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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/20/25 in tutte le aree

  1. Buonasera. Condivido un mio recente acquisto di dicembre. Si tratta di un 6.400 Reis (anche detta 1 Peca; Reis è il plurale di Real) dell'anno 1780 coniato a Rio de Janeiro quando il Brasile era una colonia del Regno del Portogallo. La moneta pesa 14.34 g, 22 carati, tiratura 343.000 esemplari, presa a poco più del peso dell'oro contenuto. Al dritto troviamo i ritratti, in pieno stile Ancien Régime, della Regina regnante Maria I di Braganza e di suo marito il Re consorte Pietro III: Pietro era lo zio, il fratello del padre di Maria. Maria I salì al trono nel 1777 e verrà soprannominata "a Louca", cioè la pazza, poiché la sua salute mentale andò peggiorando fino ad impedirle di regnare. Al rovescio troviamo lo stemma del Portogallo, con al centro la croce realizzata mediante cinque scudi azzurri contenenti ciascuno cinque bisanti. Pregevole é l'uso di superfici lisce e ruvide (in fotografia purtroppo si vedono poco), come nel velluto della corona o nelle parti in secondo piano, cioè più profonde, dello scudo o anche in alcune pieghe del vestito della Regina. Altre due immagini con una diversa angolazione.
    4 punti
  2. Buongiorno a tutti, innanzitutto ringrazio nuovamente i partecipanti a questa discussione per i loro giudizi e commenti. Oggi vi porto l’esito della perizia. Rullo di tamburi…la moneta è falsa. Più nel dettaglio, si tratta di un falso d’epoca ottenuto per fusione, con modifiche apportate successivamente per renderlo più appetibile e simile all’originale. Morale della favola? Dal suono argentino non si scappa in tutti i sensi! 😅
    4 punti
  3. Salve, segnalo: S. Perfetto, Istituzioni di numismatica medievale. Una introduzione, Aracne, Roma 2025. 292 pp., 17 x 24, colori. Il volume si prefigge di avere un profilo prettamente didattico, senza per questo recare un carattere meramente divulgativo. Infatti, è stato realizzato attraverso una selezione di argomenti integrati da fonti inedite o recentemente rivalutate, che hanno posto sotto una luce diversa i medesimi temi trattati in altri manuali. Le istituzioni di numismatica medievale, illustrate a partire dalla loro nozione, sono trattate a livello europeo, mantenendo il costante focus sulla zecca di Napoli e sulla moneta detta augustale, rispettivamente scelte per l’internazionalità delle coniazioni e per la capitale centralità nella monetazione medievale. I temi si sviluppano seguendo la moneta dalla sua origine al suo occultamento, per cui sono ordinati secondo questo naturale iter sullo sfondo del contesto medievale. https://www.academia.edu/145489522/Istituzioni_di_numismatica_medievale_Una_introduzione_Aracne_Roma_2025_292_pp
    3 punti
  4. A gennaio 2026 nuova iniziativa, anche editoriale, per la divulgazione della numismatica del Gruppo Numismatico Quelli del Cordusio.
    3 punti
  5. Affrancatura meccanica. Impronta d’affrancatura impressa sulle corrispondenze, solitamente in rosso, con speciali macchine automatiche autorizzate e collaudate dalle Poste; può anche essere impressa su strisce di carta gommata da applicare ai plichi che non entrano nell’affrancatrice. È composta di tre elementi: il punzone di Stato recante l’indicazione del valore d’affrancatura, predisposto delle autorità postali e descritto come da appositi decreti come ogni carta-valore; il bollo datario con il nome della località; il numero distintivo della macchina o il nome dell’utente, il suo indirizzo ed eventuali altre diciture, anche pubblicitarie, L’Italia introdusse questo sistema d’affrancatura nel 1927, e la prima affrancatrice in uso regolare fu attivata il 26 giugno 1927 alle Esposizioni Riunite del Littoriale, a Bologna. Quindi la cartolina fu affrancata negli uffici della Rinascente di Milano dove era fisicamente la macchina affrancatrice. Era un sistema pre-pagato alle poste solitamente usato da grandi aziende che producevano molta corrispondenza, non venivano imbucate nella cassetta postale ma consegnate allo sportello postale in specifiche sacche. Il sistema serviva per velocizzare gli invii e semplificare il lavoro degli addetti postali. Hanno un loro collezionismo anche importante tra i Marcofili, la tua affrancata con 15c ha un annullo bello nitido visibile in tutte le sue parti. Bella. Ricordo che il nome "Rinascente" fu ideato dal Vate d'Italia Gabriele D'Annunzio.
