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acraf

La monetazione della prima Sibari

Risposte migliori

acraf

Nella sezione “Bibliografia numismatica e novità editoriali” era stata segnalata la pubblicazione di uno studio della dr.ssa Emanuela Spagnoli

http://www.lamoneta.it/topic/124432-la-prima-moneta-in-magna-grecia-il-caso-di-sibari/

post-7204-0-73122700-1404658843_thumb.jp

L’ho ricevuto due giorni fa e quindi ho potuto dare un’occhiata. E’ uno studio molto corposo, che consiglio a chi è interessato alle monete incuse della Magna Grecia.

Nella suddetta discussione era stato evidenziato che viene riportato un Corpus delle monete di Sibari (la prima, quella poi distrutta nel 510 a.C.), senza però le immagini delle monete.

A pagina 20 trovo “Sotto il profilo editoriale si segnala infine che a questo volume di inquadramento della monetazione, seguirà un volume di Tavole, corredato di indici”.

Non so quando sarà disponibile un volume di tavole fotografiche e sinceramente non capisco i motivi di pubblicare separatamente, anche come tempi.

Il formato di questo libro, 15 x 21 cm, è pratico da tenere in mano, anche se un po’ piccolo per studiare comodamente sul tavolo. Le pagine hanno spesso caratteri tipografici un po’ piccoli. D’altra parte sono 322 pagine molto dense e ricche di dettagli, con un costo contenuto (il prezzo di copertina è 20 euro).

Il volume è stato pubblicato con il contributo del Centro Internazionale di Studi Numismatici di Napoli e della Società Napoletana di Storia Patria.

Spero vivamente che il previsto volume di tavole sia più curato sul piano editoriale e con buone immagini (le poche fotografie presenti in questo libro sono di qualità modesta).

Tra le pagine si accenna che è in corso la stesura di studi anche sulle monetazioni delle successive Sibari e dei cosiddetti alleati (Siri/Pissunte, Ami, So, Pal/Mal, ecc.), che l’autrice definisce monetazioni dell’ “Impero”.

Speriamo bene.

Intanto mi auguro che gli interessati agli incusi si affrettino ad acquistare questa importante opera, anche per poi avviare una eventuale discussione su questa complessa monetazione.

Nel frattempo riporto sotto i capitoli e i paragrafi che sono stati trattati.

Presentazione (di Antonio Mele)

Prefazione (di Marina Teresa Mensitieri)

Premessa

I. La colonia achea e la sua moneta. Il quadro storico, archeologico e numismatico.

I.1 La colonia achea

I.2 I rapporti con il mondo enotrio

I.3 Telys

I.4 Istituzioni e società. Logoi sybaritikoi

I.5 L’insediamento coloniale: il quadro tipografico ed archeologico

I.6 La documentazione numismatica

I.6.1 Le monetazioni di “Impero”

I.7 I culti

II. Le emissioni monetali: la sequenza dei conii.

II.1 Il catalogo degli esemplari

II.2 Commento al Catalogo. La classificazione

II.2.1 Classificazione in base al dato epigrafico

II.2.2 Classificazione in base al dato tecnico (ricerca delle identità di conio)

II.2.3 Classificazione in base al dato tipologico

II.3 La cronologia relativa delle emissioni

II.3.1 Fase A

II.3.2 Fase B

II.3.3 Fase C

III. Le caratteristiche produttive della zecca: un quadro di sintesi

III.1 Tecnica di coniazione

III.1.1 I bordi monetali

III.2 Tipologia

III.2.1 Il tipo e le sue varianti iconografiche

III.2.2 Analisi delle varianti iconografiche

III.2.3 I confronti

III.2.4 Imitazioni e barbarizzazioni ?

III.2.5 La figura taurina

III.3 Epigrafia

III.3.1 La leggenda monetale

III.3.2 Graffiti

III.4 Metrologia: Il sistema “acheo”

III.4.1 I dati della sequenza: articolazione dei nominali e metrologia

III.4.2 Suberati

III.4.3 Ritmo della coniazione e quantificazione del gettito

III.4.4 La moneta di Sibari nel contesto produttivo greco coevo

IV. I dati di rinvenimento: Le riconiazioni

IV.1 Elenco dei rinvenimenti (contesti chiusi, materiali da scavo, sporadici)

IV.1.1 Commento

IV.2 Le riconiazioni

IV.3 Osservazioni

V. Considerazioni conclusive

Bibliografia

Già dal semplice elenco dei paragrafi trattati è possibile intuire la complessità e importanza dello studio pubblicato.

