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  1. Carlo.

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 12/25/25 in tutte le aree

  1. Un sereno e felice Natale a tutti i Lamonetiani! Immaginando di non essere l'unico ad essermi fatto da solo un bel regalo numismatico di Natale, voi cosa vi siete regalati (o per i più fortunati, cosa avete ricevuto di bello)? Io mi sono regalato un bel volume, Mario Traina - le monete italiane del secolo XVIII - i Savoia Saluti e ancora Buon Natale!
    7 punti
  2. Anch'esso dall'asta Nomisma Aste di Natale, ed è stato un regalo che mi sono fatto. Ottimo pedigree e conservazione molto buona (FDC) con bellissima patina: Ex asta Montenapoleone 1 (coll. Santamaria) del 25/02/1982, lotto 608. La moneta è più rara di quanto in genere riportato e non facile da ritrovare in alta conservazione; è l'ultimo testone emesso a Roma da questo papa. Buon Natale a tutti i forumisti!
    5 punti
  3. Ebbene si... mi è successo... I fatti sono semplici: mia moglie si è intrufolata sul forum e ha chiesto tutte le informazioni che le erano necessarie per regalarmi un monetiere per il mio compleanno... grazie a chiunque le abbia fornito consigli!
    5 punti
  4. Evoluzione delle coniazioni con il crescente "danno" al conio del D. Uno è il mio, indovinate quale... 😒 Ciao, RCAMIL.
    3 punti
  5. Come classifichereste questo ducatone di Filippo II sul Crippa vol. III ? grazie per gli eventuali interventi
    2 punti
  6. Grazie @apollonia per questa visione d’insieme e molto utile sui “serpenti barbuti”. Sul cambiamento del nome di Abonoteichos in Ionopolis, Luciano precisa « Abonoteichos essendo considerato un nome indegno ». Ma perché « indegno »? Dal punto di vista etimologico, Abonoteichos (Ἀβωνότειχος) significa probabilmente « il forte di Abônos »: teichos: muro, fortificazione Abônos: nome locale il cui significato rimane oscuro (toponimo, eroe mitico?) ma di origine probabilmente anatolica cioè un nome che richiama le origini della città, inizialmente un modesto forte, e di cultura non greca. Al contrario, il nome Ionopolis, « città ionica », o « città di Ion », antenato mitico dei Greci ionici, collegava la città alla più antica tradizione filosofica e medica greca (Talete, Anassimandro, Ippocrate), ideale per un culto che si reclamava di Asclepio. Questo cambio di nome non fu quindi un semplice atto amministrativo concesso (ma non iniziato) dall’imperatore, ma una riscrittura dell’identità storica e culturale della città, in cui un culto recente ottenneva legittimità attraverso un passato greco prestigioso e artificiosamente costruito. Di seguito, Luciano menziona anche il diritto di coniare moneta, e fornisce anche la descrizione di una esse: Glicone da un lato, e lo stesso Alessandro, « coperto dalle bende sacre » dall’altro. Non bisogna probabilmente cercare questa moneta assai improbabile con l’effigie di Alessandro, e Luciano, nel suo profondo disprezzo per il personaggio, avrà volutamente esagerato il carattere megalomaniaco di colui che sosteneva tra l’altro di essere un discendente di Perseo. Resta tuttavia vero che il culto di Glicone ottenne un riconoscimento civico e monetario ufficiale e che, come ha ricordato Apollonia, nonostante il discredito gettato da Luciano di Samosata sul suo fondatore, esso perdurò a lungo, lasciando tracce nella monetazione provinciale fino a Treboniano Gallo.
    2 punti
  7. Buongiorno, Mi fa piacere di avere frainteso. La Numismatica è il mio lavoro e cerco di farlo nel miglior modo possibile e soprattutto sempre in buonafede. Poi gli errori ci stanno sempre. Nello specifico non è la proma volta che qualcuno cade in errore a fronte di sigillature che NON sono perizie, oltretutto fatte da un omonimo di un Perito. Purtroppo nel nostro settore ogni mattina si sveglia qualcuno e si improvvisa Numismatico senza averne le competenze, e questo getta discredito su tutta la categoria. Dopo 30 anni nel settore di meteore ne ho viste tante. Comunque auguri a tutti di un felice e sereno Natale
    2 punti
  8. Che bello @Giov60! Pedigree, conservazione e tondello "fortunato", coniato quando il conio del D. presentava appena il logorio sulla "P" che pian piano l'avrebbe del tutto cancellata... Un bel contributo ad un buon Natale ! 😄 Ciao, RCAMIL.
