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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/22/26 in tutte le aree
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Salve amici, è da un pò che non ci si sente ma in realtà, al di là di qualche problemino familiare attualmente risolto, sono stato impegnato per il completamento della pubblicazione del libro che, in pratica, riguarda tutta la mia collezione di antoniniani. Non so se è il caso di inserire in questa discussione la foto della copertina , sarete Voi a farmelo sapere. Comunque, la mia collezione di monete della Dinastia Severiana si allarga con tre denari di Settimio Severo provenienti dal tresòr di Nizy Le Comte che erano parte di un lotto messo in asta nell'anno 2013 da ALDE NUMISMATIQUE (Hotel Ambassador - Paris). Sperando sempre di fare cosa gradita pubblico parte delle foto. Se da Voi ritenuto interessante, a richiesta, allegherò anche foto del catalogo d'asta nel quale era inserito il lotto in parola a pagina 20. Buona visione e buona serata a tutti. Mario5 punti
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Buonasera a tutti, voglio mostrarvi questa moneta dal valore particolare: 1/26 di scellino (pari a mezo penny inglese). è stata coniata nel 1861 durante il lungo regno della regina Vittoria per il Baliato di Jersey, una minuscola dipendenza della corona britannica nel canale della Manica, per il quale (insieme a Guernsey) tuttora i sovrani inglesi si fregiano dell'antico titolo di "Duca di Normandia", ereditato dai tempi di Guglielmo il Conquistatore, appunto Duca di Normandia, prima ancora che re d'Inghilterra. La moneta è sicuramente MB, ma si può ancora distinguere lo stemma di Jersey con i tre leoni passanti, praticamente identico a quello inglese. Al dritto campeggia il volto di Vittoria, ma quello che colpisce è la ribattitura decisamente evidente: 1861. Avete mai visto qualcosa del genere? Quale motivo potrebbe celarsi dietro questa "ripetizione" dell'anno di coniazione che compare poco sotto? Un goliardico forse? O magari nasconde un senso più profondo, chissà una visita della regina sull'isola proprio nel 1861? Grazie a chi risponderà e un cordiale saluto Regium3 punti
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DE GREGE EPICURI Beh, sul V secolo credo sia fondamentale il lavoro proprio di @Poemenius, uscito "a pezzi" su questo Forum ma poi completato e pubblicato integralmente. Per quando @Carlo. vorrà cimentarsi...2 punti
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@anto R grazie per lo spunto! Sì, la Biblioteca. Quest'anno verrà messa in bilancio una cifra (etta) (ma per noi qualsiasi cifra è importante) per l'acquisito di alcuni libri, proprio per rinnovare ed arricchire la biblioteca dei soci. Abbiamo un elenco di titoli possibili e il budget, quando avremo deciso i titoli vi avviseremo! La scelta infatti deve accontentare varie tipologie di studio e collezionismo.2 punti
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1981? scherzo ovviamente La data è ben affossata e non presenta nessuna usura, significa che non è stata punzonata nello stesso anno riportato sulla moneta, sicuramente successivamente l'operazione non è stata più utilizzata per la spendita. Motivi della punzonatura? tanti, uno meno probabili dell'altro, se è d'epoca, magari effettuata subito dopo la demonetizzazione (non ne siamo certi), sarà stata una data importante per chi l'ha marchiata in questo modo.2 punti
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giusto per non farla sembrare una "verità rivelata" allego....2 punti
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Bellissima moneta! Purtroppo questa versa in condizioni un po' vissute... Escluderei che anno della moneta e della contromarca coincidano perché la moneta presenta una diffusa usata da circolazione e non penso potesse circolare ancora dopo la contromarca. Magari si tratta di una moneta che era significativa per la data di conio che è stata reiterata e evidenziata con la contromarca, difficile dirlo ma forse può trattarsi di un love-token. In ogni caso una bella e vissuta moneta vittoriana!2 punti
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DE GREGE EPICURI Posso dire solo che non compare nella "Silloge dei denari del Limes" pubblicata sulla rivista Ticinum di PV, anno XI n. 1 dell'ottobre 2010 (è sicuramente molto incompleta, ma per ora è l'unica che conosco; comprende 243 tipologie).1 punto
