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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/27/26 in tutte le aree

  1. Buongiorno volevo mostrare una mia nuova aggiunta alla mia collezione di monete romane. Un aureo di Teodosio II (408-450) in oro 4,46gr. Conservazione SPL+/qFDC
    4 punti
  2. Ciao! La piumetta singola che spunta dalla coda di piume di destra è segno delle coniazioni più recenti. Fino al passaggio dei coni all' Italia (1935) la piuma era doppia e lo era anche nei talleri di Roma. L'unghia della zampa destra tuttavia non è ancora lunga (unghia lunga e piuma singola sono i segni delle coniazioni praticamente contemporanee). Quindi siamo in una fase intermedia della storia dei coni. Secondo la classificazione di questo sito è un H57 attribuibile al periodo 1945-1960 più o meno: https://www.theresia.name/cgi-bin/Token.cgi?Item=H57 Il manualetto di Andrea M. Ponzi. Il tallero di Maria Teresa 1780 lo classifica a pagina 29 con il numero di catalogazione n.15 e lo attribuisce anch'esso al periodo postbellico (anni 1945/50 c.a). Spero di essere stato utile
    4 punti
  3. Meno male che ho già digerito la cena... Ma certo che devi offrire! Questa magnifica moneta finta in pura latta di un paese inesistente altro che a 100-130 GBP... dovrebbe essere venduta almeno al triplo, contando anche che "pur non essendo valuta riconosciuta" tale magnificenza vale "notoriamente" al cambio ben 6 dollari, il che ne fa la cazz... volevo dire la valuta "più preziosa al mondo", tanto che numismatici e investitori di tutto il mondo la custodiscono gelosamente nelle casseforti in attesa di tirarla fuori quando il "luigino" magari varrà ancora più di 6 dollari, e di ringraziare in ginocchio il "principe di Seborga" per averli fatti arricchire!!! E poi arriverà questa:
    2 punti
  4. Purtroppo anche se non interesserebbe l'oro - causa di acquisti massivi da parte dei governi per motivi finanziari e geopolitici - Per l'argento è una certezza poiché è indispensabile per le nuove tecnologie soprattutto belliche. Io a Natale mi sono comprato una bella oncia in rame e niente più e devo dire che c'è una certa soddisfazione a tenere in mano una oncia da 5oz per qualche decina di euro! 😃 https://it.euronews.com/2026/01/20/la-polonia-accelera-sulle-riserve-auree-con-550-tonnellate-di-lingotti-doro-supera-la-bce#:~:text=La Banca nazionale polacca ha,migliore anche dalle banche centrali%3F https://numistoria.altervista.org/blog/?p=35079
    2 punti
  5. Grazie @Ulpianensis. Confesso che ho quasi sempre "saltato" gli articoli relativi a monete islamiche che trovavo in libri e riviste, ma ho apprezzato questa discussione e come hai saputo dare spiegazioni.
    2 punti
  6. Ultimo ingresso in collezione, certo non in grandissimo stato di conservazione ,ma il 43 non è facile da trovare (almeno per me) e poi mi è piaciuta perché ha i numeri della data crescenti
    2 punti
  7. Buongiorno, posto anche io i miei 2 esemplari di gr. O,7 con diametro rispettivamente di mm. 17 e mm. 15. Visto che ci sono, posto anche una medaglia o mezzo denaro. Peso 0,4 diametro mm. 12. Grazie a chi vorrà dare il suo parere per una datazione più precisa.
