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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/09/26 in tutte le aree

  1. Probabilmente le monete del Possesso sono diventate di moda, dopo la bella collezione esitata da NAC. Per vivacizzare un po' la sezione pontificia (e, diciamo la verità, anche il forum, che più raramente di un tempo presenta stimoli adeguati) voglio mostrare l'unico mio acquisto alla NAC 163. E' il bel giulio di un pontefice che seguo da tempo, laddove i prezzi non siano impossibili: Alessandro VIII. La descrizione della moneta riporta tutto quanto di importante c'era da dire: Giulio del Possesso 1689, AR 3,07 g. Dr. ALEXANDER – VIII PONT M Stemma sormontato da triregno e chiavi decussate. Rv. SACROS / BASILIC / LATERAN / POSSESS / 1689 entro cartella. Muntoni 22. Berman 2180. MIR 2068/1. Raro. Stupenda patina di medagliere, migliore di Spl. Ex asta Varesi 16, 1992, 316. Cerimonia della presa di Possesso della Basilica di San Giovanni in Laterano avvenuta il 23 settembre 1689. La moneta nell'importante asta "Varesi 16" di monete papali, era stata giudicata qFDC. La patina è molto bella al diritto (un po' scura, se vogliamo) e meravigliosa al rovescio, dove appare iridescente con sfumature dorate. E' di certo un ottimo esemplare, per quanto sia apprezzabile qualche debolezza di conio al diritto sul volto del putto di sinistra. Alessandro VIII (il veneziano Pietro Vito Ottoboni) fu papa negli anni 1689 - 1691. Tra i fatti salienti del suo pontificato, l'impegno per la riconquista cristiana dei Balcani, sostenendo finanziariamente la Lega Santa contro l’Impero ottomano; tentò invano, tramite pressioni diplomatiche, di fermare la persecuzione dei cattolici in Inghilterra dopo la "Glorious Revolution"; fu un mecenate delle arti e della Biblioteca Vaticana, arricchita con nuovi manoscritti. Morì nel 1691 per una erisipela evoluta in gangrena della gamba, lasciando un bilancio contrastante tra apertura diplomatica, zelo dottrinale e nepotismo (appena eletto papa nominò segretario di stato il nipote Giambattista Rubini; cardinal nepote, vicecancelliere di Santa Romana Chiesa, legato di Avignone, ecc., Pietro Ottoboni; generale della Chiesa e comandante delle truppe pontificie Antonio Ottoboni; soprintendente alle fortezze marittime e alle galee pontificie Marco Ottoboni; arricchì la famiglia con beni e prebende). Tuttavia andò anche incontro alle necessità della popolazione ordinando importanti sgravi fiscali e provvedendo alla salute dei cittadini e al decoro di Roma con alcune ordinanze sulla peste e sulla pulizia delle strade. I giuli di Alessandro VIII sono tutti molto rari e contesi.
    6 punti
  2. Ciao, A die match if you are curious https://www.acsearch.info/search.html?id=7223921 / https://www.acsearch.info/search.html?id=11428289. Look at the 2nd tentacle from the left of the octopus especially. Just my opinion but this 2nd tentacle is slightly odd, there is an very empty gap under it. If you were to look at Boehringer 415-422 (no retrograde R, hair combed forward, "skinny" Arethusa) https://www.lelouch.net/articles/die-munzen-von-syrakus-catalog#boehringer-415 the 2nd tentacle, all curls in towards the body. Also, the separated R glyph. In most the leg is connected to the top part of the R. The form of the glyph recorded by Boehringer. I don't think it is fake. Maybe barbarous? That 2nd tentacle from the left still does look weird to me, generally they did try to keep them close to the center, probably to minimize stuff of flan. All of the Boehringer ones do, and unfortunately he is not explicit as to why he calls the barbarous ones barbarous, but tentacle positioning is one of them. Not the best Arethusa head and lettering either. See the barbarous ones around https://www.lelouch.net/articles/die-munzen-von-syrakus-catalog#boehringer-b15. The red is where I would expect the tentacle would be.
