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chievolan

Offerte votive nelle fondamenta.

Risposte migliori

chievolan

Nelle Historiae di Tacito, che trattano delle guerre civili del 69-70 d.C., si parla dell'incendio del Campidoglio e poi della sua ricostruzione.

In III/53 Tacito ci dice : "Passimque iniectae fundamentis argenti aurique stipes et metallorum primitiae, nullis fornacibus victae, sed ut gignuntur: praedixere haruspices, ne temeraretur opus saxo aurove in aliud destinato."

La traduzione che ne viene fatta è la seguente: "Vennero gettate qua e là nelle fondamenta, monete d'oro e d'argento e anche metalli preziosi e grezzi, non ancora lavorati in nessuna fornace, ma tali e quali vengono prodotti in natura: gli aruspici ammonirono che il tempio non fosse profanato con pietre od oro destinati ad altro uso".

Se vogliamo tentare una traduzione non libera ma letterale abbiamo: " E qua e là (vennero) gettate nelle fondamenta monete (?) d'oro e d'argento e metalli grezzi, non domati da alcuna fornace, ma come generati (in natura): ...".

Il mio vecchio Castiglioni-Mariotti mi dice che stips, stipis significa piccola moneta, obolo, denaro, offerta.

Da questo termine e dal verbo pendo, pendere (= pesare) viene poi il termine stipendio. (Qui, fra parentesi, mi sorge una prima riflessione, ... il termine stipendium è antico, e il fatto che derivi anche da pendo, mi fa pensare che stips potrebbe significare non "piccola moneta", ma mi vien più da pensare alle grandi prime monete fuse romane, per ciò che riguarda l'origine del vocabolo).

Vi è poi il termine stipes, stipitis = tronco, ramo, palo, che forse è all'origine di stips, se pensiamo all'aes signatum.

Il punto .... qual'è la traduzione esatta di "argenti aurique stipes"? Si trattava di monete auree e denari imperiali? Le ricerche archeologiche hanno mai portato alla luce metalli grezzi in fondamenta di luoghi di culto?.

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Mirko8710

Per rispondere alla tua ultima domanda.

Sin dagli albori della civiltà si è sentito il bisogno di proteggere ciò che era prezioso e scavare buche era senza dubbio il modo più facile.

Durante gli etruschi ma soprattutto con i romani si vennero a creare le cosiddette favissae, ossia dei depositi votivi contenenti gli ex-voto.

Sappiamo che una volta che le offerte raggiungevano una quantità tale da essere in esubero, esse, venivano spezzate (in caso di statuette per esempio) e sotterrate, così da mantenerle, comunque, all'interno del recinto sacro.

La favissa aveva anche una funzione di rinnovo, mi spiego, se chi arrivava in un abitato e lo trovava abbandonato, in genere, il rispetto per l'antico era dovuto e quindi, nelle fondamenta degli edifici che di li a breve sarebbero stati costruiti venivano gettate le precedenti offerte/ex-voto. Per questo, molte volte, troviamo templi che si sovrappongono ad altri, intervallati da questo genere di deposito.

Tornando al Campidoglio un esempio di favissa sono le favissae capitolinae, nelle quali venivano raccolti gli oggetti del Tempio di Giove Ottimo Massimo.

Ovviamente, all'interno delle favissae, si può trovare dalla "vile" moneta in bronzo, alla piccola statuetta in piombo, dalla Metopa figurante il Dio, al frontone intero del vecchio tempio, dalla piccola spilla in bronzo, al ricco anello in oro.

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Paleologo

Direi che in questo caso stipes potrebbe anche tradursi nel senso tecnico di "depositi votivi", visto che proprio di questo stiamo parlando (es. la "stipe di Vicarello")

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Mirko8710

Così per dire...anche la famosissima Colmata Persiana è una favissa.

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g.aulisio

Stipi, favisse ed offerte di fondazione non sono esattamente la stessa cosa.

Mentre per stipi e favisse vengono generalmente intesi degli accumuli (in giacitura primaria o secondaria) legati a luoghi di culto, i depositi di fondazione sono piuttosto specifici, sotto diversi punti di vista.

Innanzitutto non sono necessariamente connessi con luoghi di culto o aree sacre, ma possono essere relativi ad edifici civili e militari.

In secondo luogo, cio' che é piu' interessante da un punto di vista numismatico, contrariamente a stipi e favisse non sono caratterizzati da un proptrarsi nel tempo delle offerte, ma al contrario testimoniano un singolo atto rituale legato, appunto, alla fondazione di un edificio, con tutto cio' che ne consegue in termini di testimonianza cronologica.

