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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/21/26 in tutte le aree
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Prendendo spunto da un'altra discussione mi sono chiesto: ma come (dove e quando) si chiamano queste monete?!? Le forme Pfennig, Pfenning o addirittura anche Pfening (senza la "n" doppia) sono varianti storiche della stessa parola e indicano la stessa tipologia di moneta, non monete diverse. Fino all’Ottocento inoltrato (e in pratica fino a circa il 1900) non esisteva una grafia unica standardizzata: le diverse regioni di area germanica ne utilizzavano di differenti sulle monete. Con la standardizzazione linguistica e monetaria tra XIX e XX secolo, e soprattutto con i sistemi monetari moderni, si è imposta definitivamente la grafia “Pfennig” - vedi la Germania pre Euro. Di conseguenza non ha senso parlare di forma “corretta” o “sbagliata” in assoluto: la forma va valutata in base al periodo e al contesto. Per una moneta moderna è corretto usare Pfennig, per una moneta più vecchiotta le altre grafie sono perfettamente legittime od addiruttura necessarie. In breve: non cambia la valuta, cambia l’epoca e la sua grafia. njk5 punti
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Oggi sono rimasto su una media di 64 centesimi a moneta. Questo 5 centavos 1880 peruviano direi che è la moneta più interessante pescata oggi4 punti
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E per 64 centesimi ciascuno ho preso anche una coppia di gettoni a tariffa ridotta 1944 di Milano3 punti
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Buonasera, sono tutte e tre autentiche e in perfetta tariffa , Argentina , Uruguay e Perù, sono viaggiate e spedita come si vede alla ditta Filigrano presso Alitalia, che poi le riportava in Italia, sono tre aerogrammi piuttosto comuni, ne hanno prodotte migliaia di pezzi, ma comunque sono patrimonio della nostra storia postale saluti3 punti
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Ciao @ditantointanto è un dirham mamelucco del sultano Baraka Qan zecca di Damasco. https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=2078383 punti
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E mi sono reso conto che nel gruppetto, sempre a 64 centesimi, ho pescato anche 1 dihram 1960, unico millesimo in argento..2 punti
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Ciao @ceolo non è un fals ma un burbe. https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=2983392 punti
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ce l'ha, ce l'ha! 😁 Sulle monete è convenzione anche usare il singolare per indicare il valore: “10 Pfennig” significa “vale 10 unità di Pfennig”. Lo stesso vale per “2 Mark” (non “2 Marke”) Poi andate a dare un'occhiata alle monete che avete in tasca... sono "50 Cent" o "50 Cents"? Un bel "2 Euros"? 🤣 E pure sulle banconote c'è solo il singolare. njk =========================================== https://de.numista.com/34321 https://de.numista.com/96702 punti
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È stata fatta una confusione incredibile tra R2 del Gigante e R4 del Magliocca senza neanche accorgersi che la 259b ( A chiusa e sottocorona liscio) e la 259c ( A chiusa e sottocorona rigato) non vengono citate dal Gigante che si limita alle varianti sottocorona rigato a sinistra e sottocorona rigato a destra, quindi era un paragone inutile perché si mettevano a confronto varianti diverse con rarità diverse, inoltre anche il Magliocca valuta le varianti solo con sottocorona rigato R2 quindi in linea con il Gigante...2 punti
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DE GREGE EPICURI @Ale75D'accordo salvo il "suberato": gli antoniniani di questo periodo (pre-riforma) avevano talmente poco Ag che la presenza di tale metallo era in pratica insignificante, e sicuramente non visibile.1 punto
