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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/08/26 in tutte le aree

  1. Buonasera. Vediamo con estremo disappunto che non è possibile riportare la discussione nell'alveo di una discussione non tossica ma si continua su una strada del parapiglia relativamente a questioni di lana caprina totalmente inutili che non portano da nessuna parte e infervorano, chi sa perché, gli animi sul NULLA. Pertanto chiudo definitivamente questa discussione . Trattandosi sempre degli stessi utenti alla prossima scattano le sanzioni per tutti. Buona serata. PS. Esco un attimo dall'aplomb del cdc con una riflessione personale: In queste settimane ho perso un alunno, mio padre, un ragazzo che conoscevo è bruciato vivo in Svizzera (insieme a troppi altri) e, come se non bastasse, se il paradosso di Tucidide è valido potremmo essere sull'orlo di una guerra globale: in tutta onestà leggere degli adulti accapigliarsi su tematiche tanto banali ed inutili relative ad un hobby mi inorridisce. Per non scrivere altro.
    7 punti
  2. Se si disinteressa così rapidamente, si sarebbe disinteressato in ogni caso. La numismatica presuppone studio (tanto) e pazienza (tanta). Arka # slow numismatics
    4 punti
  3. Chissà perchè a volte ritornano... E' stato ripetuto molte volte che questo aspetto della T è dovuto ad una frattura di conio, ma l'errore di interpretazione persiste tra i collezionisti. Probabilmente è un passa-parola che rieccheggia ancora nei cataloghi e riverbera il vecchio fraintendimento (o forse è la necessità di creare varianti rare e dispendiose a tutti i costi). Ricordo che anche tra i 10 cent. 1811 (emessi solo dalla zecca di Milano) esiste una pseudo-variante IMPERAPORE (analogamente dovuta ad una frattura di conio), mentre una parola simile (IMPERARORE) nei 5 soldi 1814 M, è un vero errore di lettering (una R al posto di T).
    4 punti
  4. In guerra andai, a te pensai, questa cartolina... 😁 Puntuale per il quarto compleanno della discussione, aggiungo oggi un nuovo tassellino alla conversazione: Sempre avanti per l'imperatore e l'impero! (Immer weiter vorwärts für Kaiser und Reich!) von Hindenburg Generale - Feldmaresciallo se ho decifrato la data correttamente è del giugno 1915 e da Wiesbaden si danno appuntamento: Caro Herbert, speriamo bene. Ci vediamo sabato prossimo. Vieni anche tu a caccia con noi, porta l'attrezzatura. no, non erano al fronte, solo che hanno usato una Wohlfahrtskarte, una cartolina di beneficenza tedesca. Gli introiti vengono devoluti a progetti sociali o iniziative di beneficenza, qui per (in alto a SX) Herausgegeben zum Besten des Deutschen Vereins für Sanitätshunde Oldenburg i. Gr. Pubblicato a beneficio dell'Associazione tedesca dei cani d'assistenza di Oldenburg che qualche anno dopo ha pure emesso una serie di Notgeld per i ciechi di guerra EIN AUFMERKSAMER UND HILFREICHER DIENER. EIN-RETTER-AUS-GEFAHR. EIN FÜHRER-AUF-STIEG-UND-STEIG EIN FÜHRER ZUR ARBEIT-FURS TAGLICHE BROT EİN SİCHRER FÜHRER. EIN TREUER WEGWEISER. UN SERVITORE ATTENTO E DISPONIBILE. UN SALVATORE DAL PERICOLO. UNA GUIDA PER SALIRE E ASCENDERE. UNA GUIDA AL LAVORO PER IL PANE QUOTIDIANO. UNA GUIDA SICURA. UNA GUIDA FEDELE. in alto; Deutscher Führhund Für Kriegs-Blinde Cane guida tedesco per ciechi di guerra ============ Un eroico saluto a tutti! Njk
    4 punti
  5. Il timbro con la svastica e l' aquila non è di fattura postale, fu sicuramente apposto su questa FDC come simbolo dell' occupazione durante l' evento. Le aquile naziste si differenziano principalmente in due tipi anche se vi sono molte varianti. L' aquila che vediamo sulla nostra busta e' la Reichsadler, emblema del Reich tedesco 1933–1945, l'aquila guarda oltre la spalla destra, ovvero a sinistra rispetto al punto di vista dell'osservatore. L' altra aquila si chiama Parteiadler (aquila della festa) ed è l' emblema del Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (NSDAP) noto come Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, o semplicemente Partito Nazista, l'aquila guarda oltre la spalla sinistra, ovvero a destra rispetto al punto di vista dell'osservatore.
