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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/11/25 in tutte le aree

  1. La discussione è stata ripulita da una serie di scambi tra due utenti, che, come sempre, invito a chiarirsi in privato.
    4 punti
  2. Salve @Gio69 Dovrebbe essere questo mezzo quarto di soldo del primo tipo di Emanuele Filiberto,zecca di Aosta. Per sicurezza chiediamo a @savoiardo che ne sa molto tanto più di me di Sabaude 😁 https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-EF/9
    3 punti
  3. A far cambiare idea a lui e a quanti erano dubbiosi sull'opportunità di un intervento, fu un tragico fatto avvenuto all'inizio del 1898. "Remember the Maine!" La corazzata americana Maine, era arrivata nel porto de L'Avana il 24 gennaio 1898, ufficialmente in "visita amichevole". In realtà, pare ci fosse stata una precisa richiesta del console americano, preoccupato di alcuni disordini scoppiati nella capitale cubana, per "proteggere la vita e le proprietà dei cittadini nordamericani." (il Maine nel porto de L'Avana - da Wikipedia) In effetti, se si fosse trattato di una semplice visita di cortesia, dopo due-tre giorni, al massimo una settimana, la nave sarebbe ripartita, invece era ancora lì il 15 febbraio, quando, nella notte, una fortissima esplosione nella zona di prua provocò la morte immediata di 254 membri dell'equipaggio: altri 6 morirono nei giorni seguenti, a causa delle ferite riportate Tra i primi ad adombrare la responsabilità degli spagnoli nell'esplosione, ci fu Theodore Roosevelt, allora sottosegretario alla Marina. Gli Stati Uniti formarono una commissione d'inchiesta, le cui conclusioni furono che "il Maine è stato distrutto dall'esplosione di una mina sottomarina, che ha causato l'esplosione di uno o più dei pannelli di prua. La Commissione non ha potuto ottenere testimonianze che stabiliscano la responsabilità di una o più persone nell'esplosione." Gli spagnoli formarono una propria Commissione, che disse che l'esplosione era avvenuta all'interno della nave, e non al difuori. Proposero comunque di formare una commissione d'inchiesta neutrale, dichiarando che avrebbero accettato in anticipo le sue conclusioni. Ma gli americani rifiutarono, ormai l'opinione pubblica era convinta che dietro il disastro del Maine ci fosse la Spagna, e premeva sempre più per la guerra. Un grido risuonava da una costa all'altra: "Remember the Maine! To hell the Spain!" - Ricordate il Maine! Al diavolo la Spagna! Lo stesso che troviamo su questa busta (in alto a sinistra), spedita da una base militare americana a Cuba il 6 aprile 1899, quando ormai la guerra si era conclusa con la facile vittoria degli Stati Uniti. (Collezione privata) Una busta interessante anche dal punto di vista filatelico. E' infatti affrancata con due francobolli statunitensi da 1 centesimo, sovrastampati CUBA - 1 c. de PESO. Nell'isola erano naturalmente in uso i francobolli spagnoli, con il ritratto del re-bambino Alfonso XIII, che nel 1898, l'anno della guerra, aveva appena 12 anni, e dunque nessuna responsabilità diretta (la reggenza era tenuta dalla madre). Ma rappresentava pur sempre l'odiata Spagna, e i cubani non volevano più saperne, così, in attesa che fossero predisposte e stampate nuove emissioni, per più di un anno e mezzo, dal 2 gennaio 1899 a metà settembre del 1900, vennero utilizzati i francobolli statunitensi con sovrastampa. petronius
    2 punti
  4. Che fatica salutare e dire un grazie. E non è la prima volta che te lo si dice.... Se non vuoi rispettare le norme di buona educazione, al meno leggi e rispetta le regole della sezione in merito! Non è per polemica, però non credo che quando si entra in un negozio si può essere maleducati... Sei fortunato, perché all'estero senza un preventivo saluto e un grazie finale, nessuno si fermerebbe a risponderti.
    2 punti
  5. Le ragazze del futuro parlano al "telefoto" o "telefonoscopio" portatile, una meraviglia di domani di cui si cominciò a parlare negli anni '20. Quelli fissi col megaschermo a proiezione erano già teorizzati alla seconda metà del XIX secolo. E naturalmente c'era anche chi sognava la cabina del telefonoscopio.
