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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/04/25 in tutte le aree
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ma che domande sono? nel manuale del collezionista c'è scritto il valore minimo delle monete da mettere in collezione? anche 1 centesimo di euro che mi manca e mi ritrovo di resto lo metto in collezione, e vale 1 centesimo! e se lo trovo per terra, lo raccolgo pure!5 punti
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Moneta in conservazione piacevole con usura uniforme e contorno con spigoli consunti. Come spesso capita il R/ è meglio conservato del D/. Posto il mio esemplare per confronto e condivisione (già fatto diverse volte su questo forum) con rosetta al contorno sovrapposta alla T di FERT:4 punti
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Io ho scritto una email alla redazione del Regionale della Lombardia Ho fatto riferimento al servizio di stamane ed ho chiesto se domen7ca ripartirà il Mercatino del Cordusio Al venerdì illustrano le iniziative del fine settimana. Chissà se si informeremo in tal senso. Poi vedo di cercare gli indirizzi email delle redazione di quotidiani online locali e scriverò anche a loro. Sperem4 punti
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Lo scavo archeologico di un grande mausoleo romano tra le colline moreniche del Garda, a Monzambano (Mantova) si inserisce nell'ambito della recente scoperta di altri edifici simili nelle vicinanze, a Goito (MN) e a Calvatone (CR). un interessante oggetto di studio per l'archeologia romana in Italia settentrionale3 punti
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Buon Pomeriggio a Tutti, condivido questa moneta di Vittorio Emanuele II° da due lire italiane del 1860 - zecca di Firenze, aggiudicazione d'asta di poco tempo fa. La sua conservazione è modesta, ma per cortesia vorrei conoscere anche il vostro parere. In allegato le prime due foto sono quelle della casa d'asta. Grazie per l'attenzione.3 punti
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Wow, che fortuna. Quando un soldino antico dell'”economista pazzo” ti cambia la vita. Lo vede brillare nella terra umida. E’ rarissimo. Lo sai quanto ha guadagnato chi lo ha trovato? Con chi ha dovuto dividere il guadagno? Che fine ha fatto il reperto? A quando risale? Redazione4 Dicembre 2025 Nella terra bruna, brilla un oggetto che riflette il sole. E’ giallo, d’un giallo pregiato, intenso, che accresce la potenza delle proprie vibrazioni, grazie al contrasto con il fondo nero delle zolle, ricco di humus e di umidità. Un padre, i suoi figli e un piccolo disco dorato: la scoperta ha mostrato come il passato possa assumere un valore concreto e trasformativo nel presente. Ma voi italiani, no. Astenetevi. Non cercate. Da voi, tutto è proibito. Forse dovete ridiscutere – in chiave liberale – il ruolo del cittadino con lo Stato. Le possibilità di collaborazione e di interazione. Il reciproco rispetto. Be’, molti italiani dicono che gli inglesi distruggono gli strati archeologici, cercando nei campi. Gli inglesi rispondono: noi non distruggiamo nulla, perchè gli aratri hanno già sconvolto il sottosuolo. Piuttosto recuperiamo un reperto, destinato ad essere distrutto dal trattore. Ricerca sì, ricerca no? Statalismo degli ultimi decenni o Stato davvero liberale? Spetta a voi decidere. Michael Leigh-Mallory, ex ecologo e appassionato di storia, decide di riprendere in mano il suo metal detector, strumento rimasto inattivo per oltre dieci anni. Il luogo scelto per la passeggiata familiare è Hemyock, villaggio del Devon, Inghilterra sud-occidentale, caratterizzato da campagne ondulate e insediamenti rurali di lunga memoria storica; la località dista circa 50 km da Exeter, città di radici romane e medievali, facilmente identificabile per la sua imponente cattedrale e il ruolo strategico nei traffici e nelle campagne militari del Medioevo. Durante l’uscita, un segnale tenue a pochi centimetri dal suolo rivela un penny d’oro perfettamente conservato, simile a un’atttuale monetra britannica da 20 pence o a 10 centesimi di euro. Leigh-Mallory reupera l’oggetto, prende le coordinate del punto di ritrovamento, scatta una foto e la condivide in un gruppo Facebook di appassionati, parte della rete britannica di detectoristi, tra cui spicca il The Metal Detectives Group, noto per coordinare ritrovamenti, effettuare identificazioni precise e fornire supporto numismatico altamente specializzato. Pochi minuti dopo, Gregory Edmund, senior specialist di Spink & Son, riconosce immediatamente il reperto: si tratta di un penny d’oro di Enrico III, coniato nel 1257, uno dei rari esperimenti inglesi di moneta aurea “moderna”. La moneta è stata realizzata dal maestro William of Gloucester utilizzando oro proveniente dal Nord Africa, un dettaglio che testimonia la rete di scambi e la circolazione di metalli preziosi nel XIII secolo. Sul recto campeggia l’immagine del re sul trono, barba piena e corona alta, con la leggenda HENRICVS REX III, mentre sul verso una lunga croce, completata da stelle e fleurs-de-lis (gigli), indica il valore nominale di venti denari d’argento. L’uso dell’oro, superiore al valore legale della moneta – alla gente conveniva fonderle e venederle queste monete come oro perchè guadagnavano di più così, come materia prima che cambiare la moneta o utilizzarla per acquisti – rendeva però l’esperimento fallimentare: molte di queste monete furono fuse o ritirate e solo otto esemplari erano giunti fino ai nostri giorni prima della scoperta di Hemyock. Era un’operazione da economista pazzo. Che voleva cantare il proprio Re, non tenendo conto dell’avidità umana. Molto concrete sono, invece,le regole attuali per chi trova tesori Secondo il Treasure Act 1996, normativa britannica di riferimento per il rinvenimento di oggetti antichi, qualsiasi scoperta definita “treasure” deve essere notificata immediatamente alle autorità competenti; la legge stabilisce criteri di valutazione, divisione del ricavato e possibilità di acquisizione da parte dei musei. Nel caso del penny, il museo locale ha declinato l’acquisizione per mancanza di spazio espositivo e la moneta è stata quindi “disclaimata”, consentendo a Leigh-Mallory e al proprietario del terreno di condividere l’intero ricavato dell’asta. L’asta presso Spink, Londra ha batuto l’offerta finale a 648.000 sterline (circa 740.000 €), cifra record per una moneta medievale inglese. Parte del ricavato è stata trasformata in NFT destinati a iniziative di ricerca oncologica, creando un ponte sorprendente tra un reperto del XIII secolo e la tecnologia contemporanea. Leigh-Mallory ha destinato il suo guadagno ai fondi universitari dei figli, Emily e Harry, già appassionati di archeologia e storia. Il ritrovamento del raro penny, con il suo record di valore, è uno dei pochi esempi in cui un singolo ritrovamento amatoriale possa incidere concretamente sulla vita di una famiglia e dimostra come la conoscenza, la pazienza e la curiosità possano trasformarsi in ricchezza storica ed economica. Al confronto con altri grandi ritrovamenti mondiali con metal detector, il penny di Hemyock occupa comunque un posto di rilievo: la pepita australiana “Hand of Faith” del 1980, 875 once troy d’oro, venduta per circa 1,3 milioni di dollari australiani; il tesoro anglosassone di Lenborough del 2014, oltre 5.000 monete d’oro e argento per un valore stimato superiore a 3 milioni di sterline; il tesoro romano di Hoxne del 1992, con centinaia di monete e oggetti di lusso valutati circa 1,7 milioni di sterline; e varie scoperte romane o medievali in Scandinavia e negli Stati Uniti, ciascuna con valori variabili da decine a centinaia di migliaia di euro. Questo confronto dimostra come, pur essendo un singolo oggetto, il penny di Hemyock si collochi ai vertici della classifica dei ritrovamenti più redditizi, rappresentando un caso raro in cui la passione per il metal detecting produce un impatto concreto sia storico che economico. Il ritrovamento, pur casuale nella forma, illumina aspetti complessi della storia medievale: le emissioni auree di Enrico III, la gestione economica di metalli preziosi, i traffici mediterranei di oro, le campagne militari gallesi e la sperimentazione monetaria che spesso sfuggiva alle logiche immediate del mercato. In definitiva, il metal detecting si conferma come pratica in grado di rivelare la stratificazione del tempo, di aprire finestre su secoli di storia, combinando serendipità, conoscenza scientifica e consapevolezza culturale. A Hemyock, sotto pochi centimetri di terra, il tempo ha atteso un padre con un detector e i suoi figli curiosi, pronto a svelare un piccolo miracolo dorato e a ricordarci che il passato può cambiare il futuro in modi straordinari e concreti. https://www.stilearte.it/penny-trovato-henrico-iii/3 punti
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Murat, secondo Pietro Colletta, si "Recise alquanti de' suoi capelli; li avvolse nel foglio; e 'l consegnò aperto al Capitano Stratti." Da P. Colletta, Pochi fatti su Gioacchino Murat, p. 60. Prendendo per buone tali parole, dubito che l'ex re di Napoli lasciò come ricordo dei capelli posticci.2 punti