    3 punti
  6. Da Cronaca Numismatica la presentazione della conferenza https://www.cronacanumismatica.com/le-monete-milanesi-di-filippo-ii-conferenza-al-ccnm/
    3 punti
  7. Falso d'epoca , entrato in collezione, di una piastra del 1800 , peccato non sia quella autentica 😅
    2 punti
  8. Twenty centavos La storia dei 20 centavos ricalca quella della moneta da 10. Coniati anch'essi inizialmente in argento .900 furono ridotti a .750 nel 1907, con una parallela riduzione di peso e diametro. Che passarono rispettivamente da 5,385 a 4 gr., e da 23 a 20 mm. Il motivo era sempre l'aumento del prezzo dell'argento e la necessità di scoraggiare l'esportazione e la rifusione delle monete. Il già citato rapporto del 30 giugno 1911, stimava che a quella data fosse rimasto nelle Filippine circa il 25% delle monete da 20 centavos coniate con il titolo maggiore. La coniazione è avvenuta nelle Zecche di Philadelphia e San Francisco dal 1903 al 1908 (a Philadelphia solo monete proof nel 1906 e 1908, non ci sono monete per la circolazione nel 1906), per poi proseguire nella sola San Francisco dal 1909 al 1919. Nel 1920, come per gli altri tagli, la produzione passò alla Zecca di Manila, che coniò i 20 centavos anche nel 1921, 1928 e 1929. (foto da Heritage Auctions - PCGS MS64) Fifty centavos Quasi un copia-incolla di quanto scritto in precedenza per i 50 centavos. Riduzione del titolo dell'argento da .900 a .750 nel 1907, nonché del peso, da 13,48 a 10 gr., e del diametro, da 30 a 27 mm., con la conseguenza di un calo del contenuto di argento pari al 38%. Al 30 giugno 1911 rimaneva nelle Filippine appena il 10% delle monete da 50 centavos di titolo maggiore. Per la produzione, vale quanto scritto per i 20 centavos fino al 1908, poi le monete vennero ancora coniate nella sola San Francisco nel 1909, prima di un lungo stop. La produzione riprese, sempre a San Francisco, nel 1917, per proseguire nel 1918 e 1919, e passare poi a Manila nel 1920, dove i 50 centavos furono ancora coniati solo nel 1921. (foto da Heritage Auctions - PCGS PR67+) petronius
    2 punti
  9. Buona tondellistica e’ gia’ un insulto, quindi fai attenzione che da molte settimane stai rompendo oltre che a me ma a tutto il forum
    2 punti
  10. Queste hanno lo stesso indirizzo della tua e aquila.
    2 punti
  11. Buongiorno a tutti! Nonostante la mia scelta sarebbe dovuta ricadere su una delle due monete presentate, e per le quali vi ringrazio per esserci confrontati, avendone trovata un'altra a cui non potevo rinunciare, non ho preso nessuna delle due suddette. Ecco il nuovo acquisto: Grazie mille a cora a tutti! Saluti... Ronak
    2 punti
  12. Francobollo jugoslavo raffigurante lo storico e poeta sloveno Valentin Vodnik. Il francobollo fa parte di una serie del 1943 emessa dal governo jugoslavo in esilio a Londra per commemorare il 25° anniversario della fondazione della Jugoslavia (1 dicembre 1918). Il Francobollo con questa soprastampa ( e' una vera e propria soprastampa non un timbro, stampata dalla tipografia Harrison &Sons di Londra), ha una storia particolare che brevemente cercherò di riassumere: Il francobollo non fu mai accettato ufficialmente per l'affrancatura postale poiché si tratta di un'emissione non ufficiale, spesso classificata come "Cinderella" o "francobollo di fantasia". Il francobollo reca la data "1 DICEMBRE 1943", periodo in cui la Jugoslavia era occupata dalle potenze dell'Asse durante la Seconda Guerra Mondiale. La legittimità delle emissioni postali durante quel periodo era complessa, con diversi territori che utilizzavano sovrastampe provvisorie o francobolli delle potenze occupanti. Questa specifica serie del 1943 non fu emessa da un'autorità postale sovrana o riconosciuta a livello internazionale (come l'UPU - Unione Postale Universale) come valido titolo di pagamento per i servizi postali.. infatti in quegli anni molti di questi oggetti venivano creati per scopi di propaganda commemorativi non ufficiali, o per il mercato filatelico stesso. E' comunque catalogato come Francobollo, ....inoltre questi francobolli sono noti per essere stati utilizzati dagli uffici governativi jugoslavi in esilio a Londra e dalla marina mercantile jugoslava durante la Seconda Guerra Mondiale, e possono quindi anche trovarsi viaggiati su busta. Francobollo molto interessante!!!