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Grazie a tutti per le risposte. Immaginavo fosse molto difficile trovare una spiegazione. Rimarrà un piccolo mistero vittoriano, che accrescerà il fascino della moneta!1 punto
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copiosa raccolta cerealicola CO pio, saracco L, tace rea L, I cola saracco : sega a mano di forma trapezoidale, con l’impugnatura fissata all’estremità più larga della lama Buona serata Apollonia1 punto
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A me piacerebbe vedere la copertina del tuo libro. Grazie. I denari sono molto belli.1 punto
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Malt E, MP oche, P asse, RAP resto = maltempo che passerà presto. Buon pomeriggio!1 punto
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Buongiorno @Poemenius, fai benissimo a permetterti! grazie del suggerimento! per il momento mi sento di dire che non colleziono monete romane in quanto la mia è una curiosità più sporadica che sistematica. mi è capitato di acquistare alcuni lotti a prezzi molto bassi e mi sono trovato a chiedere qui sul forum diverse identificazioni, impegnando anche il tempo dei diversi utenti che mi hanno gentilmente supportato. ho voluto quindi acquistare alcuni libri per potermi orientare nella monetazione e cercare di capire meglio un ambito che a me risulta ancora in larga parte ignoto. naturalmente, se dovessi in futuro decidere di collezionare in modo più strutturato la monetazione, acquisterò ulteriori testi più recenti ed approfonditi.1 punto
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Sono andato a fare alcune ricerche. Purtroppo senza immagini. Comunque, secondo me si potrebbe trattare del CNI 70 , Serafini 327.- Si tratta infatti dell'unico esemplare, Anno XVI, con stemma puntinato intorno citato in entrambi i cataloghi. Allego copie CNI e Serafini.1 punto
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mi permetto.... tenete presente che il bronzo è un ambito in cui solo dal RIC X che è del 1994, il mondo è notevolmente cambiato. con tutto il rispetto ovviamente per la storiografia numismatica, e per alcune intuizioni geniali del Sear, e davvero senza voler sminuire alcuni grandissimi, tra cui citerei la Cesano, a inizio 900, prendere a riferimento qualcosa di più vecchio del RIC X, per il V secolo, mi pare poco sensato..... è come tentare di capire il funzionamento di una Fiat 500 ibrida leggendo un manuale della Ford T ... certo, alcune cose sono ancora così...... sul IV secolo, questo volume, per esempio, è semplice, utile, e soprattutto aggiornato... A Handbook of Late Roman Bronze Coin Types, 324-395 : Caza, Shawn M.: Amazon.it: Libri ma potrei fare altri esempi1 punto
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A conclusione del discorso e ad ulteriore conferma della mole di rimandi culturali ed allusioni semantiche veicolate dalla sola forma di queste monete, riporto ancora un’immagine che mi sembra decisamente riassuntiva: terminata l’emissione dei primi dirham a forma tonda con il quadrato centrale inscritto, nel pieno del potere almohade erano questi i nominali circolanti che ci si poteva trovare per le mani, e la corrispondenza delle forme non poteva passare inosservata. Un nominale in argento, di valore inferiore e di circolazione usuale, la cui forma si inscriveva perfettamente in quella del nominale “nobile”, riservato agli scambi “elevati”. Come non scorgere un chiaro movimento “ascendente”, dal quadrato al cerchio, dall’argento all’oro? Come non leggere in questo accostamento un rimando all’ideale almohade della necessità di trascendere la dimensione materiale per aspirare a quella ultraterrena, di riconoscere la preminenza della realtà divina su quella umana? E così di fatto, con un messaggio religioso, si rimarcava la legittimità di un potere politico che proprio quella preminenza predicava e da quella preminenza traeva la propria ragion d’essere.1 punto
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Ops ! Hai ragione perfettamente! Sai questo succede soprattutto quando non si dorme per più di 24h... A mia discolpa: ho allegato immagini più belle!1 punto