Al momento mi limito a postare una tabella che riassume le tre fasi della monetazione della prima Sibari.

post-7204-0-68821900-1404658864_thumb.jp

e la prima delle due sole tavole fotografiche, con alcune varianti epigrafiche:

post-7204-0-43319600-1404658877_thumb.jp

Leggerò questo libro con calma, durante le ferie estive.

Avverto che l’autrice ha adottato un particolare criterio di numerazione per ogni coppia di conii: per gli stateri i numeri vanno da 1 a 999; per le dracme da 1001 a 1999; per gli oboli da 2001 a 2999.

La struttura della monetazione di Sibari appare bene definita, mentre esistono ancora incertezze sulla datazione assoluta, che sembra un poco defilata nello studio. La fase A, e quindi l’inizio della monetazione di Sibari, viene fatta risalire a poco prima del 530 a.C. e dovrebbe essere durata relativamente pochi anni, mentre la fase C, che mostra sostanziali innovazioni ed è anche la più esile di tutta la monetazione (con quasi 19% dei conii totali), viene fatta coincidere con il governo di Telys (al più tardi 514-510 a.C.). In mezzo si estende la fase B, che sa sola rappresenta oltre la metà di tutta la produzione monetale della prima Sibari.

Buon studio!

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numa numa
Supporter

Grazie Acraf

Segnalazione molto interessante

Mi domandavo se , dopo la morte del prof. Stazio, cosa sarebbe successo al centro internazionale si studi numismatici di napoli. Questa sembrerebbe la risposta che continua ad essere attivo

Ma chi e' il direttore ora ?

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acraf

Boh? E pensare che il suo sito non è più stato aggiornato e aveva ancora il compianto prof. Stazio come direttore.

Credo che a rappresentare il Centro sia la prof.ssa Mensitieri, che dovrebbe avere conservato la carica di Segretario Generale.

Qualcuno a Napoli sa se il Centro, che è situato nel Museo Filangeri, sia ancora aperto?

Credo che sia ormai una istituzione tenuta in vita solo a scopi accademici (e permettere eventuali fondi utili per le pubblicazioni)...

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Brennos2
Thank you acraf for the info, i'm gonna buy this book.


I have this coin which i think is an hemiobol dating from Sybaris I. It's struck on a very thin blank : 9mmx10mm weight 0,19g


I have never seen this coin in a public collection , do they mentioned an exemplar somewhere in the book ?


post-35943-0-66020800-1404774228_thumb.j

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acraf

Congratulations on your purchase.
It is an obol of I Sibari phase C and dating back to 514-510 BC, under the government of Telys.
In fact the last oboli with M and V superimposed on the reverse does not show the initials VM under the bull.
But I think the particular reverse die, with two pellets at the center is not known to Puglisi (waiting for the volume with the photographic plates). There are many variations, with pellets arranged in various manner.

It will not be easy to read Puglisi in Italian ....

Traduzione: Complimenti per l'acquisto.

Si tratta di un obolo della fase C della prima Sibari, quella risalente al 514-510 a.C., sotto il governo di Telys.
Infatti gli ultimi oboli con M e V sovrapposti al rovescio non mostrano le iniziali VM sotto il toro retrospiciente.
Penso però che il particolare conio del rovescio, con due globetti al centro non sia noto alla Puglisi (aspettiamo il volume con le tavole fotografiche. Ci sono molte varianti, con globetti variamente disposti.
Non sarà facile leggere Puglisi in italiano....

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Brennos2
with a weight of 0.19g, I would have think that it could be an hemiobol instead of an obol.


... and for a French, reading italian is not too difficult. Far more easier than to understand it when i go in italy for the holidays ;)

Modificato da Brennos2

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VALTERI

In attesa di poter leggere , spero a breve , il libro , unisco le immagini di un Sibari incuso privo di etnico .

Non sono in grado , ora , di unire i dati della moneta ne la fonte da cui ho tratto anni fa la immagine

post-41289-0-31151400-1404840174_thumb.j

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acraf
with a weight of 0.19g, I would have think that it could be an hemiobol instead of an obol.
... and for a French, reading italian is not too difficult. Far more easier than to understand it when i go in italy for the holidays ;)

In effetti il peso di 0,19 è piuttosto basso…. anche se nel catalogo della Spagnoli viene ricordato un esemplare da ripostiglio che pesava 0,2 grammi.

