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Popular Content

Showing content with the highest reputation on 03/25/2020 in all areas

  1. lorluke

    La Nostra N°1

    Come sempre il buon Alberto (alias @Litra68) propone delle discussioni che trovo molto stimolanti. Perciò non posso far altro che dare anch'io il mio piccolo contributo. Per quanto mi riguarda, trovo difficoltà nel definire in modo inequivocabile la mia numero 1. Ciò deriva dal fatto che, nel mio percorso numismatico, ho vissuto una serie di evoluzioni radicali. Anni fa collezionavo gli euro (prima solo da circolazione, poi anche acquistati) ma francamente non ricordo minimamente quale sia stata la prima moneta... Forse, partendo come base dalle monete già presenti nel mio "salvadanaio", potrei dire di non averla mai avuta una N°1 degli euro. In ogni caso, dopo circa 5 anni, mi stufai per una serie di motivazioni di quell'ambito collezionistico e lo abbandonai. Fortunatamente, però, non persi la passione che ormai mi legava alle monete. Una sera di novembre, passeggiando insieme ai miei genitori per le vie del centro di Bologna, notai nella vetrina di un noto negoziante una moneta "speciale". Si trattava di un 40 franchi del 1812 di Napoleone. Fu amore a prima vista! A quel tempo non sapevo che si vendessero monete del genere e mi sembrava la cosa più bella del mondo. Ero sempre stato un grande ammiratore del condottiero dal bicorno nero e vederlo ritratto su di una moneta d'oro in una posa così imperiale e solenne mi mandava letteralmente in brodo di giuggiole. Iniziò, allora, la mia seconda fase, un periodo "travagliato" di rapida formazione, esperienza diretta e, soprattutto, acquisti compulsivi dettati dalla frenesia di comprare nuove monete. Come già spiegato in altre occasioni, questi acquisti non riuscivano però a darmi piena soddisfazione. Mancava sempre qualcosa; le monete peccavano spesso e volentieri di "difetti" che mal digerivo... Fu così che, presa coscienza della situazione, con non poche difficoltà, diedi inizio ad una seconda "rivoluzione": mi disfai progressivamente di gran parte delle monete acquistate, in modo tale da avere a disposizione una somma di denaro da poter impiegare in acquisti più ponderati. L'obiettivo era (ed è tuttora) quello di creare una collezione basata su pochi pezzi ma in alta conservazione. La prima moneta di questa terza ed ultima fase è un 20 franchi del 1811 zecca di Parigi. Ci sarebbe una storia simpatica da raccontare su questa moneta. Dovete sapere che si è trattato di un acquisto tutto sommato casuale. Questo marengo, infatti, proviene da un'asta americana risalente al gennaio dello scorso anno. In realtà, però, stavo seguendo l'asta per un'altra moneta: uno stupendo quarto di franco anno 13. Purtroppo, il quarto di franco l'ho conteso il più possibile con un altro offerente ma, giunto alla soglia dei 1.000 dollari, ho dovuto cedere. Sconfitto e amareggiato volevo, comunque, vedere come procedeva il resto dei lotti "napoleonici". Giunti al gruppo dei 20 franchi ho assistito ad una lotta feroce per tutti quei lotti che presentavano un punto in più di grading, mentre gli altri venivano quasi ignorati. Come saprete, il mercato americano è fatto così... Non riuscivo, tuttavia, a capacitarmene: anche le monete con il numerino più basso erano stupende. Perché bistrattarle in tal modo, pagandole la metà? Mi sembrava (e lo penso tuttora) un'assurdità! Decisi, così quasi per gioco di fare un'offerta su uno dei marenghi di "serie B" (quello che mi sembrava messo meglio), sicuro che qualcuno avrebbe comunque rilanciato. E, invece, accadde l'impensabile: 1, 2, 3... Aggiudicato! Inizialmente rimasi interdetto... Non mi sarei mai aspettato che una moneta del genere venisse venduta ad un prezzo così basso: solo 550 dollari (che coi diritti diventavano 660). I 20 franchi col punticino in più superavano agevolmente i 1000 euro e, confrontandoli col mio, la differenza era minima; forse addirittura inesistente in certi casi... Ad ogni modo, non mi sono mai pentito dell'acquisto, anzi! Vedendola in mano devo dire che è veramente bella e credo valga pienamente i soldi spesi 😉 Di seguito vi mostro la foto scattata dalla casa d'aste. Buona serata a tutti e buon proseguimento con la splendida discussione 👍
  2. Buonasera a tutti. Vi presento il mio primo Tornese con Ara. Filippo III Tornese 1619 Dritto - * PHILIPP : D : G : REX Cornucopia curvata a sinistra con frutta e spighe, ai lati la data 16 - 19 Rovescio : * VIGILAT : ET :CVSTODIT Ara a lati curvi con sopra leone giacente, sotto si trovano delle lettere DY (oppure G capovolta e Y) ? La moneta presenta delle ribattiture su entrambe le facce, dovute a salto del tondello in fase di coniazione. Chiedo il Vostro aiuto per sapere se le lettere sono conosciute o Inedite. Grazie a chi vorrà aiutarmi nella ricerca. Un caro saluto, Rocco.
  3. Litra68

