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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/10/26 in tutte le aree
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La nuova arrivata saluta il forum Una delle monete in oro di V. E. III che meno mi entusiasma ma mi sono convinto ad acquistarla per completare la serie Periziata qFDC... peccato per i graffietti al dritto ed ai colpetti ad ore 2 al rovescio che in foto non si vedevano6 punti
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Ciao @Ajax dovrebbe essere un denario di Vespasiano zecca di Efeso,però tu dici che e in bronzo... allora io per sicurezza chiederei aiuto agli esperti @Pxacaesar @Arka 😊 https://it.numista.com/2503463 punti
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Seguitiamo ,tutti a lamentarci, ma poi domani mattina saremo tutti impazienti e trepidanti per acquistare , c’è chi minaccia di smettere , chi vuol vendere e dedicarsi ad altro , chi dice di acquistare solo una moneta , chi dice che fa tutto schifo , ognuno ha le proprie ragioni e sono rispettabili , ma in fondo tutti noi sappiamo che seguiteremo ad acquistare ,ovviamente in base alle proprie possibilità ,perché un hobby ,diventa una mania ,ti segue ovunque ,magari cerchi di scansarlo ,ma ritorna sempre nei tuoi pensieri , per il collezionista vero ,anche una moneta per tanti brutta , va presa e conservata , fa parte del gioco3 punti
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Emozionante. Archeologi e intelligenza artificiale scoprono un gioco sconosciuto del mondo romano. Si è partiti da una singolare pietra incisa trovata a Coriovallum. Come si giocava? Redazione 10 Febbraio 2026 Studiosi, affidandosi alla logica dell’intelligenza artificiale e alla straordinaria capacità di simulare milioni di partite virtuali, hanno risolto il mistero di una singolare tavola da gioco romana rinvenuta in un sito dei Paesi Bassi. L’analisi combinata di algoritmi, scansioni tridimensionali e studio archeologico delle tracce d’uso ha permesso di identificare un gioco strategico di tipo “blocco”, finora attestato con certezza solo in età medievale. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Antiquity, retrodatano di diversi secoli la diffusione di questa categoria di giochi e offrono una nuova prospettiva sul tempo libero e sulle capacità di astrazione nelle province settentrionali dell’Impero romano. Il gioco trovato durante gli ascavi archeologici presso la cittadina romana che sorgeva nel territorio attualmente belga Il reperto proviene dall’antica Coriovallum, centro urbano sorto lungo un nodo viario di primaria importanza tra la Gallia Belgica e la Germania Inferior, oggi identificabile con la città di Heerlen, nel Limburgo olandese. Tra II e IV secolo d.C. l’insediamento era un luogo di transito e di scambio, dotato di infrastrutture complesse – tra cui le celebri terme monumentali – e frequentato da militari, mercanti e funzionari. È in questo contesto che va collocata una lastra di calcare grigiastro di 21 × 14,5 centimetri, rinvenuta nel sottosuolo urbano durante scavi condotti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento e poi confluita nelle collezioni del museo locale. Per lungo tempo l’oggetto è rimasto privo di una lettura funzionale convincente. La documentazione di scavo era lacunosa, il contesto preciso perduto, e l’incisione che ne occupa la superficie non corrispondeva a nessuno degli schemi di gioco romani noti nell’Europa nord-occidentale. Solo una recente revisione sistematica delle collezioni, condotta da Walter Crist, archeologo specializzato nello studio dei giochi antichi, ha riportato l’attenzione su quella pietra apparentemente enigmatica. Dal punto di vista morfologico, la lastra presenta caratteristiche inequivocabili di un manufatto finito: bordi regolarizzati, angoli smussati, superficie lavorata con cura. L’incisione è costituita da un rettangolo delimitato da una scanalatura perimetrale, all’interno del quale si intersecano quattro linee diagonali convergenti verso il centro, formando una croce obliqua. A uno dei lati brevi corre inoltre una singola linea orizzontale, elemento apparentemente secondario ma rivelatosi cruciale per l’interpretazione. L’insieme suggerisce un uso intenzionale e ripetuto, non un esercizio grafico o una decorazione occasionale. La prima fase dell’indagine si è concentrata