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  1. "A Mid Fourth Century Purse Hoard from the roman military auxiliary fort of Yotvata." - N.T. Elkins View File Piccolo hoard della metà del IV secolo rinvenuto in Israele. Submitter Illyricum65 Submitted 09/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  2. A Small Hoard of Roman Denarii Found in the Region of Kuyavia. The Provenance of Imitative Coins of Roman Imperial Denarii Found in the Territory of Poland." - A. Dymovsky View File Piccolo deposito monetale rinvenuto nel 2015 in Polonia. Submitter Illyricum65 Submitted 09/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  3. "The Roman Imperial Hoard from Desa (Romania)." - Gazdac, Neagoe View File Descrizione del deposito monetale da Desa (Romania), da Nerone a Marco Aurelio. Submitter Illyricum65 Submitted 09/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  4. "Coin hoards and hoarding in Britain AD 43 - c. 498." - R. Bland View File Testi sul fenomeno dell'hoarding nella Britannia Romana. Submitter Illyricum65 Submitted 01/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  5. "The Augustan conquest of southeastern Alpine and western Pannonian areas: coins and hoards." - A. Miskec View File Ripostigli monetali collegati all'espansione romana augustea nell'arco alpino e la Pannonia. Submitter Illyricum65 Submitted 01/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  6. "Circulation of Antique Coins in Southeastern Europe Viminacium Serbia." - V.Ivanisevic, B.Boric-Breskovic, M.Vojvoda View File Atti del Convegno: "Circulation of Antique Coins in Southeastern Europe Viminacium Serbia 15_17 September 2017". Submitter Illyricum65 Submitted 26/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  7. "Roman Britain and its economy from coin finds." - R. Reece View File Una analisi sull'economia dell'isola britannica durante il periodo romano, basata sulla evidenza dei depositi monetali. Submitter Illyricum65 Submitted 22/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  8. "LE GROS TRÉSOR DE DIVO CLAUDIO D’EL JEM (TUNISIE)" - Ben Hadj View File Analisi della monetazione DIVO CLAVDIO in un deposito monetale tunisino. Submitter Illyricum65 Submitted 21/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  9. "Coin hoards and hoarding in Roman Britain AD 43 - c.498" - R. Bland View File Recentissimo testo sul fenomeno dell'hoarding nella Britannia Romana (in inglese). Submitter Illyricum65 Submitted 21/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  10. "The supply and movement of denarii in Roman Britain" John Creighton View File Analisi sulla circolazione dei denarii romani sulla base delle evidenze date dagli hoard (depositi monetali). Submitter Illyricum65 Submitted 21/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  11. Hyperion

    Ihnasyah Hoard

    nell’Intento di dar un contributo al forum da novizio, e sperando che possa esser di utilità e interesse (Sperando che la sezione sia corretta e non volendo andar contro a nessuna direttiva del forum), senza fare nomi, volevo segnalare che ho trovato ieri online in vendita numerosi esemplari attribuiti al Ihnasyah hoard Sono venduti citando come provenienza e documentazione dal Royal Ontario museum. non ho nozione se questa possa esser notizia utile o gradita, ma ho pensato di condividerla. (Per i moderatori: se non va contro nessuna regola e ritenete, posso fornire la fonte e link dove le ho trovate) buona giornata a tutti. Nicola
  12. grigioviola

    Poundbury Hoard

    Nell'autunno del 1985, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio nei pressi di Dorchester, nell'area del Poundbury camp a ridosso della proprietà della Wyver Fireplaces LTD, E. Carter, H. Hallett, B. Mitchell e E. Vincent trovarono un ripostiglio di oltre 7000 antoniniani, il numero esatto non è noto in quanto manca una pubblicazione ufficiale e un catalogo pubblico del ripostiglio che è noto come "The 1986 Poundbury Hoard" (registrato nel libro della Robertson ai num. 695 e 972 e nel P.A.S. al numero IARCH-A9B532). Gli scopritori raccolsero le monete emerse durante lo sterramento in un secchio di latta e le portarono al Dorset County Museum che le inviò poi all'Ashmolean Museum per la pulizia e catalogazione. Di questo ripostiglio esiste attualmente solo una piccola pubblicazione, con una introduzione preliminare sul deposito, risalente al 2004, quasi 20 anni dopo la scoperta: "King, C.E. and Woodward, P.J., 2003 The 1986 Poundbury hoard of 3rd century antoniniani" Il ripostiglio presenta come pezzi più antichi, antoniniani di Etruscilla e Volusiano mentre presenta come termine di chiusura una cinquantina di antoniniani di Carausio. Gli imperatori gallici sono ben rappresentati per quanto riguarda Vittorino e i Tetrici, mentre sono presenti in misura minore Postumo, Mario e Leliano. Una buona rappresentanza è data anche dagli imperatori centrali Gallieno, Salonina e Claudio II, mentre in misura minore appaiono Valeriano I e II, Quintillo, Aureliano, Probo e Numeriano. Infine, il gruzzolo presenta anche un buon numero di emissioni imitative. Si tratta della tipica composizione dei ripostigli britannici interrati attorno alla fine degli anni '80 del 200, inizio 290 d.C. In questi ultimi giorni, per una serie di vicissitudini e casi della vita, sono entrato in contatto direttamente con il nipote del sig. B. Mitchell, uno degli scopritori, che attualmente sta vendendo la sua quota di proprietà del ripostiglio e questo è un piccolo assaggio della porzione di ripostiglio che mi sono portato a casa: Le monete sono quasi tutte inserite in buste con la catalogazione fatta dagli addetti del museo. Nel "mucchio" spiccano Etruscilla (in una emissione ibrida con Treboniano Gallo, che mi riservo di analizzare più dettagliatamente) e Aureolo in nome di Postumo, zecca di Milano, tipo SALVS. C'è poi un Tetrico, esemplare su bustina bianca, che in realtà non è un Tetrico ma un Vittorino, rovescio VICTORIA AVG che potrebbe riservare qualche particolarità, ma necessito prima di vederlo in mano. A questi pezzi poi ho aggiunto anche una rappresentanza di Valeriano, Gallieno, Salonina, Claudio II e Postumo. Quando mi arriverà il gruzzoletto, farò un'analisi più dettagliata.