    2 punti
  6. Bella notizia! Domenica peraltro sarò a Milano, anticiperò l’arrivo così da riassaporare il mercatino domenicale! spostarlo altrove non sarebbe la stessa cosa, spero rimanga lì o nelle immediate vicinanze
    2 punti
  7. Questo non è del tutto vero. Ci sono realtà che funzionano (vedi "Quelli del Cordusio" capitanati da @dabbene, vedi questo Forum) e che sanno "innovare nella tradizione" e dove l'età media non è elevata. Certo che se l'approccio alla Numismatica avviene con i tondelli dell'IPZS è chiaro che uno si disaffeziona alla svelta, dopo che si accorge di aver speso un capitale e, alla lunga, di non avere in mano nulla. Certamente la Numismatica non è (e non credo sia mai stata) un ritrovo di ventenni, così come non lo è qualsiasi disciplina che richieda un minimo d'impegno.
    2 punti
  8. Buonasera. Un tornese 1599 con data e rovescio ben conservato per Filippo II di Spsgna. Postumo dunque. Sul ritratto, il punto per centrare la moneta? Cosa non perfettamente riuscita :)) Moneta che non si vede spesso. Graditi i pareri. Buona serata. Cristiano.
    2 punti
  9. Buongiorno. In questo contributo che presentai sul forum qualche anno fa puoi trovare un catalogo preliminare delle monete con gli etnici di Crotone e Pandosia. Colgo l'occasione per annunciare che ho in corso lo studio sistematico delle monete di Pandosia (comprese quelle a legenda Cro-Pando) finalizzato all'edizione del corpus. Ho consegnato da poco ad una nota rivista di numismatica un saggio preliminare di questo studio che dovrebbe essere pubblicato (salvo imprevisti) entro il prossimo anno. Vi terrò aggiornati.
    2 punti
  10. Devo dire che questa esperienza mi sta facendo capire meglio quanto tenessi al Cordusio. Nonostante anch'io negli ultimi anni abbia molto approfittato di Internet, il fatto di avere un mercato fisico dove poter osservare dal vero le cose, anche senza comprare, è un elemento di grande importanza. Conosco il mercato da quand'ero ragazzino, da quando il mio lattaio di fiducia del negozietto di alimentari vicino alla mia rimpiantissima vecchia casa dell'epoca me ne parlò e mi svelò la sua posizione. Con lui spesso discutevo di monete e mi teneva da parte quelle "strane" perchè sapeva che mi piacevano. Ebbene, il pensiero che quel luogo dove ho iniziato seriamente la mia carriera di collezionista potesse finire nei ricordi del passato come il lattaio mi ha messo più a disagio di quanto pensassi.
    1 punto
  11. Queste monete erano denominate "half-joe" in Nord America e nelle Indie Occidentali del settecento e del primo ottocento, dove circolavano diffusamente insieme ai dobloni ispanoamericani e ai pezzi da otto reales...
    1 punto
  12. Io non ho FB. Se vuoi postarlo sul Forum, meglio... Per intanto, complimenti per il pezzo di Storia Patria portato a casa.
    1 punto
  13. Volevo comunicarvi che oggi ho acquistato dopo to tempo di ricerca il gettone in rame del 1915 in FDC, presto farò il post su Facebook cosi lo potete vedere e dirmi cosa ne pensate @viganò @dabbene @Kastor @Carlo.
    1 punto
  14. L' annullo iniziale serve per annullare il Francobollo in modo che non possa essere staccato e riusato, ci dice poi la data di partenza e da dove parte.. poi gli annulli di transito e arrivo tracciano il percorso "postale" che ha fatto il tuo piego, con date e luoghi. Era un ""tracciamento"" necessario per la posta che oggi si chiama storia postale. Spero di essere stato esaustivo, ..non ti nascondo che la tua domanda mi ha lasciato per un attimo perplesso.
    1 punto
  15. Molto bella, complimenti
    1 punto
  16. Grazie mille. Ho modificato il titolo come suggerito. Con "presentazione" intendevo semplicemente la mia condivisione della moneta
    1 punto
  17. Complimenti, molto particolare,di questo tipo di errori non me ne sono mai capitati...
    1 punto
  18. repetita iuvant? 🤣🤣
    1 punto
  19. Erano diversi i dettagli che secondo me non erano a favore dell' autenticità,in primis quelle sfogliature di metallo dietro la testa del Re...
