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Buon Pomeriggio a Tutti, oggi vorrei condividere con Voi una moneta appena inserita in collezione, si tratta di un quarto di tallero austriaco del 1740 per Carlo VI° d'Asburgo del Sacro Romano Impero; diametro 32 - grammi 7,23 - Ag .875 - zecca di Hall in Tirolo/Austria. Carlo VI° che fu il padre di Maria Theresia d'Austria, oltre ad essere arciduca d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, fu Re di Spagna come Carlo III°, Re di Napoli, Re di Sardegna come Carlo III°, Re di Sicilia come Carlo III° e duca di Parma e Piacenza. La moneta che è abbastanza gradevole, presenta un po' di usura sulle basse ciocche dei capelli del sovrano, non so se sia stata lavata in passato ed a mio avviso dovrebbe avere una conservazione in BB; probabilmente anche qualcosina di più. In allegato mie foto e quelle del venditore. Grazie per l'attenzione.4 punti
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Probabilmente... questo francobollo appartiene ad una nazione (non più esistente tra l'altro), che i piu' non collezionerebbero mai, in quanto non sono antichi, appartengono ad una cultura lontana e soprattutto perché con questo materiale non si diventa ricchi e non si fa il businessssss. ... inoltre nessuno vuole gli italiani figuriamoci questi. Ovviamente un vero filatelista non ragiona così, ne vede la bellezza e la valenza culturale e se riesce mette assieme una collezione di questa nazione che sara' una vera e propria enciclopedia non solo filatelica. Vediamo l' oggetto in foto: Il francobollo è un'emissione della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) del 26 agosto 1950, celebrativa della mostra filatelica DEBRIA (Deutsche Briefmarkenausstellung) tenutasi a Lipsia. Valore nominale 84 + 41 Pfennig (il supplemento era destinato per finanziare la mostra). L'evento non celebrava solo il collezionismo, ma serviva a legittimare culturalmente il neonato stato socialista (fondato solo un anno prima, nel 1949) e a commemorare il centenario del primo francobollo sassone, il celebre "Sachsen Dreier" del 1850. Il bozzetto, opera di Egon Pruggmayer, è ricco di simbolismi: La colomba della pace elemento centrale che sorvola il globo e' il simbolo della propaganda pacifista tipica del blocco sovietico dell'epoca. Il richiamo storico in basso a destra dove è riprodotta la sagoma del primo francobollo della Sassonia da 3 Pfennig, crea un ponte ideale tra la tradizione filatelica classica e il nuovo corso politico. Questo francobollo rimane una delle testimonianze grafiche più eleganti del periodo di transizione tra la vecchia Germania e la strutturazione definitiva della DDR. Non sottovalutateli, questi Francobolli oggi si collezionano al costo di una carica di tabacco e offrono spunti filatelici, storico culturali importanti.4 punti
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Premesso che siamo su un Forum di Numismatica e non di fotografia ecco una immagine con maggior luce, per poter valutare adeguatamente la patina.3 punti
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Regno d'Italia - Vittorio Emanuele III - 50 Centesimi "Impero" - Acmonital/Nichel (antimagnetico) - Zecca di ROMA: Tiratura 9.372.000. Acquistata ad 1 euro. #0002#2 punti
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Raffaele, in effetti in questa Pubblica si nota il punto dopo la data e sono ben visibili i due globetti a chiusura della corona d'alloro. Frequenti sono le variazioni presenti in queste monete. In una "Publice" da me già postata su questo forum, il cui retro riproduco anche in questa occasione, i globetti a chiusura della corona sono addirittura cinque. Penso che tali variazioni non siano messe a caso e che qualcosa stiano a significare. Ritengo, però, che debbano essere considerate solo delle belle curiosità, in quanto non mi sembra aggiungano rarità alla moneta. Approfitto della circostanza per pubblicare un'altra mia Pubblica, in questo caso del 1623. Saluti a tutti.2 punti