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acraf

In attesa di poter leggere , spero a breve , il libro , unisco le immagini di un Sibari incuso privo di etnico .

Non sono in grado , ora , di unire i dati della moneta ne la fonte da cui ho tratto anni fa la immagine

Magari ritroviamo questo esemplare nelle future tavole della Spagnoli. Però è da vedere se le lettere VM (o MV) all'esergo erano in realtà evanide per usura….

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TARAS

In attesa di poter leggere , spero a breve , il libro , unisco le immagini di un Sibari incuso privo di etnico .

Non sono in grado , ora , di unire i dati della moneta ne la fonte da cui ho tratto anni fa la immagine

Grazie di aver condiviso la foto, sarebbe interessante recuperare i dati della moneta.

Si conoscono pochissimi esemplari di stateri sibariti apparentemente anepigrafi. Posto le foto disponibili.

Il primo è tratto dal Sylloge Nummorum Graecorum. The Fabricius Collection. Aarhus University, Denmark.

Catalogato al n.93, peso 8.11g

Il secondo è dal SNG ANS, n. 822 (foto tratta da Barritta "Considerazioni sulla monetazione Sibarita")

Peso 7,90g

Un altro esemplare anepigrafe fu trovato nel famoso ripostiglio di Amendolara, allego la foto tratta dal volume "Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. Il Medagliere", a cura di A. Polosa.

Catalogato al n. 40, peso 8.091g, dimensioni 27mm

Aggiungo l'interessante commento dell'autrice, da pag.18:

"Il n. 40 pone un problema per via della legenda: non mostra infatti tracce di lettere. La moneta è estremamente somigliante ad uno statere della collezione Fabricius, anch'esso anepigrafe, che ha suscitato in passato molte discussioni: piuttosto che pensare che casualmente, su due stateri battuti evidentemente con lo stesso conio di D/, le legende siano evanide, bisognerà forse dare ragione al Fabricius ammettendo l'esistenza di esemplari anepigrafi della classe A".

Leggendo il volume della Spagnoli oggetto di questa discussione sono rimasto sconcertato nel constatare che l'autrice cataloga (pag.121) tutti e tre gli esemplari che ho postato descrivendoli con legenda VM all'esergo sul dritto. :shok:

Tra l'altro, nella descrizione (p.262-3) del gruppo (c1), non fa alcun cenno alla mancanza (o illegibilità) dell'epigrafe, come se il problema non fosse neanche da porsi. Naturalmente la Spagnoli fa parte della corrente di studiosi che contestò l'ipotesi di Fabricius relativa all'esistenza di conii anepigrafi, tanto che in un suo intervento pubblicato negli atti del convegno di Taranto del 1992, dedicato a Sibari, affermò, in polemica con Fabricius, che non si conoscono coniazioni anepigrafiche per Sibari (pag. 615 degli atti).

Di certo non ho voglia di schierarmi da una parte o dall'altra rispetto alla questione, tuttavia credo che almeno una noticina da parte della Spagnoli, almeno per sottolineare che il problema esiste, sarebbe stata necessaria, piuttosto che pubblicare in catalogo le tre monete (ma non le foto!) descritte con legenda MV, come se fosse normalmente leggibile.

Vale la pena comunque considerare che un altro esemplare dal ripostiglio di Amendolara (n.22), riportato anche dalla Spagnoli nello stesso gruppo c1, presenta la legenda VM in esergo al dritto, ed il toro sembra esattamente lo stesso dell'esemplare anepigrafe n.40, come fosse lo stesso conio con in più la legenda. Un bel rompicapo!

Saluti :)

Nico

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post-28866-0-98997300-1404851683_thumb.j

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Modificato da TARAS

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Clf

Mi piacerebbe studiare questo libro farò il possibile per averlo

Inviato dal mio iPad utilizzando Lamoneta.it Forum

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VALTERI

Ho trovato in rete una pagina che riporta la moneta del mio precedente post .

Nello studio in oggetto , che non conoscevo , viene indicata come tipologica della monetazione di Sibari ( non è specificato in base a quali eventuali fonti ) la tipologia incusa anepigrafe .

Sarebbe interessante sapere se ed in quale misura questo studio sia considerato in quello della Spagnoli , che a questo punto vorrò proprio leggere presto .