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Due piccoli indiani Un titolo che fa il verso a quello della discussione sul Buffalo nickel https://www.lamoneta.it/topic/85347-cinque-piccoli-indiani/ a sua volta ispirato al capolavoro di Agatha Christie. Ma gli indiani "sospettati" di aver fatto da modello per le monete di Bela Lyon Pratt, non furono cinque, come per il nickel, e nemmeno i dieci della Christie, ma soltanto due Il primo, era il capo Hollow Horn Bear, dei Lakotà Brulè, che prestò il suo volto (sebbene fosse già morto da nove anni ), anche a un francobollo da 14 centesimi del 1922, e a un military payment certificate da 10 dollari del 1970. Il secondo, e forse più probabile (alcuni testi citano solo lui), è il capo Thundercloud, un Blackfoot, ritratto anche da famosi pittori come Remington e Sargent e per anni modello presso la Art Students League. Scegliete il vostro preferito petronius2 punti
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Dovrebbe essere un quadrante romano di questa tipologia, prova a confrontarlo https://www.tinianumismatica.com/prodotto/quadrante-lamia-silivs-annivs-ric-422/2 punti
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Ma non tutti gli anni, anzi. Le quarter eagles da 2 dollari e mezzo (così è riportato il valore sulla moneta), furono coniate ininterrottamente dal 1908 al 1915, poi ci fu una lunga pausa. La produzione riprese solo nel 1925, per proseguire fino al 1929, quando cessò definitivamente. In tutto furono coniate 7.252.088 monete, in oro .900, con un diametro di 18 mm. e un peso di 4,18 grammi. Le zecche interessate alla produzione furono quella di Philadelphia, tutti gli anni, e, solo nel 1911, 1914, 1925, Denver. Le Indian Head Quarter Eagles sono generalmente trattate come monete di borsa, tranne le altissime conservazioni e le monete proof coniate in piccole quantità per i collezionisti nella Zecca di Philadelphia, dal 1908 al 1915. (foto da Heritage Auctions - PCGS MS65) Le half eagles da 5 dollari, furono coniate in quantità quasi doppia rispetto alle quarter eagles, 14.079.143 esemplari, ma gli anni interessati alla produzione furono di meno. Si iniziò infatti sempre nel 1908, si proseguì fino al 1916, ma poi la produzione si fermò, per riprendere solo nel 1929, con appena 662.000 esemplari. Poi, la fine. Le monete, sempre in oro .900, hanno un diametro di 21,6 mm. e un peso di 8,359 grammi. Le zecche di produzione sono state Philadelphia, Denver, San Francisco e, solo nel 1909, New Orleans. E proprio a quest'ultima Zecca, che quell'anno cessò definitivamente l'attività (34.200 le half eagles coniate), appartiene l'esemplare probabilmente più quotato. Stimato da PCGS in conservazione MS66, ha realizzato in asta Heritage del gennaio 2011 (da cui proviene la foto) ben 690.000 dollari Infine, in tutte le monete, sia da 5 che da 2,5 dollari, il marchio di zecca (D per Denver, S per San Francisco, O per New Orleans), compare al rovescio, in basso, sulla sinistra, davanti alla punta delle frecce. petronius2 punti
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Alessandro Giaccardi Le monete infamanti di Ferdinando II di Borbone. Collana ‘Nummus et Historia’ XLIII – Associazione Culturale Italia Numismatica. Ed. 2025. Pagine 48, illustrazioni a colori, f.to 17x24cm. € 10,00 (gratuito ai Soci ACIN iscritti nel 2022) Dall’Indice: Introduzione. Il Re Bomba Nessuna moneta rivoluzionaria per la Sicilia Le contromarche L’intendente, il sottintendente e l’ispettore I periodici dell’epoca I documenti dell’epoca Catalogo Tabelle Collezioni e vendite esaminate Bibliografia Salutoni odjob1 punto
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Un saluto a tutti gli appassionati della zecca di Napoli! Quest'oggi ho il piacere di mostrarvi il mio ultimo acquisto, proveniente dall'asta Ranieri 20. Si tratta di un bell'esemplare di 2 lire 1813 di Gioacchino Murat. Nonostante in collezione avessi già un altro esemplare della stessa tipologia in alta conservazione, ho voluto comunque puntarla perché sono rimasto impressionato dalla condizione dei rilievi. In particolare, come potete vedere, la basetta è davvero molto forte. Alla fine, non avendo riscontrato una concorrenza particolarmente decisa, sono riuscito ad aggiudicarmela ad una cifra inferiore alle mie aspettative (per una volta! 😅). Mi auguro che piaccia anche a voi. Vi segnalo, inoltre, una piccola particolarità. Il motto in incuso è: DIO PROTEGGL REGNO ❀ Mancano, dunque, la E finale di PROTEGGE e la I di IL.1 punto