    2 punti
  6. Buon pomeriggio a tutti, oggi vorrei parlarvi di questa monetina ( recentemente aggiunta in collezione ) in bronzo/rame del 1858 da 19 millimetri, un kreuzer ( soldo austriaco ), zecca di Milano che faceva parte della moneta spicciola del lombardo-veneto. Un breve cenno storico-culturale che forse non tutti conoscono ancora - nella parlata veneta soldi o denaro si traduce in schei . Ma da dove arriva questo termine ? A Venezia, la millenaria Serenissima Repubblica fino al 1797, aveva avuto il ducato e la lira veneziana che erano state la valuta legale. Durante la dominazione del '800 da parte dell'impero asburgico nel lombardo-veneto ( 1815-1866 ), le monete che circolavano in maggioranza erano le austriache e quelle del lombardo-veneto appunto, come ad esempio l'esemplare di questa discussione. Alcune avevano in leggenda a diritto la scritta SCHEIDEMÜNZE ( moneta spicciola ), ecco allora che per il popolo diventa schei che significava soldi e questo a tutt'oggi. Ed il ...DEMÜNZE ?? Anche questa porzione finale di scritta in leggenda ha fatto la sua parte : in quegli anni gli austriaci a Venezia avevano imposto la regola che se qualcuno veniva trovato in città senza almeno 5 soldi in tasca ( tasca = scarsèla in dialetto ), poteva essere accusato di vagabondaggio. Pertanto nella parlata dialettale veneziana una piccola somma di denaro veniva chiamata 5 schei de mona ( SCHEIDEMÜNZE ), mona può significare per indicare scherzosamente una persona sciocca ed ingenua; ma può anche essere utilizzata come espressione volgare -. In allegato oltre alle foto della moneta, una foto di un gadget souvenir che si può reperire ed acquistare a Venezia in qualche bottega artistico-artigianale. Grazie per l'attenzione.
    1 punto
  7. Buona sera @NeroCupo. Dedicandomi al restauro delle monete, ho fatto degli accertamenti con il microscopio metallografico, sulle conseguenze dei bagni con il famoso liquido dell'argento sulla superfice delle monete. Tali prove hanno portato ad evidenziare che dopo 4 secondi di immersione, la superfice del metallo cambia leggermente struttura e peggiora se il tempo di immersione si prolunga. I suo sistema non l'ho mai provato, e per verificare se è dannoso per le monete, è necessario eseguire lo stesso tipo di esame. Allego le foto dei confronti tra originale e post trattamento, su una oncia canadese.
    1 punto
  8. Ciao Roberto L' impressione non è buona. Per ulteriori certezze servono foto a fuoco e della sola moneta ( se inquadri il resto sono kb inutili sprecati). Dovresti misurare peso, provare con la calamita come reagisce al centro e all'esterno della moneta e fare anche una bella foto del taglio ( il contorno della moneta). Saluti
    1 punto
  9. È’ un articolo molto interessante che sarà presente nel Gazzettino di Quelli del Cordusio 13 !
    1 punto
  10. Probabilmente la prima cosa da fare è richiedere una foto della busta completa, in modo da poter fare una valutazione a 360° anche sugli aspetti di storia postale, valutando l'integrità e la leggibilità del timbro che ne possono aumentare la godibilità (nonché il valore economico), ma soprattutto per controllare non vi siano potenziali attacchi di muffe e/o segni di umidità. Il francobollo in sé è molto decentrato verso destra, tanto che nel bordo a sinistra si vede quello a lato, il che credo lo renda meno appetibile. Infine, mi pare di scorgere almeno un altro francobollo (vedo un "45" nell'angolo). Anche le combinazioni di francobolli possono aumentare l'interesse per un dato pezzo.
    1 punto
  11. Sono d'accordo, dalla foto non vedo niente di strano, e poi non avrebbe avuto molto senso falsificarla (fosse un falso d'epoca avrebbe il suo interesse), il valore era ormai minimo. Ancor meno probabile il falso moderno per collezionisti, è una moneta comune, coniata in quasi 50 milioni di esemplari, in questa conservazione ha solo valore storico. petronius
    1 punto
  12. In realtà tutto sembra funzionare correttamente. Sotto il n. 155 ci sono le pagine da clickare per retrocedere.
    1 punto
  13. Ciao Genny, non ho più scritto nulla perché ho portato la moneta da un noto perito numismatico di Roma, come consigliato da alcuni utenti, per eliminare qualsiasi dubbio. Al momento sono ancora in attesa della perizia. Non appena sarà disponibile, pubblicherò un aggiornamento. 🙂
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  14. Ciao @Carlo. sono due giorni che cerco sta moneta ma ne ho trovata solo una col dito medio alzato ma non credo sia greca 🤣 Apparte i scherzi non riesco proprio a capire cosa potrebbe essere,ho cercato anche con i ponderali ma niente,mi sembra di vedere delle lettere ma non so se è pareidolia. Prova a fare qualche foto di quel verso un po più inclinate magari esce fuori qualcosa.
