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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/19/26 in tutte le aree

  1. Buongiorno, direi piuttosto un follaro di Salerno a nome di Guglielmo duca (1111-1127). Al dritto il busto frontale di San Matteo fra S - M, al rovescio una croce con VI - CTO - RI - A nei quarti. Al momento non ho testi a portata per dare riferimenti, ma qui c’è un esemplare della stessa tipologia e in conservazione migliore: https://www.acsearch.info/search.html?id=6438822 P.S. la prima foto va ruotata di 180 gradi
    3 punti
  2. Martedì 3 febbraio dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza di Fabio Songa su "Coela in Thracia e Stobi in Macedonia: gli unici due Municipia con zecche attive dopo l'età Giulio-Claudia". Fabio Songa è appassionato e studioso della monetazione imperiale e provinciale romana. Socio molto attivo del Centro Culturale Numismatico, negli scorsi anni ha tenuto alcuni incontri informali e conferenze molto interessanti sia sulla monetazione imperiale sia su quella provinciale. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati il venerdì prima della conferenza.
    2 punti
  3. Importanti scoperte archeologiche a Roma: un sacello, tombe repubblicane e vasche monumentali A Roma, nel Parco delle Acacie 2, lungo via di Pietralata, gli scavi della Soprintendenza Speciale di Roma riportano alla luce un complesso archeologico esteso e stratificato, con strutture cultuali, funerarie e infrastrutture viarie tra età repubblicana e imperiale. Due grandi vasche monumentali, un edificio di culto probabilmente dedicato a Ercole e un articolato complesso funerario di età repubblicana: sono queste le ultime scoperte degli scavi di archeologia preventiva condotti nel quadrante orientale di Roma, nell’area del Parco delle Acacie 2, lungo via di Pietralata. Le indagini sono curate dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, diretta da Daniela Porro, e rientrano in un più ampio programma urbanistico che interessa una superficie di circa quattro ettari. Avviati nell’estate del 2022, gli scavi sono tuttora in corso e stanno restituendo un contesto archeologico di eccezionale interesse, esteso per circa un ettaro, che documenta una frequentazione dell’area lunga oltre sette secoli. La direzione scientifica delle ricerche è affidata a Fabrizio Santi, archeologo della Soprintendenza Speciale di Roma. I dati finora emersi delineano una sequenza di occupazione che va dal V-IV secolo avanti Cristo fino al I secolo dopo Cristo, con tracce di una presenza più sporadica anche tra il II e il III secolo dopo Cristo. Al centro del contesto individuato si sviluppa un lungo asse viario di epoca antica, che attraversava l’area in un territorio caratterizzato dal passaggio di un corso d’acqua, confluito nel vicino fiume Aniene. Una volta completate le operazioni di scavo, è previsto l’avvio di uno studio finalizzato alla definizione di un piano di valorizzazione dell’area, con l’obiettivo di restituire alla città un nuovo tassello della sua storia più antica. “È proprio in contesti come questo”, spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. “apparentemente distanti dai luoghi più noti della metropoli antica, che emergono elementi capaci di arricchire il racconto della Roma archeologica come città diffusa e che hanno contribuito in modo determinante al suo sviluppo. Le periferie moderne si rivelano così depositarie di memorie profonde, ancora tutte da esplorare. Inoltre, questi ritrovamenti confermano l’importanza dell’archeologia preventiva come strumento indispensabile perché lo sviluppo urbano sia associato alla tutela e si accompagni a una maggiore conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio”. “Le tombe individuate costituiscono un’importante testimonianza dell’occupazione di questa parte di suburbio da parte di un facoltoso gruppo familiare, mentre le due vasche monumentali aprono scenari di ricerca stimolanti”, afferma Fabrizio Santi. “Potrebbe trattarsi di strutture connesse ad attività rituali o, meno probabilmente, produttive oppure legate alla raccolta delle acque: uno studio scientifico approfondito permetterà di contestualizzare questi ritrovamenti e comprenderne il ruolo all’interno del paesaggio antico, per restituire alla collettività il significato autentico di queste testimonianze del passato”. Strada. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Strada. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Sacello Le scoperte La strada rappresenta uno degli elementi strutturanti del sito. L’asse viario si articola in due tratti distinti: uno più prossimo all’attuale via di Pietralata, realizzato in terra battuta, e un altro in direzione di via Feronia, scavato direttamente nel banco di tufo. Sebbene la percorrenza dell’area dovesse essere già più antica, le prime evidenze di una regolarizzazione dell’asse stradale, orientato da nord-ovest a sud-est, risalgono all’età medio-repubblicana, intorno al III secolo avanti Cristo. In questa fase venne costruito un imponente muro di contenimento in blocchi di tufo, successivamente sostituito, nel secolo seguente, da una struttura in opera incerta. Nel I secolo dopo Cristo la strada era ancora in uso e fu oggetto di ulteriori interventi. Venne dotata di un nuovo battuto e delimitata da murature in opera reticolata, segno di una sistemazione più monumentale del percorso. La porzione di tracciato in prossimità di via Feronia mostra un periodo di utilizzo compreso tra il III secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo e conserva, nella sua fase più antica, evidenti solchi carrai incisi nella tagliata di tufo. A partire dal II-III secolo dopo Cristo, alcune sepolture modeste a fossa, disposte lungo l’asse stradale, sembrano documentare il progressivo abbandono della strada e la trasformazione del suo ruolo all’interno del paesaggio. Dalla strada si accedeva a un piccolo edificio di culto, un sacello a pianta quadrangolare, di dimensioni contenute ma di grande interesse simbolico e archeologico. La struttura misura circa 4,5 per 5,5 metri ed è costruita con murature in opera incerta di tufo, con tracce di intonaco ancora visibili sulle pareti interne. Al centro dell’ambiente, in asse con l’ingresso, è stata rinvenuta una base quadrata in tufo intonacato di bianco, interpretabile come un altare o parte di esso. Sulla parete di fondo, sempre al centro, un avancorpo in muratura doveva fungere da base per una statua di culto. Lo scavo ha messo in luce un dato particolarmente significativo: il sacello fu realizzato al di sopra di un deposito votivo ormai dismesso. All’interno di questo deposito sono stati rinvenuti numerosi ex voto, tra cui teste, piedi, statuine femminili e due bovini in terracotta. Si tratta di materiali che indirizzano l’interpretazione del luogo verso un culto legato a Ercole, divinità ampiamente venerata lungo la vicina via Tiburtina, da Roma fino a Tibur, dove erano presenti diversi templi a lui dedicati. Alcune monete in bronzo rinvenute nel contesto consentono di datare la costruzione del sacello tra la fine del III e il II secolo avanti Cristo, collocandolo pienamente nell’età repubblicana. Stipe votiva rinvenuta nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Ex voti rinvenuti nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Statuetta di bue rinvenuta nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Stipe votiva rinvenuta nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Statuetta di Ercole. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Statuetta di Ercole. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Sul pendio tufaceo che degrada da via di Pietralata è stato individuato anche un complesso funerario di notevole importanza. Due corridoi distinti e paralleli, i cosiddetti dromoi, conducono a due tombe a camera databili tra il IV e l’inizio del III secolo avanti Cristo. La prima, indicata come Tomba A, presenta un ingresso monumentale alla camera interna scavata nella roccia. Il portale, realizzato in pietra con stipiti e architrave, era chiuso internamente da una grande lastra monolitica. All’interno della sepoltura sono stati rinvenuti un grande sarcofago e tre urne, tutti in peperino. Il corredo comprende due vasi integri, una coppa a vernice nera, una brocchetta in ceramica depurata, uno specchio e una coppetta, anch’essa a vernice nera. La Tomba B, probabilmente realizzata in un momento leggermente successivo ma sempre in età repubblicana, nel III secolo avanti Cristo, era chiusa da grandi blocchi di tufo. La camera presenta sui lati delle banchine destinate alla deposizione dei defunti. Tra i resti umani è stato individuato uno scheletro maschile adulto, del quale è stato finora recuperato soltanto parte del cranio. Su questo elemento è stato riconosciuto il segno di una trapanazione chirurgica, una testimonianza di grande interesse per la storia della medicina antica. Le due tombe facevano parte di un unico complesso funerario che doveva presentare una facciata monumentale in blocchi di tufo, oggi in gran parte scomparsa. Alcuni elementi risultano infatti asportati e reimpiegati già in età romana. La monumentalità dell’insieme suggerisce l’appartenenza a una gens facoltosa e influente, attiva in questo settore del territorio. Tomba di età repubblicana. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba di età repubblicana. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A, urna. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A, specchio. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A, vasi. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba B. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba B. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tra le strutture più imponenti emerse dallo scavo spicca la cosiddetta vasca est. Si tratta di una struttura monumentale di circa 28 metri di lunghezza per 10 di larghezza, con una profondità di 2,10 metri. La vasca fu realizzata nel II secolo avanti Cristo, come indicano le tecniche murarie in opera incerta. A partire dal I secolo dopo Cristo la struttura sembra perdere progressivamente la sua funzione, entrando in una fase di abbandono che culmina con la chiusura definitiva alla fine del II secolo dopo Cristo. Le murature in opera cementizia erano originariamente rivestite da un compatto intonaco bianco, oggi quasi del tutto distaccato, del quale rimangono solo alcune tracce. L’intera vasca era coronata da una cornice in grandi blocchi di tufo. Al centro dei due lati lunghi sono presenti nicchie con volta a botte, mentre su uno dei lati corti è stato individuato un dolio inglobato nella gettata di cementizio. Sull’altro lato corto si conserva una piccola rampa rivestita in blocchi di tufo lavorati, che tuttavia non raggiunge il fondo della vasca. Al di là della presenza dell’acqua e dei sistemi di raccolta, la funzione della struttura resta incerta. I materiali rinvenuti, tra cui terrecotte architettoniche e frammenti ceramici con graffiti, fanno ipotizzare un possibile utilizzo cultuale, anche se non si può escludere un impiego legato ad attività produttive. La vasca era alimentata da un sistema di canalette che convogliavano l’acqua sia dal corso d’acqua naturale sia dal pendio ancora visibile a lato di via di Pietralata. Una seconda vasca monumentale, definita vasca sud, è stata individuata poco distante. Questa struttura è scavata nel banco tufaceo e misura circa 21 per 9,2 metri, raggiungendo una profondità di circa 4 metri. Le pareti dell’invaso sono rivestite da murature in blocchetti squadrati disposti in modo irregolare, databili al II secolo avanti Cristo. Un secolo più tardi furono aggiunti ulteriori setti murari in opera reticolata e in opera quadrata di tufo, che delimitano la sommità della vasca. L’accesso avveniva attraverso una rampa in grandi basoli di tufo, poggiata direttamente sul terreno, seguita da una seconda rampa più stretta, realizzata in cementizio e pavimentata con lastre rettangolari, che consentiva di raggiungere il fondo. Anche per la vasca sud la funzione non è ancora chiaramente definita, soprattutto perché non sono stati finora individuati canali di adduzione o di deflusso delle acque. Tuttavia, la struttura presenta alcune analogie significative con la vasca scoperta recentemente a Gabii dall’Università del Missouri in collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii. In particolare, il tipo di pavimentazione basolata della rampa di accesso richiama il confronto con il contesto gabino, datato al III secolo avanti Cristo, per il quale è stata avanzata un’ipotesi di funzione sacra. Il materiale ceramico rinvenuto negli strati di riempimento della vasca di Pietralata suggerisce un abbandono nel corso del II secolo dopo Cristo. Vasca est. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca est. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca est. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma https://www.finestresullarte.info/archeologia/importanti-scoperte-archeologiche-roma-sacello-tombe-repubblicane-vasche-monumentali
    2 punti
  4. Dramma storico in atto unico di Cataldo Russo. Palazzo Granaio Ingresso libero, consigliata prenotazione tel. 320-2512997.
