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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/20/26 in tutte le aree

  1. Buongiorno a tutti Pensavo di catalogare in collezione questa moneta SPL + nel chiedere un vostro parere in proposito, sollevavo un dubbio sui puntini consumati nella corona...vi è qualche esperto di questa tipologia? Grazie in anticipo per il vostro contributo. Peso 28,094 gr. diametro asse orizzontale 40mm, diametro asse verticale 39,65mm
    3 punti
  2. Da Iconio di Licaonia, un esemplare in AE per Adriano, con al diritto testa dell' imperatore ed al rovescio figurazione di Perseo che solleva la testa di Medusa . Sarà il 1 Febbraio in vendita Num.Naumann 161 al n. 261 .
    2 punti
  3. Grazie @Rocco68... sfugge sempre qualcosa, visto che ci sei, sarebbe gradito anche un tuo commento in merito alla questione...
    2 punti
  4. Grande lavoro di Giancarlo Alteri nel libro/catalogo con l’intento di unire i passi del Vangelo con le monete in esse citate, tema che affascina tutti ed e’ alla base del Cristianesimo passando da storia a numismatica a teologia nel museo per eccellenza e storia milanese. Chi sarà presente sarà omaggiato di una copia.
    2 punti
  5. Buon giorno. Dovrebbe trattarsi di una parziale occlusione del conio. Il fatto è abbastanza frequente su monete ad alta tiratura come questa che è stata coniata in circa 450 milioni di pezzi. Cordiali saluti. Gabriella
    2 punti
  6. Dalla rete la locandina di invito al convegno
    1 punto
  7. 1 punto
  8. No @Marco_Deideri è un altra moneta della stessa tipologia ma non la stessa 🙂 Si scusa è la stessa mi ha confuso il colore. Allora la zecca non è CONSS ma CONSΔ
    1 punto
  9. è l'altare = laterale è l'altare - laterale
    1 punto
  10. Sempre in prima linea Marione, sempre di una certa rilevanza! Sei l'ardito della numismatica 😎. Complimenti per l' evento e la solita ( mai scontata) passione🫡
    1 punto
  11. Per celebrare l'evento venne emessa una medaglia commemorativa ufficiale, il primo esemplare della quale fu coniato da Sergio Osmeña, Speaker della Camera dei Rappresentati (il Parlamento) delle Filippine. La medaglia divenne popolarmente nota come "Wilson dollar" (sebbene non fosse una moneta a corso legale), a causa delle sue dimensioni (38 mm., come i dollari d'argento), e del ritratto di profilo di Woodrow Wilson che campeggia al dritto, circondato dalla legenda PRESIDENT OF THE UNITED STATES. Al rovescio è raffigurata Giunone Moneta, che istruisce un giovane, che rappresenterebbe il personale alle prime armi della Zecca, nell'arte del conio. La legenda recita TO COMMEMORATE THE OPENING OF THE MINT / MANILA P.L., insieme alla data, 1920. Il disegno della medaglia è opera di Clifford Hewitt, mentre i conii furono incisi a Philadelphia da George Morgan, diventato nel frattempo Chief Engraver. Vennero prodotte 2.200 medaglie in argento (2.000 coniate il primo giorno), vendute a 1 dollaro l'una, e 3.700 in bronzo, acquistabili al prezzo di 50 centesimi. Ci furono poi almeno cinque specimen in oro (il numero è incerto), non è chiaro se coniati a Manila o Philadelphia, uno dei quali fu donato al Presidente Wilson e un altro al Segretario alla Guerra Newton Baker, mentre tre rimasero nelle isole, dove si presumeva fossero andati perduti nella devastazione della Seconda Guerra Mondiale. Almeno fino al 1963, quando Hibler e Kappen, gli autori di So-Called Dollars, riferirono che due di essi si trovavano in collezioni private in California e Iowa. Uno dei due sarebbe quello in foto, comparso in asta Stack's Bowers del febbraio 2015. George Morgan aveva siglato la medaglia con la sua iniziale, M, sia al dritto che al rovescio. Al dritto, sul petto di Wilson, ma per quanto abbia visionato le foto di diversi esemplari nei tre metalli, non sono riuscito a individuarla. Più facile da vedere al rovescio, sopra il sandalo di Giunone Da segnalare infine che un certo numero di medaglie in argento venne gettato in mare nel 1942, insieme ai pesos di cui abbiamo parlato nei post precedenti, per sottrarle ai giapponesi. petronius
    1 punto
  12. Direi follis di Costanzo II, sul rovescio Gloria exercitus, Costantinopoli
    1 punto
  13. 1 punto
  14. È su l'arca sua L, MeN teda, L largo mento= esular casualmente dall'argomento.