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Avevo precedentemente sottolineato che gli Almohadi si erano presentati come i “rifondatori” dell’Islam: nell’intento della classe al potere, la forma quadrata dei dirham avrebbe dovuto significare la rottura con il passato, l’inizio di un nuovo ciclo, un “Nuovo Ordine”: ma perché adottare proprio tale forma a tale scopo? secondo alcuni, sarebbe stato il numero di lati (4) - oltre che l’equilibrio della loro uguaglianza - a costituire l’elemento di riferimento: 4 erano gli attributi classici del “buon governante” islamico (sapienza, onestà, competenza ed assenza di limitazioni nel corpo e nello spirito che possano pregiudicare giudizio ed azione); 4 erano stati i primi califfi, “i perfetti”, che avevano governato nell’età dell’oro del primo Islam, ora rifondata e re-instaurata dalla rivoluzione almohade; 4, ancora, erano i grandi profeti monoteisti tra i quali a Mosè, Gesù e Maometto si aggiungeva il Mahdi, Ibn-Tumārt…1 punto
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Angelo cortesemente metti sempre anche l'altra faccia delle cartoline mi aiuta ad avere un insieme coerente dell' oggetto. Converrai con me che sono affrancature particolari, basta guardare i valori di catalogo, se non ti dispiace scrivimi privatamente quanto ti sono costate, anche questo aiuta a capire. Per quella con annullo Mogadiscio bisogna trovare e controllare l' annullo, per l'altra da 30c vedi se con un lente ravvicinata riesci a leggere l'annullo. Per questo materiale Fabio e' sicuramente più esperto di me, vediamo se risponde al tag sopra. Contattarli e' difficile, gli ho scritto tempo fa non hanno mai risposto, quando trovi i loro libri non farteli scappare. Forse Fabio ti può aiutare anche in questo, lui conosce tutti nella Filatelia italiana e non.1 punto
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Buonasera cari colleghi collezionisti, Posso chiedere un vostro parere su questo 10 centesimi 1911? Grazie per il feedback1 punto
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Il Francobollo fa parte delle Colonie Italiane "Emissioni Generali", Pro Società Dante Alighieri francobolli d'Italia in colori cambiati, soprastampati ""COLONIE ITALIANE "", emessi con questa soprastampa il 11 luglio 1932. Non è la soprastampa che fa aumentare il valore, infatti se tu guardi a catalogo i non soprastampati hanno valori maggiori, ma e' il fatto che e' su busta/cartolina in questo caso, che ne aumenta il valore. Inoltre abbiamo l' annullo del Piroscafo Postale Italiano Crispi che aggiunge valore (non poco), non essendo affatto comune. Ho controllato per quanto riguarda il Francesco Crispi ed il periodo e' compatibile con la tratta del Piroscafo. Nel 1932 la nave operava per il Lloyd Triestino (società in cui erano confluite diverse compagnie nell'ambito del riassetto della marina mercantile italiana di quegli anni). Era impiegata principalmente sulla rotta celere tra l'Italia e l'Africa Orientale (Somalia ed Eritrea), servendo porti come Aden, Massaua e Mogadiscio. Di valore l' affrancatura + annullo + la cartolina con immagine animata, che è praticamente presa da una foto. Insieme MOLTO INTERESSANTE !!!1 punto
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Anche questo è un secondo conio. L'osservazione dei tre conî è di @El Chupacabra, a lui il merito! Ha scritto un articolo al riguardo sull'ultimo Gazzettino del Cordusio. Il primo conio ha firma di Giorgi come nella versione prova, più piccola e vicina al bordo, con L allineata alla T Il secondo conio ha la L allineata circa al punto di D. e le firme sono della stessa altezza Il terzo conio ha le due firme allineate a sinistra e della stessa altezza. In termini di frequenza, il primo conio sembrerebbe essere più raro, il terzo il più comune. Ti inserisco un immagine del primo conio, una mia moneta, in conservazione accettabile.1 punto
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Figurati rispondere e' stato un piacere. Capisco benissimo che quando si cambia device ci sia sempre difficoltà a familiarizzare con il nuovo. Circa i francobolli che mostri trovo che sia già materiale interessante, non di grande valore venale a prima vista, (che ci interessa secondariamente, anche se va evidenziato), ma ottimo materiale da studio che potrebbe dare molte soddisfazioni. Partendo da sx il terzo esemplare è un Regina Victoria, emesso nel 1881, 1d (old penny), porpora profonda, del 2° tipo. Il primo da sx è un Edoardo VII emissione 1911 tra l'altro è anche un perfin con iniziali A A O che sicuramente sta per "Army Accounts Office", il fatto che sia un perfin e' un plus valore. Gli altri sono emissioni del Regno di Giorgio VI, differenti emissioni non meno interessanti. Se vorrai postare quanto altro contiene il raccoglitore saremo felicissimi di visionarlo, per qualsiasi domanda non esitare chiedi pure. Se mi permetti di consigliarti, lascerei i francobolli così come sono in queste pagine di raccoglitore, in quanto e' un album vecchio tipo con immagini e informazioni (vedi angolo sx in alto) che non si trovano piu' oggigiorno, valorizza anche visivamente l' insieme.1 punto
