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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/17/26 in tutte le aree
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“Vai fuori a fare qualcosa che non ti sopporto più!”. Pensionato accetta il “consiglio” della moglie. Va nei campi e fa il “colpo della vita”. Quanto ha guadagnato con l’aureo di Vitellio? 15 Gennaio 2026 Un’uscita concessa per caso, un segnale incerto, un grumo di zolla aperto senza particolare aspettativa: ed ecco che il passato, d’improvviso, prende forma e peso, scintillando nel palmo di una mano. La vicenda ha per protagonista Ron Walters, saldatore in pensione, che da sei anni percorreva con regolarità lo stesso appezzamento agricolo nei pressi di Dudley, nel cuore delle West Midlands. L’area si colloca a circa 180 chilometri a nord-ovest di Londra, in una fascia oggi fortemente urbanizzata e industriale – il Black Country – ma che in antico presentava un paesaggio agricolo e boschivo punteggiato da insediamenti sparsi. Walters torna sullo stesso campo sempre negli stessi momenti dell’anno, primavera e autunno, quando le colture non sono ancora state seminate. Quel giorno stava quasi per restare a casa, finché la moglie lo ha invitato a uscire “per un po’”. Un suggerimento – peraltro ben più perentorio – che si sarebbe rivelato determinante. Dopo un paio d’ore di ricerca apparentemente infruttuosa, il metal detector ha restituito un segnale debole, poi svanito. Spostandosi di pochi metri, Walters ha intercettato di nuovo la lettura, questa volta proveniente da una zolla compatta. Aprendola, la moneta è letteralmente caduta tra le sue dita. Non un bronzo consunto, non una moneta tardoantica – categorie comuni nei campi britannici – ma un aureo romano in oro, databile con precisione al 69 d.C. Le verifiche successive hanno confermato l’eccezionalità del ritrovamento. L’esemplare è attribuito all’imperatore Aulo Vitellio e, secondo gli specialisti, rappresenterebbe il primo aureo di Vitellio mai registrato come rinvenimento archeologico nelle isole britanniche. Un dato di grande rilievo, che colloca la moneta all’incrocio tra storia politica, numismatica e geografia della Britannia romana. Il 69 d.C. è un anno cruciale, noto come l’anno dei quattro imperatori. Dopo la morte di Nerone, l’Impero conosce una rapida successione di poteri: Galba, Otone, Vitellio e infine Vespasiano. Vitellio regna solo pochi mesi, da aprile a dicembre, prima di essere sconfitto. La brevità del suo principato spiega la rarità estrema delle emissioni a suo nome, soprattutto in oro. In questa fase l’aureo presenta ancora un titolo molto elevato ed è destinato prevalentemente a pagamenti militari, donativi ufficiali e transazioni di alto livello, non alla circolazione quotidiana. La scoperta solleva una questione centrale: vi erano insediamenti romani nell’area di Dudley o nei dintorni? Pur non essendo noto un grande centro urbano romano in corrispondenza dell’attuale Dudley, il territorio circostante era tutt’altro che marginale. Le West Midlands facevano parte di una regione strategica, attraversata da importanti vie di comunicazione. A breve distanza correvano assi stradali connessi alla Watling Street, la grande arteria che collegava il sud-est dell’isola alle province occidentali. Nel raggio di alcune decine di chilometri sono attestati forti militari e complessi di rilievo, come il sito di Metchley, nei pressi dell’odierna Birmingham, e il nodo strategico di Letocetum (Wall, nello Staffordshire), fondamentale per il controllo dei traffici e dei movimenti delle truppe. Accanto ai presidi militari, la campagna era costellata di ville rustiche, fattorie e piccoli nuclei agricoli, funzionali al sostentamento dell’esercito e dell’amministrazione romana. Molti di questi insediamenti sono noti solo attraverso tracce indirette – materiali sporadici, allineamenti, anomalie nel terreno – e risultano oggi in gran parte cancellati dall’urbanizzazione moderna. In questo contesto, la presenza di una moneta d’oro di altissimo valore non appare incongrua: può trattarsi di un pagamento, di una riserva nascosta, di una perdita accidentale lungo un percorso agricolo o viario. La moneta, vecchia di circa 1.955 anni, è stata regolarmente segnalata e registrata secondo le procedure del Portable Antiquities Scheme e successivamente affidata ai Fieldings Auctioneers, dove è stata messa all’asta questa settimana. Il prezzo finale ha raggiunto i 6.000 dollari, somma significativa ma non eccezionale se rapportata alla rarità del pezzo. Come previsto dalla legislazione britannica, il ricavato sarà diviso tra il ritrovatore e il proprietario del terreno. Mark Hannam, specialista senior di monete presso la casa d’aste, ha definito l’aureo “una scoperta davvero sorprendente, un pezzo unico di storia”, sottolineando come la maggior parte delle monete romane rinvenute in Gran Bretagna appartenga al III e IV secolo d.C. Un aureo del 69 d.C. riporta invece alle prime fasi della romanizzazione dell’isola, quando l’oro imperiale era ancora strettamente legato all’esercito e all’autorità effimera dell’imperatore. Il ritrovamento nei campi di Dudley mostra come anche territori apparentemente periferici possano restituire testimonianze di prim’ordine. In un paesaggio oggi profondamente trasformato, la Britannia romana riaffiora attraverso un oggetto minuscolo e potentissimo, capace di raccontare, da solo, un frammento decisivo della storia imperiale. https://www.stilearte.it/aureo-vitellio-ritrovamento-dudley-west-midlands/4 punti
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Stessa cifra per un 1/2 sol 1769 zecca S (Reims) per Luigi XV di Francia, con legende leggibili ma non la parte centrale. In ultimo, non l'ultima comprata bensì l'ultima che mi fa piacere mostrare, un centavo argentino del 1888, annata non tra le più comuni.3 punti
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Importanti scoperte archeologiche a Roma: un sacello, tombe repubblicane e vasche monumentali A Roma, nel Parco delle Acacie 2, lungo via di Pietralata, gli scavi della Soprintendenza Speciale di Roma riportano alla luce un complesso archeologico esteso e stratificato, con strutture cultuali, funerarie e infrastrutture viarie tra età repubblicana e imperiale. Due grandi vasche monumentali, un edificio di culto probabilmente dedicato a Ercole e un articolato complesso funerario di età repubblicana: sono queste le ultime scoperte degli scavi di archeologia preventiva condotti nel quadrante orientale di Roma, nell’area del Parco delle Acacie 2, lungo via di Pietralata. Le indagini sono curate dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, diretta da Daniela Porro, e rientrano in un più ampio programma urbanistico che interessa una superficie di circa quattro ettari. Avviati nell’estate del 2022, gli scavi sono tuttora in corso e stanno restituendo un contesto archeologico di eccezionale interesse, esteso per circa un ettaro, che documenta una frequentazione dell’area lunga oltre sette secoli. La direzione scientifica