sull’analisi delle tracce d’uso. L’osservazione microscopica ha messo in evidenza microabrasioni, striature e piccole depressioni concentrate in punti specifici delle incisioni. Non si trattava di un consumo uniforme: alcune porzioni delle linee risultavano più profonde e levigate, come se fossero state percorse più frequentemente da piccoli oggetti mobili. Queste tracce erano compatibili con il movimento reiterato di pedine o gettoni, spostati manualmente lungo percorsi definiti. Per verificare e quantificare tali osservazioni, il laboratorio di restauro Restaura di Heerlen ha realizzato una serie di scansioni tridimensionali ad altissima risoluzione. I modelli digitali hanno permesso di misurare con precisione millimetrica le variazioni di profondità delle incisioni, rivelando un pattern di usura coerente: le diagonali centrali e alcuni segmenti della linea orizzontale mostrano un consumo leggermente maggiore, nell’ordine di frazioni di millimetro, indice di un contatto più intenso e prolungato. Anche i bordi perimetrali appaiono volutamente arrotondati e lucidati, segno che la lastra era pensata per essere maneggiata e utilizzata nel tempo. La datazione dell’oggetto è stata ricavata per via contestuale, sulla base degli strati archeologici ben documentati di Heerlen, che consentono una collocazione relativamente precisa dei materiali rinvenuti nel tessuto urbano. La produzione e l’uso della tavola sono stati così collocati tra il II e il IV secolo d.C., ovvero tra circa 1700 e 1500 anni fa, in una fase di piena integrazione delle province settentrionali nell’organizzazione imperiale romana. Restava tuttavia irrisolto il nodo principale: a quale gioco corrispondeva quello schema inciso? Le tipologie di giochi romani note – come i Latrunculi, basati sulla cattura dei pezzi, o i Duodecim Scripta, strutturati come giochi di corsa – non offrivano confronti convincenti. La disposizione delle linee e, soprattutto, la distribuzione dell’usura non si adattavano a quelle dinamiche. Per affrontare il problema, il team di ricerca ha adottato un approccio innovativo, integrando l’archeologia con l’intelligenza artificiale. È stato utilizzato il sistema Ludii, una piattaforma sviluppata presso l’Università di Maastricht per modellare, simulare e analizzare giochi tradizionali e storici. Il principio di funzionamento è quello della simulazione massiva: la geometria esatta della scacchiera, ottenuta dalle scansioni 3D, viene inserita nel sistema insieme a un ampio database di regole ludiche documentate storicamente ed etnograficamente. Agenti di intelligenza artificiale giocano quindi milioni di partite virtuali, combinando e testando automaticamente diverse ipotesi di regole. I risultati sono stati convergenti. Solo una categoria di giochi risultava coerente sia con la struttura del tabellone sia con il modello di usura osservato sulla pietra reale: quella dei giochi di blocco. In questi giochi l’obiettivo non è catturare i pezzi avversari né raggiungere una meta, ma limitare progressivamente la mobilità dell’avversario, chiudendo i percorsi disponibili fino a impedirgli ogni mossa legale. La partita termina quando uno dei due giocatori resta immobilizzato. L’elemento decisivo è stato il confronto tra simulazione e reperto. I punti della scacchiera virtuale in cui l’intelligenza artificiale concentrava più frequentemente i movimenti durante partite di blocco riuscite coincidevano con le zone di maggiore usura sulla lastra di Coriovallum. Questa sovrapposizione ha fornito una validazione incrociata tra dati digitali e tracce materiali, permettendo di identificare con un elevato grado di attendibilità un gioco antico finora sconosciuto. Le implicazioni storiche della scoperta sono rilevanti. Fino a oggi, i giochi di pura strategia basati sul blocco – noti soprattutto in ambito medievale, come l’Alquerque e i suoi derivati – non avevano un precedente materiale certo nell’antichità classica. La tavola di Heerlen retrodata queste pratiche di cinque-sette secoli, dimostrando che forme di pensiero ludico altamente astratto erano già presenti nel mondo romano, almeno nelle province nord-occidentali dell’Impero. Il contesto urbano di Coriovallum rafforza questa interpretazione. Un centro commerciale e infrastrutturale, frequentato da persone di diversa provenienza, offriva occasioni di incontro e di attesa: spazi in cui un gioco di