    La Nostra N°1

    Buonasera a tutti, in questi giorni in cui siamo costretti a stare in casa per il nostro bene, ognuno di noi avrà avuto e avrà tanto tempo per riflettere, mi auguro non sempre e solo riflessioni tristi, ma anche qualcosa di bello, magari di quanto eravamo più piccoli, a cosa ci dava gioia, cosa ci piaceva, io per esempio andavo pazzo per i fumetti, in particolare facevo scorpacciate di Topolino, immaginavo cosa potesse provare Paperon de Paperoni quando si tuffava e nuotava tra le sue monete.. 😊 In effetti riflettendoci, quanti di noi hanno un rapporto così con le monete, io ogni tanto le sparpaglio sul tavolo della cucina e mi raccolgo in profonda ammirazione, quasi mi ci tufferei sopra. Ma la cosa che più mi piaceva e continua a piacermi era il suo Amore e senso di protezione per la mitica N°1. Quanti di noi hanno una moneta (non necessariamente la prima ad essere entrata in collezione) che amano particolarmente, al punto da innalzarla al rango di N°1? Credo tanti se non tutti. Stasera Ripropongo una delle mie monete, già passata nel Forum, ma questa sera in veste speciale, la mia N°1 Bronzetto con Testa di Athena con Elmo Corinzio e al Rovescio Galletto con Astro e Etnico Suesano 260 circa A.C. Il cartellino personalizzato che l'accompagna mi è stato donato dal Fratello Lamonetiano @Rocco68 che ringrazio pubblicamente. Mi farebbe piacere che condivideste le vostre Numero 1. Saluti Alberto
  4. Guysimpsons

    corona virus

    Ciao, già solo dall'impostazione del testo del messaggio posso dire che al 99% è una bufala, leggendolo posso affermarlo al 100%. Questi messaggi hanno alcune caratteristiche che li contraddistiguono: 1) Non hanno mai date precise: "appena uscito", "ieri", "oggi" 2) Non ci sono mai soggetti chiari e identificabili "hanno APPENA scoperto..." (Chi ? Datemi i nomi e il nome dell'articolo/pubblicazione!) 3) Sono infarciti di nomi pseudoscientifici e misti di qualche verità quà e là 4) Sono sempre latori di notizie sconvolgenti/importanti 5) pretendono di essere una fonte di notizia alternativa... che i media/i potenti vogliono nascondere a noi poveri cittadini 6) ti chiedono di divulgare/far circolare la notizia 7) usano spesso punti esclamativi, maiuscole... 8 ) mancano sempre dati precisi, link a pagine di siti autorevoli... 9) cercano di colpire la tua sensibilità..."potrebbe aiutare a salvare vite, compresa la tua e dei tuoi famigliari" Quando sono presenti 1 o più di questi punti (e ne ho sicuramente omessi)... aumenta la probabilità che si tratti di una bufala... Leggendo poi il testo confermo che si tratta di una (pericolosa) bufala! Spero di esserti stato d'aiuto. Buona serata Guido
  5. Tra le foto che ho in casa ho scelto questa: Comune di Padova Ulrich von Walsee (1320-1321) Grosso aquilino D/ + (anello) PADVA (anello su rosetta) REGIA (tre losanghe a trifoglio), aquila stante ad ali spiegate con la testa rivolta a destra R/ CI - VI - TA - S (anello - scudo con le armi di Walsee - rosetta), grande croce patente che divide la legenda e un cerchio di perline Rif.: Passera 63; CNI VI, 9 Mi mancano i dati precisi su questa moneta (li metterò successivamente). Di norma questi grossi hanno un peso intorno a 1,40 grammi e un diametro di 21 mm. Il grosso imita quello di Merano coniato nella seconda metà del XIII secolo da Mainardo II e Alberto II, grosso che ebbe un grande successo e venne imitato da molte zecche. Lo stemme dei Walsee è di nero alla fascia d'argento. Sul dritto è visibile la traccia della croce del rovescio causata dal colpo di conio che ha sollevato il metallo. Arka Diligite iustitiam
  6. tonycamp1978

    La Nostra N°1

    difficile scegliere la n 1, per un motivo o per un'altro ce ne sarebbe più di una da meritare il primo posto... ad esempio potrebbe starci una della serie cinquantenario, visto che è la mia serie preferita... oppure anche 2 lire re eletto mi piace tantissimo, diciamo sono queste le monete che guardo e riguardo con più frequenza... però un po a sorpresa al primo posto ci metto una outsider 🤣.. visto che mi piacciono tutte.. scelgo questa.. un 50 centesimi 1889, anche questa molto bella per i suoi fondi speculari... ma, a differenza delle altre, porta con se un un'insegnamento... il venditore mi disse che l'acquisto' da un un'anziano signore che dovette vendere a malincuore per raggiunti limiti di età... da qui la conclusione.. il collezionista è un custode del tempo che un giorno dovrà trasmettere questo incarico a qualcun'altro.. 🙂
  7. Agricola