  13. Carissimi tutti, era da un po' di tempo che volevo aprire questa discussione per parlarvi di un altro hoard inglese di monete medievali. Il presto è quello per presentarvi il nuovo penny entrato in collezione :) Il Knaresborough Priory hoard è stato rinvenuto nel 1805 ed è quindi uno dei più antichi esempi di ritrovamenti. Knaresborough è oggi una cittadina del North Yorkshire con una popolazione di circa 14000 persone; già citata nel Domesday Book del 1086 , a partire del secolo successivo conobbe un importante sviluppo economico grazie alla presenza di un mercato cittadino che attraeva i commercianti della regione. Nei pressi della cittadina venne costruito inoltre un importante castello di cui ancora oggi sono visibili le rovine dopo che venne distrutto nel 1648 a seguito della decisione del parlamento di rendere inagibili i castelli reali. Al ripostiglio è stato dedicato uno studio di R.H.M. Dolley e H.E. Pagan nel 1963 che è stato pubblicato nel BNJ dello stesso anno dal titolo "An early nineteenth-century discovery of Edward pennies at Knaresborough Priory". Nell'articolo viene proposta come data ultima di deposizione del ripostiglio quella del 1328, sebbene non si possa essere del tutto certi in quanto delle circa 1600 monete che componevano il ripostiglio in origine ne sono state studiate "solamente" 1037. Ad eccezione di un solo esemplare, queste monete vennero analizzate dal British Museum nel 1963 per poi essere disperse sul mercato antiquario londinese. Purtroppo non si hanno informazioni sul contenitore originale del ripostiglio. La composizione del hoard può essere riassunta come segue: Inghilterra 1012 pz. (999 inglesi e 13 della zecca di Berwick ) Scozia 1 pz Monete Continentali 14 pz Imitazioni 9 pz in particolare per le emissioni inglesi si riporta la tabella con la classificazione per zecche e classi La moneta proveniente da questo ripostiglio è la seguente: Si tratta di un penny di Edoardo I, appartenente alla classe 4c e coniato nella zecca vescovile di Durham fra il 1282 ed il 1289 ca. Questo esemplare proviene dalla collezione di J.J. North ( che lo acquistò da Spink nel 1964 ) ed è pubblicato al numero 242 tavola 10 del volume 39 del SCBI che raccoglie la collezione dello stesso collezionista e studioso inglese.
  14. Ciao a tutti, oggi vi parlo di questo "nuovo" ripostiglio di cui l'equipe del negozio numismatico CGB si è fatta carico della catalogazione e della relativa vendita in due aste. Si tratta di un ripostiglio di ben 461 denari d'argento che coprono un arco temporale (per soggetto emittente) che va dal 67 al 244 d.C., ma il cui periodo di interramento dev'essere però ristretto e dovrebbe partire presumibilmente dal periodo di regno di Antonino Pio (o poco prima). Le monete si presentano in uno stato di conservazione mediamente modesto e l'argento si presenta in uno stadio di cristallizzazione piuttosto elevato in molti esemplari. La scelta della boutique francese è stata quella di vendere tutte le monete nella sua disponibilità in due aste elettroniche con base di partenza a 1 euro probabilmente proprio per la scarsa conservazione generale dei vari pezzi anziché tentare prima con una vendita a prezzo fisso. Da notare comunque che i realizzi si sono attestati su di una media di circa 30/40 euro a pezzo circa (conto fatto a spanne) con punte piuttosto elevate anche al di sopra delle stime iniziali date dal negozio (che di norma son generose di loro). Al momento, su questo ripostiglio, non ho molte informazioni, ma dal sito di cgb.fr vi riporto questo breve estratto: E questa è la mia "numero uno" proveniente dal ripostiglio: Faustina figlia (146-175) Zecca di Roma (161-164); Denaro, AR; 17,50 mm, 2,44 gr D\ FAVSTINA AVGVSTA, busto giovanile di Faustina con acconciatura con piccolo chignon raccolto dietro la testa. R\ HILARITAS, l'Ilarità drappeggiata stante a sinistra con un ramo di palma nella mano destra e una cornucopia nella sinistra. RIC 686 ex CGB (e-auction 336/2019) - dal ripostiglio di Vert-en-Drouais, Eure-et-Loire (Francia, 2017)