strategia poteva svolgere una funzione sociale e cognitiva rilevante. La scelta di incidere il tabellone nella pietra, anziché tracciare linee effimere su legno o su terra battuta, suggerisce un’attività ripetuta, condivisa, forse inserita nella quotidianità di luoghi pubblici o semi-pubblici. Oltre al valore specifico della scoperta, lo studio stabilisce un nuovo paradigma metodologico. È la prima volta che un sistema di simulazione ludica basato sull’intelligenza artificiale viene integrato in modo così stretto con l’analisi archeologica delle tracce d’uso per identificare un gioco antico. Questo approccio apre prospettive concrete per reinterpretare numerosi reperti con incisioni enigmatiche rinvenuti in contesti archeologici di tutto il mondo, suggerendo che dietro segni apparentemente semplici possano celarsi pratiche sociali e intellettuali complesse. Walter Crist et al., Ludus Coriovalli: using AI-based simulations to identify the rules of an ancient board game, Antiquity, febbraio 2026, https://doi.org/10.15184/aqy.2025.10264 https://www.stilearte.it/scoperto-gioco-strategico-romano-intelligenza-artificiale-coriovallum/2 punti
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La legenda del diritto inizia con IMPER(ATOR), dunque dovrebbe essere une denario di Tito coniato ad Efeso sotto Vespasiano: RIC V 1438 o 1440. Non ricordo di avere mai visto suberati di quella zecca. Potrebbe essere una foto sottoesposta a dare all'argento una colorazione rosata.2 punti
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Appurate autenticità ed "integrità" della moneta, ritorno su queste varianti che spesso sono "sottovalutate", da cataloghi e collezionisti. Dello scudo 1800 esistono tre tipologie facilmente individuabili dai simboli sopra e sotto lo stemma: 1- Trifoglio - Punto, la tua, che è la tipologia più comune. 2- Fiore - Conghiglia, che è in rapporto 1/5 max 2/5 rispetto al tipo precedente, classificabile R. 3- Trifoglio - Trifoglio, in accoppiamento con PIUS, che personalmente non mi è mai capitata, e che ritengo rarissima, più dell'RR che gli assegna il recente MIR-IV. Ciao, RCAMIL.2 punti
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Un aggiornamento. Per motivi a me ignoti il catalogo cartaceo che ho trovato a piazza Verdi, contrariamente alla versione PDF scaricabile dal sito, riporta sia la moneta da 4€ del passaggio di consegne a fine Olimpiadi sia quella da 0,75€ di rame dedicata a S. Francesco. Riassumo i dati presenti: 4€ Ag Reverse Proof Oncia € 150 in emissione il 26 febbraio 3 monete in rame FdC da 0,75€ dedicate al Cantico delle Creature € 100 in emissione il 28 aprile. Sembrerebbe un cofanetto (sul catalogo sono presenti le immagini delle sole monete) contenente tutti e tre gli esemplari emessi da IPZS, UFN Vaticano e Poste S. Marino. A questo punto si giustificherebbe il prezzo di 100€. Informazione da prendere con le pinze, dato che è assai strano che la versione PDF dello stesso catalogo non le riporti e che non appaiano sul sito web.2 punti
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Ho gia analizzato il problema in passato e a me è successo con trittico argento lamborghini, per fortuna erano fuori sede ma monete ancira nrlla capsula. Purtroppo te vedo che dono uscite. Ti suggerirei di chiedere cambio Io in passato per monete proof in divisionale con difetti (punti neri su rame) ho chiesto cambio, mi hanno pagato loro la speduzione indietro (solo le monete) e mi hanno poi inviato le sostitutive. La sede cartonata oltre che essere orrida e puzzolente, è di un diametro non sempre preciso. Le capsule se noti hanno un lato con un diametro leggermente superiore ed uno invece inferiore Quindi se le metti dal lato.con diametro superiore si incastrano e ci vuole il famoso piede di porco per toglierle, se inserisci girate di 180gradi invece entra bene, ma se giri la scatola puo uscire Insomma una schifezza di scatole e di progettazione2 punti
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La R cerchiata indica che è una riproduzione... Direi inclusa nelle sorprese Miste day... https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/falsi/ParmalatMisterDay/dettaglio.html La seconda scorrendo verso il basso la pagine Mister day. Mario2 punti