delle ricerche è affidata a Fabrizio Santi, archeologo della Soprintendenza Speciale di Roma. I dati finora emersi delineano una sequenza di occupazione che va dal V-IV secolo avanti Cristo fino al I secolo dopo Cristo, con tracce di una presenza più sporadica anche tra il II e il III secolo dopo Cristo. Al centro del contesto individuato si sviluppa un lungo asse viario di epoca antica, che attraversava l’area in un territorio caratterizzato dal passaggio di un corso d’acqua, confluito nel vicino fiume Aniene. Una volta completate le operazioni di scavo, è previsto l’avvio di uno studio finalizzato alla definizione di un piano di valorizzazione dell’area, con l’obiettivo di restituire alla città un nuovo tassello della sua storia più antica. “È proprio in contesti come questo”, spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. “apparentemente distanti dai luoghi più noti della metropoli antica, che emergono elementi capaci di arricchire il racconto della Roma archeologica come città diffusa e che hanno contribuito in modo determinante al suo sviluppo. Le periferie moderne si rivelano così depositarie di memorie profonde, ancora tutte da esplorare. Inoltre, questi ritrovamenti confermano l’importanza dell’archeologia preventiva come strumento indispensabile perché lo sviluppo urbano sia associato alla tutela e si accompagni a una maggiore conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio”. “Le tombe individuate costituiscono un’importante testimonianza dell’occupazione di questa parte di suburbio da parte di un facoltoso gruppo familiare, mentre le due vasche monumentali aprono scenari di ricerca stimolanti”, afferma Fabrizio Santi. “Potrebbe trattarsi di strutture connesse ad attività rituali o, meno probabilmente, produttive oppure legate alla raccolta delle acque: uno studio scientifico approfondito permetterà di contestualizzare questi ritrovamenti e comprenderne il ruolo all’interno del paesaggio antico, per restituire alla collettività il significato autentico di queste testimonianze del passato”. Strada. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Strada. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Sacello Le scoperte La strada rappresenta uno degli elementi strutturanti del sito. L’asse viario si articola in due tratti distinti: uno più prossimo all’attuale via di Pietralata, realizzato in terra battuta, e un altro in direzione di via Feronia, scavato direttamente nel banco di tufo. Sebbene la percorrenza dell’area dovesse essere già più antica, le prime evidenze di una regolarizzazione dell’asse stradale, orientato da nord-ovest a sud-est, risalgono all’età medio-repubblicana, intorno al III secolo avanti Cristo. In questa fase venne costruito un imponente muro di contenimento in blocchi di tufo, successivamente sostituito, nel secolo seguente, da una struttura in opera incerta. Nel I secolo dopo Cristo la strada era ancora in uso e fu oggetto di ulteriori interventi. Venne dotata di un nuovo battuto e delimitata da murature in opera reticolata, segno di una sistemazione più monumentale del percorso. La porzione di tracciato in prossimità di via Feronia mostra un periodo di utilizzo compreso tra il III secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo e conserva, nella sua fase più antica, evidenti solchi carrai incisi nella tagliata di tufo. A partire dal II-III secolo dopo Cristo, alcune sepolture modeste a fossa, disposte lungo l’asse stradale, sembrano documentare il progressivo abbandono della strada e la trasformazione del suo ruolo all’interno del paesaggio. Dalla strada si accedeva a un piccolo edificio di culto, un sacello a pianta quadrangolare, di dimensioni contenute ma di grande interesse simbolico e archeologico. La struttura misura circa 4,5 per 5,5 metri ed è costruita con murature in opera incerta di tufo, con tracce di intonaco ancora visibili sulle pareti interne. Al centro dell’ambiente, in asse con l’ingresso, è stata rinvenuta una base quadrata in tufo intonacato di bianco, interpretabile come un altare o parte di esso. Sulla parete di fondo, sempre al centro, un avancorpo in muratura doveva fungere da base per una statua di culto. Lo scavo ha messo in luce un dato particolarmente significativo: il sacello fu realizzato al di sopra di un deposito votivo ormai dismesso. All’interno di questo deposito sono stati rinvenuti numerosi ex voto, tra cui teste, piedi, statuine femminili e due bovini in terracotta. Si tratta di materiali che indirizzano l’interpretazione del luogo verso un culto legato a Ercole, divinità ampiamente venerata lungo la vicina via Tiburtina, da Roma fino a Tibur, dove erano presenti diversi templi a lui dedicati. Alcune monete in bronzo rinvenute nel contesto consentono di datare la costruzione del sacello tra la fine del III e il II secolo avanti Cristo, collocandolo pienamente nell’età repubblicana. Stipe votiva rinvenuta nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Ex voti rinvenuti nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Statuetta di bue rinvenuta nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Stipe votiva rinvenuta nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Statuetta di Ercole. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Statuetta di Ercole. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Sul pendio tufaceo che degrada da via di Pietralata è stato individuato anche un complesso funerario di notevole importanza. Due corridoi distinti e paralleli, i cosiddetti dromoi, conducono a due tombe a camera databili tra il IV e l’inizio del III secolo avanti Cristo. La prima, indicata come Tomba A, presenta un ingresso monumentale alla camera interna scavata nella roccia. Il portale, realizzato in pietra con stipiti e architrave, era chiuso internamente da una grande lastra monolitica. All’interno della sepoltura sono stati rinvenuti un grande sarcofago e tre urne, tutti in peperino. Il corredo comprende due vasi integri, una coppa a vernice nera, una brocchetta in ceramica depurata, uno specchio e una coppetta, anch’essa a vernice nera. La Tomba B, probabilmente realizzata in un momento leggermente successivo ma sempre in età repubblicana, nel III secolo avanti Cristo, era chiusa da grandi blocchi di tufo. La camera presenta sui lati delle banchine destinate alla deposizione dei defunti. Tra i resti umani è stato individuato uno scheletro maschile adulto, del quale è stato finora recuperato soltanto parte del cranio. Su questo elemento è stato riconosciuto il segno di una trapanazione chirurgica, una testimonianza di grande interesse per la storia della medicina antica. Le due tombe facevano parte di un unico complesso funerario che doveva presentare una facciata monumentale in blocchi di tufo, oggi in gran parte scomparsa. Alcuni elementi risultano infatti asportati e reimpiegati già in età romana. La monumentalità dell’insieme suggerisce l’appartenenza a una gens facoltosa e influente, attiva in questo settore del territorio. Tomba di età repubblicana. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba di età repubblicana. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A, urna. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A, specchio. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A, vasi. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba B. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba B. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tra le strutture più imponenti emerse dallo scavo spicca la cosiddetta vasca est. Si tratta di una struttura monumentale di circa 28 metri di lunghezza per 10 di larghezza, con una profondità di 2,10 metri. La vasca fu realizzata nel II secolo avanti Cristo, come indicano le tecniche murarie in opera incerta. A partire dal I secolo dopo Cristo la struttura sembra perdere progressivamente la sua funzione, entrando in una fase di abbandono che culmina con la chiusura definitiva alla fine del II secolo dopo Cristo. Le murature in opera cementizia erano originariamente rivestite da un compatto intonaco bianco, oggi quasi del tutto distaccato, del quale rimangono solo alcune tracce. L’intera vasca era coronata da una cornice in grandi blocchi di tufo. Al centro dei due lati lunghi sono presenti nicchie con volta a botte, mentre su uno dei lati corti è stato individuato un dolio inglobato nella gettata di cementizio. Sull’altro lato corto si conserva una piccola rampa rivestita in blocchi di tufo lavorati, che tuttavia non raggiunge il fondo della vasca. Al di là della presenza dell’acqua e dei sistemi di raccolta, la funzione della struttura resta incerta. I materiali rinvenuti, tra cui terrecotte architettoniche e frammenti ceramici con graffiti, fanno ipotizzare un possibile utilizzo cultuale, anche se non si può escludere un impiego legato ad attività produttive. La vasca era alimentata da un sistema di canalette che convogliavano l’acqua sia dal corso d’acqua naturale sia dal pendio ancora visibile a lato di via di Pietralata. Una seconda vasca monumentale, definita vasca sud, è stata individuata poco distante. Questa struttura è scavata nel banco tufaceo e misura circa 21 per 9,2 metri, raggiungendo una profondità di circa 4 metri. Le pareti dell’invaso sono rivestite da murature in blocchetti squadrati disposti in modo irregolare, databili al II secolo avanti Cristo. Un secolo più tardi furono aggiunti ulteriori setti murari in opera reticolata e in opera quadrata di tufo, che delimitano la sommità della vasca. L’accesso avveniva attraverso una rampa in grandi basoli di tufo, poggiata direttamente sul terreno, seguita da una seconda rampa più stretta, realizzata in cementizio e pavimentata con lastre rettangolari, che consentiva di raggiungere il fondo. Anche per la vasca sud la funzione non è ancora chiaramente definita, soprattutto perché non sono stati finora individuati canali di adduzione o di deflusso delle acque. Tuttavia, la struttura presenta alcune analogie significative con la vasca scoperta recentemente a Gabii dall’Università del Missouri in collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii. In particolare, il tipo di pavimentazione basolata della rampa di accesso richiama il confronto con il contesto gabino, datato al III secolo avanti Cristo, per il quale è stata avanzata un’ipotesi di funzione sacra. Il materiale ceramico rinvenuto negli strati di riempimento della vasca di Pietralata suggerisce un abbandono nel corso del II secolo dopo Cristo. Vasca est. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca est. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca est. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma https://www.finestresullarte.info/archeologia/importanti-scoperte-archeologiche-roma-sacello-tombe-repubblicane-vasche-monumentali2 punti
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Salve @Schiffaratu dalla leggenda della zecca lunga secondo me è una VOT X MVLT XX di Giuliano II zecca di Roma https://www.acsearch.info/search.html?term="Vot+x"++roma+vrb&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Altruismo disinteressato... pur di farla prendere quest'anno ad altri!2 punti
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@Giulicarp allora sicuramente è questo dupondio di C.Clovius a nome di Giulio Cesare. La prima foto va ruotata di 90° orario 😊 https://www.acsearch.info/search.html?term=Dict+caesar+clovius&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Lo scudetto di Walsee è spesso ben visibile. Qui tre esempi con tre diversi simboli ai lati: Arka # slow numismatics2 punti
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Buongiorno, dhl trasporta monete in oro e le assicura per il valore dichiarato. Ho usufruito di questo servizio poco tempo fa. Ho spedito in Italia ma penso non ci siano problemi per l'estero se non i vari adempimenti doganali. Chiederei direttamente ad un dhl point a te comodo. Buona giornata2 punti
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Perchè dal 1935 avevano un sistema postale congiunto derivato dall'unione che formavano sotto il dominio coloniale britannico e continuarono con emissioni congiunte commemorative fino al 1976. I tre paesi avevano le loro emissioni separate che fino al 1976 ebbero validità anche in ognuno degli altri. Tutt'oggi hanno legami molto stretti fra loro e con altri paesi dell'area che si sono aggiunti dopo, con tanto di processo in corso per l'istituzione di un'unione monetaria. Se vuoi saperne di più sulla situazione odierna scorri il thread sotto dal primo post in avanti.2 punti
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Questa pubblica di Filippo IV, ha fatto fino in fondo il suo dovere. Peccato non si leggono bene le sigle dietro il busto. Per completezza aggiungo le misure: 31mm di diametro per un peso di 11.30 grammi. Buona serata a tutti.2 punti
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Carissimi, Nel leggere certi pareri (che dovrebbero fornire aiuto tangibile a chi ne ha bisogno) mi cadono veramente le braccia! Poi mi dicono che sono tuttologo, sbruffone e antipatico. È vero: La verità fa male, ma se la volete, ecco come stanno le cose. Prima cosa: le monete non si possono comprare come fossero frutta in offerta al mercato (“mi da 2kg di mele e ci mette anche qualche odore?” - poi se vogliamo, la frutta, specie se in “offerta”, me la sono sempre scelta da me, che è sempre meglio ). @Ilnumisma, non puoi pensare di acquistare monete “tutte periziate fdc” macon “foto di pessima qualità”. È un ossimoro bello e buono! Altro punto nodale. Lo preciso per l’ennesima volta, sperando che venga recepito, almeno da coloro che tanto si prodigano tra benvenuti e suggerimenti vari: il cartellino con sigillo in bustina non rappresenta assolutamente una perizia (che invece è un’analisi di gran lunga più completa e approfondita, molto più onerosa sia in termini economici che di tempistiche di compilazione), ma solo un semplice parere di conservazione con cui il commerciante garantisce l’autenticità. Questa tipologia comprende monete comunissime ma tra le più belle che si possano trovare a prezzo molto abbordabile. Perché