    1 punto
  15. esular casualmente dall'argomento è su l'arca sua L, M e N teda, L largo mento Bello
    1 punto
  16. Molto volentieri. le faccio domani con luce naturale se ha pazienza. Grazie per il Suo tempo
    1 punto
  17. Un segno evidente della volontà divulgativa del gruppo numismatico Quelli del Cordusio. Non solo monete e libri per i giovani, convegni numismatici a Milano ogni anno con pubblicazione del Gazzettino, incontri e tanto altro. Ma collaborazioni con le eccellenze del mondo numismatico, pubblicando tre cataloghi per una prestigiosissima istituzione di Milano e dell’Italia intera come la Veneranda Biblioteca Ambrosiana.
    1 punto
  18. Un altro imperdibile evento organizzato in uno scenario superbo. Ambrosiana e Cordusio, un duo che ancora riesce a stupire. Una mostra, catalogo, tutta da scoprire. Merita assolutamente una visita, poter vedere le monete che giravano al tempo di Gesù, magari passate fra le mani di qualche personaggio citato nei vangeli. Questi sono eventi che non si possono perdere.
    1 punto
  19. La deriva della discussione - e di questo passo, anche quella della numismatica - ci porterà verso il "Nuovo manuale del collezionista - completo di introduzione alla rinoplastica". Dalla variante "naso lungo" 1795, alla variante "naso a patata" 1833 fino alla variante "nasino alla francese" 1836. Saluti
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  20. Si senza ombra di dubbio, ce l'ho anche io nella mia collezione di falsi. Anche il SdZ è difforme dall'originale Confronto dei SdZ Sdz.bmp
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  21. Salve @Ciano4 dovrebbe essere un AE3 "VOT V" "CAESARVM NOSTRORVM" di Crispo da Cesare ( Crispvs Nob Caes). Non leggo la zecca. https://www.acsearch.info/search.html?id=14435535
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  22. E' un raro falso d'epoca. Il falsario ha ritoccato a mano lo stampo perchè probabilmente nella compressione con la moneta originale non sono state trasferite bene le impronte e ha sbagliato a scrivere la N (errore tipico quando si deve ragionare a specchio)
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  23. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 22 gennaio 2026, emette un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica le Eccellenze del patrimonio culturale italiano dedicato all’Accademia di Belle Arti di “Brera” Milano, nel 250° anniversario della fondazione. Tiratura: duecentomila-venticinque carte-valori postali. Indicazione tariffaria: B zona 1. Descrizione del francobollo La vignetta raffigura una composizione grafica che unisce un particolare della medaglia raffigurante “Minerva con il gruppo delle Tre Grazie in mano”, incisa da Luigi Manfredini, con il disegno preparatorio della stessa medaglia realizzato agli inizi dell'Ottocento da Giuseppe Bossi, che ebbe un ruolo molto attivo nella scena artistica, politica ed educativa del suo tempo, dando un grande impulso all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e contribuendo a renderla una delle istituzioni più prestigiose d’Europa. In alto a sinistra è riprodotto il logo ufficiale dell’Accademia. Completano il francobollo le legende “MILANO” e “DAL 1776”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B ZONA 1”. Bozzetto: Emanuela L’Abate. I francobolli sono stampati dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia; colori: quadricromia; carta: bianca, patinata neutra, autoadesiva, con imbiancante ottico; grammatura: 90 g/mq; supporto: carta bianca, Kraft mono-siliconata da 80 g/mq.; adesivo: tipo acrilico ad acqua, distribuito in quantità di 20 g/mq (secco); formato carta e formato stampa: 30 x 40 mm.; formato tracciatura: 37 x 46 mm.; dentellatura: 11 effettuata con fustellatura; i fogli contengono quarantacinque carte-valori postali più, sulla cimosa, la riproduzione monocromatica del logo MIMIT.
    1 punto
  24. Sono monete molto falsificate, per cui dovresti postare (come già detto) ogni singola moneta fotografata perpendicolarmente fronte retro e contorno. È poco probabile che possano avere a che fare con le Libia e dato il tipo di esemplari (da quel che vedo e da come sono assortiti) è più facile ritenerli tutte riproduzioni. Il peso può facilmente dare indicazioni. Per il momento posso assicurarti che il 5 Lire 1824 è sicuramente un falso da bancarella poiché presenta il 4 chiuso. Vedi qui sotto:
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  25. No in realtà volevo bocciare il tipo di discorso consumistico che hai fatto come esempio. Il de Sopo diceva, e mi trova d'accordo, ci sono 3 livelli di varianti (per importanza) 1 variante di legenda (la meno importante) 2 variante di stemma/simbolo 3 variante di ritratto Le varietà è intesa come leggero cambiamento del conio come ciocche capelli, punti, e simili. La varietà e la variante sono modifiche volute del conio, tutto ciò che ci fa pensare a modifiche involontarie resta tra i difetti al massimo tra le curiosità. Oggi sono tutte varianti importanti purtroppo, serve reintrodurre una gerarchia Parlavo in termini generici per fare capire che non si trattava di varianti come molti sostengono
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  26. Ho anch'io una moneta da 20 cent di € RF 1999 usata,accetto offerte.