    Roma dopo l’ Impero

    Si dice , a ragione , che la Roma medievale e rinascimentale sia stata costruita con i “cocci” della Roma imperiale , dove per “cocci” naturalmente si intendono i materiali prelevati tramite rare regolari autorizzazioni , piu’ frequentemente abusivamente , dagli antichi monumenti della Roma imperiale . Una delle prime documentazioni storiche di questa spoliazione dei monumenti romani imperiali risale gà a partire dall' inizio del IV secolo ; i monumenti di Roma antica , e in genere gli edifici di un certo pregio , erano rimasti in stato di abbandono per cause diverse , venneno utilizzati in misura crescente come vere e proprie cave per materiali edilizi pregiati , in quanto tale pratica risultava più economica e pratica rispetto all' importazione da luoghi remoti , in quanto resi difficili o impossibili da raggiungere nelle province specialmente nel corso nel V secolo a seguito delle sempre piu' frequenti incursioni dei barbari alle quali seguiranno poi vere invasioni e occupazioni territoriali ; i magistrati romani concedevano , dietro petizione , l' uso di marmi , pietre e mattoni di recupero da demolizione per lavori di nuove costruzioni , consentendo così la distruzione degli antichi monumenti di Roma . Per far fronte a questo fenomeno di demolizione ormai esteso , l Imperatore Maioriano dal 457 al 461 , promulgò allora una legge : Novella Maioriani 4 , "De aedificiis pubblicis" , sulla conservazione dei monumenti di Roma che fu emanata a Ravenna l' 11 luglio del 458 , che riservava all' Imperatore o ai Senatori la potestà di decidere se vi fossero le condizioni estreme che giustificassero la demolizione di un edificio antico ; la pena per i magistrati che si arrogavano a loro discrezione il diritto di concedere i permessi , era di 50 libbre d' oro, mentre i loro subordinati sarebbero stati frustati e avrebbero avuto entrambe le mani amputate . Maioriano nomino’ anche un gruppo di funzionari detti “difensori delle Citta’” con l’ incrico oltre che proteggere i vecchi edifici , anche di risolvere i problemi ordinari dei cittadini ; a proposito della tutela e conservazione dei vecchi edifici di Roma , Maioriano mise anche fine alla vendita delle antiche statue che era stata permessa dall' Imperatore Avito . Anche durante il regno ostrogoto di Teodorico si ebbe una rinascita protettiva verso i monumenti antichi , tanto che , secondo Cassiodoro , Teodorico era chiamato “amator fabricarum et restaurator civitatum” , rimettendo in vigore precedenti leggi , istitui’ anche un corpo di operai diretti da un “curator operum pubblicorum” con il compito di salvare e restaurare i vecchi edifici imperiali di Roma e dell’ Italia . Insomma prima e dopo della caduta di Roma si cerco' di salvaguardare e proteggere i vecchi edifici di Roma imperiale e dell' Italia romana , fu forse una forma di orgoglio nazionale , ma anche di rispetto e ammirazione da parte dei primi invasori barbari che definirono Roma una Citta abitata da dei , tanto erano attoniti di fronte alla grandiosita' degli edifici . Rispetto civico che ando' sempre piu' scemando nei secoli successivi , arrivando alla demolizione quasi completa della Roma classica i cui "cocci" servirono per la Roma medievale e rinascimentale . In foto alcune monete di Maioriano e Teodorico , che omaggio' Roma con la serie di monete Invicta Roma , tra i primi protettori di Roma antica .
  8. Di Carlo Alberto ho un paio di monete di cui vado fiero. Non sono particolarmente rare (anzi, il 5 lire è piuttosto comune...), ma la conservazione è particolare:
  9. lira51

    La Nostra N°1

    Buonasera, la mia moneta n° 1 è una moneta di Ferdinando I d'Aragona. Coronato con l'Arcangelo con scudo circolare che trafigge con una lancia un drago. Ritengo che la conservazione dei dettagli di questa moneta sia eccezionale
  10. vathek1984

    I Rajah bianchi di Sarawak

    3 - James Brooke, il grande avventuriero. Riprendiamo la nostra disamina per parlare di colui che diede vita a tutto questo. Sir James Brooke nacque in India nel 1803, da genitori inglesi. Egli era di famiglia nobile, tuttavia, come spesso capita, i nobili natali non sempre coincidono con grandi ricchezze. Perciò il nostro James fu ben presto costretto a prendere la via del mare, imbarcandosi in molteplici spedizioni commerciali e militari. In seguito alla classica eredità lasciata da un lontano parente, nel 1836 egli potè acquistare una nave da guerra propria, la Royalist, che fu parte integrante delle sue successive fortune, A partire dal 1839 si trovò, quasi per caso, ad aiutare il Sultano del Brunei, nel fronteggiare una serie di gravi rivolte interne. Brooke riuscì ad avere la meglio sugli oppositori del Sultano, anche grazie alle truppe coloniali britanniche, ed in seguito, egli svolse un importante opera di repressione anche contro i pirati che infestavano le acque della Malesia. Nel 1841, come premio per i suoi servigi, il Sultano gli regalò dei territori nella regione denominata Sarawak ed il titolo di Rajah (equivalente al nostro Re). Inizialmente il territorio in dotazione era piuttosto limitato, ma ben presto l'abile avventuriero riuscì ad ampliarlo sensibilmente, spesso proprio a discapito del Sultanato del Brunei, un tempo potente ma all'epoca in forte decadenza. I legami con l'impero britannico furono sempre molto stretti, difatti nel 1846 Brooke si fece da tramite tra la Regina Vittoria ed il Sultano del Brunei per la firma di un trattato che prevedeva la cessione dell'isola di Labuan all'Inghilterra, di cui lui stesso venne poi nominato governatore. Durante il suo regno, James si diede da fare per organizzare una entità statuale sul modello occidentale e malgrado venne aspramente criticato in patria per i suoi metodi di brutale repressione contro i pirati ed i cacciatori di teste, va detto anche che, nei confronti degli indigeni di Sarawak, la sua fu una politica paternalistica e non di mero sfruttamento. Il primo Rajah bianco morì nel 1868, dopo essere sopravvissuto a diversi intrighi e tentativi di colpo di stato, da ultimo anche da parte del nipote John, inizialmente indicato come suo erede. Gli successe pertanto un altro nipote Charles, di cui avremo modo di parlare in seguito. (un ritratto giovanile di James Brooke come primo Rajah di Sarawak)
  11. LolloCaccia

    La Nostra N°1

    Un giorno vagando per i corridoi della mia scuola (frequentavo la terza elementare) mi sono imbattuto in questa 500 lire vaticano 1989 e da qui ebbe inizio il mio viaggio nel mondo della numismatica.
  12. ZuoloNomisma