    2 punti
  9. Buongiorno Carlo bello il libro a me mamma ha fatto la bilancina per le monete 😄
    2 punti
  10. Io questo ragionamento lo condivido in gran parte, fermo comunque il fatto che a nessuno piace buttare i soldi. Quello che non riesco a spiegare è un concetto diverso; provo con un esempio. Se io compro un 10 centesimi del 1919 e questa moneta perde poi il 50% del valore per i motivi più disparati, ne avrò dispiacere ma sarò comunque contento di avere nella mia raccolta una vera moneta, che rappresenta una testimonianza importante di un periodo della Storia italiana, sotto l'aspetto politico, artistico e via dicendo. Come dice Lei, sarò "comunque soddisfatto" perché sono un appassionato e non un investitore. Cosa diversa è comprare oggetti (come i tondelli dei quali si discute) che non hanno valore storico, non hanno valore artistico, della moneta hanno solo il nome e sono creati in numero spropositato (ogni anno decine di pezzi) esclusivamente per consentire un (legittimo) utile alla Società che li produce e distribuisce. E' numismatica questa? Per me, no... E quando taluno si accorge di tutto ciò e si rende conto di aver speso fior di quattrini per comprare oggetti che sono null'altro che costosi gadget, ecco arrivare la "cocente delusione" in ordine alla quale l'aspetto economico rappresenta solo una parte. Dico questo perché poi è facile "fare di tutta un'erba un fascio" e considerare tutta la Numismatica come un ambito dal quale stare lontano, frequentato da imbonitori e via dicendo. Spero di essere stato più chiaro e mi scuso per il post abbastanza lungo.
    2 punti
  11. La medaglia racconta quasi fotograficamente gli accadimenti di quel giorno. L'insurrezione che serpeggiò per le calli Veneziane. Partendo dai Piombi, le carceri appunto. Aggiungo un dipinto di Napoleone Nani che altrettanto fotograficamente, racconta quei momenti. La scena non è la medesima della medaglia, ma temporalmente uno scorcio di poco successivo, e qui, alla destra di Manin, si può vedere Nicolò Tommaseo sventolare il cilindro. I due, accompagnati dalla folla, stanno entrando in Piazza San Marco. Buona serata e come sempre graditi I commenti. Ancora buona vigilia.
    2 punti
  12. Ammazza! Complimentoni a tutti e due! Quando una donna fa ste cose,fidati è vero amore!!!! Poi di Natale....MERAVIGLIOSO! Anche mia moglie è abbastanza " allergica" a quella parola, ma poi si rassegna, vedendo anche che mio padre è così ( i cromosomi numismatici quelli sono, prima o poi escono). Al che ogni tanto vedo regali numismatici o un biglietto fotocopiato di denaro con su scritto " buono acquisto monete" ecc ecc.. Ehhh sono così...ma ci amano alla fine e si vede 🫡😍 Ps : ci lasciano partire anche per i convegni 🚀🤣
    2 punti
  13. Moneta tra le più comuni delle emissioni di Sede Vacante se proveniente da montatura o in bassa conservazione, ma incredibilmente rara se ben conservata e senza ritocchi. Recentemente son riuscito ad aggiungere un esemplare molto gradevole in collezione, dopo svariati anni di attesa. M
    2 punti
  14. La prossima volta potresti gentilmente allegare foto e dati, perché il link potrebbe non essere accessibile e la discussione non avrebbe più senso. Buon Natale. 175€ , AE-Semis (215/212 v.Chr.) 25,87g. Belorbeerter bärtiger Kopf des Saturn n.l., dahinter S / Prora n.l.; oben S. Cr. 41/6a, SNG.Cop. Typ 178vgl PS: non mi piace, sembra pasticciata (cromaticamente e fisicamente) apposta per trarre in inganno Si necessita di foto ad alta definizione.