    2 punti
  5. Non la hai ancora comprata e pensi a quanto potresti rivenderla? Ti conviene decisamente altro per investire.
    2 punti
  6. L'ottava Zecca Philaldelphia, Charlotte, Dahlonega, New Orleans, San Francisco, Carson City, Denver, queste, in ordine cronologico, le sette sedi della Zecca federale statunitense aperte dal 1792 al 1906. E poi c'è lei, l'ottava Zecca, quella della quale pochi si ricordano, anche tra i collezionisti americani... figurarsi gli altri La Zecca di Manila Parlarne ci porta oltre il limite temporale che avevamo fissato all'inizio, il 1919, anno della morte di Theodore Roosevelt, ma il discorso sulle emissioni USA per le Filippine non sarebbe completo se non raccontassimo la sua storia, e del resto quel limite lo avevamo già eluso, parlando del tesoro sommerso nel 1942. Come abbiamo visto, le coniazioni per le Filippine erano avvenute, dal 1903 al 1919, nelle Zecche di Philadelphia e San Francisco, la seconda soprattutto. Ma a lungo andare la cosa stava diventando antieconomica, e così il Tesoro iniziò a premere per l'apertura di una Zecca in loco, ottenendo infine che, l'8 febbraio 1918, fosse approvato uno stanziamento di 100.000 pesos per l'apertura di una filiale della Zecca a Manila. I macchinari occorrenti furono costruiti a Philadelphia, sotto la supervisione del Chief Engineer della Zecca, Clifford Hewitt. Testati là nel giugno 1919, vennero smontati e spediti nelle Filippine attraverso il canale di Panama (del quale parleremo a lungo, oh sì ). I macchinari arrivarono a Manila in novembre, seguiti, alla fine del mese, dallo stesso Hewitt, con il compito sia di installare le macchine che di addestrare il personale che avrebbe dovuto usarle. In queste foto, scattate all'incirca nel 1921, li vediamo entrambi, i macchinari al pianterreno della Zecca e un gruppo di impiegati e operai in posa difronte all'ingresso della stessa. Poiché lo stanziamento originale prevedeva il doppio della cifra poi realmente impegnata, c'era bisogno di fare economia, e così si decise di installare la Zecca in un edificio già esistente, anziché in uno costruito appositamente. La scelta cadde sul Palacio de la Intendencia, una storica struttura coloniale spagnola costruita all'inizio del XIX secolo, che fungeva da dogana e ospitava diversi uffici governativi. Nel palazzo, la Zecca occupava solo il piano terra, ai piani superiori c'erano la sala del Senato filippino, e gli uffici del Tesoro. La Zecca di Manila venne formalmente aperta il 15 luglio 1920. petronius
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  7. Ciao, oggi condivido un denario di Gordiano lll con al rovescio la personificazione della Salute, dea propiziatoria e portatrice di buona salute e prosperità, molto venerata dai romani(RIC 129a). Non è un caso che posto l'ultima moneta dell'anno che ha la Salute raffigurata. Mi da l'occasione per augurare a tutti gli appassionati della sezione monete imperiali e del forum in generale un 2022 ricco proprio di salute(la cosa più importante) e prosperità, per tutti noi ed i nostri familiari, certo che il nuovo anno sarà migliore dei due maledetti che ci lasciamo alle spalle. Sereno anno nuovo a tutti noi e.... ad majora semper?. ANTONIO MM 20 G 2,98
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  8. .Finalmente, @miroita, riesco a postare i miei 2 denari. Peso gr. O,6 diametro 16 mm. Stesso peso, diametro 15 mm.
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  9. Buonasera @Fondamentale condivido totalmente il tuo pensiero. Purtroppo non tutte le persone sono obiettive e seguono tesi strane forse dettate dalla scarsa conoscenza delle tecnologie dei metalli. Anche il dritto è diverso per via del profilo, e poiché sembra che le coppie di conii (profilo diverso e SIGILIAR) sono sempre stati messi insieme concordo con te che è effettivamente una variante o un tipo di piastra diversa dalle altre. Per tanto, gradirei che nei cataloghi venga annoverata ancora. @AndrewChoosy e @LOBU se a voi questa variante non vi garba o ritenete che non esiste i cataloghi non li comprate. Saluti, Sergio.
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  10. Va detto che non si tratta di una variante così rara. In un mio archivio fotografico in un campione di 218 Piastre del 1795 il 22% è la SIGILIAR. Per cui dico: - non è una variante rarissima; chi lo afferma è in mala fede o non ha fatto statistiche sulla incidenza della SIGILIAR su un ampio campione - se fosse una crepatura del conio è singolare che non si noti, in tutti i 48 esemplari, una progressione della frattura. Sono tutte uguali. VARIANTE non comune
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  11. E' presentato da " Uncertain germanic tribes " un interessante esemplare in AE imitativo di tipi costantinei, con al diritto busto laureato e corazzato ed al rovescio figure ai lati di scudo su altare . Sarà il 1 Febbraio in vendita Num.Naumann 161 al n. 636 .
