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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/03/26 in tutte le aree

  1. Complimenti a voi per rendere la divulgazione della numismatica presente giustamente anche in Calabria ! Bravi !
    3 punti
  2. Ciao a tutti, posto questa cartolina di Fiume animata che per me è una bella cartolina. Volevo avere un parere sulla cartolina e anche sul francobollo con dentellatura strana in basso. Grazie.
    2 punti
  3. Ho agito con coraggio spacchettando tutti i miei argenti. Ho notato che su quelli periziati l’effetto colla era addirittura più accentuato. Domani proverò a fare un lavaggio con acqua distillata e sapone neutro come consigliato. Sperando di non fare disastri vi aggiornerò.
    2 punti
  4. Concordo con @Pontetto, le monete in argento poi, andrebbero fatte patinare senza plastiche, appoggiate sui vassoi di velluto e girate ogni tanto.
    2 punti
  5. Non mi piace neanche la R s.d.z. Per me non è buona
    2 punti
  6. Salve @Mexpy88 e @gennydbmoney non servono nemmeno i ponderali,è la solita replica Carrarmato della Perugina 🙂 https://it.numista.com/197683
    2 punti
  7. Visto il grande successo della prima edizione, abbiamo il piacere di annunciare che Calabria Colleziona torna a settembre 2026 nei giorni 12 e 13 con ancora più spazio espositivo e con una serie di eventi collegati al mondo della filatelia, della numismatica e del collezionismo in generale. Vi aspettiamo a Rende! Saluti da Filatelia Meridionale.
    1 punto
  8. Buongiorno sono un appassionato di storia della repubblica veneta,mi sto avvicinando ai prodotti della zecca veneziana..qualcuno mi può dare suggerimenti per i iniziare una collezione?
    1 punto
  9. Buona sera a tutti, non riesco a classificare questo denarino e chiedo gentilmente un parere dagli esperti di questa monetazione, nelle pessime foto ho evidenziato le uniche cose che vedo bene, grazie in anticipo.
    1 punto
  10. Riporto le descrizioni del Serafini e del Pagani, ma nessuno dei due riporta immagini per il 1836.
    1 punto
  11. Ciao @Ajax bronzo di Caracalla per Antiochia in Pisidia https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/type/74190
    1 punto
  12. Salve, segnalo : Il tesoretto di monete del Vicereame di Napoli nel Museo archeologico nazionale di Taranto (XVI-XVII secolo) a cura di Alberto D’Andrea e Giuseppe Sarcinelli testi di Alberto D’Andrea, Gianluca Mandatori e Giuseppe Sarcinelli Lo studio è dedicato ad un nucleo di monete d’argento emesse a Napoli durante la dominazione spagnola, tra il XVI secolo e il primo terzo del XVII. Anche se le monete soffrono di una grave carenza di informazioni relativamente al sito di rinvenimento, se ne possono tuttavia ricavare dati molto importanti. Il primo fra tutti risiede proprio nella composizione dei nominali: la totalità di tarì ci conferma un dato finora solo ipotizzato, ovvero che gli scudi ed i mezzi scudi venissero utilizzati solo per grandi transazioni economiche, mentre il tarì rimaneva il nominale più utilizzato per il commercio quotidiano (almeno come nominale maggiore), e questa sua grande accumulazione deve essere stata effettuata, probabilmente, o da un ricco mercante, o da un possidente terriero lontano però dalla nobiltà. Filippo Paruta, nella sua opera Della Sicilia descritta con medaglie (1612), narra che nella sua isola, all’inizio del XVII secolo, circolavano ancora tante monete in argento dei predecessori, fino ad arrivare ai pierreali aragonesi del Quattrocento. La composizione del tesoretto descritto in questo libro conferma la stessa realtà anche nella parte continentale del Regno, con tarì che vanno da Carlo V fino a Filippo IV. Sul motivo per cui fu occultato, invece, rimangono solo mere speculazioni intellettuali, anche comunemente le principali ragioni per tali occultamenti restano due: guerra imminente o deposito temporaneo per usi futuri. In entrambi i casi chi occultò queste monete non ebbe poi più modo di recuperarle, regalandoci così un grande spaccato su una pagina storica del XVII secolo. 136 pagine a colori, formato foglio A4 € 40,00 https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.edizionidandrea.com/&ved=2ahUKEwiQx5LBrYSTAxXhxQIHHQS2GOoQFnoECB8QAQ&usg=AOvVaw1rZx26Hvtxi2vmuYN3LTiz