    2 punti
  8. Uhmm....a me sembra buona....bel pezzo raretto....qFDC
    2 punti
  9. Buonasera. Tra i molti motivi di interesse numismatico figura ovviamente la rappresentazione di architetture ed edifici, un aspetto finora assente nella mia piccola collezione. Dopo una prima, breve ricognizione generale sul tema (1) ho quindi acquisito una moneta che aveva da subito sollecitato il mio interesse. Antoniano; gr. 3,52; diam. mm 20,5; asse conio 6h; RIC 173. Diritto: IMP CAE C VIB VOLVSIANO AVG. Volusiano,verso dx. Rovescio: IVNONI MARTIALI/-|*. La stella a destra del campo differenzia i tipi altrimenti simili 172 e 173. Il rovescio mostra un’edicola circolare aperta di Iuno Martialis (struttura della quale manca un’evidenza archeologica nonostante alcuni passati tentativi di identificazione), su crepidine a tre gradini, con colonne corinzie e coperta da una cupola costolata coronata da un piccolo globo poggiante su un architrave decorato anch’esso a globetti. Il tempietto, che qui come altrove appare distilo, in altre monete e medaglioni rivela la propria architettura tetrastila. In esemplari con migliori livelli di incisione e conservazione si notano ulteriori dettagli decorativi (come ghirlande) o di arredo del tempietto. All'interno dell’edicola siede frontalmente Iuno. La scarsa chiarezza del conio della moneta in presentazione rende impossibile una lettura precisa della figura, i cui rilievi incerti variano secondo la luce. Iuno Martialis, nei vari tipi monetali, può essere accompagnata da diversi attributi. Spighe di grano nella mano destra, globo o scettro nella sinistra, un pavone a lato, più raramente uno o due bambini. Esiste inoltre un’iconografia priva dell’edicola, con la dea semplicemente seduta di profilo v. sx. Iuno Martialis appare nella monetazione con Ostiliano, si afferma nelle emissioni di Treboniano Gallo e Volusiano (antoniniani, sesterzi, assi) e svanisce dopo di loro. Si è tentato di spiegare l’appellativo Martialis in modi diversi (come già chiarito in discussioni precedenti) perlopiù derivandolo da ipotesi di collocazione. Philip Hill ad es. (The monument of ancient Rome as coin Types, pp 17-18), ne privilegia la localizzazione in una piccola area detta Campus Martialis piuttosto che non nel Campus Martius. Da parte sua la dea Giunone, possedendo autorità sullo spazio interposto tra cielo e terra, svolgerebbe una funzione di aiuto (si propone anche l’etimologia a Juvendo) contro la propagazione di quella grave pestilenza che causò tra l’altro anche la morte di Ostiliano. Sul significato di questo particolare culto si trova anche una suggestiva ipotesi alternativa in J. Heurgon, Traditions étrusco-italiques dans le monnayage de Trébonien Galle, “Studi Etruschi”, XXIV, 1955-56, pp. 93-98 (articolo reperibile in rete). L’analisi è troppo articolata perché io sappia correttamente riassumerla, limitandomi qui ad un accenno. Ricordo in premessa che Ostiliano, sopravvissuto in Roma al padre e al fratello caduti nella battaglia di Abrittus, viene cooptato assieme alla madre Herennia Cupressenia Etruscilla, di chiare ascendenze etrusche, dal nuovo imperatore Gaius Vibius Trebonianus Gallus, aristocratico di provenienza perugina, terra anch’essa di forte connotazione etrusca. Il disegno politico di sostanziale continuità tra il nuovo imperatore e la moglie e il figlio del predecessore, potrebbero forse spiegare il culto di Iuno Martialis, attestato esclusivamente nella monetazione di queste due famiglie imperiali. La dizione Iuno Martialis implica un rapporto di parentela o di subordinazione – della prima verso il secondo – che non è giustificato dalla mitologia classica (se non da un’operazione poetica di età augustea con la costruzione di una filiazione che avrebbe comunque casomai esitare un Mars Junonis). Viene piuttosto notato che questo tipo di formula di subordinazione tra divinità (vedi anche ad es. Venere Giovia) è diffuso nella teologia primitiva d’Italia e particolarmente in area umbra, la già ricordata patria di Gallo, ed è attestata in età arcaica dalle Tavole Iguvine (redatte in lingua umbra ed alfabeto etrusco e latino) e ancora nel secondo secolo in una dedica a una Venere Martiali su un bassorilievo da Vettona, in provincia di Perugia. È in questo contesto culturale e religioso umbro-etrusco con vista sul Lazio che Heurgon suppone le origini della Juno Martialis di Treboniano Gallo. Giungendo a ipotizzare che il rapporto di subordinazione espresso dalla formula Juno Martialis simbolizzi l'intesa stabilita tra il nuovo imperatore da un lato e l'imperatrice Etruscilla e il figlio Ostiliano dall’altro, intesa che diverrebbe così uno dei temi fondamentali della loro monetazione. Considerando infatti che Etruscilla aveva coniato Iuno Regina, e Treboniano Gallo, come il figlio, Marti Pacifero, ci si chiede: la monetazione di Juno Martialis non potrebbe essere stato il modo di propagandare la Iuno Regina degli Herenni ora sottoposta all’autorità benevola del Mars Pacifer dei Vibii? Un caro saluto, LVCIVS LX (1) Sfogliando per il momento sulla rete due testi generali: P. Hill, The monument of ancient Rome as coin Types, London, Seaby, 1989 (consultabile su Internet Archive); e una tesi (scaricabile) sull’argomento: A. Notari, L’architettura coniata. L’apporto della monetazione allo studio dell’architettura romana, a.a. 2015-16, Politecnico di Milano.