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  15. 1 punto
  16. La moneta è indubbiamente in alta conservazione. È vero che presenta qualche segnetto qua e là ma va valutata nel suo complesso. I rilievi sono integri e la patina (a mio avviso, molto gradevole) copre come un velo il sottostante lustro del metallo. Considerando anche che la plastica della perizia tende sempre a togliere qualcosa, per me siamo sul qFDC (al limite SPL+/qFDC se si vuole essere più severi per quei segnetti che, comunque, non sembrano legati alla circolazione del tondello). È un bell’esemplare, complimenti
    1 punto
  17. Sono S. Felice da Cantalice (con la bisaccia), S. Pio V (con stola e camauro), S. Andrea Avellino (Pianeta), S. Caterina da Bologna (con una croce in mano). Canonizzati da Clemente XI il 22/5/1712.- In alto lo Spirito Santo sotto forma di colomba.- XVIII secolo.-
    1 punto
  18. Mantova, Ferdinando Carlo Gonzaga 1669-1707, soldo
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  19. Lituania, 2 euro commemorativo 2026 per l'indipendenza energetica https://numistoria.altervista.org/blog/?p=35196
    1 punto
  20. Salve @avo , e' una delle emissioni di AURELIANO piu' comuni ed emessa in molte tipologie di varianti , con al rovescio la legenda ORIENS AUG , con il Sole che regge un globo e con due prigionieri sotto la statua .
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  21. Valore probabilmente nullo, ma si può ottenere studio e divertimento!
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  22. Falcone pellegrino Buona giornata, Valerio
    1 punto
  23. Chiedo scusa ma com'è possibile che una moneta viene coniata solo da un lato?e com' è possibile che anche nel caso che venga coniata su un solo lato (per me impossibile) ci sia l' immagine anche dall'altro lato?... Le immagini sono inguardabili anche se si nota che hanno la stessa immagine su ambedue i lati,a mio avviso potrebbe trattarsi di una collisione dei coni... Non conosco queste monete ma presumo che la faccia che si vede sia il dritto visto che si vede lo stemma sabaudo, potrebbe essere successo che una moneta coniata sia rimasta incastrata nel conio di martello e che il conio d'incudine fosse montato con il punzone del dritto, quindi la moneta coniata è rimasta incastrata al conio di martello che era montato con il punzone del rovescio (la faccia del valore) poi quando è stato inserito un nuovo tondello vergine è stato battuto con la moneta precedentemente incastrata al conio di martello che sotto aveva l' impronta del dritto che era montato sul conio d'incudine,di conseguenza il nuovo tondello ha ricevuto correttamente l' impronta in incuso del dritto dal conio d'incudine(quindi in rilievo sul tondello)e l'impronta della moneta che era stata precedentemente coniata che avendo l' impronta in rilievo precedentemente ricevuta sempre dal conio d'incudine si è trasferita in incuso sul tondello che invece doveva ricevere l'impronta del conio di martello se non ci fosse rimasta incastrata la moneta precedentemente,in definitiva la moneta postata dovrebbe avere una faccia correttamente battuta in rilievo e l' altra con impronta in incuso e speculare... @thegranz riesci a fare foto decenti?...
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  24. C'è un misto tra San Marino e Repubblica Italiana ma il valore non cambia ,pari allo 0.