    3 punti
  3. Pubblicazione originale: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0333440 Multidisciplinary study of human remains from the 3rd century mass grave in the Roman city of Mursa, Croatia Abstract During excavations in 2011, a peculiar archaeological feature representing a mass grave with seven completely preserved skeletons was discovered at the site of the Roman period city of Mursa (modern-day Osijek, Croatia). The archaeological context and direct radiocarbon dating indicate that the bodies were interred during the mid-3rd century CE. Bioarchaeological analysis shows that all seven individuals are adult males exhibiting numerous pathological lesions (e.g., enthesopathies, injuries). Carbon and nitrogen stable isotopes analysis indicates they had a mixed C3/C4-based vegetal diet with limited amounts of terrestrial animal protein and a very limited marine protein consumption. Ancient DNA analysis shows that individuals from the Mursa mass grave had a heterogenous ancestry. None of them show genetic continuity with the preceding local Early Iron Age population. The presented multidisciplinary analyses of the Mursa mass grave strongly suggest that the studied individuals were Roman soldiers, victims of a catastrophic event occurring as the result of the ‘Crisis of the Third Century’, most probably the battle of Mursa from 260 CE. I resti di sette soldati romani rinvenuti in un pozzo rivelano che potrebbero essere stati vittime della sanguinosa battaglia di Mursa Una ricerca multidisciplinare ha portato alla luce una fossa comune del III secolo contenente scheletri di legionari romani a Osijek, antica città di Mursa, nel pieno della crisi dell'impero romano del III secolo Gli archeologi hanno scoperto una fossa comune di soldati romani nascosta all'interno di un antico pozzo in Croazia. PLoS One (2025) Nel 2011, durante i lavori di costruzione di una biblioteca universitaria, gli archeologi hanno scoperto una fossa comune con sette scheletri in un antico pozzo a Osijek, in Croazia (l'antica città romana di Mursa). Ora, 1.700 anni dopo, in quella che nell'antichità era la prospera Mursa romana, è stata portata alla luce la possibile storia di questi sette soldati romani che furono gettati senza alcuna cerimonia in un pozzo d'acqua. Grazie a uno studio meticoloso pubblicato sulla rivista PLOS ONE, tutto sembra indicare che si tratta di soldati romani caduti nella battaglia di Mursa nel 260 d.C., uno degli episodi più oscuri e sanguinosi della cosiddetta crisi del III secolo nell'era dell'Impero romano. Una scoperta inaspettata sotto le fondamenta di un'università L'antico pozzo romano, catalogato come SU 233/234, ha un diametro di circa due metri e una profondità di tre. Oltre a rappresentare una reliquia millenaria, ciò che i ricercatori non si aspettavano di trovare era una fossa comune perfettamente conservata con sette scheletri umani completi, ammucchiati uno sopra l'altro, in diverse posizioni. Alcuni dei corpi giacevano a testa in giù, altri di lato, ma era evidente che tutti erano stati gettati nella cavità in fretta e senza alcun tipo di sepoltura rituale. Chi erano questi uomini? La scienza al servizio del passato Il team guidato dal bioarcheologo Mario Novak, dell'Istituto di Ricerca Antropologica di Zagabria (Croazia), ha utilizzato una vasta gamma di tecniche moderne per scoprire chi fossero i defunti del pozzo. In primo luogo, la datazione al radiocarbonio ha determinato che i corpi furono depositati tra il 240 e il 340 d.C., in coincidenza con il periodo più critico dell'Impero romano: la crisi del III secolo. Non c'erano oggetti intorno a loro tranne una moneta abbandonata, coniata nel 251 sotto l'imperatore Ostiliano (figlio minore dell'imperatore Traiano), il che ha rafforzato la datazione degli scienziati. La posizione esatta del pozzo SU 233/234 durante lo scavo (segnata con un cerchio rosso). PLoS One (2025) Successivamente, le analisi degli isotopi stabili di carbonio e azoto estratti dal collagene delle costole dei resti hanno dimostrato che gli individui avevano seguito una dieta ricca di cereali come il grano e il miglio, con scarsa carne e praticamente nessun pesce. Questa alimentazione è coerente con quanto si sa delle razioni militari romane, in cui la dieta era composta principalmente da cereali come avena, grano e orzo (con un apporto calorico giornaliero di circa tremila calorie), il che indicava già un'identità comune: erano soldati dell'esercito. Perché gettarli nel pozzo? I sette scheletri erano tutti di uomini adulti; quattro di loro giovani (tra i 18 e i 35 anni secondo le stime) e tre di mezza età (tra i 36 e i 50 anni). Con un'altezza media di 1,72 metri (superiore alla media dell'epoca) e una corporatura robusta, le loro ossa presentavano segni di forte usura muscolare, fratture guarite e lesioni alla colonna vertebrale compatibili con anni di allenamento fisico e una vita militare intensa, come ci si aspetterebbe da un legionario romano. Ma la cosa più sorprendente erano le ferite perimortem, cioè quelle subite poco prima della morte. Uno degli uomini, identificato come SK 4, presentava una perforazione completa dello sterno, probabilmente causata da una lancia o da una freccia; un incisivo centrale rotto e un taglio profondo all'omero sinistro, forse causato da una spatha, la spada lunga dei cavalieri romani. Un altro presentava una ferita da taglio all'anca destra, probabilmente ricevuta alle spalle. Il pozzo SU 233/234 durante diverse fasi di scavo, che mostra la posizione degli scheletri. PLoS One (2025) «Le analisi