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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/26/26 in tutte le aree
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Si... era possibile in Gran Bretagna inviare lettere senza francobollo fino al 1853, per svariati motivi. Quindi la busta e' a posto e non è una stranezza. Bollo di partenza nero di Great Malvern, villaggio situato nella città di Malvern nella contea del Worcestershire, il 28 marzo 1846. + Bollo quadrato in rosso PAID per il One penny Postage pagato anticipatamente, quindi non veniva chiesto nulla a destino, la A sta per antimeridiano, quindi fu timbrata e instradata al mattino del 28 marzo. Bollo di arrivo originariamente blu (con il tempo il colore è cambiato in verde) di Belfast del 30 marzo 1846 nel pomeriggio. La lettera è indirizzata a Sir Samuel Ferguson, poeta, avvocato e antiquario irlandese, vedi sotto : https://en.wikipedia.org/wiki/Samuel_Ferguson#:~:text=5 External links-,Early life,newly established Dublin University Magazine. Sotto il nome di Ferguson vi e' il nome di Joseph Jilly, usato in questo caso come 'presso' Joseph Jilly. Google identifica attraverso documenti storici un Joseph Jilly (che compare anche in alcuni documenti come Joseph Gilly ) che risiedeva a Belfast negli anni '40 del XIX secolo, in una comparizione in tribunale proprio il 20 marzo 1846 , Joseph Jilly comparve in un verbale del tribunale di Belfast insieme a individui di nome William Cowan e William Beck. Cio' detto non dimentichiamo che Ferguson era un avvocato, il periodo e' attinente alla nostra lettera. Contesto storico. In quel tempo l'Irlanda si trovava nelle prime fasi della Grande Carestia (1845-1852), che aumentò significativamente le procedure legali relative a debiti, aiuti ed emigrazione. MOLTO INTERESSANTE, .. se non e' storia postale questa..!?!3 punti
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Buona sera, pubblico il link dove è possibile visualizzare la mia publicazione. Spero di fare cosa gradita. Ciao a tutti. M.C. https://www.amazon.it/gp/product/B0FXRGSM8F/ref=ox_sc_act_title_1?smid=A28MX8REFFJXRO&psc=12 punti
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Ciao nikita, ha l' unghia corta , da metà 800 in poi😉 E anche tant'altro 😁2 punti
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Ciao,la sigla del mastro di zecca è sotto al collo,GR di Germano Ravaschieri...2 punti
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@ART in definitiva se non trovi la soluzione, c'è ancora quest'ultima! e sai a cosa mi riferisco! 🤣2 punti
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Salve @Pontetto, a me sembra una forzatura il discorso che le monete celebrative da te citate siano a "uso e consumo", Chi colleziona Repubblica, ovvio che per avere la collezione completa, devono essere inserite anch'esse. Non concordo manco sul fatto che abbiano una bellezza effimera, del momento. Per me, ovvimente parere personale, non è che siano belle solo le "Caravelle". Molte celebrative hanno un fascino che sicuramente è ben maggiore a molte celebrative in Euro. Poi, de gustibus...2 punti
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Quindi a questo punto ci manca un approfondimento su questa .. Io purtroppo questo annullo non riesco a trovarlo e non l' ho mai visto, .. questo non vuol dire che non è esistito e che non sia autentico. Se hai risposte facci sapere mi raccomando.2 punti
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E con questo ho proprio detto tutto quello che potevo dire su queste monete… o forse no…? Mi resta ancora un ultimo accenno, spigolato in un articolo spagnolo che riportava un’ulteriore interpretazione relativa all’aspetto quadrato dei dirham almohadi. Secondo questa fonte, la forma quadrata faceva riferimento al giardino del Paradiso a cui il pio musulmano poteva aspirare al termine di una vita terrena aderente ai precetti coranici. In questa prospettiva, i fregi floreali/vegetali che adornano la scrittura rimanderebbero proprio alla vegetazione del giardino paradisiaco, la cui frescura verdeggiante spettava ai giusti… e così mi sono accorto di un particolare che a prima vista - digiuno di arabo come sono - immaginavo appartenere alla scrittura… ma che invece è un fregio aggiuntivo: proprio al di sopra delle parole “nostro Signore”, nella porzione superiore sinistra del rovescio: una piccola indulgenza decorativa in un capolavoro di sobrietà, che spero possiate apprezzare.2 punti