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Buongiorno a tutti. Appena ricevuto. Dati ponderali: diam. 17,3 peso 0,71 Chiedo a @savoiardo conferma classificazione MIR 15a e se possibile la classificazione del nuovo Cudazzo. Grazie1 punto
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Come già detto perchè là fu in parte depositato dopo la seconda guerra mondiale da vari paesi. Nel caso di quelli europei era come contributo alla garanzia della fissità del cambio delle valute locali, all'epoca ridotte di fatto a "espressioni" del dollaro, che era la vera valuta dal continente. Questo fu anche uno dei motivi per cui fin dagli anni '50 si prese a parlare di unione monetaria europea: fra le altre cose necessarie bisognava anche arrivare ad avere una vera valuta europea invece del dollaro camuffato da valute nazionali buone solo alla finta dell'indipendenza.1 punto
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Ho una certa esperienza nel restauro cartaceo (differente da quello numismatico). Ho provato ma abbandonato immediatamente quando ho visto che non riuscivo a rimuovere nulla1 punto
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Da Alessandria in Egitto, 2 esemplari di diobolo in AE al nome di Domiziano : il 1^ con al rovescio Alessandria con copricapo elefantino ed il 2^ con al rovescio delfino cin ancora . Saranno entrambi a giorni, il 15 Dicembre, in vendita Savoca Herakles 4, rispettivamente ai nn. 71 e 72 .1 punto
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Ciao, sembrerebbe un gettone da gioco tedesco di fine 800 denominati spiel marke se ricordo bene...1 punto
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Complimenti per la tua moneta, a mio parere ci può stare anche un qSpl.1 punto
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Beh!per 5 euro mi è capitato di acquistare monete rarissime o anche inedite,il problema di questa moneta non è il valore,come ho scritto poc'anzi se un collezionista vuole incentrarsi principalmente sulla zecca di Napoli o solo su Ferdinando II difficilmente metterà in collezione una moneta bucata,a meno che non sia estremamente rara, mentre se un collezionista raccoglie monete di diverse zecche e di diverse epoche allora può anche accontentarsi... Poi ognuno ha i suoi gusti,io personalmente acquisterei qualcosa di meglio...1 punto
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Molto belle le rosette! Da trovare cosí é già difficilino... é sicuramente sopra la media. Per la conservazione, anche se ci vado perdendo la mano non facendo tanta pratica, direi BB-SpL. Complimenti Alan😉 Saluti... Ronak1 punto
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Vedrai che sarà tutto molto logico, basta studiare un po', poi piu' si capiscono le cose piu' ci si addentra piu' si gioisce questo hobby. I libri sono di primaria importanza, non se ne ha mai abbastanza in questo campo. Se non si guarda al guadagno questo è un hobby SANO, pieno di cultura che dara' grandi emozioni anche con del materiale di poco valore, e' un eccellente antistress meditativo e rilassante.1 punto
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In perfetta tariffa corrispondenze tra sindaci o podestà, piego che doveva viaggiare aperto o sottofascia, affrancato con un bellissimo 25c verde scuro effige di V.E.III della colonia italiana Etiopia emissione del 1936. Annullato da un altrettanto bello e nitido annullo di Addis Abeba Arrivi e Partenze del 17.3.38. Affrancatura importante di valore, quotata 50€ + gli annulli. Si , .. trasmissione di uno stato di famiglia dal governatorato di Addis Abeba al Comune di Borgo San Lorenzo (Firenze). OTTIMO !1 punto
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Stando al Trading Economics l'Italia è al terzo posto nel mondo per riserve auree, dopo USA e Germania. Il sito della Banca d'Italia - Riserve in Oro riporta 2.452 tonnellate di oro fisico, perlopiù lingotti ed in parte minore monete, di cui il 44,86% è custodito in Italia.1 punto
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Grazie! Forse dipende dal mio telefono, nel caso mi scuso, ma non riesco a ingrandire le immagini e a leggere. Comunque per i libri di numismatica vi suggerisco anche di vedere www.biblionumis.it molto fornito.1 punto
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Ottimo consiglio, sono d'accordo.1 punto
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Corretto, adesso vediamo se dalle parole si passa ai fatti. Diversamente, per chi abita a Milano, sapremo quando e come tenerne conto.1 punto