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Anche per me è stata spatinata. Se non altro correttamente in modo uniforme. Ora tutto dipende dall'ambiente dove riposa per avere una patina piacevole, Qui sotto un esemplare - a mio avviso - dalla patina gradevole:1 punto
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Buon giorno Alex Cinquantenario. Premetto che preferisco le monete spatinate a quelle che presentano patine troppo scure e pesanti e quindi anche se questa operazione fosse stata effettuata personalmente non la riterrei discriminante per la moneta in discussione. Chiedo scusa per questa mia affermazione, agli amanti delle patine che purtroppo per me sono tanti. Dico purtroppo perché non vorrei essere oggetto di mira dei loro strali . Cercate almeno di lanciarmeli solo vicino senza colpirmi , grazie! Tornando alla moneta, per quanto riguarda la patina, direi di lasciare la moneta il più possibile all'aria aperta girandola ogni tanto se si notano differenze tra dritto e verso. Buona giornata.1 punto
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Così e’ raccontata la mostra sulle monete al tempo di Gesù dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana1 punto
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Difficile spiegare il perché della contromarca, ma rimane pur sempre una bella moneta segnata dal tempo, specifica ed emessa per le isole del canale inglese.1 punto
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è una moneta di Onorio, zecca Roma RIC 1357 officina Terza saluti1 punto
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La scoperta. Trovano un principe mercenario 17enne sepolto con cavallo, scudiero e forse il padre. Aveva un mucchio di monete italiane, corredo ricchissimo. Chi era? Cosa accadde? Cos’hanno stabilito le ricerche? Un lembo di pianura, dove l’erba oggi cresce uniforme e il vento scorre senza ostacoli, ha restituito il racconto di una giovinezza armata e di un potere esercitato in sella. Le ossa, disposte secondo rituali rigorosi, parlano di velocità, di guerra e di prestigio. Oggetti che un tempo brillarono alla luce del sole sono riemersi intatti, come se il tempo avesse scelto di fermarsi. Qui la morte non fu spogliazione, ma ostentazione. Qui il rango sopravvisse alla carne. Ad Akasztó, nell’Ungheria meridionale, nel cuore del bacino dei Carpazi e lungo uno dei grandi corridoi naturali che collegano l’Europa centrale ai Balcani e al Danubio, gli archeologi hanno portato alla luce tre tombe di eccezionale ricchezza appartenenti a guerrieri d’élite del periodo della Conquista ungherese, databili tra il 920 e il 930 d.C.. La scoperta si inserisce in una fase decisiva della storia europea, quando i Magiari stavano completando la loro trasformazione da confederazione nomade di cavalieri a potere territoriale stabile, destinato a diventare il regno d’Ungheria. Le ricerche storiche, linguistiche e archeogenetiche collocano l’origine dei Magiari nelle regioni a est degli Urali, tra la steppa forestale e le aree nord-caspiche. Comunità di lingua ugrofinnica, dedite alla pastorizia mobile e alla guerra a cavallo, che nel corso dei secoli entrarono in stretto contatto con popolazioni turcofone delle steppe eurasiatiche. Questa lunga storia di mobilità e di alleanze lasciò tracce evidenti anche sul piano biologico. Le analisi antropologiche mostrano infatti una popolazione marcatamente eterogenea: accanto a individui con tratti europei – statura medio-alta, crani dolicocefali o mesocefali – compaiono soggetti con caratteristiche eurasiatiche orientali, come zigomi pronunciati, orbite ampie e basse, profili facciali più piatti. Proprio nell’élite guerriera tali elementi sembrano essere più frequenti, a conferma del ruolo di questi gruppi come custodi di un’identità militare e simbolica radicata nella cultura delle steppe. La prima sepoltura di Akasztó colpisce per l’età del defunto: un giovane di 17 o 18 anni, già investito di un rango altissimo. La tomba non è mai stata saccheggiata e il suo corredo la colloca tra le più ricche mai rinvenute in Ungheria per questo periodo. Il corpo era ornato con un anello d’oro con castone in vetro blu, cerchi d’oro intrecciati tra i capelli