multidisciplinari presentate sulla fossa comune di Mursa suggeriscono con certezza che gli individui studiati erano soldati romani, vittime di un evento catastrofico verificatosi a seguito della ‘crisi del III secolo’, molto probabilmente la battaglia di Mursa del 260 d.C.», spiegano i ricercatori nel loro studio. Inoltre, uno strato di osso nuovo suggeriva che i sette individui avessero probabilmente sofferto di un'infezione delle vie respiratorie inferiori poco prima di morire. «La presenza di una nuova formazione ossea periostica in quella zona dello scheletro è stata utilizzata come prova di malattia delle vie respiratorie inferiori nel registro archeologico», hanno osservato gli esperti. Un esercito multiculturale Una delle scoperte più affascinanti dello studio è stata l'analisi del DNA antico in quattro dei sette individui. I risultati hanno rivelato una grande diversità genetica; ad esempio, uno dei soldati aveva origini mediterranee orientali, un altro nord europee, un altro orientali e un altro ancora centro europee. Tutte queste informazioni confermano ciò che già sapevamo da fonti scritte: che l'esercito romano reclutava soldati da ogni angolo dell'Impero e anche da oltre, compresi i galli e i sassoni. La battaglia di Mursa Gli archeologi collocano questo ritrovamento nel contesto della battaglia di Mursa, combattuta nel 260 d.C. tra l'imperatore Galieno (che mantenne in vita l'impero nel suo periodo più buio) e l'usurpatore Ingenuo, che tentò di strappargli il trono in un momento di grande instabilità politica. Secondo gli storici classici, Galieno non mostrò alcuna clemenza verso i vinti e molti dei soldati furono giustiziati o abbandonati senza sepoltura. Il pozzo di Osijek potrebbe essere una di quelle fosse di punizione. Secondo gli esperti, tutto quadra. https://www.storicang.it/a/i-resti-di-sette-soldati-romani-rinvenuti-in-pozzo-rivelano-che-potrebbero-essere-stati-vittime-della-sanguinosa-battaglia-di-mursa_17645 https://www.stilearte.it/sette-soldati-romani-uccisi-e-gettati-in-un-pozzo-chi-erano-da-dove-venivano-cosa-accadde-in-quelle-ore-gli-archeologi-risolvono-il-cold-case-ecco-coshanno-scoperto/#google_vignette Sette soldati romani uccisi e gettati in un pozzo. Chi erano, da dove venivano, cosa accadde in quelle ore? Gli archeologi risolvono il cold case. Ecco cos’hanno scoperto Quando gli archeologi hanno aperto per la prima volta il pozzo romano identificato con la sigla SU 233/234 nella città croata di Osijek, quel che si sono trovati davanti era qualcosa di inaspettato: sette scheletri completi, uomini morti quasi 1.700 anni fa, silenziosi testimoni di un’epoca di caos e guerra. La loro scoperta, riportata in uno studio pubblicato ora su PLOS ONE (Novak et al., 2025), permette di vedere le conseguenza della crisi del terzo secolo d.C., un periodo in cui l’Impero Romano visse cinquant’anni di instabilità politica, guerre civili e invasioni straniere. Gli scavi del 2011 nell’antica Mursa, l’odierna Osijek, hanno permesso di recuperare scheletri che non erano semplici resti abbandonati: ogni osso raccontava una storia di vita militare, fatica fisica e violenza. La datazione al radiocarbonio li colloca tra il 240 e il 340 d.C., in coincidenza con episodi bellici documentati dalle fonti storiche, tra cui lo scontro tra l’imperatore Gallieno e l’usurpatore Ingenuo intorno al 260 d.C. “Tutto fa pensare a un singolo evento catastrofico”, spiega il dott. Mario Novak, principale autore dello studio. Gli uomini sembrano essere stati gettati nel pozzo subito dopo la morte, come testimoniano la disposizione articolata degli scheletri uno sopra l’altro e la moneta dell’imperatore Ostiliano datata 251 d.C. rinvenuta sul fondo. Ai tempi dell’Impero Romano, l’odierna Osijek, situata nell’est della Croazia, era conosciuta come Mursa. Fondata nel I secolo d.C., Mursa divenne una colonia romana sotto l’imperatore Adriano nel 133 d.C., assumendo il nome di Aelia Mursa. La città si trovava in Pannonia Inferiore, vicino alla confluenza dei fiumi Drava e Danubio, e fungeva da importante centro commerciale e militare. Mursa è celebre, appunto, per due significative battaglie che vi ebbero luogo. La prima, combattuta intorno al 260 d.C., – ed è il nostro caso – vide l’imperatore Gallieno affrontare l’usurpatore Ingenuo. Nonostante la scarsità di dettagli storici, si sa che Gallieno ottenne una vittoria decisiva, consolidando la sua posizione imperiale. La seconda, la Battaglia di Mursa Major del 351 d.C., fu combattuta tra l’imperatore Costanzo II e l’usurpatore Magnenzio. Questa battaglia è considerata una delle più sanguinose della storia romana, con gravi perdite da entrambe le parti, ma con una vittoria strategica per Costanzo II. Oggi, il sito archeologico di Mursa a Osijek offre una testimonianza tangibile del passato romano della regione, con resti di mura cittadine, strutture militari e reperti che raccontano la storia di questa importante città dell’antichità. L’analisi bioarcheologica mostra che tutti e sette erano maschi adulti, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, con un’altezza media di 172,5 cm, superiore alla media dei civili dell’epoca. Le loro ossa rivelano anni di combattimenti e sforzo fisico: fratture guarite, segni di stress muscolare e danni alla colonna vertebrale compatibili con addestramento e vita militare. Alcuni scheletri presentavano traumi da combattimento evidenti: ferite da punta, tagli da spada e colpi contundenti, confermando che la loro fine non fu accidentale: morirono per mano nemica. L’intera fossa sembra quindi il