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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/10/26 in tutte le aree

  1. Salve, segnalo : La monetazione dei Reali Presìdi di Toscana Riccardo Martina La prima parte del libro tratta, in maniera decisamente approfondita, il contesto storico, che va dalla nascita dell’enclave spagnola nel XVI secolo, fino a Ferdinando IV di Borbone. Le singole emissioni, trattate in modo capillare, vengono suddivise per anno, entrando nello specifico di ogni specifica coniazione. 148 pagine a colori, formato foglio A5 € 40
    5 punti
  2. Esatto, era un articolo del novembre 2011, grazie per la citazione ! Allego il pdf per chi lo volesse rileggere 😉. Il mezzo grosso era il mio, qui in versione "a colori" (quel numero di Panorama Numismatico fu l'ultimo pubblicato con foto in B/N, peccato) : Ciao, RCAMIL. Articolo pubblicato PANORAMA NUMISMATICO con copertina.pdf
    3 punti
  3. Buon pomeriggio. Continuo le mie incursioni nel viceregno caro amico @Litra68 aggiungendo un cavallo e cambiando regnante con questo 3 cavalli per Filippo IV GAC Che vi pare?
    3 punti
  4. C’è anche da considerare che ad Oggi possono esserci dei conii o combinazioni di tali non censite.
    2 punti
  5. I am not sure it is barbarous either so sorry if I am causing doubt. But I copy the 7 of 415 - 422 of Boehringer and some additional modern examples of the sub-series that are not in Boehringer, and the 2nd tentacles is always curved like an S. In general the curves of the octopus tentacles are pretty consistent between die. Additionally, some barbarous ones are shown with incorrect tentacle positioning. L1 = https://www.acsearch.info/search.html?id=11755593 L2 = https://www.acsearch.info/search.html?id=13088111 L3 = https://www.acsearch.info/search.html?id=13178388 It could be an official issue still, I don't know why Boehringer calls them barbarous. But the 2nd tentacle positioning is not like the ones recorded by Boehringer. However Boehringer doesn't illustrate all the litra of course. He states "Alle Litrenstempel abzubilden wäre zu ermüdend, darum ist nur eine Auswahl gegeben."
    2 punti
  6. Pubblicazione originale: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0333440 Multidisciplinary study of human remains from the 3rd century mass grave in the Roman city of Mursa, Croatia Abstract During excavations in 2011, a peculiar archaeological feature representing a mass grave with seven completely preserved skeletons was discovered at the site of the Roman period city of Mursa (modern-day Osijek, Croatia). The archaeological context and direct radiocarbon dating indicate that the bodies were interred during the mid-3rd century CE. Bioarchaeological analysis shows that all seven individuals are adult males exhibiting numerous pathological lesions (e.g., enthesopathies, injuries). Carbon and nitrogen stable isotopes analysis indicates they had a mixed C3/C4-based vegetal diet with limited amounts of terrestrial animal protein and a very limited marine protein consumption. Ancient DNA analysis shows that individuals from the Mursa mass grave had a heterogenous ancestry. None of them show genetic continuity with the preceding local Early Iron Age population. The presented multidisciplinary analyses of the Mursa mass grave strongly suggest that the studied individuals were Roman soldiers, victims of a catastrophic event occurring as the result of the ‘Crisis of the Third Century’, most probably the battle of Mursa from 260 CE. I resti di sette soldati romani rinvenuti in un pozzo rivelano che potrebbero essere stati vittime della sanguinosa battaglia di Mursa Una ricerca multidisciplinare ha portato alla luce una fossa comune del III secolo contenente scheletri di legionari romani a Osijek, antica città di Mursa, nel pieno della crisi dell'impero romano del III secolo Gli archeologi hanno scoperto una fossa comune di soldati romani nascosta all'interno di un antico pozzo in Croazia. PLoS One (2025) Nel 2011, durante i lavori di costruzione di una biblioteca universitaria, gli archeologi hanno scoperto una fossa comune con sette scheletri in un