  15. La mia passione nei confronti dei ripostigli monetali, i cosiddetti hoard, credo sia cosa nota ai più ormai. Oggi vi volevo parlare di un ripostiglio su cui si sa gran poco, ma che di fatto è solamente un pretesto per presentarvi un "insolito" ritrovamento da hoard costantiniano in quel di... Chard, una cittadina di 12.000 abitanti della regione del Somerset, Regno Unito. Si tratta di una tipica cittadina inglese il cui impianto principale risale all'inizio del 17° secolo, quando terminarono i lavori di ricostruzione a seguito di un devastante incendio che di fatto cancellò gran parte della città nel 1577. La via principale è Fore Street su cui si affacciano i negozi e le principali attrattive locali. A Chard c'è un piccolo museo di storia locale il cui nucleo di base che è stato da impulso per la sua apertura è la collezione di un cittadino, tale Arthur Hull (1802-1880) composta da "all kinds of historical and archaeological material". Adesso però, prima di proseguire in questo racconto, facciamo un passo indietro... o meglio, a lato! Chi vuole cimentarsi nel collezionare monete da ripostiglio, deve entrare nell'ordine di idee che è fondamentale compiere un considerevole lavoro di approfondimento e di ricerca bibliografica per verificare la veridicità delle provenienze via via indicate e, cosa non secondaria!, per raccogliere materiale e dettagli utili allo studio e all'analisi dei vari ripostigli nella loro interezza in modo tale da poterli contestualizzare e inquadrare storicamente... ed è proprio quest'aspetto che, per me, rende magica la ricerca e la composizione di una collezione di monete "da hoard"! Uno dei principali strumenti che ogni collezionista di questo settore dovrebbe tassativamente avere è questo testo: un immane lavoro di catalogazione dei ripostigli rinvenuti sul suolo britannico redatto in modo certosino da Anne S. Robertson, un'archeologa che fu pioniera di un certo modo di far ricerca e che dedicò praticamente tutta la sua vita accademica alla ricerca di materiale bibliografico riguardante per l'appunto tesori, tesoretti e ripostigli vari di epoca romana in terra inglese. Anne S. Robertson, nata a Glasgow nel 1910 e morta nel 1997, fu archeologa, professoressa dell'Università di Glasgow, numismatica, scrittrice e curatrice del Coin Cabinet dell'Hunterian Museum. Il frutto del lavoro di un'intera vita, ahimè incompleto perché... in continuo divenire!, venne pubblicato nel 2000, a tre anni dalla sua morte, grazie alla Royal Numismatic Society ed è appunto il testo di cui sopra: libro da cui puntualmente parto ogni volta per il mio lavoro di ricerca su di un dato ripostiglio se scoperto entro il 1996 (più o meno l'anno in cui si ferma il lavoro della Robertson). Orbene, oggi è capitato che mi sia imbattuto in un "insolito" ritrovamento da hoard! ...ritorno quindi nel vivo della discussione dopo questa piccola digressione per presentarvi... una NON-moneta: una lettera autografa di Anne S. Robertson che testimonia la sua costante e puntuale attività di ricerca, archiviazione e catalogazione di informazioni sui ripostigli. In particolare, la Robertson si rivolge al referente del Town Clerk di Chard per chiedere informazioni su di un paio di ripostigli che dovrebbero far parte della collezione Hull e di cui lei aveva trovato traccia all'interno del primo volume della serie "The Victoria County History of Somerset" a p. 359. E così, aggiunto in collezione anche questo inusuale reperto da hoard, ho compiuto il mio lavoro di ricerca e approfondimento trovando quanto aveva trovato la signora Robertson... (continua nel prossimo messaggi per carenza di spazio disponibile di MB per l'upload di file... )
  16. grigioviola

    Chilbolton Down Hoard

    Dopo un po' di assenza da questo forum, ritorno oggi - giornata piovosa - con due piccole e di per sé comuni monete costantiniane: D\ IMP CONSTANTINVS PF AVG R\ SOLI INVICTO COMITI, M|F / PARL D\ IMP CONSTANTINVS PF AVG R\ SOLI INVICTO COMITI, (R)X|F / (..?) Non sono esperto di Costantiniane, e i due pezzi non erano classificati... tuttavia credo di aver decifrato correttamente le legende. Se qualcuno vuole confermare o rettificare è ovviamente il benvenuto! La cosa interessante di questi pezzi è la provenienza: ex Gene Brandenburg - ex B.A. Seaby - ex Chilbolton Down Hoard (1941). Un ripostiglio "datato" composto da circa 900 pezzi contenuti in due vasi. Uno è esposto al Winchester museum: Notizie sul ripostiglio non ne ho trovate moltissime, a casa mi è venuto in soccorso il libro censimento "An Inventory of Romano-British Coin Hoards" di Robertson, A.S. da cui vi riporto questo estratto: Se qualcuno è in possesso di ulteriori dati e/o approfondimenti... è come sempre il benvenuto!