risultato di un singolo evento catastrofico, probabilmente un epico scontro di Mursa nel 260 d.C., durante il quale il caos militare e politico della crisi del terzo secolo raggiunse il suo culmine. Cerchiata di rosso, la posizione esatta del pozzo SU 233/234. @ Crediti: PLoS One (2025) Per comprendere meglio le loro vite, gli studiosi hanno estratto il collagene dalle costole e analizzato gli isotopi di carbonio, azoto, stronzio e ossigeno. Questi dati rivelano non solo cosa mangiavano, ma anche da dove provenivano. La dieta era prevalentemente vegetale, dominata da cereali come grano e miglio, con quantità limitate di carne e quasi nessun pesce, coerente con le razioni ufficiali dei legionari romani. I segnali di stronzio e ossigeno indicano che alcuni dei soldati erano originari di regioni lontane: dal Mediterraneo orientale fino alle steppe pontico-caspiche, a conferma di una mobilità straordinaria dei soldati dell’Impero Romano. L’analisi del DNA antico ha completato il quadro: quattro scheletri hanno restituito materiale sufficiente per il sequenziamento, mostrando una diversità genetica notevole. Alcuni portavano lignaggi tipici dell’Europa settentrionale, altri della Grecia o delle coste dell’Asia Minore, altri ancora delle steppe eurasiatiche. Questi uomini erano parte di un esercito cosmopolita, reclutato in base alle esigenze militari dell’Impero, e la loro presenza insieme, caduti nello stesso scontro, testimonia la capacità romana di unire individui di provenienze lontanissime in un’unica unità combattente. La fossa comune di Mursa diventa così un microcosmo dell’Impero Romano: multiculturale, militarizzato, fragile sotto il peso delle proprie ambizioni. Ogni scheletro racconta anni di addestramento, di viaggi, di guerre e di sforzi fisici. Le ferite sulle ossa parlano di battaglie e sofferenze, mentre il DNA e gli isotopi tracciano storie di origini lontane, mobilità e adattamento. In questa prospettiva, il pozzo dimenticato non è solo un deposito di corpi, ma un archivio di esperienze, connessioni e vite interrotte da un singolo evento catastrofico. La deposizione rapida dei corpi, senza rituali funerari, suggerisce un trattamento brutale dei caduti, coerente con resoconti frammentari di guerra civile e invasioni barbariche. L’integrazione di archeologia, genetica e analisi isotopica restituisce a questi soldati una biografia precisa e concreta, trasformando un pozzo dimenticato in una finestra vivida sul cuore pulsante di un Impero in crisi. Come conclude lo studio, “L’analisi multidisciplinare della fossa comune di Mursa rivela il costo umano dei tumulti di Roma del terzo secolo, conservato per millenni nel silenzio di un pozzo”. Riferimento bibliografico: Novak M, Yavuz OE, Carić M, Filipović S, Posth C (2025) Studio multidisciplinare dei resti umani provenienti dalla fossa comune del III secolo nella città romana di Mursa, Croazia. PLoS One 20(10): e0333440. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0333440
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  4. Potrebbe essere stato annullato anche dal portalettere con lapis blu o dall' impiegato postale che in quel frangente aveva il timbro su un altro tavolo.
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  5. Consiglio spassionato per martedì sera quello di seguire in presenza la conferenza...questa è una parte delle monete che si potranno guardare.
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  6. Forse no, se quelle del 2025 le smurano all'inizio del 2033...😂
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  7. Buongiorno. Sono due giorni che rincorriamo post in cui utenti si affrontano in punta di fioretto per questioni che dal tecnico sfociano nel personale. Io, personalmente, non ho le competenze per dire chi abbia ragione ma finché i toni rimangono pagati i discorsi che fate sono interessanti per tutti. Ma diatribe su punti di vista differenti che sfociano sul personale risolvetele in MP, meglio ancora davanti ad una birra ma non, e ripetiamo, NON è corretto che l'ambiente del forum venga intossicato da battibecchi che si fossilizzano su posizioni non risolvibili. Non fateci prendere ulteriori provvedimenti. Grazie
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  8. Capisco la frustrazione ma riusciamo a passare oltre?
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  9. La considerazione è una sola: Ci sono utenti che si sono stancati e si lamentano del continuo battibecco sia in pubblico che in privato.
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  10. Ok trovata forse @odjob bronzo di Antonino Pio per Parium in Misia https://www.acsearch.info/search.html?term=+parium+antoninus+oxen&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0 https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/4/613
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  11. Buongiorno. Trovo il tempo solo ora , e quello che mi viene da confermare è che rotella a 5 punte e fiore sono lo stesso identico contrassegno. Non baso la mia esperienza su esemplari da 2 lire ( non ne ho purtroppo) ma sui grana 3, nella mia discussione fin dall'inizio mi sorge il dubbio che questi due contrassegni non siano altro che lo stesso contrassegno leggermente inclinato a volte o ancora leggermente differente perché stanco. Rotella e fiore sono un'unica cosa Ecco un paio di foto. In uno c'è un'inclinazione che quasi arriva a un 2 2 1 nell'altra è perfettamente dritto 1 2 2...il simbolo non cambia. Spero di essere stato utile in qualche modo. Foto di 2 lire non ne ho! Sempre cordialmente.
