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Contenuti più popolari
Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/29/26 in tutte le aree
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Della tua seconda monetina non avrei saputo dirti granché, se per parlare un questo thread non mi fossi trovato a leggiucchiare qualcosa sugli Almoravidi… e se non avessi trovato questo sito davvero molto interessante, per chi è in fissa con Al-Andalus… https://numisane.org/tonegawa-collection-coins-of-al-andalus/ È il sito dell’Asociación Numismática Espanola, che ha trovato spazio per ospitare una pagina web che raccoglie i tesori della famosa collezione Tonegawa, una delle più importanti collezioni mondiali di monete di Al-Andalus… digitalizzata e diffusa così, ai 4 venti, per il piacere e l’interesse di tutti gli appassionati e gli studiosi del mondo…😍3 punti
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Ciao, asse coniato a Lugdunum ( odierna Lione, Francia) con peso ampiamente nella norma del periodo. Come detto anche da altri intervenuti, essendo una tipologia più che comune, troverai sicuramente l'esemplare che ti piacerà magari più vissuto e con qualche difetto in più di quello presentato nel post ma autentico come il secondo 🙂. Posto per condivisione il mio ( coniato a Roma ed autentico), come dire chi si contenta..... 28 mm 9,72 g RIC 3123 punti
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Oggi vi presento questo denario imitativo, veramente ma veramente brutto, quindi rinnovo il consiglio alle persone suscettibili e agli amanti delle imperiali di non proseguire la visione. Grazie Regnum Barbaricum, Imitazione del Denario di Faustina II Dritto: Busto barbarico dell'imperatrice in drappeggio, rivolta verso destra, con una pseudo-leggenda lungo il bordo. Rovescio: Rappresentazione barbarica della dea in piedi verso destra, con una pseudo-leggenda lungo il bordo. Argento, diametro 16 mm, peso 2,51 g. https://www.numisbids.com/sale/10298/lot/6079 @Arka spero che ho tradotto bene.2 punti
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Sono impronte di mani di colore rosso cuoio, trovate in una grotta sull’isola di Sulawesi, in Indonesia: secondo i ricercatori, sarebbe una sorta di stencil poi rielaborato. Le impronte di mani sulle pareti di una caverna risalenti a 67.800 anni fa. È la più antica pittura rupestre dell’umanità, ne dà notizia la rivista «Nature», a partire da uno studio della Griffith University (Australia) realizzato sotto la guida di Maxime Aubert.Il ritrovamento è avvenuto nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Sulawesi, in’Indonesia, tra il Borneo e le isole Molucche.. Si tratta di una sorta di stencil di una mano che, secondo i ricercatori, è stato poi elaborato restringendo lo spessore delle dita in modo da creare l’impressione di dita più appuntire e di una mano che richiama un artiglio. Il disegno, riferisce Adam Brumm, uno dei coautori della ricerca, potrebbe simboleggiare l’idea che «esseri umani e animali fossero strettamente connessi, qualcosa che sembra già riscontrabile nell’arte pittorica primitiva di Sulawesi». Per datare i dipinti i ricercatori si sono basati su croste minerali che si erano formate sopra l’arte. In particolare è stata utilizzata la tecnica di datazione basata sugli isotopi dell’uranio, ossia di varianti di questo elemento con peso atomico diverso, applicata sia ai microscopici depositi minerali che nel tempo si sono formati sia sopra che sotto la pittura. Inoltre analisi applicate ad altri disegni presenti nella grotta hanno mostrato come il luogo sia stato utilizzato per la produzione artistica per un periodo eccezionalmente lungo, con pitture realizzate nel corso di almeno 35.000 anni, fino a circa 20.000 anni fa. Le impronte di color rosso cuoio prese in esame dai ricercatori indonesiani e australiani sarebbero state realizzate soffiando pigmento sulle mani appoggiate alle pareti della caverna, lasciandone