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Showing content with the highest reputation on 03/30/2020 in all areas

  1. Inutile negarlo : la sera sul tardi con i figli a letto ho tempo. Senza lavoro e con un po' di tempo per sé guardando la TV tra qualche film e programmi d'informazione sul problema attuale mi piace anche leggere online qualcosa di storia. Così ieri sera ho letto della peste che colpì il nord Italia tra il 1629 - 1631. In particolare Venezia, soprattutto nel 1630. Così non potevo non legare quanto letto alla nostra cara passione. Guardo i dogi di quel periodo, nell'ordine Giovanni I Corner, Nicolò Contarini e Francesco Erizzo. Quindi per passare meglio e un po' serenamente il tempo anche con voi ecco uno scudo di buona qualità del Corner che certamente circolava in laguna ( magari altrove anche... ) in quei tragici giorni in cui noi oggi ci possiamo in parte sentire accumunati.
  2. Molto di quello che dici è corretto, ma non parlerei di damnatio memorie sulle monete. I carrarini di Iacopo II e del fratello Iacopino ebbero modo di circolare liberamente per molti anni assieme alle monete veneziane e sono così finiti in molti ripostigli, mentre a Padova erano già spariti negli anni Sessanta. Mi risulta che solo i Gonzaga misero al bando queste monete, mentre Venezia si limitò a stabilire un peso minimo per gli esemplari in circolazione. Diverso è il discorso per Francesco I: i suoi carrarini furono molto più abbondanti, ma Venezia li mise al bando nel 1379 e infatti nei ripostigli di monete veneziane si trovano quasi sempre le prime emissioni, non le ultime. Poi fu lui stesso a rifondere milioni di carrarini per fare i carraresi, e poi anche i carraresi per fare i quattrini (che anche oggi sono monete comuni). Francesco II, a sua volta, fece rifondere carrarini, carraresi e quattrini per riattivare la zecca, ma le sue coniazioni furono molto meno consistenti di quelle del padre e nel 1404 le monete carraresi furono nuovamente bandite dai territori della Serenissima e quindi entrarono con più difficoltà nei ripostigli del Triveneto e dell'Adriatico. Quella che invece è documentata è la damnatio memorie degli stemmi carraresi a Padova e nel distretto. Molti stemmi furono scalpellati via, ma non sembra che i padovani siano stati molto solerti in questo lavoro. Venezia fu costretta a insistere su questo punto, ma con risultati non definitivi. Pensate ad esempio alla Tempesta di Giorgione, dipinta un secolo dopo la caduta dei Carraresi: sulla porta della città di Padova sullo sfondo si vede ancora affrescato un carro rosso.
  3. Bellissime monete ....
  4. Agricola