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  12. Conoscendo la professionalità di Antonio non mancheranno chicche preziose. Soprattutto, credo, riguardo il primo periodo di coniazione.
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  13. Martedì 13 gennaio dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza di Antonio Rimoldi su "Le monete milanesi di Filippo II dal 1554 al 1577". Antonio Rimoldi è uno studioso, collezionista e commerciante numismatico specializzato nella variegata monetazione milanese. Al suo attivo diverse pubblicazioni, sia di carattere scientifico che divulgativo, questa sua ultima pubblicazione è il prosieguo della collana di monografie, il primo volume dedicato alle monete milanesi di Carlo V, dedicata alla monetazione milanese nel periodo spagnolo. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati nei primi giorni di gennaio.
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  14. Buongiorno, apro questa discussione per spirito nostalgico. Ieri mi è venuto in mente che la primissima moneta che ho mai collezionato era una monetina uscita da un fumetto della Disney nel 1987, in Brasile. Era in plastica e sarebbe stata la mitica "numero uno" di zio Paperone. Sto facendo un paio di ricerche e aggiungerò qui sotto man mano, come se fosse un blog tutte le monete edite dalla Disney o comunque legate a personaggi Disney che riuscirò a rintracciare. Ovviamente a questo gioco siete tutti liberi di partecipare. Intanto però, in base alla epica disneyana, Zio Paperone è nato a Glasgow, nel 1867. Secondo la genealogia del fumettista Don Rosa, nel giorno del suo decimo compleanno, il padre Fergus McDuck gli regala un kit da lustrascarpe e il piccolo zio Paperone prova a guadagnarsi qualche spicciolo. Il primo cliente è un burbero scavafossi di nome Burt, che gli rifila 10 cents americani. Una vera fregatura dal momento che quella moneta non sarebbe stata spendibile in Scozia. Zio Paperone, promette a se stesso che d'allora in avanti sarebbe stato più furbo dei furbi e più duro dei duri e fa di quella monetina (1 dime) un amuleto che gli porterà una fortuna incredibile nel corso degli anni. Ecco, come molti di voi già sapranno, quella monetina dovrebbe essere questa... che sarà l'unica moneta vera che posterò in questa discussione Invece la mia prima "numero uno" è questa qua sotto. Pubblicata nel fumetto "Tio Patinhas" nel 1987 era in plastica e con un diametro di 25,5mm. Ovviamente la mia l'ho persa. Ma forse vedrò di cercare di rintracciare qualche esemplare ancora esistente...
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  15. Fiera d'ELLE va NTE = fiera del Levante. Buonanotte!
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  16. Ok grazie mille! Perciò la conferenza si terrà il 13 dalle 21 alle 22. Grazie ancora Questo è il sito che bisogna aprire , corretto?
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  17. La tariffa anche se non abbiamo data dovrebbe essere corretta per una cartolina illustrata per l' interno, e' probabile che la cartolina abbia saltato l' annullo.. e il portalettere (che era autorizzato) abbia annullato prima della consegna con lapis, .. oppure annullato all' ufficio postale.. generalmente questi lapis o crayon blu o rossi erano in dotazione agli uffici postali. L' annullo comunque è postale sia nell' uno o nell'altro caso. Notate come in quegli anni queste cose succedevano raramente, al tempo la posta si annullava pena sanzioni gravi al dipendente postale. Non come oggi.
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  18. Ciao @Ajax Caracalla per Antiochia in Pisidia https://www.acsearch.info/search.html?id=6134691
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  19. Ciao @Ale75, in mano purtroppo non si vede nulla di più! Bravissimo! Grazie! Questa non mi era ancora capitata, new entry! 😁 Devo dire che, nonostante sia messa maluccio, si intuisce un bellissimo ritratto
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  20. Posto una foto di una mia piastra del 1796 che possiedo da molti anni. Secondo voi è un falso d'epoca?
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  21. Grazie mille per l'aiuto, ero già abbastanza convinto che non fosse autentica ma sempre meglio essere sicuri. Buona giornata.
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  22. Presentazione e consegna libro/catalogo prodotto da Quelli del Cordusio, autore Giancarlo Alteri, sulle monete al tempo di Gesù. Visita successivamente alle Mostre delle esposizioni con le monete al tempo di Gesù, quella sulla zecca di Milano e quella delle zecche italiche nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana.