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Ricevuta la busta contenente la Rivista Italiana di Numismatica, vol. CXXVII del 2026. Volume CXXVII (2026) Materiali B. Carroccio, Gli Enotri e la moneta. Aggiornamenti sui termini di un rapporto. G. Libero Mangieri, Matala (Creta) – Località Rigachi (proprietà Ulla): le monete. R. Kool, Y. Shivtiel, U. Berger, The Baldwin III hoard of Huqoq and more about moneta regis. Saggi Critici A. Perna, Allofoni e allografi di /f/ nel corpus osco-greco: lo studio della monetazione campana. C. Mondello, Voti pubblici per Diocleziano “Juppiter” e Massimiano Erculeo Augusti. S. Bini, B. Callegher, L. Sperti, Il pentanummo di Giustino I nel “IV cavallo” e una nuova cronologia della quadriga marciana. K. Sorochan, On the question of the routes and ways by which Byzantine coins entered the territory of Kyivan Rus’. W.R. Day Jr., Galley Tuppence? Silver grossetti of Bologna in late-medieval England. Tessere e Gettoni E. Spagnoli, Signum Tithasi. Osservazioni sulla forma di fusione per piombi monetiformi da Ercolano (scavi di Amedeo Maiuri, 1932-1934). Note L. Passera, Ritrovamento di denari papali in una necropoli longobarda presso Cerbara di San Giustino (PG). G. Carraro, Sulle tracce di Puschi: il tesoro di Verteneglio/Brtonigla del 1892. Nuove indagini e nuove interpretazioni. A.Mosca, A. Zub, Un grosso inedito del doge Tommaso Mocenigo (1414-1423). Discussioni, Recensioni e Segnalazioni T.M. Lucchelli, Osservazioni sulla storia monetaria della Fenicia (V secolo a.C. – III secolo d.C.) [A. Cattaneo, Monete fenicie del Museo Bottacin di Padova. Catalogo degli esemplari della Collezione Ravazzano, Padova 2024]. W.R. Day Jr.: M. De Benetti, I primi 100 anni del fiorino d’oro di Firenze (1252-1351): analisi e nuove prospettive di ricerca, “Bollettino di Numismatica” 61-62 (2024). L. Passera: G. Angeli Bufalini (a cura di), Scritti in memoria di Silvana Balbi de Caro. Tra ricerca e ricordo, Roma 2024 (Bollettino di Numismatica. Studi e Ricerche, 4). L. Passera: A. Aspetsberger, M. Boros, J. Hartner, A. Hylla, A. Lörnitzo, B. Prokisch (hrsg. von), Swer den pfenninc liep hât. Festschrift Für Hubert Emmerig zum 65. Geburtstag, Wien 2023. RIN2026_Abstracts.pdf.pdf2 punti
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Benissimo. Quello che deve avere però sono le prove (reali e non eventuali artifici postumi, come purtroppo fanno alcuni colleghi che poi vengono sgamati), senza quelle non può fare nulla. Comunque queste monete economicamente non valgono la pena di fare tutto questo lavoro (perché sono molto comuni e in uno stato di conservazione brutto). Per capirci se deve spendere ad esempio 500€ (saranno naturalmente di più per la consulenza legale, perché anche se ha un avvocato in famiglia, le tasse per la parcella si pagano comunque), le monete in totale non arrivano a 80/100€.... Quindi bisogna fare bene i conti... Io consiglio di tenersi le monete e basta. Se le vuole vendere, dovrà fare un iter lento, costoso e pure incerto. Alla fine ci rimetterà solo... PS: a scanso di equivoci non sto incoraggiando le persone a fare i furbetti, anzi, sono sempre prodigo nel dire che ogni ritrovamento deve essere consegnato alle Autorità competenti!2 punti
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Buongiorno @Carlo. fossero tutti come te... 🙂 Sarebbe una buona cosa fare come fanno su Numista ,dove, una volta identificata la moneta, oltre a postare la foto, l'utente spunta il post in Risolto (cosa che mi sembra non ci sia qui) .Si potrebbe fare lo stesso modificando il titolo e aggiungendo l'identificazione e allora si che @ARES IIIpiangerebbe di gioia 😂😉2 punti
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I giudizi sulla conservazione sono condivisibili. L'usura è pesante, ma abbastanza uniforme da rendere la moneta anxora gradevole. È l'esemplare più raro dei quattro coniati durante il regno di Umberto I: il Gigante riporta un grado di rarità R. Per confronto e copndivisione posto un mio esemplare:2 punti
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Raffaele, ciò che tu dici è condivisibile, comunque, aspettando il parere di qualche altro utente, posto, per gli appassionati della monetazione e per tutti gli altri collezionisti, un'altra Pubblica 1622 con la sigla "MC/P". Ti ringrazio. Sei sempre molto attento e disponibile al confronto.2 punti