    2 punti
  13. mi pare corretto! iniziate ad oscurare tutti i post in cui una netta minoranza si autoproclama unica depositaria della scienza numismatica e continua ad offendere ad ogni post tutti, e ribadisco TUTTI, i presenti del thread dando loro degli illusi poveri collezionisti di ciarpame e tondelli. Sinceramente mi sarei anche stufato di vedermi dare dello sprovveduto... o e' permesso offendere il prossimo in questo forum? parli tu che insieme al tuo compare @viganò offendete il resto della comunita' con ogni vostro post?!
    2 punti
  14. Per la prima volta, causa impegni lavorativi, non potrò ahimè essere collegato... Ma seguirò la discussione, sicuro che il nostro relatore sarà più che all' altezza come sempre.
    2 punti
  15. Ciao,non sono esperto di questa monetazione ma dovrebbe essere il tipo più comune con sigla S del mastro di zecca Francesco Senier alla sinistra del Re e con stemma al dritto palato al I° e IV°... MIR, numero 54/6,pagina 43... Al dritto: +ALFONSVS:D:G:R:AR:S:CI:VL:stemma inquartato a tutto campo di Ungheria, Gerusalemme, Aragona e Napoli, palato al I° e al IV°... Al rovescio: +:DNS:M:ADIVT:E:EGO:D:IN:M:il re coronato e seduto frontalmente tra due protomi di leoni,con scettro e globo crucigero... Nota: numerose varianti in legenda e interpunzione... Questa la scheda del catalogo del forum... https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-ALFI/3
    2 punti
  16. Quoto in toto. Ho provato a ripulire anche questa discussione, come l'altra sulle emissioni del 2026, ma a questo punto cerchiamo davvero di darci un taglio su queste polemiche, altrimenti dovremo prendere provvedimenti più seri che non il nascondimento di qualche post. Grazie.
    2 punti
  17. Ciao a tutti. Volevo capire se questa cartolina è stata spedita o no, in quanto il francobollo non è stato annullato. Grazie.
    1 punto
  18. Introduzione ed abstract: Quentovic, Quentawic, collocata nella Francia Settentrionale (sulla costa del Mare del Nord), era chiamata Wic, cioè vicus per eccellenza fu un porto altomedievale situato sul fiume Canche. Da li provengono numerose delle Sceattas in circolazione tra Kent, e la fascia tra il nord della francia e l'attuale Olanda. Ebbe una posizione importante durante i regni merovingio e carolingio (dal VII al IX secolo). La sua ubicazione è stata a lungo dibattuta. Oggi, gli storici concordano generalmente sul sito di Visemaret, vicino a La Caloterie. Si trova a 15 km dalla costa in linea d'aria. Il porto coniò monete fino alla fine del X secolo. Il sito fu poi abbandonato. La sua scomparsa è spesso attribuita alle numerose incursioni vichinghe (842). Tuttavia, gli scavi attuali non hanno rivelato danni significativi. Probabilmente, nel X secolo, questo sito non soddisfaceva più le nuove esigenze della regione: il porto di Montreuil offriva una posizione più sicura. Numerosi scavi hanno avuto luogo nel sito di Visemaret a partire dagli anni '80. Nel 1981, un contadino scoprì accidentalmente resti umani nel suo campo. Successivamente, dal 1985 al 1992, l'Università di Manchester ha delimitato il sito. Nel 1995, gli scavi nel sito di Fontaine aux Linotes hanno portato alla luce un'importante necropoli. Altre due campagne sono state condotte nel 2005-2007 e nel 2009 su due appezzamenti di terreno distanti 200 metri l'uno dall'altro. Incrociando i vari dati scientifici, si è scoperto che l'influenza marittima raggiunse il cuore del sito durante il periodo merovingio. Durante l'era merovingia, questa influenza si attenuò; l'area si ritrovò ora immersa in acqua dolce. Gli scavi hanno portato alla luce grandi quantità di resti animali, manufatti metallurgici, vetro, ambra, una significativa produzione ceramica e corna di cervo lavorate. La ricerca continua per rispondere ai vari interrogativi che ancora permangono su questo porto.