    1 punto
  20. Con quel peso volevano emulare un decadramma https://www.acsearch.info/search.html?id=2309535
    1 punto
  21. Le banconote vengono spesso pulite da macchie, scritte e sporco vario. Ormai sono più le banconote trattate che quelle in condizioni originali purtroppo. E il peggio è che vengono spesso lavate in maniera impropria: ho visto tutorial su youtube dove mostravano uno che le lavava con detersivo per piatti e spugnetta... In realtà, possono essere pulite in maniera appropriata a secco agendo per esempio localmente su una scritta a penna con un solvente che scioglie l'inchiostro (ovviamente bisogna stare attenti che non si sciolgano anche gli inchiostri della stampa insieme a quello della penna), oppure lavate in acqua e alcool per eliminare lo sporco depositato nelle fibre della carta. Osservando questa banconota vedo che il nastro adesivo è ancora presente quindi penso che non sia stata pulita, altrimenti avrebbero fatto in modo di toglierlo. E poi il contrassegno mi sembra bello rosso, quello è il primo che sbiadisce dopo un lavaggio! Assolutamente. Guardi io credo che un prezzo giusto si possa aggirare sui 40/60€ ma le sconsiglierei di acquistarla anche a quel prezzo perché sul mercato è possibile trovarne in condizioni migliori pagando qualcosa in più ma evitando di infastidirsi gli occhi con quelle macchie marroni di colla oleosa...
    1 punto
  22. Ho due euro con errore di cronio Come questa menzionata in questa discussione: Ci sarà un errore Si certo, un errore di cronio Ma vale veramente così tanto? Certo, ma solo per quelli che hanno un errore nel cranio!
    1 punto
  23. In data 12 dicembre è stato emesso questo "comunicato stampa" presente sul sito dei beni culturali: Indagine "Ghenos": 45 misure cautelari per reati contro il patrimonio archeologico - Ministero della cultura Per chi avesse la pazienza di leggere, ancora più analitico il comunicato stampa del 12 dicembre sul sito carabinieri.it del ministero della difesa: Indagine "Ghenos-Scylletium". 56 misure cautelari per reati contro il patrimonio archeologico Ovviamente non si fanno nomi (come dev'essere per gli avvisi di garanzia) se non, indirettamente, quello della sospensione di esercizio per una casa d'aste, che dovrebbe essere Bertolami. Infatti anche altri quotidiani riportano notizie, apparentemente scollegate, che tuttavia fanno riferimento a qs. casa d'aste: "L’asta dei doni ricevuti dalla premier Giorgia Meloni durante i suoi viaggi ufficiali all’estero è stata sospesa. E’ quanto emerge da un articolo del Fatto Quotidiano. Il motivo è che il titolare della società a cui è stata affidata la gara – la Bertolami fine art - è stato colpito da una misura interdittiva nell’ambito di una inchiesta per traffico illecito di beni archeologici. (Sospesa l’asta dei doni ricevuti da Meloni durante le visite all’estero - la Repubblica). Per quanto riguarda la numismatica, dai comunicati stampa si ribadisce che la maggioranza dei sequestri ha riguardato bronzi magno-greci o della Sicilia, spesso in alta conservazione "7 mila monete antiche riconducibili a diverse tipologie di conio raro, di epoca greca emesse nei territori della Magna Grecia e della Sicilia: vi sono esempi rarissimi di emissioni di monete in bronzo di eccezionale importanza storico-culturale appartenenti alle zecche di Heraclea, Reggio, Selinunte, Katane, Siracusa, Panormos e Gela. Un altro gruppo di monete bronzee provengono da produzioni minori della cuspide nord-orientale dell’isola, quali Calactae, Alaesa Archonidea, Alontion e Tyndaris, quasi tutte in eccellente stato di conservazione. Alcune emissioni sono state ritenute da esperti numismatici di elevato interesse storico e scientifico per la loro rarità. Si segnalano, inoltre, monete pertinenti a zecche magnogreche e siceliote, la cui cronologia si estende dalla metà del V sec. a.C., con un’emissione in bronzo di forma piramidale di Akragas che costituisce la più antica produzione numismatica della città, fino all’avanzata età ellenistica, periodo al quale appartengono bronzi reggini e della Sicilia orientale (Menaion, Alaisa Archonidea, Kalacte e Mamertini). Le attività investigative condotte sui territori della Sicilia occidentale hanno permesso si sequestrare anche un raro esempio di moneta bronzea della zecca di Alykiai e due della zecca di Iaitas (Monte Jato). Si menzionano anche alcune rarissime frazioni numismatiche originarie della zecca di Ziz-Panormos, nonché altre rare litre della nota area archeologica di Morgantina ed Herbessos." Infine, argomento noto ma sempre inquietante, il riscontro di un laboratorio di falsificazione "Le perquisizioni eseguite nel mese di novembre scorso su quei territori, propedeutiche alle odierne misure cautelari, hanno permesso di scoprire nell’area catanese anche un laboratorio (una zecca clandestina) utilizzato per la produzione di falsi manufatti archeologici in ceramica e per la contraffazione di monete e rame allo stato puro (stampi, strumenti per la colatura, conii e bilancini)." Come spesso capita dopo un ritrovamento, i falsari si pongono all'opera per amplificare i guadagni!
