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  1. Illyricum65

    Dereham hoard

    Buongiorno, avendo acquisito in collezione un nuovo esemplare pertinente, di seguito ripresento un hoard romano/britannico del quale ricordo si era già parlato in passato (e di cui non ritrovo la discussione pur avendola cercata in più modi nell’archivio). THE DEREHAM HOARD Si tratta di un deposito monetale rinvenuto nel corso di vari anni (2004-7) in un campo soggetto ad arature presso la cittadina omonima (Norfolk). Si tratta di un abitato di piccole dimensioni (circa 18.000 abitanti) sorto a circa 25 km da Norwich. Il nome deriva dal termine sassone “recinto per i cervi” (=”deer” in inglese moderno) ma l’area era abitata già nei periodi storici precedenti. Secondo la tradizione locale Withburga, la figlia più giovane delle quattro del re Anna (regno della East Anglia), vi fondò un monastero ed un convento a seguito di una visione della Vergine ( 600-650 AD circa). Menzionate dal venerabile Beda, delle due strutture non sono state rinvenute evidenze archeologiche. Per curiosità storica, Anna/Onna fu l’ultimo re della East Anglia in quanto questo fu sconfitto, ucciso in battaglia e quindi il territorio passò definitivamente sotto il regno della più potente Mercia (653 AD). East Anglia sotto il Regno di Anna. La località è presente nei documenti per la prima volta nel 798 e nel Domesday è riportato che “St. Etheldreda held Dereham was already an important market center with three mills”. Si tratta di una area frequentata fino dal neolitico (asce, selci rinvenute negli anni ’80) e anche nell’età del Bronzo. Manufatti metallici rimandano all’età del Ferro (1983). L’area cittadina è prossima alla strada romana che portava a Brampton e recenti indagini LiDAR hanno evidenziato la presenza di circa 130 siti nell’area di indagine ( https://research.historicengland.org.uk/Report.aspx?i=15698, pag 44 e segg.) Nei pressi di Dereham, presso Billingford e Swanton, sono stati rinvenuti resti di strade, di insediamenti e di un forte di epoca romana. Cartina con le evidenze di epoca romana nell’area sopra rappresentata con l’immagine LiDAR elaborata: per orientarsi si consideri che il rettangolo NHER 51069 – NHER 50871 e NHER 50915 è individuabile in quello sopra la scritta SWANTON MORLEY ROMAN FORT CAMP dell’immagine precedente. Le immagini verdi sono cropmarks e evidenze LiDAR.
  2. grigioviola

