Cr. 124/3
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  6. Il testo è stato editato da Nomisma ma è scritto dal Magliocca...
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  7. Personalmente, credo che la meta sudans (la cui più antica attestazione archeologica, rinvenuta e studiata dalla d.ssa Panella, è di età augustea, non anteriore) sia posteriore alle metae dei circhi: per quel poco che vale, lo deduco dal nome: siccome la prima è caratterizzata da un participio presente (sudans), logica vuole che si colloccasse in rapporto di specie a genere rispetto alle "semplici" metae. Questo significa che l'essere la moneta antica non costituisce un indizio a favore dell'identificazione, nel disegno, di una meta sudans, piuttosto che di una meta [perdonatemi: uso "piuttosto" nel suo reale significato, non secondo la barbara prassi odierna di inserirlo nelle frasi al posto di "oppure"], per il fatto che quando cominciò a esistere una meta sudans, già dovevano esistere anche le metae. Insomma, sarà anche una fontana (non dico di no), ma non è l'età della moneta a costituire un indizio nel senso. Tanto premesso, secondo me è proprio una meta, e non una fontana, per quattro considerazioni: primo, il fatto che i sedili in pietra del Circo Massimo siano stati fatti approntare da Cesare non esclude che altre strutture fossero precedenti e, fra tutte le strutture di un circo adibito alle corse, il segnale che significa "gira qui" è di gran lunga il più importante e quindi, verosimilmente, il primo a essere apposto; secondo, se nel 221 fu realizzato un secondo circo (di qualunque cosa si trattasse), mi sembra verosimile che il primo, di ben tre secoli più antico, avesse cominciato a trovare un minimo di sistemazione stabile; terzo, l'ipotesi @Rufilius di metae smontabili (lignee?) che abbiano preceduto quelle stabili, in muratura, non è affatto peregrina, considerato che per nel caso dei teatri sino alla metà del I secolo a.C. era proprio tutta la struttura e venir smontata e rimontata ogni volta; quarto, la meta aveva sicuramente anche un valore simbolico, forse addirittura un significato magico, considerato che - come appunto abbiamo accennato - Augusto ne mutuò la forma per la fontana che segnava il punto centrale della sua riorganizzazione amministrativa dell'Urbe. Certo, nessuna di queste argomentazioni è risolutiva
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  8. Invece, a differenza del Dio Denaro Onnipotente che mi ignora da tempo, la Dea della Sfortuna insieme al Dio delle Beffe non si dimenticano mai di me… e ogni tanto mi fanno pure dei “regali”. Allego foto del loro ulteriore regalo 😂 😂 😂 Il loro calcolo si è rivelato corretto – ovviamente, il pezzo staccatosi dal globo l’ho subito scambiato per un raro difetto di conio! 🤦🏼‍♀️🤭
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  9. Ti ringrazio per la citazione ma non collezionandole le banconote in euro non sono il mio forte. Però so spenderle
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  10. Cassettiere per la conservazione visibile dei reperti di piccole dimensioni nella sala «biblioteca di oggetti». Nella foto, i bronzetti preromani dalle collezioni storiche Man Marche Foto: Ministero della Cultura Ad Ancona il Museo Archeologico Nazionale apre i depositi: contiene oltre 180mila reperti Le «riserve» rappresentano circa il 90% delle collezioni del museo. Saranno anche visibili numerosi mosaici e una selezione del ricco lapidario epigrafico «Il patrimonio invisibile-Depositi Aperti» è il titolo dell’iniziativa della Direzione regionale Musei nazionali Marche presa per rendere accessibili al pubblico i «magazzini» del Museo Archeologico Nazionale (Man) delle Marche ad Ancona, ovvero gli spazi dove è conservata la parte musealizzata, ma non esposta, del patrimonio archeologico proveniente dal territorio marchigiano. Con uno