    1 punto
  19. Conoscendo la professionalità di Antonio non mancheranno chicche preziose. Soprattutto, credo, riguardo il primo periodo di coniazione.
    1 punto
  20. È fatto con la parte di dietro di quei coltelli aventi appunto al posteriore una punta ( ha la stessa forma lasciata sulla moneta).
    1 punto
  21. E sin qui un fondo di verità c'è, dipende dalla conservazione naturalmente, se è scarsa non bastano nemmeno per la benzina per arrivare in un aeroporto se eccellente non ci farà comunque arrivare sino a New York. Ma quello che è eccezionale nell'articolo è questa immagine: Ma cosa sono? sembrerebbe normale solo il 100 lire Minerva, bello (?) il 2 lire delfino! Forse hanno dato in pasto ad una AI la realizzazione di queste "monete"? Vulcano in quel pseudo 50 lire sembra che sta tagliando la coda ad un baccalà
    1 punto
  22. Ciao Mario, io dovrei essere presente con la mia compagna per la presentazione del libro e visita della mostra. Ovviamente darò conferma certa al più presto, non appena mi verrà confermato il giorno di riposo.
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  23. Fortunatamente era solo un ritardo nella consegna. Ricevuto ieri il plico con tutto il materiale, finalmente si può iniziare la lettura.
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  24. @Bonaparte_Danilo, se è di tuo interesse, leggi direttamente il pdf che ho inserito al post #52: è organizzato meglio dell'intera discussione pur avendone gli stessi contenuti
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  25. vabe dai dopo questa sparata direi che hai dimostrato appieno il tuo livello, ma sopratutto che sto solo perdendo il mio tempo (non c'e' peggior sordo.....) . ma quando mai l'omicidio non e' stato considerato una cosa cosi' grave!? ma forse nel codice di Hammurabi e se era cosi' valeva solo per i nobili. ma che vaneggiamenti sono questi? adesso addirittura arriviamo all'assurdo di dire che praticamente la legge e' cosa opinabile e va seguita "a sentimento" o in base a chissa' quale parametro... della serie domani mattina uno si sveglia e decide di fare una rapina convinto di restare impunito... tanto le leggi sono mutabili (mutuabile in italiano ha un significato decisamente diverso da quello che intendevi in questa frase. definizione dalla Treccani: mutüare1 v. tr. [dal lat. mutuari e mutuare, der. di mutuum «mutuo2»] (io mùtuo, ecc.). – Ricevere o dare a mutuo: m. una somma da una banca. In senso fig., riferito a fatti intellettuali, derivare, prendere da altri, quasi prendere in prestito: sono concetti mutuati dai filosofi tedeschi; l’italiano ha mutuato molte parole dal greco; metodi di ricerca mutuati dalle scienze sperimentali. ◆ Part. pres. mutüante, anche come agg., che dà un mutuo: la banca mutuante, l’istituto mutuante; e come s. m. e f., la persona che dà al mutuatario una somma di denaro o una quantità di cose fungibili con l’obbligo di restituirgli altrettante cose della stessa specie e qualità. ◆ Part. pass. mutüato, anche come agg., dato o ricevuto in mutuo: somma mutuata (per un altro uso di mutuato, v. la voce). Insomma, se manca il senso civico e il rispetto delle regole, la storia e manca pure l'italiano... figuriamoci la numismatica 🤣 ... per lo meno @viganò se ne e' stato zitto e non ha nemmeno provato ad affrontare nel merito le mie argomentazioni
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  26. ma bisognerebbe che qualcuno andasse a vederlo il nostro catalogo, anche per farsi una idea.