Se non mi riuscirà di allegare il link , lo studio da me trovato può essere visto in " In Storia - La monetazione d'impero e d'alleanza di Crotone - L'eredità di Sibari -parte I " di Antonio Montesanti

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acraf

Ho trovato in rete una pagina che riporta la moneta del mio precedente post .

Nello studio in oggetto , che non conoscevo , viene indicata come tipologica della monetazione di Sibari ( non è specificato in base a quali eventuali fonti ) la tipologia incusa anepigrafe .

Sarebbe interessante sapere se ed in quale misura questo studio sia considerato in quello della Spagnoli , che a questo punto vorrò proprio leggere presto .

Se non mi riuscirà di allegare il link , lo studio da me trovato può essere visto in " In Storia - La monetazione d'impero e d'alleanza di Crotone - L'eredità di Sibari -parte I " di Antonio Montesanti

I links sono:

http://www.instoria.it/home/Lafinedisibari.htm

http://www.instoria.it/home/LafinedisibariII.htm

Ho conosciuto anni fa Montesanti. Era una brillante promessa dell'archeologia e della numismatica (fece anche una buona tesi su Terina, mai pubblicata), cofondatore di Instoria, ma ha avuto poco spazio nel nostrano ambiente accademico ed è dovuto emigrare in Inghilterra e attualmente è ricercatore in storia classica all'Università di Exeter. Tutt'altro ambiente….

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acraf

Grazie di aver condiviso la foto, sarebbe interessante recuperare i dati della moneta.

Si conoscono pochissimi esemplari di stateri sibariti apparentemente anepigrafi. Posto le foto disponibili.

Il primo è tratto dal Sylloge Nummorum Graecorum. The Fabricius Collection. Aarhus University, Denmark.

Catalogato al n.93, peso 8.11g

Il secondo è dal SNG ANS, n. 822 (foto tratta da Barritta "Considerazioni sulla monetazione Sibarita")

Peso 7,90g

Un altro esemplare anepigrafe fu trovato nel famoso ripostiglio di Amendolara, allego la foto tratta dal volume "Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide. Il Medagliere", a cura di A. Polosa.

Catalogato al n. 40, peso 8.091g, dimensioni 27mm

Aggiungo l'interessante commento dell'autrice, da pag.18:

"Il n. 40 pone un problema per via della legenda: non mostra infatti tracce di lettere. La moneta è estremamente somigliante ad uno statere della collezione Fabricius, anch'esso anepigrafe, che ha suscitato in passato molte discussioni: piuttosto che pensare che casualmente, su due stateri battuti evidentemente con lo stesso conio di D/, le legende siano evanide, bisognerà forse dare ragione al Fabricius ammettendo l'esistenza di esemplari anepigrafi della classe A".

Leggendo il volume della Spagnoli oggetto di questa discussione sono rimasto sconcertato nel constatare che l'autrice cataloga (pag.121) tutti e tre gli esemplari che ho postato descrivendoli con legenda VM all'esergo sul dritto. :shok:

Tra l'altro, nella descrizione (p.262-3) del gruppo (c1), non fa alcun cenno alla mancanza (o illegibilità) dell'epigrafe, come se il problema non fosse neanche da porsi. Naturalmente la Spagnoli fa parte della corrente di studiosi che contestò l'ipotesi di Fabricius relativa all'esistenza di conii anepigrafi, tanto che in un suo intervento pubblicato negli atti del convegno di Taranto del 1992, dedicato a Sibari, affermò, in polemica con Fabricius, che non si conoscono coniazioni anepigrafiche per Sibari (pag. 615 degli atti).

Di certo non ho voglia di schierarmi da una parte o dall'altra rispetto alla questione, tuttavia credo che almeno una noticina da parte della Spagnoli, almeno per sottolineare che il problema esiste, sarebbe stata necessaria, piuttosto che pubblicare in catalogo le tre monete (ma non le foto!) descritte con legenda MV, come se fosse normalmente leggibile.

Vale la pena comunque considerare che un altro esemplare dal ripostiglio di Amendolara (n.22), riportato anche dalla Spagnoli nello stesso gruppo c1, presenta la legenda VM in esergo al dritto, ed il toro sembra esattamente lo stesso dell'esemplare anepigrafe n.40, come fosse lo stesso conio con in più la legenda. Un bel rompicapo!