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  12. Con quelle dimensioni opterei per un AE 3. Il peso risolverebbe la questione. Arka # slow numismatics
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  13. Salve @Marco_Deideri dovrebbe essere un AE3 " FEL TEMP REPARATIO" di Giuliano II da Cesare (FL CL IVLIANVS NOB C) ,credo zecca di Lugdunum (Lione)
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  14. DE GREGE EPICURI @fofoNon "sugli" Appiani, ma su Andrea Appiani, nato a Milano nel 1754 da padre medico, che avrebbe voluto indirizzarlo alla sua stessa professione.
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  15. DE GREGE EPICURI Bene, ritorniamo a un tema di monetazione romana provinciale! Una moneta di Stobi è stata una delle prime provinciali che ho avuto, comperata al mercatino del Cordusio circa 30 anni fa; non avevo cataloghi, questo Forum non esisteva e non riuscivo a classificarla; ricordo che andai al Castello da Rodolfo Martini per poterla identificare.
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  16. Ciao La patina è sempre un rebus, ci andrei piano a fare calcoli ottimistici. Se dovesse uscire nera a pois?? Inoltre ti consiglio di comprare per collezionare, il rivendere è un'altra storia 😉
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  17. A voi litiganti, vi invito a recuperare il de Sopo e a leggere il capitolo su variante e varietà
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  18. Buonasera! Non è questione di arrampicarsi sugli specchi, ma di girare la frittata... Partiamo dalle base: cos'è una variante? Per me una variante è una moneta che, appunto, varia rispetto allo standard. Ma per essere interessate dal punto di vista numismatico e collezionistico DEVE avere un plus che conferisca al tondello di metallo un interesse maggiore rispetto alle altre. Una ciocca di capelli un po' diversa, un naso appena più lungo, un collo leggermente più corto, ecc ecc ecc NON aggiungono nulla. Le varianti, quelle VERE, hanno anche un interesse storico e possono celare stratagemmi ai più ignori o messaggi nascosti. Questo sempre per me. È evidente che per voi non è così...
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  19. Buonasera @Ilnumisma purtroppo non conservo foto della moneta ne prima e ne dopo perché poi la vendetti. Concordo con @m_77 che ti ha spiegato tutto in maniera precisa e corretta. L'acetone puro è questo, ho fatto prima ad andare in ferramenta a fare le foto piuttosto che scavare nel garage di mio figlio.
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  20. Il tris d’assi bibliografico dei libri/cataloghi di numismatica di Ambrosiana di Quelli del Cordusio !
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  21. Portogallo 2026 100 anni del Rotary in Portogallo tiratura 500.000: Portogallo 2026 70° anniversario della Fondazione Calouste Gulbenkian, tiratura 100.000 :
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  22. Grazie mille @miroita!!! Complimenti ancora per il tuo bellissimo studio.