quindi, invece di acquistarle tutte insieme (fidandoti tra l’altro delle “pessime foto”), non cerchi invece di imparare a capire la qualità del metallo, apprezzandone l’integrità e la patina? (Integrità e patina… ci si potrebbe scrivere una piccola monografia!) Se la moneta è affetta da questo fenomeno ossidativo, non solo perderai “il valore della perizia” (che ora, spero, avrai capito essere marginale, tranne che per la garanzia d’acquisto nel caso di una restituzione entro i termini di legge), ma andrai ulteriormente a compromettere un metallo già compromesso di suo con un precedente lavaggio (è infatti questo che innesca poi il procedimento ossidativo). Ovviamente, tutto questo non solo incide sulla qualità della moneta, ma anche sul suo valore. Ultima cosa: lascia stare i prezzi dei cataloghi. Segui il mercato (tra aste pubbliche battute e online e le vendite concluse sui vari portali - ebay, catawiki) per farti un’idea dei prezzi reali in rapporto alla qualità. Diversamente, già te l’ho scritto, ci rimetterai di portafogli (e non credo che i soldi te li regalino) e di godimento (prima o poi). Capire l'effettiva qualità è fondamentale, perchè i prezzi riportati nei cataloghi vanno saputi anche interpretare in base alla qualità effettiva. Un esemplare come quello di seguito postato potrebbe costare anche più del prezzo di catalogo (infatti me lo sono tenuto, non l'ho venduto quando ho esitato la mia collezione). Un metallo vergine presenta un lustro integro, spiccato, graffiante! La patina poi è un aspetto indicativo di ciò e non un banale “surplus” che se c’è o non c’è non fa differenza. È vero che può essere un aspetto opinabile per quanto riguarda l’apprezzamento, ma la sua presenza ne impreziosisce di gran lunga l’appeal e ne avalla (soprattutto) la qualità. Ovviamente non è necessario essere fotografi per dimostrare che una moneta sia FdC. Ma conoscendo le peculiarità del FdC, si possono fare foto "brutte" ma che al tempo stesso evidenzino queste peculiarità (come questa di seguito, ad esempio). Ancora convinto che, sulla base di queste perplessità, sia un "affarone"?2 punti
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Grazie @Carlo.! E' proprio quello che sto facendo, ci sono argomenti decisamente di mio interesse e che richiederanno del tempo per essere adeguatamente approfonditi e "digeriti". 😃1 punto
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Salve @ARES III questo sito sta a 500 metri da dove lavoro e sono cresciuto..non è accessibile facilmente ma da fuori è uno spettacolo per gl'occhi. Pensare ,da quanto mi ricordo, è stata sempre un area recintata con fitta boscaglia e delle marane dove da piccoli andavamo a giocare a pallone e a catturare salamandre. 3 o 4 anni fa avevano deciso di bonificare l area per farne un parco ma... hanno trovato un muro...il resto è nelle foto che hai postato 😁1 punto
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Con l'ultimo pezzo arrivatomi direi di aver completato la serie delle emissioni ufficiali di scudi spagnoli, composta da governo provvisorio, Amedeo I di Savoia, Alfonso XII e Alfonso XIII. In teoria mancherebbero gli scudi della Revolucion Cantonal e del Pretendente Carlo VII, ma questi ultimi sono economicamente ben più impegnativi e di più difficile reperimento (in particolare di Carlo VII); eventualmente ci penserò in futuro. Per ora inserisco una vista di insieme dei dritti: ricordandomi i vari consigli ricevuti da diversi utenti, mi rendo conto come una vista di insieme metta in evidenza le diverse conservazioni non omogenee. Specifico che lo scudo di Alfonso XII, che avevo presentato e che presentava una patina per nulla gradevole, lo avevo poi dovuto lavare.1 punto
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Se desideri puoi fare vedere il prima e dopo in questa stessa discussione. Come questa mia comprata ad un euro e successivamente pulita.1 punto
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@Ajax bronzo greco di Thyatera in Lidia 😊 https://www.acsearch.info/search.html?term=Greek+ae+axe++thyateira&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=01 punto
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suonare campane a distesa su O NA reca M pane ad I stesa Buon pomeriggio Apollonia Alberto1 punto
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i cataloghi hanno prezzi folli poi una moneta pulita così fdc?!? imparate a collezionare prima e a dare consigli sensati altrimenti fate come me e state zitti!!! mi trovo d'accordo col ilnumismatico che seguo e ammiro per molti pezzi della sua vecchia collezione1 punto
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🤦 Che stupido, hai ragione! Nemmeno l avevo più guardato il primo messaggio del post, rimanendo irretito dagli splendidi esemplari passati in asta, come quest' altra moneta di Zenobia per dirne una1 punto
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Credo che scrivendo alla mail del coordinatore, risponderà ai tuoi quesiti.1 punto
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Proviamoci: Myzgin_K_Vida_I_Wiecek_T_Gold_imitations-2.pdf1 punto
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Stamattina 1 euro a moneta. Ma valgono anche le medaglie? Ho preso questa, non ha più l'argentatura e se aveva l'appiccicagnolo è stato ben rimosso. Dedicata alla Basilica di Superga di Torino, in commemorazione a Vittorio Amedeo II, del 1906 Sempre ad un euro, ho preso questa monetina tutta sporca, ma si intravedono ancora i nodi Savoia nel contorno e dovrebbe essere buona.. lei sarà pulita, perché così è bruttina1 punto
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Torno a Padova con un altro grosso, questa volta lo scudetto è molto nitido, mi piace..1 punto
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Vanno catalogati come Africa Orientale Britannica. Quello a sx appartiene alla serie serie 9° giochi del Commonwealth ad Edimburgo. Quello a dx emesso nel 1972 appartiene alla serie 1° Fiera di Nairobi Tutti Africani.1 punto
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Nell' immagine l' 11° Presidente dell'India (2002-2007) il Dr. A.P.J. Abdul Kalam (1931-2015). Della serie "Creatori di India" emesso nel 2020. Emissione ordinaria 15 rupie viola ardesia.1 punto
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La descrizione del rovescio come Afrodite seduta sul bordo di una vasca secondo Hans von Aulock in Münzen und Städte Lykaoniens quando i piedi della figura sono chiaramente incatenati mentre le sue braccia sono tirate dietro di lei, è stata corretta dall’RPC che la identifica come Andromeda incatenata. Nel mito, Andromeda era la figlia del re e della regina d'Etiopia, Cefeo e Cassiopea. Cassiopea si era vantata che Andromeda fosse più bella delle Nereidi, incorrendo nell'ira di Poseidone che inviò il mostro marino Ceto a devastare le coste dell'Etiopia (oggi, naturalmente, sappiamo che l'Etiopia non ha una costa, ma nei miti le cose possono essere diverse). Per placare Poseidone, Andromeda fu offerta in sacrificio al mostro incatenata a una roccia, ma prima che Ceto potesse divorarla, fu salvata dall'eroe Perseo che la sposò e la fece sua regina. apollonia1 punto