  17. Oggi vi parlo di un nuovo ripostiglio inglese: il Rockbourne hoard, un deposito trovato il 26 agosto del 1967 nei pressi di una villa romana, sito archeologico oggetto di campagne di scavi dagli anni '40 ai '70 (e ora museo). Il ripostiglio ebbe una notevole risonanza nella cronaca locale all'epoca e constava di ben 7.714 monete tra denari e antoniniani (la maggior parte). Il sito della villa romana di Rockbourne si trova in una zona rurale dell'Hampshire, vicino alla storica cittadina di Fordingbridge, nei pressi della New Forest. Le monete erano contenute all'interno di un grande vaso in terracotta a due manici con alcuni motivi geometrici decorativi e risalgono in larga parte al periodo 250-290. Tuttavia la presenza di emissioni a nome di Diocleziano e Massimiano fanno ipotizzare una data di chiusura attorno al 305. Nel sito internet dell'Hampshire Archeology Club vi è un breve resoconto della storia e delle vicissitudini di questo ripostiglio e ve ne porto alcuni stralci in inglese: Nel 2015 la casa d'aste inglese Spink, nell'asta n. 15004 del 25-26 Marzo, mise in vendita un lotto multiplo di ben 662 esemplari provenienti da questo ripostiglio: Il lotto, da una stima di 2-3000£ realizzò, senza diritti, la ragguardevole cifra di 5.000£. Le monete erano tutte catalogate e inventariate e custodite singolarmente su bustine di carta coeve all'epoca del rinvenimento/studio. Un anno fa ho acquistato il primo pezzo proveniente dal ripostiglio in questione (Vittorino, PROVIDENTIA AVG) ed era accompagnato da una cartolina dell'epoca, il che mi fa supporre che non facesse parte di questo lotto multiplo ex Spink, bensì fosse uno dei vari esemplari donati/regalati o venduti come souvenir per finanziare gli scavi durante gli anni '70. Gli ultimi due esemplari acquistati qualche giorno fa invece (Vittorino, INVICTVS e Tetrico II, SPES AVGG) provengono invece da questo grande lotto venduto dalla casa d'aste inglese. Tutti e tre i pezzi condividono la medesima tipologia di bustina di carta con la stessa grafia e un analogo numero di catalogazione/inventario. 1) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C PIAV VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| R.I.C. 113 2) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ PROVIDENTIA AVG R.I.C. 61 3) Tetrico II, AE antoniniano D\ C PIVS ESV TETRICVS CAES R\ SPES AVGG R.I.C. 270 Passatemi le foto delle monete che non sono meravigliose, ma le ho fatte al volo ieri sera con lo smartphone e con una luminosità alquanto scadente... ma mi premeva di lasciarvi questo contributo prima di partire per le vacanze ormai imminenti Buona lettura e, se avete domande o curiosità... son qui!
  18. grigioviola

    Bath Environs Hoard

    Tra le recenti acquisizioni da ripostiglio inglese finite in collezione, ho aggiunto quattro esemplari da un ripostiglio rinvenuto verso la metà del 1979. Si tratta di un piccolo deposito di 1807 antoniniani da Gallieno a Alletto che è stato pubblicato in "Coin Hoards of Roman Britain" volume 6 a firma di D. R. Rudling e P. C. Shilling. E oltre alle monete sono venuto in possesso di una lettera (al momento solamente in foto) proprio di P. C. Shilling risalente a qualche tempo prima della pubblicazione su CHRB del report in cui appunto parlava del ripostiglio proponendone alcuni pezzi in vendita (il sig. Shilling oltre che studioso di numismatica era anche un noto commerciante inglese molto attivo e stimato negli anni '70-'80). Ecco il dattiloscritto: la lettera/listino di vendita è datata novembre/dicembre 1981 e descrive brevemente il ripostiglio (una zona sita a nord-ovest della città di Bath) indicandone sinteticamente la lista degli imperatori presenti e la relativa quantità di monete. Le pagine successive invece offrono una serie di "lotti " con brevi descrizioni appartenenti al deposito: Come per l'altra discussione che ho lasciato stamane nel forum e che potete leggere qui: si tratta di un documento d'epoca che fa da corredo alle monete e che "parla" con loro (e di loro!) arricchendone il carico emozionale. Ed ecco i pezzi in questione: D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| RIC 114 D\ IMP TETRICVS PF AVG R\ HILARITAS AVGG RIC 80 D\ GALLIENVS AVG R\ DIANAE CONS AVG, /X Goebl 744/b D\ IMP C CLAVDIVS AVG R\ PROVIDENT AVG RIC 91
  19. grigioviola

    Blackmoor Hoard