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Anche per quanto riguarda l’aspetto formale delle iscrizioni, la monetazione almohade presenta un elemento di rottura con le monetazioni precedenti, in cui era impiegato ormai da secoli lo stile di scrittura “cufico”, caratterizzato da linee rette ed angolature nette, con un risultato di grande ordine e sicuro effetto ornamentale: Dirham del califfato omayyade: 'Abd al-Malik ibn Marwan, anni 685-705. Peso 2,93 g - Diametro 25 mm Fin dai primi dirham almohadi a tondello circolare con quadrato inscritto, tuttavia, si iniziò ad impiegare lo stile di scrittura naskhi, o corsivo: Dirham almohade: Abu Muhammad ‘Abd al-Mu’min, anni 1130-1163. Peso 1,48 g. Pur non avendo trovato fonti che approfondissero specificamente questo cambio di stile nelle coniazioni sotto gli Almohadi, pare che lo stile di scrittura corsivo abbia iniziato ad affermarsi a partire da Persia e regione mesopotamica tra XI e XII secolo e a diffondersi nel quadro di una reazione dell’Islam sunnita e della fazione fedele ai califfi abbasidi ai Fatimidi sciiti allora al potere in Egitto. Il cufico “fiorito” allora in voga presentava notevoli difficoltà di lettura, favorendo un’ambiguità interpretativa nelle iscrizioni religiose che si sposava con il carattere esoterico dell’Islam di estrazione fatimide. Lo stile corsivo, di lettura chiara e significato univoco, affermava invece, di fatto, la convinzione sunnita nell’univocità ed inequivocabilità della parola di Dio. La diffusione dello stile naskhi nell’Occidente islamico era già cominciata - in alcune decorazioni architettoniche, ma mai in ambito monetario - verso la fine del periodo almoravide, i cui governanti volevano forse così rimarcare la connessione con i califfi abbasidi, legittimando il proprio potere. Immagino che la posizione almohade, di aperta concorrenza con l’autorità califfale abbaside - anzi, di piena alternativa ad essa - non possa certo spiegare l’impiego del naskhi sulle monete: magari, questo potrebbe essere stato dettato semplicemente dal suo elemento di novità rispetto alla monetazione precedente… oppure, nella consapevolezza delle implicazioni filosofico-religiose del nuovo stile, portatore di un’idea di “singolarità” ed univocità del significato della parola divina, l’adozione dello stile corsivo potrebbe essere stato la scelta “obbligata” per il movimento degli “assertori dell’unicità di Dio”.2 punti
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@Ernestina, quello che dici relativamente al fatto che si fondano anche i marenghi dipende secondo me semplicemente da una cosa. I veri collezionisti di monete ormai sono troppo pochi rispetto al numero di monete in circolazione e quindi la maggior parte di queste, che siano marenghi o commemorative d'argento, agli occhi della gran parte di chi li possiede sono semplici sinonimo di guadagno. In quest'ottica, per me la fusione di una commemorativa crea lo stesso dispiacere della fusione di un marengo. Quando ero piccolo leggevo su un libro che meno di un figlio di numismatico su 10 diventava a sua volta numismatico. Per tutti quelli che hanno ereditato monete, l'unica cosa che conta ora è: quanto valgono? Quanto ci posso fare? E se il compro oro offre più di un'asta, che sia marengo o caravella, finisce nel crogiolo. Per fortuna ci sono ancora pochi che continuano a collezionare e si spera che nel tempo queste che stiamo salvando dalla fusione riescano a sopravvivere. Perché anche noi che le collezioniamo, potremmo farci un sacco di soldi ora, ma ce ne guardiamo bene, dato che sono una delle cose che fanno brillare ancora i nostri occhi.2 punti
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Un saluto a tutti. Condivido uno degli ultimi acquisti, preso perché ha un ritratto che mi piace molto Mi aiutate a classificarlo ?2 punti
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Buonasera, due minuti li ho , il Neghelli è un annullo molto poco comune, come vedi è un 9 punti ed è esattamente il numero 1, il Mogadiscio è molto più comune 3 punti ed è esattamente il numero 3, se hai spedito le foto all'indirizzo indicato avrai certamente delle risposte, posso aggiungerti che sono ambedue autentiche di francobolli e di annulli, un cordiale saluto . Fabio2 punti