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  27. Segnalo l'uscita della nuova opera di medaglistica a cura di Adolfo Modesti con molte immagini a colori di medaglie con edifici religiosi (chiese, basiliche, abbazie, ecc.). Vi hanno collaborato numerosi autori di numismatica (compreso un mio modesto contributo). pp. 580 Roma 2016 per informazioni [email protected]
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  28. Ciao Lorenzo, la Piastra di cui si sta discutendo la presi da un Listino di De Falco molti anni fa, conservo i documenti originali e il cartellino accompagnatorio. Nessun riferimento da parte di De Falco riguardo le differenze nel busto e ne tantomeno alla lettera G "deformata". Mi piace comunque averla in raccolta a fianco della Piastra 1795 "normale" e mi piace pensare che sia proprio per la sua unicità di conio ...il passaggio dal precedente Busto del 1794 al nuovo e successivo 1795. Non mi esprimo sulle altre questioni della discussione perché ogni collezionista ha un suo modo intimo e personale di interpretarle...giusto o sbagliato che sia. Un saluto a tutti .
    1 punto
  29. restaurare cimeli resta U, rare C, I meli Buongiorno Apollonia
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  30. No Lorenzo,sono state classificate varianti i tagli del collo,le dimensioni della testa, ciuffo alzato, ciuffo calato e cose simili,non capisco perché non si può definire variante un naso diverso dallo standard,a meno che tu non abbia trovato lo stesso profilo in altre annate... Ma poi si sta discutendo di una presunta variante di Ferdinando IV,cosa c' entra Ferdinando II, altrimenti allarghiamo a tutta la produzione napoletana,o no?...
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  31. Probabilmente perché chi ha catalogato le varianti nel secolo scorso (vedi Cagiati, Pannuti, Traina, ecc.), così come chi l'ha fatto negli ultimi dieci anni (vedi Di Rauso, Irpino, Magliocca, ecc.), evidentemente, non ha ritenuto opportuno dare tanta importanza (al punto da definirla una variante degna di nota) a un ritratto dello stesso identico "tipo" che presenta solo un apice nasale leggermente più pronunciato del normale. Non credi? Per quanto mi risulta, nell'intera monetazione napoletana, nessuna effige che presenta soltanto una minima differenza è stata definita e catalogata come "variante", a parte la testa di Ferdinando II "collo diverso", che si riscontra identica su diversi nominali (Decupla 1839 e 1844, Piastra 1840, 10 Tornesi 1839 e 1840), variante universalmente riconosciuta e facilmente individuabile anche senza l'ausilio di una lente. A proposito di effigi con il "naso diverso", ne abbiamo già discusso qualche anno fa in quest'altra discussione... Vi auguro una buona giornata, Lorenzo
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  32. Immagino sia dovuto ad un conio che ha lavorato molto più che a delle impurità...
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  33. E' una moneta che al quel tempo poteva circolare liberamente anche in Algeria, nulla di strano che si trovasse in quel posto.
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  34. I decreti rimandano sempre ad altro provvedimento...
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  35. Sicuramente falsa. Impronta poco nitida, rilievi impastati, poi il peso superiore è un indice inequivocabile di falsità.
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  36. Come già specificato nel mio intervento precedente mi sembra strano come non venga censita come variante del profilo del Re visto che è ben chiara la diversa fisionomia del ritratto di Ferdinando,la diversa rappresentazione del naso non è di certo il frutto di un problema o difetto di coniazione ma è chiaramente un modellato diverso e di conseguenza io reputo come variante rispetto ai modellati precedenti e successivi... Non mi è chiaro invece perché è stato scelto di sottolineare come variante una "cosa" a cui non si riesce (almeno io)a dare spiegazioni e liquidarla fantascientificamente come "G capovolta"... Che poi questa "cosa" la troviamo solo nelle piastre del 95 variante naso lungo è un' altro paio di maniche...
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  37. Ciao Cioè, equipareresti il difetto di conio a una varietà? (Per fare un esempio, l’1 rovesciato o la R senza stanghetta che troviamo sulle monete della Repubblica). Avrò frainteso, perché questo mi sembra un approccio “consumistico” tipico del mercato che cerca di promuovere la nuova variante a ogni costo. Il difetto di conio (ma lo sapete molto meglio di me) ovviamente altera il modello creato dell’incisore ma non per sua volontà; non va quindi a modificare il modello di quel conio che rimane invariato (o “variato”, se proprio vogliamo usare questo termine, solo a causa di una circostanza terza legata all’aspetto tecnico). Per mia scelta non ho mai dedicato attenzione alle varianti (scelta opinabile, me ne rendo conto, e con questo non voglio assolutamente aprire una questione a questo riguardo). Credo però, e questo mi pare sia cosa palese, che la spasmodica ricerca della variante sta producendo molti problemi di varia natura e tanta confusione, e tutto questo “battibeccare” ne è una dimostrazione. poi, se questa lettera in questione sia una G (cosa che non ho mai pensato) o non lo sia… ne rimango solo un curioso spettatore
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  38. Per capire bene se una moneta è stata pulita e presenta piccoli graffi o quant'altro, è necessario toglierla dalla plastica.