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L'articolo italiano è abbastanza penoso ma il ritrovamento è favoloso https://leganerd.com/2026/01/14/il-relitto-vichingo-di-600-anni-appena-scoperto-e-il-piu-grande-del-suo-genere/?utm_source=firefox-newtab-it-it Il relitto vichingo di 600 anni appena scoperto è il più grande del suo genere Dalla sabbia emerge il capolavoro ingegneristico dei mari: cosa immaginavano i vichinghi con una nave tanto avanzata e quali merci scambiavano con le grandi potenze medievali? I vichinghi sono noti per le loro navi, i lunghi viaggi e anche una durezza mitica nei loro tratti e modi di fare. Il fascino a loro legato si deve a una cultura del mare e a una spiritualità profonda che fa da cornice a molte opere letterarie e film fantasy. Al largo della costa di Copenaghen è stata scoperta la nave vichinga più grande al mondo. 600 anni di storia ben conservati, l’imbarcazione è stata chiamata Svælget 2. È lunga 28 metri e equivale a due scuolabus uniti. Una nave importante, perché al suo interno presenta anche dei castelli in legno, a poppa e a prua. La nave è un modello cog, utilizzata nel Medioevo per il commercio con grandi carichi. L’età storica in cui è collocata la nave è l’Europa del XV secolo, tra Medioevo e età moderna. “La scoperta rappresenta una pietra miliare per l’archeologia marittima, un’opportunità unica per comprendere sia la costruzione sia la vita a bordo delle grandi navi commerciali nel Medioevo. Non si tratta di comfort in senso moderno, ma è un grande passo avanti rispetto alle navi dell’era vichinga, che avevano solo ponti scoperti in qualsiasi condizione atmosferica”, scrive in una nota il responsabile degli scavi Otto Uldum. Chi viveva per tanti mesi su Svaelget 2? Equipaggio preparato, comandanti e signori che davano ordini per portare a casa nuove merci. La storia studiata attraverso gli oceani L’imbarcazione ha tracce di Medioevo ancora e segni di voglia di esplorare, scoprire nuovi mercati. L’equipaggio aveva una vita dura nell’imbarcazione, meno forse chi comandava e se sulla nave salivano anche donne, figli e parenti vari dei signori. La nave era sepolta sotto 12 metri di sabbia e limo; questa copertura ha preservato tracce del sartiame. È l’ingranaggio dell’albero di corde, fili e tela importante per capire come si muovesse con mari deboli o agitati. Il legno si è ben conservato, Svælget 2 è stata costruita intorno al 1410 da artigiani vichinghi dei Paesi Bassi. Tanto equipaggio significava costi: quanti uomini richiedeva la nave? Pochissimi, analizzando la struttura. Le dimensioni sono grandi, ma ci sono sistemi ingegnosi di corde e sartiame che facilitavano ogni manovra dalla poppa alla prua. Sui castelli si avevano soltanto illustrazioni storiche; per la prima volta si potranno studiare dal vivo costruzioni sopravvissute dal passato. https://www.bbc.co.uk/newsround/articles/clym8jxzkv5o Archaeologists discover huge Viking ship off the coast of Denmark Image source, Viking Ship Museum Published 13 January 2026 Archaeologists in Denmark have discovered a huge Viking ship off the coast of the country. The medieval cargo ship - also known as a cog - is the largest of its kind ever to be found anywhere in the world. The ship has been named Svælget 2 after the channel where it was found, and measures nearly 30 metres in length. Experts think its super size could have helped it carry around 300 tonnes (300,000 kg) of goods What did experts find? Image source, Viking Ship Museum Image caption, Archaeologists used special "underwater vacuum cleaners" to remove centuries of sand and silt from the shipwreck The ship was discovered by maritime archaeologists from the Viking Ship Museum in Denmark. It was unearthed in the the strait between Denmark and Sweden, during seabed investigations for Copenhagen's new district, Lynetteholm. The ship measures 28 metres in length, six metres in height and nine metres wide - making it the world's largest cog ever found. Experts have dated the ship back to the year 1410 and believe it was built in the Netherlands, with wood from the ares which is now modern-day Poland. Image source, Viking Ship Museum Archaeologists say the wreck is also extremely well preserved. It was excavated at a depth of 13 metres, where it has been protected by sand and shielded from forces that normally destroy ships near the coast. Researchers say its good condition gives a unique opportunity to study details of its build and understand the complexity of medieval sailing ships. Otto Uldum, maritime archaeologist and excavation leader, described the find as a "milestone" for experts. He explained: "It is the largest cog we know of, and it gives us a unique opportunity to understand both the construction and life on board the biggest trading ships of the Middle Ages." It's thought that the cog was used to trade everyday goods. "Shipbuilders went as big as possible to transport bulky cargo - salt, timber, bricks or basic food items," Mr Uldum added. Experts say that its vast size could help provide new information into the maritime technology and medieval trade networks that existed at that time across Northern Europe. ------------------------------------------------------------------------ https://news.artnet.com/art-world/largest-cog-shipwreck-svaelget-2-denmark-2735069 Remains of a ‘Medieval Super Ship’ Turn Up in the Waters of Denmark Archaeologists have just unearthed the world's largest known medieval cargo ship, known as a cog. The Svælget 2 shipwreck. Photo courtesy of the Viking Ship Museum. It’s no ordinary shipwreck that maritime archaeologists have uncovered off the coast of Copenhagen, Denmark. Hidden for more than six centuries, the towering vessel has been identified as the largest known medieval cargo ship, a revelation that could offer new insights into shipbuilding of the era. The ship was discovered in Øresund, or the Sound, a strait between Denmark and Sweden, at a depth of more than 40 feet. It was unearthed by archaeologists from Denmark’s Viking Ship Museum amid seabed surveys for Copenhagen’s forthcoming Lynetteholm district. After sweeping away layers of sand and silt, the team found a ship, known as a cog, measuring about 91 feet long, 29 feet wide, and 19 feet high, with a cargo capacity of 300 tons. The Svælget 2 shipwreck. Photo courtesy of the Viking Ship Museum. Named Svælget 2 after its find location, the 15th-century craft represents the largest cog ever unearthed—the museum called it a “medieval super ship.” The depths have also preserved the wreck such that the team was able to study its surviving construction, including a good amount of its rigging. “It is extraordinary to have so many parts of the rigging,” Otto Uldum, the maritime archaeologist who led the excavation, said in a statement. “We have never seen this before, and it gives us a real opportunity to say something entirely new about how cogs