    1 punto
  13. Annulli nitidi .. di valore in tutti i sensi.
    1 punto
  14. Il caro vecchio risparmio postale, raro quello di Osimo, .. ma oramai sono introvabili tutti, .. ottimo insieme!!
    1 punto
  15. Ci sarebbe da dire che anche se la moneta è del 1944 non c'è l'assoluta certezza che quel foro è stato praticato durante il periodo della seconda guerra mondiale, potrebbe essere stato fatto negli anni '50/'60/'70, magari dopo la decimalizzazione del 1966 con la conseguente demonetizzazione dei penny di grande modulo. Non conoscendone la vera natura tutto può essere, anche che sia stata usata come ruota in una macchinina di metallo quando ormai il suo valore al cambio era ridotto ai minimi termini. E' sicuramente affascinante volere attribuire a quel foro una finalità numismatica, ma non lo sapremo mai, in ogni caso si possono fare solo delle ipotesi, anche le più fantasiose.
    1 punto
  16. Effettivamente nei campi per prigionieri di guerra in Australia vennero utilizzati gettoni, appositamente prodotti, con un foro centrale https://www.sterlingcurrency.com.au/blog/news-research/commonwealth-coins/the-background-to-australias-wwii-internment- Potrebbe essere che a volte, in mancanza di quelli, si fosse supplito forando monete di normale circolazione, che in tal modo avrebbero potuto essere usate solo all'interno del campo, al pari dei gettoni? Quanto al dubbio avanzato da @bavastro sulla deturpazione dell'immagine del re, so che era un reato in Italia, ma lo era anche in Gran Bretagna e nei paesi associati? petronius
    1 punto
  17. "Between the end of the Roman Empire in the fifth century and the economic transformations of the twelfth, coined money in western Europe was scarce and high in value, difficult for the majority of the population to make use of. And yet, as Rory Naismith shows in this illuminating study, coined money was made and used throughout early medieval Europe. It was, he argues, a powerful tool for articulating people’s place in economic and social structures and an important gauge for levels of economic complexity. Working from the premise that using coined money carried special significance when there was less of it around, Naismith uses detailed case studies from the Mediterranean and northern Europe to propose a new reading of early medieval money as a point of contact between economic, social, and institutional history. Naismith examines structural issues, including the mining and circulation of metal and the use of bullion and other commodities as money, and then offers a chronological account of monetary development, discussing the post-Roman period of gold coinage, the rise of the silver penny in the seventh century and the reconfiguration of elite power in relation to coinage in the tenth and eleventh centuries. In the process, he counters the conventional view of early medieval currency as the domain only of elite gift-givers and intrepid long-distance traders. Even when there were few coins in circulation, Naismith argues, the ways they were used—to give gifts, to pay rents, to spend at markets—have much to tell us". Rory Naismith, Making Money in the Early Middle Ages, Princeton University Press, 2026 (Hardcover ed. 2023). https://press.princeton.edu/.../making-money-in-the-early... odjob
    1 punto
  18. Leu Numismatik, Web Auction 26, lot 2616, 08.07.2023. Lot 2616 Starting price: 50 CHF. Price realized: 120 CHF. The Collection of E. ten Brink: Hadrian PAMPHYLIA. Perge. Hadrian, 117-138. Hexassarion (Bronze, 38 mm, 25.87 g, 6 h). ΑΔ[ΡΙΑΝΟϹ ΚΑΙϹ]ΑΡ ΟΛΥΜΠΙΟϹ Laureate bust of Hadrian to right, with slight drapery on his left shoulder. Rev. ΑΡΤЄΜΙΔΟϹ ΠЄΡ[ΓΑΙΑϹ] Cult statue of Artemis of Perge within hexastyle temple set on base with four steps. RPC III online 2706.2 (this coin). Extremely rare, just two examples cited in RPC, including this coin. A large and impressive issue. Minor corrosion, otherwise, fine. From the collection of Eric ten Brink, ex Rauch E-Auction 26, 15-17 March 2018, 212. apollonia
    1 punto
  19. ci proverò 😂
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  20. hai dimenticato il Sidol...😄
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  21. Ciao Aldo, il mezzo Grosso Sede Vacante 1623 Roma è una moneta estremamente rara, ne ho censiti 2 esemplari negli ultimi 40 anni, questo è il terzo. Purtroppo la conservazione di quello proposto alla NAC è decisamente bassa, ma per monete così difficili da reperire credo che ci si deve accontentare...... Anche nelle collezioni Pontificie più importanti esitate in passato non mi risulta questo nominale....eppure c'erano Quadruple Splendide vicino a Quattrini MB !!!!! Daniele
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  22. Se il peso è esatto, non è quello di una moneta buona, che deve essere di 15 grammi.