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Colleziono monete del regno a corso legale, non mi posso permettere le alte conservazioni ma questa è stato uno dei primi pezzi che ho acquistato, è in buona conservazione e per comprarla ho dovuto superare il mio budget. La trovo davvero bellissima e, nonostante sia un gettone la volevo a tutti i costi.2 punti
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Carissimi amici, risistemando la collezione mi è venuto tra le mani questo bell'esemplare di 2 centesimi "Italia su Prora" coniato dalla zecca di Roma nel 1911. Lo acquistai per 3 euro ad un mercatino dell'antiquariato e da allora fa parte della mia collezione. Rispetto alla foto, il colore è più scuro, sul cioccolato fondente e la moneta si presenta lucente e non opaca. Cosa ne pensate? Grazie a coloro che vorranno intervenire. Auriate2 punti
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Interessante incontro che unisce sia la parte culturale che quella commerciale. Esposizione e convegno sulla Zecca di Sabbioneta e sulla monetazione negli Stati dei Gonzaga. Esposizione numismatica con la partecipazione di commercianti e mostra delle monete del Ducato di Sabbioneta. Parallelamente relazioni scientifiche con studiosi ed esperti. Interventi di: Ivan Bula, Alice Sesana, Antonio Rimoldi, Giovanni Sartori, Lorenzo Bellesia.1 punto
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Forse da Toledo, un " rare " esemplare di tremisse in oro anonimo, attribuito al regno di Leovigildo, con al diritto busto diademato ed al rovescio Vittoria alata . Sarà il 19 Marzo in vendita Elsen 164 al n. 438 .1 punto
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Ho dubbio anche in questo... Ma facci sapere come va!1 punto
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Ciao @Ale75purtroppo non sono un esperto ma molto semplicemente un appassionato della monetazione imperiale dei primi 2 secoli 🙂. Il denario è quello da te identificato ma sembra essere in bronzo/rame come detto anche da @Ajax. Cosa aggiungere, non sembra dall'aspetto essere l'anima di un denario suberato e sembra essere fuso e non coniato. Potrebbe essere un denario del Limes ? Per Vespasiano sono rari ma se non ricordo male mi sembra di averne visto alcuni in vendita ( da vedere poi se autentici del periodo o falsi moderni) per il passato. @FlaviusDomitianusstudioso della monetazione dei Flavi potrebbe dirci qualcosa di più in proposito.1 punto
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I francobolli hanno valori facciali di 16$ .. credo che una lettera o cartolina si potesse affrancare nel 1978 con 40 o 80 cents. ... ecco perché viaggiati credo ne vedremo pochi anche se hanno valore legale in Dominica. Diciamocela tutta sono piu' oggetti souvenir che francobolli per affrancare... dai.1 punto
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DE GREGE EPICURI Una descrizione...criptica. Mi pare si tratti di un bronzo di Massimino per Aspendo. Sicuramente la figura al rovescio è Asclepio.1 punto
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Per quanto la conservazione non sia delle migliori, pare di scorgere le caratteristiche della tipologia "R2", ossia Muntoni 141. Anche in una delle immagini del catalogo compare la stessa tipologia con il "6" ripetuto, e ce ne è anche una con l' "1" ripetuto, effetto di salti di conio che per questa tipologia erano frequenti. Ciao, RCAMIL.1 punto
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Ciao @Ajax no,provinciale romana di Antonino Pio per Zeugma in Commagene. Ne esistono molte varianti. https://www.acsearch.info/search.html?id=110296231 punto
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Nel suo "I francobolli del Regno di Napoli" Diena scrive che quando venne sostituita la G con la T di tornese parti della G in qualche esemplare della tavola non vennero sostituite bene dando così l' impressione che vicino alla T ci fosse una piccola E, tanto che erroneamente nei cataloghi Moens 1871 e successivi il fac simile riportato del mezzo tornese al posto del valore ha la T e una E più piccola esattamente come nel francobollo sopra.1 punto
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Vedo che qualcuno ritorna ad usare termini poco consoni , e dire che ci sono collezionisti che acquistano PANCOTTIGLIA e’ a mio parere offensivo al pari dei tondelli , credo sia meglio evitare . Criticare o esprimere giudizi negativi o di non gradimento e’ lecito ,usare certi termini un po’ meno , non torniamo ai km di discussioni di qualche tempo fa , niente di personale e’ solo un dato di fatto1 punto
