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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/14/25 in tutte le aree
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Buongiorno a tutti. Condivido un mio acquisto di pochi giorni fa. Un 20 Lire di Vittorio Emanuele II, Regno di Sardegna, del 1851, zecca di Genova. Moneta comune, con tiratura 295.792 esemplari. La perizia, anno 2004, è di Emilio Tevere (1946-2014). Acquistata praticamente a peso d'oro, giusto qualche Euro in più, diciamo il costo della perizia: sono molto contento che la perizia sia di Tevere. Queste, invece, sono le immagini della casa d’aste:6 punti
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Salve, come da titolo, volevo informare i collezionisti di aver rintracciato negli archivi delle aste l'immagine di una piastra 1795 che presenta lo stesso identico conio della variante SIGILIAR. Si tratta di una piastra coniata prima della rottura di conio al D/ che si è poi manifestata come un esubero di metallo biforcuto all'estremità superiore della lettera C di SICILIAR. Jean Elsen & ses Fils, Auction 118, Lot 1224 A questo punto, non credo che sia necessario aggiungere altro - anche perché - per onestà intellettuale, dovrei anche ricordare che negli anni passati ne abbiamo già discusso a lungo, tra favorevoli e contrari... dove io stesso mi collocavo tra i favorevoli, propenso a credere alla tesi di Pierpaolo Irpino, e cioè al punzone di una lettera "G" speculare creato ad hoc per quella specifica piastra. Così oggi, posso affermare con assoluta certezza, che questa specifica piastra 1795 non ha nulla a che fare con l'ipotetico simbolismo massonico e che, questa piastra andrebbe necessariamente rimossa da tutti i cataloghi su cui è riportata come variante "SIGILIAR".4 punti
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A cominciare dal rifiuto di una commissione d'inchiesta neutrale subito proposta dagli spagnoli. Poi, dopo che quanto restava del Maine era stato praticamente dimenticato per anni nel porto de L'Avana, nel 1911 si decise di recuperarlo. Dal 16 giugno 1911, il relitto del Maine fu racchiuso in un bacino provvisorio realizzato a tempo di record dall’US Army Engineers Corp per mezzo di cassoni di fondazione (coffer dams) affiancati, e le operazioni di recupero si conclusero rapidamente entro lo stesso anno. Ma le modalità di recupero non furono tali da permettere un'obiettiva analisi dell’incidente, in quanto il recupero aveva solo lo scopo di riaffermare il potere e il riscatto della US Navy, non certo il chiarimento dei fatti e delle dinamiche. E questo, naturalmente, non mancò di alimentare le teorie complottiste Il relitto del Maine fu poi rimorchiato dal porto de L'Avana, e affondato circa 4 miglia al largo nel canale della Florida, ma alcune parti vennero conservate e musealizzate. L’albero maestro è oggi al centro del Cimitero di Arlington (Virginia), dove riposano anche i resti delle vittime del Maine, l’albero di trinchetto è all’Accademia di Annapolis (Maryland), mentre il timone è ancora conservato sulla piazza d'ingresso del vecchio arsenale de L’Avana. In questa cartolina del 1911 (da collezione privata), vediamo la rimozione delle componenti di prora del Maine danneggiate dall'esplosione. Un soggetto che oggi sarebbe considerato di dubbio gusto, ma all'epoca le sensibilità erano diverse, e così la cartolina non solo fu stampata, ma qualcuno la comprò e la mandò in giro per il mondo. Da L'Avana ad Amburgo (è scritta in tedesco), via New York, spedita da L'Avana il 4 agosto 1911 alle 9 del mattino E' stato possibile seguire la prima parte del suo viaggio, fino a New York. Imbarcata, con ogni probabilità, sul piroscafo Saratoga della Ward Line (New York and Cuba Mail Steamship Company), partito da L'Avana il 5 agosto, e arrivato a New York tre giorni dopo, 8 agosto 1911. Da lì in poi diventa impossibile tracciare il percorso, a causa delle troppe variabili, ma se la cartolina è subito ripartita con una nave che andava direttamente in Germania, è stata con molta probabilità consegnata al destinatario non più tardi di 12-13 giorni dalla partenza da New York, impiegando quindi in tutto, poco più di due settimane. Oggi, probabilmente, ci vorrebbe di più, ma allora le poste funzionavano Dal punto di vista filatelico, la cartolina presenta una particolarità interessante, un'affrancatura fuori tariffa. E' stata affrancata con due francobolli, da 1 e 2 centavos, raffiguranti, rispettivamente, Bartolomé Masó e Máximo Gómez, ma in realtà sarebbe stato sufficiente il secondo. Due centavos era infatti la tariffa corretta per una cartolina diretta all'estero. Molto probabilmente il mittente lo ignorava, o forse avrà pensato che affrancandola con un centavo in più, sarebbe arrivata prima petronius4 punti