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Molto bella e fresca Alan, complimenti per la nuova acquisizione. Secondo me BB+ con la possibilità, se vista in mano, che il rovescio possa sfiorare il qSPL.1 punto
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Ciao Genny, Dico quello che penso, un collezionista che si prende la briga di fare il lavoraccio che stai facendo tu su questa moneta è solo un numero uno. Questa è una moneta che mi affascina molto, proprio per tutte queste curiosità. Mi hai incuriosito! Un saluto Raffaele.1 punto
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Grazie Raff per la stima che sai che ricambio, direi che hai già detto ciò che avrei detto anch'io... Si può aggiungere altro? assolutamente si, vediamo come si evolve la discussione...1 punto
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Salve @scacchi dovrebbe essere un AE4 SPES ROMANORVM di Flavio Vittore. Mi sembra di leggere SMAQP quindi dovrebbe essere zecca di Aquileia. RIC IX Aquileia 55b. https://numismatics.org/ocre/id/ric.9.aq.55B1 punto
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Sarà, ma a me piacciono eccome. Questo con il richiamo al primo Sassone poi è veramente bello. Più tardi, quando rientro, magari ne posto anche io alcuni della DDR1 punto
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Ciao! Interessanti disquisizioni, ma personalmente mi riferirei sempre a quanto detta l'araldica che, non a caso, viene spesso identificata come "scienza araldica", sia per la forma degli scudi, sia per le eventuali partiture e sia per i colori (rappresentati al naturale o in bianco/nero). In questa scienza vengono infatti denominate situazioni che poco hanno a che vedere con i normali vocaboli, ma vengono usate accezioni proprie e non di facile intuizione. Poi, si sa, spesso gli incisori, veri artisti dei conii, si sono presi le loro "licenze artistiche", spesso dettate da problemi contingenti come inserire in spazi millimetrici le rappresentazioni araldiche, ed altre volte da fantasie personali. saluti luciano In rete c'è da sbizzarrirsi (es. IAGI)1 punto
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Io dopo quest'anno (in cui ho comunque preso le 2 proof normali) ho deciso che l'unica coda che farò d'ora in poi per le monete italiane sarà quella alla Banca d'Italia a Milano per prendere i rotolini dei due euro. Ora con calma vedo come vendere tutto il resto, fra cui tutte i vari 2€ proof usciti finora. Sempre più convinto della mia scelta, ditemi voi se devo fare tutta questa fatica e mi devo stressare per quattro monete in croce che poi restano chiuse in un armadio il 99.999% del tempo...1 punto
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In realtà il comunicato c'è stato...... Comunque CFN forse è meglio risolva prima le proprie grossissime lacune https://www.vaticanstate.va/it/novita/3935-monete-per-san-francesco-italia-vaticano-e-san-marino-insieme-per-la-prima-volta.html1 punto
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@Ale75 bisognerebbe fare una premessa distinguendo tra lecito possesso e lecita cessione. Poi ci sarebbe un modo che coinvolgerebbe la sovrintendenza e sarebbe alla fine anche una sua discrezionalità, ma non scrivo di più perché in giro ci possono essere tanti (troppi) furbetti ed io non li voglio agevolare nelle loro eventuali malefatte. PS: naturalmente questa precauzione non è nei tuoi confronti, che sei un bravo ragazzo!1 punto
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Credo molto difficile e sempre discutibile incasellare le descrizioni in un'unica definizione specifica e condivisa. Tutti i principali cataloghi (Serafini, CNI, Muntoni ecc.) usano termini differenti, e d'altra parte la fantasia degli incisori rende impossibile una semantica certa. D'altra parte cosa può ad esempio significare "semiovale" dato che la forma ovale è quella sottorappresentata e presenta un asse di simmetria verticale ma non uno orizzontale? Credo si intenda "semiellettico", ma chi mai usa questo termine? D'altra parte, contrariamente al passato in cui si abbondava in descrizioni, con una foto si può dire molto di più ...1 punto
