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cornelia salonina


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salve a tutti!

vorrei qualche informazione su questa moneta di cornelia salonina. purtroppo non è un granché come conservazione, ma è vero che tutte le monete di questa imperatrice sono rare fuorché gli antoniniani? l'ho letto su una pubblicazione, che però non mi pare molto affidabile, quindi vorrei qualche riscontro.. ;)

il diametro è 2 cm x 1.5 cm, ma come potete vedere la forma della moneta ha assunto una forma ellittica falsata a causa della consunzione (credo); il peso è 2 grammi.

come sempre grazie a tutti in anticipo! :))

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Legio II Italica

Gli Antoniani di questa imperatrice moglie di Gallieno sono i piu' comuni , tranne alcuni particolari esemplari , quali ad esempio questo con la Deae Segetiae o Ceres , dentro un tempio , non comuni , ma nessuno raggiunge la rarita' . Rari sono i Denari e Quinari , mentre accessibili , ma non comuni sono i Sesterzi . La tua moneta , un Antoniano , forse e' una Venus Genetrix o una Iuno Regina - Victrix , non riesco a leggerla bene .

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Edited by Legio II Italica
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grazie! :) proprio non credevo che fosse un antoniniano! per le donne non ho molto "occhio" (non c'è la testa radiata ovviamente, l'elemento più lampante..), e il colore della mia moneta non me lo lasciava presagire.. penso che altro che mistura, qui il tasso d'argento sarà molto, ma mooolto, al di sotto della metà :/

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Ciao, sembrerebbe VENVS VICTRIX, RIC 31. Aggiungo, per compensare quanto detto da Legio, che anche gli assi sono poco comuni. Meno comuni ancora sono gli assi emessi durante il "sole reign" di Gallieno (260-268) e lo stesso vale per i sesterzi di questo periodo. Estremamente rari ( nell'ordine dell'R4) i dupondi di tutta la famigli di Gallieno (Salonina compresa).

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Legio II Italica

Ciao , esistono Antoniniani di Salonina e di Gallieno in ottimo argento , non ricoperti , si riconoscono ad occhio e al suono , molti sono in mistura , forse come il tuo , la foto non aiuta bene a capirlo . Per le altre tipologie di monete citate da le90 , io mi riferivo solo a quelle piu' "comuni" senza scendere nei dettagli delle piu' rare , difficilmente reperibili .

Edited by Legio II Italica
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..io mi riferivo solo a quelle piu' "comuni" senza scendere nei dettagli delle piu' rare , difficilmente reperibili .

beh i quinari, che hai citato, non è che siano comuni comuni ;) Comunque dato che l'utente nel primo post chiedeva se tutte le monete di questa imperatrice erano rare fuorchè gli antoniniani, ho integrato la tua risposta con gli altri nominali che non avevi citato. :)

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gpittini

DE GREGE EPICURI

@@vanadio:Guarda che il 50% di Ag è una percentuale altissima dopo Settimio Severo, che fece scendere il titolo di Ag del denario proprio a questo livello; ma dopo di lui il titolo continuò a scendere, e in modo vertiginoso dopo Traiano Decio. Molti antoniniani di Gallieno e di Salonina hanno un tasso di Ag del 2-3%, e anche meno (parlo di quelli "brutti"). Quanto alla rarità, secondo me tutti i bronzi di Salonina sono NC, rari o molto rari; ogni tanto si vede qualche sesterzio, quasi sempre malridotto.

Edited by gpittini
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dunque proprio da decio in avanti.. infatti mi è capitato di vedere uno splendido antoniniano di filippo l'arabo, bellissimo, assolutamente argenteo, "insospettabile". dunque il tracollo è iniziato subito dopo.. in effetti, anche se @@Legio II Italica cita degli antoniniani di gallieno e salonina belli e argentei, io personalmente, dopo la metà del III secolo non ne ho mai visti così.. ne ho visto persino uno di postumo *nero*, come fosse bronzo di buona qualità ben patinato, ma bronzo! questo sebbene abbia letto da qualche parte, non ricordo dove, che paradossalmente negli anni dell'imperium galliarum gli antoniniani di quegli imperatori paralleli fossero di qualità migliore a causa dell'accesso alle miniere d'argento situate nei territori sotto il loro controllo; ma il pezzo che ho visto io ripeto che non aveva proprio nulla di argenteo..