stanziamento di 800mila euro nell’ambito del Pnrr, quello del Man Marche sarà il primo deposito museale delle Marche che aprirà ai visitatori. Appuntamento per l’inaugurazione: il 16 dicembre alle ore 12. Con più di 180mila reperti raccolti in oltre 160 anni di storia museale, i depositi rappresentano circa il 90% delle collezioni del museo. Saranno anche visibili numerosi mosaici e una selezione del ricco lapidario epigrafico, oltre a una quantità di anfore, testimoni delle rotte commerciali antiche. «Quando nel 2020 ebbi l’opportunità di entrare per la prima volta nei depositi archeologici del Man Marche, dice Luigi Gallo, direttore dei Musei Nazionali delle Marche, i più importanti di tutta la regione, pensai subito che quei luoghi dovevano diventare spazi vitali, accessibili e accoglienti, per restituire al pubblico il ricchissimo patrimonio invisibile che contengono. Ora, grazie agli importanti interventi realizzati con il Pnrr coordinato dalla Direzione Regionale Musei, abbiamo il primo deposito archeologico delle Marche accessibile da parte del pubblico, attrezzato anche per accogliere studiosi e ricercatori, perché la conoscenza sempre più ampia e approfondita del patrimonio è il cardine sul quale costruiamo quotidianamente la concreta valorizzazione di ciò che abbiamo l’onore e l’onere di custodire e di trasmettere alle future generazioni». Diego Voltolini, il direttore del Man Marche, aggiunge: «I depositi sono il “dietro le quinte” della vita di un museo, sono il luogo in cui archeologi, restauratori, ricercatori lavorano per far sì che il patrimonio archeologico, pubblico, sia una vera risorsa. Com’è noto il percorso espositivo stabile di un museo rappresenta, solitamente, solo una piccola percentuale del patrimonio che custodisce: grazie al progetto Pnrr il Man Marche ora offre un’esperienza nuova ai visitatori, che potranno scoprire ciò che di solito non si vede, con la visita di un vero deposito museale, con le nostre ricchissime collezioni archeologiche». La nuova area visitabile si colloca al di sotto della terrazza vanvitelliana, in spazi mai visti fino a oggi dal pubblico. Si è anche allestito, oltre a una sala studio, un nuovo laboratorio di restauro. Nella sua lunga storia, il Man visse anche una distruzione, nella sua sede presso l’ex convento di San Francesco alle Scale, a causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Oggi, nella sala dedicata al deposito macerie, si conservano alcune delle teche originali di allora. Operazioni di restauro vengono realizzate anche nell’ex via dell'Arsenale. È una parte superstite del tessuto urbano dell'Ancona prebellica, una delle stradine che collegavano il colle Guasco al porto antico attraversando la proprietà dei conti Ferretti, che è stato anche un set per il film «Ossessione», che Luchino Visconti girò ad Ancona nel 1943. Oggi questo vicolo, che è compreso nella struttura del Man Marche, torna a essere visitabile. Galleria dei mosaici, rastrelliere per la sistemazione visibile delle lastre di mosaico. Foto: Ministero della Cultura https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Ad-Ancona-il-Museo-Archeologico-Nazionale-apre-i-depositi-contiene-oltre-mila-reperti @petronius arbitere Se hai la possibilità di andarci, ci faresti qualche foto ? Te ne saremmo tutti grati.
    2 punti
  11. Andiamo per ordine, .. il timbro circolare al contrario è appunto al contrario in quanto la nostra cartolina fu appoggiata sopra ad un timbro fresco apposto poco prima su un' altra missiva che ha macchiato la cartolina. Dobbiamo considerare che quando timbravano la posta avevano quantità di posta sul tavolo, che veniva messa una sopra l'altra, quindi il timbro di una fresco poteva imprimersi al contrario su un'altra missiva posta soprastante. Spero che gli esempi in versione gif diano l' idea della quantità e di come veniva lavorata la posta.