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  23. AbbonateVi, datemi retta, Vi conviene e Vi converrà odjob
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  24. La Zecca fa controlli a campione, non controlla moneta per moneta. I costi di un controllo di qualità al 100% sarebbero sporporzionati rispetto ai benefici. L'affermazione del Gigante è smentita dai fatti, almeno dal punto di vista "economico". Gli errori di coniazione hanno un mercato e un interesse collezionistico. Lo dimostrano le numerose aste numismatiche e i commercianti che propongono errori che realizzano anche prezzi elevati, molto più elevati della stessa moneta senza errori. Ad esempio, una 500 lire 1987 senza errori vale forse 1 euro e non se la filerebbe nessuno, una 500 lire 1987 coniata sulla sola corona e ipotizzando che l'errore sia genuino viene venduta sui 100 euro (100 volte tanto) e crea interesse e curiosità, lo dimostra anche questo post. Il valore di qualsiasi moneta è dato dal valore del metallo contenuto + il valore numismatico. Il valore del metallo contenuto è oggettivo, mentre il valore numismatico è soggettivo. Ci sono collezionisti che collezionano errori e riconoscono un valore numismatico agli stessi, ciò è un dato di fatto, non un'opinione. Errori erano presenti anche in collezioni prestigiose come la collezione Rocca o la collezione Reale.
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  25. Qui si pone l' amletico "essere o non essere", .. Abbiamo due scenari, che la cartolina non fu inviata.. o che inviata non fu annullata. Per noi essendoci un Francobollo da 15 c dell' Imperiale ha comunque un interesse filatelico e per curiosità andiamo ad approfondire questo pezzetto di storia postale. L' unica data di riferimento è quella dello scritto che sembrerebbe essere ?.7.43 XXI a.e.f. E' in tariffa con il 15c verde grigio dell' Imperiale per l' invio di cartolina postale diretta a militari. La posta militare N.15 fu assegnata al XV Corpo D'armata come ben si legge sull'indirizzo e nel luglio del 43 era dislocata a San Giuseppe di Cairo (Savona). Questo è tutto quello che la cartolina ci puo' dire. Guardando le condizioni della cartolina l' istinto mi dice che non ha viaggiato.
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  26. Ho terminato la lettura ed ho trovato la solita precisione e dettaglio dei lavori di Antonio. Quello che più mi è piaciuto è l'ordine cronologico di presentazione delle monete, solitamente vengono presentate dal nominale più alto a quello più basso, e lo studio per il riconoscimento tra Soldi e Reali. Martedì 13 gennaio ore 20:45 al CCNM di Milano ci sarà la presentazione del libro quindi occasione migliore per poter anche parlare con l'autore.
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  27. La domanda è bella, ma la risposta è pressochè impossibile purtroppo
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  28. Grazie @xmabi2. Per persone come me è veramente importante un thread come questo per approfondire argomenti ed essere informato delle novità per le quali, onestamente, non riesco sempre ad aggiornarmi adeguatamente. Con la speranza di una atmosfera più serena, saluto tutti.
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  29. Grazie, non credo sia lei. Ci ha azzeccato @Ale75 quindi non è un Quadrante anche perchè sul bue ci sono delle lettere, inoltre il peso combacia con quello del AE15 di Antonino Pio. Comunque siete bravi tutti Commosso, vi ringrazio
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  30. Ciao, premesso che l'identificazione visto lo stato del quadrante risulta molto difficile, ci proviamo 🙂. Riesci a vedere @odjob se ci sono lettere ( a me sembra di intravedere almeno una C finale) in esergo sotto la figura che per struttura a me sembra un elefante ? In caso affermativo potrebbe trattarsi di un esemplare dell'imperatore Adriano simile a quello che ti posto.
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  31. Stai continuando a mostrare le solite immagini delle monete altrui. Mostra i tuoi esemplari se vuoi dare un contributo serio a questa discussione. Altrimenti ti stai solo arroccando sulla tua posizione.
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  32. Non mettermi in bocca parole che non ho detto,ho semplicemente detto che non hai conoscenze sulla zecca di Napoli che è ben diverso,non puoi paragonare la N dei 3 grana con il simbolo sui tagli delle 2 lire,la N è afflitta da una rottura del punzone,non c' entra nulla con i simboli di cui stiamo discutendo... Per me sono due simboli diversi indipendentemente dal nome che vogliamo dargli ma insistere sul fatto che siano lo stesso simbolo non ha senso, almeno per me,poi ognuno è liberissimo di credere ciò che vuole ma le immagini parlano chiaro...