così il contorno. Per gli studiosi l’isola di Sulawesi fu probabilmente uno dei «ponti» geografici da cui le antiche popolazioni transitarono per poi andare più sud e a est, durante l’era glaciale quando il livello dei mari era decine di metri più basso, verso il cosiddetto Sahul, un unico continente che era composto da Australia, Tasmania e Nuova Guinea. «È molto probabile —ha detto Adhi Agus Oktaviana dell’Università Griffith — che le persone che hanno realizzato questi dipinti a Sulawesi facessero parte della popolazione più ampia che si sarebbe poi diffusa nella regione e infine avrebbe raggiunto l’Australia». Sulla stessa isola erano già state trovate grotte con pitture rupestri molto antiche, come la grotta di Leang Tedongnge dove erano state individuate nel 2017 pitture considerate risalenti a 45mila anni fa, che mostravano l’immagine stilizzata di un cinghiale. Le prime forme di arte rupestre in Europa sono ritenute quelle delle grotte El Castillo in Spagna e Chauvet in Francia con raffigurazioni di 30 mila o 40 mila anni fa. https://www.corriere.it/cultura/26_gennaio_22/scoperta-pittura-rupestre-piu-antica-dell-umanita-ha-67800-anni-639092a2-f79c-11f0-b472-031063c6c49f.shtml?refresh_ce2 punti
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Mezza Piastra Sebeto. Contorno a treccia. Asse alla francese. 33 mm / 12,30 g Piastra Sebeto 1747. Contorno a treccia. Asse alla francese. 39,5 mm / 24,88 g Al D/ NEAP con 8 gigli nello scudo angioino e variante araldica: "Angiò in campo oro".2 punti
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Buonasera, condivido con piacere alcune monete di Carlo di Borbone, millesimo 1747, recentemente entrate in collezione. Piastra commemorativa FIRMATA SECURITAS. Contorno a treccia. Asse alla tedesca. 39,5 mm / 24,88 g2 punti
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Si prospetta un evento di rilievo, come ormai @tempolibero ci ha abituato, collezionismo, amicizia e ospiti culturali ora previsti come @jaconico per la cartamoneta, un gran bel mix culturale ! Un in bocca al lupo a tutti voi !2 punti
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Ciao @Ajax bronzo greco di Plakia in Misia. https://www.acsearch.info/search.html?term=Turreted+plakia+lion&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Buongiorno, solito mercatino del giovedì in ciotola da 50 centesimi2 punti
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Quando la Lira diventa arte: Al Kronos Expo 2026 il dottor Nicolò Giaquinta svelerà i segreti della Cartamoneta Italiana. Un viaggio esclusivo tra storia, incisioni e propaganda con la conferenza "Cartamoneta: Il potere delle immagini". Un'occasione unica per scoprire gli aneddoti dietro le banconote più celebri e acquistarle direttamente in fiera. Il Kronos Expo 2026 si conferma crocevia imprescindibile per il collezionismo e la cultura storica in Italia. L’ANFC • Associazione Numismatica, Filatelica e Collezionistica è lieta di annunciare uno degli eventi culturali di punta di questa edizione: L'intervento esclusivo del Dott. Nicolò Giaquinta, studioso ed esperto nazionale di nummi cartacei. La conferenza, intitolata “Cartamoneta: Il potere delle immagini”, offrirà una prospettiva inedita sulla valuta cartacea. Lontano dall'essere semplici strumenti di scambio economico, le banconote vengono presentate come vere e proprie "tele stampate" capaci di raccontare l'identità, le evoluzioni politiche e l'arte di una nazione. Un percorso tra storia e iconografia. Durante la sua relazione, Nicolò Giaquinta guiderà il pubblico in un percorso affascinante attraverso la Cartamoneta che ha segnato la storia d'Italia. L’analisi toccherà punti cruciali dell'evoluzione numismatica nazionale: • Dagli Stati Preunitari alla Repubblica: Un excursus che comprende la Cartamoneta Preunitaria, le Banconote del Regno, le complesse emissioni di occupazione (sia italiane all’estero che estere in Italia), fino alle iconiche Banconote