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  27. Le marche sono state emesse il 22.10.1946, e sono in dinari Jugoslavi.
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  28. https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I6/5 R2, dal nostro catalogo
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  29. La busta è decisamente buona e descritta super egregiamente dall'amico PostOffice, il segno in croce lapis è tipico, quello che non conosco è il bollo svastica con aquila, non è di fattura postale e non sembrerebbe di censura, altrimenti avremmo presenti fascette, timbrini del censore ecc. a meno chè sia la solita busta presa a campione, timbrata e non controllata, non so, se qualcuno lo conosce , avrei piacere di acquisire nuove nozioni, grazie
    1 punto
  30. Invasione tedesca di Jersey giugno/luglio 1940, fu l'unica parte del territorio britannico occupata durante la Seconda Guerra Mondiale, occupazione che duro' fino al 9 maggio 1945. La busta e' una FDC dei due francobolli emessi precisamente il 29 giugno 1943, 2½d Blu: raffigurante il castello di Mont Orgueil, 3d viola: raffigura la raccolta delle alghe. L' isola durante l' occupazione fu trovata sprovvista di francobolli, pertanto furono approntate nuove emissioni con valore in vecchi penny inglesi, i francobolli furono stampati nella Francia occupata presso la tipografia Imprimerie Des Timbres-Poste di Parigi, disegnati dall'artista localel Edmund Blampied. Blampied inserì sottili simboli di resistenza nei suoi disegni come le iniziali "GR" (per George Rex) che furono nascoste nella voluta del disegno del francobollo. Ho paragonato gli annulli e credo proprio che la busta sia autentica.. non rara ma di valore.
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  31. Già pubblicato al post #8253. Generone, classe di agiati Verbis: redima G G Io = re di maggio. Buonanotte!
    1 punto
  32. Salve @alessia12 come anticipato da @santone dovrebbe essere un quattrino di Filippo III o IV per Milano https://it.numista.com/121928 https://it.numista.com/486861
    1 punto
  33. Il corvo è legato all’episodio di Apollo e Coronide, la principessa dei Lapiti da lui amata, così descritto da Ovidio nelle Metamorfosi (http://www.iconos.it/le-metamorfosi-di-ovidio/libro-ii/apollo-e-coronide/). Narra il mito che Apollo, innamorato di Coronide, dovendosi assentare per un periodo di tempo, decise di incaricare il corvo, suo fedele servitore caratterizzato da un bellissimo piumaggio bianco, di sorvegliare la fanciulla. Durante l’assenza del dio, Coronide si innamorò del giovane Ischi con cui tradì Apollo; il tradimento, però, fu scoperto dal corvo che decise di avvertire immediatamente il suo padrone. Lungo la strada il corvo s’imbatté nella cornacchia, che cercò di dissuaderlo dal suo proposito raccontandogli di come lei stessa fosse stata punita da Minerva per averle rivelato il tradimento di una sua protetta. L’uccello, ignorando il consiglio della cornacchia, rivelò ad Apollo l’infedeltà dell’amata, scatenando l’ira del dio che, preso dalla collera, uccise Coronide trafiggendola con una freccia. La donna prima di morire gli rivelò di essere incinta di suo figlio, che, per colpa del suo gesto di collera, sarebbe morto insieme a lei. Pentito del suo gesto, Apollo tentò con ogni rimedio di riportare in vita Coronide; non riuscendoci, prima di porla sulla pira già accesa, estrasse il bambino dal suo ventre e lo affidò al centauro Chirone. Al bambino fu dato il nome di Esculapio che in seguito, ereditando le doti curative paterne, sarebbe diventato il dio della medicina. In seguito Apollo per punire il corvo, reo di aver fatto la spia e di aver quindi determinato la morte di Coronide, trasformò il colore delle sue piume da bianche a nere. Attraverso il mito dunque si spiegherebbero, oltre all’origine del colore del piumaggio, anche le caratteristiche di esagerata loquacità e di portatore di cattivi presagi tradizionalmente attribuite al corvo. apollonia
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  34. Ma anche meno. Per me non hanno una lira per questa voce di spesa e agiscono di conseguenza. Sempre continuando ad andare fuori tema, avendo acquistato il bel volume dedicato al tesoro di Como, mi fanno abbastanza ridere le perizie sul valore totale, considerata la presenza di nummi rarissimi o mai visti. Non ci vuole un grande esperto internazionale per comprendere che sono state probabilmente fatte stime "ad mentulam", per incapacità o, più probabilmente (ma sono malizioso, lo ammetto) per abbassare radicalmente il premio da destinare (obtorto collo) ai privati.