    1 punto
  25. Ciao Regno, grazie! Sí, é chiusa fdc Saluti... Ronak
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  26. volevo informarvi che ho già mandato il mio articolo per il prossimo gazzettino di quelli del cordusio, e come già anticipato sarà sempre sulla Croce Rossa ma questa volta sulla serie del 1915 fatta per l'entrata in guerra dell'Italia, nell'articolo è presente tutto quello che c'è da sapere sui gettoni dalle montature fino alle varianti, ci sono anche dei riferimenti a riviste di numismatica dell'epoca che ne parlavano e foto di documenti sempre inerenti ai gettoni. Spero che anche questo articolo abbia lo stesso interesse e sia apprezzato come il precedente
    1 punto
  27. Due piccoli indiani Un titolo che fa il verso a quello della discussione sul Buffalo nickel https://www.lamoneta.it/topic/85347-cinque-piccoli-indiani/ a sua volta ispirato al capolavoro di Agatha Christie. Ma gli indiani "sospettati" di aver fatto da modello per le monete di Bela Lyon Pratt, non furono cinque, come per il nickel, e nemmeno i dieci della Christie, ma soltanto due Il primo, era il capo Hollow Horn Bear, dei Lakotà Brulè, che prestò il suo volto (sebbene fosse già morto da nove anni ), anche a un francobollo da 14 centesimi del 1922, e a un military payment certificate da 10 dollari del 1970. Il secondo, e forse più probabile (alcuni testi citano solo lui), è il capo Thundercloud, un Blackfoot, ritratto anche da famosi pittori come Remington e Sargent e per anni modello presso la Art Students League. Scegliete il vostro preferito petronius
    1 punto
  28. Anche per me il denario di Adriano e' ok
    1 punto
  29. Sono stati oscurati gli ultimi post di questa discussione, così come, per intero, quella sul denario di Vitellio, nella quale si è davvero passato il segno. Questa, per il momento, resta aperta, ma sotto osservazione.
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  30. Magari ne avranno comprati diversi al prezzo dell'oro o poco più e te li infiocchettano per bene per venderli a più del doppio... Comunque, è evidente che questa pubblicità sia rivolta a chi ha una scarsissima conoscenza del mercato numismatico. Tirano in ballo Napoleone perché è uno di quei personaggi storici che anche i sassi sanno chi è!
    1 punto
  31. DE GREGE EPICURI A me la moneta pare autentica.
    1 punto
  32. DE GREGE EPICURI D'accordo sulla autenticità. Bella moneta anche se, in effetti, dal punto di vista estetico quelle linee di espansione sono un po' eccessive. E' comunque una moneta non comune.
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  33. Bolaffi fa pagare l ignoranza nel senso di ignorare il vero valore Numismatico di una moneta. Chi ne è dentro sa l' effettivo valore di "mercato" e di sicuro non acquista da lui monete che si trovano in aste o privati a molto molto meno.
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  34. Forse dovrebbe farlo proprio qualcuno che conosce questa monetazione. Personalmente conosco la casa d'aste e potrei contattarla, ma se mi chiedessero, credo correttamente, delle motivazioni tecniche per ritirare eventualmente le monete dalla vendita, confesso che mi troverei in difficoltà. Il suggerimento a chi ne sa di più e che può affermare con una certa sicurezza che ci sono dei problemi, è proprio quello di farlo sapere al più presto al banditore. Non si tratta di lanciare il sasso e nascondere la mano, quanto di fare la cosa più pratica e corretta.
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  35. Bellissimo esemplare @Alan Sinclair, questi Kreuzer sono sempre monetine simpatiche. Mi permetto di aggiungere che, oltre alla "venetizzazione" della scritta SCHEIDEMÜNZE in schei, i miei conterranei del XIX secolo hanno storpiato anche altre diciture presenti sulle monete austriache: il termine “franchi”, per esempio, non deriva dal nome della valuta francese, ma bensì dalla storpiatura del nome dell'Imperatore Francesco Giuseppe I d’Asburgo-Lorena che sulle legende delle monete era abbreviato in FRANC IOS, da cui deriva il popolare “franco” per indicare la moneta in generale, "Esser sensa un franco" significa essere senza soldi. Inoltre, quando iniziarono a circolare i primi pezzi da 20 Kreuzer austriaci sul suolo del neonato Regno Lombardo-Veneto, la parola tedesca zwanzig kreuzer, venti kreuzer, troppo "crucca" per noi veneti, venne storpiata in "svansica". Negli anni '90, qui dalle mie parti, "avere sento svansiche" era una maniera popolare per dire avere 100 Lire o avere un po' di soldi in generale. In Lombardia, per esempio, la parola svanzica ha sempre identificato le monete da 20 Kreuzer. Buon pomeriggio!