    Un giovane sfortunato

    Valerio Romolo nacque a Roma nell’ anno 294 e vi mori’ , pare per una disgrazia , nel 309 , fu il figlio di Massenzio e di Valeria Massimilla , figlia dell' Imperatore Galerio . Romolo , di cui conosciamo il volto tramite le non comuni monete emesse postume dal padre Massenzio , ebbe a causa della giovane età in cui morì , aveva solo 15 anni , il titolo di clarissimus puer da bambino e in seguito quello di nobilissimus vir . Ottenne poi il consolato con il padre nel 308 e nel 309 ; il fatto che Massenzio sia stato Console da solo per l' anno 310 , fa ritenere con buona certezza che Romolo sia morto nel corso dell’ anno 309 ; la causa della morte per tradizione si attribuisce ad affogamento nel Tevere , ma potrebbe essere una trasposizione della morte di Massenzio anch’ essa dovuta allo stesso motivo , non si puo' escludere pero’ che Massenzio volle morire volontariamente dopo la battaglia persa contro Costantino allo stesso modo del figlio . Per commemorare in eterno la morte dell’ amato Romolo , su cui aveva basato la dinastia , Massenzio seppellì il figlio nel Mausoleo accanto al Circo fatto costruire lungo la Via Appia dove sorgeva anche la propria Villa extra urbana . Valerio venne divinizzato e nel Foro Romano gli fu dedicato un Tempio , ma non tutti sono d’ accordo sulla funzione di questo Tempio , infatti in origine venne costruito come vestibolo circolare di accesso al Tempio ella Pace , ma dopo l' abbandono del complesso imperiale , Massenzio , secondo una tradizione medievale , lo riutilizzò come Tempio dedicato al figlio , Valerio Romolo , prematuramente scomparso nel 309 e divinizzato . In seguito , quando un' aula del Tempio della Pace venne trasformata nella Basilica dei Santi Cosma e Damiano nel VI secolo, fu utilizzato come vestibolo della Chiesa , e’ cosi’ come lo vediamo oggi . Massenzio costrui’ sulla Via Appia un grande complesso edilizio nel quale erano compresi una Villa , un Circo e un Mausoleo dinastico , sullo stile del Mausoleo di Augusto , nel quale trovo’ riposo il figlio Romolo e sul quale Massenzio aveva riposto speranze di una sua discendenza imperiale , sogno che non si realizzo’ in quanto Costantino quando entro’ in Roma all’ indomani della vittoria ai Saxa Rubra , stermino’ tutte le parentele di Massenzio , amici e sostenitori e forse qualche suo figlio illegittimo . Nel Mausoleo venne ritrovata in loco nel 1825 , in frammenti , la lapide con iscrizioni dedicate a Romolo ed oggi conservata nell’ Antiquarium della Villa , purtroppo la scritta sopravvissuta e’ circa la meta’ del totale , quella rimasta recita : Divo Romulo n m v cos or….I filio d n Maxenti invict vi…..Aug nepoti t divi Maximiani sen oris ac che integrata con le parti mancanti dice : Divo Romulo nobilissimae memoriae viro consuli ordinario I I filio domini nostri Maxenti invicti ac perpetui Augusti nepoti divi Maximiniani senioris et divi Maximiani iuniloris ac bis Augusti . In foto alcune postume monete follis di Romolo emesse dalla zecca di Ostia e di Roma , una foto del cosi' detto Tempio di Romolo nel Foro e due foto dei ruderi interni del Mausoleo e la planimetria della zona archeologica di Massenzio con lo stato attuale del mausoleo somigliante a quello di Augusto .
  5. El Chupacabra