    1 punto
  15. I mezzi zecchini sono tutti nominali piuttosto rari. Alcuni più degli altri, anche se iconograficamente ripetitivi e non molto accattivanti per i collezionisti. Il mezzo zecchino di Benedetto XIV 1748-IX non è R5: ne sono passati una quindicina in asta negli ultimi 20 anni; già definirlo R3 (come fa il MIR n. 2593/9) è un azzardo, probabilmente è un refuso nella compilazione del catalogo di lamoneta.it. Per quanto riguarda il 1751 con BEN . XVI anzichè BEN . XIV, è un errore relativamente banale di una moneta che, nella sua variante più comune (BEN . XIV), il MIR classifica come NC (anche se di comparsa in asta meno frequente della precedente). Il CNI la censisce (vol. XIII, p. 137, n. 285) e ne fornisce una foto: quella di sotto. Il MIR la riporta al nr. 2593/13, R4 (penso senza una vera ragione), e non esprime alcuna quotazione (non reperita in asta). Il prezzo è una questione delicata: l'asta Num. Picena 6 (2018) fu molto interessante per le papali. Vennero esitate molte monete che si sussurrava provenissero dalla collezione di Cesare Gamberini di Scarfea (grande numismatico del Novecento). Alcune fecero realizzi spropositati, altre rimasero al palo; evidentemente il mezzo zecchino 1751, di conservazione bassa (è l'esemplare del catalogo di lamoneta.it, sotto la foto del catalogo Picena 6), a torto o a ragione, non attirò molta attenzione (come altri del medesimo anno, quantunque in conservazione superiore).
    1 punto
  16. Ti sei risposto da solo, però grazie per avermi ricordato una nostra iniziativa dei tempi sui giovani, il Gazzettino di Quelli del Cordusio non era ancora nato però i segni anche editoriali c’erano già …
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  17. bronzo seleucide, poco comune, Seleucia sul Tigri, Seleuco II: https://numismatics.org/sco/id/sc.1.780
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  18. aceracee cedue A c'è RA c'è e c'è due (2) Le Aceracee cedue (famiglia degli Aceri) sono alberi come l'acero campestre o di monte, che vengono gestiti a Le Aceracee cedue (famiglia degli Aceri) sono alberi come l'acero campestre o di monte, che vengono gestiti a ceduo, una tecnica forestale che sfrutta la loro capacità di rigermogliare da ceppaia dopo il taglio, producendo legno (spesso per piccoli oggetti, utensili, liuteria) e legna da ardere, grazie al loro legno duro e resistente, e offrendo benefici ecologici (foraggio, nettare per api)
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  19. Salve, vi porto altre 4 "monete" 1 cent 1982(?), 50 centesimi (dal mare) , 50 centesimi (dal mare) e 10 centesimi ondulati Buona giornata
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  20. Complimenti di nuovo è si la famiglia è la cosa più di valore che c'è ! E gli si vuole ha tutti un gran bene buona giornata a tutti felice Natale e tanti bei regali auto e non
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  21. Quanto è bella Roca...ci vado sin da bambino. Un posto che trasuda storia e mistero dove l'uomo ha lasciato segni del suo passaggio nell' arco dei millenni e la sua storia che emerge dal passato tramite le varie stratificazioni fino ad arrivare a Carlo V la fa sembrare un sito simile alla più famosa Troia.
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  22. Sì, è un follis di Costantino I con il Sol Invictus. La zecca, se leggo bene, è PLG che corrisponde alla prima officina di Lugdunum. Arka # slow numismatics
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  23. Direi di sì @SS-12 Quattro volute (in alto sullo stemma al D.) e conchiglia (a chiudere la corona in alto al R.). Che diametro ha la tua moneta ? Del mezzo baiocco anno IX esistono due tipologie, di diametro 27 mm (più comune) e 25 mm (più rara): La versione "larga" è il tipo senza conchiglia al R., quella "ridotta" ha la conchiglia, anche se in foto non si nota per via di una schiacciatura. Ciao, RCAMIL.
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  24. Guarda che luna stanotte.....la mia 50 centesimi con i suoi crateri 😃
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  25. Sante parole. Dette di Natale valgono doppio 🤣
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  26. Buon Natale a voi e alle famiglie!
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  27. Mi aggiungo alla lista tanti auguri a voi e alle vostre famiglie.
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  28. Salve segnalo: S. Perfetto, Un secolo di organizzazione produttiva della moneta a Napoli (1442-1546), in Políticas económicas sobre el medio natural y su explotación (ss. XIV-XVI), a cura di G. NAVARRO ESPINACH y C. VILLANUEVA MORTE, Murcia, SEEM/PUZ, Monografías de la Sociedad Española de Estudios Medievales, nº 24, pp. 361-382. https://www.academia.edu/145569359/Un_secolo_di_organizzazione_produttiva_della_moneta_a_Napoli_1442_1546_in_Políticas_económicas_sobre_el_medio_natural_y_su_explotación_ss_XIV_XVI_a_cura_di_G_NAVARRO_ESPINACH_y_C_VILLANUEVA_MORTE_Murcia_pp_361_382
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  29. Chissà che fine ha fatto😅 Chissà che fine ha fatto😅 Di certo non da me😅
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  30. Buonasera, Se è così mi scuso per il tono risentito ma avevo inteso in senso denigratorio. Vediamo come evolve la cosa.