della Repubblica Italiana. • Il potere comunicativo: Un focus su come lo Stato abbia utilizzato sapientemente le immagini sulla cartamoneta per trasmettere valori, fare propaganda e diffondere cultura tra i cittadini, trasformando ogni biglietto in un manifesto politico e sociale. "La cartamoneta non è solo valuta, è un documento storico vivente," dichiara il presidente dell'ANFC • Associazione Numismatica, Filatelica e Collezionistica Attilio Maglio citando l'approccio dell'esperto. "Con l'intervento di un calibro come Nicolò Giaquinta, vogliamo restituire voce a questi capolavori silenziosi che per decenni sono passati di mano in mano, spesso senza che ne conoscessimo il vero significato." Dalla teoria alla collezione: Un'esperienza tangibile. Il valore aggiunto del Kronos Expo 2026 risiede nella sua immediata connessione con la realtà del mercato collezionistico. Al termine della relazione, l'esperienza culturale si trasforma in opportunità pratica. L'Expo ospiterà una vasta area commerciale con prestigiosi studi numismatici e commercianti professionisti. I visitatori, ispirati dalle analisi di Nicolò Giaquinta, avranno l'opportunità unica di cercare e acquistare proprio le banconote trattate durante la conferenza. Che si tratti di un pezzo raro per un collezionista esperto o di un ricordo nostalgico per un appassionato, i banchi presenti offriranno la possibilità di portare a casa un pezzo di storia italiana tangibile. ________________________________________ Dettagli dell'evento: • Evento: Kronos Expo 2026. • Titolo Relazione: “Cartamoneta: Il potere delle immagini”. • Relatore: Dott. Nicolò Giaquinta. • Luogo: Sala Meeting dell’Hotel dei Congressi, Viale Puglia n.45, Castellammare di Stabia (Napoli). • Accesso: Aperto a tutti i visitatori della fiera. Non perdete l'occasione di guardare la storia in filigrana. Vi aspettiamo al Kronos Expo 2026. ________________________________________2 punti
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Due giornate dedicate alla passione per gli oggetti senza tempo. L’ANFC - Associazione Numismatica, Filatelica e Collezionistica è lieta di annunciare la nuova edizione di KRONOS EXPO, l’evento di riferimento per appassionati, esperti e curiosi del mondo del collezionismo. La manifestazione si terrà Venerdì 13 e Sabato 14 febbraio 2026 nella splendida cornice dell’Hotel dei Congressi (4 stelle). Situata nel cuore della “perla del Golfo di Napoli”, la location offrirà una vista mozzafiato del monte Faito e un’accoglienza di alto profilo per tutti i visitatori. La Filosofia: Perché “Kronos”. Il nome della manifestazione non è casuale: Kronos (Tempo) incarna l’essenza stessa del collezionismo. L’evento è concepito come un ponte tra le epoche, dove ogni oggetto esposto — dalla moneta antica alla cartolina rara — funge da custode della memoria. KRONOS EXPO non è solo una mostra mercato, ma un luogo di incontro culturale dove scambiare competenze, riscoprire storie dimenticate e tramandare valori alle nuove generazioni. Ospitalità e Comfort. L’ANFC ha posto l’accento sulla qualità dell’esperienza di visita, garantendo servizi d’eccellenza: Ingresso: Totalmente gratuito. Logistica: Due ampi parcheggi custoditi e videosorvegliati. Ristoro: Servizio pizzeria attivo in loco a pranzo e cena in convenzione con la struttura partner. Posizione: Facilmente raggiungibile, a pochi minuti dall’uscita autostradale di Gragnano. Nelle luminose sale dell’hotel, operatori qualificati saranno a disposizione per vendita, acquisto, stime e perizie. L’offerta espositiva spazierà tra: Numismatica: Monete antiche, moderne e banconote (italiane ed estere). Filatelia: Francobolli, annulli speciali e storia postale. Editoria: Libri rari, stampe e cataloghi specializzati. Vintage e Curiosità: Cartofilia, giocattoli d’epoca, schede telefoniche, immagini sacre e oggettistica varia. Accessori: Tutto il necessario per la cura e la conservazione delle collezioni (album, capsule, classificatori). La