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Roma, 23 gennaio 2026 – Può sembrare incredibile, eppure oggi l’archeologia può partire anche dal cielo. Tutto nasce da un’osservazione casuale da parte di un gruppo di appassionati di archeologia, impegnati a scandagliare immagini satellitari. Ad un tratto notano segni geometrici sospetti nel territorio tedesco. Linee dritte, angoli arrotondati, tracce troppo regolari per essere naturali. Quelle anomalie si rivelano decisive: le verifiche sul campo confermano l’esistenza di quattro accampamenti romani di marcia, finora sconosciuti. Cosa sappiamo. I siti si trovano tra i monti dell’Harz settentrionale e il fiume Elba, nell’attuale Sassonia-Anhalt. Due accampamenti sorgono nei pressi di Aken, uno a Trabitz e uno a Deersheim. Un’area dove, fino a oggi, non esisteva alcuna prova concreta della presenza militare romana . Le fonti storiche parlavano di truppe spinte fino al fiume Elba, ma mancavano riscontri materiali. Ora non più. Gli archeologi hanno riconosciuto la tipica “firma” dei castra romani: pianta rettangolare con angoli smussati, strade interne disposte ad angolo retto, ingressi protetti da fossati e titulum, il terrapieno difensivo davanti ai varchi. Accampamenti temporanei, ma progettati con rigore ingegneristico, collocati a intervalli regolari di circa 20 chilometri. Una giornata di marcia per le legioni. Le immagini satellitari sono state affiancate da rilievi geofisici e indagini con metal detector. Il risultato è impressionante: oltre 1.500 reperti, in gran parte oggetti in ferro. Colpisce soprattutto l’elevato numero di chiodi e borchie, appartenenti alle caligae, i sandali militari romani. Tracce minime, ma inequivocabili. Tra le monete rinvenute spicca un denario dell’imperatore Caracalla, che suggerisce un possibile collegamento con la campagna militare del 213 d.C. Le datazioni al radiocarbonio collocano gli accampamenti all’inizio del III secolo dopo Cristo. Un periodo di forte pressione militare ai confini settentrionali dell’Impero. Una scoperta casuale che non solo aggiunge nuovi siti alla mappa, ma dimostra che Roma si spinse più a nord di quanto si credesse. Insomma: a volte,per riscrivere la storia, bisogna guardare la Terra dall’alto.1 punto
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Buonasera. Tra i molti motivi di interesse numismatico figura ovviamente la rappresentazione di architetture ed edifici, un aspetto finora assente nella mia piccola collezione. Dopo una prima, breve ricognizione generale sul tema (1) ho quindi acquisito una moneta che aveva da subito sollecitato il mio interesse. Antoniano; gr. 3,52; diam. mm 20,5; asse conio 6h; RIC 173. Diritto: IMP CAE C VIB VOLVSIANO AVG. Volusiano,verso dx. Rovescio: IVNONI MARTIALI/-|*. La stella a destra del campo differenzia i tipi altrimenti simili 172 e 173. Il rovescio mostra un’edicola circolare aperta di Iuno Martialis (struttura della quale manca un’evidenza archeologica nonostante alcuni passati tentativi di identificazione), su crepidine a tre gradini, con colonne corinzie e coperta da una cupola costolata coronata da un piccolo globo poggiante su un architrave decorato anch’esso a globetti. Il tempietto, che qui come altrove appare distilo, in altre monete e medaglioni rivela la propria architettura tetrastila. In esemplari con migliori livelli di incisione e conservazione si notano ulteriori dettagli decorativi (come ghirlande) o di arredo del tempietto. All'interno dell’edicola siede frontalmente Iuno. La scarsa chiarezza del conio della moneta in presentazione rende impossibile una lettura precisa della figura, i cui rilievi incerti variano secondo la luce. Iuno Martialis, nei vari tipi monetali, può essere accompagnata da diversi attributi. Spighe di grano nella mano destra, globo o scettro nella sinistra, un pavone a lato, più raramente uno o due bambini. Esiste inoltre un’iconografia priva dell’edicola, con la dea semplicemente seduta di profilo v. sx. Iuno Martialis appare nella monetazione con Ostiliano, si afferma nelle emissioni di Treboniano Gallo e Volusiano (antoniniani, sesterzi, assi) e svanisce dopo di loro. Si è tentato di spiegare l’appellativo Martialis in modi diversi (come