    2 punti
  12. Buongiorno ieri mattina, giretto al mercato. Nessuna moneta, ma due banconote da 1 euro, chge curiosamente trattano lo stesso argomento : l'alfabeto 50 pound della Siria: tavoletta cuneiforme con alfabeto di Ugarit, proveniente da Ebla e 1000 Lire del Libano, con alfabeto fenicio
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  13. Mi dispiace di questo tuo post e mi dispiace che parli di violenza perché non porta mai a niente di buono e te lo dice uno che ormai è al crepuscolo della sua vita. Personalmente, ho sempre insegnato ai miei figli ed adesso lo sto facendo con i miei nipoti il rispetto verso il prossimo che è fondamentale nei rapporti ad personam. Però,devi capire che in un forum pubblico si trova di tutto e di conseguenza bisogna accettarne le regole. Io erano anni che non scrivevo sul forum ma, ho deciso di intervenire nelle tue discussioni per aiutarti perché ho notato una disarmante ingenuità da inesperienza. Di tutte le monete che hai postato le autentiche " forse " si contano sulle dita di una mano ed a lungo andare devi capire che diventa stancante il dimostrare il perché ed il per come sia falsa oppure autentica soprattutto ad utenti che la pensano in maniera diversa, per cui non devi demoralizzarti se alcuni non intervengano più perché umanamente è comprensibile vedrai che interverranno altri. Purtroppo, sei partito con il piede sbagliato perché eri convinto credo in buona fede che avevi in mano monete autentiche, di valore e questo ti ha portato a scontrarti con esperti che volevano solo aiutarti. Quindi fai un reset mentale e poi magari riparti con calma dopo esserti fatta un po' di esperienza.
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  14. I plan on doing Tudeer as well 😉
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  15. Ottimo ! Felice di leggere che il valore poco importa, .. e' la giusta attitudine. A volte lo menziono per fare capire che c'è una percentuale di rarità intrinseca nel valore mercantile, e trovo giusto che il proprietario del materiale ne sia consapevole. E' un bell'esempio di storia postale non comune, con un valore storico sicuramente maggiore. 👍
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  16. Se proprio ne hai voglia.. intanto cambio il titolo che al 90% è identificata
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  17. Che sia con cavaliere è sicuro e che il sultano sia quello anche, comunque se vogliamo trovarlo preciso lasciala in sospeso e farò un altro po di ricerche con calma. 😊
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  18. 1 punto
  19. A mici fa L siero? Si, con I = amici falsi e rosiconi. Buona serata!
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  20. Adesso siamo rovinati! 🤣 Alla prossima, njk
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  21. Questo è lo spot del marengo di Napoleone a 1.400 euro, anziché 1.650 (insomma, un affare da non lasciarsi sfuggire!). A parte la questione del prezzo, ci sono almeno due punti nel video che sono alquanto discutibili. Il primo di carattere storico, quando dice: "Bolaffi presenta l'autentico marengo d'oro di Napoleone, coniato in occasione della sua incoronazione a Re d'Italia". Così presentato, parrebbe che il marengo sia una specie di moneta commemorativa coniata per omaggiare l'incoronazione di Napoleone avvenuta nel Duomo di Milano nel 1805... Il secondo, molto più grave a mio avviso, si ha al minuto 1.01, quando sotto un marengo in conservazione BB (o poco più) appare la scritta: "La moneta si presenta in perfetto stato di conservazione".
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  22. Ciao! Non ti preoccupare, sei stato assolutamente pertinente. È interessante quello che hai scritto riguardo la spedizione così alta, ed è vero che potrebbe essere una sorta di "assicurazione" da parte del venditore per non rischiare troppo. Forse dipende anche dal valore o dalla rarità dell'oggetto, come hai detto tu, soprattutto se è una moneta periziata. Comunque, è sempre utile parlarne e confrontarsi, quindi grazie per aver condiviso! Buona serata anche a te!