antico pozzo a Osijek, in Croazia (l'antica città romana di Mursa). Ora, 1.700 anni dopo, in quella che nell'antichità era la prospera Mursa romana, è stata portata alla luce la possibile storia di questi sette soldati romani che furono gettati senza alcuna cerimonia in un pozzo d'acqua. Grazie a uno studio meticoloso pubblicato sulla rivista PLOS ONE, tutto sembra indicare che si tratta di soldati romani caduti nella battaglia di Mursa nel 260 d.C., uno degli episodi più oscuri e sanguinosi della cosiddetta crisi del III secolo nell'era dell'Impero romano. Una scoperta inaspettata sotto le fondamenta di un'università L'antico pozzo romano, catalogato come SU 233/234, ha un diametro di circa due metri e una profondità di tre. Oltre a rappresentare una reliquia millenaria, ciò che i ricercatori non si aspettavano di trovare era una fossa comune perfettamente conservata con sette scheletri umani completi, ammucchiati uno sopra l'altro, in diverse posizioni. Alcuni dei corpi giacevano a testa in giù, altri di lato, ma era evidente che tutti erano stati gettati nella cavità in fretta e senza alcun tipo di sepoltura rituale. Chi erano questi uomini? La scienza al servizio del passato Il team guidato dal bioarcheologo Mario Novak, dell'Istituto di Ricerca Antropologica di Zagabria (Croazia), ha utilizzato una vasta gamma di tecniche moderne per scoprire chi fossero i defunti del pozzo. In primo luogo, la datazione al radiocarbonio ha determinato che i corpi furono depositati tra il 240 e il 340 d.C., in coincidenza con il periodo più critico dell'Impero romano: la crisi del III secolo. Non c'erano oggetti intorno a loro tranne una moneta abbandonata, coniata nel 251 sotto l'imperatore Ostiliano (figlio minore dell'imperatore Traiano), il che ha rafforzato la datazione degli scienziati. La posizione esatta del pozzo SU 233/234 durante lo scavo (segnata con un cerchio rosso). PLoS One (2025) Successivamente, le analisi degli isotopi stabili di carbonio e azoto estratti dal collagene delle costole dei resti hanno dimostrato che gli individui avevano seguito una dieta ricca di cereali come il grano e il miglio, con scarsa carne e praticamente nessun pesce. Questa alimentazione è coerente con quanto si sa delle razioni militari romane, in cui la dieta era composta principalmente da cereali come avena, grano e orzo (con un apporto calorico giornaliero di circa tremila calorie), il che indicava già un'identità comune: erano soldati dell'esercito. Perché gettarli nel pozzo? I sette scheletri erano tutti di uomini adulti; quattro di loro giovani (tra i 18 e i 35 anni secondo le stime) e tre di mezza età (tra i 36 e i 50 anni). Con un'altezza media di 1,72 metri (superiore alla media dell'epoca) e una corporatura robusta, le loro ossa presentavano segni di forte usura muscolare, fratture guarite e lesioni alla colonna vertebrale compatibili con anni di allenamento fisico e una vita militare intensa, come ci si aspetterebbe da un legionario romano. Ma la cosa più sorprendente erano le ferite perimortem, cioè quelle subite poco prima della morte. Uno degli uomini, identificato come SK 4, presentava una perforazione completa dello sterno, probabilmente causata da una lancia o da una freccia; un incisivo centrale rotto e un taglio profondo all'omero sinistro, forse causato da una spatha, la spada lunga dei cavalieri romani. Un altro presentava una ferita da taglio all'anca destra, probabilmente ricevuta alle spalle. Il pozzo SU 233/234 durante diverse fasi di scavo, che mostra la posizione degli scheletri. PLoS One (2025) «Le analisi multidisciplinari presentate sulla fossa comune di Mursa suggeriscono con certezza che gli individui studiati erano soldati romani, vittime di un evento catastrofico verificatosi a seguito della ‘crisi del III secolo’, molto probabilmente la battaglia di Mursa del 260 d.C.», spiegano i ricercatori nel loro studio. Inoltre, uno strato di osso nuovo suggeriva che i sette individui avessero probabilmente sofferto di un'infezione delle vie respiratorie inferiori poco prima di morire. «La presenza di una nuova formazione ossea periostica in quella zona dello scheletro