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Unica moneta che mi mancava tra le ciotole di oggi, per un euro ho preso questo mezzo peso del 1989 della Repubblica Dominicana in acciaio rivestito di nickel, direi di un discreto modulo (quasi 31 mm.) Vi è raffigurato il monumento denominato 'Faro a Colòn" (Faro di Colombo). Monumento/Museo in onore di Cristoforo Colombo che sconoscevo totalmente, e questo credo decisamente che sia anche il bello delle monete straniere Faro a Colón - Wikipedia Il faro acceso di notte.3 punti
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DE GREGE EPICURI Stamattina a Palazzo Reale (Milano) ho visto la bella mostra sull'Appiani. C'erano anche alcune meravigliose medaglie, naturalmente nella loro teca, e quindi mal fotografabili. Ho fatto comunque un tentativo con quelle della campagna napoleonica e dintorni, l'unica che è discretamente leggibile è quella relativa alla "congiura di Pichegru" del 1804. Si intravvede parte del rovescio, nello specchio dietro alla moneta. La terza medaglia mi pare si riferisca alla battaglia di Lodi.2 punti
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Salve a tutti Oggi al mercatino domenicale ho acquistato questa bella medaglia in bronzo che trovo interessante. Mi ha molto colpito lo stile artistico ancora molto legato a quello delle medaglie del Ventennio che cozza con il tema resistenziale. Ho provato a cercarla qui sul forum ma non ne ho trovato altre attestazioni. Dallo stile la darei anni '40, ma aspetto qualche consiglio, osservazione in merito. Qualcuno ne sa qualcosa in più? Grazie in anticipo per ogni commento e osservazione in merito!2 punti
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Buongiorno, nel realizzare uno studio sull’evoluzione delle monete a partire dall’Aes Rude, fino al denario, mi sono imbattuto nel controverso ‘Aureo del giuramento’ da XXX: (Da Numismatica Ars Classica 83) Nel cercare maggiori informazioni, sono riuscito sì a trovare il suo peso (4.48g), ma da nessuna parte era riportato il diametro, se non qui: https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/28 Il diametro qui riportato è di 11mm, ma la cosa non mi convinceva troppo, dato il peso ed il livello di dettagli. Essendo noti solo 4 esemplari (Il NAC, uno al British Museum, uno alla Biblioteca Apostolica Vaticana, ed uno al Museo Nazionale Romano), le informazioni erano alquanto scarse, e nessuna delle fonti online riportava il diametro. Dato che la moneta pare abbia la stessa composizione di RRC 44/2, RRC 44/3 ed RRC 44/4, (che vi mostro) ho deciso di fare un’analisi di regressione. Andando sul CRRO (Coins of the Roman Republic Online qualora qualcuno ancora non lo conoscesse), nelle pagine di queste tre monete, a fondo pagina vi è la possibilità di avere una media di peso e diametro di quel tipo specifico, basato su tutti gli esemplari in database. Una volta ottenuti, immaginando che il peso fosse linearmente proporzionale alla superficie, ho dimezzato il diametro, l’ho elevato al quadrato, e trascurando il pi greco (che apporterebbe una semplice traslazione), ho ottenuto i miei 3 punti: (49.14, 3.86) (43.56, 2.24) (31.47, 1.23) Da lì, la retta di best fit è la seguente: y = 0.13834x - 3.28261 Applicando il peso di 4.48g otteniamo un valore di 56.1. Calcolando la radice quadrata e raddoppiando il raggio, otteniamo un valore del diametro pari a 14,9799mm o semplicemente 14,98mm. Ad arrivare in mio aiuto, inaspettatamente, è stato un utente di un forum in lingua inglese, che casualmente possedeva un catalogo della Haeberlin Collection venduta da Cahn-Hess nel 1933, nel quale è presente uno dei 4 esemplari. Anche lì il diametro non era riportato, ma erano presenti le tavole a grandezza naturale, e misurando la moneta ha detto che era “marginally less than 15mm”, ossia ‘giusto un filo meno di 15mm, corroborando l’ipotesi. Infine, come ultima conferma, su questo sito sono riportati 3 esemplari su 4, e l’unico mancante è quello del Museo Nazionale Romano. L’utente aveva una foto proprio di quell’esemplare, accanto a quello che forse è uno statere da 20mm (RRC 28/1), o un mezzo statere da 15mm (RRC 28/2): Questo sembra definitivamente confermare l’ipotesi, quindi chiederei cortesemente a @legionario di correggere il dato presente qui: https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/28 Grazie a tutti per l’attenzione!2 punti