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  23. Grazie sig. @babelone la sua parola vale molto di più di un coro...adesso mi metto bello comodo e rido dei tanti Ferrini, Velini, Mr. Day, patatini e quant'altro hanno deriso e contestato questa moneta. Stai a vedere che ne capisco più io che loro. Vorrei sapere come si potrebbe replicare ciò di cui parla Babelone con parole tecniche e chiare. Anche se ci riuscissero credo che sarebbe un notevole sforzo in termini di costo per produzione; il gioco non vale la candela per intenderci. Poi c'è dell'altro, ma lo dirò a tempo debito nel momento più appropriato. Buona serata e grazie ancora. Signor curatore potresti attribuirmi la vittoria!!? Voglio un arco di trionfo...la battaglia è stata lunga ma grazie al mio sapiente generale ho vinto la guerra. Avanti con le calamite, 🫣🫣🫣😂😂😂 Ciao davvero (scherzo ovviamente!!)
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  24. Tranquilla, ora che hai cominciato a collezionare cambierà atteggiamento. Pregalo e abbi fede 😀
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  25. Non faccio nomi, ma ci sono banchi metallo che pagano sull'unghia senza fattura (esperienza personale). Quasi certamente tale materiale servirà per pulire soldi in nero. Se io ho del denaro da riciclare, se riesco a trasformarlo in oro e poi a rivenderlo ad un banco metalli, pagherò (ad oggi, con la nuova tassazione) solo il 12.5% di tasse. Ed ecco che il mio denaro ora è lindo e pulito sul mio conto. O sbaglio?
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  26. Medaglia devozionale agostiniana, bronzo/ottone, della seconda metà del XVII sec. ( dopo il 1671), probabile produzione romana.- D/ Busto di S. Tommaso Da Villanova rivolto a DX in abiti vescovili con il capo mitrato e raggiato.- R/ Gruppo di cinque Santi, in alto la colomba raggiata (Spirito Santo),da SX: S. Francesco Borgia, S. Filippo Benizi, S. Gaetano da Thiene(al Centro) S. Luigi Beltran e Santa Rosa da Lima, canonizzati il 12 aprile 1671, da papa Clemente X. non comune. Ciao Borgho
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  27. Identificazione ineccepibile, l'esemplare sembra corrispondere in tutto e per tutto! Ho consultato anche il NIC ed effettivamente sembra non esistere quel tipo di legenda per l'anno III. Comunque sia non saprei, personalmente, io continuo a vederci "III"... Bisogna tenere anche conto che esistono una marea di varianti per i quattrini eugubini fin già dalla monetazione di Innocenzo X e alcune di esse sono ancora non censite ad oggi: non è da escludere che si tratti di un esemplare anno III per l'appunto con legenda inedita. @bastia riusciresti a fare delle foto con illuminazione migliore e mettendo a fuoco il psrticolare dell'anno? Così mi tolgo e ci togliamo ogni dubbio 😉
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  28. I 15 milioni di fatturato annui li fa anche così I loro spl sono bb
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  29. Continui a confondere tra esfoliazione e " deposizione saldata al piano " Parli di voler apprendere il che non ti farebbe male considerando alcuni tuoi interventi in precedenti discussioni ma,insisti nel vedere cose che vuoi solo vedere tu. Se tocchi,anche con uno stuzzicadenti, la parte " esfoliata " nel Caracalla di Atexano o salta o si frantuma in piccole parti nella tua moneta sicuramente no perché è ancorata al piano. Pertanto,dopo averti dato questa spiegazione la chiudo qui perché entriamo in un campo troppo tecnico in cui preferisco non entrare. Buona serata a tutti!!!