    2 punti
  10. Sperando di non raccogliere nuovamente discussioni fuori contesto, riapro un thread dove poter vedere e discutere delle uscite relative alla collezione 2026 IPZS. Emissione e corso legale della moneta da 2 euro commemorativa dell' «800° anniversario della morte di San Francesco d'Assisi», a circolazione ordinaria e nelle versioni fior di conio e proof, millesimo 2026. Emissione e corso legale della moneta da 2 euro commemorativa del «200° anniversario della nascita di Carlo Col-lodi», a circolazione ordinaria e nelle versioni fior di conio e proof, millesimo 2026. Emissione e corso legale della moneta d’oro da 10 euro dedicata alla serie «Fontane d’Italia - Fontana del Nettuno - Bologna», in versione proof , millesimo 2026. Emissione e corso legale della moneta d’oro da 50 euro dedicata alla serie «La riedizione della Lira - 50 Lire», in versione reverse proof , millesimo 2026. Emissione e corso legale della moneta d’argento da 1,5 euro celebrativa del «150° anniversario della fondazione del Corriere della Sera», in versione fior di conio , millesimo 2026. Emissione e corso legale della moneta d’oro da 20 euro dedicata alla serie «La riedizione della Lira - 50 Lire», in versione reverse proof , millesimo 2026. Emissione e corso legale della moneta in cupronichel da 5 euro appartenente alla serie «Cultura enogastronomica italiana - Cirò e Cipolle di Tropea - Calabria», in versione fior di conio con elementi colorati, millesimo 2026.
    1 punto
  11. Salve, avrei bisogno di un vostro aiuto nel riconoscere questo stemma, con corona mi pare da marchese e scudo con rosa più stelo su banda (?). L'area della famiglia è presumibilmente della Germania (Ingolstadt). Ringrazio chi mi saprà aiutare
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  12. Ok, il rovescio è messo meglio rispetto al diritto, per me potrebbe starci BB+ / qSPL. Riguardo il valore non saprei ma il Gigante 2025 le da in MB 40, BB 100 e SPL 350. Buona serata
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  13. Aumenterà il metallo vile, di sicuro Ma tant' è, La gente che compra oggi compra anche i sassi basta che ci sia scritto sopra Euro.
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  14. A vederla così direi che è BB SPL quindi poco più di 100€ prezzo onesto
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  15. Perfetto grazie ancora per l'esauriente risposta.
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  16. MVSN sta per Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, un corpo armato fascista italiano attivo dal 1923 al 1943, noto anche come "Camicie Nere" per il colore della divisa, incaricato di mantenere l'ordine pubblico e inquadrare i cittadini per la difesa nazionale, operando sotto il controllo del regime. Assisteva l'esercito e le forze di pubblica sicurezza nel mantenere l'ordine interno e preparava i cittadini alla difesa. Istituita nel 1923, nacque dall'esigenza di istituzionalizzare e controllare lo squadrismo fascista. Adottava una nomenclatura di origine romana (coorte, legione, centurione, console) e si articolava in diverse specializzazioni (militare, coloniale, universitaria, ecc.). Divenne ufficialmente una forza armata del Regno d'Italia nel 1924. Fu sciolta dopo l'armistizio di Cassibile, nel settembre 1943. SEGUE.. poi vediamo l' affrancatura e bolli.