    Linchmere hoard

    Recentemente è passata in un'asta inglese una piccola porzione di monete provenienti dal Linchmere Hoard: poco meno di una quarantina di monete (39 più una copia in resina) che erano rimaste in possesso di miss F. E. Abbott (proprietaria dei terreni in cui venne scoperto il ripostiglio) dal 1924. Le monete in questione, battute nell'asta "Militaria, Coins & Medals" del 27 maggio 2021 della casa d'aste Lawrences Auctioneers, erano montate in un quadro-pannello espositivo: Il gruppo è stato suddiviso e le monete vendute singolarmente. The Linchmere Hoard. Contesto e storia del ritrovamento. Nel mese di dicembre del 1924, a seguito di alcuni lavori in un campo che si trova a nord della strada che porta da Haslemere e Shotter Milll a Liphook vicino al punto in cui all'epoca si incontravano le tre contee di Hants, Surrey e Sussex, venne alla luce un vaso in terracotta contenente 812 antoniniani. Miss F. E. Abbott e Mrs Hoyle, proprietarie del terreno e conseguentemente anche del piccolo tesoretto, decisero di consegnare il tutto al dipartimento di numismatica del British Museum consentendo così la catalogazione e lo studio di uno dei ripostigli considerati fondamentali e di riferimento per la storia della monetazione dell'usurpatore britannico Carausio. Il ripostiglio infatti presenta una composizione alquanto singolare: degli 812 antoniniani presenti, solamente 278 sono riferibili a zecche continentali e ad autorità dell'impero centrale, mentre la restante porzione di 534 monete è composta unicamente di antoniniani di Carausio! Il primo gruppo si presenta così suddiviso: Della rimanente porzione di 534 monete di Carausio, la maggior parte presenta mint marks e dalla loro analisi possono essere suddivise in 488 esemplari provenienti da Londinium e 46 dalla cosiddetta C-Mint (Colchester) secondo questo schema: Il contenitore che ospitava le monete è un vaso di produzione locale identificato come proveniente dal centro produttivo romano di Alice Holt Forest dello Hampshire. Il sito di produzione emerse durante alcuni scavi eseguiti per dei ripristini stradali nella foresta che rivelarono, oltre a discariche di manufatti e frammenti vari, anche importanti resti industriali tra cui quelli di un forno con doppia canna fumaria con base in malta, pareti in pietra e rivestimento in argilla. Grazie ad alcune indagini archeo-magnetiche è stato possibile scoprire che nella sua ultima cottura, datata tra il 220 e il 280, questo forno era alimentato da ceppi di rovere, prevalentemente ceduo, nel camino principale e con una combinazione di legni vari nell'altro, probabilmente per favorire il controllo della temperatura. Il ripostiglio è importante ovviamente per il suo contenuto, ma anche (e probabilmente soprattutto) per ciò che non contiene: sono pressoché assenti gli antoniniani degli usurpatori gallici di Postumo e successori, che invece sono attestati frequentemente nei ripostigli che contengono emissioni di Carausio e Alletto e che conseguentemente circolavano ancora massicciamente durante il regno degli usurpatori britannici; oltre alle emissioni ufficiali gallici, sono anche assenti i radiati imitativi e se questo può sembrare una logica conseguenza dell'osservazione precedente, lo è meno la completa assenza di moneta di produzione locale battuta a nome di Carausio (e che probabilmente va collocata in una fase iniziale della produzione di monete di questo imperatore in continuità produttiva con le emissioni imitative galliche probabilmente a opera dei medesimi atelier locali più importanti come volume di coniazione); mancano completamente le emissioni continentali di Carausio della zecca di Rouen mancano le emissioni con marca RSR di Carausio (Redeunt Saturnia Regna) mancano le emissioni della cosiddetta serie Carausius et Fratres Svi con la legenda terminante con la triplice G: AVGGG mancano altri nominali quali aurei (aspetto questo comune) e denari nessuna delle monete di Aureliano è precedente al 270 Il gruppo delle emissioni continentali, epurato della presenza gallica che non risulta significativa, si estende in un lasso temporale assai breve di 18 anni (270-288). Il ripostiglio, che può essere considerato coevo a quello di Little Orme, può essere datato, come chiusura e interramento, al 290 d.C. circa. Le monete si presentano quasi tutte in ottimo stato, specialmente le emissioni di Carausio che per buona parte risultano in condizioni di zecca tuttavia erano state consegnati al British Museum intonse, così come rinvenute, presentandosi coperti da una spessa e ruvida patina verdastra che li rendeva pressoché illeggibili. Nel laboratorio di restauro del British Museum, la pulitura è stata condotta per step progressivi. Inizialmente due monete sono state trattate con acido formico riscontrando ottimi e rapidi risultati di pulitura, ma a scapito dell'argentatura superficiale dei pezzi: le monete trattate con l'acido infatti si presentavano alla fine dell'intervento in ottimo stato di conservazione e perfettamente leggibili, ma completamente imbrunite. Si è deciso quindi di procedere diversamente per gli altri pezzi provando degli ammolli in una soluzione alcalina molto debole a base di bicarbonato di sodio. Inizialmente le monete vennero immerse a freddo, ma i risultati non furono incoraggianti. Portando a ebollizione la soluzione invece si notarono dei miglioramenti notevoli: la patina verdastra si scioglieva e la moneta alla fine del trattamento, una volta asciugata, si presentava perfettamente leggibile ma completamente annerita. Tuttavia la patina nera che si sviluppava con questo procedimento risultava facilmente rimovibile mediante una spazzolatura energica con spazzole con setole in fili d'ottone molto morbidi rivelando alla fine del trattamento l'argentatura superficiale perfettamente conservata. Le monete furono quindi tutte trattate con questo procedimento provvedendo, in alcuni casi, a ripetere il ciclo fino a 5-6 volte per ottenere un risultato ottimale. L'intero studio del ripostiglio con la sua catalogazione venne pubblicato da P. H. Webb nel 1925 su Numismatic Chronicle, a questo link potete leggere l'intero lavoro: https://www.forumancientcoins.com/numiswiki/view.asp?key=Linchmere Hoard
  3. grigioviola