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Busta affrancata con 30 cents blu scuro di posta aerea, emissione del 1939 detta Winged Globe (globo alato). Il francobollo fu emesso nell'ambito dell'inaugurazione del servizio di posta aerea transatlantica, disegnato da Alvin R. Meissner, copriva una tariffa fino a mezza oncia ( 14 g.) in qualsiasi punto d'Europa. La caratteristica principale di questo disegno di francobolli sono le insegne indossate dai piloti della posta aerea: un globo con ali estese su entrambi i lati e con uno sfondo di raggi di luce. Sul globo ci sono le parole, "U.S. air mail.". BEL FRANCOBOLLO soprattutto su una busta viaggiata di questo tipo. L' annullo di partenza è di Cliveland Ohio ufficio postale di University Center Station del 3 o 8 gennaio 1941. La striscia di censura e' statunitense con il numero dell' esaminatore 1650. Annullo di arrivo a ponte di Praga 1 del 12 II 1941. + annulli dell' alto comando della wermacth. Sicuramente la busta fu aperta anche dai tedeschi nel punto dove scritto "Geoffnet" (aprire). Busta interessante.2 punti
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E sì, la Cecoslovacchia era già stata occupata dalla Germania, porta infatti il bollo Praga. Chissà il contenuto... Gli Usa non erano ancora coinvolti nella ww2.2 punti
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Buon Pomeriggio @Pontetto, marengo "collo lungo" ( i miei preferiti ) in alta conservazione che mi piace molto. Per me la perizia del maestro Tevere è una garanzia. Ottimo acquisto, complimenti !2 punti
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Deo gratia almeno nessuno reclama la chiusura delka discussione meno male se ne possa discutere anche perche le notizie sono state rese pubbliche. D come si vede c’è chi ne e’ atterrito e vuole smettere di collezionare mentre acquistando in modo regolare e da commercianti riconosciuti non si dovrebbero avere problemi . Fondamentale fornire a chi e’ collezionista e si trova disorientato da queste notizie delle rassicurazioni evitando si chiudere discussioni mettendo la testa sotto la sabbia2 punti
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Buongiorno @zingone intanto questa non è una moneta ma una medaglia inglese 😊 https://en.numista.com/450828 Per qualsiasi dubbio su altre monete o medaglie ne inserisca una per post con peso e diametro 😊2 punti
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Faccio i miei complimenti ad Alessandro per il lavoro svolto,uno studio che si legge bene,io l' ho letto tutto d'un fiato,ho trovato molto interessante ,oltre alle notizie storiche,la documentazione a riguardo dei sequestri di piastre BOMBA con tanto di luoghi e nomi degli indagati, inoltre trovo di grande utilità la catalogazione degli esemplari conosciuti... Per quanto sia un piccolo libro lo trovo comunque un grande lavoro, che di certo non può mancare nella libreria degli estimatori della zecca di Napoli...2 punti
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La collisione dei conii è abbastanza frequente in alcune date degli anni 30... Lo sdoppiamento della O e della P di OPTIMI sul taglio è più un errore causato da un salto della virola piuttosto che da un' improbabile ribattitura...2 punti
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Ciao, più che essere ribattuta su un' altra piastra è sicuramente una collisione dei coni,come tu stesso hai evidenziato si vede il numerale II del Re tra REGNI e G... Ma se guardi bene c'è una linea curva sotto lo stemma che sarebbe il profilo della parte alta della testa del Re... Ho recuperato il dritto di una piastra del 1836 mettendola a confronto del rovescio della tua che ho girato per renderla speculare,come puoi vedere tu stesso i particolari combaciano...2 punti
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Purtroppo, anche se non sarebbe giusto affermarlo, mi sento di darle ragione. Facendo la stessa riflessione, anni fa, ho deciso di smettere con le classiche proprio per questo motivo (timore), pur convinto di essermi comportato in maniera prudente e corretta (posso essere presuntuoso affermandolo). È triste dirlo, ma basta un contatto, una telefonata con altra persona coinvolta, che magari si è conosciuta superficialmente in qualche convegno, per passare dei guai.2 punti