già chiarito in discussioni precedenti) perlopiù derivandolo da ipotesi di collocazione. Philip Hill ad es. (The monument of ancient Rome as coin Types, pp 17-18), ne privilegia la localizzazione in una piccola area detta Campus Martialis piuttosto che non nel Campus Martius. Da parte sua la dea Giunone, possedendo autorità sullo spazio interposto tra cielo e terra, svolgerebbe una funzione di aiuto (si propone anche l’etimologia a Juvendo) contro la propagazione di quella grave pestilenza che causò tra l’altro anche la morte di Ostiliano. Sul significato di questo particolare culto si trova anche una suggestiva ipotesi alternativa in J. Heurgon, Traditions étrusco-italiques dans le monnayage de Trébonien Galle, “Studi Etruschi”, XXIV, 1955-56, pp. 93-98 (articolo reperibile in rete). L’analisi è troppo articolata perché io sappia correttamente riassumerla, limitandomi qui ad un accenno. Ricordo in premessa che Ostiliano, sopravvissuto in Roma al padre e al fratello caduti nella battaglia di Abrittus, viene cooptato assieme alla madre Herennia Cupressenia Etruscilla, di chiare ascendenze etrusche, dal nuovo imperatore Gaius Vibius Trebonianus Gallus, aristocratico di provenienza perugina, terra anch’essa di forte connotazione etrusca. Il disegno politico di sostanziale continuità tra il nuovo imperatore e la moglie e il figlio del predecessore, potrebbero forse spiegare il culto di Iuno Martialis, attestato esclusivamente nella monetazione di queste due famiglie imperiali. La dizione Iuno Martialis implica un rapporto di parentela o di subordinazione – della prima verso il secondo – che non è giustificato dalla mitologia classica (se non da un’operazione poetica di età augustea con la costruzione di una filiazione che avrebbe comunque casomai esitare un Mars Junonis). Viene piuttosto notato che questo tipo di formula di subordinazione tra divinità (vedi anche ad es. Venere Giovia) è diffuso nella teologia primitiva d’Italia e particolarmente in area umbra, la già ricordata patria di Gallo, ed è attestata in età arcaica dalle Tavole Iguvine (redatte in lingua umbra ed alfabeto etrusco e latino) e ancora nel secondo secolo in una dedica a una Venere Martiali su un bassorilievo da Vettona, in provincia di Perugia. È in questo contesto culturale e religioso umbro-etrusco con vista sul Lazio che Heurgon suppone le origini della Juno Martialis di Treboniano Gallo. Giungendo a ipotizzare che il rapporto di subordinazione espresso dalla formula Juno Martialis simbolizzi l'intesa stabilita tra il nuovo imperatore da un lato e l'imperatrice Etruscilla e il figlio Ostiliano dall’altro, intesa che diverrebbe così uno dei temi fondamentali della loro monetazione. Considerando infatti che Etruscilla aveva coniato Iuno Regina, e Treboniano Gallo, come il figlio, Marti Pacifero, ci si chiede: la monetazione di Juno Martialis non potrebbe essere stato il modo di propagandare la Iuno Regina degli Herenni ora sottoposta all’autorità benevola del Mars Pacifer dei Vibii? Un caro saluto, LVCIVS LX (1) Sfogliando per il momento sulla rete due testi generali: P. Hill, The monument of ancient Rome as coin Types, London, Seaby, 1989 (consultabile su Internet Archive); e una tesi (scaricabile) sull’argomento: A. Notari, L’architettura coniata. L’apporto della monetazione allo studio dell’architettura romana, a.a. 2015-16, Politecnico di Milano.1 punto
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DE GREGE EPICURI C'è anche qualche sesterzio; questo era il mio, purtroppo in mediocre conservazione.1 punto
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Allora se islamica,vista la data, potrebbe essere ottomana. Provo a cercare in quella direzione.1 punto
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Si durante l'UML il cambio oro argento era fissato a 15.5, ma perché era basata sul doppio standard oro e argento, cosa che ha generato diversi problemi e poi la dissoluzione della convenzione, in quanto l'argento nel tempo si è deprezzato rispetto all'oro (infatti in Italia vi era il corso forzoso). Oggi siamo fuori anche dal gold standard, anche se gli acquisti da parte delle banche centrali fanno capire che, nonostante tutto, l'oro è sempre un riferimento. Ah, nel mentre siamo a 3,12 euro/grammo1 punto