    Wiesbaden hoard

    Wiesbaden è la seconda città più popolosa del Land Assia in Germania di cui ne è anche il capoluogo ed è nota fin dall'antichità per le sue terme contando ben 26 sorgenti. In epoca romana la città assunse una discreta importanza e nei suoi pressi venne edificato un importante forte militare. Questo breve cappello introduttivo è per inquadrarvi geograficamente e storicamente la zona di provenienza di un paio di monete di recente acquisizione di cui in questi giorni ho avuto modo di ricostruire attentamente il pedigree. Si tratta di un paio di antoniniani di Vittorino che nel 1966-67 il numismatico R. Weiller ebbe modo di rilevare nel mercato acquisendone un lotto di 274 esemplari: tutti di questo usurpatore gallico e tutti provenienti da un tesoro appunto scoperto nei dintorni di Wiesbaden nel 1936-37. Le informazioni riguardanti questo ripostiglio sono molto scarne e Weiller le ha raccolte in un piccolo articolo pubblicato nel numero 7 di Numismatic Chronicle del 1967 grazie anche ad alcune informazioni raccolte dagli studiosi Maria R. Alfoldi e Marcel Thirion. Il deposito, di cui non si ha una lista esaustiva degli imperatori, copriva un periodo che andava dal regno di Postumo a quello di Costantino (259 - 337), constava di diversi chilogrammi di monete e conteneva anche 5 antoniniani di Leliano. Weiller nel suo studio non lo dice, ma data la relativamente elevata presenza di antoniniani di questo raro usurpatore, la presenza di antoniniani di Postumo e di almeno 274 antoniniani di Vittorino appare verosimile, a mio avviso, che il termine di chiusura con Costantino possa essere falsato dal ritrovamento sparso nei pressi del ripostiglio di monete in realtà non facenti parte del deposito che doveva invece essere un classico ripostiglio di antoniniani del III secolo. O ancora, che si trattasse di due distinti ripostigli interrati in zone vicine in epoche distinte salvo poi essere rinvenute assieme e contestualmente immesse nel mercato numismatico. Weiller a tal proposito afferma "no further details are known to me except that the coins were dispersed soon after the discovery, so making a complete description impossible". Dall'analisi di questa sola porzione superstite di antoniniani di Vittorino, Weiller ricava una presenza percentualmente superiore di antoniniani attribuibili alla zecca che Elmer identifica con Colonia (circa 2/3 contro la porzione rimanente attribuibile alla seconda zecca di Trier). Inoltre, all'interno di questo gruppo maggiore lo studioso osserva come vi siano relativamente molti legami di conio e uno stato di conservazione superiore con diversi esemplari apparentemente accantonati senza aver circolato a lungo. Gli esemplari in mio possesso sono quelli catalogati rispettivamente al numero 74 e 132 del report pubblicato da Weiller: D\ IMP C VICTORINVS°P°F°AVG R\ PAX AVG, V|*, ramo di palma 2,70 gr - 20 mm - or. assi 7h cat. n. 74 D\ IMP C VICTORINVS°P°F°AVG R\ INVICTVS AVG, *| 2,60 gr - 18 mm - or. assi 1h cat. n. 132 La ricostruzione del pedigree che sono riuscito a ottenere è la seguente: 1936-37 Wiesbaden hoard - 1966-67 ex R. Weiller (274 antoniniani di Vittorino) - 1968 ex Seaby - 2021 ex Baldwin of St. James auction 56 (from an english gentleman collection) - 2021 ex Den of Antiquity La cosa che rende questi pezzi per me ancor più interessanti, è anche il corredo documentale che li accompagna e che è stato creato dall'ultimo proprietario (il cosiddetto english gentleman citato nell'asta Baldwin): Le monete sono corredate dal caratteristico ticket rotondo tanto caro ai collezionisti d'oltremanica, da una scheda descrittiva in cui sono indicati i dati relativi alla provenienza e alla catalogazione e da una foto-ingrandimento in bianco e nero d'epoca. Tutto questo corredo mi fa pensare a un collezionista molto meticoloso, appassionato e studioso. Per chi volesse approfondire, il breve articolo su questo ripostiglio che ho citato in precedenza, lo potete leggere per intero qui: https://www.jstor.org/stable/42664462?seq=1
  4. Buongiorno, Vi segnalo questo deposito monetale rinvenuto in Bulgaria e fatto risalire all'invasione gotica della seconda metà del III secolo d.C. http://archaeologyinbulgaria.com/2021/04/01/large-silver-coin-hoard-hidden-during-251-ad-goth-invasion-of-roman-empire-discovered-in-bulgarias-plovdiv/ Ciao Illyricum
  5. Sapete quanto sia appassionato alla monetazione romana del III secolo con particolare riferimento agli antoniniani ufficiali e non dell'impero gallico, meglio se provenienti da hoard inglesi censiti e studiati. Orbene... qui ci sarebbe pane per i miei (e non solo miei!!!) denti: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2926&category=59813&lot=2443547 ...ad avere una paccata di sterline sotto al materasso un pensierino uno anche lo farebbe...
  6. grigioviola

    Chapmanslade Hoard

    Inauguro il nuovo anno con uno dei miei primi acquisti 2021: D\ CONSTAN-TINVS AVG R\ PROVIDEN-TIAE AVGG, TRP RIC 449var - Irregular Il pezzo è accompagnato da questo cartellino: che riporta il numero 399 che è il riferimento al catalogo del rispostiglio pubblicato in Coin Hoards from Roman Britain vol. X dato che il pezzo proviene dal ripostiglio di Chapmanslade scoperto con il metal detector nel 1993. Qualche dato sul ripostiglio, tra cui una sua composizione di massima si trova nel sempre ben preciso e puntuale sito del PAS: https://finds.org.uk/database/hoards/record/id/2186 Si tratta di un ripostiglio di 5200 pezzi circa caratterizzato anche da una discreta presenza di radiati del III secolo (12 esemplari di cui 8 imitativi!) e da 25 nummi tetrarchici. La bustina arriva dritta dritta dai catalogatori del British Museum che hanno studiato l'insieme e trattenuto parte del ripostiglio.
  7. grigioviola