    1 punto
  24. Come ti hanno già detto, è una situazione comune a qualsiasi categoria merceologica : ci sono gli onesti e i meno onesti in tutte le attività umane. A questo punto vorrei capire perché dovrebbe , a prescindere, sottrarvisi la nostra: sempre di uomini è fatta . L’alternativa è che questa tua obiezione sia faziosa e serva solo a ingigantire la problematica se ne fanno parte gli operatori professionali per qualche astio pregresso.
    1 punto
  25. Buonasera a tutti! Le monete da 1 Yen in argento sono alcune delle mie preferite, l'iconografia del drago presente sul fronte di queste monete è indubbiamente molto riconoscibile. Il Giappone iniziò a coniarle per la prima volta nel 1870 a seguito della Rivoluzione Meiji (l'incipit della radicale e velocissima epoca di modernizzazione a fine 1800) con l'intenzione di utilizzarle come moneta commerciale all'estero. L'anno è indicato come 3° anno dell'epoca Meiji. Questa versione fu l'unica ad essere coniata con testo esclusivamente Giapponese e fu subito sostituita. Nello specifico sul fronte abbiamo la scritta "1 Yen" in basso, assieme all'anno e all'iscrizione Dai Nippon (Grande Giappone) mentre sul retro, senza testo, lo stemma imperiale assieme ad un prominente sole che sorge (link a F/R d'esempio). Queste negli anni subirono diversi cambi di disegno e modulo. L'ultima volta che lo Yen d'argento fu coniato fu nel 1914, che era il 3° anno dell'epoca Taisho (la successiva a quella Meiji). Fu coniato una sola volta nell'epoca Taisho ed è curioso come questo avvenne nel terzo anno, così come per il primo anno di conio. Il modulo è minore rispetto alle prime versioni ed abbiamo la dicitura in inglese sul fronte del valore della moneta, mentre sul retro in Giapponese la scritta "1 Yen" assieme allo stemma imperiale (link a F/R d'esempio). Eccole fianco a fianco, spero vi piacciano! A presto!
    1 punto
  26. Buongiorno a tutti! Espando questo mio vecchio topic aggiungendo l'ulteriore evoluzione delle monete d'argento di grosso modulo del Giappone dopo la serie degli Yen d'argento (durata appunto dal 1870 al 1914). Dopo il 1914, le monete di grosso modulo non furono più coniate, ne avevano forse fatte abbastanza e sempre comunque intese per la circolazione in territori extra nazionali come Taiwan. In Giappone erano di fatto state ritirate dalla circolazione ancora prima del 1900. Successivamente il Giappone entrò nel periodo pre-WW2 e poi WW2 dove l'economia fu decimata dalle spese belliche. Dopo la resa il sistema monetario fu stravolto introducendo i nuovi Yen e l'argento fu usato solo per alcuni anni per le monete da 100 Yen. Dopo la WW2, l'evento forse più importante per il Giappone in cui si volle dimostrare la fine della crisi post-WW2 furono sicuramente le olimpiadi del 64. Per questo fu coniata la moneta commemorativa da 1000 Yen in argento. finalmente il grosso modulo riappariva nelle tasche (o cassetti in questo caso) dei Giapponesi! Il design è famosissimo e molto bello, con un prominente Fuji-san. Tiratura molta alta (15 milioni) e risulta tutt'ora una moneta molto comune ad eccezione delle altissime conservazioni o proof. Dopo questa moneta, ci furono più di 20 anni senza un'altra commemorativa in Argento di grosso modulo, fino al 1986 quando si volle festeggiare il 60esimo anno di regno di Hirohito. Anche in questo caso tiratura molto alta (10 milioni) e per questo risulta una moneta molto comune, che si trova ancora oggi spesso nei blister nella zecca originali. Venne assegnato il valore simbolico (ma comunque onorato) di 10.000 yen; tant'è che ne esistono anche dei falsi anche se ideati per il valore di facciata e non quello numismatico. Passato il 1986 ed avvicinandoci ai nostri giorni, iniziarono le serie colorate delle prefetture o alcune per eventi minori e comunque a mio avviso non fondamentali per la storia del paese. Insomma, dopo la 10000 Yen di Hirohito non ho ancora trovato un degno successore! Trovo particolarmente interessante il confronto tra i vecchi Yen e la moneta del 1964 per mostrare l'inflazione che rimodulò completamente il valore dello Yen, così come il passaggio poi alla 10.000 dove fondamentalmente l'argento venne ufficialmente relegato alla sfera commemorativa dove il valore facciale e del metallo non avevano più alcuna correlazione. Eccole tutte e 4 assieme! A presto!