è stata utilizzata come prova di malattia delle vie respiratorie inferiori nel registro archeologico», hanno osservato gli esperti. Un esercito multiculturale Una delle scoperte più affascinanti dello studio è stata l'analisi del DNA antico in quattro dei sette individui. I risultati hanno rivelato una grande diversità genetica; ad esempio, uno dei soldati aveva origini mediterranee orientali, un altro nord europee, un altro orientali e un altro ancora centro europee. Tutte queste informazioni confermano ciò che già sapevamo da fonti scritte: che l'esercito romano reclutava soldati da ogni angolo dell'Impero e anche da oltre, compresi i galli e i sassoni. La battaglia di Mursa Gli archeologi collocano questo ritrovamento nel contesto della battaglia di Mursa, combattuta nel 260 d.C. tra l'imperatore Galieno (che mantenne in vita l'impero nel suo periodo più buio) e l'usurpatore Ingenuo, che tentò di strappargli il trono in un momento di grande instabilità politica. Secondo gli storici classici, Galieno non mostrò alcuna clemenza verso i vinti e molti dei soldati furono giustiziati o abbandonati senza sepoltura. Il pozzo di Osijek potrebbe essere una di quelle fosse di punizione. Secondo gli esperti, tutto quadra. https://www.storicang.it/a/i-resti-di-sette-soldati-romani-rinvenuti-in-pozzo-rivelano-che-potrebbero-essere-stati-vittime-della-sanguinosa-battaglia-di-mursa_17645 https://www.stilearte.it/sette-soldati-romani-uccisi-e-gettati-in-un-pozzo-chi-erano-da-dove-venivano-cosa-accadde-in-quelle-ore-gli-archeologi-risolvono-il-cold-case-ecco-coshanno-scoperto/#google_vignette Sette soldati romani uccisi e gettati in un pozzo. Chi erano, da dove venivano, cosa accadde in quelle ore? Gli archeologi risolvono il cold case. Ecco cos’hanno scoperto Quando gli archeologi hanno aperto per la prima volta il pozzo romano identificato con la sigla SU 233/234 nella città croata di Osijek, quel che si sono trovati davanti era qualcosa di inaspettato: sette scheletri completi, uomini morti quasi 1.700 anni fa, silenziosi testimoni di un’epoca di caos e guerra. La loro scoperta, riportata in uno studio pubblicato ora su PLOS ONE (Novak et al., 2025), permette di vedere le conseguenza della crisi del terzo secolo d.C., un periodo in cui l’Impero Romano visse cinquant’anni di instabilità politica, guerre civili e invasioni straniere. Gli scavi del 2011 nell’antica Mursa, l’odierna Osijek, hanno permesso di recuperare scheletri che non erano semplici resti abbandonati: ogni osso raccontava una storia di vita militare, fatica fisica e violenza. La datazione al radiocarbonio li colloca tra il 240 e il 340 d.C., in coincidenza con episodi bellici documentati dalle fonti storiche, tra cui lo scontro tra l’imperatore Gallieno e l’usurpatore Ingenuo intorno al 260 d.C. “Tutto fa pensare a un singolo evento catastrofico”, spiega il dott. Mario Novak, principale autore dello studio. Gli uomini sembrano essere stati gettati nel pozzo subito dopo la morte, come testimoniano la disposizione articolata degli scheletri uno sopra l’altro e la moneta dell’imperatore Ostiliano datata 251 d.C. rinvenuta sul fondo. Ai tempi dell’Impero Romano, l’odierna Osijek, situata nell’est della Croazia, era conosciuta come Mursa. Fondata nel I secolo d.C., Mursa divenne una colonia romana sotto l’imperatore Adriano nel 133 d.C., assumendo il nome di Aelia Mursa. La città si trovava in Pannonia Inferiore, vicino alla confluenza dei fiumi Drava e Danubio, e fungeva da importante centro commerciale e militare. Mursa è celebre, appunto, per due significative battaglie che vi ebbero luogo. La prima, combattuta intorno al 260 d.C., – ed è il nostro caso – vide l’imperatore Gallieno affrontare l’usurpatore Ingenuo. Nonostante la scarsità di dettagli storici, si sa che Gallieno ottenne una vittoria decisiva, consolidando la sua posizione imperiale. La seconda, la Battaglia di Mursa Major del 351 d.C., fu combattuta tra l’imperatore Costanzo II e l’usurpatore Magnenzio. Questa battaglia è considerata una delle più sanguinose della storia romana, con gravi perdite da entrambe le parti, ma con una vittoria strategica per Costanzo