parola al Presidente. Attilio Maglio, Presidente ANFC, commenta così l’iniziativa: «KRONOS EXPO nasce per celebrare il tempo, la memoria e il piacere della scoperta. Vogliamo offrire a collezionisti, neofiti e famiglie un luogo accogliente dove incontrarsi e dare continuità alla cultura del collezionismo. Abbiamo scelto l’Hotel dei Congressi per puntare sull’eccellenza: Accessibilità, sicurezza e una cornice paesaggistica unica per un’esperienza di visita impeccabile». L’associazione anticipa inoltre che KRONOS EXPO sarà il capofila di un nuovo calendario di iniziative che coinvolgeranno diverse città della Campania nei prossimi mesi, con l’obiettivo di avvicinare sempre più pubblico al mondo del collezionismo. SCHEDA TECNICA DELL’EVENTO. Quando: Venerdì 13 Febbraio 2026: ore 09:00 – 19:00 - Sabato 14 Febbraio 2026: ore 09:00 – 17:00 Dove: Hotel dei Congressi (4 stelle), Viale Puglia n.45, Castellammare di Stabia (Napoli). (Uscita autostradale consigliata: Gragnano). Sito: www.hoteldeicongressi.it Telefono: (+39) 081 872 22 77 Fax: (+39) 081 872 22 77 email: [email protected] – [email protected] · Servizi: Ingresso libero · Due parcheggi custoditi e videosorvegliati gratuiti · Pizzeria sul posto · Cena in convenzione. Contatti: Pagina Facebook: ANFC – Associazione Numismatica, Filatelica e Collezionistica Sito: anfcassociazionefilatelicanumismatica.wordpress.com Email: [email protected] Telefono o WhatsApp: (+39) 349 812 5912 (Maglio Attilio) Come raggiungerci: In aereo: Aeroporto Internazionale Napoli Capodichino. In treno: Trenitalia – Linea Napoli – Castellammare di Stabia. Fermata Castellammare di Stabia. Circumvesuviana: Linea Napoli – Sorrento. Fermata Castellammare di Stabia. In auto: Autostrada Napoli – Salerno, uscita Castellammare di Stabia. In auto. https://maps.app.goo.gl/JYrKbDZJwWvztrhJ8 Come raggiungerci in treno: Linea Circumvesuviana Napoli-Sorrento. https://maps.app.goo.gl/77CDbT5qSHuHsVhu5 Come raggiungerci in pullman dall’uscita Circumvesuviana via Nocera. https://maps.app.goo.gl/EtPxhMVzczRyZt8581 punto
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Buongiorno volevo mostrare una mia nuova aggiunta alla mia collezione di monete romane. Un aureo di Teodosio II (408-450) in oro 4,46gr. Conservazione SPL+/qFDC1 punto
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Nulla di nuovo. Gli abitanti di Domus de Maria raccontano (racconti riferiti a quyalche decina di anni fa) di ritrovamenti sulle spiagge intorno a Bithia ad ogni mareggiata o pioggia forte. Basta pensare che la prima notizia di ritrovamenti risale agli anni ’20 quando proprio una mareggiata mise in luce delle sepolture tra la collina della Torre di Chia e il Monte Cogoni.1 punto
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Buonasera a tutti...recandomi al bancomat ho ricevuto 4 banconote da 20 euro con seriali quasi uguali. Sono nuovissime quasi una attaccata all'altra. Posto quella con seriale più importante perchè ha 6 numeri uguali consecutivi (come le altre 3), tre soli numeri diversi nel seriale. Tutti numeri dispari. Può valere più del suo valore? Grazie1 punto
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Ciao @Ajax bronzo seleucide di Seleuco II zecca di Sardes. https://www.acsearch.info/search.html?term="Seleukos+ii"+apollo+ae+helmeted&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=01 punto
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Ciao,la tua moneta è del tipo con fiore a 5 petali sotto il busto del Re,esiste con legenda corta e legenda lunga,il tuo esemplare appartiene al tipo con legenda lunga... Per me è in conservazione MB+...1 punto
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Complimenti, è un bel 9 cavalli che a mio avviso è molto più che un MB,il dritto è pulito e con patina uniforme,si notano i capelli del Re ,il rovescio leggermente più sofferenze ma secondo me un BB+ lo merita tranquillamente... Magari in mano è ancora meglio...1 punto