    1 punto
  36. Come sa qualcuno del forum ormai partecipo saltuariamente alle discussioni per totale mancanza di tempo, ma per questa interessantissima discussione e ipotesi mi premono alcune precisazioni. Visto l’invito, corretto, di chiedere a Stahl sono andato a controllare la sua produzione scientifica, che riporto: Libri e Monografie: Zecca: The Mint of Venice in the Middle Ages (2000/2001) - Quest'opera ha vinto il Professional/Scholarly Publishing Award in Economics. The Merovingian Coinage of the Region of Metz (pubblicato a Louvain-la-Neuve, 1982) - Basato sulla sua tesi di dottorato. The Venetian Tornesello: A Medieval Colonial Coinage (Numismatic Notes and Monograph, 1985) The Medal in America (Revised Edition, 1999) - E anche la prima edizione (1988). The Book of Michael of Rhodes: A Fifteenth-Century Maritime Miscellany (co-editore con P.O. Long e D. McGee, Cambridge, 2009) - Opera in tre volumi. The Rebirth of Antiquity: Numismatics, Archaeology, and Classical Studies in the Culture of the Renaissance (con G. Oberfranc, Princeton University Library, 2009) Money on Paper: Bank Notes and Related Graphic Arts from the Collections of Vsevolod Onyshkevych and Princeton University (2010) The Documents of Angelo de Cartura and Donato Fontanella: Venetian Notaries in Fourteenth-Century Crete (co-autore con A. De Cartura e D. Fontanella, 2000) The House of Condulmer: The Rise and Decline of a Venetian Family in the Century of the Black Death (pubblicato a luglio 2024) Viewing the Morea: Land and People in the Late Medieval Peloponnese (co-autore, 2013) Contributi in volumi e articoli: Genova e Venezia, la moneta dal XII al XIV secolo (in: "Genova, Venezia, il Levante nei secoli XII-XIV. Atti del Convegno Internazionale di Studi. Genova-Venezia, 10-14 marzo 2000", 2001, pp. 319-334) The Venetian mint in the age of the Black Death (2001, in "Material culture and cultural materialism in the Middle Ages and Renaissance") European Minting and the Balance of Payments with the Islamic World in the Later Middle Ages (2007, in "Relazioni economiche tra Europa e mondo islamico, secc. XIII - XVIII Pt. 2") Coins for Trade and for Wages: The Development of Coinage Systems in Medieval Venice (2007, in "Wages and currency. Global comparisons from antiquity to the twentieth century") Learning from the Zecca: The Medieval Mint of Venice as a Model of Pre-Modern Minting (2011, in "The numismatic chronicle vol. 171") Archaeological Finds of Medieval Coinage in the Northeastern Mediterranean: Implications for the Study of Circulation and Site History (2018, in "Second international congress on the history of money and numismatics in the Mediterranean world") Where the silk road met the wool trade: Venetian and Muslim merchants in Tana in the late Middle Ages (2019, in "Studies David Jacoby") Coinage and Money in the Latin Empire of Constantinople (Dumbarton Oaks Papers 55, 2001) The Earliest Known Medalists: The Sesto Brothers of Venice (con L. Waldman, American Journal of Numismatics, 1993) The circulation of medieval Venetian coinages (1999, in "Moneta locale, moneta straniera: Italia ed Europa XI-XV secolo") The nature of the Sutton Hoo coin parcel (1992, in "A Voyage to the Other World: the legacy of Sutton Hoo") A hoard of medieval pennies from Arezzo (1988) The date of the Sutton Hoo coins (con W.A. Oddy, 1992, in "Sutton Hoo: fifty years after") Coinage in the name of medieval women (2001) Coinage and Money in the Morea after the Fourth Crusade (con J. Baker e S. Gerstel, 2013, in "Viewing the Morea: Land and People in the Late Medieval Peloponnese") Limitandoci alla produzione di moneta veneziana da parte di Venezia o di altre zecche come ci viene proposto, di quanto è a nostra disposizione dall’illustre studioso, rispetto anche ai saggi, la pubblicazione fondamentale rimane la zecca di Venezia del 2000, dove sicuramente citerà altri suoi libri e saggi pregressi, per argomentare quanto da lui scritto, e trattandosi della sua opera scientifica per eccellenza, credo che le pubblicazioni successive al 2000 comunque abbiano come base di partenza questo scritto. Ieri notte sono andato a riprendermi in mano (fisicamente, visto che lo possiedo) la Zecca di Venezia di Stahl e posso dire che: 1. Non vi è un indice dei luoghi (e per un libro di oltre 700 pagine è oggettivamente una pecca) quindi cercare anche un solo nome di città (che non sia Venezia, of course) nel testo sia come cercare un ago nel pagliaio; 2. ⁠Leggendo la bibliografia che accompagna lo studio scientifico, come possibile fonte sulla questione non vi è titolo il cui testo tratti Napoli o l’area dell’Italia meridionale tranne, intuisco e ipotizzo, F. Carabellese “Carlo d’Angió nei rapporti politici e commerciali con Venezia e l’oriente” Commissione Provinciale di Archeologia e Storia Patria, Documenti e Monografie, 10, Bari, 1911; molti saggi e pubblicazioni per Genova, Padova, Veneto in generale, Acquileia, Friuli, Tirolo, Lucca, Pisa, Pesaro, Firenze e la Toscana, Roma e lo Stato pontificio… e ad oriente, Bisanzio in primis. 