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  23. Concordo con @appah sull'identificazione della moneta in questione
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  24. @gpittini Direi che potrebbe trattarsi del tipo imitativo VLPP ipoteticamente derivanti dal celebre rovescio costantiniano VICTORIAE LAETAE PRINC PERP con le due vittorie che sorreggono uno scudo sopra un altare. Questo tipo emesso verosimilmente tra il 313 e il 320 dc è stato uno dei più copiati in assoluto del IV secolo. Spesso prodotte in aree di confine o in contesti dove la circolazione monetaria era insufficiente. Secondo le fonti maggiormente accreditate la probabile origine è di area balcanica/danubiana, ma ci sono stati ritrovamenti meno frequenti anche in Gallia e in Britannia. Il VLPP fu verosimilmente il tipo costantiniano più copiato a causa dell’ampia diffusione dell’originale e dall’iconografia relativamente semplice da riprodurre. Le imitazioni VLPP sono classificate in 4 gruppi, tale suddivisione pur non essendo uno standard accademico è una convenzione abbastanza utilizzata da studiosi e numismatici. Direi che la moneta da te postata potrebbe essere ascrivibile al Gruppo 3 VLPP. Per comodità le caratteristiche dei 4 gruppi. Gruppo 1 - Le più vicine allo stile romano. Caratteristiche Ritratto proporzionato, quasi “di zecca”. Legende quasi corrette (VLPP, VLLP, VIC LAET PRIN PER). Altare e Vittorie ben riconoscibili. Peso e diametro vicini allo standard AE3. Dove prodotte Aree romanizzate con carenza di moneta: Balcani, Gallia, Britannia. Perché importanti Sono le imitazioni più “credibili”, spesso confuse con emissioni ufficiali. Gruppo 2 - Imitazioni stilizzate ma leggibili Caratteristiche Ritratto più rigido o semplificato. Legende con errori evidenti, lettere invertite o mancanti. Rovescio riconoscibile ma meno curato. Peso più variabile. Dove prodotte Zone periferiche dell’Impero, spesso lungo il limes. Perché importanti Mostrano la transizione tra imitazioni “buone” e imitazioni popolari. Gruppo 3 – Imitazioni barbariche vere e proprie Qui lo stile diventa decisamente non romano. Caratteristiche Ritratto deformato o “tribale”. Legende quasi sempre illeggibili o decorative. Le due Vittorie diventano figure schematiche. Altare ridotto a un blocco o a una linea. Peso molto irregolare. Dove prodotte Aree barbariche oltre il Danubio. Comunità locali che imitavano monete romane per necessità. Perché importanti Sono testimonianze dirette dei contatti economici tra Romani e popoli esterni. Gruppo 4 – Imitazioni degenerative / tardo-imitative Le più tarde e rozze, spesso prodotte quando il tipo VLPP era già fuori corso. Caratteristiche Ritratto quasi astratto. Legende ridotte a linee o punti. Rovescio completamente semplificato. Peso minimo (AE4 molto piccoli). Dove prodotte Aree rurali o tribali nel V secolo. Spesso trovate in tesoretti misti con imitazioni di FEL TEMP. Perché importanti Mostrano la “vita lunga” del tipo VLPP, imitato anche decenni dopo la fine delle emissioni ufficiali. allego alcuni esempi del tipo
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  25. La seconda, per me, è più antica e dovrebbe essere del XII secolo, mentre la prima orientativamente fine XII - XIII secolo.
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  26. Ciao ma grazie!! Guarda già è tanto. Sai dove l'ho trovata? Mentre facevo trekking nel deserto del Sahara. Per me vale piu di quanto immagini. Grazie ancora
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  27. lebbrosari orientali le BB rosario, R I e N tali Bello e mai visto prima
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  28. signora operosa e saggia S ignora O però sa ESaG ? Già ! Esatto ! Buon pomeriggio !
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  29. Concordo con l'ipotesi, dovrebbe essere questa
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  30. Indubbiamente è collezionabile, era preferibile in una conservazione più bassa ma senza quel timbro, una scritta o una piccola riparazione con il nastro adesivo sarebbero stati più discreti. Quel timbro è posizionato al recto ed è sin troppo vistoso, ogni volta che si sfoglierà il raccoglitore per visionare la propria raccolta sarà la prima cosa che purtroppo attirerà l'attenzione, se fosse stato impresso al verso il valore non sarebbe cambiato, ma avrebbe migliorato e di molto l'impatto visivo.
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  31. Buongiorno, condivido il mio più recente acquisto per chi come me ha un debole per il bronzo 😅 Oncia serie Apollo/Apollo Cr. 18/6 BB gr.20.5 Ø 26mm Moneta a mio parere assai vissuta ma molto gradevole allo sguardo; per 170 euro posso ritenermi soddisfatto. Un saluto a tutti gli appassionati Lorenzo
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  32. pesa esattamente 5,00 grammi. probabilmente rimuovendo lo sporco calerebbe di qualche centesimo
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  33. Buongiorno @LightHere71 potrebbe essere un follaro di Tancredi per Antiochia ma ci sono de follis bizantini similari quindi chiederei a @le90 se ci aiuta 🙂 https://www.acsearch.info/search.html?id=10627698
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  34. a mio avviso sarebbe più corretto definire questa piastra con variante "naso lungo" dove è evidente che il profilo del Re è diverso dalle altre piastre della stessa tipologia e quindi tipologia a se piuttosto che classificarla con un improponibile G capovolta dove è chiaro che tutto può essere tranne che una G capovolta...