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  31. Buona sera simonerst. Non voglio fare l'avvocato difensore di fatantony ma, personalmente, ho interpretato il suo intervento in chiave ironica(quasi sarcastica se preferisce) nei confronti di ciò che ha scritto anon88 su di lei. Buona serata. Gabriella
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  32. Buongiorno. Condivido questa medaglia in bronzo, che celebra la liberazione di Daniele Manin, che fu presidente della repubblica di Venezia nel 1848/49. Aggiungo alcuni frammenti trovati nel web. Daniele Manin nacque a Venezia il 3 giugno 1804 in campo Sant’Agostino da famiglia ebraica convertita al cristianesimo. Gli storici si dividono sul cognome originario: secondo alcuni fu Fonseca, secondo altri Medina. Quando fu battezzato gli fu imposto il cognome del padrino, come si usava all’epoca, fratello dell’ultimo Doge della Serenissima, Ludovico Manin. La madre fu Anna Maria Bellotto di Padova dalla quale ereditò una caratteristica profondamente veneta, la semplicità, quel suo modo di porsi che portò lo statista francese Ippolito Carnot a definirlo “eroe di saggezza, di coraggio e di semplicità”. Laureatosi giovanissimo avvocato, seguendo le orme paterne, apre uno studio legale in Campo San Paternian (oggi Campo Manin). Il 18 gennaio 1848 assieme a Nicolò Tommaseo viene arrestato dalle autorità austriache: il loro arresto diventa la scintilla che fa incendiare Venezia. Diventa il Presidente della Repubblica Veneta, protagonista indiscusso dei diciassette mesi di straordinaria intensità. La medaglia ricorda il momento della liberazione di Manin, sullo sfondo il ponte dei Sospiri. In seguito Manin andò con la famiglia in esilio a Parigi dove muore il 22 settembre 1857. La medaglia. Al dritto DANIELE MANIN busto di profilo e sotto le sigle A FABRIS D'UDINE F Al rovescio LIBERATO DAL POPOLO IL XVII MARZO LIBERATORE DEL POPOLO IL XXIII MARZO XDCCCXLVIII ☆ VENEZIA ☆ al centro Manin portato in trionfo dalla folla. Buona vigilia a tutti. iloveimg-compressed (1).zip iloveimg-compressed.zip
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  33. «In Puglia 3500 anni fa vivevano i figli di Zeus»: estratto il Dna dei corpi insepolti a Roca Vecchia, erano minoici Quella che per i turisti è Grotta della Poesia, per gli scienziati è la foto tridimensionale di un assedio che risale all’Età del Bronzo. Per la prima volta sono stati studiati i corpi di quelle vittime di guerra Roca Vecchia, che per i turisti è l’incantevole piscina naturale di Grotta della Poesia, lungo la SP366 tra Lecce a Otranto, per gli scienziati è la “foto” tridimensionale di un assedio che risale all’Età del Bronzo e che, tra gli altri reperti, ha restituito quello che è considerato il più cospicuo campione di vittime di guerra insepolte. Ora, per la prima volta, è stato estratto e studiato il Dna di quei corpi e gli scienziati ritengono di aver scoperto che, 3.500 anni fa, mescolati ai pugliesi indigeni c’erano i “figli di Zeus”, i minoici. Questa popolazione, che abitava l’attuale Creta, deve il suo nome al re Minosse, mitologico figlio di Zeus e di Europa che in vita avrebbe creato il Labirinto di Dedalo e legato la sua leggenda alla figura del Minotauro e che, quando morì, divenne il giudice dei morti nell’Ade. Roca fu messa a ferro e fuoco tra la fine del XV secolo a.C. e l’inizio del XIV. Di quella mattanza oggi abbiamo i resti di 7 abitanti del luogo, che si nascosero nelle mura della fortezza, e di altri 2 (che ancora non si sa se fossero tra quanti attaccarono quel lembo di Puglia o fra chi lo difese) che furono rinvenuti sotto le rovine della porta principale. Spiega il prof. Francesco Montinaro, associato del dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell’Università di Bari: «Abbiamo studiato i 7 corpi ritrovati successivamente al crollo della postierla C, un vano che si trova ai lati delle porte, nelle fortificazioni. Si tratta di persone che rimasero intrappolate lì dal crollo seguito all’attacco, per altro condotto da una popolazione ancora non ben definita». Questa delicata ricerca genetica è stata possibile