    Il trittico 50 Lire 1990

    Riordinando le Lire...
  6. Buonasera ragazzi, Ogni tanto mi piace metterle una sull'altra..... Voi non lo fate?
  7. Bene, dai! Riprendiamo. Concluso definitivamente il capitolo riguardante i talleri di convenzione, quest'oggi ci concentreremo sui 2/3 di tallero. Di questa moneta esistono ben 4 tipologie. A parte forse la prima tipologia, si tratta di monete tutto sommato non particolarmente rare. Sinceramente, non è nemmeno difficilissimo trovarle in alta conservazione. Ora, trattandosi di 2/3 di tallero, potreste facilmente immaginare che si tratti di monete in argento 833,33 millesimi dal peso di circa 18,71 grammi (ovvero 2/3 del peso del tallero precedentemente considerato). Sarebbe, in effetti, un ragionamento logico, non trovate? E, invece, no! Fosse così semplice avremmo già finito qui per oggi 😅 Difatti, cambia sostanzialmente tutto: zecca, peso e purezza del metallo. Tutte e 4 le tipologie di 2/3 di tallero vennero coniate a Clausthal. Si tratta di monete in argento 994 millesimi e dal peso di 13,08 grammi. Ma, allora, qualcosa non quadra. Difatti, se facessimo un po' di calcoli, noteremmo che la quantità d'argento puro contenuta non corrisponde affatto ai 2/3 del tallero finora considerato... Vediamolo insieme: 2/3 x 28,06 grammi x 0,8333... = 15,59 grammi (di puro argento). Quindi, per essere conforme, il 2/3 di tallero dovrebbe contenere 15,59 grammi di argento puro, mentre, invece, ne contiene solo 13,00 (13,08 x 0,994). Molto probabilmente in questo momento sarete perplessi. Vi chiederete come ha fatto un popolo così preciso come quello tedesco a sbagliare dei calcoli del genere... In realtà, la spiegazione è tanto semplice quanto assurda. Il metodo ponderale usato come riferimento a Clausthal era diverso da quello usato a Cassel (luogo di coniazione del tallero di convenzione). Come ricorderete dal “X eine feine mark”, a Cassel servivano 10 talleri per raggiungere il corrispettivo peso in argento puro di un marco. Qui a Clausthal, invece, si fa riferimento al sistema in uso a Lipsia, in cui servivano 12 talleri per ottenere un marco. In altre parole, il "2/3" è riferito al tallero di Lipsia e non a quello di Cassel... Ora, sicuramente, vi starete sicuramente chiedendo il perché di tale scelta. Perché utilizzare all'interno di uno stesso regno due sistemi così diversi ed incompatibili? Qui dobbiamo riprendere un po' in mano la Storia: durante le guerre napoleoniche, gli stati tedeschi subirono una serie di mutamenti repentini. Il Sacro Romano Impero Germanico, esistente fin dal lontano 962 d.C., venne definitivamente sciolto a seguito della vittoria ad Austerlitz e del conseguente trattato di Presburgo (1806). Al suo posto fu istituita la cosiddetta Confederazione del Reno, di cui facevano parte 16 stati. Questi divennero, sostanzialmente, dei vassalli dell'Impero francese, di cui Napoleone si impegnava ad essere loro protettore. Un altro grande stravolgimento si ebbe nel 1807, a seguito della pace di Tilsit. Qui nacque il nostro amato regno di Westphalia, il quale comprendeva territori persi dalla Prussia, il Ducato di Magdeburgo, l'Elettorato di Hannover, il Ducato di Brunswick-Lüneburg e l'Elettorato di Assia-Cassel. Popoli che, magari, fino a qualche mese prima si facevano guerra tra di loro ora si trovavano sotto un unico regno. Potete, dunque, immaginare le grandi differenze culturali, le enormi “contraddizioni” insite all'interno della piccola Westphalia: c'era chi preferiva la monetazione decimale filo-francese, chi usava ancora quella pre-decimale, chi si basava sul sistema di Lipsia, ecc. Quindi, scelte apparentemente illogiche e senza senso vanno sempre considerate in relazione alle vicende storiche del periodo. Altrimenti, ridurremmo il tutto ad una sterile descrizione di monete, senza mai comprendere il perché. Bene. Credo che per oggi possa bastare. La prossima volta osserveremo nel dettaglio le singole tipologie. Mi scuso per essermi dilungato forse eccessivamente, ma credo che questa introduzione fosse essenziale per capire che cosa abbiamo di fronte. Avrei voluto almeno iniziare a guardare la prima tipologia ma credo sia meglio fermarci qui per non appesantire troppo questa prima parte.
  8. Sul Carrarino, visto lo spunto offerto da @Arka sulla M, con 2 II, mentre quello di Andrea @ak72 presenta la barretta in leggera diagonale, unisco il mio che la "gambetta" la presenta completamente dritta. Scusate la scarsa qualità delle foto, ma queste ho ancora in archivio. Durando la quarantena, magari mi decido a prendere dalla cassetta di sicurezza le monete e rifotografarle tutte, o quasi. 😄
  9. Pezzo stupendo. Complimenti Rocco. La mia migliore di quel periodo non arriva a tanto.....
  10. 1 e 2 ... l'inizio ...quanto tempo ... ora di Aquileia ne ho 267.
  11. Ringrazio @ZuoloNomisma per le parole di incoraggiamento. È da un po' che pensavo a come impostare una discussione che potesse essere interessante e al tempo stesso di aiuto per i collezionisti che sono alle prime armi in questo settore. Speriamo di continuare così... Arka Diligite iustitiam
  12. Allego il mio. Da foto non rende la meravigliosa patina.
  13. Stavo riguardando i miei pezzi...trovo questa particolarmente interessante...le mezze piastre hanno sempre il loro fascino.
  14. Le mie "la numero uno", acquistate da Gaudenzi, negozio che si trovava sotto le torri di Bologna, quarant'anni fa.
  15. La prospettiva proposta in quell'occasione era da terra e un po' più a sinistra di questa foto, con il ponte di legno che corrisponde a quello che vedi in basso a sinistra in pietra (Ponte della porta di San Tommaso) e la cupola della chiesa dei Carmini sullo sfondo.
  16. Non trovo più le foto che ho fatto, allego da sito web:
  17. Crine

    PHOCAS

    Leggerò certamente il doc gratuito che hai postato sopra e quello tuo @azaad trovo affascinante la storia e la monetazione Bizantina (anche se non mi piace chiamarla così, è un nome posticcio dato qui in occidente per "screditarne" la loro autentica romanità, di cui erano gli unici continuatori.. Ma non saprei come altro chiamarli ed essere capito.. Romani d'oriente forse?) Tra poco più di 2 mesi per il mio compleanno ho intenzione di comprare il mio primo solido Grazie mille a entrambi!
  18. azaad