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E' mia opinione che non ne altera la bellezza affatto, l' angolino in alto a sx e' mancante sicuramente per lo strappo "naturale" del Francobollo dal foglio o da altro esemplare accanto. E' su documento postale pertanto ne consegue una minore perdita di valore venale, sarebbe stato peggio se fosse stato un esemplare sciolto non su busta. Questa cosa di avere del materiale sempre perfetto in collezione e disprezzare materiale bellissimo solo per un piccolo difetto e' una cosa puramente italiana, all' estero vengono messi in collezione anche esemplari con qualche difetto senza problemi. Questo è materiale antiquario, pertanto non ci possiamo aspettare che non abbiano difetti.. alla stregua di un mobile antico. Hai fatto bene, nessun cruccio o ripensamento !!!1 punto
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Per la capsula 14€ + la spedizione e assicurazione,piu o meno 20€ totale.sicuramente da italia un po piu. Altra cosa le monete di piu di 200€.di valore e 20€1 punto
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Senza contare poi che in realtà moltissimi eventi e fatti storici si conoscono proprio solo grazie a documenti epigrafici del genere. Non ho fatto in tempo a controllare gli archivi storici della "La Stampa". Credo non ci siano molte speranze in quando l'avvenimento era locale, ma l'archivio è gratuito e forse gli editori non si sono lasciati sfuggire l'occasione di sfoggiare al pubblico l'ennesima fascistissima parata militare...1 punto
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Aspetta, aspetta, senti cosa ho trovato della tua seconda monetina 😉… a prima vista, aspetto e peso mi avevano fatto pensare ad un nominale che non avevo mai trovato prima di visionare monete almoravidi… nell’attuale letteratura numismatica è conosciuto con il nome di quirat, una monetina d’argento da circa un grammo… anche se il nome, che indica il seme di carruba, nella metrologia islamica, indicava un peso differente e molto inferiore, pari a circa 0,20 g… …e guarda un po’ cosa c’è nel sito della Tonegawa collection… Sotto il nome dell’emiro ‘Ali Ibn Yusuf, tra le monete emesse associandosi il suo erede designato Sir, eccola qua: Non è proprio la tua?1 punto
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Tornando alle tue due monetine, la prima sembra proprio un dirham almohade… sottolineo “almohade” perché per i dirham originari, nella monetazione islamica, è riportato un peso teorico di 2,97 g (anche se poi molti che ho visto, nella monetazione islamica successiva, si attestano sui 2,5-2,7 g): è con gli Almohadi che si diffonde questo dirham che in realtà da molti è chiamato “mezzo dirham” proprio per il suo peso… in ogni caso, sembra proprio un esemplare di dirham senza zecca, di quelli più comuni: le dimensioni sono concordanti (forse anche un po’ “striminzito” dato che è stato “ritagliato” tagliando fuori su due lati non solo il riquadro perlinato esterno ma anche - in parte - quello continuo interno), il peso mi sembra un po’ calante rispetto al 1,50-1,55 g d’ordinanza (cosa che - isolatamente - suggerirebbe di identificarlo come millarès…) tuttavia, questo potrebbe essere in parte legato al “ritaglio stretto” e lo stile delle iscrizioni mi sembra - per quanto possa capirne - piuttosto compatibile con un originale islamico… insomma, proprio la moneta della discussione!1 punto
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@Ulpianensis e a chiunque altro conosca questa monetazione. Scorgo per caso questa discussione: di Dirham e monete arabe non so praticamente nulla. Una trentina di anni fa, approfittando di un Congresso in Spagna, acquistai per poche pesetas in un mercatino di Siviglia 3 monetine in argento, come souvenir. La prima, di piccolissime dimensioni, sembrava rappresentare Alessandro Magno e, al rovescio, un tridente. Dopo aver indagato con alcuni numismatici più esperti di me, l'ipotesi più probabile fu di moneta di fantasia, sebbene ben fatta. Due erano arabe e le lasciai, insieme all'altra, in un albumino da cui le ho tratte oggi e fotografate. Una è quadrata e suppongo (a questo punto) un Dirham. Pesa g 1,31 ed il lato è mm 13,6 (col calibro). L'altra è rotonda pesa g 0,96 per un diametro di mm 11, 3. Le propongo sotto (foto prese al volo). Se chi le conosce potesse dirmi qualcosa, a distanza di molti anni ... ma gliene sarei grato!1 punto
