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IGNORED

BRONZO DI VELIA, OPERA DELL'INCISORE KLEUDOROS


Risposte migliori

Buongiorno a tutti.

Volevo farvi ammirare questo bel bronzetto di Velia della seconda metà del IV secolo a.C.,

opera dell'incisore Kleudoros che cinge il capo di Atena per la prima volta a Velia

con l'elmo frigio anzichè con quello consueto attico.

Questo tipo di moneta è piuttosto rara e si vede poco in giro.

L'esemplare che vi presento in foto è stato venduto da Numismatica Ars Classica

lo scorso mese di maggio a 1.200 Franchi Svizzeri.

Che ne pensate?

Disponete di immagini più belle di monete di questo tipo?

Se ne avete caricatele...

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Modificato da King John
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Si tratta di un pezzo veramente eccezionale e raro, uno dei più belli di questa rara emissione, citata nel volume di Furio Di Bello, a pagina 406-407. Nel suo Corpus egli elenca ben 33 esemplari noti, compresi 4 della sua collezione personale (non so che fine abbia fatto questa importante collezione privata).

Ho reperito le immagini solo dell'unico pezzo nel medagliere di Parigi, FG 1578 (peso 7,34 g), che corrisponde al n. 437 di Di Bello. E' nettamente meno bello, ma si capisce che l'elmo è frigio.

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Esemplare raffigurato in "Velia. La moneta" di Renata Cantilena, Naus Editoria, anno 2002 (pubblicazione a cura della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Salerno, Avellino e Benevento)

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Modificato da King John
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Che bell'esemplare! Molto stranamente la prof.ssa Cantilena non ha specificato la provenienza delle varie monete di Velia ottimamente illustrate nel suo volumetto su questa zecca.

Credo che questo esemplare provenga dal medagliere di Napoli, che possiede almeno due esemplari ex Santangelo (5490 e 5491, del peso rispettivamente di 7,29 e 7,50 g). Vai a capire a quale corrisponde.

E' escluso che sia uno dei due pezzi presenti nella famosa collezione Sallusto, a Paestum, catalogata da Libero Mangeri in Boll. Num. 46-47 del 2006 (1156-1157, pesi rispettivamente g. 6,85 e 6,56), ma attualmente nascosta in un deposito della Soprintendenza di Salerno (e pensare che la collezione fu acquistata dallo Stato per essere fruibile nel Museo di Paestum, dove rimase solo per alcuni anni.... e fu poi trasferita in un locale della Soprintendenza e si era rischiato di non trovarla più, anche perchè l'impiegato che aveva materialmente trasportato era nel frattempo andato in pensione e non c'era più uno che si ricordava dove fosse.....).

Per contro il medagliere che annovera il maggior numero di questa particolare emissione è al solito Berlino, con ben 5 esemplari noti (g. 7,25 - 7,15 - 6.65 - 6.52 - 5,96), seguito dal British Museum di Londra, con due o tre esemplari.

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Che bell'esemplare! Molto stranamente la prof.ssa Cantilena non ha specificato la provenienza delle varie monete di Velia ottimamente illustrate nel suo volumetto su questa zecca.

Credo che questo esemplare provenga dal medagliere di Napoli, che possiede almeno due esemplari ex Santangelo (5490 e 5491, del peso rispettivamente di 7,29 e 7,50 g). Vai a capire a quale corrisponde.

E' escluso che sia uno dei due pezzi presenti nella famosa collezione Sallusto, a Paestum, catalogata da Libero Mangeri in Boll. Num. 46-47 del 2006 (1156-1157, pesi rispettivamente g. 6,85 e 6,56), ma attualmente nascosta in un deposito della Soprintendenza di Salerno (e pensare che la collezione fu acquistata dallo Stato per essere fruibile nel Museo di Paestum, dove rimase solo per alcuni anni.... e fu poi trasferita in un locale della Soprintendenza e si era rischiato di non trovarla più, anche perchè l'impiegato che aveva materialmente trasportato era nel frattempo andato in pensione e non c'era più uno che si ricordava dove fosse.....).

Per contro il medagliere che annovera il maggior numero di questa particolare emissione è al solito Berlino, con ben 5 esemplari noti (g. 7,25 - 7,15 - 6.65 - 6.52 - 5,96), seguito dal British Museum di Londra, con due o tre esemplari.

Mamma mia: sei un pozzo di sapienza! Complimenti Alberto!

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