e anelli d’argento decorati indossati su braccia e gambe. Oggetti che non erano semplici ornamenti, ma segni visibili di appartenenza a un gruppo ristretto, destinato al comando. Il fulcro simbolico del corredo è una cintura monumentale, composta da applicazioni in argento dorato conservate in condizioni straordinarie. Gli archeologi hanno rimosso l’area della vita in un unico blocco di terra, recuperando non solo i metalli, ma anche fibre di seta, resti tessili e frammenti di cuoio. Una struttura così complessa, giunta fino a noi con i suoi materiali organici, rappresenta un caso senza precedenti nella documentazione dell’Europa centrale e orientale e offre una rara finestra sulle tecniche artigianali e sul linguaggio visivo del potere guerriero. Il rango del giovane è ulteriormente attestato dalla presenza di una piastra d’argento a forma di sabretache, l’ornamento applicato alla borsa di cuoio che conteneva gli strumenti per accendere il fuoco. La sabretache era un oggetto al tempo stesso pratico e identitario: il metallo della piastra – bronzo, argento o oro – indicava il livello gerarchico del guerriero o il legame con una famiglia principesca. Di questi oggetti se ne conoscono appena una trentina; qui, in modo eccezionale, si è conservata anche la borsa in cuoio, completa di borchie. Secondo un rituale riservato all’élite militare della Conquista, il giovane fu sepolto insieme al cavallo, di cui furono deposti testa, zampe e pelle. Anche la bardatura è riccamente ornata da finiture in argento dorato, a conferma del ruolo centrale della cavalleria nella costruzione dell’identità e del prestigio magiaro. La seconda tomba apparteneva a un guerriero di 15 o 16 anni, probabilmente uno scudiero o un giovane membro dell’entourage. Accanto a lui sono stati trovati una faretra con sette frecce e un arco rinforzato da piastre di corno, tecnologia tipica delle culture delle steppe, progettata per garantire potenza, elasticità e durata. La terza sepoltura, quella di un uomo adulto di 30-35 anni, comprendeva un braccialetto d’argento, una lunga sciabola, arco e frecce, oltre a una bardatura equina decorata con monete d’oro. Le analisi genetiche indicano che quest’uomo era probabilmente il padre o il fratello maggiore del più giovane, e che tutti e tre erano imparentati per linea paterna. Il dato più sorprendente riguarda il tesoro monetale. In totale, dalle tre tombe provengono 81 monete d’argento italiane, tre archi, trenta punte di freccia in ferro e circa 400 altre monete. Il numero di emissioni italiane è tale da raddoppiare quelle finora note nel bacino dei Carpazi. Si tratta di monete risalenti al regno di Berengario I (888-924), sovrano di ampie porzioni dell’Italia settentrionale e pronipote di Carlo Magno. Le fonti ricordano come guerrieri magiari fossero spesso arruolati come mercenari nelle guerre che devastarono l’Italia di quegli anni. È plausibile che questi uomini abbiano combattuto nella penisola e siano stati pagati direttamente in argento, accumulando una ricchezza che li distingueva nettamente dal resto della popolazione. Le cause della morte restano ignote. Nessuna ferita evidente consente, per ora, di parlare di caduta in battaglia. L’analisi degli isotopi nei resti ossei rivela una dieta ricca di proteine animali, coerente con uno stile di vita guerriero e con l’accesso privilegiato alle risorse. La disposizione delle sepolture e la qualità dei corredi suggeriscono che il giovane principe, nonostante l’età, fosse una figura di vertice, affiancata da membri fidati della propria guardia personale. Un comando militare in miniatura, cristallizzato nel terreno, in un momento in cui l’eredità delle steppe eurasiatiche stava fondendosi con la nascente società dell’Europa medievale. https://www.stilearte.it/principe-mercenario-magiaro-akaszto-tombe-guerrieri/ Precisazione: l'articolo accenna ad un mucchio di monete, ma nella conferenza stampa e poi successivamente sono state mostrate solo tre1 punto