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Buonasera a tutti seconda acquisizione dell'anno nel solco della progressiva sostituzione dei colli lunghi con esemplari migliori. Siamo adesso a dieci su ventuno esemplari alla massima conservazione o quasi. Questo millesimo non è particolarmente raro ma come tutti i 5 lire del Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II non è facile da reperirsi in elevata qualità. Proviene dalla recente asta Ghiglione del 28 marzo e - per qualche arcana ragione che mi sfugge - non ha riscosso interesse e così l'ho portata a casa alla base, a un prezzo che definire invitante è forse dire poco. Il lieve difetto al bordo a ore 3 e 4 del R le toglie il FDC pieno (Ghiglione infatti l'ha indicata, per me correttamente, FDC/qFDC) , ma per il resto i rilievi sono assolutamente intatti. Queste immagini da me realizzate inoltre non rendono assolutamente omaggio alla delicata patina, che, soprattutto al R, è ricca di meravigliose iridescenze che vanno dal rosato all'indaco al blu. Appena riesco farò altre foto che spero possano rappresentare al meglio questo ulteriore pregio. Grazie dell'attenzione e saluti cari1 punto
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Significato numismatico: La sigla indica il rapporto tra il metallo prezioso (argento) e il metallo vile (rame) nella lega della moneta, o il suo valore di scambio. Interpretazione classica (RIC): Indica che 20 (XX) di queste monete valevano 1 (I) aureo.1 punto
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Benvenuto tra gli illuminati. Ovviamente sei consapevole che non diventerai ricco.1 punto
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@savoycoins non ho capito la domanda @Ernestina maschio 40enne caldo a un km da te1 punto
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Ciao, sempre a beneficio dei neofiti come me e di @Atexanoche ha espressamente richiesto opinioni sul denario proposto chiudo i miei interventi in questa discussione postando alcuni esemplari censiti come non autentici che hanno ( avendo un pò di tempo oggi a disposizione li ho confrontati bene) gli identici "conii" di dritto e rovescio del suddetto. Vari gradi di "conservazione " ed "usura" nonché "patina" e metallo differenti. C'è anche un aureo. Uno è stato da me affiancato per paragone al nostro denario. Lascio a chi guarda le debite conclusioni che si possono trarre.1 punto
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Se la filigrana è ruota alata sono dell' emissione tra le prime della Repubblica esattamente del 1946, stampa calcografica, dent. 14. Dicitura: IST.POL. STATO OFFICINA CARTE VALORI. E' catalogato sui 7/8€ nuovi.1 punto
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Cartolina illustrata in perfetta tariffa per l'interno con cinque parole con un bel 20c rosso 'Opera Nazionale Balilla' dell' emissione del 1932 della serie "Decennale della Marcia su Roma". Annullo di partenza di BERGAMO ARRIVI-PARTENZE del 5.11.33 + annullo di arrivo frazionario di SAVA del 6.11.33. L' immagine da un dipinto di Cesare Tallone (1853–1919), uno dei più influenti ritrattisti della pittura lombarda di fine Ottocento, fu il pittore preferito dell'alta borghesia e dell'aristocrazia di cui documentò con precisione lo stile e il gusto dell'epoca. Bella sotto tutti gli aspetti, il Francobollo non ha un'alta quotazione di catalogo ma io la ritengo di valore filatelicamente. A trovarle così belle.1 punto
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Theodore Roosevelt era chiaramente preferito dall'elettorato repbblicano. Quell'anno, per la prima volta nella storia, si tennero, anche se solo in 13 stati, le elezioni primarie: Roosevelt ottenne 248 delegati, contro i 48 di Taft e i 36 di Robert La Follette, un terzo candidato più radicale dello stesso Roosevelt. Ma i sostenitori di Taft controllavano l'apparato del partito, così, alla convention repubblicana di Chicago del giugno 1912, Taft vinse la battaglia su alcuni seggi contestati, e ottenne la nomination. I seguaci di Roosevelt gridarono al furto e abbandonarono la convention, per poi riunirsi di nuovo in agosto e proclamare la candidatura di Roosevelt e la nascita del Progressive Party, subito ribattezzato Bull Moose Party Ovverossia "il partito dell'Alce" (maschio), in contrapposizione