    Testone Innocenzo XII

    Innocenzo XII (1691-1700), Roma, TESTONE (Munt 40, CNI 55) D/: Stemma oblungo in cornice, chiavi con impugnatura a intagli, cordoni e fiocchi INNOCEN . XII - PONT . M . A . IIII R/: Figura dell'Abbondanza, in basso a destra armetta Mons. Maffeo Farsetti, presidente delle zecche EGENO - ET - PAVPERI . Es. 1694 T/: Liscio Peso: 9.19 g. Note: conservazione insolita, gradevole patina. La legenda al R/ che si traduce in "(Porgi la tua mano) al bisognoso e al povero" è un incitamento alla carità tratto dal Deuteronomio XV, 11: "...ut aperias manum fratri tuo egeno et pauperi ("...affinchè tu apra la mano al tuo fratello bisognoso e povero). L'Abbondanza viene raffigurata come una donna con una fiamma sul capo, che avanza tenendo una cornucopia capovolta da cui cadono monete. La fiamma in tutte le tradizioni è simbolo di illuminazione, purificazione ed amore spirituale, mentre la cornucopia è simbolo di abbondanza, speranza e carità. Il conio di questo testone è opera di Pietro Paolo Borner, svizzero, che fu impegnato nella zecca di Roma sotto Innocenzo XII e Clemente XI. Durante il pontificato di Innocenzo XII, Borner lavorò sicuramente fino al 1698, quando rinunciò all'incarico e Ferdinando di Saint Urbain fu nominato incisore della zecca di Roma con lettera patente del camerlengo card. Giovan Battista Spinola, in data 10 maggio 1698. In merito alla rappresentazione del rovescio, si deve ricordare che Innocenzo XII (al secolo Antonio Pignatelli, nobile napoletano), fu detto "il padre dei poveri" ai quali egli dedicò tutte le più grandi cure. Ridusse per essi il grande palazzo lateranense ad ospedale e pensò ai fanciulli indigenti, destinando l'edificio di Ripagrande alla loro educazione ed indirizzandoli al lavoro ed alle arti e specialmente a quella della lana. Grazie a chi vorrà intervenire e integrare Michele
  13. Si è lei, ed in prossimità dell orecchio, il taglio è la bocca della gorgone, con la classica lingua che esce...👍
  14. Per me è una G capovolta e Y, la moneta se non ricordo male...è passata a un asta qualche settimana fa. Con questo accoppiamento...nel 1619, non era censita.
  15. VALTERI

    Roma dopo l’ Impero

    Ripropongo dal post di apertura, il medaglione aureo di Teodorico : mm. 33 x g. 15,32 (compresa chiusura saldata al rovescio) Già in coll. F. Gnecchi, dal 1923 al Museo Nazionale Romano
  16. Grazie. Ciao Purtroppo questo è un souvenir. La moneta è falsa, per i turisti.
  17. Buonasera a tutti, ho appena spento il PC per il telelavoro, credo sia ora di rilassarsi un po' in attesa della cena, ringrazio tutti per la partecipazione a questa discussione, complimenti per le vostre bellissime monete, Beppe, @giuseppe ballauri, sui Cavalli mi inviti a nozze, sia perché amo i Cavallini Aragonesi e sia perché allo stesso modo amo gli altri Cavalli Napoletani, senza disdegnare i cavallotti che pure mi intrigano. Ritornando alla tua richiesta sul perché della moneta Chiamata Cavallo, ti riporto la spiegazione che ne fa Wikipedia, che non si discosta da quanto riportato nei libri. Il cavallo è una moneta di rame emessa per la prima volta nel 1472 da Ferdinando I per Napoli e per la Sicilia. Al dritto portava la testa del re ed al rovescio un cavallo passante. Dal XIII secolo, la quantità d'argento nelle monete del regno andava facendosi sempre più scarsa, fino a raggiungere la proporzione di 1/16 d'argento per 15/16 parti di rame o anche 7/360 parti argento per 353/360 di rame con la sesta emissione di denari d'argento da parte di Federico II. Siccome i denarelli aragonesi erano coniati con una scarsa proporzione d'argento[3], e quindi considerevole il guadagno che la Regia Curia traeva da quella sleale monetazione, nel Reame e negli stati circonvicini era comune pratica falsificare le monete. Dietro la protesta dei pubblici ufficiali destinati a riscuotere le imposte del reame, che si lamentavano dello scarso valore della moneta, Ferdinando I, dietro consiglio di Orso Orsini duca d’Ascoli, bandì che fossero vietati i denari di biglione e che si coniassero, invece, monete di puro rame, grosse quanto le antiche medaglie, ossia mezzi carlini degli Angioini[5]. Sulle monete di rame, essendo scarso il guadagno, i falsari non troverebbero utilità alcuna nel coniarle. Ordinava inoltre Ferdinando che, da una parte di detta moneta fosse ritratta la sua effigie, e che, dall'altra si ponesse "una qualche digna", come proposto dal Conte di Maddaloni, Diomede Carafa. Venne quindi rappresentato un cavallo, con attorno l'epigrafe ÆQVITAS REGNI.Dodici cavalli avevano il valore di un grano. I cavalli di Ferdinando I d'Aragona furono coniati nelle zecche di Amatrice, Aquila, Brindisi, Napoli e Sulmona. Il nome rimase poi a monete dello stesso valore anche se i tipi erano diversi come, ad esempio, quella battuta da Carlo VIII nel 1494. Dopo l'iniziale successo dei cavalli, il dominio aragonese e la discesa di Carlo VIII su Napoli portarono ad una facile concessione di zecca ed una conseguente perdita di peso della moneta che ne cagionarono ben presto il discredito. Con la perdita del suo valore, il cavallo fu abolito nel 1498 e sostituito con il "doppio cavallo" o sestino da Federico d'Aragona. In seguito, nel 1626, sotto Filippo IV di Spagna fu nuovamente emesso il cavallo per breve tempo. I multipli (da 2, 3, 4, 6 e 9 cavalli) furono invece emessi fino a Ferdinando IV. Il 1804 fu battuta l'ultima moneta da tre cavalli ed i cavalli non furono più emessi: al loro posto il tornese del valore pari a 6 cavalli. Saluti Alberto
  18. mazzarello silvio