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Questa volta risparmierò il gentilissimo @incuso dall'allegare il PDF, perché è molto pesante (318 MB). Consiglio a tutti di dargli un'occhiata. The Writing Tablets of Roman Tongeren (Belgium) And Associated Wooden Finds Book Series: Archaeology (Outside a Series) Editor: Else Hartoch Format: PDF Publication Date: January 2025 Publisher: Brepols Number of Pages: 424 Language: English Hardbound ISBN: 978-2-503-61687-2 E-book ISBN: 978-2-503-61688-9 DOI: https://doi.org/10.1484/M.STIA-EB.5.144107 Abstract Roman wooden writing tablets, known in Latin as tabulae ceratae, have been found by archaeologists in various locations around the former capital of the civitas/municipium Tungrorum or Roman Tongeren (now the Belgian city of Tongeren-Borgloon). These rare and delicate finds are remarkable not only due to the excellent state of their preservation, but also because they are inscribed with the remnants of texts, once etched into an overlying wax layer, that can, to the discerning eye, still be deciphered. The tablets not only provide concrete information about religious, judicial and administrative practices, but they also enhance our understanding of the complex processes of Romanisation and Latinisation in the northwestern civitates and municipia of the Roman Empire. Unearthed in the first half of the twentieth century, with a second group discovered in 2013, the Roman tablets housed in the Gallo-Roman Museum of Tongeren-Borgloon and in the city’s municipal heritage depository, became the object of an in-depth study by an international team of specialists piloted by the Gallo-Roman Museum. It is the results of this project that are presented here in this volume for the first time. The painstaking process of deciphering and interpreting the script marks and text fragments is explored via analysis of palaeography, philology and onomastics, along with key scientific techniques such as wax analysis, wood species identification, and script visualisation by Multi-Light Reflectance Imaging. Rich detail is also provided about other associated wooden finds that shed light on how and where the tablets were produced. The result is a beautifully illustrated and insightful volume that introduces the lost world of Roman Tongeren and its writing tablets to professionals and the general public alike.1 punto
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Credo sia uno di quelli che ti ho postato sopra, spero ti possa essere utile.1 punto
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Ciao, sembrerebbe questo 30 para libico #348487 - Ottomans in Libya Sultan Mahmud II 30 para Solitamente gli utilizzi delle monete forate sono molteplici.1 punto
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Uscito il programma numismatico finlandese: https://www.helsinkimint.com/year-program le monete da 2 euro commemorative saranno 2, come di consueto ormai: - 100 anno di trasmissioni della Yleisradio, l'emittente nazionale finlandese, emissione maggio - Omaggio alla coppia di architetti finlandesi Raili e Reima Pietilä, emissione agosto1 punto
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Le due Spagnole: Monastero di Santa Maria di Poblet Spagna e disabilità: tutela, diritti e inclusione1 punto
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Ragazzi, è dagli anni '60 del secolo scorso che le seleziono, qualcuna decente è normale che l'abbia trovata, non vi pare? Alcuni esemplari: E credetemi: è ancora abbastanza facile trovarne, ora che molti le cedono (per eredità o altro).1 punto
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We Marco ma che caravelle hai? Mamma mia altro che fdc, qua ci sta pure eccezionale. Tranne se non sta qualche imperfezioncina sul contorno, son le caravelle più belle che abbia mai visto💯1 punto
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Posta una foto nitida fronte retro e magari anche i dati ponderali (peso e diametro). se troppo pesante fattela inviare su whatsapp da altro telefono vedrai che dopo questa operazione le dimensioni saranno adeguate1 punto
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Proviamoci: Myzgin_K_Vida_I_Wiecek_T_Gold_imitations-2.pdf1 punto
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Monete Storia e Curiosità Buongiorno a tutti, Inizio la mia giornata Numismatica con una nuova Discussione. Sul titolo non avevo dubbi, ho cercato solo di condensarlo in poche parole ma che facessero capire subito quale fosse lo scopo. Da sempre osservando e studiando le monete ho avvertito la necessità di contestualizzarle. Magari corro il rischio di annoiare, oppure no. Chiaramente ognuno è libero di presentare le proprie monete come meglio desidera. Il pretesto per la discussione oggi mi viene dal presentare una recente entrata in Collezione Litra68. 