were equipped for sailing,” The Svælget 2 shipwreck. Photo courtesy of the Viking Ship Museum. Cogs emerged in the Middle Ages as a safe and efficient means to transport massive quantities of goods. Their substantial cargo holds trumped that of Viking vessels such as knarrs, while their towering sides made them harder to board during sea skirmishes. From the 10th century, the cog revolutionized long-distance trade, making it possible to transport even everyday goods across vast distances. “A ship with such a large cargo capacity is part of a structured system where merchants knew there was a market for the goods they carried,” Uldum noted. “Svælget 2 is a tangible example of how trade developed during the Middle Ages.” Wooden comb found on the Svælget 2. Photo courtesy of the Viking Ship Museum. Using dendrochronological analysis, researchers have dated Svælget 2 to around 1410, when it was constructed with timber from Pomerania (modern-day Poland) and the Netherlands. While its cargo is missing, the team found everyday objects—from shoes and combs to cooking pots and ceramic bowls—that shed light on life aboard the cog. More surprising were some of the ship’s surviving features such as its stern castle. According to Uldum, these castles, or sheltered decks, were only known to researchers through illustrations. No physical evidence has emerged as only the bottom of ships tend to survive. The Svælget 2’s timber-built castle, then, offers not just “archaeological proof,” said Uldum, but “20 times as much material” to study. Part of a bronze cooking pot found on the Svælget 2. Photo courtesy of the Viking Ship Museum. Also extant is the cog’s brick galley, never before seen on a medieval ship found on Danish waters. The galley, constructed with about 200 bricks and 15 tiles, enabled the ship’s crew to cook over an open fire. Bronze and ceramic cookware were found in the same area. “It speaks of remarkable comfort and organization on board,” Uldum said of the galley. For the researchers, a colossal, highly engineered vessel such as the Svælget 2 also provides a rare window into the trade structures of its time. Financing and building these hulking ships, after all, required sufficient demand as much as a robust economy, Uldum noted. Those systems, in turn, spurred shipbuilding technology and innovation, evident in this latest discovery. Model of the Svælget 2 shipwreck. Photo courtesy of the Viking Ship Museum. “We now know, undeniably, that cogs could be this large—that the ship type could be pushed to this extreme,” Uldum added. “Svælget 2 gives us a tangible piece of the puzzle and makes it possible to understand how technology and society evolved side by side in an era when shipping was the driving force behind international trade.”1 punto
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Dicevo che il nome stesso degli Almohadi indica una connotazione religiosa: si definivano al-Muwaḥḥidūn, dal verbo waḥḥada, che significa “rendere uno”, e connesso con il sostantivo tawḥīd, cioè “unicità” (di Dio). Fin dal nome, dunque, quella almohade si presentava come una “rivoluzione” religiosa sorretta da un’ideologia ben precisa, con i principi di Ibn Tumārt ad ispirare l’azione politica e le scelte del nuovo governo costituito. Il movente originario era, come si è detto, un profondo rinnovamento religioso che partiva dal concetto di unicità (tawḥīd) di Dio, di assoluta alterità di questi rispetto all’uomo e del pieno possesso da parte di Dio del “comando”, un concetto complesso (e reso anche tale dall’influenza del nuovo uso della lingua berbera come ufficiale, accanto all’arabo) che faceva in primis riferimento alla volontà di Dio ed all’ordine imposto da Dio al mondo, sottolineando la necessità del primato della legge coranica e della Tradizione (hadith in primis) nell’ordinare ogni aspetto della vita quotidiana. In questo gli Almohadi intendevano ribaltare la tendenza almoravide ad amministrare la legge sulla base del malikismo, una scuola giuridica di origine araba che attribuiva grande importanza al giudizio del giurisperito ma che secondo Ibn Tumar aveva prodotto un allontanamento dalla retta applicazione dei precetti coranici ed un rilassamento dei costumi. Quella degli Almohadi era una sorta di palingenesi in cui il nuovo impero rifondava l’intero Islam: Ibn Tumār si era appunto proclamato Mahdi, cioè una sorta di “messia” che, se non poteva porsi al posto di Maometto, ne ripercorreva quasi le orme proponendo un richiamo ai primi anni della comunità islamica e di fatto avocando alla nuova esperienza (a matrice berbera e a localizzazione maghrebina/iberica) la dignità di guidare una nuova e “vera”umma (comunità dei fedeli). Sintomatico di ciò è l’ergersi del nuovo Stato a “califfato”, cioè entità nuova ed indipendente dal califfato originario, quello di Baghdad: i nuovi califfi almohadi si presentavano quindi come concorrenti nei titoli, nelle prerogative e nella legittimità ai califfi orientali, cui gli Almoravidi stessi avevano fino ad allora riconosciuto la supremazia e la dipendenza.1 punto
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Io invece apprezzo questa fiamma. Sarà perchè mi ricorda mio padre che patecipò a tre olimpiadi da atleta e a sette da allenatore e ogni volta era emozionato. Non credo che lo spirito sia cambiato dall'antichità. Siamo sempre i soliti umani... Arka # slow numismatics1 punto
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Solo per fare chiarezza, il passaporto o la carta d’identità rilasciati da Interpol da soli non consentono l’attraversamento delle frontiere, hanno solo lo scopo di facilitarne l’attraversamento nel caso siano necessari dei visti, ti faccio un esempio estremo, cittadino afgano funzionario di Interpol per entrare in Italia avrebbe bisogno di un visto d’ingresso sul suo passaporto ma esibendo anche il passaporto Interpol (a seconda degli accordi stipulati tra Italia e Interpol) potrebbe entrare senza il visto facilitandogli di fatto l’attraversamento della frontiera. Ti riporto quanto indicato da PRADO “1Solo a titolo informativo: l'Interpol rilascia il passaporto Interpol e la carta d'identità Interpol, che non sono documenti di viaggio ma vengono utilizzati insieme a un documento di viaggio nazionale valido. Sono rilasciati per facilitare l'attraversamento delle frontiere in conformità con un eventuale accordo di facilitazione dei visti esistente tra l'Interpol e il paese interessato.”1 punto
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Per la pubblicità è stata presa a modello questa banconota USA del 19001 punto
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Senza le iniziali è sicuramente una moneta interessante. Quindi il prezzo è relativo... Arka # slow numismatics1 punto
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Da quel che so, gli Stati Uniti sono il paese con più violenza e più insicuro al mondo, in termini di furti, rapine, violenze e omicidi. Anche dove c’è la pena di morte, nulla sconsiglia i delinquenti a delinquere1 punto