    1 punto
  35. Invece per quanto citato da @aemilianus253 non ci sono state modifiche al DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 articolo 92 e 92 relativo al premio e alla determinazione dello stesso, per i ritrovamenti sul suolo italiano.
    1 punto
  36. Buonasera, dovrebbe essere una prova di stampa,prove che si conoscono in nero e azzurro ardesia (questo ci va vicino come colore mi sembra) e senza effigie o effigie falsa e senza gomma. Anche il retro con le impronte di colore azzurro di parti di francobolli fa pensare a questo o a una prova di macchina? Secondo il catalogo Sassone questo francobollo con l' effigie capovolta non è conosciuto nuovo ma solo usato ed è rarissimo.
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  37. Mi spiace, fatico a consigliarti. Se proprio vuoi usare i fogli, prendili delle marche più importanti (io prenderei Leuchtturm o Master Phil) e controlla sempre le monete. Sulle monete d'oro non si crea nessuna patina opaca: quello è il lustro e c'è o non c'è più. Con i decenni o secoli, le monete d'oro, assumono un colore giallo intenso tipico dell'oro antico
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  38. Buon anno a tutti! La mia migliore aggiunta per l'anno è sicuramente stato questo tallero, già postata in altra sezione del forum: In seconda posizione, questa 20L:
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  39. DE GREGE EPICURI Per cominciare,credo che potresti leggere (proprio in questa sezione) la lunga discussione di L.Licinio Lucullo: "Storia di Roma e delle sue monete", che risponde proprio alla tua richiesta. Poi anche tutta la sezione "Una moneta al giorno" che è la concretizzazione di quanto sopra.
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  40. Felice Anno Nuovo! Continuiamo il tema dei pontefici. Piastra del 1707. Ritratto di Clemente eseguito da Hamerani. Fatturato, San Clemente in ginocchio, a destra figura della pace
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  41. Per fortuna l'anno appena finito mi ha portato delle felici acquisizioni in collezione! Le principali sono 4, il testone di Carlo I، la doppia di Vittorio Amedeo III che rimarrà come ricordo di un amico scomparso troppo presto e le ultime due dell'asta Cambi/Crippa, il mezzo grosso di Carlo Il ed il Cavallotto Stretto di Carlo Emanuele I che cercavo da tempo! Speriamo che il 2026 sia altrettanto generoso!
    1 punto
  42. Saluto Roberto che dopo 9 anni e mezzo ha ripreso questa discussione..complimenti per il Giulio 1691 ! Sono veramente rare le apparizioni in quest'ultimo decennio dove, quando esitato aldilà della conservazione, viene classificato comunque R3... Gli esemplari che ho censito in alta conservazione sono veramente pochissimi, e tra questi credo che sul podio ci sta decisamente il lotto 842 dell' Asta B.Leu 36, Collez. Cappelli che è anche l'esemplare illustrato nel Berman e che ho avuto la fortuna di rintracciare...... Daniele
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  43. Altro esemplare di questo raro Giulio, che possiedo da anni , ma non ho mai valorizzato a causa, forse, della sua modesta conservazione. Non ricordo nemmeno dove me lo sono procurato
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  44. Un mito americano La mattina del 15 settembre 1898, la proprietà del reggimento, comprese tutte le attrezzature, le armi da fuoco e i cavalli, fu restituita al governo degli Stati Uniti. I soldati si salutarono per l'ultima volta e la Prima Cavalleria Volontaria degli Stati Uniti, i Rough Riders di Roosevelt, fu sciolta. Finiva la storia, iniziava il mito. Un mito alimentato fin da subito dallo stesso Roosevelt, che nel 1899 pubblicò una serie di articoli per Scribner’s Magazine, poi raccolti in un libro intitolato semplicemente The Rough Riders https://www.amazon.it/Rough-Riders-Theodore-Roosevelt Il libro divenne subito un bestseller e viene ancora oggi ristampato: l'edizione in vendita su Amazon è del 2022. Nel 1927 fu il cinema ad