    Il 30 ottobre del 1873, nella contea di Selborne, a metà strada tra Alton e Petersfield, nel Blackmoor Park , vennero alla luce due vasi in terracotta (ollae) contenenti ben 29788 monete - prevalentemente antoniniani - da Gordiano a Costanzo Cloro. Il ripostiglio sarà noto con il nome di Blackmoor Hoard ed è il quinto in ordine di grandezza tra quelli rinvenuti in Gran Bretagna. Il ripostiglio venne inizialmente studiato dall'allora conte di Selborne che ne pubblicò un report preliminare catalogando il tutto sulla base del Cohen nel numero 17 di Numismatic Chronicle del 1877. Lla famiglia dei conti di Selborne ne detenne la proprietà dalla data della sua scoperta fino agli anni '70 quando il quarto conte di Selborne non lo vendette tramite la casa d'aste Christie's: L'asta fece realizzare prezzi molto elevati per l'epoca e fece un discreto clamore. Successivamente fu definita da alcuni numismatici come un "enormous hoard of horribly cleaned junk, which made crazy prices". Successivamente nel 1982 Roger Bland pubblicò un nuovo studio sul deposito, dandogli la giusta inquadratura e importanza storica: Ciclicamente alcune monete provenienti da questo ripostiglio, riappaiono in commercio. Si tratta per lo più di antoniniani in cattivo stato di conservazione e piuttosto comuni, dato che la stragrande maggioranza di monete apparteneva all'Impero Gallico e soprattutto agli ultimi imperatori Tetrico I e II. Il report preliminare che ne fece il conte Selborne è il seguente: Nella mia collezione, durante gli ultimi anni (e con alcune recenti acquisizioni fresche di questi giorni), sono riuscito a radunare un piccolo gruzzolo proveniente dal Blackmoor hoard: poca cosa, solo 6 monetine su 29.788, ma comunque un discreto frammento di uno dei principali (se non altro per dimensioni) ripostigli britannici. In aggiunta, un fascino particolare a queste monete di per sé davvero umili, deriva dalla documentazione di corredo che fortuitamente e in maniera davvero eccezionale, sono riuscito a reperire e che vorrei condividere con voi. La moneta più pregiata del mucchio è un antoniniano di Postumo che ho trovato accompagnato dal suo tag (cartellino) originale e risalente molto probabilmente alla fine degli anni '80, primi '90 con un uso misto di stampa, macchina da scrivere e penna biro: D\ IMP C POSTVMVS PF AVG R\ IMP X COS V RIC 289 Arrivano poi un gruppetto di quattro esemplari che sono invece accompagnate da bustine d'epoca appositamente create alla fine degli anni '70 dal negozio numismatico londinese posto di fronte al British Museum di Londra, il "Museum Galleries": D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ PAX AVG RIC 100 D\ GALLIENVS AVG R\ AETERNITAS AVGG, Γ Goebl 577/a D\ GALLIENVS AVG R\ ORIENS AVG, Z retrograda Goebl 616/a Infine, l'ultimo pezzo del gruppo e quello fresco di questi giorni, accompagnato dal cartellino del precedente collezionista oltre che dalla ricevuta originale d'acquisto del 1977 in cui viene indicata la provenienza dal ripostiglio in questione: D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 E questo, per il momento, è tutto dal Blackmoor Hoard: un bel connubio tra "storia numismatica" e "storia del collezionismo", quel mix che fa tanto impazzire il sottoscritto e che arricchisce di valore - simbolico ed emozionale - dei tondelli che altrimenti, presi singolarmente, risulterebbero anonimi e snobbati dai più. Spero di non avervi annoiato troppo... e soprattutto mi auguro di essere riuscito a condividere le emozioni che provo nel maneggiare questo materiale!
  20. Oggi va di ripostigli monetali del III secolo... e in particolare vi presento un ritrovamento inglese meno famoso di altri, ma comunque studiato e pubblicato (in Coin hoards from Roman Britain vol IV): Si tratta quindi di un ripostiglio di medie dimensioni che rientra nel tipico panorama dell'hoarding britannico del periodo. Questo il pezzo che ho acquistato con questa provenienza: Gallienus. Antoninianus (19.5mm, 2.61 g, 12h). Zecca di Roma - 7a emissione (262 d.C.) D\ GALLIENVS AVG R\ LIBERT AVG, Liberalitas stante a sinistra con tessera e conrnucopia MIR 36, 457–8 var. (rev. legend); RIC V (sole reign) 227–8 var. (rev. legend of 231–2); Cunetio –; I. A. Carradice, “The Market Deeping, Lincs., hoard” in Coin Hoards in Roman Britiain IV (1984), p. 46 and 62 (this coin). Ex N. M. McQ. Holmes collection (CNG eAuction 442/2019) - Ex Glendining’s (30 September 1998), lot 139 (part of) - Ex Deeping St. James (Market Deeping), Lincolnshire, Hoard (1980) [IRBCH 699]. La particolarità di questo pezzo è la legenda del rovescio LIBERT AVG che è riferita alla Libertà, ma che qui viene invece abbinata alla personificazione della Liberalitas! Si tratterebbe apparentemente di un unicum di Gallieno... da capire se volontario oppure frutto involontario dell'incisore che ha approntato il conio scolpendo LIBERT al posto di LIBERALIT o perché illetterato o perché... aveva preso male le misure dello spazio a disposizione rimediando quindi questa abbreviazione!