grazie alla collaborazione fra le Università di Torino, Pavia, Bari, Tartu (Estonia), Uppsala (Svezia), Padova e UniSalento. Gli esiti sono ora raccolti in uno studio intitolato «Antichi genomi provenienti dall’assedio e dalla distruzione di Roca Vecchia (Puglia, Italia) della Media Età del Bronzo fanno luce sui contatti e sui conflitti con l’Egeo». È sottoposto all’attenzione e validazione della comunità scientifica internazionale su Biorxiv.org e firmato da Serena Aneli, Valeria Nicolini, Giorgia Vincenti, Stefania Sasso, Tina Saupe, Helja Kabral, Anu Solnik, Kristiina Tambets, Riccardo Guglielmino, Pier Francesco Fabbri, Luca Pagani, oltre che dal citato Montinaro. «Noi - continua il biologo pugliese - ne analizziamo per la prima volta il Dna e questa è la novità. A causa del calore generato nell’assedio, però, siamo riusciti a estrarne solo da due individui, una bambina che viene stimata di circa 8-10 anni di età e un uomo di 16-17 anni. Età che viene stimata grazie alle analisi osteologiche. Questo è il primo studio del Dna di campioni provenienti da Roca e uno dei primi, se non il primo dell’Età del Bronzo in Puglia». «La novità a mio avviso più sorprendente anche per noi - aggiunge lo studioso salentino - è che entrambi questi individui mostrano un chiaro ed evidente segnale di ascendenza genetica da est, probabilmente dal mondo Egeo. Questa componente si innesta su un substrato locale, cioè sono arrivati e si sono accoppiati con indigeni pugliesi. E questa componente da est è, ad ora, la più antica trovata nell’Italia peninsulare». Il professore spiega che i reperti sono stati spediti in Estonia per l’estrazione e il sequenziamento del Dna antico in una «clean room», una stanza in cui nulla può entrare a contaminare il reperto, e che i «pezzettini minuscoli di ossa, sono già ritornati alla base», in Puglia. La prossima volta bisognerebbe però non solo allegare il link ma anche mettere il testo dell'articolo, perché quando il link non sarà più accessibile, la discussione non avrà più senso. Buon Natale.
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  34. Sia gentile, i pareri li ha chiesti lei oppure no? Non avrebbe dovuto riceverli sulla base delle foto che ha postato? Cosa avremmo dovuto considerare quindi? Qualcosa di esoterico? Da dove le viene la convinzione siano esperti? Lo sono di monete così come di anfore o stoviglie? Soprattutto loro hanno avuto la moneta in mano? Premesso che la moneta è difficile da giudicare e nemmeno voglio cimentarmi, la reputo uno sprovveduto. Tenta di promozionare una moneta su un forum di numismatica e la cosa le si ritorce contro. Non pago si lamenta, insultando la platea che avrebbe voluto portare ad offrire. Fa un pochino ridere. Se vuole manipolare qualcuno la prossima volta non faccia domande di cui non conosce la risposta. Le auguro comunque un buon Natale e che il nuovo anno le porti il senno che le è mancato nel presente.
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  35. Mi inserisco in questa discussione e vi ringrazio per avermi suscitato diversi dubbi … essendomi aggiudicato alcuni lotti di celtiche ho contattato Rolando Mirko Bordin per una valutazione sull’autenticità delle monete, il quale con grande professionalità ha purtroppo confermato quanto da voi evidenziato … sto quindi formalizzando una contestazione scritta alla casa d’asta nei termini contrattuali per la restituzione del materiale e il rimborso
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  36. Da un libro vecchio di qualche anno ( 2011 ), qualcosa sul sito di Roca .
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  37. Mentre stavo esaminando e classificando un piccolo lotto di baiocchi per Gubbio di Clemente XI con l’ausilio del Muntoni, mi sono accorto che le monete presentano difetti di conio e piccoli colpi che coincidono perfettamente con quelli degli esemplari descritti e illustrati nella monografia. Purtroppo non sono conservati i cartellini originali; ciò nonostante, resta un grande privilegio poter annoverare nella propria collezione monete provenienti da raccolte storiche di indubbio prestigio.