    PHOCAS

    Non sono in grado di entrare nel merito della colorazione, immagino sia dovuto sostanzialmente a una questione di foto. Tutte le caratteristiche sono coerenti con la tipologia, il colore un pò strano, se confermato dal vivo potrebbe essere dovuto ad una lega di oro non completamente pura, cosa ragionevole per una emissione di necessità o di zecca militare. Ma si parla di supposizioni. Il ripostiglio di cui ho scritto in precedenza, quello di monte Iudica, ha permesso di associare caratteristiche peculiari di una data tipologia monetaria ad un luogo. In altre parole, aver scoperto un intero gruzzolo di monete tutte con le stesse caratteristiche a Monte Iudica, permette di presumere che tutte le monete con quelle caratteristiche siano state coniate in Sicilia. Il pezzo di Varesina non viene ovviamente da quel gruzzolo. Sarà stata venduta e acquistata per anni come moneta di Ravenna, zecca incerta, o altro, fino a quando qualcuno non si è reso conto che le sue caratteristiche coincidevano con quelle della tipologia Siciliana, pubblicata in vari articoli numismatici.... e ne ha raddoppiato il prezzo di vendita. Plate 7-8 di questo link trovi una pubblicazione degli esemplari del tesoretto di Monte Iudica. http://numismatics.org/digitallibrary/ark:/53695/nnan92935
  19. Ultimo arrivo in Collezione : Pubblica 1791, differisce dal mio primo esemplare per i rami della corona d'alloro, per la grandezza della Corona e distanza sigle A P e per la data incurvata. I due pezzi a confronto.
  20. vathek1984