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  17. Ho memoria che si tratti della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Ma non ricordo altro.
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  18. beh, ognuno le classifica come vuole..... nel ric si arriva fino a C2, ma queste non ci sono D'andrea la classifica se ben ricordo C .... comunque è comune ... C1 C2 C3 ...tombola... cambia poco
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  19. 1 punto
  20. non arriva allo spl.
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  21. So che è una prassi normale, ma ricevere nel 2026 buste ancora affrancate in lire mi mette nostalgia. In questa poi c'è un bel assortimento
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  22. Buongiorno peso grammi 6,45 corretto, per me conservazione SPL
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  23. Qui lo puoi scaricare: https://books.google.it/books?id=q6k9AAAAIAAJ&pg=PA145&dq=Nel+regno+dei+ladri&hl=it&newbks=1&newbks_redir=0&source=gb_mobile_search&sa=X&ved=2ahUKEwiM8bHEwauSAxVwk_0HHSShC0oQ6AF6BAgKEAM#v=onepage&q=Nel regno dei ladri&f=false
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  24. Da Canterbury e dal regno di Mercia, un " sehr selten " esemplare di penny per Offa re, con al diritto busto e nome ed al rovescio croci e lettere in ornato . Sarà il 3 Febbraio in vendita Solidus 154 al n. 1336 .
    1 punto
  25. Aggiungo che il cassiere Nazari fu anche il primo cassiere della Banca d'Italia, la sua firma è apposta solamente sulla prima serie (L.50-100-500-1.000) stampata dal 1896 al 1898, la più comune è una R4. La Banca d'Italia nasce nel 1893 dalla fusione della Banca Nazionale nel Regno d’Italia, la Banca Nazionale Toscana la Banca Toscana di Credito.
    1 punto
  26. Buongiorno guarda qui : https://www.cartamonetaitaliana.com/museo/?position=5&banconota=5+lire+Banca+Nazionale+nel+Regno+d'Italia+"Nuovo+Tipo"
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  27. Buonasera a tutti, volevo porre alla vostra attenzione questa medaglia fusa, proveniente da asta europea, commemorativa di Stefano Taverna segretario del duca di Milano Ludovico il Moro, per un parere in merito alla sua coevità. Sul volume di Andrea S. Norris e Weber Ingrid "Medals and plaquettes from the Molinari Collection at Bowdoin College" al n. 24 di pag. 18, in descrizione è riportato il diametro di 79 mm, mentre l'esemplare in questione misura 85 mm. Di seguito, riporto la descrizione completa a corredo delle foto. Ringrazio in anticipo per gli eventuali vostri pareri. Saluti Medaglia fusa AE (ca. 1495-1497) attribuita a Niccolò di Forzore Spinelli (detto Niccolò Fiorentino). STEFANO TAVERNA (+ 1499), Segretario di Ludovico detto il Moro Duca di Milano. Obv. Busto a sinistra con capelli lunghi e berretto. Attorno, STEPHANVS • TABERNA •SECRETARIVS • ET ORATOR • ILLVSTRISS •DVCIS • MEDIOLANI • Rev. Virtus in armatura, che tiene a sinistra Cupido e Venere a destra, per i capelli . Attorno, • VIRTVTI • OMNIA • PARENT • Bronzo, 85 mm. 275,31 g. (ex asta VIA di Vienna n. E510 del 16/12/2022).
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  28. Buongiorno,la tua moneta è catalogata R2(molto rara) al numero 131, pagina 140 del: "LA MONETA NAPOLETANA DEI RE DI SPAGNA NEL PERIODO 1503-1680"... di Pietro Magliocca...