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Grazie a tutti per i consigli e per le delucidazioni. Si, la moneta è bella anche così ed essendo un regalo non ho intenzione di venderla. Ero curioso di sapere se fosse smontabile, ma in base a quello che avete detto, la terrò così. Mi avete aperto un mondo che non conoscevo: grazie davvero. Riferirò tutto anche agli amici austriaci, che avevano questa moneta in casa ma non sapevano molto della sua provenienza, sarà una piacevole scoperta anche per loro.1 punto
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Significa dal 1850 al 1990? Ammetto che non ho mai seguito bene questa moneta, senza guadare i particolari mi è sembrata una coniazione degli ultimi 50 anni. Volevo solo intervenire per sconsigliare lo smontaggio.1 punto
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Salve, Si tratta sicuramente di un bronzo di Alessandro Magno che raffigura al dritto la testa di Eracle giovane con copricapo in pelle di leone. Inoltre, in base alle caratteristiche ponderali e geometriche, è un AE 4-chalkous (hemiobol) secondo la denominazione proposta dal Price per i bronzi di Alessandro di 16-20 mm di diametro e 5-8 g di massa. Lo stato di conservazione del rovescio permette di attribuirlo ragionevolmente ai bronzi con le armi di Eracle sul rovescio e la scritta AΛΕΞΑΝΔΡΟΥ (di Alessandro, sott. moneta) tra la clava e l’arco con le frecce, però senza poter aggiungere altro. Il bronzo di confronto è un Price 266 di una zecca incerta della Macedonia, tipo “bow and quiver”, cioè con la raffigurazione di un arco e una faretra interna ad esso. Però il bronzo in esame potrebbe anche essere di tipo “bow in bow-case”, cioè con la raffigurazione di un tipo di custodia in pelle per arco e frecce (gorytos) utilizzata dagli Sciti nell'antichità classica (https://it.wikipedia.org/wiki/Gorytos). apollonia1 punto
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nel mentre.. siamo a 3,06 euro/grammo, con un +0,25 euro/grammo solo in data odierna (per ora...)1 punto
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Da Pergamo con Sardi, un esemplare in AE per Augusto, con al diritto Pergamo che incorona Sardi ed al rovescio figura di Augusto entro tempio distilo . Sarà a Giorni, il 1 Febbraio, in vendita Num. Naumann 161 al n. 215 .1 punto
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Ermes poggia il piede destro su una roccia e tiene nella mano sinistra una clamide, una sorta di mantello di lana che gli antichi Greci portavano come indumento sia civile sia militare sopra la tunica, soprattutto andando in viaggio o a cavallo. Una statua di Ermes che indossa la clamide piegata in due sulla spalla sinistra è conservata nel Museo archeologico nazionale di Atene. Il bronzo è classificato AMNG I 1753 var. e Varbanov I 3545 var. Saluti, apollonia1 punto
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Grazie per le info. Avevo letto qualcosa di simile in merito, ma evidentemente avevo errato nel pensare che riguardasse solo la monetazione da investimento in oro 999.1 punto
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i compro oro di prossimità fanno poco testo... alcuni li ho interpellati anche io e per esempio alcuni non trattengono il materiale per i canonici 10 giorni come da tulps... un po' diffido di loro; meglio i banco metalli per le informazioni "filtrate" comunque secondo me è un vuoto normativo sull'argento, nel senso che nessuno ha ragione e quando ci sono i vuoti normativi il fisco può interpretare a piacimento, con tutti gli oneri del caso.. (anche se una legge che parla di metalli preziosi sotto forma di moneta secondo me è abbastanza chiara) https://www.fiscoetasse.com/rassegna-stampa/34539-cessione-di-pietre-e-metalli-preziosi-il-trattamento-fiscale.html occhio articolo del 2023 quindi non ancora aggiornato nell'aliquota sul totale in caso di mancanza fattura d'acquisto stabilita il 1 gennaio 20241 punto
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Oggi sottopongo alla Vostra attenzione un articolo sulla collezione di monete auree barbariche custodita al Museo Nazionale di Budapest Gold imitations of Roman coins from collection of Hungarian National Museum in Budapest di Myzgin K., Vida I., Więcek T.1 punto