    1 punto
  30. Anch'io ringrazio per il coinvolgimento ma, come Nikita, non sono esperto di euro non collezionandole. Quello che posso vedere è un ologramma stampato male, cioè sta metà sopra e metà sotto, come se la fascia con gli ologrammi fosse stata allineata male al foglio in fase di pressatura a caldo. Ho fatto una foto di una banconota da 50 euro primo tipo e ho incasinato i colori con un programma di fotoediting per mettere in evidenza la forma arrotondata della finestra di applicazione dell'ologramma: La sagoma in verdino è l'area di pressione a caldo entro cui veniva incollato l'ologramma. Si nota che la forma delle porzioni di ologramma incollate sul biglietto difettoso coincidono per forma ai bordi inferiore e superiore della finestra di applicazione standard. Quindi credo che l'errore sia genuino e naturalmente raro, anche se molto probabilmente ha interessato tutti i biglietti del foglio in questione.
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  31. Ciao @Rufilius e grazie mille per il tuo intervento , lo scopo principe del Post e' proprio quello di approfondire la discussione sentendo pareri anche diversi da quanto ho scritto . Ci avevo infatti pensato ad un Circo "smontabile" per gli apparati secondari come potevano essere Spine e Mete , pero' cio' avrebbe comportato una serie di costruzioni accessorie per lo stoccaggio di questi "accessori" , quindi personalmente lo escluderei , ma come giustamente scrivi sentiamo , spero , altri interventi . P.S. Il dritto dell' Asse con Giano e' simile , come scarsa conservazione , al rovescio .
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  32. Ciao, mi ero perso questo post, ultimamente c'è un pò di bufera nel forum e faccio fatica a seguire tutto, figuriamoci a commentare. Devo dire che il dritto di confronto è veramente messo maluccio (sembra un chewing gum masticato 🤨), tuttavia così ad occhio le rispondenze sembrano esserci, generalmente io guardo per prima cosa la posizione del laccio dietro la testa (se presente) e del naso rispetto alle lettere della legenda, qui mi sembrano uguali conservazione a parte 🙂
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  33. Spero,ma proprio Lui – il Dio Denaro Onnipotente si è completamente dimenticato di me. Saranno un paio d’anni che non mi fila più 🤔🤷🏼‍♀️… forse s’è offeso perché sono una spendacciona terribile 🤣🤣🤣
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  34. I prezzi sono alti per loro scelta di posizionamento e perché scelgono di rivolgersi ad un target particolare di clienti. Certo, hanno molte spese, ma senza dubbio hanno un fatturato ben più alto di un comune negozio di numismatica
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  35. Cartolina postale privata, in perfetta tariffa solo firma e data per l' interno con 5c verde tipo Leoni emissione del 1906. Annullato con un tondo riquadrato (non nitido) che presuppongo quasi con certezza sia di Sappada (in provincia di Belluno come si vede sulla cartolina, oggi è in provincia di Udine) .. come da scritto il 1 ottobre 1912. La cartolina nasce con i fiori secchi attaccati, nel lato dx e sx si legge "Vittorio Benedetti Sappada (Belluno)".... ""Premiato confezionatore portaritratti, fiori secchi alpini """. Era una cartolina per turisti con attaccate piante e fiori secchi di montagna, Sappada era ed è una stazione turistica estiva e invernale, .... è il comune più alto della regione Friuli-Venezia Giulia incorniciato dalle Dolomiti quasi al confine con l' Austria. Il mittente con cognome austriaco Enrico Kraus, si e' auto-inviato la cartolina da solo.. la calligrafia è identica sia al recto che al verso. Forse non interessa ma tutto fa storia postale, sotto l' immagine di dove arrivo' la cartolina in quell' ottobre del 1912, ... Via Ponte Pietra 17 Verona Sappada negli anni 50
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  36. 1 punto
  37. La cartolina è in perfetta tariffa per l'interno con 25 lire viola e bruno dei giochi della XVII° Olimpiade di Roma, ed è quotato su busta 10/12€. Sicuramente il mittente era un collezionista filatelico, lo scritto e' un romantico esempio di come si usava magistralmente la lingua italiana ancora negli anni 60, ... .... trovo la cartolina MAGNIFICA nel suo insieme, questo materiale anche se periodo Repubblica va' considerato con attenzione e puo' essere altrettanto interessante come quello del Regno. Come sempre un'ottima acquisizione.