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Buon Pomeriggio a Tutti, oggi ho ricevuto la gold sovereign del 2026, preciso che non è la versione proof ma la FDC. Ci sono diverse novità, il colore è il classico giallo oro ( che io preferisco ); anziché il colore rosa ramato degli ultimi anni. A diritto sono stati aggiunti un effetto latente sotto l'effigie di Re Carlo III° e sotto la punta del collo del sovrano un ologramma di sicurezza. Il tutto completato da un effetto a mezzi toni di fitti punti in circolare lungo tutta la leggenda. A rovescio, richiamando la sterlina d'oro di Re Giorgio III° del 1817, verso il bordo in circolare, viene ripetuto in piccolo il motto in francese dell'Ordine della Giarrettiera - il più antico ed elevato ordine cavalleresco del Regno Unito - : " Honi soit qui mal y pense " ( sia vituperato chi ne pensa male ). Prezzo d'acquisto +44,8% rispetto alla sterlina del 2025 - stesso venditore. La moneta mi è giunta periziata ma provvederò a liberarla ed incapsularla. Grazie per l'attenzione.1 punto
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Buonasera a tutti Oggi al mercatino ho comprato per 5 euro questo buono postale, sapete dirmi il valore? Grazie mille1 punto
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Ecco la seconda: 10 lire Impero. Qui siamo nel 1936, appena dopo la conquista dell'Etiopia. Cosa ne pensate? Un saluto Regium1 punto
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Ciao a tutti. Volevo avere delle informazioni su questa busta dagli Stati Uniti con timbri nazisti. Grazie.1 punto
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Importante scoperta a Vulci: rinvenuta una testa di fanciulla, raro esempio di statuaria greca in territorio etrusco Importante ritrovamento archeologico nell’antica città etrusca di Vulci: si tratta della testa in marmo greco di una giovane donna (una Kore), scoperta durante gli scavi condotti nell’ambito della concessione ministeriale legata al progetto “Vulci Cityscape”, promosso dalle Università di Friburgo e Magonza. L’opera costituisce un raro esempio di scultura greca rinvenuta in territorio etrusco che offre significativi spunti per comprendere l’intensità dei rapporti culturali tra la Grecia e l’Italia preromana. Il progetto Vulci Cityscape, avviato nel 2020 in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, insieme alla Fondazione Vulci, mira attraverso un approccio multidisciplinare a indagare la struttura e lo sviluppo della città e ad ampliare le conoscenze sull’urbanistica etrusca. Il ritrovamento è avvenuto nell’area del nuovo grande tempio scoperto nel 2021, che contribuisce ad ampliare il quadro finora noto degli edifici di culto realizzati nel centro urbano. La scultura raffigura una giovane figura femminile con un’acconciatura ricercata ed elaborata attribuibile a un atelier attico degli inizi del V secolo a.C. Attualmente il reperto si trova presso l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) di Roma, dove è sottoposto a un accurato intervento di restauro e a indagini scientifiche finalizzate ad approfondire la policromia originaria, i materiali impiegati e le tecniche di lavorazione. La scoperta è stata presentata questa mattina a Roma, nella Sala della Crociera del Ministero della Cultura: sono intervenuti tra gli altri il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale Luigi La Rocca e il Capo Dipartimento per la Valorizzazione Culturale Alfonsina Russo. Tra i relatori, Margherita Eichberg (Soprintendente ABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale), Simona Carosi (funzionaria archeologa e responsabile del territorio di Vulci), Carlo Casi (Direttore Scientifico del Parco, Fondazione Vulci), Mariachiara Franceschini dell’Università di Friburgo e Paul P. Pasieka dell’Università di Magonza, Luigi Oliva (Direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro) e Federica Giacomini (funzionaria restauratrice e coordinatrice del gruppo di lavoro ICR). Il reperto. Foto © Ministero della Cultura Il reperto. Foto © Ministero della Cultura Il reperto. Foto © Ministero della Cultura Dichiarazioni “Oggi abbiamo presentato un nuovo importante rinvenimento archeologico all’interno del Parco Archeologico Naturalistico di Vulci, un’area straordinaria dove la bellezza del paesaggio e la profondità della storia si intrecciano in un dialogo continuo, capace ancora oggi di restituirci