    I Rajah bianchi di Sarawak

    5 - La prima (ed unica) serie regolare di James Brooke. Come avrete capito, il buon James Brooke risulta fondamentale ai fini della nostra narrazione non soltanto per quanto concerne l'aspetto storico ma anche per quello numismatico. Difatti, oltre al particolare pezzo da 1 keping, commemorativo dell'ascesa al trono, di cui abbiamo già parlato, a lui dobbiamo anche la prima serie regolare emessa a Sarawak. Come evidenziato nelle immagini poc'anzi postate da @Alberto Varesi, nel 1863 furono emessi i tagli da 1/4 cent, 1/2 cent e da un cent in rame. Nello stesso anno, il Rajah, era infatti tornato in Inghilterra per importanti motivi: in quella occasione vi fu il riconoscimento ufficiale dell'indipendenza di Sarawak da parte della Gran Bretagna (che seguiva l'esempio di numerosi altri stati) e la Regina Vittoria nominò Brooke cavaliere (o meglio sir). Oltre ciò, il nostro James, colse l'occasione per ordinare la prima serie ufficiale di monete in rame dalla nota officina Ralph Heaton & Sons di Birmingham (che coniò monete anche per il neonato Regno d'Italia, al tempo di Vittorio Emanuele II). I conii furono curati da Joseph Moore, che in seguito si occupò anche delle prime monete emesse da Charles Brooke. Le monete presentano tutte lo stesso disegno, in particolare: D : Testa volta a sinistra del sovrano, con intorno la dicitura "J. Brooke Rajah"; R : Corona di alloro con al centro il valore, in alto l'indicazione dell'autorità emittente ed in basso la data; Tutti i tagli furono emessi esclusivamente nel 1863, costituiscono quindi una tipologia a sè stante e sono piuttosto rari, anche se non introvabili come il Keping. Mi piacerebbe chiudere questo capitolo con una immagine del grande Adolfo Celi, tratta dal primo sceneggiato di Sandokan, ove il rimpianto attore interpretava proprio il "cattivo" James Brooke. Va detto che la somiglianza con il personaggio storico era notevole.
  21. Una sorte di "Damnatio Memoriae" monetaria e, di conseguenza per noi, numismatica. Non ci avevo mai pensato, ma potrebbe essere fattibile. Stasera guardo tra i miei documenti, perchè come scritto nell'altro post sulle "Veneziane", vi avevo richiamato il passaggio di Cologna sotto Venezia, e questo è avvenuto anche a seguito della caduta di Padova. Ho qualcosa, forse non di specifico, ma guardo. Paolo
  22. Pare che gli ultimi 2 carraresi e soprattutto il senior fossero assai superbi e ricchi di orgoglio nel dimostrare al resto della penisola e oltralpe il prestigio e potere militare ed economico della loro famiglia. Credo che in circa 50 anni di governo di Padova le loro emissioni monetarie siano state infinitamente più abbondanti di quanto emesso da Jacopo Il in soli 5 anni. Eppure i denari di quest'ultimo sono ancora oggi abbondanti, tutta la monetazione degli ultimi 2 signori denari piccoli esclusi si vede sul mercato commerciale numismatico in quantità assai scarsa e di conseguenza risulta abbastanza raro. Mi risulta un po' dubbioso il ritenere che Francesco senior e junior non siano stati anche oggetto di una sorta di ridimensionamento e distruzione d'immagine dopo aver tanto lottato e cercato di danneggiare la Serenissima e che ovviamente questo si sia materializzato anche nel ritirare e cancellare la loro memoria nelle monete non solo perché di metallo svalutato rispetto al predecessore Jacopo Il. Oltretutto egli governo' la città proprio negli anni della pesta nera.
  23. Sì, il lavoro di Vidale è importante proprio per lo studio dei punzoni. Alla fine le varianti non sono innumerevoli, anche se parecchie. La cosa bella è che studiando i coni e i punzoni si può ipotizzare una sequenza, come fatto da Vidale. Arka Diligite iustitiam
  24. Il carrarino postato da @ottone , oltre agli anelli sul rovescio, ha anche un anello alla fine della legenda del dritto. E ha altre due particolarità. La prima è che il punzone della città è stato inciso prima di quello del busto e in posizione leggermente troppo a destra, così la spalla copre una parte della torre. La seconda sono le ruote dei due carri che, invece di essere formate da due anelli, sono formate da anelli con un globetto all'interno. Arka Diligite iustitiam
  25. Si, e chissà quante mani lo hanno accarezzato con più di qualche preoccupazione..... Posto anche il mio, cosi Marco @DOGE82 ti diamo anche tanti nuovi spunti per i Massari...... 😉
  26. @Bassi22 Grazie. Ecco un esempio di quelle piccole ''varianti'' che possono alimentare una collezione specifica. La M nelle monete di Jacopo II veniva ottenuta con due punzoni della I e aggiungendo a mano le linette di congiunzione, più o meno correttamente. In seguito vorrei tornare su questo aspetto con altri particolari che differiscono sui carrarini di Jacopo II. Arka Diligite iustitiam
  27. Questo è il mio! Non bello come il tuo ma al momento mi accontento!
  28. Infinite davvero le varianti del carrarino di Jacopo II. Moneta bella nel senso di piacevole, sempre ricercata e piuttosto comune ( non di certo però nelle sue varianti... ). Ogni volta che guardo i dipinti sulle mura di Cittadella e Castelfranco Veneto con il carro non posso non pensare a questa moneta. Di grande interesse capire meglio e avere conferme sul fatto che questo carrarino ebbe e ha ancora grande diffusione perché i veneziani dopo la lotta estenuante contro i 2 Francesco senior e junior vollero colpire e cancellare la sola loro memoria anche riguardo la monetazione mentre chi non li fece opposizione come il Jacopo II continuò ad avere i suoi carrarini in circolazione. Siete d'accordo ? Confermate ? Grazie.
  29. Ringrazio tutti gli intervenuti e coloro che hanno postato immagini delle monete. In questo modo la discussione diventa più completa e interessante. Da parte mia continuo con Padova... Signoria di Padova Jacopo II da Carrara (1345 - 1350) Grosso carrarino Argento D/ (rosrtta) CI - VI - T' (rosetta) P - AD' (rosetta), grande croce ornamentale intersecante la legenda e un cerchio di perline accantonata dalle lettera I - A e da due carri schiacciati R/ (rosetta) S (rosetta) P'SDO - CIMVS (rosetta), S. Prosdocimo nimbato seduto in trono regge con la mano sinistra un pastorale e con la destra la rappresentazione della città in un cerchio di perline, in campo a destra trifoglio Rif.: Passera 95; CNI VI, 20 La prima moneta grossa dei Carraresi è questo carrarino di Jacopo II. Questa moneta ebbe una notevole fortuna nell'area monetaria e anche fuori, come testimoniano numerosi ritrovamenti in Slovenia e Croazia. E' anche la prima moneta con simbologia carrarese. Infatti, oltre alle lettere iniziali del nome del signore, compare per la prima volta il simbolo della famiglia, il carro schiacciato.Altro elemento di novità è la comparsa del patrono di Padova, il primo vescovo S. Prosdocimo, sul rovescio. Da notare che in questo conio la lettera M è formata da due I senza le barrette di collegamento. Infine di fianco al Santo è presente come segno di zecca il trifoglio. Successivamente compare la lettera P, come nell'esemplare postato da @ak72 qualche post fa. Arka Diligite iustitiam
  30. 1929 Jugoslavia 100 Dinara Filigrana: nell'ovale: "testa del Principe Miloš" mi scuso per le foto ma sono della stessa banconota. Una con scanner e l'altra con macchina fotografica per far emergere la filigrana dell'ovale. Questa è leggermente più rara di quella postata dall'amico @Saturno
  31. 1829 Regno di Sardegna - Carlo Felice 5 Lire (Genova)
  32. 1929 Regni Unito 6 Pence "Giorgio V"
  33. Jugoslavia, 100 dinara 1929
  34. Stato della Città del Vaticano, 5 e 10 centesimi 1929 Stato della Città del Vaticano, 20 e 50 centesimi 1929
  35. Ciao, benvenuto. Hai due possibilità: 1) posti una foto nitida sia retro che verso della banconota 2) come risposta ti basta: “da 10 a 1000 euro”.
  36. Ciao Paolo, Ottima idea per la copertina del mio studio 😁 condivido la foto della famigliola: Tutto il rame di Ferdinando IV.
  37. Grazie Federico, ti leggo sempre con grande piacere. Non dico niente riguardo alle note sulle monete, ma mi permetto di fare una piccola precisazione sulla Tempesta. Non mi voglio dilungare qui, essendo un forum di numismatica, se qualcuno vuole però approfondire sono disponibile. Scrivo solo perché forse non tutti sanno delle decine di ipotesi che nei secoli sono state proposte per il soggetto (probabilmente non c'è un soggetto vero e proprio) però pochi si sono soffermati sullo stemma carrarese dipinto sulla porta. Benché il paesaggio sia ovviamente di fantasia, attualmente sono in piedi le opzioni Castelfranco, Cittadella e, se non ricordo male, Montagnana. Da notare che ancor oggi, sul soffitto interno di una delle porte d'accesso a Castelfranco, rimane traccia di affresco col simbolo dei carraresi. Questo suggerirebbe che il paesetto sia proprio la città natale del pittore, che peraltro abitava a poche decine di metri dalla porta, e non Padova.
  38. è una moneta imitativa romana di Tetrico . probabilmente con al R/. la Spes Publica
  39. ARES III