a quello dell'Elefante (i Repubblicani) e dell'Asino (i Democratici). Poco dopo la sua candidatura a vicepresidente nel giugno del 1900, Theodore Roosevelt scrisse a Mark Hanna, leader del partito: "Sono forte come un alce maschio e puoi usarmi fino al limite". Hanna lo fece, inviando il candidato in un energico tour elettorale in tutto il paese. Quando Roosevelt si ricandidò nel 1912, la sua affermazione fu ricordata dai suoi sostenitori californiani che si fecero chiamare "Bull Moosers". Fu una manna per i vignettisti che adottarono subito l'animale come simbolo del nuovo partito... l' ultimo arrivato allo zoo politico, secondo Harper's Weekly del 20 luglio 1912, da cui è tratta questa vignetta di Edward Windsor Kemble. L'Alce Progressista sfoggia il caratteristico sorriso dentato e gli occhiali di Roosevelt, mentre l'Asino Democratico e l'Elefante Repubblicano ferito osservano da dietro la recinzione politica. Il barile d'acqua si riferisce a George W. Perkins, un ricco uomo d'affari che fu presidente del Partito Progressista e contribuì generosamente alla campagna elettorale di Roosevelt. Come socio della JP Morgan and Company, Perkins aveva orchestrato la fusione che diede vita alla International Harvester Company e ne era membro del consiglio di amministrazione. I critici sostenevano che la creazione della società violasse le leggi antitrust e il legame di Roosevelt con lui era controverso persino all'interno del Partito Progressista. Dello stesso tenore quest'altra vignetta, con l'Elefante e l'Asino spaventati dall'arrivo dell'Alce, sempre con le sembianze di Roosevelt Le elezioni del 1912 Non c'è molto da dire su queste elezioni, se non che confermarono, per l'ennesima volta, l'antica saggezza dei proverbi: nel caso specifico, quello che recita che tra due litiganti il terzo gode Il terzo in questione era, naturalmente, il candidato del Partito Democratico, Woodrow Wilson, che vediamo ritratto su una banconota Gold Certificate da 100.000 dollari del 1934 Wilson conquistò ben 40 Stati (su 48), lasciandone sei a Roosevelt, e appena due a Taft. Ma a quello che, grazie al particolare sistema elettorale americano può sembrare un plebiscito, non corrispose affatto altrettanto consenso popolare. Wilson ottenne appena il 42% dei voti, a dimostrazione che, se i Repubblicani non si fossero divisi, con ogni probabilità avrebbero vinto ancora. Quanto al Partito Progressista, sebbene avesse ottenuto un risultato migliore del previsto (27,4% dei consensi contro il 23,2% dei Repubblicani, caso unico di un terzo partito che batte uno dei due tradizionali), il fatto di essere stato essenzialmente lo strumento personale di Roosevelt lo portò a un'inevitabile declino non appena questi, l'anno seguente, smise di interessarsene per correre dietro a una nuova avventura... che racconteremo nel prossimo post petronius1 punto
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Marche per imposta sull'entrata industria e commercio, emesse nel 1940 in uso sino al 1946, con fasci, filigrana corona dentellature varie. Anche queste comprendevano due parti, le tue sono la sx.1 punto
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5 lire blu, marche per tassa lusso e scambi, emesse nel 1938, filigrana scritte, dentellatura 12 o 13 o 14 o anche miste. Erano composte da due parti la tua e' la parte sx. E' sottinteso dire che se questo materiale si trova su documento va lasciato dov'è, non vanno mai staccati.1 punto
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5c blu, marche per tassa lusso e scambi, emesse nel 1937, filigrana corona dent. 14. Erano composte di due parti.. il tuo esemplare è la parte sx.1 punto
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Grazie a tutti per gli utilissimi contributi. Per rendere onore a questo pezzo di storia aggiorno con delle foto decenti...1 punto
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Moneta q.BB al R/ e MB+ al D/. Nell'insieme ancora accettabile per l'usura abbastanza uniforme. Posto un esemplare per confronto e condivisione:1 punto