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Innanzitutto, qualche parola sul contenuto delle iscrizioni. Questo, nei dirham, è esclusivamente religioso, come evidente nel post #10. Tra il diritto ed il rovescio, si riportano entrambi gli elementi della Shahada, la professione di fede di ogni fedele musulmano, in cui si testimonia l’esistenza di un solo ed unico Dio e si identifica in Maometto il suo “inviato”. Al diritto, la linea centrale menziona poi un concetto centrale - come abbiamo visto prima - per l’ideologia almohade, quello di “comando” (amr), inteso come si è già detto come “disposizione”, “ordine costituito”, di Dio. Al rovescio, in una gerarchia discendente, si fa menzione ai riferimenti per i fedeli: Dio ed il suo Profeta, certo, ma subito sotto troviamo il Mahdi, cioè Ibn Tumārt, il fondatore stesso del movimento almohade, che viene presentato come la guida (“imam”). Manca invece nei dirham qualunque menzione all’autorità al governo (il califfo in carica), il cui nome è riportato unicamente nei dinar aurei. Ciò che però non si trova assolutamente nelle monete Almohadi, né auree né d’argento, è la data di coniazione, e anche questa è una novità dal momento che questa compariva sulle monete islamiche fin dalla riforma di Abd al-Malik Ibn Marwan del 996-997: i dinar almohadi possono essere datati almeno in relazione al nome del califfo regnante riportato, ma per i dirham, anonimi, l’assenza di data ne impedisce completamente una precisa collocazione cronologica (rendendo la datazione citata nel titolo di questo thread, 1203-1237, senza davvero alcun appiglio); in questa cancellazione di chiari riferimenti cronologici, abituali nelle monetazioni precedenti, qualcuno ha voluto vedere quasi una collocazione “fuori dal tempo” del potere almohade, come se la “re-instaurazione” dell’Islam propugnata dal movimento avesse un carattere escatologico e fosse ormai destinata a durare in eterno.1 punto
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proprio bella anche la patina.1 punto
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Ciao a tutti. Faccio alcune considerazioni ( che le foto della moneta permettono di fare 🙂) oltre a quanto già detto nel mio primo intervento e cioè stile, peso e patina "strana" ( ma su questo da foto è difficile almeno per me stabilirlo) che mi lasciano molti dubbi sull'autenticità di questo asse. A mio parere, molto probabilmente non è neanche coniato (sarebbero state interessanti anche le foto del bordo). È una tipologia coniata a Roma che si distingue da quella coniata a Lungdum per la legenda di dritto corta e per l'assenza del "pallino" sotto il busto. Lo stile, con pochi dubbi, meno il ritratto di Nerone e molto di più la raffigurazione della Vittoria si discosta molto da tutte quelle classiche che si possono vedere. Ho cercato identità di conio con tantissimi esemplari visionati ma non ne ho trovati neanche di simili ( forse qualcuno riuscirà in questo). La particolarità della raffigurazione delle piume delle ali, dello scudo con SPQR che è praticamente piatto mentre in tutti gli esemplari visionati è sempre bombato ( anche in esemplari fortemente consunti dalla circolazione e l'elemento che rimane sempre più visibile) ed anche il bordo anomalo, le lettere che si uniscono ad esso, il sopracciglio e l'occhio strano nonché la bocca poco visibile. Posto foto di quando indicato in modo che ognuno si faccia una propria idea in proposito. Dopodiché penso di aver dato il mio contributo a questa discussione con il mio parere ( perché solo di questo si parla) e quindi parola a chi vorrà intervenire in proposito ( spero in maniera esplicativa 🙂). Grazie1 punto
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È giusta l'osservazione che fai ma, anche considerando la numismatica come "lo studio scientifico della moneta e della sua storia, in tutte le sue varie forme, dal punto di vista storico-geografico, artistico ed economico", credo che una comunissima 500 lire bimetallica, coniata in centinaia di milioni di esemplari e circolata, possa avere (ad oggi) nessun valore collezionistico ma probabilmente un maggior interesse scientifico rispetto a molte commemorative in oro e argento, create esclusivamente per una nicchia di persone (ossia i collezionisti di una determinata epoca). Si tratta, alla fine, di monete che non hanno mai circolato, venendo quindi a mancare la loro funzione primaria, che non è quella di appagare il gusto di noi collezionisti, ma di fungere da mezzo di pagamento e intermediario degli scambi. Certamente queste emissioni possono comunque avere un certo interesse da un punto di vista psico-sociale, nello studio dell'evoluzione del collezionismo numismatico che oggi, secondo me, è degenerato in "consumismo numismatico". Questo perché ogni anno vengono realizzate decine di emissioni in vari metalli e nelle forme più disparate per cercare di stimolare la curiosità di un pubblico ormai assuefatto e di un mercato sempre più saturo.1 punto