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  38. DE GREGE EPICURI Solo il D è anepigrafe. Al rovescio, se in buone condizioni, è riportato (in posizione variabile) l'etnico ΣΥΡΑΚΟΣΙΩΝ.
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  39. Monete con il serpente barbuto dal disegno che però non è citato nella didascalia. Marco Aurelio, Pergamo (Misia) Pergamo era un'antica e potente città ellenistica in Asia Minore, nella regione della Misia, famosa per la sua acropoli spettacolare, la sua ricca biblioteca e il maestoso Altare di Zeus, un capolavoro dell'arte ellenistica. Eracle, Nacrasa (Lidia) Nacrasa era un'antica città dell'Asia Minore, nella regione della Lidia, che corrisponde probabilmente ad Acrassus, una città romana e bizantina che coniò le proprie monete, situata nella valle del fiume Caicus, vicino all'odierna İlyaslar. apollonia
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  40. Oggi sono stato al Cordusio con mio figlio, complici le ferie natalizie pochi banchi e pochi visitatori. Ho davvero gustato ritrovare alcuni commercianti e alcuni clienti, scambiare due chiacchiere, curiosare origliando le più divertenti chiacchiere altrui. Abbiamo anche acquistato due monetine! Un bel regalo natalizio!
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  41. Salve , prima ringrazio e contraccambio gli Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo . Passando alla lampada , difficile dire dalla foto se il reperto sia originale antico o una imitazione moderna di lampada antica romana o pompeiana in bronzo . Certamente i due anelli servivano per essere appesa tramite una catenella al soffitto o ad altro luogo sopraelevato , come in foto , ma avendo anche una base di appoggio poteva essere usata appoggiata su un tavolo , per scrivere o leggere . Il grande foro centrale era la ricarica per l' olio , forse il coperchio , mancante , era arricchito con qualche statuetta di divinita' o di eroe , anch' essa in bronzo . La fiammella che illuminava usciva dall' unico foro di sinistra , ma esistevano lampade a piu' fori che permettevano una illuminazione piu' ampia ma di durata meno lunga a causa del maggior consumo di olio . Sarebbe interessante , se conosciute , sapere le misure e il peso della lampada postata .
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  42. È un falso serbo ... Con questo rovescio abbinano ogni tanto un dritto di Zenonide e ogni tanto un dritto di Nepote... Orribile.... Originali c'è ne sono a decine... E il monogramma è di lei, non di Zenone Nel mio ultimo libro ho suddiviso anche diverse zecche ... Quelle di Nicomedia e Cizico sono oggi indiscutibili
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  43. Oggi in via armorari Ancora lavori..
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  44. Buon pomeriggio @LightHere71. Per monete in mistura si intendono tutte quelle monete che hanno una percentuale in argento inferiore al 50%. Nel tardo impero Romano ma anche nel basso medioevo era comune la circolazione di monete a bassissima percentuale di argento che tramite processi chimici risultavano avere una sottilissima patina in argento per favorirne l'apprezzamento e la circolazione. La percentuale d'argento per questo tipo di monete è nota in letteratura sia tramite misure sperimentali che attraverso le istruzioni di zecca che ne decretavano la coniazione. Questo tipo di moneta era in qualche modo fiduciaria, nel senso che la popolazione assumeva la presenza di una data percentuale in argento. Proprio Carlo D'Angiò fu uno di quelli che più giocò con la fiducia popolare. Una delle cause della guerra dei Vespri era, per l'appunto, la cosiddetta truffa del biglione, ossia la coniazione di monete anziché avere il titolo d'argento teorico erano coniate spesso e volentieri con un titolo molto più basso se non in rame puro.