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Di nulla. Per approfondimenti sugli euro, trova tutte le informazioni su questo sito, fatto molto bene ed aggiornato costantemente https://eurocollezione.altervista.org/ Saluti1 punto
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La moneta pare autentica, la conservazione è (per me) leggermente al di sotto del MB. Da valutare la provenienza da montatura.1 punto
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Da una prima misurazione a monitor risulta che: (quei numeri non sono millimetri, è il programma di grafica che individua le grandezze) Aspettiamo le misurazioni reali se è possibile rilevarle.1 punto
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Molto interessante, credo che sia stato lasciato un particolare, ma è meglio procedere con una verifica. @crtmnt_77 delle due banconote messe a confronto ci sarebbe da misurare il diametro dei rispettivi dischi interni del contrassegno medusa (cerchiato in nero) nonchè i diametri compresi la cornice (cerchiate in verde) All'unisono!1 punto
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Noto adesso che pure la medusa è allargata: questo è un fattore abbastanza indicativo, per quanto ne so, dal momento che la medusa veniva applicata in un'ultima fase di stampa e quindi indipendentemente dal processo che coinvolge le matrici. Non vedo per quale motivo dovrebbe aver subito la stessa deformazione orizzontale! Ipotesi: potrebbero essere delle repliche appositamente prodotte in dimensioni falsate per non incorrere nel (o mitigare il) reato di falsificazione?1 punto
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Buon giorno, davvero una questione interessante! Intanto complimenti per il ritrovamento di non una, ma ben due esemplari con dimensioni anomale. Vedo due numeri di serie: E40 987496 e H40 739456. Intanto notiamo che appartengono alla medesima serie 40, decreto 20 maggio 1966 firme Carli, Febbraio. I due biglietti sono distanti l'uno dall'altro quasi 3 milioni di esemplari, non pochi per supporre che siano tutti di dimensioni maggiori dello standard. Un bel mistero, nemmeno io ho mai visto nulla del genere ma sicuramente da ora in avanti ci farò più attenzione, chissà mai che non si scopra che ne esistono più di quante immaginiamo... Mi viene in mente la vicenda della serie "Italia turrita". Siamo nella primavera del 1945, l'Italia si accinge a chiudere il capitolo della guerra mondiale e ha il problema di sostituire la cartamoneta circolante nel paese, molto inflazionata e, per giunta, in quantità nemmeno note alle autorità dal momento che durante la guerra nella penisola stampavano biglietti praticamente uguali due Stati diversi in guerra tra loro, il Regno d'Italia e la Repubblica Sociale. Dal momento che in Italia la situazione industriale era comprensibilmente caotica al punto da rendere impossibile l'intera produzione in patria, si decise di effettuale metà della produzione in Italia mentre, per l'altra metà, si trattò con gli Stati Uniti e fu incaricata la Forbes Lithograph Manufacturing Company, la quale impose una modifica dimensionale ai bozzetti attraverso una tecnica fotografica. La vicenda non c'entra nulla ma è interessante osservare il motivo per cui il Ministero del Tesoro, in accordo con la Banca d'Italia, rifiutò la richiesta americana: si ritenne che l'emissione di cartamoneta sovradimensionata, che avrebbe dovuto circolare parallelamente a quella "normodotata" di fabbricazione italiana, avrebbe pregiudicato la validità di tutta la cartamoneta circolante perché "forniva ai falsari un lavoro di ingrandimento di altissimo valore per predisporre le matrici da stampa". (consiglio vivamente la lettura dell'ottimo "Il cambio della moneta" di Roberto Mori) Insomma, la disponibilità di un design ingrandito compromette la sicurezza dei biglietti perché facilità la replica artigianale delle matrici di stampa! Per questo motivo trovo molto strano che siano stati emessi biglietti di dimensioni aumentate, sia pure solo in orizzontale. Una domanda: la filigrana com'è, è conforme a quella dei biglietti "normali" o risulta allargata proporzionalmente?1 punto
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Buongiorno, ho controllato ed effettivamente potrebbe essere. Grazie ancora.1 punto