    corona virus

    Proporrei in tempo di crisi una modifica del regolamento del forum: sospensione da 1 a 5 settimane per tutti coloro che usano un linguaggio scortese e una sospensione da 1 a 5 mesi per tutti coloro che diffondano notizie false o un linguaggio razzista. @petronius arbiter potresti girare al resto dello staff questa proposta? Grazie.
  40. azaad

    PHOCAS

    In ogni caso per le zecche principali, basta che ci si faccia un pò l'occhio, e i vari solidi si riconoscono facilmente. Per esempio Siracusa e Ravenna sono zecche abbastanza facili da riconoscere. La cosa diventa difficile per le emissioni di transizione o per le zecche itineranti dietro l'esercito. Una delle emissioni più interessanti ed enigmatiche, e da poco scoperta grazie ad un tesoretto trovato in Sicilia, è un'emissione, forse di qualche zecca locale, forse di zecca itinerante con l'esercito bizantino, di solidi Siciliani di Giustiniano. In questo caso le differenze sono minime, e sono note in quanto tutte le monete trovare in un tesoretto avevano le stesse caratteristiche distintive. https://www.numismaticavaresina.it/impero-bizantino/37985/giustiniano-i-527-565-d-c-solido-zecca-siciliana-sear-328d.html Se vuoi approfondire ti consiglio il Byzantine coinage in Italy Volume I. Costa relativamente poco (io l'ho trovato a 45 Euro). E tratta le emissioni italiane da Giustiniano a Focas. Il fatto che un solo libro descriva solo meno di 80 anni e solo l'Italia può far comprendere la complessità dell'argomento.
  41. 2 primi acquisti importanti quelli di Chievolan e certo oggi certamente difficili. I 2 denari di Ludovico I della Torre sono per me non comuni e mi pare abbastanza difficili da reperire in alta conservazione. Chissà se all'epoca dell'acquisto era così.... Io quelli che ho avuto o visto sono sempre stati al massimo BB. Complimenti poi per la tua collezione e numero di esemplari davvero notevole.
  42. caravelle82