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Giusto per ravvivare , una bella panoramica delle mie once più belle. Britannia è rat privy. snake è 1000 pz con coa, Noè e Libertad w16 con coa, kruger privy 2017 con coa, dollaro 2025 privy US army. Elefante privy 2025 con coa. La meno bella tra queste? Flora margherita......1 punto
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Commonwealth of the Philippines Alla fine del 1935, dopo che, per trentacinque anni (dalla metà del 1901) il governo delle Filippine era stato retto dal Bureau of Insular Affairs degli Stati Uniti (una branca del Dipartimento della Guerra), lo status giuridico dell'arcipelago fu modificato. Venne costituito il Commonwealth of the Philippines, un territorio non incorporato dipendente dagli Stati Uniti, ma auto-governato (eccetto che per la difesa e la politica estera), con una propria Costituzione, il cui diritto all'autogoverno non poteva essere revocato unilateralmente dal Congresso. Era concepito come un'amministrazione transitoria in preparazione alla piena indipendenza, da attuare dopo dieci anni (come in effetti avvenne, con un piccolo ritardo dovuto alla guerra). Il 30 luglio 1934 si riunì a Manila una Convenzione Costituzionale che l'8 febbraio 1935 approvò la Costituzione del Commonwealth con 177 voti a 1. La Costituzione fu approvata dal Presidente Franklin D. Roosevelt il 25 marzo 1935 e ratificata tramite plebiscito il 14 maggio dello stesso anno. Il 16 settembre 1935 si tennero le elezioni presidenziali, che videro la vittoria di Manuel Luis Quezon. Il governo del Commonwealth fu inaugurato la mattina del 15 novembre 1935, con una cerimonia sui gradini del Palazzo Legislativo a Manila, e per celebrare l'evento, la Zecca della capitale filippina, nel 1936, emise tre monete commemorative in argento, una da 50 centavos e due da 1 peso. La moneta da 50 centavos porta al dritto i ritratti, uno di fronte all'altro, di Quezon e di Frank Murphy, ultimo Governatore Generale delle Filippine e primo Alto Commissario americano del Commonwealth. Tra loro il sole nascente con al centro la data NOVEMBER 15 1935, inizio ufficiale del Commonwealth. Nel giro la legenda COMMONWEALTH OF THE PHILIPPINES e il valore. (foto da Heritage Auctions - PCGS MS65) Il rovescio, uguale per tutte e tre le monete, riporta ancora, oltre alla data 1936 e al piccolo marchio di zecca M, la legenda UNITED STATES OF AMERICA, ma sostituisce lo stemma degli Stati Uniti con quello del Commonwealth: uno scudo, derivato dal sigillo ufficiale del governo delle Filippine, con tre stelle simboleggianti Luzon, Mindanao e le Visayas, le tre principali regioni geografiche delle isole. Nell'ovale la torre di una fortezza sopra un leone marino coronato. Un'aquila ad ali spiegate sormonta lo scudo, e al disotto di esso compare un cartiglio con la scritta COMMONWEALTH OF THE PHILIPPINES. La prima moneta da 1 peso vede i busti affiancati di Quezon e Murphy, rovescio come sopra. (foto da Heritage Auctions- PCGS MS65) La seconda moneta da 1 peso è simile alla prima, ma il busto di Murphy viene sostituito con quello di Franklin D. Roosevelt. (foto da Heritage Auctions - PCGS MS65) Le tre monete furono vendute in un set al prezzo di 3,13 dollari, pari a 2,5 volte il valore facciale, ma il riscontro del pubblico fu scarso, e migliaia, delle 40.000 coniate (20.000 da 50 centavos, 10.000 per ognuno dei pesos) rimasero nelle casse della Zecca di Manila, per poi finire in mare nel 1942 insieme a tutte le altre monete d'argento. Ancora oggi non si può dire che attirino particolarmente i collezionisti, monete in alta conservazione come quelle mostrate, vengono vendute per poche centinaia di dollari petronius1 punto