    The Appleford Hoard

    Oggi vi presento un nuovo ripostiglio da cui provengono tre nuovi pezzi acquistati recentemente in asta da Roma Numismatics. The Appleford Hoard Il deposito di Appleford, scoperto nel dicembre del 1954, è un ripostiglio molto importante per lo studio della circolazione monetaria della metà del IV secolo in quanto è composto da un considerevole numero di esemplari sia regolari che irregolari sepolti assieme in due vasi separati. La composizione dei due vasi è di natura cronologica: le monete emesse prima del 330 sono state riposte in un contenitore mentre quelle coniate successivamente e quelle di dimensioni minori nell'altro. Il fatto che nello stesso ripostiglio coesistano emissioni regolari e irregolari significa che queste due tipologie molto probabilmente circolavano assieme, in particolar modo è stata rilevata una vicinanza dimensionale tra le emissioni irregolari coniate dopo il 335 con le coniazioni ufficiali. La separazione delle monete in due distinti contenitori era stata ipotizzata inizialmente come un accumulo creato in due periodi distinti e poi occultato nello stesso momento. Tuttavia, nell'analisi del ripostiglio pubblicata nel 1977 da C. E. King nella Revue Belge de Numismatique il fenomeno viene messo in relazione con la riforma monetaria del 330 che prevedette una riduzione del già basso contenuto di argento dal 1.85 al 1% accompagnato da un calo di peso e diametro. La natura della divisione dimensionale dei pezzi suggerisce inoltre che le monete circolassero assieme ma con differente valore. La scoperta del ripostiglio avvenne durante dei lavori di aratura il 21 dicembre del 1954, i due vasi vennero trovati vicini e a poca profondità. Una parte del ripostiglio venne dispersa durante il ritrovamento, ma 5752 pezzi vennero raggruppati e catalogati prima di essere poi in gran parte dispersi nel mercato numismatico. L'Ashmolean Museum conserva un considerevole numero di emissioni irregolari, mentre un catalogo completo di quanto raccolto venne stilato dal dott. Kraay poco dopo la scoperta e ripreso nella pubblicazione edita nel 1977 del ripostiglio quando ormai buona parte di esso (tranne quanto musealizzato) era stato immesso nel regolare mercato numismatico. La composizione si apre con una piccola manciata di antoniniani di Gallieno, Quintillo, Aureliano, Severina, Postumo, Tetrico I, Carausio e Alletto per poi di fatto concentrarsi sulla famiglia di Costantino. I pezzi che ho incluso nella mia collezione provengono dalla E-Sale n. 72 del 25/06/2020 della casa d'aste Roma Numismatics e come ulteriore pedigree provengono dalla collezione personale del commerciante numismatico Brian Henry Grover: ed ecco i tre pezzi in questione: Constans Æ Nummus. Treveri, AD 347-348. CONSTANS P F AVG, pearl-diademed, draped and cuirassed bust right VICTORIAE DD AVGGQ NN, two Victories standing facing one another, each holding wreath and palm; Є between them, TRS in exergue. RIC 199. 1.47g, 15mm, 6h (acquired 1968) Appleford Hoard n. 3656-3740, 42 esemplari Constans I Æ Nummus. Treveri, AD 347-348. CONSTANS P F AVG, pearl-diademed, draped and cuirassed bust right VICTORIAE DD AVGGQ NN, two Victories standing, facing one another, each holding wreath and palm; palm in centre field; TRP in exergue. RIC 206. 1.80g, 16mm, 12h (acquired 1990) Appleford Hoard n. 3980-4147, 61 esemplare Constans BI Nummus. Alexandria, AD 337-340. CONSTANS MAX AVG, laureate, draped and cuirassed bust right GLORIA EXERCITVS, two soldiers standing facing, holding spears and leaning on shields, one standard between them; SMALΔ in exergue. RIC 15. 1.59g, 16mm, 6h (acquired 1961) Appleford Hoard n. 5404, 1 esemplare Bibliografia: Brown, D., 1973 A Roman Pewter Hoard from Appleford, Berks. 205-6 King, C.E., 1977 The Appleford Hoard Robertson, A.S., 2000 An Inventory of Romano-British Coin Hoards London: 303-305 no. 1261 A voi ulteriori considerazioni o pareri che, come sempre, son più che graditi!!!
  8. grigioviola