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  33. Sei stato molto utile. Chiaramente il simbolo è lo stesso. Semplicemente, le leggeri differenze morfologiche che si possono osservare derivano da un processo di coniazione che non si può pretendere essere così minuzioso, specialmente considerando i mezzi tecnici della zecca di Napoli dell'epoca (non stiamo parlando, ad esempio, di micro-differenze in un Rolex realizzato 20 anni fa). Altrimenti, dovremmo dire che anche queste lettere sono diverse, perché la N nel primo caso non è ben definita come nel secondo: Basterebbe poi ingrandire bene i dettagli delle immagini per notare come in entrambi i casi i petali sono rotondeggianti:
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  34. E' un dubbio che è venuto anche a me, per tre motivi: Il peso della medaglia in oggetto è identico a quella in argento postata da @nikita_, mentre normalmente, cambiando i metalli, i pesi cambiano di conseguenza (non sempre, è vero) Non si trovano molte medaglie in oro del genere, ma ne ho trovate diverse in argento dorato Il colore è strano, ma potrebbe essere un effetto della luce ambientale Per contro, nella terza immagine nella seconda riga il '900' visibile potrebbe essere effettivamente il titolo dell'oro nella medaglia A questo punto, servono maggiori dettagli da @Mrcream87
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  35. Ciao @Giov60, complimenti per questo tuo recente acquisto, davvero in straordinaria conservazione. Bellissima collezione di monete quella del "Possesso" di NAC 163, molte hanno raggiunto prezzi impossibili, però senz'altro si trattava di esemplari estremamente rari e altrettanto difficile sarà rivedere un assieme del genere nel breve. Ciao, RCAMIL.
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  36. Ahahah, questo è maledettamente vero, io stesso sono diventato molto più impaziente 😀
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  37. Ciao Luca. Mi fai un po' "tenerezza" nel senso buono intendo eh , sia chiaro. Perche' dimostri di avere passione e da un appassionato come me sentire queste cose e' una cosa molto bella, credimi. E te lo dico con il cuore da vero collezionista. Andiamo nello specifico pero', magari usando termini appropriati e non "rissosi" come ho letto sopra. Devi capire che se tutti ragionassero come te loro sarebbero sempre incasinati e si troverebbero sul serio a farti da "banca" piuttosto che a fare soldi con i pori disgraziati che hanno un vizio bruttissimo come il gioco. Quindi ci sta che ti abbiamo un pochino "cazziato", il fatto tu abbia giocato 2 euro su 5 kg di monete oggettivamente non puo' far loro cambiare idea,penso sia logica la cosa. Devi pensare che cio' che tu vedi come un meraviglioso mondo(il collezionismo) loro lo vedono come guadagno e i giocatori come vizio. Io sai cosa farei? Magari massimo un paio di volte al mese ci tornerei magari con 3-4 amici e giocherei un 5 euro ciascuno, ovviamente considerando sempre che a quei giochi si perde sempre non appena si inserisce la monetina perché chi ci guadagna sempre e solo e' unicamente lo Stato. Li cambi, li controlli e quelli che non ti occorrono(magari come dicevo prima 4/5 euro a amico) li rigiochi. Gli altri magari non li ricambiare li, senno' si capisce che li usi come un "cambiamonete". Li vai a cambiare in qualsiasi tabacchino che sara' ben contento di prendere gli spiccioli, fidati. Tutto cio' te lo dico semplicemente perche' negli anni 2005 e almeno fino al 2007/2008 lo facevo anche io😂 Era ormai quasi 20 anni fa e il mondo e' molto peggiorato, la gente si incazza dalla mattina alla sera, prima era un po' piu' calma🤣 E come ti ha detto il mio amico Art " figliuolo non esagerare dai"😁 Infine , nonostante l'uso "sbagliato" i soldi te li dovranno restituire per forza. Altrimenti è' appropriazione indebita e e' un reato. I soldi assolutamente vanno restituiti, poi nel caso possono non farti piu' entrare, ma i soldi te li devono ridare per forza
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  38. Buonasera. Al netto di un possibile abbaglio del perito,vado alla base dell' errore chiedendo,da ignorante e/o da ingenuo: non ci dovrebbero essere delle macchine che controllano la qualità e la conformità delle monete,prima di metterle in circolazione o in un rotolino? Questa a rigore di logica non è una moneta,non essendo conforme e completa. Quindi andava scartata prima di uscire dalla zecca. Anzi, dirò di più,il catalogo Gigante li definisce "scarti di produzione, senza il minimo interesse storico, artistico, economico e quindi numismatico" Giudizio sui cui sono d' accordo. È un po' come se andassi a comprare un'auto e la volessi pagare di più se me la danno senza cofano. Poi per carità, ognuno è libero di impiegar i propri quattrini nell' acquisto di ciò che vuole...
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  39. Probabilmente è più rara di quella autentica...
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  40. @Bonaparte_Danilo, se è di tuo interesse, leggi direttamente il pdf che ho inserito al post #52: è organizzato meglio dell'intera discussione pur avendone gli stessi contenuti
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  41. Queste hanno lo stesso indirizzo della tua e aquila.
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  42. Invasione tedesca di Jersey giugno/luglio 1940, fu l'unica parte del territorio britannico occupata durante la Seconda Guerra Mondiale, occupazione che duro' fino al 9 maggio 1945. La busta e' una FDC dei due francobolli emessi precisamente il 29 giugno 1943, 2½d Blu: raffigurante il castello di Mont Orgueil, 3d viola: raffigura la raccolta delle alghe. L' isola durante l' occupazione fu trovata sprovvista di francobolli, pertanto furono approntate nuove emissioni con valore in vecchi penny inglesi, i francobolli furono stampati nella Francia occupata presso la tipografia Imprimerie Des Timbres-Poste di Parigi, disegnati dall'artista localel Edmund Blampied. Blampied inserì sottili simboli di resistenza nei suoi disegni come le iniziali "GR" (per George Rex) che furono nascoste nella voluta del disegno del francobollo. Ho paragonato gli annulli e credo proprio che la busta sia autentica.. non rara ma di valore.