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Povera Faustina , come l' hanno ridotta ! Ecco spiegato il motivo delle guerre marcomanniche 😂1 punto
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Il PDF è scaricabile in https://www.academia.edu/127647600/Valentinianic_Coin_Hoard_from_Vác_Kláraháza?email_work_card=title Scusa @incuso se abuso della tua pazienza, potresti gentilmente allegare il PDF direttamente qui ? Grazie mille.1 punto
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Ciao, moneta per me buona ma quasi certamente usata come spilla1 punto
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MVSN sta per Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, un corpo armato fascista italiano attivo dal 1923 al 1943, noto anche come "Camicie Nere" per il colore della divisa, incaricato di mantenere l'ordine pubblico e inquadrare i cittadini per la difesa nazionale, operando sotto il controllo del regime. Assisteva l'esercito e le forze di pubblica sicurezza nel mantenere l'ordine interno e preparava i cittadini alla difesa. Istituita nel 1923, nacque dall'esigenza di istituzionalizzare e controllare lo squadrismo fascista. Adottava una nomenclatura di origine romana (coorte, legione, centurione, console) e si articolava in diverse specializzazioni (militare, coloniale, universitaria, ecc.). Divenne ufficialmente una forza armata del Regno d'Italia nel 1924. Fu sciolta dopo l'armistizio di Cassibile, nel settembre 1943. SEGUE.. poi vediamo l' affrancatura e bolli.1 punto
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Ultimo ingresso in collezione, certo non in grandissimo stato di conservazione ,ma il 43 non è facile da trovare (almeno per me) e poi mi è piaciuta perché ha i numeri della data crescenti1 punto
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Roma, 23 gennaio 2026 – Può sembrare incredibile, eppure oggi l’archeologia può partire anche dal cielo. Tutto nasce da un’osservazione casuale da parte di un gruppo di appassionati di archeologia, impegnati a scandagliare immagini satellitari. Ad un tratto notano segni geometrici sospetti nel territorio tedesco. Linee dritte, angoli arrotondati, tracce troppo regolari per essere naturali. Quelle anomalie si rivelano decisive: le verifiche sul campo confermano l’esistenza di quattro accampamenti romani di marcia, finora sconosciuti. Cosa sappiamo. I siti si trovano tra i monti dell’Harz settentrionale e il fiume Elba, nell’attuale Sassonia-Anhalt. Due accampamenti sorgono nei pressi di Aken, uno a Trabitz e uno a Deersheim. Un’area dove, fino a oggi, non esisteva alcuna prova concreta della presenza militare romana . Le fonti storiche parlavano di truppe spinte fino al fiume Elba, ma mancavano riscontri materiali. Ora non più. Gli archeologi hanno riconosciuto la tipica “firma” dei castra romani: pianta rettangolare con angoli smussati, strade interne disposte ad angolo retto, ingressi protetti da fossati e titulum, il terrapieno difensivo davanti ai varchi. Accampamenti temporanei, ma progettati con rigore ingegneristico, collocati a intervalli regolari di circa 20 chilometri. Una giornata di marcia per le legioni. Le immagini satellitari sono state affiancate da rilievi geofisici e indagini con metal detector. Il risultato è impressionante: oltre 1.500 reperti, in gran parte oggetti in ferro. Colpisce soprattutto l’elevato numero di chiodi e borchie, appartenenti alle caligae, i sandali militari romani. Tracce minime, ma inequivocabili. Tra le monete rinvenute spicca un denario dell’imperatore Caracalla, che suggerisce un possibile collegamento con la campagna militare del 213 d.C. Le datazioni al radiocarbonio collocano gli accampamenti all’inizio del III secolo dopo Cristo. Un periodo di forte pressione militare ai confini settentrionali dell’Impero. Una scoperta casuale che non solo aggiunge nuovi siti alla mappa, ma dimostra che Roma si spinse più a nord di quanto si credesse. Insomma: a volte,per riscrivere la storia, bisogna guardare la Terra dall’alto.1 punto