    Denario Suberato

    Ciao questo conferma ancora di più la "tesi" che i suberati erano emissioni ufficiali, come ho detto in precedenza non si spiegherebbe l'usura che si riscontra su molti suberati, e la loro continua circolazione, vi posto il mio che come quello di @Illyricum65 risulta più leggero del denario ma in linea con quello postato visto la maggior perdita di argento. E' ormai assodato che le monete pagate a Giuda fossero shekel in quanto una volta restituite furono usate per comprare un terreno dove seppellire gli stranieri, e da studi il prezzo di tale terreno corrisponderebbe a circa quel valore,cimitero che esiste ancora oggi. Silvio
  19. Illyricum65

    Denario Suberato

    Buongiorno, in luce all’interesse che stimolano i “tribute penny” di cui segnalo due recenti discussioni: https://www.lamoneta.it/topic/184083-tribute-penny/?tab=comments#comment-2053129 e https://www.lamoneta.it/topic/183882-retribution-penny-augusto/?tab=comments#comment-2051152 e anche quello sempreverde relativo ai suberati in ottica didattica vi segnalo un esemplare che presenta entrambe le caratteristiche. Dapprima un esemplare da confronto di buona qualità: Tiberius “Tribute Penny” AR Denarius. Rome Mint 14-37 AD. Obverse: TI CAESAR DIVI AVG F AVGVSTVS Laureate head of Tiberius right. Reverse: PONTIF MAXIM Livia enthroned right holding branch and scepter, legs of chair ornamented, single line below. References: RIC 30. Size: 19mm, 3.85g. Numismatic Notes: Virtually as-struck and nearly FDC! Lustrous and incredibly beautiful example of this famous type! This is the "tribute penny" mentioned in the bible! Absolutely stunning in every regard! https://www.vcoins.com/it/stores/romae_aeternae_numismatics/136/product/tiberius_tribute_penny_silver_denarius_seated_livia_ric_30_about_fdc_lustrous/665736/Default.aspx Ed ora l’esemplare suberato: legenda congrua, caratteri compatibili, dati fisici compatibili come diametro ma calante come peso: 2,6 g!!! Notate i rilievi consumati: ha circolato per un bel po’! Un suberato di buona qualità come tanti che probabilmente giacciono nei nostri vassoi scambiati per “denari un po’ leggeri” … Interessante pezzo, no? Ciao Illyricum
  20. ZuoloNomisma

    4 Soldi Pio IX 1868

    Ciao, moneta comune, purtroppo in cattivo stato di conservazione con numerosi graffi, colpi sul bordo e segni di sporcizia/corrosione al dritto. Direi MB. In queste condizioni il valore è davvero di pochi euro. Ti allego le foto di 3 esemplari passati in asta, rispettivamente BB, SPL e FDC rame rosso, così per farti l'occhio. Michele P.S.: toglilo dal cartoncino, almeno te lo giri in mano bello libero!
  21. Un caro saluto a tutti, Condivido il nominale più piccolo coniato nel 1790, il 3 Cavalli Ho scelto il più rappresentativo fra le varianti: il busto diverso. Partecipate e condividete, dimenticando per pochi minuti i problemi che stiamo vivendo. Rocco.
  22. giuseppe ballauri

    Monete Contemporanee Estere (dal 1900 a oggi) parte III

    REGNO D'ITALIA - BUONO DA L. 2 - ESPOSIZIONE DI MILANO - 1928
  23. Illyricum65

    Denario Suberato

    Ciao, in effetti certi testi parlano di "monete d'argento" e altre di sicli. ... Allora uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento.Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo. (Matteo 26, 14-16) Nel libro di Zaccaria, al profeta viene pagata la stessa somma per il suo compito quotidiano di pastore: Poi dissi loro: “Se vi pare giusto, datemi la mia paga; se no, lasciate stare”. Essi allora pesarono trenta sicli d’argento come mia paga. Ma il Signore mi disse: “Getta nel tesoro questa bella somma, con cui sono stato da loro valutato!”. Io presi i trenta sicli d’argento e li gettai nel tesoro della casa del Signore. Poi feci a pezzi il secondo bastone chiamato Unione per rompere così la fratellanza fra Giuda e Israele. (Zaccaria 11, 12-14) Nel libro dell’Esodo, invece, trenta pezzi d’argento era il prezzo di uno schiavo che veniva ucciso: Se il bue colpisce con le corna uno schiavo o una schiava, si pagheranno al padrone trenta sicli d’argento e il bue sarà lapidato. (Esodo 21, 32) Tenendo conto di questo, Giuda ha tradito Gesù per denaro? Si può solo teorizzare, ma quello che è evidente è che trenta monete d’argento erano un compenso ben misero per il grande male che hanno provocato, come Giuda ha poi tragicamente capito. Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì infatti amaramente di ciò che aveva fatto. Restituì le trenta monete d’argento ai sommi sacerdoti e agli anziani, dicendo “Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente”, ma quelli dissero: “Che ci riguarda? Veditela tu!”. Egli allora gettò le monete nel tempio e andò a impiccarsi (Matteo 27, 3-5). https://it.aleteia.org/2017/04/12/valore-attuale-30-monete-argento-giuda/ Ciao Illyricum
  24. Belle monete caro @giovanni0770! In particolare la Piastra 1790 te la invidio un pò... perchè è bella e mi manca. Poi è considerata C ma da quando mi interesso di Monete di Napoli, non è che se ne vedano molte ( forse perlomeno un NC ci starebbe, cosa ne pensate ?). Ciao Beppe
  25. Concordo che possa trattarsi di un denaro di Federico II come già detto da @Caio Ottavio , ho provato a riscrivere la legenda del R/. Chiedo scusa per il pessimo risultato, ma non sono molto bravo in queste tecniche di disegno.
  26. nikita_