II. Oggi, il sito archeologico di Mursa a Osijek offre una testimonianza tangibile del passato romano della regione, con resti di mura cittadine, strutture militari e reperti che raccontano la storia di questa importante città dell’antichità. L’analisi bioarcheologica mostra che tutti e sette erano maschi adulti, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, con un’altezza media di 172,5 cm, superiore alla media dei civili dell’epoca. Le loro ossa rivelano anni di combattimenti e sforzo fisico: fratture guarite, segni di stress muscolare e danni alla colonna vertebrale compatibili con addestramento e vita militare. Alcuni scheletri presentavano traumi da combattimento evidenti: ferite da punta, tagli da spada e colpi contundenti, confermando che la loro fine non fu accidentale: morirono per mano nemica. L’intera fossa sembra quindi il risultato di un singolo evento catastrofico, probabilmente un epico scontro di Mursa nel 260 d.C., durante il quale il caos militare e politico della crisi del terzo secolo raggiunse il suo culmine. Cerchiata di rosso, la posizione esatta del pozzo SU 233/234. @ Crediti: PLoS One (2025) Per comprendere meglio le loro vite, gli studiosi hanno estratto il collagene dalle costole e analizzato gli isotopi di carbonio, azoto, stronzio e ossigeno. Questi dati rivelano non solo cosa mangiavano, ma anche da dove provenivano. La dieta era prevalentemente vegetale, dominata da cereali come grano e miglio, con quantità limitate di carne e quasi nessun pesce, coerente con le razioni ufficiali dei legionari romani. I segnali di stronzio e ossigeno indicano che alcuni dei soldati erano originari di regioni lontane: dal Mediterraneo orientale fino alle steppe pontico-caspiche, a conferma di una mobilità straordinaria dei soldati dell’Impero Romano. L’analisi del DNA antico ha completato il quadro: quattro scheletri hanno restituito materiale sufficiente per il sequenziamento, mostrando una diversità genetica notevole. Alcuni portavano lignaggi tipici dell’Europa settentrionale, altri della Grecia o delle coste dell’Asia Minore, altri ancora delle steppe eurasiatiche. Questi uomini erano parte di un esercito cosmopolita, reclutato in base alle esigenze militari dell’Impero, e la loro presenza insieme, caduti nello stesso scontro, testimonia la capacità romana di unire individui di provenienze lontanissime in un’unica unità combattente. La fossa comune di Mursa diventa così un microcosmo dell’Impero Romano: multiculturale, militarizzato, fragile sotto il peso delle proprie ambizioni. Ogni scheletro racconta anni di addestramento, di viaggi, di guerre e di sforzi fisici. Le ferite sulle ossa parlano di battaglie e sofferenze, mentre il DNA e gli isotopi tracciano storie di origini lontane, mobilità e adattamento. In questa prospettiva, il pozzo dimenticato non è solo un deposito di corpi, ma un archivio di esperienze, connessioni e vite interrotte da un singolo evento catastrofico. La deposizione rapida dei corpi, senza rituali funerari, suggerisce un trattamento brutale dei caduti, coerente con resoconti frammentari di guerra civile e invasioni barbariche. L’integrazione di archeologia, genetica e analisi isotopica restituisce a questi soldati una biografia precisa e concreta, trasformando un pozzo dimenticato in una finestra vivida sul cuore pulsante di un Impero in crisi. Come conclude lo studio, “L’analisi multidisciplinare della fossa comune di Mursa rivela il costo umano dei tumulti di Roma del terzo secolo, conservato per millenni nel silenzio di un pozzo”. Riferimento bibliografico: Novak M, Yavuz OE, Carić M, Filipović S, Posth C (2025) Studio multidisciplinare dei resti umani provenienti dalla fossa comune del III secolo nella città romana di Mursa, Croazia. PLoS One 20(10): e0333440. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0333440
    2 punti
  7. Consiglio spassionato per martedì sera quello di seguire in presenza la conferenza...questa è una parte delle monete che si potranno guardare.
    2 punti
  8. Beh, in questo caso non è necessario visto che parliamo di una moneta ben definita e senza valore in qualunque condizione.