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Bella domanda, a metà strada tra lo sciocco (detto da te) e il provocatorio! Confuso e pensieroso1 punto
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Questo lavoro sulle Gens "minori" e' lungi dall' essere completo , nella ricerca mi sono fermato a sole 85 Gens , per lo piu' plebee , quelle che nella maggior parte dei casi giunsero a Roma verso la fine della guerra sociale e che diedero alla storia un solo Triumviro monetale . Tralasciando quindi le Famiglie nobili , le storiche piu' antiche , in pratica le "fondatrici" dello Stato romano , tante Gens sarebbero ancora da trattare . Se qualche anima volenterosa volesse continuare il lavoro da me tracciato , verrebbe fuori un bel racconto storico numismatico .1 punto
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In questa tabella (che sto verificando man mano da un po' e al momento, eccezion fatta per i "dittatori", mi pare attendibile) puoi vedere tutte le famiglie i cui esponenti hanno ricoperto cariche. Le prime colonne riguardano il periodo repubblicano. Osservando anche solo la terza colonna puoi farti una prima idea piuttosto velocemente (la carica di magistrato monetario rientra naturalmente nelle magistrature). Gentes Origin Magistracies (Republic) Consulships (Republic) Dictators (Republic) Censors (Republic) Plebeian Tribunes Consulships (Empire) Emperors Aebutia Roman 11 3 0 0 1 Aemilia Sabine 56 53 7 0 13 0 Antonia Roman 16 9 2 5 10 Aquillia Roman 16 5 0 1 1 Atilia Roman 35 19 3 3 6 0 Claudia/Clodia Sabine 92 45 7 9 22 4 Cloelia Alban 9 3 1 1 0 Cominia Aurunci? 4 3 0 1 0 Cornelia Roman 185 107 2 15 5 54 0 Curiatia Alban 5 2 0 1 0 Curtia Sabine 9 1 0 2 3 Fabia Roman 72 62 1 6 5 17 0 Furia Tusculum 50 41 5 3 1 0 Gegania Alban 6 7 1 0 0 Genucia Roman 17 12 0 4 0 Herminia Etruscan 2 2 0 0 0 Horatia Roman 9 8 0 0 0 Hostilia Roman 18 3 0 4 0 Julia Alban 39 33 3 0 76 3 Junia Roman 56 17 3 9 41 0 Larcia/Lartia Etruscan 2 4 0 0 4 Lucretia Roman 20 12 0 3 1 Manlia Tusculum 62 36 3 4 6 0 Marcia Sabine 50 21 7 9 7 0 Menenia Roman 9 11 0 4 0 Metilia Alban 4 0 0 4 4 Minucia Roman 39 15 0 10 0 Mucia Roman 12 6 0 5 0 Nautia Roman 10 10 0 0 0 Numicia Roman? 2 1 0 1 0 Papiria Alban 53 35 2 6 6 3 0 Pinaria Sabine 12 3 0 0 1 Postumia Roman 50 33 7 0 4 0 Quinctia Alban 36 37 2 1 1 4 0 Quinctilia Roman 10 2 0 0 1 Sempronia Roman 52 24 6 12 2 0 Sergia Roman 16 13 0 0 3 Servilia Alban 64 41 3 11 7 0 Sestia Roman 6 2 0 2 1 Siccia/Seccia Roman? 3 0 0 1 0 Sulpicia Roman 43 38 5 2 10 1 Tarquitia Etruscan 3 0 0 0 0 Tullia Alban? 10 4 0 0 6 Valeria Sabine 78 74 2 6 4 47 0 Verginia Etruscan 18 14 0 9 3 Veturia Roman o Sabine 16 17 1 0 0 Volumnia Etruscan 8 3 0 0 0 Aburia 4 0 0 1 1 Acilia 17 6 0 3 14 Aelia Roman? 22 6 2 4 13 3 Afinia 2 0 0 0 1 Afrania Picentine 3 1 0 1 2 Albia 2 0 0 0 1 Albinia 3 1 0 1 0 Aliena 2 0 0 1 1 Allia 4 0 0 0 2 Ampia 2 0 0 1 0 Ancharia Etruscan 2 0 0 1 0 Anicia Praeneste 5 1 0 0 6 2 Annia Picentine 23 2 0 2 31 2 Antia 4 0 0 2 2 Antistia Gabii 20 2 0 6 9 Appuleia Roman? 22 2 0 5 2 Apronia 2 0 0 1 2 Apustia 4 1 0 0 0 Arrenia 2 0 0 2 0 Arria 3 0 0 0 6 Arruntia Etruscan 2 0 0 0 7 Asellia 3 0 0 1 0 Asinia Marrucini 3 1 0 1 9 Ateia 5 0 0 1 1 Atinia 8 0 0 3 0 Attia 10 0 0 0 3 Aufidia 9 1 0 2 5 Aulia 3 2 0 0 0 Aurelia Sabine 27 12 2 4 14 3 Aurunculeia Aurunci? 4 0 0 0 0 Autronia 3 2 0 0 0 Axia 2 0 0 0 0 Baebia 18 2 0 8 4 Caecilia Praeneste 47 19 5 12 8 0 Caecinia Etruscan 0 0 0 0 7 Caedicia 5 2 1 1 0 Caepasia 2 0 0 0 0 Caesetia 3 0 0 1 0 Caesia 2 0 0 0 1 Calidia 4 0 0 1 0 Calpurnia Sabine 34 10 2 4 21 Caninia Tusculum 6 2 0 1 3 Canuleia 5 0 0 5 0 Carisia 2 0 0 0 0 Carvilia 8 4 1 2 0 Cassia Hirpini 24 10 2 8 12 Catia 3 1 0 0 3 Cestia 3 0 0 0 3 Cicereia 2 0 0 0 0 Cincia 4 0 0 1 0 Cispia Hernician 2 0 0 1 0 Cluvia 5 0 0 0 1 Cocceia Umbrian 3 2 0 0 4 1 Coelia/Caelia Etruscan 19 1 0 5 12 1 Considia Roman? 7 0 0 1 0 Coponia Tibur 3 0 0 0 0 Cornificia Rhegium 4 1 0 3 0 Coruncania Tusculum 3 1 0 0 0 Cosconia 9 0 0 1 0 Cossutia 2 0 0 0 0 Crepereia 3 0 0 0 0 Critonia 2 0 0 0 0 Cupiennia 2 0 0 0 0 Curia 6 3 1 4 0 Decia Sabine? 10 6 1 5 0 Decidia 3 0 0 1 0 Decimia Samnite 7 1 0 0 0 Didia Roman? 6 2 0 2 3 1 Digitia 2 0 0 0 0 Domitia 18 11 3 2 15 1 Duillia Roman? 8 4 0 2 0 Duronia 2 0 0 1 0 Egnatia Samnite 5 0 0 0 2 Egnatuleia 2 0 0 0 0 Epidia 2 0 0 1 0 Erucia Etruscan 2 0 0 0 4 Fabricia Hernician 5 2 1 1 1 Falcidia 2 0 0 2 0 Fannia 11 2 0 4 0 Flaminia Roman? 8 3 1 2 0 Flavia Sabine 11 2 0 5 41 3 Folia 2 2 0 0 0 Fonteia Tusculum 19 1 0 0 4 Fufia 3 1 0 2 2 Fufidia 2 0 0 0 1 Fulvia Tusculum 34 20 4 5 11 0 Fundania Volscian? 6 1 0 3 1 Furnia 2 0 0 2 1 Gabinia 7 1 0 3 3 Gallia Samnite 4 0 0 0 0 Gellia Samnite 4 2 1 0 0 Gratidia 3 0 0 1 0 Helvia 4 0 0 1 1 Herennia Samnite 9 2 0 5 7 Hirtuleia 2 0 0 0 0 Hortensia Roman? 8 1 0 1 0 Icilia Roman? 6 0 0 13 0 Insteia 3 0 0 1 1 Juventia Tusculum 10 0 0 1 4 Laberia 3 0 0 0 4 Labiena 2 0 0 1 0 Laelia 5 2 0 1 3 Laetoria 6 0 0 1 0 Licinia Etruscan? 64 20 5 26 37 3 Ligaria Sabine 2 0 0 0 0 Livia Roman? 16 6 2 4 2 Livineia 2 0 0 0 0 Lollia 7 0 0 1 3 Lucceia 2 0 0 1 0 Lucilia 9 0 0 2 1 Lutatia 9 5 2 0 0 Maecilia 2 1 0 4 0 Maelia 3 2 0 2 0 Maenia 10 1 1 5 0 Maevia 2 0 0 1 0 Magia Campania 4 0 0 1 0 Maiania 2 0 0 0 0 Mallia 6 1 0 0 1 Mamilia Tusculum 10 3 0 2 0 Mania 2 0 0 0 0 Manilia Latin? 9 2 0 3 3 Maria 11 8 0 3 7 Matiena 5 0 0 0 0 Memmia 18 1 0 5 3 Mindia 2 0 0 0 0 Mummia 8 1 1 2 5 Munatia 6 1 1 1 3 Naevia 5 0 0 1 2 Nasidia 2 0 0 0 0 Nigidia 2 0 0 1 0 Nonia Picentine? 8 1 0 3 14 Norbana 3 2 0 0 3 Novia 2 0 0 1 2 Numisia 2 0 0 0 0 Numitoria Alban 4 0 0 3 0 Occia 2 0 0 0 0 Octavia Volscian 28 5 0 3 7 1 Ogulnia 5 1 0 2 0 Opimia Roman? 10 2 0 1 0 Oppia Sabine 19 2 0 3 2 Otacilia Samnite? 6 3 0 0 1 Papia Samnite 6 0 0 1 2 Pedia 2 1 0 0 1 Peducaea Umbrian 6 1 0 2 5 Perperna Etruscan 6 2 1 0 0 Petillia 5 1 0 2 3 Petronia Sabine 4 0 0 0 19 Plaetoria Tusculum? 11 0 0 2 0 Plautia/Plotia Roman/Latin 30 9 1 3 12 Poetelia 7 6 0 1 0 Pompeia Sabine 29 8 1 4 21 Pomponia Sabine 26 3 0 6 26 Popillia Sabine 23 10 1 1 0 Poppaea Sabine 0 0 0 0 5 Porcia Tusculum 24 5 1 4 1 Procilia 2 0 0 1 0 Publicia Volscian 13 1 0 1 0 Publilia Roman? 10 6 1 3 2 Pullia 2 0 0 1 0 Pupia Roman? 6 1 0 0 0 Quintia 2 0 0 0 0 Rabiria Tibur/Tusculum 3 0 0 0 0 Rabuleia Sabine? 2 2 0 1 0 Raecia 2 0 0 0 0 Remmia 2 0 0 0 0 Roscia 5 0 0 3 5 Rubria Roman? 8 1 0 3 0 Rupilia 3 1 0 0 0 Rutilia 12 2 0 3 1 Saenia 2 1 0 0 1 Sallustia Sabine 2 0 0 1 6 Salonia 3 0 0 0 0 Salvia 2 0 0 1 9 1 Saufeia 3 0 0 1 0 Scantia 2 0 0 2 0 Scantinia 2 0 0 0 0 Scaptia 2 0 0 0 0 Scribonia 12 3 1 4 1 Sentia Latin? 4 0 0 0 5 Septimia 4 0 0 0 3 Serria 2 0 0 0 0 Sextia Roman? 9 2 0 11 5 Sextilia 11 1 0 0 0 Sicinia Sabine 10 1 0 10 0 Silia 7 0 0 2 7 Sosia 2 1 0 0 2 Statia 2 0 0 1 4 Stertinia 3 0 0 0 4 Terentia 24 2 0 4 6 Thoria 2 0 0 1 0 Tillia 2 0 0 0 0 Titia Sabine 16 1 0 3 3 Titinia 13 2 0 4 1 Tituria 2 0 0 0 0 Trebellia 2 0 0 2 1 Trebonia 7 3 0 3 2 Tremellia 6 0 0 1 1 Tuccia 2 0 0 0 1 Turia 2 0 0 0 0 Turullia 2 0 0 0 0 Ulpia Umbrian 0 0 0 0 7 1 Valgia 2 0 0 0 1 Vargunteia 3 0 0 0 0 Varia 2 0 0 1 0 Velleia 3 0 0 0 2 Ventidia 2 1 0 0 0 Venuleia 2 0 0 0 3 Vergilia 3 0 0 0 0 Vettia 3 0 0 0 12 Vibia Samnite 10 1 0 1 15 2 Vibullia 2 0 0 0 0 Villia 7 1 0 4 0 Vinicia 2 1 0 1 6 Vipsania 3 1 1 0 3 Vitellia 0 0 0 0 8 1 Voconia 5 0 0 1 1 Volcatia 5 1 0 1 0 Volteia 2 0 0 0 0 Volusena 2 0 0 0 0 Volusia 3 0 0 0 61 punto