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  29. Cancelli Era T ed esca = cancelliera tedesca. Ele mentiva: li disegna lati = elementi validi segnalati. Buonanotte!
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  30. Hai ragione, mi sto rimbambendo.
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  31. DE GREGE EPICURI Non ho particolari conoscenze su questa medaglia; l'esemplare da te postato sembra una fusione di qualità scadente. In rete (su Wikimedia) puoi vedere l'esemplare presente al Castello Sforzesco di Milano, che è di qualità del tutto diversa.
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  32. Esemplare gradevole ma secondo me lontano dal FDC. Noto che il baffo è abbastanza appiattito. Delle foto più definite e con la moneta fuori dal cartoncino potrebbero aiutare a dare un giudizio più preciso.
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  33. @Don peppe sarebbe meglio vedere una foto fuori dalla bustina, sembrano esserci alcuni graffietti al verso e va verificato se si trovano sulla plastica o sulla moneta. le gemme della corona mi paiono leggermente usurate come il medaglione dell'Annunziata: non so se sia la foto, la plastica, entrambe o effettivamente usura. Bordo, peso e diametro sono conformi? Il catalogo Gigante la classifica Non Comune NC.
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  34. Eppure voglio pensare bene di IPZS 😜🤣
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  35. E' un po' come dire che i petrolieri non aumentano la benzina quando il greggio aumenta perchè ne hanno scorte acquistate a prezzo minore....🤣 Ops, ho visto solo la risposta di @moneychanger praticamente uguale....insomma il concetto è chiaro.
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  36. A giudicare dallo stile del diritto propendo con molta sicurezza per un sestante. Complimenti per la moneta! Lorenzo
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  37. Io ho il Rusticucci sulla falsificazione della moneta e l'ho ritenuto molto interessante Tutti i libri sono interessanti . Acquista il libro e vedrai che lo troverai interessante, fosse anche per una sola informazione che ti risulti nuova. odjob
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  38. E con questo ho proprio detto tutto quello che potevo dire su queste monete… o forse no…? Mi resta ancora un ultimo accenno, spigolato in un articolo spagnolo che riportava un’ulteriore interpretazione relativa all’aspetto quadrato dei dirham almohadi. Secondo questa fonte, la forma quadrata faceva riferimento al giardino del Paradiso a cui il pio musulmano poteva aspirare al termine di una vita terrena aderente ai precetti coranici. In questa prospettiva, i fregi floreali/vegetali che adornano la scrittura rimanderebbero proprio alla vegetazione del giardino paradisiaco, la cui frescura verdeggiante spettava ai giusti… e così mi sono accorto di un particolare che a prima vista - digiuno di arabo come sono - immaginavo appartenere alla scrittura… ma che invece è un fregio aggiuntivo: proprio al di sopra delle parole “nostro Signore”, nella porzione superiore sinistra del rovescio: una piccola indulgenza decorativa in un capolavoro di sobrietà, che spero possiate apprezzare.
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  39. Il relatore ha messo a disposizione una sintesi di quanto verrà esposto durante la conferenza, chi fosse interessato a ricevere il pdf lo richieda qui.
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  40. Penso che il nodo della questione sia appunto differenziare l'aspetto collezionistico da quello numismatico; le due cose non sono uguali. Che queste emissioni abbiamo quasi zero interesse collezionistico è abbastanza ovvio; però non penso sia minimamente corretta la stessa affermazione dal punto di vista numismatico. Purtroppo spesso le due cose si mischiano come se l'unica rilevanza che hanno monete e medaglie sia essere o far parte di collezioni. Forse è una questione di lana caprina ma ..forse sono un romantico!