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Zeus Numismatics, Auction 3, 11 Jan 2020, lot 306 Lot 306 Starting price: 20 GBP. Price realized: 90 GBP. PHRYGIA, Eucarpeia.Caracalla, (198-217 AD).AE Bronze. Condition: Very Fine. Weight: 8.7 gr. Diameter: 24 mm. Immagine al dritto: Laureate and cuirassed bust of Caracalla, right, seen from front Iscrizione al dritto ΑΥ Κ Μ ΑΥΡ ΑΝΤΩΝΕΙΝΟϹ (Imperatore Cesare Marco Aurelio Antonino). Immagine al rovescio: Artemis standing right, drawing arrow from quiver at shoulder, holding bow; to left, stag standing left, head, right; to right, small cult statue standing facing, wearing kalathos Iscrizione al rovescio: ΕΥΚΑΡΠΕΩΝ (degli Eucarpiani). apollonia1 punto
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Ciao @latino secondo me è un antoniniano (suberato) CONCORDIA MILITVM di Massimiano, KB, zecca di Cizico. https://www.acsearch.info/search.html?term=Concordia+militvm+radiate+p+f+avg+victory+maximian+kb&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=01 punto
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Buon Sabato... Un grano 1633 Per Filippo IIII Interessante la S con il ● punto sotto Tondello con spessore irregolare... Un saluto.1 punto
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Buongiorno. Io immergerei il tutto in olio di vaselina per qualche giorno e poi tenterei la rimozione delle macchie, ossidazione, con uno stuzzicadenti o con il gambo di un cotton fioc tagliato di sbiego / in modo da renderlo "appuntito" Prova. Cordialmente. Cristiano1 punto
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Ciao @Vietmimin, vista la devozione che nutro per te (numismaticamente,per la tua vasta conoscenza) e credo nei miracoli ,non potevo non evocarti anche per questo,diciamo, rottame 😂😂1 punto
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Ciao e grazie del regalo @Ale75 😅 Tondello piccolo e dritto decentrato: da questa moneta non sara possibile ricavare alcun elemento certo. Propenderei piuttosto per un bronzo seleucide; tuttavia, in assenza di legenda leggibile, ogni ipotesi resta aperta, compresa quella di un dritto con Artemide (forse con faretra visibile?). Quanto al rovescio, il confronto più convincente mi sembra essere un bronzo di Antioco III:1 punto
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Accidenti risposta tempestiva e sicuramente esauriente per l'aggiunta del link appropiato!! Veramente grazie ALE75 . ciao1 punto
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Almeno un BB+ lo merita tutto, i rilievi sono attraenti...anche se mi sembra gravemente pulita.1 punto
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Buongiorno. Per me è BB+/BB. Il problema è la pulizia selvaggia che ha subito, la quale ne diminuisce molto la godibilità1 punto
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La “Sicilia” è stata una nave da battaglia della Regia Marina italiana della classe Re Umberto. Come per le altre unità della classe, il lungo periodo di costruzione l'ha resa superata al momento dell'entrata in servizio. La nave, della quale inizialmente erano state finanziate solo due unità, andò a risentire dei lunghissimi tempi di allestimento, dieci anni, che la fecero entrare in servizio parzialmente obsoleta. La nave è stata costruita e realizzata nell’Arsenale Militare di Venezia e varata il 6 luglio 1891 alla presenza di re Umberto e della regina Margherita. Il suo allestimento venne completato il 26 maggio 1896 e la nave è entrata in servizio nel 1897. Questa fu probabilmente la prima nave da battaglia italiana a essere dotata di radiotelegrafo e tra le prime navi da guerra su cui si ebbe il primo impiego sperimentale di combustione mista. https://it.wikipedia.org/wiki/Sicilia_(nave_da_battaglia) La testa della ninfa Aretusa circondata da delfini sulla medaglia è stata scelta per un preciso simbolismo storico-culturale, legato principalmente alla città di Siracusa e alla tradizione numismatica classica siciliana. Infatti la ninfa Aretusa è la personificazione mitologica di Siracusa e, per estensione, un simbolo iconico della Sicilia antica (la fonte Aretusa in Ortigia è un luogo simbolo dell'isola). L'immagine di Aretusa deriva dai famosi decadrammi siracusani del V secolo a.C., monete d'arte celebri nell'antichità. La scelta di questa effigie all'epoca del completamento della corazzata serviva a collegare la potenza navale moderna del Regno d'Italia alla gloriosa tradizione marittima e navale della Sicilia greca. Secondo il mito, Aretusa, fuggendo dal dio Alfeo, si trasformò in una fonte sottomarina che attraversa il Mar Ionio. La sua raffigurazione con i delfini simboleggiava il dominio e la protezione sul mare, rendendola un soggetto ideale per una medaglia commemorativa di una "nave da battaglia". (segue)1 punto