    Le monete piu' grandi della vostra collezione

    E siccome le caselle più grandi dei miei box contenitori misurano max mm 45 x mm 45, questa rettangolare da mm. 47 l'ho dovuta inserire in posizione obliqua Si, ho ancora i cartelline con la dicitura in lire… ci sono molto affezionato.
  27. grigioviola

    Denario Suberato

    La nota relativa al Tribute Penny fa riferimento al passo evangelico "date a Cesare quel che è di cesare e a Dio quel che è di Dio". Incastrando cronologia della vita di Cristo e imperatori regnanti, il denario che mostrò Gesù durante questo suo famoso discorso è stato tradizionalmente identificato con il denario emesso a nome di Tiberio. Una emissione tutto sommato comune o non così rara, ma che proprio per la sua "identificazione/connessione" con il passo evangelico riscuote sempre un gran successo commerciale con la conseguenza che il suo prezzo è figlio diretto della legge domanda/offerta
  28. Aggiungo altre nozioni al nostro piccolo fiorentino. Avendo valore 1 denaro era la dodicesima parte del soldo, che nella metà del 1200 era il fiorino di argento. il titolo dell'argento del Fiorino era di 906,2 per mille, mentre il denaro era in mistura con titolo dell'argento 156,25 per mille. Qui di seguito posto le due monete a confronto, apprezzerete che in quell'epoca era la quasi perfetta riduzione della moneta d'argento, cosa che successivamente non avverrà più, o almeno non sempre. Saluti Marfir
  29. @Malikalkamil, ti consiglio di seguire questa discussione dove troverai, almeno lo spero, testi per le monete di tuo interesse. https://www.lamoneta.it/topic/185875-bibliografia-numismatica-meridionale/
  30. Ciao, quello che hai postato è un ottimo gigliato emesso da Roberto d'Angiò e, quindi, contemporaneo e non postumo. Presenta nel campo del diritto un giglio, allegoria di prescrizione voluta dal Re per garantirne l'autenticità e la bontà. Altri simboli che possono trovarsi sono una ghianda, un anellino, un globetto, una mano che porge il fiore ed altri. I postumi hanno un flan più ampio, figure meno definite e, usualmente, la legenda Robert. Tra le varie pubblicazioni, ti consiglio questa:
  31. Ciao a tutti, Questa è la mia 1798 con 9 torrette, arco chiuso e sottocorona rigato. Non sarà in alta conservazione ma le sue particolarità la rendono interessante. Saluti a tutti, partecipo poco perchè ho una "giovane" collezione, ma vi leggo sempre con piacere.
  32. Condivido in un'unica immagine tutti i Grani Cavalli del 1790. Penso sia l'unica serie finita....
  33. nikita_

    Le monete piu' grandi della vostra collezione

    Quando la vidi la prima volta l'ho voluta a tutti i costi, più che altro perché delle isole Tonga ancora non avevo nulla e per il suo formato, una moneta quadrata è inusuale ma piuttosto frequente, una moneta rettangolare è invece strana assai, in special modo se coniata per la circolazione. Questa moneta nonostante l'ampiezza non è proprio pesante (16 grammi), ma in compenso è molto "larga", posso indicare l'area della superficie oltre 13 cm2 1 pa'anga in rame/nickel delle isole Tonga - mm. 47 x mm. 28
  34. Cinna74

    Sterline e multipli nelle nostre collezioni

    Cari amici sovranofili, in questo momento di tensione e cattivi pensieri, provo a portarvi un po' di distrazione. Vi presento l'ultimo ingresso in collezione. Come al solito vi mostro le foto del venditore; esse mi hanno incuriosito e portato a considerare l'acquisto attraverso le foto dell'ente certificatore. Infine vi mostro le foto fatte da me in questi giorni di nullafacenza. foto venditore foto ente mie Da tempo cercavo una Vittoria giovane e San Giorgio con questi capelli. Che ve ne pare? Pareri sul grading (chi la conosce si astenga)? Buon pomeriggio.
  35. "Il Conclave, radunatosi in seguito alla morte di Innocenzo XII, durò dal 9 ottobre fino al 23 novembre 1700. I cardinali, in numero di 57, il giorno stesso che ebbero ricevuta la notizia della morte di Carlo II, re di Spagna (che morì il 1° novembre 1700), si affrettarono unanimi ad eleggere in nuovo Papa nella persona di Giovanni Francesco Albani, che si volle chiamare Clemente XI in onore del quarto Pontefice, di quel nome, del quale in quel giorno ricorreva la festa. La sua incoronazione seguì l'8 dicembre". [E. Martinori, "Annali della zecca di Roma"]. Sede Vacente 1700, Testone , Roma (Munt. 4, CNI 5). D/: Stemma a targa semiovale (Card. G.B. Spinola) SEDE ^ VACA _ NTE ^ MDCC R/: Colomba radiante e ascendente sopra semicerchio di fiammelle . PARACLITVS . ILLVMINET . Es: .ROMA. T/: Liscio Peso 8.91 g. Ciao a tutti, in questo periodo di "sospensione" ho pensato di condividere con voi questo testone di Sede Vacante. Si tratta di una moneta estremamente rara e questo esemplare presenta una conservazione gradevole, con un'usura omogenea ma che non ne inficia l'aspetto complessivo. Si presenta corredato da una piacevole patina e soprattutto è privo di appicagnoli o montature, molto frequenti come é noto nelle monete con l'ombrellino. La legenda al R/ "Il Paracleto ci illumini" è un'invocazione al conclave tratta dall'Orazione del Mercoledì delle 4 Tempora. Ogni Vostro commento e integrazione è come sempre gradito. Michele
  36. Mi stanno piacendo anche questi piccoli tornesi, approfitto per mostrarvi i miei due esemplari, un 1617 senza nulla sotto l'ara e ciò che resta di un 1618 (del cui rovescio, purtroppo, non sapremo mai nulla...).
  37. E con questa ho terminato il 1928, come ho già detto, gli spagnoli dopo quest'ultima emissione hanno stampato nuove banconote a partire dal 1931, quindi ci vediamo lì... 100 Pesetas 15 agosto 1928
  38. Adelchi66