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  38. Buongiorno a tutti! Cerco di dare una risposta a questo denario con tutte le cautele del caso in considerazione delle cattive qualità delle foto che portano indubbiamente a considerarlo un falso. Premetto che l' esfoliazione dell' argento avviene quasi sempre su monete autentiche con deposito di cloruri fragili e polverizzati e che avviene a causa di una cattiva pulitura fatta con materiali aggressivi, utilizzando anche dei bulini e da gente inesperta. Detto questo, ho cercato di modificare l' immagine di @Atexano per cercare di capire se questo caso può essere riconducibile a quanto da me esposto e personalmente ritengo di si. Osservando bene l' immagine, si vede una certa continuità tra il pezzo staccato, la corona di alloro ed il perlinato a significare che questo pezzettino sicuramente faceva parte del modellato e che si è stato staccato durante la fase di pulitura dai cloruri di argento depositati. Il verderame probabilmente è affiorato per la lega di composizione del denario mentre la ruggine per contatto con qualcosa di arrugginito. Sottolineo che il mio è solo un giudizio personale da pessime foto e purtroppo non da visione diretta che sarebbe stata determinante per fare certamente più chiarezza.
    1 punto
  39. Moneta molto ma molto dubbia. Siamo sicuri che sia in argento? Proverei ad avvicinarla ad un magnete per cominciare a togliermi un dubbio. In passato, ho visto alcuni falsi che avevano lo stesso aspetto e che venivano scandalosamente attratti da una calamita.
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  40. Scatola (T) ovale (R) = stato larvale. Buona giornata!
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  41. L’ho già comprato, mi deve arrivare in settimana
    1 punto
  42. Salve signori,volevo un vostro parere su questo piccolo tondello Io non faccio le foto belle alle monete grandi figuratevi a quelle piccole🤣🤣🤣
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  43. Stando a certe informazioni l'oro potrebbe ancora aumentare ? Ha incrementato le riserve auree fino a livelli paragonabili a Paesi come Ungheria e Grecia Per settimane ci si è chiesti chi ci fosse davvero dietro l’impennata dell’oro che, in autunno, ha mandato i prezzi a sfiorare i 4.400 dollari l’oncia. Un movimento quasi verticale, arrivato in un contesto che avrebbe suggerito tutt’altro: dollaro in rafforzamento, domanda fiacca, banche centrali più caute negli acquisti. La risposta, come spesso accade nei mercati contemporanei, non arrivava dagli operatori tradizionali, bensì da una creatura nata sul confine poroso tra finanza e criptofinanza: Tether. Secondo l’inchiesta di Sissi Bellomo sul Sole 24 Ore, è stata proprio la società che emette USDT – la stablecoin più usata al mondo, con 184 miliardi di capitalizzazione – a comprare più metallo prezioso di qualsiasi banca centrale nei mesi decisivi del rally. Non un dettaglio, né un episodio isolato: tra aprile e settembre Tether ha accumulato 116 tonnellate di oro, acquistandone 26 tonnellate solo nel terzo trimestre, pari al 2% della domanda globale. In quell’arco di tempo ha superato di gran lunga i movimenti delle banche centrali più attive, come il Kazakistan, e ha incrementato le riserve auree fino a livelli paragonabili a Paesi come Ungheria e Grecia. In un mercato abituato a interpretare ogni oscillazione dell’oro come un segnale macro – fuga dal rischio, attese di tagli dei tassi, tensioni geopolitiche – scoprirsi improvvisamente esposto ai movimenti di una stablecoin cambia la narrazione. E, secondo diversi analisti, spiega almeno in parte la dinamica degli ultimi mesi: una domanda concentrata, fuori dai radar regolamentari, capace di ridurre l’offerta disponibile nel breve, impressionare i modelli degli operatori e catalizzare flussi speculativi. Che la società guidata da Paolo Ardoino (in foto) abbia denaro da spendere è fuori discussione. Nei primi nove mesi dell’anno ha riportato 10 miliardi di dollari di utili, numeri paragonabili a Goldman Sachs e Morgan Stanley. Il vero punto è che il gigante delle stablecoin usa questa redditività per costruire una riserva sempre meno ortodossa: accanto ai Treasury Usa – che restano la principale fonte dei suoi profitti – Tether ha iniziato a diversificare su asset considerati a maggiore volatilità, come oro, bitcoin, obbligazioni societarie e perfino prestiti garantiti. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, oggi questi asset rappresentano il 24% delle sue riserve, contro il 17% di un anno fa. Tether Gold (XAUT), la stablecoin agganciata al metallo, spiega solo una frazione del totale: appena 12 tonnellate sono collegate al token aureo; le restanti 104 tonnellate sono state destinate a fare da garanzia a USDT. Significa che l’oro non è un prodotto da offrire al mercato, ma un tassello della nuova architettura delle riserve Tether: un mix sempre più complesso di asset, in cui cresce la parte con volatilità non trascurabile. Secondo Jefferies, citata dal quotidiano, la domanda di Tether: ha ristretto l’offerta nel breve, sottraendo metallo fisico disponibile; ha influenzato il sentiment, muovendo algoritmi e trend follower; e ha attratto flussi speculativi, amplificando il movimento. Tether avrebbe già manifestato l’intenzione di acquistare altre 100 tonnellate d’oro nel 2025, oltre a investire massicciamente nelle società di royalties che finanziano lo sviluppo delle miniere. Ha già messo 300 milioni in Elemental Altus Royalties, Gold Royalty Corp, Metalla e Versamet. Se il ritmo venisse confermato, il ruolo di Tether diventerebbe strutturale nell’offerta globale di metallo fisico. In un mercato come quello dell’oro, dove a muovere i prezzi è sempre stata più la fiducia che la quantità, un acquirente opaco con 10 miliardi di utili l’anno e 184 miliardi di passività può diventare, suo malgrado, uno dei nuovi price maker globali. E la corsa all’oro di Tether, più che la causa unica degli ultimi rialzi, potrebbe essere il primo segnale di un mercato che sta cambiando pelle. E forse anche regole. Tether non è un hedge fund, non è una banca centrale, non è un sovereign wealth fund. Ma si comporta come tutti e tre insieme, con la differenza che la sua governance non è soggetta agli stessi obblighi di trasparenza. https://advisoronline.it/strumenti-finanziari/investimenti-alternativi/la-corsa-all-oro-di-tether-causa-degli-ultimi-rialzi
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  44. Ciao a tutti 🙂. Grazie ad una recente discussione dove abbiamo parlato di alcuni difetti presenti su un denario di Adriano e dove ho CONDIVISO un mio denario di Commodo per paragone ( che è quello presentato in questo post di più di un anno fa) in questi giorni, nei ritagli di tempo che ho a disposizione, ho visionato diversi esemplari della stessa tipologia nella speranza di trovare stessa identità di conio come faccio con tutte le mie monete. Ebbene mi sono imbattuto in un esemplare che con quasi certezza è stato coniato con identico conio di incudine (dritto) del mio. Diverso stato di usura, di conservazione del metallo,di forma del tondello e rovesci diversi mi permettono definitivamente di archiviarlo come autentico ( anche se da esame diretto avevo pochi dubbi su questo 🙂). Mi permetto quindi per l'ennesima volta di sottolineare l'importanza Numismatica per il Forum e per chi lo frequenta di CONDIVIDERE i nostri esemplari. Personalmente è sempre un piacere poter ammirare esemplari e visionare monete di altri utenti ( in qualsiasi grado di conservazione) e non lo ritengo perciò assolutamente mai "mero sfoggio dei nostri vassoi". Ma solo e sempre cosa importantissima. Accompagnate o meno da note storiche o altro ( sempre graditissime anch'esse sia chiaro ma non obbligatorie. Chi vuole approfondire in tal senso può sempre farlo ma senza la visione delle MONETE di riferimento di cosa parliamo?). Posto foto dei denari per comparazione ed ogni intervento a proposito sarà come sempre da me gradito. Grazie ed alle prossime ( mancano solo 9 esemplari della mia collezione per i quali non ho ancora trovato corrispondenza di conii, la ricerca quindi continua) 🙂.