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  41. Un bellissimo pensiero da appassionato. 💯
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  42. @Ernestina, quello che dici relativamente al fatto che si fondano anche i marenghi dipende secondo me semplicemente da una cosa. I veri collezionisti di monete ormai sono troppo pochi rispetto al numero di monete in circolazione e quindi la maggior parte di queste, che siano marenghi o commemorative d'argento, agli occhi della gran parte di chi li possiede sono semplici sinonimo di guadagno. In quest'ottica, per me la fusione di una commemorativa crea lo stesso dispiacere della fusione di un marengo. Quando ero piccolo leggevo su un libro che meno di un figlio di numismatico su 10 diventava a sua volta numismatico. Per tutti quelli che hanno ereditato monete, l'unica cosa che conta ora è: quanto valgono? Quanto ci posso fare? E se il compro oro offre più di un'asta, che sia marengo o caravella, finisce nel crogiolo. Per fortuna ci sono ancora pochi che continuano a collezionare e si spera che nel tempo queste che stiamo salvando dalla fusione riescano a sopravvivere. Perché anche noi che le collezioniamo, potremmo farci un sacco di soldi ora, ma ce ne guardiamo bene, dato che sono una delle cose che fanno brillare ancora i nostri occhi.
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  43. Scopre una moneta d’oro rarissima. La deve restituire? No. Guadagnerà 300 mila euro. Come funziona il sistema dei ritrovamenti d’oggetti preziosi o antichi in Gran Bretagna? Come in Italia? Un pomeriggio qualunque in una fattoria del Devon, tra campi arati e prati che respirano il vento dell’Inghilterra rurale, un uomo armeggia con cura tra la terra umida. Non è un archeologo professionista, ma un ambientalista, un appassionato di storia, che da anni coltiva una passione insolita: il metal detecting. Quel giorno, la fortuna sorride a Michael Leigh‑Mallory. Tra la zolla di terreno e le radici, il suo strumento emette un segnale distinto: ciò che scopre è un piccolo disco dorato che racchiude oltre sette secoli di storia. È un penny d’oro di Enrico III, coniato nel 1257, durante un tentativo del re di riportare la moneta aurea al centro della vita economica del suo regno. La monetazione d’oro non ebbe successo: l’esperimento durò meno di un anno e oggi si conoscono solo otto esemplari, di cui due fuori dalle collezioni istituzionali. Michael Leigh‑Mallory mostra la moneta dal valore elevatissimo Michael Leigh‑Mallory non è un numismatico professionista, ma la sua sensibilità e la sua attenzione al contesto storico lo hanno portato a scoprire una moneta di valore eccezionale e importanza scientifica. Ha due figli, ai quali ha dichiarato di voler destinare parte del guadagno derivante dalla vendita della moneta per la loro educazione e formazione, sottolineando che la scoperta rappresenta per lui un contatto diretto con la storia. La moneta apparteneva quasi certamente a John de Hyden, signore di Hemyock Manor, vicino al luogo del ritrovamento. Nel XIII secolo, De Hyden aveva pagato 120 grammi d’oro al re per evitare il servizio di giuria e altre cariche pubbliche, successivamente partecipò alla campagna di Enrico III in Galles del 1257, finanziata con l’emissione di questi penny d’oro, 37.000 dei quali furono distribuiti per sostenere la spedizione, testimonianza di come la monetazione aurea fosse percepita come strumento di potere e obbligo sociale. Le monete furono coniate per circa un anno e la maggior parte fu rapidamente ritirata dalla circolazione o fusa, rendendo questi penny straordinariamente rari e preziosi oggi. La moneta d’oro, recto e verso, di grande valore perchè ne sono rimasti pochissimi esemplari Il sistema che ha regolato il ritrovamento di Leigh‑Mallory è il Treasure Act, legge britannica che disciplina la gestione dei ritrovamenti di oggetti di valore archeologico o numismatico. In base a questa normativa gli oggetti preziosi vengono immediatamente segnalati e valutati da esperti che ne confermano autenticità e importanza storica. Se un museo o un’istituzione pubblica decidono di acquisire il reperto, colui