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  35. Probabilmente gli sfilacci di carta che hai levato erano fibrille luminescenti rimaste al di fuori della carta durante il processo di produzione. In ogni caso è un difetto senza valore.
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  36. Letteralmente qualsiasi tanichetta di acetone che trovi in ferramenta. Se hai dei dubbi sulla purezza puoi versarne un pochino in un barattolo di vetro e lasciarlo fuori ad evaporare.. potrai quindi osservare se rimane qualche residuo. Se e' puro non vedrai niente. L'acetone non fa niente ai metalli, e' un solvente principalmente per composti organici.. e le monete ed i loro ossidi non lo sono. E' molto più dannoso il "cottonfioc" che graffierà la moneta (anche se impercittibilmente ovviamente).
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  37. Hai assolutamente ragione. Nel nostro Paese molti la pensano come te: la cultura non dà da mangiare quindi non si investe su si essa e la si marginalizza. Questo lo fa la maggior parte della società, politica compresa.
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  38. Aggiungo una coppia di francobolli, sempre emissione congiunta, nuova, commemorativa dei 30 anni della compagnia aerea dell'Africa orientale.
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  39. Niue 2026 - 2 dollari in ag. 999 (g. 62,20) Per i nostalgici dell'interfaccia di MSN MESSENGER
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  40. Salve @ARES III questo sito sta a 500 metri da dove lavoro e sono cresciuto..non è accessibile facilmente ma da fuori è uno spettacolo per gl'occhi. Pensare ,da quanto mi ricordo, è stata sempre un area recintata con fitta boscaglia e delle marane dove da piccoli andavamo a giocare a pallone e a catturare salamandre. 3 o 4 anni fa avevano deciso di bonificare l area per farne un parco ma... hanno trovato un muro...il resto è nelle foto che hai postato 😁
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  41. ciao a tutti @euro collezionista @gabriele8883 @[email protected] @andreacap @Mayer @Savste86 @Karma @squyrry @gasp.are @Yak @Ciccio 86 @Romolo75 @matcor @stegiato @aldo marchesi @katomic @Sgheo @Yosemite Sam @cr1c3t0 @Presidente @andrea0685 @Gabriele @AngryBird a causa di problemi di distribuzione la moneta Croata al momento non è disponibile, di conseguenza la sposto nella prima razzia 2026. questa sera inizio ad inviare i totali grazie Pino
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  42. Proseguiremo poi nella visita alla Sala 19 con le esposizioni di monete della zecca di Milano e di zecche italiche.
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  43. Finalmente è apparsa una moneta che posseggo!
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  44. Una bibliografia sulle monete di Quentovic Un monnayage d'argent mérovingien attribuable à l'emporium de Quentovic: découvertes récentes et synthèse des connaissances By Bruno Foucray https://www.academia.edu/45206491/Un_monnayage_dargent_mérovingien_attribuable_à_lemporium_de_Quentovic_découvertes_récentes_et_synthèse_des_connaissances?sm=b
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  45. Si vede anche senza lente che è un pezzo di metallo separato dal carattere punzonato (conio sporco, esubero)
    1 punto
  46. Ciao @Carlo. classificata come R2 da un NIP, mi sembra. La stima in asta è stata di 20 € con prezzo iniziale 5 € e un risultato di 8 € e tre offerte. A leggere quanto scritto da @EM9397 al precedente post #6 l’esemplare -se effettivamente genuino- dovrebbe essere valorizzato molto di più, credo! Inoltre, la Casa d’aste fa riferimento ad un esemplare esitato nel 2022 da InAsta, seppure come: INDICATIVE AUCTION VALUE (if available) : 1) Inasta A98, 28/02/2022 l2047 - F+ - 12 (Hammer Price) Questo esemplare però è un 2,5 soldi del 1744: https://www.numisbids.com/sale/5438/lot/?lot=2047
    1 punto
  47. E qui mi crogiolo in quello che avevo scritto prima... A volte la prima impressione non tradisce..
    1 punto
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