    Blackmoor Hoard

    Il 30 ottobre del 1873, nella contea di Selborne, a metà strada tra Alton e Petersfield, nel Blackmoor Park , vennero alla luce due vasi in terracotta (ollae) contenenti ben 29788 monete - prevalentemente antoniniani - da Gordiano a Costanzo Cloro. Il ripostiglio sarà noto con il nome di Blackmoor Hoard ed è il quinto in ordine di grandezza tra quelli rinvenuti in Gran Bretagna. Il ripostiglio venne inizialmente studiato dall'allora conte di Selborne che ne pubblicò un report preliminare catalogando il tutto sulla base del Cohen nel numero 17 di Numismatic Chronicle del 1877. Lla famiglia dei conti di Selborne ne detenne la proprietà dalla data della sua scoperta fino agli anni '70 quando il quarto conte di Selborne non lo vendette tramite la casa d'aste Christie's: L'asta fece realizzare prezzi molto elevati per l'epoca e fece un discreto clamore. Successivamente fu definita da alcuni numismatici come un "enormous hoard of horribly cleaned junk, which made crazy prices". Successivamente nel 1982 Roger Bland pubblicò un nuovo studio sul deposito, dandogli la giusta inquadratura e importanza storica: Ciclicamente alcune monete provenienti da questo ripostiglio, riappaiono in commercio. Si tratta per lo più di antoniniani in cattivo stato di conservazione e piuttosto comuni, dato che la stragrande maggioranza di monete apparteneva all'Impero Gallico e soprattutto agli ultimi imperatori Tetrico I e II. Il report preliminare che ne fece il conte Selborne è il seguente: Nella mia collezione, durante gli ultimi anni (e con alcune recenti acquisizioni fresche di questi giorni), sono riuscito a radunare un piccolo gruzzolo proveniente dal Blackmoor hoard: poca cosa, solo 6 monetine su 29.788, ma comunque un discreto frammento di uno dei principali (se non altro per dimensioni) ripostigli britannici. In aggiunta, un fascino particolare a queste monete di per sé davvero umili, deriva dalla documentazione di corredo che fortuitamente e in maniera davvero eccezionale, sono riuscito a reperire e che vorrei condividere con voi. La moneta più pregiata del mucchio è un antoniniano di Postumo che ho trovato accompagnato dal suo tag (cartellino) originale e risalente molto probabilmente alla fine degli anni '80, primi '90 con un uso misto di stampa, macchina da scrivere e penna biro: D\ IMP C POSTVMVS PF AVG R\ IMP X COS V RIC 289 Arrivano poi un gruppetto di quattro esemplari che sono invece accompagnate da bustine d'epoca appositamente create alla fine degli anni '70 dal negozio numismatico londinese posto di fronte al British Museum di Londra, il "Museum Galleries": D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ PAX AVG RIC 100 D\ GALLIENVS AVG R\ AETERNITAS AVGG, Γ Goebl 577/a D\ GALLIENVS AVG R\ ORIENS AVG, Z retrograda Goebl 616/a Infine, l'ultimo pezzo del gruppo e quello fresco di questi giorni, accompagnato dal cartellino del precedente collezionista oltre che dalla ricevuta originale d'acquisto del 1977 in cui viene indicata la provenienza dal ripostiglio in questione: D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 E questo, per il momento, è tutto dal Blackmoor Hoard: un bel connubio tra "storia numismatica" e "storia del collezionismo", quel mix che fa tanto impazzire il sottoscritto e che arricchisce di valore - simbolico ed emozionale - dei tondelli che altrimenti, presi singolarmente, risulterebbero anonimi e snobbati dai più. Spero di non avervi annoiato troppo... e soprattutto mi auguro di essere riuscito a condividere le emozioni che provo nel maneggiare questo materiale!
  9. "A Mid Fourth Century Purse Hoard from the roman military auxiliary fort of Yotvata." - N.T. Elkins View File Piccolo hoard della metà del IV secolo rinvenuto in Israele. Submitter Illyricum65 Submitted 09/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  10. A Small Hoard of Roman Denarii Found in the Region of Kuyavia. The Provenance of Imitative Coins of Roman Imperial Denarii Found in the Territory of Poland." - A. Dymovsky View File Piccolo deposito monetale rinvenuto nel 2015 in Polonia. Submitter Illyricum65 Submitted 09/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  11. "The Roman Imperial Hoard from Desa (Romania)." - Gazdac, Neagoe View File Descrizione del deposito monetale da Desa (Romania), da Nerone a Marco Aurelio. Submitter Illyricum65 Submitted 09/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  12. "Coin hoards and hoarding in Britain AD 43 - c. 498." - R. Bland View File Testi sul fenomeno dell'hoarding nella Britannia Romana. Submitter Illyricum65 Submitted 01/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  13. "The Augustan conquest of southeastern Alpine and western Pannonian areas: coins and hoards." - A. Miskec View File Ripostigli monetali collegati all'espansione romana augustea nell'arco alpino e la Pannonia. Submitter Illyricum65 Submitted 01/05/2020 Categoria Monete Antiche  
  14. "Circulation of Antique Coins in Southeastern Europe Viminacium Serbia." - V.Ivanisevic, B.Boric-Breskovic, M.Vojvoda View File Atti del Convegno: "Circulation of Antique Coins in Southeastern Europe Viminacium Serbia 15_17 September 2017". Submitter Illyricum65 Submitted 26/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  15. "Roman Britain and its economy from coin finds." - R. Reece View File Una analisi sull'economia dell'isola britannica durante il periodo romano, basata sulla evidenza dei depositi monetali. Submitter Illyricum65 Submitted 22/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  16. "LE GROS TRÉSOR DE DIVO CLAUDIO D’EL JEM (TUNISIE)" - Ben Hadj View File Analisi della monetazione DIVO CLAVDIO in un deposito monetale tunisino. Submitter Illyricum65 Submitted 21/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  17. "Coin hoards and hoarding in Roman Britain AD 43 - c.498" - R. Bland View File Recentissimo testo sul fenomeno dell'hoarding nella Britannia Romana (in inglese). Submitter Illyricum65 Submitted 21/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  18. "The supply and movement of denarii in Roman Britain" John Creighton View File Analisi sulla circolazione dei denarii romani sulla base delle evidenze date dagli hoard (depositi monetali). Submitter Illyricum65 Submitted 21/04/2020 Categoria Monete Antiche  
  19. Tra i miei recentissimi acquisti, ci sono altre nuove entrate con provenienza da ripostigli! In particolare volevo evidenziarvi questo pezzo di Gallieno che arriva direttamente dal Normanby Hoard: Gallieno - Antoninianus (18.5mm, 2.36 g, 6h). Zecca di Roma, 1a officina. 7a emissione (262 d.C.) D\ "GALLIENVS AVG" R\ "[LIB]ERALIT AVG" MIR 36, 457q1 corr; RIC V (sole reign) 228 var. (bust type); Cunetio 1033; Normanby 114 La moneta ha un pedigree ben ricostruibile: Ex N. M. McQ. Holmes collection (CNG eAuction 442/2019) - Ex C. J. Martin (Coins) Ltd., 1987 - Ex Normanby, Lincolnshire, Hoard (1985) [IRBCH 854], no. 114. Ed in più presenta questa altra singolarità che ne contribuisce, per me, ad arricchire il suo valore aggiunto: La moneta in questione è quella fotografata nel catalogo riferimento di Gallieno di Goebl (il MIR) e nel libro dedicato al ripostiglio di Normanby... pezzo quindi non solo proveniente da ripostiglio noto e divenuto caposaldo di riferimento per studio e catalogazione, ma anche pezzo pubblicato nelle tavole fotografiche!
  20. Hyperion