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Buongiorno Asclepia. A proposito di questa figura, ti suggerisco di recuperare il film di Werner Herzog “L'enigma di Kaspar Hauser” (1974). Secondo gli studi più recenti, pare che le voci riguardanti il fatto che fosse lui il vero erede al trono di Baden siano infondate. Ciononostante, ancora oggi molti aspetti riguardanti questo strano personaggio rimangono oscuri…1 punto
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Buongiorno...bhe qualche scheletro nell'armadio forse lo aveva o i detrattori , lo avevano messo dentro a calci sto scheletro nell'armadio.... Intanto ebbe diverse relazioni extramatrimoniali, tra cui una moglie segreta da cui ebbe 3 figli, non gli funzionava il salto della quaglia,? la retromarcia ? o come volete chiamarla!!! ? Anche se tradire è sempre stata una pratica piuttosto diffusa. Più interessante il caso Kaspar Hauser che un bel giorno comparve dal nulla dicendo che era lui l'erede al trono, scambiato in culla con un piccolo malato... Qui un estratto online: La diceria più famosa associata alla casa di Baden in quel periodo riguarda Kaspar Hauser, un giovane apparso misteriosamente a Norimberga nel 1828. La teoria del complotto, sostenuta all'epoca, suggeriva che Hauser fosse il vero principe ereditario, figlio del Granduca Carlo (nipote di Ludovico) e Stéphanie de Beauharnais, scambiato nella culla con un bambino malato per permettere al ramo collaterale (cioè a Ludovico e successivamente ai suoi fratellastri, figli della contessa Hochberg) di salire al trono, garantendo così la successione. Nel 1830 il nostro Ludwing di Baden, Luigi di "Fare il bagno" 🫠 morì improvvisamente, creando anche lì clamore e sospetto. Baden è nota come località termale e baden si può traduttore con fare il bagno....chissà se è morto annegato🤔? Un saluto. p.s comunque figura che approfondirò1 punto
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Salve. Per prima cosa un saluto e un grazie sarebbe ben accetti, poi di solito si allegano i dati (diametro e peso) ricordiamocelo per la prossima volta. Una domanda l'hai veramente trovata interrata ? Perché non vedo dalle foto tracce di "incrostazioni o alterazioni" dovute alla sua permanenza nel terreno. Poi un consiglio se trovi una moneta che all'apparenza sembra antica (e credo che tu non sia un esperto) dovresti per legge consegnarla alle Autorità. Certamente quella del post era una riproduzione, ma per sicurezza la prossima volta che trovi dal terreno una moneta la devi consegnare (poi ci penseranno loro).1 punto
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Buongiorno a tutti cari amici del Forum. Risistemando la collezione è saltata fuori questa bella moneta, acquistata qualche anno fa on-line, da 1 Florin, battuta dalla zecca di Vienna nel 1878 e composta da argento 900. Io trovo molto interessante il ritratto dell'Imperatore, quel Francesco Giuseppe antagonista onnipresente del nostro Risorgimento, di cui si può ancora apprezzare il busto giovanile. P.S. si tratta della versione comune con la scritta in incuso e non quella con il bordo liscio. Cosa ne pensate? Ringrazio tutti coloro che vorranno intervenire. Auriate1 punto
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Buonasera @Auriate, è un bel esemplare. Sono monete collezionabilissime, io ne ho una da 1 fiorino del 1859 con il ritratto più giovane di Franz Joseph I°, marchio di zecca A ( Vienna ) e bordo con iscrizione.1 punto
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Si sono davvero impegnati per rendere il Trittico Ferrari, a mio parere, così orrendo. Ero molto interessato ma davvero una delusione. Le tre immagini scelte per il Dritto tutte oscene. Avrei messo sicuramente una vettura da F1, su una magari Enzo Ferrari e un modello storico/iconico sulla terza.1 punto
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Buonasera, confermo avendo anche portato alcune monete da loro che sono due persone ottime e preparate.(ovviamente Ranieri e numismatica Felsinea)1 punto
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Edoardo Boccanera, Manuale sulla fabbricazione delle monete in circolazione nel Regno d'Italia, Roma, 1901.1 punto
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Buonasera. A Bologna i nomi più importanti sono Ranieri e Numismatica Felsinea (Simone Rocco di Torrepadula). Entrambi sono periti NIP (Numismatici italiani professionisti) molto validi, preparati e seri. https://numismaticinip.it/Elenco-Professionisti-Nip1 punto