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Il problema di fondo è che non sai mai quale è il picco. Poteva sembrare picco 3 mesi fa a 1400 euro/kg.... In 3 mesi ha più che raddoppiato.1 punto
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@Ernestina, quello che dici relativamente al fatto che si fondano anche i marenghi dipende secondo me semplicemente da una cosa. I veri collezionisti di monete ormai sono troppo pochi rispetto al numero di monete in circolazione e quindi la maggior parte di queste, che siano marenghi o commemorative d'argento, agli occhi della gran parte di chi li possiede sono semplici sinonimo di guadagno. In quest'ottica, per me la fusione di una commemorativa crea lo stesso dispiacere della fusione di un marengo. Quando ero piccolo leggevo su un libro che meno di un figlio di numismatico su 10 diventava a sua volta numismatico. Per tutti quelli che hanno ereditato monete, l'unica cosa che conta ora è: quanto valgono? Quanto ci posso fare? E se il compro oro offre più di un'asta, che sia marengo o caravella, finisce nel crogiolo. Per fortuna ci sono ancora pochi che continuano a collezionare e si spera che nel tempo queste che stiamo salvando dalla fusione riescano a sopravvivere. Perché anche noi che le collezioniamo, potremmo farci un sacco di soldi ora, ma ce ne guardiamo bene, dato che sono una delle cose che fanno brillare ancora i nostri occhi.1 punto
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Mi piace tirar fuori qualche rotolino, metterle in fila e apprezzare le differenze1 punto
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Ciao @EmilianoPaolozzi. Non moltissimo tempo fa ho acquistato un asse della stessa tipologia ( mi piaceva la Vittoria alata rappresentata sul rovescio) visionando tantissimi esemplari e devo dire che lo stile del rovescio non mi convince ( la rappresentazione delle ali sopratutto). Ma anche l'aspetto generale non mi convince tanto, patina compresa.È un asse molto comune coniato a Roma con un peso ( la moneta sembra aver circolato) un pò sopra la media. Da foto devo dire che non mi piace, sarà solo una mia impressione ( che è quello che hai chiesto 🙂) ma secondo me non è autentico. Resto come te in attesa di ulteriori interventi.1 punto
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Hai assolutamente ragione. Nel nostro Paese molti la pensano come te: la cultura non dà da mangiare quindi non si investe su si essa e la si marginalizza. Questo lo fa la maggior parte della società, politica compresa.1 punto
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Ed aggiungo a quanto ho scritto in precedenza, non sopporto nel modo più assoluto chi non indica il costo al pezzo pur avendo un vascone con 10/15 chili di monetine mondiali. Classica domanda: A quanto al pezzo? Risposta del venditore: Ognuna ha il suo prezzo In buona sostanza tutto quello che scegli, anche se si tratta di 1 pfennig tedesco degli anni '80, per il venditore vuol dire hai scelto le migliori! uno schifo.1 punto
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Era l'unica che ti mancava almeno? Ma finchè li trovi in ciotola a quasi nulla va bene, è il loro espositore originario che è difficile a reperire.1 punto
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Questi errori sono rari ma non eccezionali nelle zecche orientali con incisori non latinisti. La palma spetta sicuramente a Antiochia. Cizico: L’errore più divertente è quello che mischia i nomi di Valentiniano II e Teodosio I:1 punto
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Molto bene! Posta delle foto fronte retro senza dimenticarti di indicare peso e diametro1 punto
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