che ha portato alla luce l’oggetto riceve una ricompensa proporzionale al valore di mercato dell’oggetto. Di fatto la cifra è equivalente a quella di mercato. La legge liberale consente quindi di salvaguardare il patrimonio culturale e contemporaneamente di ricompensare chi contribuisce alla sua scoperta, incentivando il rispetto delle regole e la collaborazione tra privati e istituzioni. E’ proprio per questo che il treasure act è un’altra dimostrazione palese del rapporto armonioso e virtuoso tra Cittadino e Stato, e Stato e Cittadino – e mettiamo tutto maiuscolo per sottolineare l’equivalenza valoriale dei termini – che divengono una stessa entità. Il Cittadino non è considerato un ladro potenziale, ma un buon membro dello Stato, sino a prova contraria. E lo Stato non è un’entità staccata, grifagna, sempre pronta ad aggredire il Cittadino che si sente estromesso, ma è l’insieme di Cittadini. Un ordinamento diverso da quelli, meno liberali, che conosciamo direttamente. Il caso di Leigh‑Mallory permette di spiegare più nel dettaglio il sistema britannico dei ritrovamenti: tutti gli oggetti sospetti o preziosi devono essere segnalati, ogni ritrovamento viene esaminato da archeologi, numismatici e funzionari dei musei, se il reperto è riconosciuto come tesoro nazionale può essere acquisito da collezioni pubbliche, il cercatore riceve una ricompensa proporzionale al prezzo di vendita, gli oggetti acquisiti vengono catalogati, studiati e conservati, e questo sistema ha l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio senza penalizzare chi contribuisce a scoprirlo. Nel caso in cui l’oggetto non venga riconosciuto come Tesoro, esso può essere venduto dal cercatore, che divide la cifra a metà con il proprietario del terreno. In Italia, invece, il quadro normativo è profondamente diverso. Non è possibile svolgere ricerca archeologica, nemmeno nei campi arati, che non presentano più stratigrafie. Secondo il Codice dei beni culturali e del paesaggio, tutti i ritrovamenti di interesse storico, archeologico o artistico appartengono allo Stato o alla Regione e devono essere immediatamente denunciati. Il ritrovatore non può trattenere l’oggetto anche se lo ha scoperto casualmente. La legge prevede sanzioni per chi non comunica il ritrovamento. In caso contrario può scattare un’accusa di furto ai danni dello Stato. I premi previsti per chi si imbatte casualmente in un reperto archeologico sono esigui e, in genere, difficili da ottenere, spesso limitati ai casi maggiori e cioè alla possibilità di esporre il reperto in una collezione pubblica. Non esiste un meccanismo equivalente alla ricompensa proporzionale al valore di mercato che in Gran Bretagna permette al metal detectorista di ricevere una cifra significativa. Questo differenzia profondamente i due sistemi: il Regno Unito valorizza la passione dei ritrovatori, la loro collaborazione con esperti e la possibilità di ottenere un beneficio economico, mentre l’Italia tutela in modo rigoroso il patrimonio ma non prevede incentivi economici reali, il che può scoraggiare la collaborazione e rendere più complesso il recupero di reperti archeologici da parte di privati. Forse è per questo che in Italia le notizie di ritrovamenti da parte di privati sono quasi nulle? Quanto non verrà tutelato dai ritrovatori proprio per evitare problemi? Quanto verrà – oggi – risepolto o gettato in discarica – negli ultimi anni i casi sono frequenti – proprio per timore dello Stato? Quanti reperti verranno distrutti – ancora – durante gli scavi? Ma torniamo alla moneta ritrovata. Dal punto di vista storico, i penny d’oro di Enrico III rappresentano una fase unica nella monetazione inglese, quando il re tentò di ristabilire la fiducia nella moneta aurea, coniando esemplari che fossero riconoscibili, durevoli e funzionali a sostenere operazioni militari e fiscali. Il fatto che oggi si conoscano solo otto esemplari sopravvissuti e che la maggior parte sia conservata in musei o collezioni private rende la scoperta di Leigh‑Mallory un evento eccezionale, capace di unire la fortuna, la passione personale e l’importanza storica. Il penny ritrovato