accorgersi per la prima volta di loro. Victor Fleming, che qualche anno più tardi avrebbe diretto il film più famoso della storia del cinema (Via col vento, naturalmente ), girò un lungometraggio muto intitolato anch'esso The Rough Riders, del quale vediamo un manifesto Esattamente settant'anni dopo, nel 1997, toccò alla televisione, una mini-serie in due puntate diretta ancora una volta da un regista famoso, John Milius (Un mercoledì da leoni, Conan il barbaro). A interpretare Roosevelt l'attore Tom Berenger, che vediamo a confronto con l'originale... UGUALI!!! Ma non sono mancate neanche le celebrazioni ufficiali. Tra queste un francobollo commemorativo, emesso nel 1948 in occasione del cinquantenario. Il cavaliere è Bucky O'Neill, il valore, 3 centesimi, era quello in vigore da quasi un secolo (1851), e ancora per un decennio (1958), per l'affrancatura di una lettera ordinaria per l'interno. Il disegno riproduce il monumento che la città di Prescott, Arizona, ha dedicato a O'Neill nel 1907. Infine, a riprova di un mito sempre vivo, nel 2013 una distilleria di Long Island ha pensato bene di dare il loro nome a una bevanda che di sicuro i "ruvidi cavalieri" avrebbero apprezzato... prosit petronius
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  45. Un venerdì da leoni Lo scontro più importante a cui presero parte i Rough Riders, passato alla storia come Battaglia di San Juan Hill, si consumò il 1° luglio 1898, un venerdì: Roosevelt lo definirà più tardi "the great day of my life". I Rough Riders erano accovacciati alla base di Kettle Hill, vicino San Juan Hill, quando già una parte della battaglia era iniziata. L'artiglieria spagnola li stava bersagliando dalla cima della collina, mentre aspettavano, sotto un caldo di 40 gradi, l'ordine di avanzare. Un ordine che tardava ad arrivare, così, in segno di sfida, Bucky O'Neill, lo sceriffo dell'Arizona, si mise a fumare in bella vista, espondendosi al fuoco spagnolo, e rifiutando gli inviti a tornare al coperto. Prima che gli altri soldati potessero trascinarlo via, fu colpito alla bocca, morendo all'istante Roosevelt fremeva dall'impazienza, quando l'ordine finalmente arrivò, altri ufficiali lo interpretarono come un dover avanzare lentamente a testa bassa, poiché Kettle Hill era ben fortificata, e gli spagnoli, ben trincerati, sparavano con i Mauser. Ma Roosevelt, disdegnando la prudenza degli altri ufficiali, montò a cavallo e ordinò ai suoi uomini di caricare dietro di lui su per la collina. (Il colonnello Theodore Roosevelt guida i Rough Riders nella battaglia di San Juan, di W.G. Read) Mentre si precipitava verso la cresta della collina, guidando i suoi uomini e di altri reggimenti, un pesante fuoco di fucileria e artiglieria esplodeva intorno a lui. Un rough rider più tardi descrisse il momento: TR espose se stesso al fuoco nemico senza paura. Quando l'esercito regolare e i rough riders toccarono la cima della collina, i suoi uomini erano convinti che sarebbe stato ucciso. Come si può vedere in questa foto, scattata dopo la fine vittoriosa della battaglia, non accadde Grazie agli articoli del giornalista Richard Harding Davis, presente a Cuba, che lo descrivevano come l'eroe di San Juan Hill, quando, il 14 agosto 1898, i Rough Riders di ritorno sbarcarono a Long Island, Theodore Roosevelt era diventato l'uomo più popolare d'America, e non solo. Al punto che un quotidiano di Madrid lo scambiò, erroneamente ma convintamente, per il comandante in capo dell'esercito statunitense... lo sarebbe diventato qualche anno più tardi, in quanto Presidente petronius
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  46. Posso affermarlo solo ed esclusivamente io stesso: da uno scatolo in cartone sigillato della zecca da 1.500.000 lire, e successivamente in uno dei 60 rotolini intonsi da 25.000 lire che si trovavano all'interno, è spuntata questa 'cosa', in buona sostanza mi è costata 500 lire. Non essendo in grado di poter mostrare nessuna prova di quanto sopra, rimane un semplice cerchio di metallo.