Il citato passo di Tacito mi sembra che si riferisca per l'appunto ad un deposito di fondazione.

Certo é che, se spesso nel deposito ritale venivano poste monete, non sempre queste erano di metallo prezioso.

Porto ad esempio il deposito rituale rinvenuto nelle fondamenta delle mura di Rimini nel 1987: in quel caso furono sacrificate una semiuncia fusa (testa di gallo), due bronzetti Ariminum (coniati) e un malcapitato cane volpino...

Il fatto che si tratti di un deposito di fondazione e non di una stipe ci permette di affermare che, con ogni probabilità, le tre monetine, fuse e coniate, circolassero nel medesimo tempo.

Oltre, chiaramente, al cane volpino.

Modificato da g.aulisio
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Vincenzo

Porto ad esempio il deposito rituale rinvenuto nelle fondamenta delle mura di Rimini nel 1987: in quel caso furono sacrificate una semiuncia fusa (testa di gallo), due bronzetti Ariminum (coniati) e un malcapitato cane volpino...

Il fatto che si tratti di un deposito di fondazione e non di una stipe ci permette di affermare che, con ogni probabilità, le tre monetine, fuse e coniate, circolassero nel medesimo tempo.

Oltre, chiaramente, al cane volpino.

Caro Ausilio hai accelo la miccia cronologica sulle emissioni riminesi e dei Galli Senoni... :D

Direi, di spostare la discussione dalle "nostre parti" se siete d'accordo.

Vincenzo.

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Paleologo

Grazie a @g.aulisio per il prezioso chiarimento. Perché il volpino? Se non sbaglio è un'immagine che ricorre anche nella monetazione italica...

Confermate se è il caso di spostare la discussione, al momento mi pare di argomento abbastanza generale.

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g.aulisio

Se non ricordo male l'ipotesi interpretativa, il cane veniva messo in relazione con una funzione in qualche modo protettiva, trattandosi di mura.

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g.aulisio

Caro Ausilio hai accelo la miccia cronologica sulle emissioni riminesi e dei Galli Senoni... :D

Direi, di spostare la discussione dalle "nostre parti" se siete d'accordo.

Vincenzo.

Pane per i tuoi denti...

Magari la discussione la lasciamo qui, dato che come giustamente rilevava quel signore dal buffo cappello puo' essere di interesse piuttosto generale, e nel contempo stasera cerco di trovare il tempo di ritrovare un articolo dell'Ortalli sul deposito di Rimini (mi pare sia su un Etudes Celtiques que dovrei avere a casa) in modo da preparare un post un po' piu' circostanziato da piazzare dalle nostre parti e darti cosi' modo di scatenarti :)

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Paleologo

quel signore dal buffo cappello

Άνάθημα!!!

:D

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g.aulisio

Caro Ausilio hai accelo la miccia cronologica sulle emissioni riminesi e dei Galli Senoni... :D

Direi, di spostare la discussione dalle "nostre parti" se siete d'accordo.

Vincenzo.

La bagarre sulla cronologia andiamo a scatenarla qui http://www.lamoneta.it/topic/100395-galli-e-volpini/ , non in piazzetta... ;)

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chievolan

Nel passo di Tacito (che ho erroneamente citato come III,53, mentre si tratta invece del libro IV,53) non si parla certamente di depositi votivi.

Qui non si tratta delle usuali offerte in statuette, monete, etc; non si parla di buche nel terreno.

Tacito non usa neppure semplicemente "stipem spargere" o "stipem iacere", così che si saprebbe che sono state gettate offerte, ma non come e dove; lui dice proprio "passimque iniectae fundamentis argenti aurique stipes et metallorum primitiae, ....". e possiamo figurarci che quelle offerte vennero proprio sparse come seme qua e là e non riposte in uno o più muchietti.

A me sembra di capire che, seguendo le indicazioni degli aruspici, vennero fatte offerte di oro argento ed altri metalli tutti grezzi e non ricavati per fusione, quindi oro argento rame e ferro nativi.

Non penso si debba assolutamente tradurre "argenti aurique stipes" con monete d'oro e d'argento, perchè anche quei metalli dovevano essere "nullis fornacibus victae, sed ut gignuntur".

(Nell'area del tempio da ricostruire furono fatti entrare solo soldati con nomi beneauguranti con rami di alberi da frutto, le vergini vestali e fanciulle e fanciulli che avessero ancora in vita entrambi i genitori a spruzzare il terreno con acqua attinta da fonti e torrenti).

Ciò che chiedo a chi ne fosse a conoscenza e in particolare agli amici archeologi, se si sono mai trovati nelle fondamenta di qualche tempio esemplari di METALLI NATIVI.

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