Edited by vanadio
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eliodoro

dunque proprio da decio in avanti.. infatti mi è capitato di vedere uno splendido antoniniano di filippo l'arabo, bellissimo, assolutamente argenteo, "insospettabile". dunque il tracollo è iniziato subito dopo.. in effetti, anche se @@Legio II Italica cita degli antoniniani di gallieno e salonina belli e argentei, io personalmente, dopo la metà del III secolo non ne ho mai visti così.. ne ho visto persino uno di postumo *nero*, come fosse bronzo di buona qualità ben patinato, ma bronzo! questo sebbene abbia letto da qualche parte, non ricordo dove, che paradossalmente negli anni dell'imperium galliarum gli antoniniani di quegli imperatori paralleli fossero di qualità migliore a causa dell'accesso alle miniere d'argento situate nei territori sotto il loro controllo; ma il pezzo che ho visto io ripeto che non aveva proprio nulla di argenteo..

Concordo con @@vanadio,

da Gallieno in poi, de facto, una moneta d'argento non esiste più.

Ho letto che con Aureliano, nella zecca di Milano, il rame rappresenta l'89% a fronte del 3% dell'argento.

Non so di Postumo, ma non ricordo dei suoi antoniniani in mistura, ma sempre d'argento.

Saluti Eliodoro

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eliodoro

Ciao a @@vanadio e @@eliodoro , eccovi una moneta di Salonina in argento , non ricoperta di argento , cosi' pure sono abbastanza comuni anche quelle di Gallieno , ciao .

Ciao Legio,

il Tuo antoniniano dovrebbe essere stato coinato a Colonia e, quindi, confermebbe l'ipotesi di @@vanadio secondo cui le zecche galliche del III° sec. d.c. avevano maggiori disponibilità d'argento.

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cancun175

ne ho visto persino uno di postumo *nero*, come fosse bronzo di buona qualità ben patinato, ma bronzo! questo sebbene abbia letto da qualche parte, non ricordo dove, che paradossalmente negli anni dell'imperium galliarum gli antoniniani di quegli imperatori paralleli fossero di qualità migliore a causa dell'accesso alle miniere d'argento situate nei territori sotto il loro controllo;

Mah, sulla disponibilità di argento degli imperatori gallici ho dei bei dubbi. Tra l'altro, persero il controllo della Spagna con la caduta di Postumo. La quantità di argento nelle monete galliche è bassissima. Magari ne sarà saltato fuori qualche stock buono per motivi "politici"

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Druso Galerio

mi ricordo di aver letto anch'io questa affermazione sul libro di M.Grant sugli imperatori romani, ma onestamente non ho i mezzi per valutarne la concretezza.

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Legio II Italica

La disponibilita' di argento , riferendosi alla sola parte occidentale dell' impero , proveniva principalmente dalla Spagna , come giustamente detto da cancun175 , non vanno pero' dimenticate le altre miniere della Sardegna e quelle piu' importanti dell' Alsazia vicino a Strasburgo l' antica Argentoratae il cui nome romano dice tutto , piu' quelle del Galles in Britannia , che fornivano grandi quantita' di argento , quindi argento in giro non mancava , probabilmente all' epoca di Gallieno , gli usurpatori gallici , da Postumo e successivi , impedivano o ritardavano l' afflusso di argento verso Roma , come in una moderna guerra economica energetica . Questo spiegherebbe perché le monete emesse dalla zecca di Roma in questo periodo storico sono quasi tutte in mistura , cioe' con una percentuale di argento bassissima , mentre quelle emesse dalle zecche occidentali , esempio Colonia e Lione , sono per lo piu' in argento di ottima percentuale in lega .

Edited by Legio II Italica
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gpittini

DE GREGE EPICURI

Tutto vero. Però l'aspetto esteriore (diciamo pure "il colore") di una moneta non sempre dà informazioni attendibili sul tasso di Ag. Ad esempio, i denari di Settimio Severo (col 50% di Ag) non sono estremamente diversi, quanto ad aspetto, dai denari repubblicani che avevano più del 95%. Quando poi il tasso è molto inferiore, come negli antoniniani, una vera determinazione del tasso richiede o un esame autoptico (asportare una piccola parte della moneta) o esami più moderni e non distruttivi, ancora più complessi. L'aspetto esterno, oltre che da eventuali patine, dipende anche da certe tecnologie produttive che tendono a far risalire l'Ag in superficie.