2 Tornesi Ferdinando II Millesimo 1849. Magliocca 738 Mi chiedevo cosa fosse successo nell immediato dopo i moti del 48. Ho raccolto quindi avvalendomi del Web. Qualche notizia di carattere storico, soffermandomi sugli avvenimenti cruciali e sulla Figura del Filangieri. Ho trovato anche un interessante rivista '' L'Arlecchino" fonte web. Senato. Di cui riporto la prima pagina, dove credo sia anche riportato il prezzo. Non mi dilungo oltre e iniziamo con un po' di Storia... 7 Aprile 1849 L'Esercito delle Due Sicilie da Messina, con 16 000 uomini comandati da Carlo Filangieri di Satriano, dopo aspri combattimenti, occupa Catania. 15 Maggio 1849 Capitolazione di Palermo dopo aver avviato la rivolta popolare, mentre il leader siciliani andarono in esilio a Malta. Una volta entrato a Palermo, Filangieri ebbe come prima preoccupazione il ristabilimento dell'ordine e della sicurezza che affidò alla Guardia nazionale. Proseguì col ripristinare le varie istituzioni anche quando la rivolta in Sicilia sembrò riprendere a seguito delle notizie sulla presunta sconfitta dei napoletani a Velletri (maggio 1849).[68] Filangieri, allora, pubblicò di sua iniziativa un proclama che ottenne lo scopo di calmare i siciliani e che prometteva loro alcune concessioni fra cui che il primogenito del monarca regnante sarebbe stato loro rappresentante in Sicilia. Ferdinando II, per niente d'accordo a lasciare in ostaggio ai palermitani il figlio, sconfessò Filangieri e questi insistette nelle sue ragioni;[69] Ferdinando rifiutò ancora e Filangieri lo raggiunse a Gaeta per persuaderlo a concedere un governo autonomo alla Sicilia. Solo a quel punto Il re promise concessioni per il futuro, e il generale se ne tornò fiducioso a Palermo.[70] In quello stesso periodo, costretto a mantenere l'ordine a tutti i costi, Filangieri proclamò la pena di morte per i detentori di armi. Misura considerata crudele che consentì tuttavia di riportare completamente l'ordine in Sicilia e che fu applicata per due volte. Probabilmente per ridimensionare i poteri del generale, il 26 luglio 1849, Ferdinando II istituì un organo che, da Napoli, avrebbe deciso la vita dell'isola: il Ministero degli Affari siciliani. Di contro, il 27 settembre successivo, nominò Luogotenente a Palermo Filangieri che, contrariato da questo dualismo istituzionale, l'8 ottobre 1849 rassegnò le dimissioni. Ferdinando non le accettò e promise ancora le riforme da Filangieri auspicate. 15 Dicembre 1849 Il re di Napoli, con un decreto, impose alla Sicilia il pagamento di un debito pubblico di 20 milioni di ducati. Saluti Alberto Aggiungo...1 punto
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Qualunque siano queste probabilità non so quanto siano misurabili, e di sicuro nulla ha mai fermato il crimine in nessuna parte del mondo. cassette di sicurezza, io ne ho anche più di una in banche diverse per diversificare ulteriormente il rischio1 punto
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Pensavo six bid fosse un portale tedesco di proprietà di Kunker. Posso capire che ai collezionisti piacerebbe avere un servizio simile gratuito, ma offrire tale servizio ha un costo, e finché ci sarà domanda per tale servizio e richiesta per le monete, é ragionevole attendersi che il servizio resterà a pagamento. c’è poco da lamentarsi.. chi è proprietario della piattaforma ha tutto il diritto di sfruttarla come vuole..1 punto
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Benvenuto!! Se valesse quella cifra sarei veramente ricco, ne ho un astuccio pieno!!1 punto
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Buon pomeriggio. Riporto su la discussione con questo recente arrivo dalla Francia. Un bel 2 grani 1814 variante con sigle V .B. piccole e valore G. 2. grandi. Al dritto invece niente punto dopo HIER più rara della variante con punto. Ancora qui il pegaso è del tipo con coda lontana dal posteriore, lo si trova anche con la coda che sfiora il posteriore... che vi pare? Graditi i pareri. Avete sta variante in collezione? Dritto: FERD.III.P.F.A.SICILIAR.ETHIER REX 1814. Rovescio: V.B. (piccoli) G.2. (grandi) Ecco le foto1 punto
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Altro pezzo da 5 grana sempre millesimo 1815 ma testa intermedia, corona con punte più corte e tozze, e taglio del collo diverso, in legenda al dritto tra il punto e ET c'è una spaziatura (. ET), mentre al rovescio la legenda SECVRITAS PVUBLICA senza punto a chiudere. D : FERD.III.P.F.A. SICILIAR. ET HIER.REX sotto 1815. R: SECVRITAS PVBLICA V.B. sotto G.5. Contorno Rigato Ecco le foto (esemplare davvero in grande conservazione). Saluti.1 punto
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