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Per me BB+ peccato per la pulizia e gli hairlines al rovescio, ma i rilievi sono buoni1 punto
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Potrebbe essere: nata con un conio debole e successivamente lisciata ancor di più con l'usura. Ci vorrebbe il peso esatto al centesimo di grammo, si potrebbe così sapere se manca del metallo.1 punto
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Buongiorno, la moneta non è molto attraente e mi pare maltrattata al rovescio ma non penso arrivi al B. B è una moneta non più leggibile come nell' immagine ad esempio (Fair). Buon weekend1 punto
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Di seguito la 259b (A chiusa e sottocorona liscio) direttamente dal manuale delle monete di Napoli edizione 2025... Posto anche la foto originale della stessa, gentilmente concessami dall' amico Pietro Magliocca...1 punto
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Intervengo ancora. E mi scuso ancora. Aggiungo alle tre piastre del 1798 di diverso conio con sottocorona rigato + (al dritto) la "V" del numerale "IV" provvista di barretta sopra riportate, la foto di un'altra piastra, sempre del 1798, ugualmente con la "V" del numerale "IV" provvista di barretta, ma"senza" sottocorona rigato(= 259b). Si tratta di una bella piastra passata in un'asta Ranieri del 2019, chiara in ogni suo particolare. Mi chiedo (e spero mi giunga il parere di qualche altro collezionista, che qualcuno esprima una sua opinione personale): è pensabile che dallo stesso anno 1798 siano a noi pervenute più piastre ("di diverso conio") tutte con la "V" del numerale "IV" interessata dallo stesso esubero, sempre posizionato allo stesso modo e dalle stesse caratteristiche? Non si potrebbe pensare ad altro? Magliocca, non ho dubbi, non pensava di certo ad esuberi, a cattivo funzionamento del conio... Cosa ne pensate? Saluti.1 punto
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buonasera, la foto non rende l'idea di quale sarebbe il difetto di conio... in ogni caso circolata la moneta vale 2 euro...1 punto
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Il bello della numismatica è proprio questo, permette a ciascuno di trovare una propria strada. Arka # slow numismatics1 punto
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Ma questo non è un grosso emesso sotto Ezzelino da Romano nel secondo quarto del Duecento…? Integrità, peso ed assenza della “scaletta” fanno fede!1 punto
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L'idea di questa esposizione venne alla poetessa e compositrice musicale Carlotta Ferrari che il 1 giugno 1889, dalle pagine della rivista Lettere e arti diretta da Enrico Panzacchi, lanciò una proposta originale, per onorare a Firenze il ricordo di Beatrice Portinari con una grande fiera artistica - letteraria - artigianale - danzante - musicale, tutta improntata alla valorizzazione della creatività del modo femminile. La sfida, non accettata da illustri letterate come Matilde Serao, Neera e la Marchesa Colombi, fu invece raccolta da Angelo De Gubernatis che vi profuse tempo, grandi energie e molti denari. Centro della manifestazione, che ebbe inizio il 1 maggio 1890, fu il Politeama di Firenze, dove si svolsero gare musicali, esposizioni di pittura scultura e ceramica, mostre di libri scritti da donne, corsi per scrittrici e per insegnanti, conferenze ed esposizioni di lavori artigianali femminili. La crema delle arti al femminile fu esposta e valorizzata a questo trionfo 1890 del tradizionale Calendimaggio fiorentino. Al Politeama si diede inizio alla Esposizione Beatrice con quadri viventi in costume - ispirati a scene descritte nella Vita Nova - accompagnati da una orazione della poetessa Maria Alinda Bonacci Brunamonti su Beatrice Portinari. L'attrice Luigia Busi interpretava Beatrice. Seguirono gare tra arpiste, violiniste, attrici, cantanti, mandoliniste, chitarriste, pianiste e conferenziere. La musicista Augusta Holmès scrisse parole e musica di un Inno alla pace, per coro, assoli e orchestra. Si replicò tutto il repertorio nei giorni successivi, all'Istituto superiore femminile del Magistero. Per l'occasione furono composte maggiolate in musica e si rinnovò il rito del maio, cioè del ramo appeso all'uscio dell'innamorato. (segue)1 punto