    1 punto
  9. 100% Boehringer comments (translated) "To depict all the litra stamps would be too tedious, therefore only a selection is given.". Sebastiano Maltese in 2025 https://unive.academia.edu/SebastianoMaltese writes as well "For Syracuse alone, the database currently records 3,098 coins belonging to the series studied by Boehringer in 1929. This represents a significant expansion from the 1,534 specimens documented nearly a century ago, revealing 24 new die links among tetradrachms—some connecting previously distinct sequences—as well as 82 newly identified series of litrai." There are a lot more litra dies unrecorded. However, even of the additional 3 dies not in Boehringer I linked follow the same tentacle curve arrangement. All of the tentacles have the same amount of curves in the same orientation. I can find more examples on acsearch as well that follow the same arrangement. If the vast majority of them follow the arrangement, are those the ones that don't barbarous? Again we don't know as Boehringer doesn't comment as to why he considers the barbarous ones barbarous. But the barbarous ones do have different tentacle orientations. Already 11 reverse dies / octopus (415-422 from Boeheringer + the 3 modern I showed now) have the same tentacle orientations / number of curves for all tentacles. If the vast majority follow the orientation it seems that the engravers of Syracuse were particular in copying the exact orientation of tentacles. I have not done a die study myself, but I have looked at the majority of octopus litra on acsearch online at some point, and in my opinion a lot follow the same orientation though I don't have a count of dies. But also apart from the tentacle positioning, what are other peoples thoughts on the R glyph, and maybe style of Arethusa head? This disconnected leg from the top triangle of the R glyph also stood out a bit.
    1 punto
  10. Leggere in questi giorni di festa il nuovo libro dell’amico Gerardo Vendemia e’ stato un piacere e anche motivo di più riflessioni con il quale mi sono trovato in sintonia e d’accordo. Gerardo Vendemia racconta, da grande esperto come e’, tecnicamente la storia di banconote importanti o rappresentative, ma abbina sempre a loro un ricordo, o personale o sociale, creando quel legame che c’è tra un pezzo di storia e la vita. E’ una narrazione piacevole e che scorre, tra racconti personali e sociali, sull’importanza di essere collezionisti, sulle passioni che si creano, sui giovani e sulle radici fondamentali dei rapporti personali con clienti, appassionati o cultori. L’importanza del pezzo tra le mani ma anche del rapporto umano che e’ sempre necessario. Racconta che la passione diventa per lui anche lavoro, ma anche comunicazione e divulgazione delle conoscenze per gli altri. Collezionare vuol dire conoscere il passato ma anche fare un ponte sul futuro da cui il titolo “ Collezionare il futuro ‘. I miei più vivi complimenti all’autore per questo libro che consiglio di leggere a tutti anche per crearsi spunti di riflessione personali e poi per gli amanti della cartamoneta direi che e’ un obbligo.
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  11. Divago un (bel) po', ma perchè credo che fa la differenza se puoi permetterti o meno dei legali di un certo livello. Qualche annetto fa, rimasi molto colpito dallo spiegamento di forze impiegato per una piantagione di marijuana nascosta tra una piccola coltivazione di fagioli. C’è chi dice che sequestrarono una quarantina di piante, chi una sessantina. Il proprietario del terreno, un allevatore di capre, era via con gli animali e ritornò solamente la settimana successiva. Non avendo il telefono, chiese a una signora che abitava lì vicino, di poter fare una telefonata. Indovinate chi chiamo? I carabinieri. 😄 Dopo aver detto il suo nome e cognome, proferì queste parole: "Dite al comandante Cucuzzolo che si è dimenticato 3 piantine. Che passi a prendere anche quelle". “Cucuzzolo” non era il cognome corretto, ma semplicemente storpiato perché manco sapeva con precisione quale fosse. 😂😂 Il giorno successivo, l’allevatore fu prelevato e portato direttamente in carcere. Ove rimase per un bel po’… L’avvocato d’ufficio, diciamo che si disinteressò... Non fece leva sul fatto che il suo cliente fino a quel momento aeva avuto sempre la fedina penale pulita, che non c'erano altre persone a seguire i suoi animali, eccetera. Alcune capre scapparono, altre sparirono, altre morirono di stenti. Un bel quadretto, rispetto a quanto in oggetto...
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  12. Nel 1887,Il numero 34 di Victoria Street a Derby era la sede commerciale di James Moore , un importante gioielliere e orologiaio.