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Buon giorno. Forse sono troppo vecchia e le informazioni che ho avuto le prime volte(sono passati più di 60 anni) che mi avvicinano "ai soldi vecchi" e cominciavo a comprendere cosa fossero le conservazioni dicevano che quando si parlava di MB la moneta fosse difficilmente leggibile. Senza dubbio possono essere cambiate tante cose , ma anche adesso , che ci vedo molto meno di una volta mi sembra di vedere e leggere tutto di questa moneta. Non riesco a capire perché quando si parla di una moneta comune e con poco o minimo valore pecuniario si debba abbassare lo stato di conservazione. Se si fosse trattato di un 1924 bordo liscio si parlerebbe sempre di un quasi MB? Cordiali saluti da una forse ormai troppo vecchia. Gabriella1 punto
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Salve @roccosfor2 dovrebbe essere un antoniniano CONCORDIA MILIT di Probo, credo zecca di Siscia. https://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=2631413&AucID=6687&Lot=1011&Val=10bc2d5fe1308f4828df1f8e1d3350de1 punto
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Primo libro del 2026 approfittando di una vacanza in Lussemburgo. Acquistato presso il bookshop del museo di storia e arte della città (di cui consiglio vivamente una visita per il gabinetto numismatico molto curato)1 punto
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Non te la prendere Diamante, cerco di spiegarti qual è il problema. Il bello di questo sito è che permette in maniera gratuita e pressoché immediata di ottenere pareri numismatici da persone che sono dei veri maestri in questo campo. Spesso passano anni interi della loro vita a studiare monete. Se come risposta alla loro valutazione (sempre gratuita e sempre immediata e in questo caso - purtroppo per te - impeccabile) ottengono un “ma come fa ad esserne così sicuro?” allora ci sta che parte il sarcasmo. Ripeto, non te la prendere. Il problema è che qua non sei su Google: stai interagendo con delle persone. (A proposito, “buongiorno”, “ho trovato ieri questa a casa del nonno”, “grazie a chi vorrà aiutarmi”, sono parole che fanno sempre piacere ?)1 punto
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Discussione interessante. Credo si possa parlare con alta probabilità di falsi (anche senza esame diretto) perchè: 1) vi è un eccesso relativo di questi conii a fronte di conii molto diversificati per tutti gli altri esemplari; 2) alcuni esemplari presentano difetti ripetitivi (es. graffi) negli stessi punti (transfer-die da moneta originale segnata); 3) il fatto che alla fine Bolaffi abbia ritirato le monete, unitamente a quello che gran parte di questi esemplari è andata invenduta o è stata pochissimo contesa in asta, indica ulteriormente la loro non originalità. Non si può a priori escludere un ritrovamento di monete appena battute (dunque provenienti da pochi conii diversi), ma per esperienza so che questa è una scusa che serve spesso a dissimulare l'immissione di falsi in asta ed inoltre l'usura degli esemplari tende ad escludere questa ipotesi. Ho passato in rassegna un database con i risultati che riporto in tabella. Ho identificato 14 vendite di falsi (per 10 esemplari diversi) su 88 saluti d'oro di Carlo I d'Angiò (circa 10-15%) in circa 10 anni. Ho indicato i conii di D/ con numeri arabi, quelli di R/ con lettere maiuscole, convenzionalmente. L'identificazione dell'accoppiamento 2-A (asta Bolaffi 32) rende immediatamente falsi gli esemplari 2-B. La gran parte dei falsi sono di tipo 1-A. Provengono tutti da poche case d'asta italiane o con ascendenza italiana (Hess-Divo, che raccoglie materiale da commercianti italiani), spesso le meno accorte in quanto a competenza numismatica medioevale, suggerendo un'officina di falsi "nostrana". Bolaffi fa da padrone in questo poco onorevole campo: nell'asta 33 ha presentato ben 5 esemplari di cui 4 con il medesimo conio di D/ e R/ (possibile non sia venuto a qualcuno qualche dubbio ...); di questi esemplari falsi uno è stato venduto (n. 799) mentre uno presentava un diverso accoppiamento di conii. Tre degli invenduti sono gli stessi presentati e ritirati nell'asta 37 appena trascorsa.1 punto
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