    Roma dopo l’ Impero

    Notare il cranio a "torre" tipico delle elites gote, ottenuto tramite bendaggio stretto in età infantile.
  39. villa66

    Le monete piu' grandi della vostra collezione

    I wondered when someone would post a Tongan rectangle. These are coins with wide appeal—and never more than the day I got my own pair—in West Germany on the day (in 1985) remembered below. -------------------------------------------------------------- x: This 1894 Jersey 1/12-shilling was one of the several beautiful Jersey coppers bought in Saarbrücken the day I spent all my money. Was very lucky to have had a round trip train ticket. When I finally stumbled out of the coin shop into the light I didn’t even have money enough for lunch. Had been walking around the city looking at the sights during a layover between trains on my way to Luxembourg when I accidentally found the perfect coin shop at the perfect time (the dollar bought 3.40DM, and I had a bunch). Some layover. Had to hop the next Zug back to base. Was fortunate never to find that shop open again. And I checked, five or six times more, on my way to Luxembourg or to Paris. (85) v.
  40. Vedo anche un bel puntino da compasso sull'orecchio del Re...Fonti autorevoli affermano che Maradona si sia ispirato alla tua moneta per lanciare la moda dell'orecchino per uomini 🤣
  41. Caio Ottavio

    Croce patente

    Salve @isaia_67, penso si tratti di questo: Regno di Sicilia. Federico II imperatore (1220-1250). Denaro in mistura coniato a Brindisi nel 1228. D/ + . F . IMPERATOR, croce patente. R/ + . R . IERSL' ET . SICIL' . nel campo, grande F. Rif.: Spahr, I, p. 198, n° 116. Moneta comune. Ti allego la foto tratta dal web di un esemplare in conservazione migliore per un confronto.
  42. Giacomo Majorca, Numismatica sicula. Le monete di corso sino al 1860.
  43. Rocco veramente bei pezzi...con queste ho esaurito l'anno 90!!!!la piastra mi piace particolarmente per il modulo largo!
  44. Condivido il Grano Cavalli più bello che ho in Collezione: Il 1790 AP
  45. dracma

    Metaponto statere

    Ringrazio tutti gli utenti per le bellissime foto postate e per l'interessante discussione. Lo splendido esemplare RN, XIX, 202 segnalato da @VALTERI presenta inequivocabilmente l’iscrizione e non certamente , come erroneamente riportato nella scheda del pezzo. La moneta è tratta dalla coppia di coni n. 500 della classificazione Noe-Johnston e si colloca all'interno della classe VIII (350/40-340/30 a.C.), che comprende due serie parallele con testa di Demetra/spiga contrassegnate al R/ da simboli o lettere, con numerosi incroci di coni. Ai 4 esemplari noti al Noe (Berlino, Milano, coll. Newell e coll. Greene) si aggiungono ora quelli di CNG, MbS 82, 16.9.2009, 202 e RN. Il riferimento a Rutter 1537 di RN non è errato ma nel contempo risulta generico perché lo studioso vi include ben 5 coppie di coni (nn. 496-500 Noe-Johnston). Più corretta la classificazione come ANS 376 riportata da CNG. Su tutti gli esemplari provenienti dalla combinazione n. 500 si rileva un danneggiamento progressivo dei coni, visibile sia al al D/ (RN) sia con maggiore incidenza al R/, in corrispondenza della sezione superiore destra della spiga e/o sulla foglia (CNG). CNG, MbS 82, 16.9.2009, 202 (ex coll. Colin E. Pitchfork) Il conio di D/ della coppia di coni n. 500 batte i nn. 497 e 499 Noe-Johnston incrociando due rovesci differenti per disposizione della spiga (con foglia a d. sul n. 497; a s. sul n. 499), forma e collocazione dell’etnico ( a s. sul n. 497; a d. sul n. 499) e presenza della sigla (n. 497). Una posizione intermedia occupa invece la coppia n. 498, certamente opera dello stesso incisore delle serie con KPI. Un esemplare della coppia n. 499 è presente tra le monete del ripostiglio rinvenuto nel 1937 a Paestum (IGCH 1925). Noe 497 - CNG, EA 409, 8.11.2017, 23 (ex UBS 45, 15.9. 1998, 91) Noe 498 – CNG, 100, 7.10.2015, 1244 Noe 499 - Dr. Busso Peus Nachfolger, 380, 2004, 109
  46. vathek1984