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  27. 1 punto
  28. Per meglio essere precisi le due monete sono degli ottavo di Filippo di Carlo II e non 1/2 Filippo.
    1 punto
  29. Caro Norberto, penso che il Tuo dubbio sia destinato a rimanere tale, nel senso che è la stessa situazione che accade quando acquisti un'automobile da una Concessionaria che chiude prima di consegnarti l'auto (che hai già pagato), o quando acquisti "su carta" un immobile che poi l'Impresario non realizza perchè fallisce prima, tanto per fare due esempi abbastanza comuni. Come sempre la differenza sull'affidabilità la fa la storia di un'Azienda e la reputazione del suo titolare e non vedrei particolari differenze al variare dei settori merceologici. In linea puramente teorica il malcapitato si potrà rivalere sul patrimonio del titolare della ditta o su quello societario, se l'attività è svolta in forma associativa. Ma quasi sempre, quando si arriva a quel punto (saracinesche abbassate da un giorno all'altro e telefoni rigorosamente staccati), les yeux sont fait. Saluti. M.
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  30. Ora ho capito il ragionamento. "Occupi" 1,6 mln t di argento usato industrialmente, mi ero perso il passaggio.
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  31. ...vicina al qFDC...non circolata ma conservata (male) non all'altezza
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  32. Fa causa alla persona , e non alla ditta, suppongo… ma mi pare una situazione un po’ border line… ci dovrebbero essere un numero decisamente alto di richieste, praticamente quasi tutta l’asta dovrebbe essere stata composta da monete di illecita provenienza , con un numero consequentemente limitato di conferenti… non credo che nessuna casa d’aste “responsabile” si esporrebbe agli effetti di una situazione limite come questa… avrebbe senso solo se tutti gli attori fossero d’accordo per finalizzare una vendita coscientemente totalmente ( o quasi) illecita e poi scappare col malloppo…. In quel caso la vedo dura riavere qualcosa… ma è una situazione avulsa dalla norma, sarebbe una truffa orchestrata e organizzata… con nessuno lasciato indietro a rispondere del fatto… proditoriamente… non quello che può capitare in un’asta “ normale” in cui ci può stare la/ le monete il cui conferente abbia dichiarato il falso al titolare , ma sempre in numero limitato e con un singolo nome , o quasi, a firmare il mandato
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  33. Sono spille dell'Opera Nazionale Balilla, fondata da Mussolini nel 1926. L'ONB si proponeva di "formare la coscienza e il pensiero" dei giovani, che sarebbero diventati "i fascisti di domani".
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  34. Al più posso esprimermi sul fatto che sia coniata o no…è coniata …. Quanto all’autenticità, con le foto e basta,ho sempre detto che la sicurezza, a meno di casi eclatanti, non c’è.