3. ⁠non vi è nessuna abbreviazione per archivi di Stato a Napoli, Messina o nelle vicinanze. 4. ⁠a esser pignoli, cercando nell’elenco dei ripostigli e degli scavi archeologici in una delle appendici al volume, non è mai citata Napoli, né si segnalano Ducati di zecca non Veneziana. 5. le note al testo riportano le fonti in maniera scientifica e indicando la loro “collocazione” se di pubblicazione o di archivio. Nei capitoli relativi ai ducati o di cui se ne parla, non si trova la parola Napoli. Per carità, umanamente spero sia comprensibile che possa essermi sfuggita tale argomentazione proposta imputata allo Stahl nel corso della mia lettura “notturna”, e per questo chiedo, alla luce di quanto emerso, al gentilissimo @mero mixtoque imperio di indicare in quale scritto e in che punto Stahl è riferimento prezioso della sua ipotesi. Grazie
    1 punto
  37. Gentilissimo, io penso che se una persona formula una proposta che si contrappone a 300 anni di studi numismatici, non possa agitarsi pure se qualcuno gli chiede dove l'ha letto. Parli di "consolidato quadro di moneta forestiera"... consolidato da chi? Sei l'unico che conosco che ne parla. Se il livello é questo, di provocare senza mettere una fonte plausibile e evitando la discussione e lamentando incomprensione, permettimi di dirti che non é nello spirito del forum e -credo io- di nessun ambiente di ricerca. Siamo tutti (quasi) appassionati senza velleità accademiche, ma il metodo e la logica hanno le loro pretese: non si può andare al calcetto e pretendere di giocare con le mani "perché non siamo in serie A".
    1 punto
  38. Buongiorno,per la mancanza di leggende a me sembra piu un gettone di conto francese,un po tipo questo nel link. https://www.cgbfr.com/rouyer-viii-jetons-classes-par-types-jeton-de-compte-au-chatel-b,fjt_089767,a.html
    1 punto
  39. Buongiorno. Ho un gettone di conto che penso sia molto simile solo che oltre ai tre gigli ha dei fiori e non le corone. Non so bene se quindi è un gettone di Norimberga o altro.
    1 punto
  40. Ciao a tutti, "riesumo" questa mia vecchia discussione di 10 anni fa per presentarvi un altro testone di Urbano VIII di analoga tipologia che ho recentemente messo in collezione. Si tratta della variante Munt 67 a, CNI 282 così descritta: D/ stemma a cuore in cornice, chiavi con impugnatura ovale, cordoni e fiocchi. VRBAN . VIII . _ PONT . M . A . VI R/ figure di S. Pietro (a sinistra) che tiene le chiavi nella destra protesa e S. Paolo. In alto: colomba radiante (raggi grandi), in basso: stemma Bonanni, Pagliari, Martelli zecchieri. S . PETRVS . _ . S . PAVLVS . Es: . ROMA . Come già detto sopra, in genere i testoni battuti a martello da Urbano VIII si presentano con una scarsa qualità di conio e di battitura, male impressi e con frequenti salti di conio. Questo esemplare é invece molto gradevole e in alta conservazione, come testimoniato anche dalla perizia che lo correda. Chi mi conosce, sa che la moneta é uscita dalla bustina appena arrivata nelle mie mani?. Ogni vostro commento è come sempre gradito! Michele
    1 punto
  41. varrà anche 20 euro ma il gesto che fece tua nonna non ha prezzo...
    1 punto
  42. Allego due quartari della variante TOMAINUS , uno un po più mal conservato. In entrambi, sopra la croce, si notano tre spinette. È una nota caratteristica dei Tomaini?
    1 punto
  43. è un tallero per l Alsazia emesso da ferdinando arciduca d austria. dovrebbe essere del 1610 o circa , non ho il catalogo sottomano. lo capisci dai 2 pesci che erano il simbolo per l Alsazia è una moneta abbastanza comune.
    1 punto
  44. Argh vedo che a distanza di anni le immagini sono sparite :( Le allego nuovamente Quartaro castello I tipo Quartaro grifo III tipo
    1 punto
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