la voce di una civiltà importantissima nel Mediterraneo, quale quella etrusca”, ha commentato Alfonsina Russo. “E attraverso questo oggetto, questa testa di Kore, sarà possibile promuovere non solo Vulci ma anche il territorio a livello nazionale e internazionale. Un nuovo modo di valorizzare che va in un’unica direzione, che è quella di continuare a fondarsi su una strategia integrata che unisca ricerca archeologica, tutela del paesaggio, innovazione dei linguaggi espositivi, reti internazionali e partecipazione delle comunità locali”. “Il ritrovamento della testa di Kore di marmo tardo-arcaica a Vulci è un evento di straordinario rilievo sia per il valore artistico sia per le implicazioni che reca con sé. Non è stato rinvenuto semplicemente un dono votivo di prestigio, ma una testimonianza concreta dei legami spirituali e dunque politico-civili che univano l’Etruria e il mondo greco. Si tratta di una scoperta archeologica che può modificare la nostra percezione del mondo come accadrebbe con una nuova legge scientifica. Rimodella la nostra rappresentazione della realtà dal punto di vista conoscitivo, simbolico e anche politico”, ha dichiarato il ministro Alessandro Giuli. “Non a caso questo avviene a Vulci, una città aperta ai contatti attraverso il suo porto, recentemente acquisito dal Ministero della Cultura, e attraverso l’entroterra dove già dal periodo orientalizzante, dalla fine dell’VIII secolo a.C., tutti gli oggetti, ma soprattutto i rituali, ora ricostruibili grazie a nuovi strumenti diagnostici per l’archeologia, ci confermano un dinamismo, una permeabilità culturale che ancora oggi devono rappresentare e rappresentano i nostri modelli. Già in altre occasioni, ho sottolineato quanto, come governo e come ministero, ci sentiamo parte di una unità mediterranea in grado di gettare ponti e di costruire un dialogo autentico, fondato su una coappartenenza di identità e radici”. “Siamo in presenza di uno dei rarissimi esemplari di scultura greca in Italia, non solo in Etruria, ma anche in Magna Grecia e in Sicilia. Questo tipo di oggetti sono molto rari, e apre il campo a una serie di considerazioni e di riflessioni storico-archeologiche importanti, in particolare l’intensità e la tipologia dei rapporti fra la Grecia e l’Etruria in età tardo arcaica, ma anche quello sulla presenza di artisti greci in Etruria, come ci ricordano anche le fonti, in relazione anche soprattutto alle sculture e alle decorazioni templari”, ha affermato Luigi La Rocca. “L’Istituto Centrale per il Restauro ha accolto con entusiasmo la richiesta della Sabap Viterbo Etruria Meridionale, nel momento in cui, dopo il ritrovamento l’estate del 2024, si è cercato di fare un primo intervento sulla Kore rinvenuta e una campagna di indagini finalizzata poi alla stesura di un progetto di restauro vero e proprio. Questa attività si colloca nell’ambito di una collaborazione che abbiamo da diversi anni con la Sabap. Una collaborazione che vede da un lato le attività di conservazione e di indagine portate al massimo livello e dall’altra un rapporto con gli enti che poi gestiscono la tutela nell’ambito del territorio”, ha dichiarato Luigi Oliva. La presentazione del reperto a Roma. Foto © Ministero della Cultura https://www.finestresullarte.info/archeologia/importante-scoperta-a-vulci-testa-di-kore-in-marmo-greco1 punto
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Grazie @petronius arbiter, @SS-12, @littleEvil per il vostro aiuto, seguirò i vostri consigli1 punto
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Se vedete anche queste in alta conservazione sono il miglior fotografo del mondo 😅 Figurati, si scherza!1 punto
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CaS sette di fiori nido RO = Cassette di fiorini d'oro Buona serata1 punto
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Non capisco il problema, dal momento che sta scrivendo, ha anche inviato una discussione di richiesta valore dopo di questa. Comunque segnalo la cosa a @Reficul se ci sono problemi tecnici è l'unico che può intervenire. Le altre discussioni sono state chiuse.1 punto
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Buongiorno vorrei condividere questa moneta, 2 dinara 1925, Re Alessandro I°, sovrano dei Serbi, Croati e Sloveni. La moneta, in nickel, è in ottimo stato di conservazione e per questo l'ho presa, anche se ne ho altre 4, tutte peggio di questa. "Regno dei Serbi, Croati e Sloveni" Kraljevina Srbov, Hrvatov in Slovencev), abbreviato in Regno di SHS, era la prima denominazione del Regno di Jugoslavia, che fu chiamata così solo dal 1929 (Kraljevina Jugoslavija).1 punto