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  39. Da Dokkum nel margraviato di Frisia, un esemplare di denaro battuto da Bruno III di Brunswick per Enrico IIi imperatore, con al diritto testa di Enrico ed al rovescio BRVN contornato da leggenda . Sarà il 1 Febbraio in vendita Num.Naumann 161 al n. 713 .
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  40. Dramma storico in atto unico di Cataldo Russo. Palazzo Granaio Ingresso libero, consigliata prenotazione tel. 320-2512997.
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  41. Il catalogo dell‘esposizione presenta 148 monete con una splendida selezione dei nominali in elettro e in oro primitivi che tanto ci affascinano. le schede descrittive sono a cura di Wartenberg e Fischer-Bossert. Pur senza risolvere le numerose questioni cronologiche che interessano ( da secoli) questi pezzi vi sono nel testo alcune considerazioni importanti per comprendere meglio la loro origine e la loro evoluzione. intanto si conferma la datazione piu‘ alta del ripostiglio dell‘Artemision - in precedenza riportata al 610 aC e ora posta più‘ correttamente al 640-620 aC. Secondo punto importante il famoso Kukas e‘ identificato come Gyges le cui monete precedono la data del 644 anno della sua morte in battaglia. Le monete successive che portano la legenda FAVFET si riferiscono ad un re di nome Alyattes che pero‘ non puo‘ essere il oadre di Creso ( molto successivo) bensi un Alyattes figlio di Gyges identificato come tale dsi due studiosi. ma l‘osservazione piu‘ interessante di tutte a mio avviso e‘ la considerazione che la moneta non sia nata per facilitare i commerci ( internazionali ) come sosteneva Aristotile bensi per un ‚esigenza molto piu‘ immediata e prosaica se vogliamo : quella di pagare il soldo ai mercenari che il re Lidio Gyges aveva assoldato per difendere la sua terra dai Cimmerii che erano scesi dalle steppe ( i russi dell‘epoca 😁 niente di nuovo sotto il sole). Gyges per fronteggiare i Cimmerii aveva stretto un’alleanza con gli Assiri ( gli USA dell‘epoca) che pero‘ non erano poi intervenuti ad aiutare i Lidii contro gli invasori calati dal nord e Gyges aveva dovuto rimediare un aiuto in fretta e furia assoldando mercenari che erano riusciti a proteggere il suo regno ricevendo una paga in cambio che - forse per la prima volta consisteva in monete (di elettro). i superbi Assiri - pur essendosi rifiutati d‘intervenire a proteggere il piccolo stato - non sarebbero comunque durati molto piu‘ a lungo soccombendo di li a qualche decennio, alla fine del VII secolo alla insorgente potenza Babilonese.
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  42. DE GREGE EPICURI Interessante, mai vista una imitazione simile. Però credo sia estremamente difficile sia collocarla geograficamente, che datarla. E' vero che parlando di "popolazioni germaniche" non si sono compromessi molto...
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  43. Lo scudetto di Walsee è spesso ben visibile. Qui tre esempi con tre diversi simboli ai lati: Arka # slow numismatics
    1 punto
  44. ma bisognerebbe che qualcuno andasse a vederlo il nostro catalogo, anche per farsi una idea.
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  45. https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I6/5 R2, dal nostro catalogo
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  46. Buona sera @LOBU e complimenti per l'interessante disanima e per averla introdotta qui sul forum, così da permettere il confronto con altri appassionati e cultori di questa monetazione. Dal confronto con gli altri le tesi esposte possono solo trarre giovamento.
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  47. Guardate cosa ho trovato!!! una delle prime monete,a forma di pesce(periodo circa 500/480 a.c.) moneta della Sarmatia,citta di Olbia. come potete vedere nella prima immaggine (pesce intero)non vi è alcuna iscrizione mentre nella seconda immaggine ,il pesce non e intero però la ha scritta OV.Che fa riferimento ad Olbia. Il pesce intero è databile al 500/480 a.c., dovrebbe avere il valore di 1/25 di obolo e il suo peso è di gr 2,3. Il seccondo pesce con il monogramma ov è databile al 410/360 a.c., dovrebbe avere il valore di 1/10 di obolo e il peso è di gr 1,4. Ciao a tutti Amir :D
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