    Ihnasyah Hoard

    nell’Intento di dar un contributo al forum da novizio, e sperando che possa esser di utilità e interesse (Sperando che la sezione sia corretta e non volendo andar contro a nessuna direttiva del forum), senza fare nomi, volevo segnalare che ho trovato ieri online in vendita numerosi esemplari attribuiti al Ihnasyah hoard Sono venduti citando come provenienza e documentazione dal Royal Ontario museum. non ho nozione se questa possa esser notizia utile o gradita, ma ho pensato di condividerla. (Per i moderatori: se non va contro nessuna regola e ritenete, posso fornire la fonte e link dove le ho trovate) buona giornata a tutti. Nicola
  21. Carissimi tutti, era da un po' di tempo che volevo aprire questa discussione per parlarvi di un altro hoard inglese di monete medievali. Il presto è quello per presentarvi il nuovo penny entrato in collezione :) Il Knaresborough Priory hoard è stato rinvenuto nel 1805 ed è quindi uno dei più antichi esempi di ritrovamenti. Knaresborough è oggi una cittadina del North Yorkshire con una popolazione di circa 14000 persone; già citata nel Domesday Book del 1086 , a partire del secolo successivo conobbe un importante sviluppo economico grazie alla presenza di un mercato cittadino che attraeva i commercianti della regione. Nei pressi della cittadina venne costruito inoltre un importante castello di cui ancora oggi sono visibili le rovine dopo che venne distrutto nel 1648 a seguito della decisione del parlamento di rendere inagibili i castelli reali. Al ripostiglio è stato dedicato uno studio di R.H.M. Dolley e H.E. Pagan nel 1963 che è stato pubblicato nel BNJ dello stesso anno dal titolo "An early nineteenth-century discovery of Edward pennies at Knaresborough Priory". Nell'articolo viene proposta come data ultima di deposizione del ripostiglio quella del 1328, sebbene non si possa essere del tutto certi in quanto delle circa 1600 monete che componevano il ripostiglio in origine ne sono state studiate "solamente" 1037. Ad eccezione di un solo esemplare, queste monete vennero analizzate dal British Museum nel 1963 per poi essere disperse sul mercato antiquario londinese. Purtroppo non si hanno informazioni sul contenitore originale del ripostiglio. La composizione del hoard può essere riassunta come segue: Inghilterra 1012 pz. (999 inglesi e 13 della zecca di Berwick ) Scozia 1 pz Monete Continentali 14 pz Imitazioni 9 pz in particolare per le emissioni inglesi si riporta la tabella con la classificazione per zecche e classi La moneta proveniente da questo ripostiglio è la seguente: Si tratta di un penny di Edoardo I, appartenente alla classe 4c e coniato nella zecca vescovile di Durham fra il 1282 ed il 1289 ca. Questo esemplare proviene dalla collezione di J.J. North ( che lo acquistò da Spink nel 1964 ) ed è pubblicato al numero 242 tavola 10 del volume 39 del SCBI che raccoglie la collezione dello stesso collezionista e studioso inglese.
  22. grigioviola

    Poundbury Hoard

    Nell'autunno del 1985, durante i lavori per la realizzazione di un parcheggio nei pressi di Dorchester, nell'area del Poundbury camp a ridosso della proprietà della Wyver Fireplaces LTD, E. Carter, H. Hallett, B. Mitchell e E. Vincent trovarono un ripostiglio di oltre 7000 antoniniani, il numero esatto non è noto in quanto manca una pubblicazione ufficiale e un catalogo pubblico del ripostiglio che è noto come "The 1986 Poundbury Hoard" (registrato nel libro della Robertson ai num. 695 e 972 e nel P.A.S. al numero IARCH-A9B532). Gli scopritori raccolsero le monete emerse durante lo sterramento in un secchio di latta e le portarono al Dorset County Museum che le inviò poi all'Ashmolean Museum per la pulizia e catalogazione. Di questo ripostiglio esiste attualmente solo una piccola pubblicazione, con una introduzione preliminare sul deposito, risalente al 2004, quasi 20 anni dopo la scoperta: "King, C.E. and Woodward, P.J., 2003 The 1986 Poundbury hoard of 3rd century antoniniani" Il ripostiglio presenta come pezzi più antichi, antoniniani di Etruscilla e Volusiano mentre presenta come termine di chiusura una cinquantina di antoniniani di Carausio. Gli imperatori gallici sono ben rappresentati per quanto riguarda Vittorino e i Tetrici, mentre sono presenti in misura minore Postumo, Mario e Leliano. Una buona rappresentanza è data anche dagli imperatori centrali Gallieno, Salonina e Claudio II, mentre in misura minore appaiono Valeriano I e II, Quintillo, Aureliano, Probo e Numeriano. Infine, il gruzzolo presenta anche un buon numero di emissioni imitative. Si tratta della tipica composizione dei ripostigli britannici interrati attorno alla fine degli anni '80 del 200, inizio 290 d.C. In questi ultimi giorni, per una serie di vicissitudini e casi della vita, sono entrato in contatto direttamente con il nipote del sig. B. Mitchell, uno degli scopritori, che attualmente sta vendendo la sua quota di proprietà del ripostiglio e questo è un piccolo assaggio della porzione di ripostiglio che mi sono portato a casa: Le monete sono quasi tutte inserite in buste con la catalogazione fatta dagli addetti del museo. Nel "mucchio" spiccano Etruscilla (in una emissione ibrida con Treboniano Gallo, che mi riservo di analizzare più dettagliatamente) e Aureolo in nome di Postumo, zecca di Milano, tipo SALVS. C'è poi un Tetrico, esemplare su bustina bianca, che in realtà non è un Tetrico ma un Vittorino, rovescio VICTORIA AVG che potrebbe riservare qualche particolarità, ma necessito prima di vederlo in mano. A questi pezzi poi ho aggiunto anche una rappresentanza di Valeriano, Gallieno, Salonina, Claudio II e Postumo. Quando mi arriverà il gruzzoletto, farò un'analisi più dettagliata.
  23. Illyricum65