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  23. La patina appiccicosa è in genere dovuta al contatto con la plastica dell'obló. Per questo consigliavo di toglierla, ma purtroppo si è già formata. Gli oblò, così come molti fogli in plastica, in linea generale sarebbero da evitare (dipende dal materiale della moneta, per esempio l'acmonital non dà problemi, l'argento sì).
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  24. Buongiorno @Pino 66, grazie per aver caricato le.nuove foto. Purtroppo confermo la mia prima impressione. Saluti, Carlo.
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  25. È una riproduzione. Si distingue la R segno di zecca farlocca e le lettere M ed A attaccate troppo al bordo. Saluti
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  26. 1 punto
  27. petrolio alto, inflazione alta, tassi in rialzo, oro soffre - (traiettoria economica) anomalia dollaro che si rafforza, avremo il quadro più chiaro fra qualche mese; durante questi eventi si osserva e basta per non fare danni al ptf l'argento, ovviamente, non ha la minima attinenza con la riserva di valore monetario essendo un metallo industriale e si vede chiaramente in questi giorni
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  28. Ciao @Ajax bronzo di Otacilia Severa per Mastaura in Lidia. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/type/20378
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  29. Ciao, Dovrebbe trattarsi di un bronzo di Tralle in Lidia: Messalina e Claudio al dritto, al rovescio Britannico, o più probabilmente Claudio. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/1/2654
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  30. Ciao @Ajax potrebbe essere questo bronzo di Faustina II per Antiochia ad Cragum in Cilicia. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/4/9909
    1 punto
  31. Il simbolo è un sandalo, rivolto verso il basso.
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  32. DE GREGE EPICURI Medaglia di rame per l'adunata del 1983 (12,72 g. e 32 mm). Al D. "Associazione Nazionale Alpini, 56a adunata. ". Pianta del Friuli con aquila monocipite e la scritta "Friuli 1976", con segnali nelle principali località colpite dal terremoto (in cui gli alpini hanno dato un contributo essenziale). Al R., due alpini attorno a un focolare; in alto lo stemma di Udine e quello dell'ANA. Sotto: Udine 1983, 7-8 maggio.