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  45. Buonasera a tutti, oggi vorrei mostrarvi il mio ultimo acquisto, ovvero una doppia maiorina di Giuliano II. Una moneta che personalmente a me piace davvero tanto e che cercavo da tempo. Cosa ne pensate?
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  46. Sì ho accavallato tutto 😅
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  47. Ciao! Mi permetto di dire la mia, essendo la mia monetazione cardine 😄 Consiglio l'acquisto del catalogo "Zecche e Monete a Piacenza" (Tip.Le.Co, 2007) di Giuseppe Crocicchio e Giorgio Fusconi, l'ultima opera più aggiornata sulla monetazione Piacentina. Riprendo le tue classificazioni aggiungendo e/o modificando alcune cose in grassetto: 1° FOTO "La moneta in alto a sinistra è classificata come Sesino per Ottavio Farnese 1547-1586 CNI p. 587 N° 48/57 peso 1,04 g diametro 16 mm circa - Crocicchio-Fusconi 75/E (per la croce filettata e ornata) - Rarità: NC La moneta in alto a destra è classificata come Sesino per Francesco Farnese 1694-1722 CNI p. 646 N° 13-15 peso 1,00 g diametro 15,5 mm circa - Crocicchio-Fusconi 125/A (FRAN I F P P ....) - Rarità: NC La moneta in basso a sinistra è classificata come Sesino per Maria Teresa 1740-1744 CNI p. 648 N° 1/5 peso 0,80 g diametro 16,5 mm - Crocicchio-Fusconi 127/? (non si legge se alla fine della legenda del dritto c'è o no la D) - Rarità: NC La moneta in basso a destra è classificata come Sesino per Carlo Emanuele III 1744-1745 CNI p. 645 N° 1/11 peso 0,99 g diametro 16,2 mm circa - Crocicchio-Fusconi 128/A (.... SAR ....) - Rarità: NC" 2° FOTO "La moneta in alto a sinistra è classificata come Sesino per Maria Teresa 1740-1744 CNI p. 648 N° 1/5 peso 0,92 g diametro 16,5 mm circa - Crocicchio-Fusconi 127/? (non si legge se alla fine della legenda del dritto c'è o no la D) - Rarità: NC La moneta in alto a destra è classificata come Sesino per Ranuccio II Farnese 1646-1694 CNI manca peso 1,17 g diametro 17 mm circa - Crocicchio-Fusconi 122/A (per capire se effettivamente di Ranuccio, vedere al D\ se presente RAN ...... DVX VI) - Rarità: R La moneta in basso è classificata come Sesino per Filippo di Borbone 1748-1765 CNI p. 650 N° 1 peso 0,81 g diametro 17 mm circa - Crocicchio-Fusconi 130/A (croce senza contornatura di 4 gigli) - Rarità: NC "
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  48. Rimango del mio parere. Come un numismatico o rivenditore, o affine (chiunque sia), può chiedere agli altri se le loro monete sono in vendita ed eventualmente il prezzo (solitamente privatamente), indem a parti inverse. Buona serata a tutti.
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