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E come si fa a non innamorarsi delle qudrighe? Poi in alta conservazione.. complimenti @Alex79! Aggiungo, come serie che a me piace molto, quella delle aquile sabaude1 punto
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Dove ride duca T or è = doveri d'educatore. Buonanotte!1 punto
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Altra moneta che ho il piacere di far vedere è questo Mezzo Grosso di Carlo Il, catalogato sul MIR come II tipo (405a) e poi sul Cudazzo spostato come I tipo (472a) e segnalato come "di Savoia". Moneta con un importante pedigree, ex collezione Dolivo, venduto nell'asta M&M del 1963 a 500 franchi svizzeri per la prima volta, siccome sino ad allora era una moneta inedita, pubblicata sui volumi del Simonetti (che la segnalava unica), poi sul Biaggi e da Mario Traina sui suoi speciali di CN. In questi sei decenni passati da allora diversi esemplari sono poi stati rintracciati, resta comunque una moneta alquanto rara e mancante in molte collezioni. Battuta nella zecca di Chambéry da Pierre Balligny a seguito dell'ordinanza del 21 ottobre 1508.1 punto
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Ora ha cambiato locatione ed è tutto all'interno del Palapanini è sostanzialmente uguale a bologna San Lazzaro, sia come dimensione che come disposizione, con le monete a sinistra e il resto dall'altra parte1 punto
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Buona sera, questa lettera è scritta da Suor Maria, una novizia delle Suore di Carità al Regina Coeli di Napoli. È indirizzata alla futura cognata Luisa (si è la stessa Luisa di quella lunghissima lettera d'amore pubblicata qualche giorno fa). La Suora quindi è la sorella di Paolo futuro marito di Luisa. Ho preso questa lettera perché mi piacevano i due francobolli attaccati a questa busta piccolina e la scrittura molto ordinata e chiara di facile lettura. Aspetto i vostri commenti e contributi. Grazie. Di seguito il contenuto della missiva.1 punto
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Nelle piccole cose a volte sono nascoste vere delizie. Lettera in perfetta tariffa per l'interno con 20c rosa (Augusto) + 30c seppia (Colombo), emissioni del 1938 della serie "Proclamazione dell' Impero".... ... annullati in partenza da un meccanizzato con linee ondulate di NAPOLI FERR. CORRISPONDENZE del 27 VII 39 XVII a.e.f. bello nitido ... .... annullo di arrivo di POTENZA CORRISPONDENZE ORDINARIE del 28.7.39. Affrancatura di valore, il 20c e' quotato 10/12€ e il 30c 14/16€. OTTIMA SCELTA !!! La lettera di Suor Maria è di una semplicità deliziosa e struggente che commuove, ...solo una religiosa poteva toccare l' animo con tanta semplicità. """ DIO SOLO ! In alto a sx e' il perfetto inizio""". Che il Signore abbia in gloria l' Anima di Suor Maria. Qui per la sensibilità di chi legge c'è quel valore aggiunto che non è in nessun catalogo. Caro @dareios it trovi sempre cose eccezionali !!! VERAMENTE BELLA.1 punto
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Interessante cartolina illustrata in perfetta tariffa per l' estero 'solo firma e data ' con 20c arancio tipo Michetti volto a dx. Questo Francobollo ha avuto due emissioni con diversi valori, una nel 1916 con dentellatura 13e1/2 x 13e3/4 ed una nel 1917 con dentellatura 14. L' emissione del 1917 è di qualche millimetro piu' alta dell' altra, quindi se non possiedi un odontometro per misurare la dentellatura ti basta confrontare il Francobollo della cartolina con un altro Michetti. E' annullato con un meccanizzato corona doppio cerchio con linee ondulate di MILANO CENTRO del 15 V 1923 bello nitido. Cartolina e affrancatura interessante bella anche l' immagine del Duomo color seppia.1 punto
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1- errore macroscopico nella classificazione, non esiste IMBURI (4 volte di seguito un perito non può farlo!) 2- aprire e sfogliare il PAUTASSO, testo di riferimento (poi si accorgono delle differenze) 3- dare un'occhiata a questi schemi dei falsi (un perito dovrebbe accorgersi dopo questi suggerimenti)1 punto
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Ho ritrovato questi schemi che ha fatto @g.aulisio con monete false. Non soffermatevi troppo sui leoni, ma osservate i volti e confrontateli con quelli in asta... @Euskadi se hai voglia di fare qualche osservazione più tecnica, credo che molti te ne sarebbero grati.1 punto
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