    ex 100 lire1958

    Ciao!anche per me Spl...bella veramente💪
  43. El Chupacabra

    10000 lire repubbliche marinare del 1962

    Sembrerebbe...
  44. dareios it

    dinar siracusa???

    Proprio per escludere Palermo che avevo chiesto il peso. Perchè che io sappia in Sicilia non sono state mai coniate monete cosi pesanti. Bravo Raffaele (Caio Ottavio).
  45. L. Licinio Lucullo

    Il denario scomparso di Silla imperatore

    La figura con elmo piumato fu introdotta, se ben ricordo, con un denario di circa 25 anni prima (http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G255/1 ); in epoca sillana ebbe fortuna e fu riproposta (http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G285/1; http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G257/1). Fu adottata anche per la Virtus, oltre che per Marte (http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G163/1) La prassi di contrapporre un denario a quello della parte avversa, con iconografia simile, è nota alla monetazione repubblicana: basti ricordare la moneta romana ( http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G175/1 ) che si contrappone quella dei ribelli del bellum sociale ( https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RRG/17 ) o la moneta del nipote di Silla ( http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-G286/1 ) che si contrappone a quella di Bruto ( http://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-I3/2 ). Però non ho ben capito quale sia la coniazione dell'87 che commemorerebbe lo sbarco di mario a talamone. Qualcuno mi può aiutare?
  46. azaad

    PHOCAS

    A titolo di esempio, posto 2 monete "quasi identiche", una zecca di Siracusa, una zecca di Costantinopoli, coniate a nome di Costante II e dei suoi 3 figli. Al di sopra Siracusa, di sotto Costantinopoli. Tutte e due possiedono la scritta Conob, tutte e due sono molto simili stilisticamente, ma vi sono dei tratti che le differenziano. Guardate il cerchio attorno alle figure, in quella di Siracusa è una sottile line, in quella di Costantinopoli è perlinato. La forma della A nel solido di Siracusa è allungata ed è diversa da quella di Costantinopoli.
  47. Buongiorno a tutta la sezione. È da un po di tempo che ho abbandonato la ricerca di Piastre. Sia per l'elevato prezzo di d'acquisto, anche delle annate più comuni.... Che della reperibilità dei pezzi mancanti. Ho deciso di dedicarmi ai piccoli nominali, gli spiccioli in rame di Ferdinando IV. Trovo molto stimolante la ricerca e lo studio dei conii. .... E poi a vederli tutti nei vassoi sono uno spettacolo! Stamattina li ho messi insieme per farveli vedere e farvi provare la stessa emozione che ho provato io. 😃 Un caro saluto, Rocco.
  48. Jack04

    La Nostra N°1

    Buonasera, la numero uno è sicuramente difficile da definire con precisione per molti di noi, ma come concetto lo trovo molto affascinante. Io ho identificato due “n°1”: La prima è il 2€ di Torino 2006, moneta ricevuta come resto che notai subito per la bella raffigurazione e perché rappresentava la mia città, con cui iniziai la mia raccolta di monete euro. L’altra è una patacca da mercatino dello scudo 1901, trovata con altre monete del regno comuni nel famoso “cassetto del nonno”. La moneta era fatta veramente male, ma sfogliando un catalogo scoprii la sua travagliata ed affascinante storia e l’emozione di avere tra le mani quella moneta rarissima fu enorme. Finì poco dopo quando scoprii che era falsa, ma ero rimasto talmente colpito da quella storia che pian piano decisi di approfondire e così quella patacca mi lasciò una grande passione per numismatica e il desiderio di poter possedere un giorno l’originale.
  49. @Sanni - Globetto - Giglio - Torre - Leoncino. SOLO PER OGGI
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