    Beachy Head Hoards

    Il contenuto della presente discussione è proposta e condivisa tra lo scrivente Illyricum e grigioviola, accomunati dal comune interesse per il tema e, questa volta, dal fatto di aver provveduto pressochè contemporaneamente all’acquisto di alcuni esemplari provenienti dallo stesso hoard. L’amico grigioviola aveva già parlato in passato del deposito monetale oggetto di studio e il presente testo non vuole essere una ripetizione di quanto già espresso ma un approfondimento di quanto già riportato allora. BEACHY HEAD HOARDS "The coins were found in one of the valleys between Beachy Head and Birling Gap. The men were digging flints about two feet from the surface. The pick struck against the crock in wich the coins were deposited, and they all rolled out. The crock fell to pieces from the blow and exposure to the external air". Lettera tra Mr. Insoll e Mr. Willet, luglio 1879. Ciao, la ricerca di monete da hoard britannici certificati continua… e talvolta salta fuori in rete qualche esemplare in vendita. Al fine di ampliare la raccolta personale ho acquisito da rivenditore professionale britannico (lo stesso dal quale acquistai le Grassmoor Hoard) due esemplari provenienti da un hoard del quale non avevo testimonianze. Si tratta del Beachy Head Hoard: e a questo punto coloro che sono più addentro nel tema mi chiederanno “Beachy Head Hoard ? Di quale anno?” Questo perché l’area di Eastbourne (East Sussex) è ricca sia di invenimenti monetali romani che umani antichi. Probabilmente perché questo territorio costiero dell’Inghilterra meridionale è prossimo al punto di maggior vicinanza al continente e l’alta scogliera, alternata a basse spiagge, consente un’ampia visibilità sul Canale della abbinata ad una relativa facilità di sbarco. Quindi un luogo facilmente raggiungibile ma che consentiva una vigilanza ad ampio raggio. In altra maniera non si spiega il susseguirsi di insediamenti umani in un territorio che attualmente si presenta brullo, aspro, spazzato da venti spesso impetuosi che condizionano anche lo sviluppo della vegetazione (e mi riportano alla mente gli effetti della “mia” Bora sulla vegetazione nelle zone più esposte alla sua azione, specie in quelle cosiddette a “landa”). Un ambiente degno, in poche parole, di fare più da sfondo a “Wuthering Heights” o “Jane Eyre”di Emily Bronte che non a un testo con velleità storiche…
  24. grigioviola