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  47. L'aquila e l'indiano Arrivare alle monete, era in realtà lo scopo principale di Roosevelt già prima d’incontrare Saint-Gaudens alla cena del gennaio 1905, come scrive chiaramente in questa lettera al Segretario al Tesoro, Leslie Mortier Shaw, del 27 dicembre 1904: “I think that our coinage is artistically of atrocious hideousness. Would it be possible, without asking permission of Congress, to employ a man like Augustus Saint-Gaudens, to give us a coinage that would have some beauty?” Il Presidente non le manda a dire, per lui le monete americane correnti sono “di atroce bruttezza” e, paventando le resistenze del Congresso a un loro cambiamento, si chiede fin da subito se sia possibile procedere senza il permesso del Congresso stesso, assumendo un artista come Saint-Gaudens per “darci monete che abbiano qualche bellezza”. E Saint-Gaudens, nel luglio 1905, dopo aver ultimato la medaglia, accetta di lavorare anche sulle monete: ridisegnerà tutte quelle d’oro, da 2,50 a 20 dollari, e il centesimo in rame: le altre non si possono cambiare, non essendo ancora trascorsi, come prescrive una legge del 1890, venticinque anni dalla loro entrata in circolazione... riuscirà a rispettare l’impegno solo per i due nominali maggiori, 10 e 20 dollari. Come al solito, Roosevelt trovò il modo non solo di aggirare il Congresso, ma anche di superare i dubbi di Saint-Gaudens riguardo alla collaborazione con lo staff di incisori della Zecca, in particolare con l'incisore capo Charles Barber, con il quale si era scontrato aspramente nei primi anni del 1890 riguardo alla progettazione di una medaglia per l'Esposizione Colombiana Mondiale. Questa volta, gli assicurò Roosevelt, avrebbe avuto un protettore alla Casa Bianca mentre tramavano quello che il presidente chiamava il suo "crimine preferito" (my pet crime ). L'artista preparò modelli che raffiguravano la Libertà in cammino e l'Aquila in volo, che finirono per apparire sulla moneta da 20 dollari. Tuttavia, riflettendo su possibili disegni per un nuovo centesimo, aveva ideato il disegno della Testa d'Indiano che mostrava la Libertà adornata con un copricapo piumato, e sebbene il copricapo fosse stato un'idea di Roosevelt, Saint-Gaudens era giunto alla conclusione che questo, e non la Libertà in cammino, sarebbe stato un dritto migliore per entrambe le monete d'oro. Lo comunicò al presidente in una lettera datata 12 marzo 1907, in cui scrisse: "Mi piace così tanto la testa con il copricapo (e a proposito, sono molto contento che voi abbiate suggerito di realizzare la testa in quel modo) che mi piacerebbe molto vederla riprodotta non solo sulla moneta da un centesimo, ma anche su quella d'oro da venti dollari, al posto della figura della Libertà. Vorrei che la zecca realizzasse un conio della testa anche per la moneta d'oro, e poi si potrà scegliere tra le due una volta completato." E così Roosevelt ordinò alla Zecca di coniare una moneta d'oro da 20 dollari utilizzando questa combinazione, testa d'indiano al dritto e aquila in volo al rovescio, i disegni che sarebbero poi comparsi, rispettivamente, sui 10 e 20 dollari. Si ritiene che ne sia stato coniato un solo esemplare, di cui parleremo diffusamente nel prossimo post. Per ora, lustriamoci gli occhi con questo assoluto capolavoro dell'arte numismatica (foto da PCGS Coin Facts, courtesy of David Akers/Bob Harwell - Conservazione PR65) petronius
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  48. Quasi tutte , esclusi diversi ori, e qualche argento …. ma per la maggior parte i report ci sono … Il pericolo sono le monete, in qualunque metallo, apparse all’improvviso sul mercato antiquariale , quello da cui proviene il maggior numero delle falsificazioni e delle monete di fantasia create per una committenza tanto avida di novità esclusive , quanto ignorante della materia No, mai ne ufficiale ne ufficioso
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  49. Sì, confermo che si tratti di un mezzo baiocco di Innocenzo XII per la zecca di Gubbio. Valore pressochè nullo per questa conservazione. Allego un esemplare simile per confronto (Muntoni 161 Var.): Ciao, RCAMIL.
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