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@CdC Ti ho citato perché non vorrei intervenire direttamente. Grazie1 punto
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Ho il piacere di comunicare la pubblicazione del nuovo Comunicazione - Bollettino della Società Numismatica Italiana 2025 n. 86, di seguito la copertina e l'indice degli articoli pubblicati. Gianni Graziosi La botanica nascosta nelle monete antiche. Francesco Di Cintio Alcune considerazioni sui denari in argento di Ugo di Provenza e Lotario II per Pavia. Raffaele Iula “Quannu…Guglielmu lu Malu…fici fari li dinari di coriu”. Le presunte emissioni di cuoio di re Guglielmo I d’Altavilla: topos storiografico o mito numismatico? Enrico Lesino L'emergere di elmi e cimieri nella monetazione italiana del XIV secolo: simboli di identità e strumenti di potere. Alessandro Toffanin Due curiosità numismatiche dalla Lombardia del XV secolo. Luca Oddone Il ripostiglio monetale di via Morelli ad Asti (sec. XV-XVI) in alcuni manoscritti inediti del fondo Giuseppe Fantaguzzi. Antonio Rimoldi Prospettiva e spazi nelle medaglie di papa Paolo V (1605–1621). Tiziano Francesco Caronni L’attribuzione delle parpagliole milanesi sotto Filippo IV: una ricerca. La pubblicazione è disponibile per il download al seguente link: https://www.socnumit.org/comunicazione/ Buona lettura1 punto
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Salve @ARES III però una cosa te lo devo dire.. non si fa così eh...non hai salutato nel primo intervento in questo post 😂 logicamente la mia è una battuta sarcastica per allentare un po gl attriti dell altro post...che non si arrabbi nessuno 😉1 punto
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Conosciamo meglio l'autore di questa "moneta indecente" Hermon A. McNeil Hermon Atkins McNeil nasce a Everett (Massachusetts) il 27 febbraio 1866. Importante esponente del movimento artistico noto come American Renaissance (del quale abbiamo parlato più volte), è oggi tuttavia ricordato soprattutto per il quarto di dollaro coniato a partire dal 1916, sebbene sia stato presidente della National Sculpture Society, e abbia presentato le sue sculture (oggi in vari musei degli Stati Uniti) nelle più importanti esposizioni della sua epoca, quali la World's Columbian Exposition del 1893, l'Expò di Parigi del 1900, la Pan-American Exposition del 1901, la Louisiana Purchase Exposition del 1904, la Panama-Pacific Exposition del 1915. Per la Pan-American Exposition del 1901 realizzò questa bella medaglia, che celebra gli Indiani d'America, che per un decennio furono la sua passione e il suo soggetto principale. (Collection of The Art Institute of Chicago) Il suo interesse per i Nativi era nato all'inizio degli anni '90 dell'Ottocento, quando, di ritorno da un periodo di studio e perfezionamento a Parigi (tappa d'obbligo per tutti gli artisti americani dell'epoca), aveva visitato a Chicago la mostra Wild West di Buffalo Bill, rimanendone affascinato. Dopodiché, intraprese un lungo viaggio nel Sudovest, durante il quale studiò la storia, i costumi e le cerimonie delle tribù locali. Per il decennio successivo, MacNeil si concentrò su soggetti indiani nel tentativo di riabilitare la loro immagine: tra le varie sculture prodotte in questo periodo, la più famosa è senz'altro Sun Vow, il Voto al Sole. (Metropolitan Museum, New York) Ispirata, apparentemente, alla cerimonia d'iniziazione dei Sioux, raffigura un indiano seduto a lato del suo figlio adolescente, che ha appena scoccato una freccia verso il sole. La scultura vinse la medaglia d'argento all'Expò di Parigi del 1900, e quella d'oro alla Pan-American Exposition di Buffalo l'anno seguente. Sun Vow era tenuta in così alta stima che Lorado Taft nel suo History of American Sculpture del 1930, scrisse: "Questo gruppo è abbastanza buono e abbastanza importante da assicurare al suo autore un posto permanente nella storia dell'arte Americana." Continua...1 punto