    1 punto
  13. avvocato che perora à V V oca, T oche ? Per ora ! Buona serata a tutti ! Non so se già postato
    1 punto
  14. guardandola con calma confermo caporal maggiore, quindi avente diritto alla riduzione, per il resto solo i diretti interessati possono sapere, un cordiale saluto
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  15. Buonasera, ultimamente vedo pochi miciotti da ste parti... Stasera provvedo io con la foto di una miciotta. Non dirò il nome, ma metterò il soprannome, per tutelare la sua privacy 😄 "Sgranocciola", ha indicativamente sui 9 anni. E una Trovatella e soffre di Disfunzione Cognitiva Felina. Tra le altre cose, non di rado, si mette a fissare per ore il muro. Come nella foto allegata.
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  16. 1 punto
  17. Di nulla. Pensa che per curiosità sono andato a vedere il risultato dell'asta (aprile 2024): stima 100 €, realizzo 1400 €. Credo che li valga. apollonia
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  18. Buongiorno...si chiama cuprite la patina rossa...è chimica si, ma non dovuta a pulizie. P.s. le macchie verdi vanno tenute d'occhio certo e se sfarinano non è cosa buona, ma non è questo il caso. Solida malachite.
    1 punto
  19. Ciao, si è un Magliocca 134 o 135 a seconda se è un 1636 o 1638(peccato non poter stabilire la data)moneta con rarità R5... Giudicando da una foto credo che quel colore sia tipico delle monete pulite con prodotti chimici, sia al dritto che al rovescio ci sono residui di spessa patina malachite che probabilmente hanno tentato di tirare via,ad ore 6 del rovescio proprio in prossimità di una di queste tracce mi sembra di vedere un focolaio da cancro del bronzo,in tal caso andrebbe separata da altre monete in rame e trattata... Più precisamente qui...
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  20. Ti ringrazio @gennydbmoney per la disponibilità. La comunità del forum è fantastica. Un saluto Fabio
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  21. Salve, mi sembra un quattrino di Bologna "Bononia Docet"
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  22. Ciao @Ajax manca il dritto 😊
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  23. Il sito di Gerardo Vendemia con altre info https://www.gerardovendemia.com/collezionare-il-futuro/?fbclid=IwZnRzaAPPF51leHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEeyPYEARB4EGzfSSviOR_wTsL2Hv2TZ_ircXvpDXyNfA85hCo94g5a7UV75eQ_aem_bMGNFFlF3Skax3hodBXmog
    1 punto
  24. la moneta è quello che è, in mano a stento si distingue l'Imperatore che dovrebbe essere Traiano, come hai detto, ed al R/ la figura sembra essere quella del Quadrante da te postato. Grazie odjob
    1 punto
  25. Ok @odjob allora dai ponderali e dallo stato della moneta secondo me è questo quadrante di Traiano con la Aequitas. Ci sono anche delle varianti. Aspettiamo però pareri dagli esperti. https://www.acsearch.info/search.html?id=2141594 https://numismatics.org/ocre/id/ric.2.tr.706
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  26. Forse il francobollo non è neppure dell supporto originale, si vedono netti segni di ruggine nella dentellatura del francobollo e non nella cartolina e inoltre credo abbiano errato anche nella ratiffa di affrancatura, il destinatario come ufficiale non aveva diritto alla tariffa ridotta, pernso convenga pensarw che sia comunque arrivata a destino, trasportata a mano da qualche commilitone