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  33. Salve Apro la discussione con la medaglia in bronzo del Comune di Venezia del 1882 storicamente conferita come premio scolastico agli alunni più meritevoli (Numismatica Ranieri, Asta 22 ONLINE). AREA VENETA-VENEZIA Medaglia premio del Comune di Venezia 1882 opus F. Speranza. Æ: 24,09 g, 38,8 mm. D/ COMUNE DI VENEZIA. Leone di San Marco in maestà regge il libro aperto sulla scritta incusa: PAX / TIBI / MAR/CE - EVAN / GELI / STA / MEVS; a s., lungo il bordo, SPERANZA. R/ Due rami di alloro legati tra loro in basso da un nastro. Mezzaroba 296 (questo esemplare). FDC La medaglia, senza data, presenta al dritto il leone di San Marco con l'iscrizione "Comune di Venezia", mentre al rovescio, tra due rami d’alloro legati da un nastro, è lasciato lo spazio per dedica e data. La medaglia è schedata sul forum in https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-MX695/116. apollonia
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  34. Onestamente non condivido questa tua affermazione. Il vero collezionista è colui che cerca di acquisire un insieme collezionistico che lo affascina, tenendo anche conto (e facendo anche i conti) con la disponibilità economica che ha a disposizione. Non tutti sono dei paperon de' paperoni. Il vero collezionista si pone un obiettivo (si spera realistico) e fa quel che può per raggiungerlo. io ho cominciato a collezionare finanziandomi a 18 anni facendo ripetizioni a 10 Euro l'ora e compravendite per raggranellare qualche lira. Avevo una collezione di bellissimi BB che ora avendo un lavoro stabile sto migliorando di conservazione. In base alla tua affermazione il "vero" collezionismo sarebbe limitato a poche persone che hanno consistenti disponibilità economiche. E non è vero. Se per chiudere V.E III devo acquistare un 5 lire 1914 in MB perchè non ho modo di finanziarne uno in conservazione migliore, si comprerà un 5 lire 1914 in MB. Sono soldi parzialmente buttati? Probabilmente sì. Ma se non si può fare diversamente cosa si fa? Si smette di collezionare?! Si può solo fare di necessità virtù.
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  35. Una bellissima testa in bronzo alta 25 centimetri , quindi in proporzioni reali , facente parte di una statua di Traiano Decio purtroppo scomparsa , venne trovata ad Ulpia Traiana Sarmizegetusa nell' antica capitale dei Daci , capitale della Provincia poi dedicata all' Imperatore Traiano Ger. Dac . Questo unico pezzo sopravvissuto della statua dedicata all' Imperatore Traiano Decio e' in raffigurazione realistica specialmente se confrontata con il profilo di Decio come appare nelle monete emesse nel suo periodo storico . La rugosa fronte della testa e' larga e gli occhi in pasta vitrea sono grandi , il volto pare ossuto , le labbra fini e le sopracciglie folte e quasi unite . Certamente la statua venne dedicata a questo Imperatore perche' Traiano Decio dedico' particolari cure militari alla difesa della Dacia e della Provincia Nord danubiana durante la grande crisi del III secolo che attraverso' l' Impero romano e in particolare questa parte Nord danubiana , Dacia compresa , meta di varie invasioni barbariche . Un' iscrizione trovata sempre a Sarmizegetusa , forse posta di base alla statua , definisce Traiano Decio : Restitutor Daciarum a testimonianza delle cure portate a questa Provincia a seguito delle devastazioni barbariche subite . In foto la testa di Traiano Decio , presa da un vecchio libro del 1970 e una moneta bronzea di Sesterzio di Traiano Decio con la DACIA , giusto per rimanere in argomento , per la visione del profilo da paragonare con la testa presa sul davanti .
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  36. Per la prima combinazione nota della serie, Tideer 78, ho trovato solo questa immagine, scansionata dal Tudeer, che riguardava il bellissimo esemplare della collezione Pennisi. Sarebbe utile trovare una immagine presa nel Museo Orsi di Siracusa….. I conii erano freschi e all'inizio della produzione. Tudeer 78 (D/28 – R/53) Siracusa, ex coll. Pennisi Sul succinto catalogo del medagliere di Siracusa, del 2009 (Emanuele Romeo Editore), ho trovato la foto di un esemplare che non ho capito se della collezione Pennisi oppure Gagliardi. Non è il pezzo sopra illustrato da Tudeer, ma si tratta di un Tudeer 80, con lo stesso conio del rovescio (esemplare non censito dallo studioso tedesco)…. Chissà che altra sorpresa riserverà il medagliere di Siracusa (e ho notizia che stanno lavorando per un Sylloge Nummorum Graecorum dedicato all'ex Pennisi)….
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