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Il primo ventennio del Novecento vede un radicale rinnovamento delle monete americane. Che forse non saranno state "di atroce bruttezza", come sosteneva Roosevelt, ma di sicuro erano state, negli ultimi decenni del secolo precedente, a dir poco "statiche", senza particolari guizzi di fantasia. Le cose incominciano a cambiare nel 1907 con le monete d'oro di Saint Gaudens e Lyon Pratt viste nelle pagine precedenti, ma è nel 1909 che avviene una svolta davvero radicale: per la prima volta, su una moneta destinata alla più ampia circolazione, compare una persona reale, il Presidente Lincoln, ritratto sul centesimo nel centenario della nascita. E di questo abbiamo già parlato Così come abbiamo parlato del nichelino coniato a partire dal 1913, primo, vero omaggio ai Nativi Americani e alle loro tradizioni, con il più realistico ritratto d'indiano mai comparso su moneta, e il bisonte, fondamentale nella vita e nella cultura delle tribù delle pianure. Ma un anno ancora più cruciale nell'ottica del rinnovamento, è il 1916. In quell'anno, sono ben tre le monete americane ad essere rinnovate. Di una di esse, il Mercury dime abbiamo già parlato, ne restano ancora due Una moneta indecente Una delle tante leggende che rendono affascinante la monetazione americana, racconta che quando il quarto di dollaro disegnato da Hermon MacNeil venne messo in circolazione, gli americani si sentirono offesi e scandalizzati dalla sfacciata esibizione di un seno nudo della Lady Le accese proteste convinsero la Zecca a correre ai ripari, "riparando" il petto di Lady Liberty sotto una più casta, e "virile", cotta di maglia metallica. Si tratterebbe, appunto, solo di una leggenda, non è mai stato trovato alcun documento che supporti questa storia. La realtà sarebbe molto più semplice, il disegno fu modificato, dopo appena un anno, per motivi tecnici (vennero apportate anche altre modifiche) e politici: una Liberty piú "guerriera", quale appariva rivestita da una corazza, poteva anch'essa servire a sensibilizzare un'America da poco entrata nella Prima Guerra Mondiale. petronius1 punto
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Da centenaria presenza sul mercato, un " sehr selten " esemplare di statere da Crotone, con al diritto aquila su fulmine con davanti piccola statua di Hermes ed al rovescio tripode incoronato da Nike in volo . Sarà il 16 Marzo in vendita kunker 438 al n. 139 .1 punto
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Ho capito @Giov60 cosa intendi. Per quanto la documentazione d’archivio sia importante, è difficile che si possa trovare tutto il materiale risalente agli inizi del XIX secolo. Sicuramente esistono ancora documenti nascosti da qualche parte da scoprire ma dal 1810 ad oggi sono passati oltre due secoli e certe pagine determinanti potrebbero semplicemente essere finite distrutte durante i vari cambi di regime che si sono susseguiti. Per fare un esempio numismatico, come sai l’unica 5 lire 1807 zecca di Venezia (coll. Papadopoli) è sparita dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Da 80 anni, quindi, manca un tassello cruciale della monetazione napoleonica in Italia e nessuno sa che fine abbia fatto. Questo per dire che, alle volte, è necessario forse trovare delle vie alternative. Magari la risposta a certe domande potrebbe arrivare più facilmente, ad esempio, dallo studio del carteggio di Manfredini con qualche amico o parente che non da una ricerca “matta e disperatissima” (citando Leopardi) negli archivi di Stato. Per concludere, di misteri irrisolti in Italia ce ne sono a centinaia, purtroppo anche molto più seri e drammatici di quanto accaduto a Luigi Manfredini. Alle volte bisogna semplicemente accontentarsi delle ipotesi più probabili…1 punto