    South Petherton hoard

    Oggi volevo parlarvi di questo ripostiglio inglese che non mi sembra sia stato approfondito nel forum. Ha una composizione davvero interessante sia per la presenza di monete di un certo livello di rarità che per alcuni pezzi "di contorno" ma di estremo interesse (gli unici trattenuti dal museo competente per territorio: il Somerset County Museum). Il ripostiglio è stato rinvenuto il 13 novembre del 2013 dal detectorista George Hughes residente a South Petherton e comprende ben 7562 antoniniani, 1 denario, 1 asse, 1 sesterzio e un anello di bronzo. La moneta più antica è probabilmente l'asse e si tratta di una copia barbarica di un asse di Claudio di cui purtroppo non sono riuscito a trovare alcuna immagine. La parte musealizzata è unicamente quella riguardante il sesterzio e l'annello di bronzo che sono stati trovati "uniti" assieme: materiale di risulta per produrre moneta imitativa? Di radiati irregolari il ripostiglio ne conteneva solamente 33, una minima parte rispetto la totalità dei pezzi. Il solo denario presente è di Settimo Severo (l'unica foto che ho trovato non è ahimé delle migliori): Le dimensioni del ripostiglio sono notevoli e in linea con gli hoard inglesi che comunemente troviamo repertoriati per quel periodo, molto belle alcune foto d'insieme: come data di interramento e chiusura del ripostiglio è stato preso il termine del 274 visto che la moneta più recente è un antoniniano di Aureliano della zecca di Milano (quarta serie). Particolarmente nutrita la presenza di monete di Leliano, ben 23, e di Mario, 81. I Gallici sono in totale 4847 ed è quindi palese che si tratti di un accumulo di monete formato durante l'impero Gallico e interrato poco dopo la sua fine in un periodo di incertezza politica. Da notare, infine, un antoniniano di Salonino da Augusto (FELICITAS AVGG) che si aggiunge ai 13 noti per quel tipo: La composizione completa del ripostiglio è questa: Central Empire Marcus Aurelius (AD 161-80), 1 (sestertius) Wars of the Succession (AD 193-7) Septimius Severus, 1 (denarius) Gordian III (AD 238-44), 1 Philip I (AD 244-9), 1 Decius (AD 249-51), 1 Herennia Etruscilla, 1 Trebonianus Gallus (AD 251-3), 4 Joint reign of Valerian & Gallienus (AD 253-60) Valerian I, 107 Gallienus, 45 Uncertain (Valerian or Gallienus), 1 Salonina, 60 Valerian II, 4 Divus Valerian II, 12 Saloninus Caesar, 10 Saloninus Augustus, 1 Sole reign of Gallienus (AD 260-8) Gallienus, 1364 Salonina, 101 Claudius II (AD 268-70), 760 Divus Claudius II, 67 Quintillus (AD 270), 121 Aurelian (AD 270-5), 52 - latest coin fourth series at Milan (= AD 274) Gallic Empire Postumus (AD 260-9), 773 Laelian (AD 269), 23 Marius (AD 269), 81 Victorinus (AD 269-71), 3296 Tetricus I (AD 271-4), 526 Tetricus II, 112 Others Uncertain Gallic emperor, 3 Emperor illegible, 1 Irregular as (Claudian copy), 1 Irregular radiates, 33 L'intero ripostiglio è stato venduto all'asta da Lawrences Auctioneers il 19/05/2016 fruttando ben 48.800 sterline. Fa impressione vedere le foto di alcuni lotti (tutti multipli), ve ne metto alcuni per curiosità (notate l'unico lotto raggruppante tutti i Leliano... da lasciarci gli occhi!): Era un ripostiglio di cui sono venuto a conoscenza dopo l'asta... altrimenti un pensiero l'avrei fatto... di certo non al lotto dei Leliano... che ha raggiunto un signor cifrone! Ma tant'è... mi sono accontentato oggi di acquistare da Sondermann due Postumo a mio avviso carini e uno non proprio così frequentissimo. Provengono entrambi da questo lotto multiplo: e nello specifico sono: Postumus Antoninianus, struck 262 AD at Cologne mint. Obv: IMP C POSTVMVS P F AVG, radiate, draped and cuirassed bust right. Rev: SALVS AVG, Salus standing left, holding patera in right hand from which a snake, which is rising from small altar placed on ground to left, is feeding; in her left hand Salus holds a rudder. 3,13 g, 21 mm. RIC 85; Elmer 301; AGK (corr.) 79; Cunetio 2392 Postumus Antoninianus, struck 268 AD at Cologne mint. Obv: IMP C POSTVMVS P F AVG, radiate, draped and cuirassed bust right. Rev: IOVI STATORI, Jupiter standing left, holding thunderbolt and sceptre. 3,31 g, 20 mm RIC 309; Elmer 563; AGK (corr.) 38a; Cunetio 2449 Che dire, sono soddisfatto dell'acquisto e soprattutto della provenienza dei pezzi in questione che è certa, tracciata, studiata, catalogata e venduta legalmente con tutti i sacri crismi del caso. Qualsiasi parere e confronto è ovviamente gradito!
  25. Illyricum65

    Nether Compton Hoard

    Ciao, come noto, risulto affetto da una strana malattia... la “hoard mania”,:D e rientrato temporaneamente dal I secolo d.C.(vedi discussione sulle imitative di Claudio I,) ero alla ricerca di qualche esemplare disponibile… così ho pensato di portare compagnia alle già descritte monete del IV secolo provenienti dal Grassmoor Hoard http://www.lamoneta.it/topic/108636-grassmoor-hoard/?hl=grassmoor Come sappiamo il fenomeno dell’hoarding ha radici già nella Gran Bretagna pre-romana e nel periodo post-romano continua, fino ai tempi recenti. Così ho acquistato questa costantiniana proveniente dal Nether Compton Hoard. E’ un hoard che già presentai nella discussione sugli hoard romano-britannici: http://www.lamoneta.it/index.php?app=core&module=search&do=search&fromMainBar=1 Rinvenuto il 19/2/1989 da Mike Pittard con l’utilizzo di un MD. Il sito di Nether Compton (Dorset) è costituito dai resti di una strada romana, di resti dell'età del ferro e di un edificio romano. Foto da Google Earth con sovrapposte le evidenze sotterranee. Foto da Google Earth con indicato il luogo di ritrovamento dell'hoard. L’annuncio e le foto del ritrovamento furono pubblicate su The searcher (Issue 44, Aprile 1989) Consegnato dal rinvenitore al Dorchester Museum, fu dallo stesso reso a Pittard, venduto e disperso nel 1994. Non venne mai redatto un preciso elenco del deposito. Il vaso contenente le monete e altre 33 monete addizionali furono donate al museo.
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