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Augurandomi possa essere di interesse vi inoltro il video fatto dalla Camera dei Deputati, la prima parte, seguirà poi la seconda pomeridiana. Sine Iussionem Regis ( parte prima ) Video registrazione della prima parte (ore 11-13) del Convegno di Accademia Numismatica Italiana sui falsari del 16 marzo 2026 svoltosi nella Camera dei Deputati a Roma, Sala della Lupa. Relatori in ordine di apparizione : Stefano Bertuzzi, Alberto D’Andrea, Umberto Moruzzi, Raffaele Iula, Bruno Buratti, Michele Asolati, Davide Fabrizi. https://drive.google.com/file/d/1OfXnnI69rV5qSrATiULfkNEwai8M4wiU/view?usp=drivesdk1 punto
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A mio avviso, il 17 marzo dovrebbe essere festa nazionale. Certo, abbiamo già il 2 giugno che, come festa della Repubblica, è un po' la festa della Nazione, ma credo che una festa dell'Unità d'Italia sarebbe molto più significativa. Sia perché nel nome c'è la parola "unità", sia perché farebbe leva su un sano amor patrio. Non dimentichiamoci, inoltre, che poco meno della metà degli Italiani non ha votato repubblica (quindi è una festa dei vincitori più che di tutti), mentre l'Unità d'Italia, a dispetto di alcuni recenti revisionsmi neoborbonici, fu un qualcosa di molto sentito tra la classe intellettuale italiana dell'epoca e fu un qualcosa di straordinario. Per esempio Garibaldi all'epoca era un eroe di una popolarità internazionale difficile oggi da immaginare. Durante il 2011 era bello vedere appese ai balconi molte bandiere italiane. Sarebbe bello rivivere quei momenti almeno un giorno all'anno (e non solo, cosa comunque molto bella, quando gioca l'Italia ai mondiali).1 punto
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Molto bene! Posta delle foto fronte retro senza dimenticarti di indicare peso e diametro1 punto
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Nei miei appunti : 1 globetto 2 globetti 3 globetti 4 globetti 5 globetti Croce Nulla Quando avrò un po' di tempo approfondirò il discorso e aggiungerò delle immagini...1 punto
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Buongiorno a tutti, sto cercando foto o indicazioni per una ricerca su le MATRICI IN PIETRA per la produzione, per fusione, di tessere mercantili o gettoni o medaglie religiose medievali. Ricodo di aver visto in qualche museo o catalogo di mostra, alcuni manuatti in pietra o in marmo, sui quali erano incisi dei modelli la produzione di tessere mercantili...o gettoni devozionali. Qualcuno ha qualche suggerimento, foto,, o indicazione bibliografica sull'argomento? grazie e buone vacanze a tutti - arrigome1 punto
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Aggiungo la seguente segnalazione bibliografica : U. MAZZINI "Di una zecca di Luni dei secoli sesto e settimo finora ignorata " in Miscellanea di Studi Storici in onore di Giovanni Sforza (Lucca 1920) pp. 620-39 Allego anche il mio esemplare , attribuito al vescovo Venanzio, vissuto a Luni nel VI secolo che ebbe, tra l'altro, intensi rapporti epistolari con Papa Gregorio Magno (540-604). La metrologia dei pezzi conosciuti, la particolare tipologia, l'assenza di riferimenti ad autorità imperiali e infine il metallo che più che mistura (cosi descritto nel MIR) sembra essere in realtà piombo, tutti questi elementi contribuiscono a distaccare fortemente tali emissioni da quelle congruenti del periodo inerente la loro circolazione. Non sono infatti emissioni longobarde (nel quale apparentemente non esistevano emissioni enee o in mistura (e anche l'argento era rarissimo); né tantomeno paiono emissioni bizantine (a meno che non si voglia identificarle come "tetarteron" locali. Appaiono nel panorama altomedioevale delle coniazioni italiane come un vero e proprio unicum talché sorge spontanea la domanda se non siano piuttosto da interpretarsi come tessere mercantili o emissioni autonome dei vescovi lunensi per sostenere il florido commercio navale della zona. In ogni caso le monete di Luni sono molto rare, e raramente compaiono in aste numismatiche, anzi ricordo un piccolo gruppo in una vendita di alcuni anni fa che mi fu riferito da esperti essere false. Diversi ottimi esemplari possono essere ammirati nel minuscolo ma interessante museo di Luni nei pressi dell'omonima antica città. numa numa1 punto
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