    I Rajah bianchi di Sarawak

    1 - Iniziamo dalla fine: Il 1 luglio del 1946, Vyner Brook, l'ultimo Rajah bianco, decise di cedere il paese all'Inghilterra in quanto non si riteneva più in grado di poter rimediare, da solo, alle devastazioni causate dalla II Guerra Mondiale e dall'occupazione giapponese. Nel dicembre 1941, infatti, i nipponici occuparono Sarawak avendo facilmente la meglio sul piccolo esercito personale del Rajah (i c.d. Ranger), il quale peraltro, durante l'invasione, si trovava in visita di stato in Australia. Vyner Brooke riuscì a tornare a Kuching, la sua capitale, soltanto nell'aprile del 1946 e, ben presto, decise di abbandonare definitivamente il governo rendendo Sarawak una colonia britannica. Probabilmente, oltre alla mancanza delle risorse finanziarie necessarie per la ricostruzione, Vyner Brooke prese questa decisione poichè già anziano, privo di figli ed allettato dal ricco vitalizio che ebbe in cambio dall'Inghilterra. In seguito il nipote, Anthony Brooke, forte dell'appoggio del Concilium Negri (il parlamento di Sarawak) dichiarò di non voler riconoscere la "cessione" all'Inghilterra e scoppiarono gravi disordini, tuttavia, alla fine, fu costretto ad abbandonare il paese, anche se continuò per anni a considerarsi il legittimo Rajah in esilio. (Charles Vyner Brooke - Rajah di Sarawak 1917-1946)
  47. Buonasera, niente di segreto, personalmente non ho trovato nulla a riguardo però la mia piccola ricerca in tal senso mi ha portato a credere, magari anche con l'aiuto di un po' di fantasia, che possa essere la famosa torre di capodiferro fatta costruire da Pandolfo I ° "capodiferro" nel X secolo sulla foce del Garigliano nei pressi di Sessa Aurunca in provincia di Caserta, e fatta brillare dai tedeschi nel Dicembre del 1943... https://it.m.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Capodiferro Parecchie delle torri di confine del regno sono andate distrutte con il passare del tempo e di alcune di esse non si conosce tutt'ora l'aspetto che avevano e quindi potrebbe essere che tra queste ci sia stata proprio la torre che ora vediamo raffigurata sui rovesci di queste monetine... Considerando la torre curva e quella dritta si potrebbe pensare anche a due torri differenti..
  48. L. Licinio Lucullo

    Bronzi di Oppius

    Emissione anomala e discussa. Sono attestati sei ritrovamenti sicuri (Cilicia, Puglia settentrionale, Corsica, Lussemburo e due a Roma) più un mezzo bronzo rinvenuto in Svizzera, dubitativamente ricondotto a questa emissione. Crawford (che elenca questi bronzi al termine del suo corpus dubitando non solo di data e luogo e di emissione, ma persino se sia una emissione romana) propone dubitativamente l’attribuzione a Q. Oppio governatore della Cilicia nell’88, unico magistrato repubblicano noto con questo nome, osservando che a Laodiceia, dove forse era basato Oppio, fu coniato nel I sec. un bronzo con analoga raffigurazione al D/. Peraltro la doppia cornucopia (cui potrebbe ispirarsi il vassoio di frutta al R/) è iconografia ricorrente nelle emissioni di Laodiceia. Grant ritiene invece che la presenza del capricorno atetsti una dtazione in epoca augustea, ma si tratta tuttavia di una allegoria di Pan (già simbolo di Tanaquilla, moglie di Lucio Tarquinio Prisco): narra infatti Esiodo che quando gli dei fuggirono in Egitto, terrorizzati per l’attacco portato dal titano Tifone contro l'Olimpo, si nascosero trasformandosi in animali e Pan, che già aveva corna da capra, si trasformò in pesce dalla vita in giù. Dopo la definitiva vittoria Zeus gli concesse di immortalare questo suo aspetto nella volta stellata per ricompensarlo del del fatto che il suo urlo terrificante, facendo cadere in uno stato di timore “panico” Delfine sorella di Tifone, aveva permesso a Ermes di recuperare da lei le forze del re degli dei. Alföldi, Woytek e Marta Barbato (The Coins of Clovius and Oppius, Royal Numismatic Society 2015) propendono invece per un’emissione occidentale, forse anche Roma, e associano questa emissione a Cr. 476/1, osservando che si tratta delle prime emissioni in oricalco, hanno tipologie simili (fra l’altro, entrambe presentano un orientamento assiale a ore 12) e recano rispettivamente l’intitolazione PR/PRAEF. In particolare, Woytek interpreta PR(aetor) e data l’emissione a Roma nel 46, quando i petori furono incrementati da 8 a 10 e un altro di essi Irzio, emise un aureo (Cr. 466/1), osservando che anche nel 45 furono emessi un aureo e una moneta in oricalco, probabilmente però a opera dei prefetti (Cr. 475/1 di Planco, praefectus urbi, e Cr. 476/1 di Clovio, forse praefectus aerario). Alföldi invece legge PR(aefectus) e ritiene che nel 45 due prefetti furono incaricati di battere oricalco, Oppio e Clovio. La Barbato osserva che i ritrovamenti delle due monete in oricalco seguono gli spostamenti degli eserciti e ipotizza che Cesare nel 46 o nel 45 abbia ordinato di battere l’oricalco (forse proprio a Roma) per rendere più appetibile un pagamento delle legioni con bronzo anziché argento (anticipando l’analoga riforma adottata da Augusto con i sesterzi). Per McCabe si tratta di dupondî, essendo in oricalco.
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