  21. Tra i ripostigli britannici presenti in collezione, ancora mi mancava il Chalfont Hoard, un noto ritrovamento del 1989 considerato di rilievo tanto da finire in copertina nel IX volume della serie "Coin hoards from Roman Britain" a cura del BM. Sul sito di Hadriancoins c'è questa sintesi circa la storia di questo ripostiglio (che mi riprometto di ampliare quando avrò un po' più di tempo a disposizione): E questo invece l'esemplare finito in collezione: Gallienus Antoninianus (18.5mm, 2.06 g, 6h) Zecca di Roma, 6a emissione, (260-261 d.C.) D\ GALLIENVS AVG, R\ VICTORIA G M MIR 36, – (rev. of 188); RIC V –; Chalfont 346 (questo esemplare); Cunetio 913. Ex N. M. McQ. Holmes collection (CNG eAuction 442/2019) - Ex C. J. Martin (Coins) Ltd., 1993. - Ex Glendining’s (7 July 1993), lot 34 (part of) - Ex Chalfont St. Peter, Buckinghamshire, Hoard (1989) [IRBCH 740A], no. 346. Il pezzo presenta la caratteristica di essere un ibrido di Gallieno (regnante da solo) con un rovescio del regno congiunto col padre Valeriano I. Pezzo di umile conservazione, ma ricco di storia e con pedigree ricostruito in tutti i suoi passaggi.
  22. Tra i miei recentissimi acquisti, ci sono altre nuove entrate con provenienza da ripostigli! In particolare volevo evidenziarvi questo pezzo di Gallieno che arriva direttamente dal Normanby Hoard: Gallieno - Antoninianus (18.5mm, 2.36 g, 6h). Zecca di Roma, 1a officina. 7a emissione (262 d.C.) D\ "GALLIENVS AVG" R\ "[LIB]ERALIT AVG" MIR 36, 457q1 corr; RIC V (sole reign) 228 var. (bust type); Cunetio 1033; Normanby 114 La moneta ha un pedigree ben ricostruibile: Ex N. M. McQ. Holmes collection (CNG eAuction 442/2019) - Ex C. J. Martin (Coins) Ltd., 1987 - Ex Normanby, Lincolnshire, Hoard (1985) [IRBCH 854], no. 114. Ed in più presenta questa altra singolarità che ne contribuisce, per me, ad arricchire il suo valore aggiunto: La moneta in questione è quella fotografata nel catalogo riferimento di Gallieno di Goebl (il MIR) e nel libro dedicato al ripostiglio di Normanby... pezzo quindi non solo proveniente da ripostiglio noto e divenuto caposaldo di riferimento per studio e catalogazione, ma anche pezzo pubblicato nelle tavole fotografiche!
  23. Oggi vi presento questo nuovo hoard che esula dal mio usuale range temporale della seconda metà del III secolo (antoniniani gallici & c.), ma a essere sinceri esula fino a un certo punto visto che oramai la mia passione per i ripostigli sta creando una vera e propria "collezione nella collezione" con una estensione temporale che va ben oltre alle "colonne d'ercole" del mio usuale campo d'azione. THE HOLME HOARD (detto anche Bottesford II) rif. https://finds.org.uk/database/hoards/record/id/1241 Report pubblicato in Numismatic Chronicle n.166/2006 Il ripostiglio è stato rinvenuto in un'area che già aveva restituito nel 1996 (https://finds.org.uk/database/hoards/record/id/1238) un altro tesoretto di 169 denari d'argento denominato appunto Bottesford I. Il ritrovamento in questione è opera dei detectoristi J. Robinson e J. Sparks che l'hanno portato alla luce il 25 novembre 2003 a Holme, nel Lincolnshire. Composto da 408 denari d'argento è stato rinvenuto assieme a parte del contenitore: un piccolo vaso in argilla grigia il cui fondo aveva in diametro di 58 mm. Di tutto il ripostiglio, 115 pezzi sono stati acquisiti dall'associazione British Museum Friends che ne ha donati 15 al museo: https://www.britishmuseum.org/research/collection_online/search.aspx?searchText=holme+hoard La parte rimanente è stata restituita agli scopritori che hanno poi provveduto a venderla in un'unica occasione tramite la casa d'aste DNW (Dix Noonan Webb Ltd) con la vendita pubblica del 16/03/2005 (https://www.dnw.co.uk/auction-archive/special-collections/foreword.php?specialcollection_id=316). Questo infine è l'esemplare che è entrato nella mia collezione: D\ ANTONINVS AVGVSTVS, busto laureato e drappeggiato a destra di Caracalla. R\ PONTIF TR P III, Caracalla nudo con mantello sulle spalle stante a sinistra, con un globo nella mano sinistra e una asta a punta in giù nella destra. RIC 30/b Ex D. Taylor collection; Ex DNW auction 16/03/2005; from Holme Hoard 2003. Per concludere, si tratta di un ripostiglio rientrante nel cosiddetto "denarius period" britannico e a proposito degli hoard rientranti in questo arco temporale, Roger Bland dice: A voi la parola per eventuali commenti o integrazioni!