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  45. Salve condivido immagini di una cartolina viaggiata per approfondimento
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  46. Come anticipato da @coinzh, NOMOS 21 è finalmente online. La moneta in questione è al lotto n. 187: https://www.sixbid.com/en/nomos-ag/7886/greek/6447531/greek-ionia?term&orderCol=lot_number&orderDirection=asc&priceFrom&displayMode=large&auctionSessions=&sidebarIsSticky=false Parto con una considerazione venale. Noto che il prezzo base è notevole: 120.000 CHF, pari a circa 112.000€. Mi ricorda un altro "esordio" di un inedito in elettro, che partiva da una base di 125.000 GBP. per poi essere venduto, dopo vari tentativi a 56.000 GBP: https://www.lamoneta.it/topic/157597-una-controversa-moneta-di-aliatte-ii/page/3/ La moneta è stata sottoposta a un esame della composizione della lega, che ha evidenziato un 50% di oro e un 47% di argento, oltre piccole percentuali di altri metalli. Questo risultato è compatibile con la lega delle prime monete in elettro, che presenta una percentuale di argento superiore a quella che si troverebbe in natura e, pertanto, indicatrice di una lega artificiale. La moneta è stata studiata da Wolfgang Fischer - Bossert il quale sembrerebbe dover pubblicare uno studio che comprende la moneta in questione e sottomultipli della medesima serie. Di questa serie soltanto lo statere e il terzo di statere sarebbero pezzi unici; gli altri nominali più piccoli (1/6, 1/12 e 1/24 di statere), invece, sembrerebbero essere noti in più esemplari. Se non ho interpretato male, Fischer - Bossert ipotizza che il dritto potrebbe essere stato coniato utilizzando un conio pensato per nominali più piccoli. In particolare la coniazione sarebbe stata suddivisa in due fasi: con un primo "colpo" sarebbe stato coniata la figura del leone posizionato in basso, con il secondo "colpo" la figura in alto (e quindi con un altro conio?). Vi prego di correggermi, in caso mi sbagliassi. Si tratterebbe di una tecnica non idonea a coniare un gran numero di monete e, quindi, circoscrivibile soltanto a una fase iniziale della storia della moneta. A margine, segnalo che qualcosa di altrettanto particolare (anche se completamente diverso) lo avevo descritto qui: https://www.lamoneta.it/topic/141592-particolare-tecnica-di-coniazione/ A testimonianza del fatto che il conio della figura inferiore sia stato pensato per nominali più piccoli, Uta Wartenberg ha notato che il sesto di statere di CNG 97, lotto 211, condivide lo stesso conio: https://www.cngcoins.com/Coin.aspx?CoinID=265801
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  47. per i falsi seguirei all'inizio le tabelle che un grande amico del forum ci ha regalato Comunque ti direi di stare attento al consiglio di @arrigome di fidarti ciecamente di Borodin , perché alcune tipologie di monete che lui considera genuine, per molti altri esperti, tra questi anche molti stranieri, sono invece da considerare come falsi…….. occhio quindi. Il mio cognome e Bordin… non Borodin… Buona giornata a tutti voi del forum. Molto interessante la tabella posta dal sig. AresIII, anche se la’ho gia’ visionata molto tempo addietro. Purtroppo non ho avuto ancora il piacere di conoscere personalmente l’autore della ricerca fatta, il sig. G.Aulisio, eppure di tempo ne e’ passato. Ricordo che al tempo sia il sig.G.Aulisio e tutti quelli allora del forum compreso lei sig. Ares III foste stati invitati presso il mio studio per una piacevole istruttiva discussione da ambedue le parti sulla monetazione celtica padana. Nella tabella fatta dal sig. G.Aulisio vi e’ la dracma con il mio cognome Bordin e con la mia numerazione N° 889 in conservazione splendida e la dracma N° 889A avente la conservazione molto bassa causa la forte usura. Inoltre vi e’ la dracma N°1524 solamente con il D/ e non il R/. Le altre descritte non sono catalogate visibilmente sul mio sito. Da quello che vedo sulla tabella devo dedurre obbiettivamente che le tipologie siano 2 e non alcune tipologie che io considero genuine come affermato dal sig. ARESIII. DRACMA 889 A DRACMA 889 A UGUALE ALLA N°889 DRACMA 889-A questa dracma e' identica alla n.889, ma si nota la forte usura dovuta sicuramente ad una condizione di terreno con caratteristiche di forte acidita' provocato da diserbanti ecc. sebbene pulita la dracma presenta al d/ una forte corrosione vi sono anche punti molto evidenti di esfogliazione, inoltre si notano parecchi (crateri), dovuti all'ossido di rame che sicuramente erano presenti in concrecazione, -(ossido duro)-, con aspetto in rilievo prima della pulizia. NOTA BENE il sig. G.Aulisio, curatore