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Statere di Corinto / Statere di tipo corinzio


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Risposte migliori

Chiedo venia se la domanda è sciocca, ma mi sto avvicinando alle greche piano piano in punta di piedi e senza fare troppo rumore, dunque perdonate l'ingenuità: come distinguere uno statere di Corinto

Statere di Corinto

da uno statere italico

Statere di tipo corinzio

di tipo corinzio?

Cioè, quali differenze stilistiche e/o di dettagli sono da osservare per capire se trattasi di statere di Corinto oppure italico della Magna Grecia?

Grazie! :) :)

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In primo luogo è da considerare il "segno di zecca" posto sotto al alla pancia del cavallo o in prossimità degli zoccoli anteriori, è la lettera che contraddistingue l'officina di emissione: per Corinto un simbolo simile alla lettera Phi minuscola, detta Koppa.

Da questo simbolo si può risalire alla zecca, va considerato che lo statere di Corinto è stato imitato e coniato da numerosissime zecche dell'Illiria identificabili per il nome della polis per esteso o per la sua lettera simbolo. Dato il successo gli stateri furono poi coniati in alcune delle colonie al di fuori della Grecia e del Peloponneso.

Quello Italico coniato a Reggio, rasa al suolo da Dionisio I nel 387, e ricostruita da Dionisio II una quindicina di anni più tardi, ed era in origine una colonia di Corinto ha come lettere identificative PH, cioè la Rho e la Eta per Recinos.

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C'è un mitico statere di tipo corinzio coniato anche a Siracusa, con la scritta SURAKOSEON, una moneta molto ambita, del epriodo di Timoleonte (vado a memoria). Su CNG attualmente è in vendita uno statere di Locri SPl a 1400 dollari, una moneta magnifica. Anche questa tipologia, non diversamente dalle civette di Atene, ha avuto funzione di mezzo privilegiato di scambio e di questo sono testimonianza le numerose riedizioni da parte di colonie vicine e lontane. In misura minore, ma questa cosa è avvenuta anche per lo statere di Tebe (Scudo beota/vaso).

Comunque, come dice Picchio, Corinto si riconosce per la Koppa. E' la stessa lettera che si trova sugli stateri incusi di krotone, in seguito sarebbe evoluta in kappa. Si scrive come il segno del sesso femminile ma senza trattino orizzontale.

Caius

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Come già detto lo statere di tipo corinzio, è stato imitato e coniato in una miriade di zecche che andavano da est ad ovest.

Posso citare (come detto anche da picchio), quelli coniati in Illyria e generalmente nella Grecia centrale.

Non sono da sottovalutare gli stateri delle colonie di Corinto, come Akarnania, e tutte le sue città.

Praticamente ognuna coniava il suo statere di tipo corinzio, tra le più conosciute ricordo Leukas, (caratterizzata dalla lettera "Λ" al posto del solito simbolo di corinto), Metropolis (con la M contromarcato sull'elmo di Athena), o Anaktorion (simbolo AV).

In Illyria invece il più importante era coniato a Epidamnos-Dyrrhachium (oggi molto raro e ricercato e con simbolo "Δ").

Si passa così ad Epeiros e la sua importante città di Ambrakia, con stateri di tipo splendido, aventi in molti casi un pegaso di fattura quasi arcaica (caratterizzati dal simbolo "A").

L'influenza di questa moneta, si trasmise ben presto nella regione Magno-Greca del Bruttium.

Troviamo un bellissimo statere di tipo corinzio a Locri Epizephyrii (l'attuale Locri), con fulmine sotto a pegaso e le legende ΛO, ΛOK, ΛOKPΩN.

La zecca dopo il 350 a.C. cominciò a coniare regolarmente, stateri di tipo "corinzio" con sistema ponderale corinzio, prendendo da esempio Syracusa dalla quale era stata protetta fino a poco tempo prima.

Tutto questo ebbe inizio proprio quando, nel 346, Corinto intervenne per proteggere Syracusa dalla minaccia Cartaginese.

E' proprio con l'arrivo di Timoleonte che si diffonde lo "statere di tipo corinzio" prima a Syracusa e poi a ruota alle città a lei legate, come Locri...

La stessa Corinto aumentò l'emissione di questo tipo di moneta per i commerci con l'Italia del sud.

Basti pensare che nella Sicilia sud-orientale, il 70% dei ripostigli rinvenuti e risalenti a un periodo a cavallo tra il IV e il III secolo a.C. sono costituiti di stateri di tipo Corinzio.

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  • 2 anni dopo...

troverete anche utilissime informazioni sui pegasi nella seguente ottima monografia

Romolo Calciati Pegasi, Edizioni I. P., Mortara 1990.

vi anticipo però che l'opera è sia costosa sia di difficile reperibilità, malgrado l'autore sia italiano e malgrado l'opera sia stata stampata in Italia l'ho vista in vendita poche volte e spesso solo da negozianti statunitensi

Modificato da Fid
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Direi che l'esposizione di Miglio è come consuetudine perfetta. L'emissione di stateri con testa di Atena elmata su un lato e pegaso sull'altra si lega storicamente a Corinto e alle sue colonie, Anactorium, Argos Amphilochicum, Leukas, Ambracia, Thyrreheium, Dyrracchium queste tipologie più facili da trovare in aste o da venditori.

Vi sono colonie, invece, per cui ho visto prezzi molto salati (considerate rare), come Echinus, Corcira, Alizia, Metropolis, Astakus e altre...

Per la Magna Grecia, lo statere di tipo corinzio, se non sbaglio, è stato emesso da Locri, Terina, Rhegium, Medma, Hipponium, Heraklea...

In Sicilia, in particolare Siracusa, ma c'è qualcosa anche di Leontini e di zecca punica (estremamente rari...)

Le zecche in genere vengono indicate dal simbolo sotto il pegaso... ma spesso non basta... la classificazione operata dal 'Pegasi' di Calciati spazia fra centinaia di pezzi, che variano per simbolo di zecca, immagine di riferimento (non so se fosse legata al magistrato monetario e in genere posta dietro la nuca di Atena elmata), altri simboli, immagini o scritte...

Una vera enciclopedia in due volumi non facile da trovare. Qualcosa si trova da venditori americani o sul sito di un venditore olandese, a cui avevo fatto richiesta, ma che lo ha reperito dopo che lo avevo già acquistato dall'autore...

cmq si aggira intorno ai 250 euro, forse qualcosa di più.

ciao

stefano

Ps. 15x60 un nuovo 'greek boy'? Mitico!!!!

Ops... non avevo notato che la discussione era un po' datata... cmq non dispero...

Modificato da nightfly
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sui Pegasi vi segnalo anche

Holloway, R. Ross. Il problema dei "pegasi" in Sicilia 1982

Cutroni Tusa, Aldina. Nuove considerazioni sul problema della circolazione dei pegasi in Sicilia. 1987

Modificato da Fid
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