  24. Generalmente, quando si pensa a un ripostiglio, subito la mente corre a immagini di repertorio di grandi depositi... vasi ceramici spaccati con migliaia di monete che fuoriescono e simili. Certo, molti sono i ripostigli di questa tipologia, ma non tutti sono così. Esistono anche dei depositi "small-size" composti da poche centinaia di pezzi o addirittura di qualche decina se non di meno! Ed ecco il caso, un piccolissimo deposito di soli 9 pezzi: 4 denari e 5 antoniniani (di buona lega) rinvenuti a Barlby, nel distretto di Selby nel North Yorkshire nel 2012. Il deposito è completamente censito nel sito del PAS e registrato con la sigla YORYM-70C2F3. Al termine dell'iter di dichiarazione di TREASURE CASE è stato dichiarato non di importanza nazionale e quindi di non interesse museale ed è stato restituito al ritrovatore che, l'ha poi immesso nel mercato numismatico come consentito dalla normativa inglese. La foto delle monete allo stato di ritrovamento è la seguente: E questo è il catalogo dei pezzi: 1. A base silver denarius of Elagabalus dating to the period AD 210 - 222 (Reece Period 10). VICTORIA AVG reverse type depicting Victory flying left holding wreath. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP ANTONINVS PIVS AVG Obverse Description: Laureate and draped bust right Reverse Inscription: VICTORIA AVG Reverse Description: Victory flying left holding wreath Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 18.5mm; Weight: 2.4g Reference: RIC IV, pt.2, p.38, no.161. 2. A base silver denarius of Severus Alexander dating to the period AD 222 (Reece Period 11). PM TR P COS PP reverse type depicting Mars standing left holding olive branch and reversed spear. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP C MAVR SEV ALEXAND AVG Obverse Description: Laureate and draped bust right Reverse Inscription: PM TR P COS PP Reverse Description: Mars standing left holding olive branch and reversed spear Mint Mark: - Die Axis: 6 Dimensions: Diameter: 19.1mm; Weight: 2.6g Reference: RIC IV, pt.2, p.71, no.7. 3. A base silver denarius of Severus Alexander dating to the period AD 231 - 235 (Reece Period 11). IOVI PROPVGNATORI reverse type depicting Jupiter left hurling thunderbolt. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP ALEXANDER PIVS AVG Obverse Description: Laureate, draped and cuirassed bust right Reverse Inscription: IOVI PROPVGNATORI Reverse Description: Jupiter left hurling thunderbolt Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 19.3mm; Weight: 1.9g Reference: RIC IV, pt.2, p.88, no.235. 4. A base silver denarius of Maximinus dating to the period AD 235 - 236 (Reece Period 11). FIDES MILITVM reverse type depicting Fides standing left with two standards. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP MAXIMINVS PIVS AVG Obverse Description: Laureate and draped bust right Reverse Inscription: FIDES MILITVM Reverse Description: Fides standing left with two standards Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 20.7mm; Weight: 2.1g Reference: RIC IV, pt.2, p.140, no.7a. 5. A base silver radiate of Gordian III dating to the period AD 241 - 243 (Reece Period 12). LAETITIA AVG N reverse type depicting Laetitia standing left holding wreath and anchor. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP GORDIANVS PIVS FEL AVG Obverse Description: Radiate draped and cuirassed bust right Reverse Inscription: LAETITIA AVG N Reverse Description: Laetitia standing left holding wreath and anchor Mint Mark: - Die Axis: 6 Dimensions: Diameter: 23.3mm; Weight: 3.9g Reference: RIC IV, pt.3, p.25, no.86. 6. A base silver radiate of Trebonianus Gallus dating to the period AD 251 - 253 (Reece Period 12). Uncertain reverse type. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP CAE C VIB TREB GALLVS AVG Obverse Description: Radiate draped and cuirassed bust right as seen from behind Reverse Inscription: Illegible Reverse Description: Illegible Mint Mark: - Die Axis: - Dimensions: Diameter: 20.6mm; Weight: 2.6g Reference: 7. A base silver radiate of Gallienus dating to the period AD 253 - 260 (Reece Period 12). VICT GALLIENI AVG reverse type depicting Emperor advancing right with spear and shield trampling captive. Mint of Milan. Obverse Inscription: GALLIENVS PF AVG Obverse Description: Radiate draped and cuirassed bust right Reverse Inscription: VICT GALLIENI AVG Reverse Description: Emperor right with spear and shield trampling captive Mint Mark: - Die Axis: 6 Dimensions: Diameter: 21.2mm; Weight: 2.1g Reference: Cunetio, p.106, no.754. 8. A base silver radiate of Postumus dating to the period AD 260 - 269 (Reece Period 13). [F]IDES M[ILI]TVM reverse type depicting Fides standing left holding standards. Principal mint of Gaul. Obverse Inscription: IMP C P[OSTV]MVS PF AVG Obverse Description: Radiate and draped bust right Reverse Inscription: [F]IDES M[ILI]TVM Reverse Description: Fides standing left holding standards Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 20.3mm; Weight: 2.8g Reference: RIC V, pt.1, no.121; Cunetio, p.97, no.446. 