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Veramente spettacolare, complimenti. Anche per me questa tipologia di raffigurazione del re è molto bella.1 punto
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Condivido una mia mezza piastra Sebeto 1734 Neap e con taglio a treccia. Gr. 12,29. Proveniente e periziata da Hatria Numismatica. La particolarità è che, in esergo, riporta : "G: DE GEN:" per esteso e sotto la data: ". 1734". Ad oggi, mi risulta inedita ed unica. La pubblico proprio e principalmente per verificare se sul mercato od in altre collezioni private ne siano presenti altri esemplari . In tal caso, sarei molto grato a chi volesse segnalarmelo. Saluti .1 punto
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Buon pomeriggio, si tratta effettivamente di una coppia di conii inedita... questa sì che è una variante degna di nota. Credo che questa fortuita scoperta di Christian Andreani, sia da annoverare tra le più importanti degli ultimi anni, quantomeno al pari della recente scoperta di un inedito contorno "con rami intrecciati" su una Piastra Sebeto 1748. La mia ipotesi a riguardo - considerando il millesimo 1734 di questa mezza piastra - è che potrebbe benissimo trattarsi di un prototipo, di una prova, ovvero di una moneta facente parte di una primissima liberata (di un tot di esemplari) con una coppia di conii che poi, probabilmente, fu scartata e quindi accantonata o distrutta. Per il momento, possiamo solo complimentarci con @Releo per l'acchiappo e ringraziarlo per aver condiviso questa interessantissima chicca. Complimenti e grazie. Un saluto, Lorenzo1 punto
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Si infatti mi sembrava troppo strana la ribattitura in quel punto anche perché la O e la P sono praticamente perfette e non avrebbe avuto senso Ti ringrazio e alla prossima1 punto
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La moneta è in mistura al 2%. La percentuale è così bassa da essere, nella sostanza, totalmente indistinguibile dal rame.1 punto
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Bollo Mogadiscio in doppia lingua 3.3.1956 Bollo Mogadiscio (Somalia) in doppia lingua, differente dal precedente 28.6.19551 punto
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Ma come andarono davvero le cose per il Maine? Ci vollero ben 78 anni per giungere a una nuova tesi, che pur essendo oggi quella di fatto accettata dalla US Navy, e riportata nelle pubblicazioni ufficiali, resta la meno accettata dai media. Fu l'ammiraglio Hyman Rickover, nel 1976, a riaprire le indagini, giungendo alla conclusione che l'esplosione si era verificata all'interno della nave, ed era stata del tutto accidentale. Rickover ipotizzò l’innesco di un incendio per autocombustione in un carbonile contiguo a un deposito munizioni. L’autocombustione si verifica quando, con la rottura dei pezzi di carbone, le superfici di rottura vengono a contatto con l’ossigeno dell’aria, e ossidandosi generano calore. Il fenomeno viene esasperato con carbone bagnato o comunque in presenza di elevata umidità in climi come quelli tropicali, come erano esattamente le condizioni a L’Avana. Le modalità di imbarco del carbone, e in particolare la sua caduta nei carbonili, facilitava la rottura dei pezzi di carbone, creando le condizioni di ossidazione delle superfici, ed innescando l’autocombustione. Incidenti simili, ma con conseguenze meno gravi, erano già avvenuti su altre navi da guerra americane. Ma, come detto, furono (e sono) in molti, anche autorevoli a non essere d'accordo. Tra questi la prestigiosa National Geographic, che nei vent'anni successivi alla pubblicazione delle conclusioni di Rickover, condusse una campagna tesa a confutarle per confermare la tesi dell’esplosione esterna, quindi dell’atto di sabotaggio, naturalmente da parte degli spagnoli. E non è mancata anche la tesi opposta, sabotaggio sì, ma ad opera degli stessi americani, che avrebbero fatto saltare in aria di proposito la loro nave per innescare il casus belli necessario per iniziare la guerra. Una tesi, questa, che non ha mai avuto riscontri effettivi, ma che gli stessi americani contribuirono in parte ad alimentare con alcune ambiguità del loro comportamento Continua...1 punto