    1 punto
  27. Buongiorno @odjob questa è tutt altra moneta, e a me sembra Traiano, potresti indicare peso e diametro?
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  28. Cibele: il mito Cibele era la Grande Madre, di uomini e Dei, quindi la prima fra gli Dei, la mai nata, l'eterna. Come tutte le Dee mediterranee e asiatiche era Vergine, ma nel senso antico. La vergine non era colei che si asteneva dall'accoppiamento, ma colei che non era sottoposta all'uomo, che non aveva marito. Infatti già tra i Romani la vergine nel senso odierno era chiamata "virgo intacta". Così la Dea partorì un figlio, Attis, addirittura senza il concorso del maschio. Questi crebbe e da adulto divenne il suo paredro, a lei sottoposto. Ma Cibele era un'amante gelosa, e quando Attis la tradì innamorandosi di una ninfa, per altri della figlia del re Mida, per vendetta lo fece impazzire sì che il Dio si evirò. Dal sangue caduto in terra nacquero delle viole. Cibele fece si che il corpo di Attis non imputridisse e che i capelli continuassero a crescere. Seppellì poi i genitali di Attis, che diventò così Dio della vegetazione, che ogni anno muore e resuscita. In un altro mito, forse successivo, Cibele amò il giovane Atys nei boschi della Frigia (oggi Turchia). Quando lui non resistette poi alla ninfa Songaride, Cibele lo fece impazzire; Atys si fece male e alla fine si gettò da una rupe. A quel punto Cibele lo salvò afferrandolo per i capelli: che si trasformarono in chioma, il suo corpo in tronco, e i suoi piedi toccarono la terra come radici formando il pino. https://www.romanoimpero.com/2010/03/il-culto-di-cibele.html apollonia
    1 punto
  29. Si è perfettamente leggibile ma è evidente che ha circolato abbastanza. I rilievi non sono ottima ma, come giustamente fai notare, ancora presenti. Per me resta un pezzo piacevole.
    1 punto
  30. In attesa di foto intere vedo che in ogni caso la combinazione alfanumerica non ha nulla d'interessante, pochi numeri quel 0404 ce ne volevano altri tipo: 04040404. Un dollaro Washington delle ultime generazioni vale qualcosa, anche se non in buono stato, con una stellina alla fine della numerazione tipo: O con una combinazione tra le più ambite, radar, consecutivi, poker, numeri bassi, sequenza ripetuta ecc.
    1 punto
  31. Buongiorno. Sono due giorni che rincorriamo post in cui utenti si affrontano in punta di fioretto per questioni che dal tecnico sfociano nel personale. Io, personalmente, non ho le competenze per dire chi abbia ragione ma finché i toni rimangono pagati i discorsi che fate sono interessanti per tutti. Ma diatribe su punti di vista differenti che sfociano sul personale risolvetele in MP, meglio ancora davanti ad una birra ma non, e ripetiamo, NON è corretto che l'ambiente del forum venga intossicato da battibecchi che si fossilizzano su posizioni non risolvibili. Non fateci prendere ulteriori provvedimenti. Grazie
    1 punto
  32. Grazie @xmabi2. Per persone come me è veramente importante un thread come questo per approfondire argomenti ed essere informato delle novità per le quali, onestamente, non riesco sempre ad aggiornarmi adeguatamente. Con la speranza di una atmosfera più serena, saluto tutti.
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  33. Mi sembra scritto in modo corretto,ma vedo che non è stato recepito...
    1 punto
  34. Non mettermi in bocca parole che non ho detto,ho semplicemente detto che non hai conoscenze sulla zecca di Napoli che è ben diverso,non puoi paragonare la N dei 3 grana con il simbolo sui tagli delle 2 lire,la N è afflitta da una rottura del punzone,non c' entra nulla con i simboli di cui stiamo discutendo... Per me sono due simboli diversi indipendentemente dal nome che vogliamo dargli ma insistere sul fatto che siano lo stesso simbolo non ha senso, almeno per me,poi ognuno è liberissimo di credere ciò che vuole ma le immagini parlano chiaro...
    1 punto
  35. Falso d'epoca , entrato in collezione, di una piastra del 1800 , peccato non sia quella autentica 😅
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  36. Aggiungo di questo interessante e non comune tipo dal principato crociato di Antiochia, un altro esemplare che, il prossimo 16 Gennaio 2026, passerà, ancora in ConcordiaNum., qui 38 al n. 853 .
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  37. @ManuelDL com’é proceduta la vicenda?
    1 punto
  38. Buonasera. Vediamo con estremo disappunto che non è possibile riportare la discussione nell'alveo di una discussione non tossica ma si continua su una strada del parapiglia relativamente a questioni di lana caprina totalmente inutili che non portano da nessuna parte e infervorano, chi sa perché, gli animi sul NULLA. Pertanto chiudo definitivamente questa discussione . Trattandosi sempre degli stessi utenti alla prossima scattano le sanzioni per tutti. Buona serata. PS. Esco un attimo dall'aplomb del cdc con una riflessione personale: In queste settimane ho perso un alunno, mio padre, un ragazzo che conoscevo è bruciato vivo in Svizzera (insieme a troppi altri) e, come se non bastasse, se il paradosso di Tucidide è valido potremmo essere sull'orlo di una guerra globale: in tutta onestà leggere degli adulti accapigliarsi su tematiche tanto banali ed inutili relative ad un hobby mi inorridisce. Per non scrivere altro.