9. A base silver radiate of Valerian I dating to the period AD 253 - 260 (Reece Period 12). SALVS AVGG reverse type depicting Salus standing left feeding snake at alter and holding vertical sceptre. Mint of Rome. Obverse Inscription: IMP C P LIC VALERIANVS AVG Obverse Description: Radiate draped and cuirassed bust right Reverse Inscription: SALVS AVGG Reverse Description: Salus left feeding snake at alter and holding vertical sceptre Mint Mark: - Die Axis: 12 Dimensions: Diameter: 22.6mm; Weight: 2.5g Reference: Cunetio, p.143, no.2386 Il termine di chiusura del ripostiglio è riconducibile al regno di Postumo, probabilmente attorno alla fine del 261 inizi del 262 in quanto il pezzo di Postumo, che chiude il ripostiglio, risale alla 1 serie, 3 fase (datata dall'inizio alla fine del 261). Il piccolo numero di pezzi fa pensare a un gruzzoletto trasportato dal proprietario e occultato in emergenza in maniera intenzionalmente temporanea. Poi abbandonato per qualche accadimento successo al proprietario medesimo (morte? trasferimento? ...?). Un'altra ipotesi potrebbe far pensare a un principio di deposito interrotto pressoché sul nascere sempre per qualche imprevisto capitato al proprietario. Nel 261 i denari erano pressoché spariti dal flusso circolante soppiantati ormai dai radiati e quei pochi che si trovavano venivano sottratti e tesaurizzati quindi ritengo sia difficile che si tratti di un gruzzoletto ottenuto a pagamento di qualcosa e poi perso. I pezzi di Postumo e Gallieno non presentano segni particolari di usura da circolazione ma unicamente la mancanza di due frammenti (Postumo) e un rovescio stanco (Gallieno) il che fa pensare a una ridotta permanenza in circolazione (il Postumo può essersi frammentato nel corso del tempo per cause meccaniche quali lavori agricoli del fondo). Mentre i denari risultano più consunti, segno di maggior permanenza in circolazione. Per un attimo ho accarezzato l'idea di acquistare tutto il ripostiglio, ma il venditore ha deciso di spezzare il tutto in tre distinti lotti, due pezzi singoli e un piccolo lotto di 7 esemplari e alla fine sono riuscito a inserire in collezione solamente due esemplari: - il numero 2 del catalogo: "denarius of Severus Alexander - RIC IV, pt.2, p.71, no.7." - il numero 4 del catalogo: "denarius of Maximinus - RIC IV, pt.2, p.140, no.7a." E alla fine non mi è andata neppure male perché in ogni caso... il ripostiglio "completo" non l'avrei mai avuto dato che il terzo lotto conteneva un intruso al posto dell'antoniniano di Gordiano III: In ogni caso è evidente e apprezzabile il lavoro di pulizia certosino fatto sui singoli pezzi! E ora, come al solito, a voi la parola!
  25. Dopo un po' di tempo di assenza attiva dal forum, eccomi qui con... un nuovo ripostiglio! Deposito monetario de "La Ville au Moulin", Trévé. La Ville au Moulin, è una località di Trévé, una cittadina situata a nord-ovest della Francia a una quarantina di chilometri da Saint-Brieuc, città sulla costa che si affaccia sul canale della Manica. Il 17 giugno del 2012 il signor M. S. Gastard scoprì in un campo 8 antoniniani mentre compiva delle ricerche con il suo metal detector nei pressi della citata località in una zona priva di contesti archeologici. Ottenuto il permesso del proprietario per compiere ulteriori indagini e con l'autorizzazione del dipartimento dei servizi archeologici competente per quel territorio, verso la seconda metà di luglio del medesimo anno, in un'area di circa 100mq sono state rinvenute 1155 monete e dei frammenti del fondo di un vaso che doveva probabilmente contenere il ripostiglio. Ulteriori ricerche compiute in più riprese tra il 2012 e il 2013 hanno portato in luce altri 318 antoniniani. Infine, nel 2014, allargando il raggio di ricerche a una particella di terreno confinante in quanto si pensava potesse esserci un secondo ripostiglio, sono emerse ulteriori 14 monete, ma nessun deposito ulteriore. In totale il deposito di Trévé consta di 1495 monete di cui 7 denari e 1488 antoniniani. Il ripostiglio si apre con due esemplari di Caracalla contemporanei all'introduzione dell'antoniniano (215) e si chiude con 7 imitazioni radiate di Tetrico I (emesse dopo il 274, durante probabilmente il regno di Probo attorno al 280) tutte con legami di conio. Questa la composizione nel suo complesso: La particolarità del deposito sta proprio nelle 7 imitazioni di Tetrico che pongono alcuni interrogativi in merito al vuoto temporale tra l'ultima emissione ufficiale che andrebbe a chiudere il ripostiglio (Tetrico 274, ufficiale) e quest'ultime (280 circa): o le imitative di Tetrico (tutte con i medesimi conii) facevano parte di un secondo accumulo non rinvenuto (motivo delle indagini del 2014) oppure il ripostiglio è stato occultato salvo poi essere recuperato per inserire a distanza di qualche anno altre monete... una sorta di "coda di tesaurizzazione" che si dev'essere interrotta per cause di forza maggiore (morte del proprietario?) che hanno fatto sì che venisse evitato il dissotterramento. Del gruppo delle 14 imitazioni di Postumo, sono entrato in possesso di questo esemplare - non in eccelsa conservazione - ma con un suo fascino: 23 mm, 4,8 gr - biglione D\ IMP C POSTVMVS P F AVG. R\ VIRT-VS AVG. Lo stile della moneta è molto buono e vicino al prototipo, tuttavia la legenda tradisce l'origine locale del pezzo, specialmente le le grandi M al dritto composte da "V" capovolte e accoppiate. E siccome non potevo lasciar Postumo da solo in vassoio, abituato com'era a stare assieme a 1494 "amici", gli ho preso anche un Valeriano che, tra l'altro, come tipologia mi mancava: 22 mm - 3,23 gr - Zecca di Treviri D\ VALERIANVS. P. F. AVG. R\ DEO VOLKANO. A voi la parola per eventuali commenti!

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