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  35. Si confermato questa mattina da un amico con banchetto...felicissimo di esser stato smentito 😃
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  36. Buongiorno a tutti Domenica si ricomincia Abbiamo l’autorizzazione dal Comune Vi aspettiamo utti
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  37. Hai ragione, è un’altra difficoltà. Ci sono infatti pochi esemplari nei quali si possa ragionevolmente distinguere una barba da una capigliatura. L’esemplare di Marcianopoli postato da gpittini ne fa parte, mi sembra, così come un altro bronzo della stessa città per Macrino e Diadumeniano. È proprio questa la difficoltà: uno solo di questi attributi non può bastare, e nessuno è né specifico né del tutto necessario. Il celebre marmo della fine del II secolo proveniente da Tomi in Mesia (l’attuale Costanza) non presenta, a rigore, una testa umana. Talvolta viene descritta come una testa di cane o di agnello… Le convenzioni di rappresentazione possono variare a seconda dei contesti geografici. Osservo la grande prudenza degli autori del RPC, che riconoscono veramente Glicone solo nella provincia di nascita del dio reincarnato, la Bitinia-Ponto, con Nicomedia, Tium e naturalmente la piccola Abonoteichos, ribattezzata Ionopolis da Marco Aurelio su richiesta del «profeta» Alessandro, la culla del nostro rettile, dove l’errore non è possibile, poiché egli è chiaramente raffigurato con una lunga capigliatura e talvolta persino nominato. Per Lucio Vero, ΓΛΥΚΩΝ all’esergo: Bisognera attendere l’ultimo volume del RPC non ancora in linea per vedere come vengano descritti, sotto i Severi, questi bronzi di Tracia e di Mesia, ma in tutta logica persino il bel pentassarion di gpittini con i busti affrontati di Caracalla e Giulia Domna rischia di non essere riconosciuto come un rovescio raffigurante Glicone. Il che non significa neppure che non lo sia.
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  38. Quando c’è una transazione di mercato in genere quello è il valore
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  39. neanche in argento Valore economico pressoché nullo
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  40. Salve a tutti, amici delle monete di Savoia. Oggi, un amico mi ha chiesto aiuto per l'identificazione di questa monetina di rame , purtroppo in pessimo stato di conservazione. Ho dimenticato di chiedere le dimensioni ma penso che il compito sara facile per voi.
    1 punto
  41. Incipit: ἐξετάζω46 «Ho mantenuto la promessa: vi avrei informato alla fine del giudizio. Ora posso farlo, con la certezza che la verità documentale ha prevalso.» Il giovane avvocato e la nuova generazione Ho scelto di affidarmi a un giovane avvocato, animato dal desiderio di apprendere e di misurarsi con la complessità di una vicenda che richiedeva rigore documentale e chiarezza metodologica. La sua preparazione giuridica e la sua umiltà hanno dimostrato che la competenza, unita alla serietà, può prevalere sugli errori di chi si presenta come esperto senza esserlo. La prova documentale e il ruolo del perito Non ho mai ritenuto necessario assumere un perito, poiché esistevano già le fatture, documentazione probatoria che in giudizio si è rivelata decisiva. Un perito da me interpellato, al solo leggere le affermazioni dell’ausiliario dei Carabinieri circa l’“unicità acclarabile” delle monete — concetto ambiguo e privo di reale fondamento — pretendeva quindicimila euro per una perizia difensiva. Dopo gli esposti che ho presentato, e grazie ai richiami del giudice, lo stesso perito ha dovuto riconoscere che tutte le monete erano state acquistate legalmente. I precedenti avvocati e l’accusa di diffamazione Alcuni avvocati che mi avevano assistito si sono ritirati, ritenendo che i miei scritti critici nei confronti dei Carabinieri fossero diffamatori e mi avrebbero condotto in galera. I fatti hanno dimostrato il contrario: la mia difesa era fondata su documenti e contestazioni precise, e l’esito giudiziario ha confermato la correttezza della mia posizione. Una lezione di vita Da questa vicenda traggo una riflessione più ampia: nella vita sono necessarie due cose, non mentire e avere il coraggio di esprimere le proprie verità quando si è convinti. Il futuro del giovane avvocato Il giovane avvocato che mi ha assistito si è mostrato umile anche nelle pretese di pagamento della sua parcella, segno di serietà e rispetto per il cliente. Mi auguro sinceramente che abbia il meritato successo nella vita, perché ha dimostrato che la preparazione giuridica, unita all’onestà, può ancora fare la differenza. La perizia difensiva e la pretesa economica Per una perizia difensiva, a seguito delle affermazioni dell’ausiliario dei Carabinieri secondo cui le monete sarebbero state “uniche, di cui non esiste doppione”, il perito da me interpellato, al solo leggere tali parole, pretendeva quindicimila euro. Una richiesta che dimostra quanto la teoria dell’“unicità acclarabile” fosse più fonte di speculazione che di reale fondamento scientifico. Firma: ἐξετάζω46
    1 punto
  42. Della moneta in argento Campari cosa ne dite? Mi sembra la più bella delle emissioni 2025....
    1 punto
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