è oggi la moneta singola più preziosa mai scoperta in Gran Bretagna, la moneta medievale britannica più costosa in assoluto, e un esempio tangibile di come la storia viva possa emergere dalla terra sotto i nostri piedi, tra i campi e le fattorie che ancora custodiscono segreti del passato. Leigh‑Mallory ha commentato: “È davvero miracoloso come sia sopravvissuto a tre quarti di millennio relativamente indenne. Come ogni appassionato che continua a sognare, quel giorno il mio desiderio si è avverato, e sono stato proprio io il più fortunato.” Questa scoperta mostra come la passione, la conoscenza storica e la fortuna possano convergere in un momento straordinario. Un piccolo disco d’oro diventa il filo conduttore tra il XIII secolo e il presente, tra il destino di un nobile medievale e quello di un moderno ambientalista, tra la legge britannica e quella italiana, mostrando come la regolamentazione possa influenzare il valore umano ed economico di una scoperta. Gli elementi chiave della vicenda si possono riassumere in riga: il ritrovista Michael Leigh‑Mallory è un ambientalista con due figli, scopre un penny d’oro di Enrico III coniato nel 1257, la moneta apparteneva quasi certamente a John de Hyden signore di Hemyock Manor che pagò oro al re per evitare cariche pubbliche, il reperto viene venduto all’asta per £648.000 con ricompensa netta per il ritrovista di circa 300.000 euro, il sistema britannico incentiva la segnalazione e premia il ritrovista mentre il sistema italiano prevede obbligo di denuncia e premio simbolico ma non ricompensa proporzionale, la scoperta è la moneta medievale britannica più preziosa e oggi fa parte del patrimonio storico studiato e conservato.
    1 punto
  44. Ciao @ARES III so perfettamente che in Italia è ben diverso come spiegato bene sul forum e riportato anche nell'articolo. La speranza è che parlandone sempre più ci si possa rendere conto che forse un cambio di rotta sarebbe opportuno per evitare scavi clandestini, azioni di tombaroli, incrementare il mercato illegale. Ovviamente i fattori positivi sarebbero innumerevoli anche per lan ostra storia perché non oso immaginare quanto materiale non venga messo a disposizione del pubblico per paura di incappare in denuncia o comunque problemi giudiziari. Senza parlare di tutto ciò che poi entra comunque nel mercato irregolarmente. Credo che regolamentare sia sempre una scelta più saggia piuttosto che proibire/vietare. Dopotutto ritengo che la storia sia un patrimonio pubblico e non del demanio.. Ovviamente è un opinione personale.
    1 punto
  45. io quest'anno lascio.... basta essere tratta come una vacca da mungere, senza rispetto alcuno e per giunta con packaging scadenti (di carta e/o pacchiani)
    1 punto
  46. Anche questo è un secondo conio. L'osservazione dei tre conî è di @El Chupacabra, a lui il merito! Ha scritto un articolo al riguardo sull'ultimo Gazzettino del Cordusio. Il primo conio ha firma di Giorgi come nella versione prova, più piccola e vicina al bordo, con L allineata alla T Il secondo conio ha la L allineata circa al punto di D. e le firme sono della stessa altezza Il terzo conio ha le due firme allineate a sinistra e della stessa altezza. In termini di frequenza, il primo conio sembrerebbe essere più raro, il terzo il più comune. Ti inserisco un immagine del primo conio, una mia moneta, in conservazione accettabile.
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  47. Ho da poco scoperto l'esistenza dei tre coni, molto interessante. Posso chiedere per curiosità quali sono i criteri di distinzione e a quale conio appartiene quest'altro esemplare in mio possesso? Grazie
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  48. Buon pomeriggio a tutti. Ecco le foto dell'ultima arrivata....da sola e con le relative sorelle I tre rovesci diversi... SECVRITAS PVBLICA. V.B. SECVRITAS PVBLICA V.B. SCVRITAS PVBLICA. V. B. *(qui il punto dopo PVBLICA e B è il medesimo) Resto in attesa di una dritta in merito agli effetti del solo bagnetto in acqua distillata, per ammorbidire il verde, rispetto alla patina. Saluti.
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