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Il relatore ha messo a disposizione una sintesi di quanto verrà esposto durante la conferenza, chi fosse interessato a ricevere il pdf lo richieda qui.1 punto
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@ART ma lo sai che queste splendide creature sono davvero docili e amichevoli ? Abito in una zona residenziale con giardino e queste creature fanno compagnia a tutti! Immaginare di scacciarle comporterebbe una folla inferocita con forconi! Secondo me dovresti prendere esempio dalla bravissima, assai competente ed intelligentissima von der leyen che apprezza a tal punto queste creaturine che nella sua piccina dimora ha fatto collocare una mangiatoia apposta per loro... Dice che le loro melodie la rilassano... Tornando seri: hai mai pensato di utilizzare dei tappi per orecchie con la finestra aperta ? Ne esistono di svariate frequenze. Io ad esempio quando suono l'ottavino utilizzo quello per attutire le frequenze alte. Dal momento che non vivi in campagna non credo proprio che puoi utilizzare metodi invasivi per scacciare le tortore, altrimenti ti becchi una denuncia da qualche vicino! Comunque non sei stato molto accorto nell'aver detto il tuo punto debole, adesso tutti i tuoi acerrimi nemici (naturalmente io, Putin, Trump e Gargamella) sapranno cosa utilizzare quando ti tortureranno...1 punto
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È la stessa moneta del fb spagnolo.Pur non avendo la moneta in mano. Ingrandendo la foto propendo per l'autenticità. L' usura, i difetti di patina mi riportano a monete delle collezioni antiche, dove non si avevano le pretese di qualita' di Oggi.1 punto
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Come già detto quello dell'Ucraina è un caso particolare e senza precedenti, che richiede per forza una flessibilità particolare e soluzioni ad hoc. Il che non vuol dire che debba per forza entrare nel giro di pochi anni, il che è chiaramente impossibile anche tecnicamente, ma che c'è bisogno di una soluzione a sè stante che tenga conto della situazione. Perchè qui non è solo questione di regole formali ed economia ma di quello che l'Ucraina sta facendo anche a beneficio nostro combattendo contro la Russia del cazzo (che di corruzione, infedeltà, ipocrisia, egoismo e vessazioni se ne intende ben più dell'Ucraina o chiunque altro in Europa, essendo un dittatura che elezioni vere non ne vede da decenni) con un sacrificio in termini di vite e risorse paragonabile a quello della seconda guerra mondiale. Ed è ovvio che a questo noi non possiamo rimanere indifferenti.1 punto
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complimenti, bella moneta e bellissima patina. Confermo che si tratta di un contorno del primo tipo, per quello che si può vedere.1 punto
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Buongiorno, non siamo dei commerciali, però e’ un commerciante che fa parte della NIP quindi riconosciuto e da anni presente come attività.1 punto
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o meglio tagliarla a pezzettini e buttarla... Sembra troppo simile all’originale per poter passare come banconota teatrale o da gioco. Se trovi qualcuno delle forze dell’ordine un po’ permaloso, non finisce bene. Commenti Utilizzate nelle banche cinesi per insegnare ai cassieri come gestire diversi tagli e tipi di denaro. Queste banconote sono realizzate in cinese, euro, dollari statunitensi, sterline, dollari canadesi e rubli. https://it.numista.com/228159 EDIT: La regia mi ha aggiornato con una comunicazione urgente: "Gugoltrasleit dice che c’è scritto campione non destinato alla circolazione " =1 punto