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Nota sull’Album AFIS 1950-1960 l’album proviene dal dott. Domenico Timarco, padre di Aldo Timarco, nato a Catania il 20 Maggio 1907 e deceduto il 30 novembre 1990. Il dott. Timarco, era funzionario del Ministero per il Commercio con l’Estero (accorpato al Ministero delle attività produttive nel 2001), e per il suo lavoro viaggiò in molti paesi europei e asiatici, riportando bellissimi oggetti. Per conto del Ministero Scambi e valute, andò nel 1938 in Etiopia, ad Addis Abeba. Successivamente lo raggiunsero nel 1939 a bordo della nave Nazario Sauro, la moglie Dora e i figli Marco di 5 anni e Aldo di 3. Durante la Campagna dell'Africa Orientale Italiana della Seconda Guerra Mondiale, le forze britanniche e del Commonwealth sconfissero l'Africa Orientale Italiana tra il 1940 e il 1941, occupando Etiopia, Eritrea e Somalia e restaurando l'Imperatore Haile Selassie. I funzionari italiani che lavoravano in Africa, vennero fatti prigionieri e mandati nei campi di internamento. Questa sorte toccò anche a Domenico, in un primo momento in un campo in Etiopia, dove la moglie potè andarlo a trovare per fargli conoscere la sua terzogenita Carmelina nata a marzo 1941 ad Addis Abeba. In seguito fu trasferito in un campo di prigionia in Kenia. La moglie, con i 3 bambini fu fatta tornare in Italia sulle famose “navi bianche” organizzate dalla Croce rossa Italiana. Un viaggio lunghissimo, si doveva fare tutta la circumnavigazione dell’Africa, disperato e coraggioso. Sulla nave morirono tantissimi bambini con la dissenteria, ma Dora con la sua forza e il suo amore riuscì a tornare in Italia con i suoi 3 figli. Qui sfollò a Grammichele in Sicilia, dove aveva dei parenti. La prigionia durò fino al 1946! Tornato in Italia ritornò a lavorare al Ministero del Commercio con l’estero. Nel 1950 venne assegnato a Mogadiscio (Somalia) proprio all’inizio della Amministrazione Fiduciaria Italiana in Somalia. Nel 1951 lo raggiunse la sua famiglia sulla nave Tripolitania, con una nuova figlia nata l’anno precedente Rosanna. Vissero degli anni felici, in una bellissima casa con tanti domestici. I figli più grandi fecero il liceo e praticarono diversi sport (boxe, atletica ,nuoto e basket). Domenico e Dora frequentavano gli ambienti eleganti dei vari dirigenti e funzionari e diplomatici, con feste e balli. Carmelina fece la cresima nella cattedrale di Mogadiscio. Domenico era appassionato di caccia e partecipava ai safari organizzati. Torna in Italia nel 1957, ma tornerà di novo in missione a Mogadiscio altre volte, ogni volta accolto con rispetto, amicizia e gratitudine. E in segno di questo profondo senso di riconoscenza, oltre ad altri regali, gli venne regalato l’Album dell’AFIS 1950-1960, che è poi toccato al figlio Aldo dopo la sua dipartita. Per il suo lavoro viaggiò moltissimo, arricchendosi delle esperienze dei paesi visitati e riportandone sempre oggetti bellissimi. Ma l’Africa rimase sempre profondamente nel suo cuore. E anche “nonno Mimì” è rimasto nel cuore dei suoi 5 figli e 10 nipoti, e i suoi oggetti ci parlano della sua vita e della sua vasta conoscenza e dei suoi molteplici interessi. L'ultima nota con i valori della circolazione valori carta moneta l'ho messa per farvi capire quanto sia raro il biglietto da 1 Somalo. Spero vi sia piaciuta la storia di "MIMMI" GRAZIE A TUTTI.1 punto
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volevo informarvi che ho già mandato il mio articolo per il prossimo gazzettino di quelli del cordusio, e come già anticipato sarà sempre sulla Croce Rossa ma questa volta sulla serie del 1915 fatta per l'entrata in guerra dell'Italia, nell'articolo è presente tutto quello che c'è da sapere sui gettoni dalle montature fino alle varianti, ci sono anche dei riferimenti a riviste di numismatica dell'epoca che ne parlavano e foto di documenti sempre inerenti ai gettoni. Spero che anche questo articolo abbia lo stesso interesse e sia apprezzato come il precedente1 punto
