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mariov60

La piccola storia vicina a noi; il confine perduto

Risposte migliori

mariov60

Migliaia di veicoli attraversano quotidianamente la pianura padana. Rappresentanti, operai, impiegati, studenti ed insegnanti, agricoltori, commercianti, e tutti gli altri; e celati fra loro appassionati di storia, di archeologia e magari anche di numismatica. Tutti scorgono gli antichi campanili, le maestose torri, le possenti mura, le mostrano ai compagni di viaggio e si perdono per un attimo nell'incanto di queste opere del passato.

Quanti si accorgono delle piccole vestigia, delle tracce del passato a portata di mano ma annerite dai gas di scarico, offese dai decespugliatori, ribaltate dalle macchine agricole?.....facciamo una prova?

Unico escluso...Libeccio! (ne abbiamo parlato giorni fa....), per tanti non sarà difficile...per molti sarà una bella scoperta.

post-20130-0-69059800-1370722598_thumb.j

innanzi tutto mi scuso per la scarsa leggibilità ma la sporcizia del manufatto ed il controluce hanno reso ancora più misterioso il documento:

le indicazioni dicono: freccia verso sinistra STATI SARDI; freccia verso destra REGNO LOMBARDO (leggibile): dove siamo?

A dopo

Mario

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rick2

sei a Luzzara , vicino a suzzara in provincia di mantova

quella e` la porta zamiola in fondo a via dalai

e quel canale si chiama po` vecchio dove c era una dogana

Modificato da rick2

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mariov60

No Rick! Fuochino! Ma ancora più facile da raggiungere e scoprire: è sulla Strada statale 62, proprio alle porte di Suzzara. Oggi lì corre il confine fra l'Emilia e la Lombardia; un tempo era confine di stato.

Il fossato comunque è il cavo Vecchio Po; l'altra ala del ponte

post-20130-0-79366600-1370726680_thumb.j

la posizione esatta

post-20130-0-56225000-1370726858_thumb.j

l'immagine visibile da googgle maps

post-20130-0-70859500-1370726924_thumb.j

Lungo tutto il confine correva uno steccato destinato ad evitare il contrabbando (pensa un po) e la fuga dei disertori. Sul ponte si fiancheggiavano le due dogane.

Il fossato si presenta con un nome altisonante ma, come si può notare dalla prima immagine, è solo un fosso...difficile immaginare che abbia potuto essere un confine "naturale".

Quest'area nel corso della terza guerra d'indipendenza fu teatro di grandi manovre militari volte allo scopo di provare l'efficacia delle nuove bocche da fuoco dell'artiglieria campale sulle fortificazioni di Borgoforte; il tutto narrato da Roberto Segre in una corposa e documentata monografia edita da Sometti

ciao : -)

Mario

Modificato da mariov60
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altrove2000

Bravo Mario , per fortuna grazie a te emergono queste bellezze nascoste...

Secondo me siamo gia' fortunati che non sia passato qualche stradino a dare una mano di bianco al ponte, coprendo la scritta, o magari qualche burocrate non abbia rimosso la parte in pietra , per sostituirla con un bel manufatto in calcestruzzo . :shok:

Basterebbe poco per valorizzare e non dissipare questi importanti ricordi...purtroppo la realtà è un altra ....

Alla fine, ringrazio lo stradino che almeno tagliando l'erba , ha reso leggibile la scritta, facendola notare a Mario e Libeccio ... :good:

Ciao.

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rick2

interessante comunque

a me e` capitato durante un giro in val vestino di vedere una vecchia lapide con il confine tra italia e impero austro ungarico e da li ho scoperto che la valvestino fu annessa a brescia dopo la I guerra mondiale mentre prima era del trentino

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417sonia
Supporter

Buona Domenica

Grazie Mario, sono sempre gradite queste notizie "minime" (se vogliamo) di storia; minime ma alla portata di tutti...basta conoscerle.

Dovrebbero essere le amministrazioni comunali a valorizzare questi aspetti legati al loro territorio ed alla storia che rappresentano.

Una volta erano posti importanti e - forse - oggi meno, perchè l'interesse che allora li faceva preminenti, come l'esistenza di una frontiera, oggi non c'è più....ma non dovrebbero essere relegati all'oblio.

Questa amministrazione comunale è stata più attenta......

post-21005-0-16703200-1370769234_thumb.j

Da Wikipedia:

Citato in documenti risalenti alla seconda metà del XIV secolo con il nome di Fossatum Bergamaschum, venne utilizzato dalla Repubblica di Venezia a partire dal 1427 per definire i limiti occidentali del proprio Stato di terra, confinanti con i territori del Ducato di Milano.

saluti

luciano

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417sonia
Supporter

Qui, invece, cartelli non ce ne sono - almeno non ne vedo - ma anche in un posto impervio come questo (spazi ne vedo pochi, anche per fare la foto, che è stata fatta obbligatoriamente di sbieco) il confine è stato mantenuto e "compatibilmente" tenuto bene.

Confine tra l'Impero d'Austria e la Repubblica di Venezia a Cortina

Da Panoramio

post-21005-0-45228500-1370770125_thumb.j

Luciano

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