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Da collezionista di monete divisionali e commemorative (di tutto il mondo), permettimi di dissentire. Anche se le commemorative italiane in argento non erano destinate alla circolazione, rappresentano comunque una testimonianza storica dell'epoca in cui sono state emesse, dell'arte del periodo e dei 'valori','personaggi','istituzioni' che con quella moneta si volevano celebrare. Sarà anche un interesse di nicchia ora, ma nessuno può dirci se tra 100 anni, in un particolare momento di crisi culturale, queste testimonianze potrebbero assumere un nuovo ruolo e risvegliare un interesse per il periodo. Sinceramente già adesso io provo nostalgia per quelle monete in lire rispetto alle nuove commemorative in euro, quindi vederle fondere in questo modo mi arreca parecchio disturbo. D'altronde anche parecchie monete in oro del regno sulla carta destinate alla circolazione, emesse in 2000-5000 esemplari, in realtà di circolazione non ne hanno vista ed erano effettivamente destinate a una stretta cerchia di persone che le ha tesaurizzate. E non riesco a vedere grossa differenza tra quelle monete e alcune belle emissioni in lire e in argento della Repubblica.1 punto
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Sabato mattina buona affluenza di pubblico e viste monete interessanti. CCNM in gita 😀1 punto
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Ho controllato sul sito dell'AICPM il primo di Mogadiscio dovrebbe essere il nr. 3 della foto allegata, mentre l'altro con il 20c. visto con il lentino c'e scritto Negrelli - Galla e Sidama e dovrebbe essere il n. 1 nella seconda foto. Per la lettera ho inviato una e-mail come mi ha suggerito Fabio1 punto
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Buon pomeriggio, per completezza, allego uno scatto di pag. 175 del nuovo Manuale delle monete di Napoli, dove Magliocca ha già inserito una nota riguardo alla singolare forma del naso di questo specifico ritratto.1 punto
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L'articolo è presente in: https://www.academia.edu/36678273/Myzgin_K_Vida_I_Więcek_T_Gold_imitations_of_Roman_coins_from_collection_of_Hungarian_National_Museum_in_Budapest?email_work_card=title1 punto
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Buongiorno a tutti! Nonostante la mia scelta sarebbe dovuta ricadere su una delle due monete presentate, e per le quali vi ringrazio per esserci confrontati, avendone trovata un'altra a cui non potevo rinunciare, non ho preso nessuna delle due suddette. Ecco il nuovo acquisto: Grazie mille a cora a tutti! Saluti... Ronak1 punto
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Buonasera a tutti, vorrei segnalare che le quattro monete di cui sopra sono state oggetto del seguente articolo scientifico: L. Oddone, Monete anomale della zecca di Asti o falsi cigoiani? - Deputazione di Storia Patria per le Venezie. Archivio Veneto, suppl. VI serie, n. 13 (2017) p. 73-87, di cui vi allego il riassunto: Vengono descritte e illustrate quattro monete della zecca di Asti a nome di Corrado II re d'Italia (XII secolo), due facenti parte della collezione del Fitzwilliam Museum di Cambridge e due appartenenti ad altrettante collezioni private. Esse presentano caratteristiche stilistiche, tecniche ed epigrafiche comuni che le differenziano da tutte le altre emissioni astensi autentiche. Inserite in una qualunque delle classi recentemente proposte da Matzke per la monetazione astense, esse stridono fortemente proprio perché stilisticamente anomale e incoerenti rispetto al resto della serie. In questo breve articolo vengono esposte tutte le caratteristiche che ci portano a pensare che esse provengano da uno stesso ambito 'culturale' e temporale e a credere, in un ultima analisi, che si tratti di falsi moderni. L'articolo ha partecipato al concorso letterario indetto dalla NIA, Numismatici Italiani Associati, ricevendo la menzione speciale. Se qualcuno fosse interessato ad avere l'articolo completo posso mandarvi il file in pdf. Detto questo, vi anticipo che farà seguito un secondo articolo in quanto nel frattempo è stato individuato un ulteriore falso che nonostante sia sotto gli occhi di tutti finora non ha destato alcun sospetto... ma che purtroppo è ancora più evidente e lascia ancora meno dubbi di queste quattro monete! Buona serata a tutti! Continua...1 punto
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