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Gens Autronia Anche questa fu una Famiglia di origini plebee presente fin dai primi anni della Repubblica . Nessun componente ebbe incarichi pubblici fino a : Publio Autronio Peto che fu un politico vissuto negli ultimi anni della Repubblica , nel 66 a.C. fu coinvolto nella prima congiura di Lucio Sergio Catilina . Fu uno dei due personaggi canditati a Console e venne eletto nelle elezioni consolari per l' anno 65 a.C. , suo collega fu Publio Cornelio Silla , nipote di Lucio Silla , ma prima che avesse inizio il loro mandato furono accusati di brogli elettorali da Lucio Aurelio Cotta e Lucio Manlio Torquato . Riconosciuti colpevoli , la loro elezione fu annullata e furono eletti Consoli al loro posto i due personaggi subito dietro i due Consoli appena eletti in base ai voti ricevuti . Publio Autronio tentò una cospirazione insieme a Catilina per eliminare i nuovi Consoli che erano stati eletti al loro posto , ma il piano fallì per un errore di Catilina che diede il segnale di intervenire ai congiurati prima che fossero tutti riuniti . Quindi la congiura falli e il vecchio amico di Apronio , Cicerone , si rifiutò di difenderlo , fu quindi processato e mandato in esilio in Epiro . Quando Cicerone stesso fu esiliato nel 58 a.C., temeva che Autronio per vendicarsi della mancata difesa , potesse tentare di ucciderlo . Figlio del precedente , Lucio Autronio Peto politico e generale romano , fu un sostenitore di Ottaviano e per tale motivo divenne Console suffetto il 1º gennaio del 33 a.C. in sostituzione di Ottaviano che tornava nell' Illyricum . Successivamente nel 29 a.C. divenne Proconsole in Africa dove vi rimase per due anni ; fu acclamato Imperatore dai suoi soldati ed al suo ritorno a Roma nel 28 a.C. ebbe l' onore del trionfo . Di questa Famiglia sono conosciute due monete con presente solo il monogramma , quindi e’ sconosciuto il prenome di chi emise le monete , un Denario in foto con Roma e i Dioscuri e un Asse con il solito Giano bifronte al D/ , ROMA sotto la prua di nave , segno di valore davanti la prua e AUTR in monogramma in alto , in stile come nel Denario , impresso sopra la prua al R/ , di questa moneta non ho foto ma e’ presente nel Babelon . Come curiosita’ lo scrittore Macrobio vissuto tra la fine del IV e i primi decenni del V secolo , cita nei suoi scritti un Autronio Massimo vivente nel V secolo a.C. , quindi questa Gens sarebbe di notevole antichita’ . Questo il passo narrato da Macrobio a proposito di Autronio Massimo : https://www.skuolasprint.it/versione-latino/gli-dei-non-ammettono-la-crudelta-neppure-nei-confronti-degli-schiavi-A_108125.html Fonte : wikipedia , rete , Babelon1 punto
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Gens Antia La Gens Antia era anch’ essa una Famiglia romana di origini plebee , conosciuta tramite Tito Livio fin dal tempo della prima Repubblica . Questa Gens si ritiene fosse originaria della città laziale di origine volsca , Antium (Anzio) L’ origine di questa famiglia e’ molto antica e illustre , Spurio Antio fu un ambasciatore romano inviato a Veio , insieme ad altri tre ambasciatori , dal re etrusco Lar Tolumnio nel 438 a. C. , tutti vennero uccisi , a ricordo del loro assassinio gli furono erette statue nel Foro . Come tante altre Famiglie romane anche gli Antii si crearono origini mitologiche , pretesero infatti di avere avuto origine da Antiades , uno dei 50 figli di Ercole e di Aglaia . Dopo Spurio Antio gli esponenti piu’ noti della Gens furono Caio Antio Restio , Tribuno della plebe nel 68 a. C. e autore di una legge suntuaria che vietava ai Magistrati di accettare inviti a cena , e Gaio Antio Restio , figlio del precedente , che fu Triumviro monetale nel 47/45 a.C. , poi proscritto dai triumviri nel 43 a.C. . Caio Antio Restio, nipote e figlio dei due precedenti Antii fu un Senatore incaricato del censimento in Gallia nel 14 d.C. Altri Antii noti furono : Marco Antio Brisone , Tribuno della plebe nel 137 a.C. , insieme a Marco Emilio Lepido Porcina , si oppose alla lex Cassia Tabellaria Gaio Antio Aulo Giulio Quadrato , Console suffectus nel 94 e Console nel 105 . Marco Antio Crescente Calpurniano , Governatore della Britannia nell’ anno 202 In foto un Denario a nome di C. Antio Restio , al D/ Testa a destra del Tribuno RESTIO padre o antenato del Triumviro monetale , al R/ C. ANTIO C. F. con Ercole nudo che tiene una mazza nella mano destra e con la sinistra tiene un trofeo , sul braccio la spoglia del leone Nemeo . Un secondo Denario a nome dello stesso Antio , al D/ Teste a destra dei DEI PENATES , al R/ C. ANTIO C. F. , stesso rovescio del precedente pezzo . Lo stesso monetale emise anche Quinari e Sesterzi . Fonte : Tito Livio , wikipedia , babelon1 punto
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DE GREGE EPICURI I diversi articoli di Pautasso si collocano negli anni '60-'70 (a parte le numerose ristampe successive), mentre quelli di Arslan sono posteriori di circa 30 anni; nel frattempo sono stati numerosi i nuovi ritrovamenti, ma c'è stata anche una riflessione specifica su alcuni temi che riguardano i Celti della Cisalpina, la loro cultura, la lingua e la monetazione. Tanto per citare alcuni dei temi: 1.La datazione di queste monete è sempre stata abbastanza approssimativa: la fine va collocata nel 1° secolo a.C., ma l'inizio? 2. Il titolo dell'argento è molto variabile, anche se tendenzialmente decresce nel tempo (come sempre): alcune delle ultime monete, ad es. del tipo RIKOI, ne contengono davvero poco. 3. La collocazione geografica di alcune tipologie si è modificata, anche sulla base di importanti ritrovamenti. 4.C'è infine il problema dell'alfabeto delle poche monete con epigrafi (ANAREKARTOS, TOUTUOPOUOS, PIRAKOS, RIKOI, ecc.): sembra trattarsi di nord-etrusco, o così almeno hanno sostenuto i più. Ma i Celti cisalpini lo usavano solo sulle monete? E i nomi che cosa indicano: popoli o singoli individui (re, capi-clan, ecc.)? 5. Queste monete hanno "copiato" direttamente le dracme e gli oboli d'Ag di Marsiglia, o ci sono state delle "copie intermedie" più vicine alla Valle Padana? In effetti, esistono imitazioni collocabili all'interno della Provenza, ed altre in Svizzera (alta valle del Rodano): però sono molto più rare delle cisalpine.1 punto
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Luigi I fu anche uno degli alleati di Genova che cercarono di distruggere Venezia. Infatti il Regno di Ungheria aveva Venezia come concorrente in Dalmazia. Finanziò Francesco I da Carrara donandogli un carro pieno di argento e oro. E' con questo metallo che Padova coniò il carrarese d'oro di cui ci sono rimasti solo due esemplari... Arka1 punto
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