della sezione - monete preromane - sul portale lamoneta.it, giudica queste dracme (n°889 e 889-a), false. DRACME N° 889 E 889-A Nota riguardante le specifiche affermazioni del sig. G.Aulisio (dracme 889-889-a), riportate descrittivamente sul portale lamoneta.it, nel periodo dei mesi di maggio-giugno 2013. Non avendo io stesso ricevuto una richiesta da parte del sig. Aulisio, per una attenta analisi al riguardo delle dracme n°889 e 889 a, devo ritenere le affermazioni divulgate dal curatore (sig. Aulisio), responsabile del sito della moneta.it., prive di veridicita’ e quindi al tempo stesso a tutti gli effetti non valide. PREMESSA Per correttezza, verso tutti gli studiosi della monetazione celtica padana, ho ritenuto giustamente citare sia per nome, sia per ragione sociale le persone che asseriscono anomalie riguardanti le dracme e le emidracme delle popolazioni dell’Italia Settentrionale. Tengo a precisare comunque, che essendo questo sito destinato alla divulgazione tecnico culturale e non commerciale, le persone in quanto tali che dichiarano dei dubbi o perplessita’ a riguardo dell’autenticita’ delle dracme e delle emidracme riportate su questo sito, devono ritenersi a tutti gli effetti responsabili delle loro affermazioni. Inizialmente sara’ mio dovere vagliare nel migliore dei modi le asserzioni poste dall’interlocutore, rispondendone personalmente, secondariamente, se il sostenitore non dovesse per qualsiasi motivo condividere le mie risposte iniziali, per un’analisi piu’ approfondita, convochero’ personalmente in sede privata per una visione attenta della o delle monete, il sostenitore e degli studiosi professionisti di questa precisa tipologia monetale, per potere dare spiegazioni esaustive con la massima trasparenza. ARESIII citazione: …che lui considera genuine, per molti altri esperti, tra questi anche molti stranieri…(ovviamente, esperti stranieri),sono invece da considerarsi falsi…occhio quindi. Bene… Fino ad ora… (eppure di anni ne sono passati molti), non ho avuto ancora la grazia di conoscere questi Altisonanti esperti, anche se, mi piacerebbe moltissimo. L’occasione impagabile per avere un confronto con loro, sempre istruttivo… ovviamente….davanti a delle monete considerate da loro false. Mi piacerebbe moltissimo ascoltare le loro versioni al riguardo, ovviamente conoscere finalmente la loro indiscussa competenza. A volte mi chiedo come mai nessuno di loro sia mai venuto a parlare con me (grande ignorante della monetazione in questione), per eventuali chiarimenti a riguardo. Onestamente non e’ mia intenzione pormi come il Signore in terra o come un individuo che conosce perfettamente per filo e per segno la monetazione Celtica Padana, sarebbe troppa la presunzione. Quindi…, se questi grandi esperti operanti all’estero e in Italia, volessero in qualche modo interloquire con il sottoscritto sarei ben lieto di apprendere da loro la conoscenza che a me, purtoppo manca. Penso che Il consiglio di @arrigone che io ringrazio, riguardante la fiducia cieca nei miei confronti non sia assolutamente importante. Il mio operato sul mio sito porta solamente ad un piccolo contributo, tecnicamente culturale e non commerciale come alcuni o molti credono. Se alcuni di voi avessero avuto l’occasione di conoscermi di persona ad esempio al convegno ultimo di Verona avrebbero potuto constatare di persona quanto detto. Cioski, ha detto bene… le dracme celtiche padane bisogna vederle con i propri occhi aiutandosi magari con una buona lente d’ingrandimento, ma soprattutto bisogna toccarle per poterle conoscere. Palpi dice il giusto. La dracma posta in Asta con partenza di euro 180,00 e’ pedemontana ed e’ territorialmente esatta. Il suo prezzo corretto con questa conservazione e’ di euro 700,00-800,00. E non di euro 180,00. Se riuscite in qualche modo ad aggiudicarla a meno….ottimo. Forse piu’ avanti con il tempo si dovra’ dare la giusta valutazione delle dracme e non a prezzi campati in aria come questi iniziali. Queste monete sono e restano molto piu’ rare di molte altre tipologie, difficili da trovare sui mercati in conservazione alta, in particolare modo per il periodo che va dal secondo secolo a.C. circa in poi, a causa dello svilimento della lega. Concludendo…. Piuttosto di correre dietro a dicerie o leggende tra vari copia-incolla che lasciano il tempo che trovano oltre alle posizioni a mio parere completamente errate, sarebbe meglio discuterne con cognizione di causa possibilmente di fronte alle alla moneta in questione e non davanti a delle seppur belle fotografie. Grazie a tutti voi, a presto Rolando Mirko Bordin
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