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Riporto di seguito alcuni estratti di quanto scritto sull'Enciclopedia Treccani riguardo Luigi Manfredini: Il 4 giugno 1808 fu nominato incisore-capo della Zecca. Fra le numerose medaglie da lui coniate durante il Regno d'Italia particolare importanza rivestono quelle dell'Incoronazione di Napoleone a re d'Italia, della Fondazione del Regno d'Italia e della Presa di Vienna (del 1805); quelle della Battaglia di Jena (del 1806) e della Battaglia di Ratisbona (del 1809); nel 1809 e nel 1810 vennero eseguite, su disegno di Appiani, la medaglia della Battaglia di Wagram e quella del Matrimonio di Napoleone e Maria Luisa (Bertarelli; Turricchia, pp. 21 s., 67-76, 80-84, 114-118, 120-129, nn. 16 s., 20-22, 34 s., 37 s.). Fra 1810 e 1814, secondo fonti non reperite, a causa di un errore occorso in alcune monete circa il nome di Napoleone, il M. fu rimosso dal suo incarico alla Zecca (Toderi - Vannel). Tentò allora di accreditarsi come scultore, presentando nell'agosto del 1811 un modello per l'arco del Sempione, che però non fu accettato dalla commissione di scultura, così come non furono accettati i suoi progetti per il foro Bonaparte, fra i quali il modello di una statua equestre di Napoleone (Hubert, p. 235; Milano neoclassica, p. 500). E proseguì, come dimostra un pagamento ricevuto nel 1813, a coniare per la Zecca le medaglie di premiazione per i concorsi dell'Accademia di Brera, un'attività iniziata nel 1807, in collaborazione con G. Bossi, contestualmente alla nomina a professore dell'arte della medaglia presso la stessa istituzione (Turricchia, pp. 4, 14, 22-24, 93-110, 131-139, 149-156, 205 s., nn. 26-31, 40-46, 52-56, 80 s.). Il M. "incisore della R. Zecca ha formato i Conj di quasi tutte le medaglie ordinate a celebrare l'epoche de' prodigi, e delle glorie operate da Napoleone il Massimo", ricordava un Rapporto del direttore generale della Pubblica Istruzione diretto al principe Eugenio il 14 giugno 1811, affermando che l'artista godeva "molta reputazione in quest'arte come nel disegno" (ibid., p. 15 n. 26). Sotto la dominazione austriaca, coniò per la Zecca le medaglie dedicate al Ritorno a Modena di Francesco IV del 1814; al Giuramento delle Province venete all'imperatore e al Giuramento delle Province lombarde; all'Ingresso di Francesco I a Milano del 1815; all'Arrivo dell'arciduca Ranieri a Milano come viceré del 1818 (ibid., pp. 22 s., 140-146, 157 s., nn. 47-50, 57). https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-manfredini_(Dizionario-Biografico)/ Considerando l'Enciclopedia Treccani una fonte affidabile, direi che non ci sono dubbi riguardo al fatto che Manfredini fu incisore-capo della zecca di Milano dal 1808. Riguardo, invece, alla vicenda della lira NATOLEONE, del suo coinvolgimento e del suo allontanamento dal Regno d'Italia la questione sembra essere meno chiara. Da quel che si legge, pare che Manfredini rimase effettivamente a Milano in quel periodo tra il 1810 ed il 1814, probabilmente continuando anche ad operare (non si sa però con quale ruolo) all'interno della zecca.1 punto
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Ciao, per chi è alle prime armi e non è interessato al lato filatelico (una affrancatura interessante può fare lievitare di molto il costo di una cartolina stra-comunissima) consiglio di spendere pochissimo, limitare il tema che si vuol seguire ai minimi termini e limitare anche l'arco temporale (sino al 1970 per esempio) pubblicitarie? ok, ma solo alimentari, solo auto, ecc. ecc. Paesaggistiche? ok, ma solo un paese o solo una città (sempre sino al 19xx) e se la città è molto grande evitare i grandi monumenti, se per esempio dovesi collezionare Roma non raccogliere le cartoline con su raffigurato il Colosseo, si finisce poi di possederne un migliaio con lo stesso soggetto anche se tutte diverse come inquadratura, colori ecc. Dopo averne preso padronanza, e per comparazione con altro materiale similare, si può decidere di spendere qualcosina in più, purtroppo a volte è un campo minato, si compra una bella cartolina per 20 euro per poi scoprire dopo qualche mese che c'è chi la vende per due euro.1 punto
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Buon pomeriggio. Vista e letta la discussione posto pure i miei due esemplari entrati di recente in collezione: Un 1798 P sotto la corona E un 1797 senza P e tondello di diametro inferiore Graditi i pareri1 punto
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