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  43. Chissà perchè a volte ritornano... E' stato ripetuto molte volte che questo aspetto della T è dovuto ad una frattura di conio, ma l'errore di interpretazione persiste tra i collezionisti. Probabilmente è un passa-parola che rieccheggia ancora nei cataloghi e riverbera il vecchio fraintendimento (o forse è la necessità di creare varianti rare e dispendiose a tutti i costi). Ricordo che anche tra i 10 cent. 1811 (emessi solo dalla zecca di Milano) esiste una pseudo-variante IMPERAPORE (analogamente dovuta ad una frattura di conio), mentre una parola simile (IMPERARORE) nei 5 soldi 1814 M, è un vero errore di lettering (una R al posto di T).
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  44. A pochi giorni dalla conferenza, per chi non potrà essere presente di persona, comunichiamo i link da utilizzare per seguire la conferenza anche da remoto utilizzando google meet: CCNM - Conferenza 13 gennaio Antonio Rimoldi 1 Martedì, 13 gennaio · 9:00 - 10:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/qmx-wsxs-tpz CCNM - Conferenza 13 gennaio Antonio Rimoldi 2 Martedì, 13 gennaio · 10:00 - 11:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/whd-trgc-juq
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  45. Ciao Vietmimin! È sempre un piacere leggerti, ho dimenticato di specificare " imho " , ovvero per mia opinione personale ( e di molti altri) , poiché sebbene sia vero che ci sono stati periodi in cui zecche barbariche locali hanno creato monete anche col metodo della fusione ( durante il periodo di Postumo in primis ) , è stato sempre fatto su monete in metallo vile, mai su monete d'oro, inoltre aggiungo che la moneta si discosta dalle produzioni ufficiali per ogni cosa: 1) per lo stile , al dritto abbiamo un imperatore con corona radiata, non esistono altri casi del genere su aurei , al rovescio abbiamo una raffigurazione utilizzata su un vecchio denario repubblicano , a che pro' ? 2) per il peso, avendo corona radiata dovrebbe pesare quanto due aurei, e non è così , e con l oro gli antichi sono stati sempre attenti al peso , a differenza degli altri metalli.. 3) per la tecnica, fusione , mai vista su monete romane d'oro.. Aggiungo che anche le condizioni di ritrovamento, a fine '700, sono state effettuate senza testimoni e le monete sono state vendute dagli scopritori ad un signorotto locale ( se non ricordo male) che collezionava monete antiche, questa storia non vi puzza ? Non vi sembra un caso di frode su commissione? Un certo Sponsiano viene citato su una lapide marmorea , rinvenuta in un altro contesto, ovviamente non è descritto come usurpatore o regnante , quindi si sa per certo che esisteva tra quelle popolazioni questo nome , ma questo non dirime la questione.. Il fatto che tu lasci una possibilità aperta mi porta a ricredermi , visto le tue conoscenze numismatiche di gran lunga superiori alle mie, imparagonabili direi, e la stima nei tuoi confronti è sempre ai massimi livelli, a questo punto mi piacerebbe sentire anche la tua opinione, quando puoi..
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  46. Buon anno agli amici del CCNM e del Forum! L'evento si avvicina... Ecco un paio di tipologie che verranno trattate durante la conferenza Il rovescio del mezzo scudo del 1562 venne ripreso in una medaglia fatta coniare proprio dal CCNM, medaglia che attualmente è il logo del sodalizio!
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  47. Buon pomeriggio a tutti e auguri di buone feste. Vorrei mostrarvi due monete che mi sono state regalate per Natale che, secondo me, sono davvero affascinanti sia per conservazione sia per tema rappresentato. La prima è un denario di Elagabalo con al rovescio la rappresentazione della Vittoria alata e la dicitura VICTOR ANTONINI AUG. Potrebbe trattarsi di un’abile mossa propagandistica dopo la battaglia di Antiochia del 218, quando il predecessore Macrino venne sconfitto (e poco dopo assassinato). Mostrare il nuovo imperatore come vittorioso poteva essere un ottimo punto di inizio per un regno che in realtà si rivelò breve come quasi tutti quelli dell'imminente crisi del III secolo e segnato dalle controversie causate da Elagabalo stesso. La moneta potrebbe essere stata coniata proprio per commemorare la vittoria sul nemico Macrino e quindi essere una delle primissime di Elagabalo appena salito al trono. La conservazione mi piace molto: si riescono a vedere distintamente le piume delle ali della Vittoria, la tunica gonfiata dal vento, la corona e le foglie del ramo di palma. Cosa ne pensate? Un cordiale saluto Regium
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  48. Che ne pensate ragazzi? Certo la conservazione non è un gran che.
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  49. E se fosse stato tolto? 1987? Da cosa si evince una volta che manca la parte centrale? Giusto per imparare perchè non ne capisco molto di questi cerchi.
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