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Buonasera @AncientCoinnoisseur Grazie per la segnalazione. Ho ricontrollato i vari testi di riferimento che riportano questa moneta ed effettivamente il diametro di 11 mm non l’ho trovato scritto da nessuna parte. Già la semplice misurazione con righello sulla foto del catalogo d’asta NAC 83 (per quanto approssimativa) ci riporta un diametro di 16 mm. Complimenti per l’elaborato calcolo che ti ha portato già a ipotizzare che l’aureo dovrebbe avere un diametro di almeno 15 mm. Riguardo alle quattro monete conosciute: 1) Nel ricontrollare le precedenti vendite dell’aureo presente in NAC 83 del 2015 (link al catalogo: https://www.acsearch.info/search.html?id=2469198 ) ho trovato che la moneta (con un pedigree eccezionale) ha un diametro di 16 mm. Il diametro non viene menzionato in NAC 5 del 1992, in Cahn-Hess del 1933 (collezione Haeberlin), e in Rollin & Feuardent del 1887 (collezione Ponton D'Amecourt), ma è presente invece in Hirsch XXI del 1908, di cui allego una scansione (da dire che la gran parte dei lotti in questo catalogo d’asta hanno sia il peso sia il diametro). Hirsch XXI del 16/11/1908 (Sammlung Consul Weber) lotto 248 2) La foto dell’aureo della Biblioteca Apostolica Vaticana (da me inserita nel catalogo) l’ho presa dal testo di Giancarlo Alteri “Di alcune emissioni straordinarie coniate durante la repubblica romana” del 2005, piccolo volume che riporta alcune monete presenti nel Medagliere Vaticano (di cui l'Alteri ne era, o forse lo è ancora, il direttore responsabile). Nella scheda si riporta un diametro di 17,50 mm. 3) Ho ripreso anche il testo del Bahrfeldt “ Die Römische Goldmünzenprägung” del 1923 il quale riporta, per i quattro esemplari censiti un diametro di 16-17 mm. Allego il testo e la tavola fotografica dove sono presenti tutte e quatto gli aurei (compreso quello del Museo Nazionale di Roma). 4) Infine l'aureo del British Musem: nel catalogo online sulla monetazione romano repubblicana non viene riportato il diametro. https://www.britishmuseum.org/collection/object/C_R-8061 Riguardo all’ultima foto che hai inserito (con un aureo del giuramento e l’aureo da XXX assi) purtroppo nelle tavole del Barhfeldt non sono stati riportati nè lo statere nè il mezzo statere della collezione Gnecchi (confluita poi nel Museo Nazionale di Roma): ma a questo punto sapendo che l’aureo da XXX assi ha un diametro tra i 16-17 mm, la moneta a sinistra è sicuramento uno statere che ha un diametro di 18-19 mm (mentre il mezzo statere è tra i 14-15 mm). Ho corretto la scheda inserendo il valore di 16-17 mm. Grazie ancora per la segnalazione.1 punto
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Il Gazzettino viene distribuito in alcune occasioni di ritrovo (Milano Numismatica, Veronafil ed altre manifestazioni simili): essendo una rivista senza fini di lucro non può essere né venduta né comprata, ma può essere recuperata gratuitamente su Academia.edu fino al penultimo numero pubblicato. L'ultimo in ordine di pubblicazione viene reso pubblico, sempre su Academia.edu, dopo sei mesi dalla presentazione del cartaceo. Nel frattempo, il futuro Gazzettino #13 riporta già cinque articoli ed una Briciola:1 punto
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Tanto per metterla in battuta, nessuno si offenda, tutto questo mi ha piacevolmente riportato agli anni della fanciullezza, nei quali ci si metteva ogni tanto ad osservare le nuvole, cercando di dare ad ognuna una forma conosciuta.1 punto
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Parte il futuro Gazzettino di Quelli del Cordusio n.13 con la sua nuova copertina e con già 5 articoli e 1 briciola arrivati, chi vorrà partecipare a questo nuovo progetto potrà inviare il suo articolo a : [email protected]1 punto
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Che occhio non l’avevo vista Immaginavo Tinia,ero abbastanza sicuro sulla genuinità del pezzo,ma quella P era fatta talmente bene che non ho visto solo i santi ma anche tutti gli angeli.1 punto
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Salve,è atipico come peso monetale nella forma e nel "devil eye".si avvicina ai tipi bizantini ma per me o qualcosa di arrangiato per uso privato o una tessera o residuo di moneta manipolata per uso forse ludico.mia modesta opinione1 punto
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Complimenti @Releo. Personalmente, le piastre da 120 grana di Giuseppe Napoleone sono tra le monete che più apprezzo del periodo napoleonico. Se vuoi approfondirne le numerose varianti, anni fa Pirera pubblicò un'interessante studio a riguardo. Questo è il link: https://www.panorama-numismatico.com/wp-content/uploads/Numismatica-Giuseppe-Napoleone-Regno-Due-Sicilie.pdf1 punto
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Salve condivido foto di una cartolina inserita in una raccolta ‘Sardegna’ e chiedo maggiori informazioni ai più esperti. Ringrazio in anticipo.1 punto
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