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Legio II Italica

Ciao , il problema principale e' che non conosciamo , se non molto approssimativamente , il metodo di produzione delle zecche imperiali in questo particolare periodo storico che subisce invasioni in profondita' di popolazioni germaniche e un susseguirsi di usurpatori nelle Gallie e Britannia , centri di maggior ricchezza dell' impero nord occidentale . Senza ricorrere ad esami metallografici per stabilire la percentuale di argento , si nota comunque anche ad occhio e al "suono" caratteristico dell' argento , battendo questi antoniniani sul marmo , che le monete coniate in questa parte dell' impero sono sicuramente di buon argento , al contrario delle emissioni italiche , Roma e Milano in particolare , invece in indiscussa "mistura" , prova della scarsita' di disponibilita' di questo prezioso metallo in Italia , che dall' inizio e poi nel corso del IV secolo si accentuera' maggiormente , quando con la riforma di Diocleziano l' Italia venne equiparata , senza piu' privilegi , al resto delle altre provincie ; anche se Diocleziano cerco di rilanciare la moneta di argento al suo antico prestigio per uso e consumo delle classi medie dell' impero ; questo metallo pero' venne sempre piu' tesaurizzato , probabilmente anche a causa dell' esaurimento delle principali miniere nord occidentali dell' impero .

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rieccomi, ho tentato di fare due foto un po' migliori, credo che siano un po' meglio delle precedenti.. purtroppo la mia mitica macchinetta nikon coolpix, compagna di tante avventure non solo numismatiche, mi sta lasciando.. (è del 2002, e sta per lasciare le penne purtroppo). le immagini le volevo photoshoppare per cercare magari di evidenziare ulteriormente qualche dettaglio, poiché soprattutto al rovescio non si legge quasi niente e infatti c'era difficoltà a capire che divinità fosse.. però ho optato per non photoshopparle, perché qualcuno aveva evidenziato la questione dei metalli, per me molto interessante, e ho quindi lasciato inalterate le foto perché si potesse vedere il colore della moneta e magari capirne il tipo di lega o mistura..

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Legio II Italica

Ciao , vista cosi' ad occhio sembra fatta di mistura , cioe' con una percentuale molto bassa di argento 3/5 % , mischiato a rame , stagno e zinco , pero' visto il colore superficiale della moneta , potrebbe anche avere una copertura di argento alterato in solfuro . Un consiglio e' di non tentare di pulirla , lasciala com'e' .

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cancun175

La disponibilita' di argento , riferendosi alla sola parte occidentale dell' impero , proveniva principalmente dalla Spagna , come giustamente detto da cancun175 , non vanno pero' dimenticate le altre miniere della Sardegna e quelle piu' importanti dell' Alsazia vicino a Strasburgo l' antica Argentoratae il cui nome romano dice tutto , piu' quelle del Galles in Britannia , che fornivano grandi quantita' di argento , quindi argento in giro non mancava , probabilmente all' epoca di Gallieno , gli usurpatori gallici , da Postumo e successivi , impedivano o ritardavano l' afflusso di argento verso Roma , come in una moderna guerra economica energetica . Questo spiegherebbe perché le monete emesse dalla zecca di Roma in questo periodo storico sono quasi tutte in mistura , cioe' con una percentuale di argento bassissima , mentre quelle emesse dalle zecche occidentali , esempio Colonia e Lione , sono per lo piu' in argento di ottima percentuale in lega .

Sono solo parzialmente d'accordo. Parzialmente perché quanto scritto è vero per il periodo Gallieno-Postumo, ma (secondo me) opinabile per il successivo (Vittorino-Tetrico). In questo secondo periodo gli imperatori gallici governavano poco più che fascia medio-alto renana e per di più attorno alle città. La Britannia viveva un periodo di isolamento non splendido: pace, ma anche una incipiente depressione economica dovuto al rallentamento dei commerci; la Spagna era nelle mani dell'Impero, così come la Gallia meridionale e occidentale. Credo che gli imperatori gallici, almeno in quegli anni, avessero gravi difficoltà nell'approvvigionamento dell'argento. Ne avevano, ma anche ne procuravano...per il solo fatto di esistere.

Edited by cancun175
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