    1 punto
  39. Ma questa discussione può tornare ad essere quello per cui è nata: emissioni 2026???? Che noia queste discussioni, attacchi e frecciatine continue...
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  40. 1 punto
  41. Il libro/catalogo di Giancarlo Alteri non e’ solo un catalogo delle monete esposte ma rappresenta un bellissimo mix di storia, monete e teologia unendo i passi del Vangelo alle monete citate, un tema affascinante che racconta la storia della Cristianità. Un ennesimo ottimo lavoro di Giancarlo Alteri che conosce bene questo tema e queste monetazioni.
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  42. Vado parzialmente fuori tema. L'ho già scritto qui e lo ripeto sinteticamente. Una archeologa che conosco mi ha detto palesemente che oramai le istruzioni che hanno/avrebbero da parte del ministero sono chiarissime. Riguardo i terreni da ispezionare/sondare in vista di possibili scavi, hanno la precisa indicazione di fare firmare ai proprietari dei fondi l'autorizzazione, contestuale alla rinuncia da parte degli stessi ad eventuali compensi derivanti da reperti recuperati. In buona sostanza, si scava solo se il proprietario si accontenta "della gloria"... Solo io vedo il collegamento fra questa modesta informazione, quella del ritrovamento marino al largo della Sardegna, di cui trattasi, ma anche dello scandaloso comportamento riguardo il compenso da erogare ai rinvenitori del cosiddetto tesoro di Como? La chiosa che farei è che comunque, giusto o sbagliato che sia, con mezzi legittimi o dilatori, lo stato non paga e non ha nessuna intenzione di pagare. Correggetemi pure, grazie.
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  43. Si vero, avevo dimenticato di aggiungere in quel post anche un tocco del curatore del Museo Ho preso quella medaglia che avevi fatto con l'AI, ho raddrizzato il dritto e modificata a modo mio per farla sembrare argento Quest'anno non sarà più una pigna in cu (rame), inventatevi qualcosa di diverso e di simpatico nel corso delle discussioni e poi si vedrà, l'idea della pigna era nata da una battuta di @ART magari quest'anno si inventa qualcos'altro, non necessariamente da introdurre da qualche parte!
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  44. Ecco un orrore degno della pigna...
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  46. Buongiorno e Buona Epifania a tutti. Oggi posto quattro dei miei 9 Cavalli di Ferdinando IV del 1789. Era il mese di gennaio del 1789 a Napoli quando circolavano e già si presagiva cosa sarebbe successo da lì a poco in Francia. Saluti Alberto
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  47. Ciao @Philippus IX e buon anno a tutti i partecipanti! L'ultimo numero della data è sicuramente un 8. Nella monetazione milanese di Filippo II il 3 viene sempre (sempre, lo rimarco. Vale per tutti i nominali, dal quattrino alla doppia) scritto con una grafia molto aperta ed asimmetrica. La parte superiore risulta estremamente appiattita, la sezione inferiore molto allungata e che non tende assolutamente ad una chiusura. Paradossalmente è più facile confondere il 3 con un 1, se la parte superiore non è perfettamente leggibile. Inoltre - limitatamente agli scudi - il 3 è realizzato impiegando un carattere leggermente più alto rispetto alla cifra 9 che lo precede. Invece il numero 8 è in font di misura identica. Per tutte queste considerazioni, per la lettura già data da Tribolati (relativa a questo medesimo esemplare) e per lo studio dei conii la moneta non può che essere datata 1598.
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  48. Era anche un giovedì quindi giorno lavorativo Da Wikipedia 1959 13 agosto – Volvo introduce la prima cintura di sicurezza sul suo modello PV544
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  49. Salve condivido immagino di una cartolina viaggiata e chiedo ai più esperti maggiori informazioni. Ringrazio in anticipo
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  50. Salve condivido immagino di una cartolina viaggiata e chiedo ai più esperti maggiori informazioni. Ringrazio in anticipo
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