Saluti :)

Nico

In effetti è molto sorprendente come la Spagnoli abbia liquidato il dettaglio del conio, che è SICURAMENTE anepigrafe, come si può verificare anche sul quarto esemplare di ANS 822

Riporto il suo catalogo scansionato:

post-7204-0-80905800-1404917999_thumb.jp

Si tratta di una emissione della fase C della prima Sibari.

Ho cercato dei commenti nel testo, anche là dove parla dell'epigrafia, ma silenzio assordante…..

Vedremo come giustificherà nelle prossime tavole fotografiche.

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acraf

Vorrei fare un passo indietro. Per capire in via preliminare e anche ai profani la struttura della monetazione della prima Sibari, provo a schematizzare le caratteristiche delle sue tre fasi (nella Historia Numorum di Rutter questa monetazione è trattata molto superficialmente….). Non dimentichiamo che la lettera che si presenta come una M, in realtà è un sigma e quindi ad esempio VM si legge come SY(baris) in senso retrogrado.

FASE A

La fase A, formata da un solo gruppo A, che dovrebbe risalire a ca. 535-530 a.C., è formata solo da stateri e dracme con YM sopra il toro al diritto:

post-7204-0-67048800-1404918909_thumb.jp

Allego un esempio di statere della fase A, desunto dal catalogo della Spagnoli (asta NAC P/2005, n. 1351 g. 7,63 = Spagnoli 27f):

post-7204-0-19923500-1404918938_thumb.jp

e un altro (Gorny & Mosch 195/2011, n. 26, g. 7,70 = Spagnoli 80d):

post-7204-0-50974400-1404918970_thumb.jp

Rarissimo è il dracma, noto in soli tre esemplari da tre differenti coppie di conii. Non sono riuscito a reperire una immagine. Un esemplare (= Spagnoli 1002) era transitato in Munzen und Medaillen listino 216/1961, n. 695 poi in Dorotheum 13/1961, n. 695 (l’importante collezione Hollschek). Non ho questi cataloghi e se qualcuno può scansionare.

L’anteriorità della fase A rispetto alle successive fasi B e C è dimostrata dal fondamentale ripostiglio di Sambiase 1959, depositato nel Museo di Reggio Calabria, che conteneva solo questa fase di Sibari, assieme a pochi stateri arcaici di Corinto,

(continua)

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acraf

FASE B

La fase B, che è la più abbondante e potrebbe essere durata da subito dopo il 530 e fino al 515 a.C. è caratterizzata dall’avere, nel gruppo B, le lettere VM (o YM) all’esergo del diritto e si compone di stateri, dracme e oboli.

post-7204-0-47471500-1404919043_thumb.jp

Ecco alcuni esempi di statere del gruppo B :

post-7204-0-47249000-1404919084_thumb.jp Kuenker 124/2007, n. 7829 g.7,83 = Spagnoli 109a

post-7204-0-14612400-1404919105_thumb.jp Kuenker 158/2009, n. 62 g. 7,81 = Spagnoli 121c

post-7204-0-58638400-1404919135_thumb.jp Kuenker 158/2009, n. 63 g. 7,65 = Spagnoli 111,1a

l’ultimo è l’unico censito dalla Spagnoli per avere YM, anziché VM: un pezzo da controllare bene….

I dracmi hanno all’inizio YM e poi VM all’esergo:

post-7204-0-41639400-1404919160_thumb.jp Peus 407/2012, n. 102 g. 3,84 = Spagnoli 1004.1a

post-7204-0-55331000-1404919181_thumb.jp Kuenker 182/2011, n. 57 g. 2,99 = Spagnoli 1013a

Gli oboli hanno VM in esergo al diritto e V dentro M contornato da quattro globetti, normalmente due a destra e due a sinistra (in questa fase i globetti non devono stare all’interno delle lettere):

post-7204-0-11284800-1404919209_thumb.jp Peus 376/2003, n. 118 g. 0,41 = Spagnoli 2002a

post-7204-0-29275800-1404919236_thumb.jp Kuenker 133/2007, n. 7899 g. 0,46 = Spagnoli 2005a

post-7204-0-27179100-1404919253_thumb.jp CNG 164/2007, n. 4 g. 0,42 = Spagnoli 2031a

Nella fase B esiste un distinto gruppo, gruppo E, caratterizzato dalla presenza nello statere del nome completo SYBARITAM in direzione retrograda e con particolare grafia tipica del terz’ultimo decennio del VI secolo a.C. Per lo statere esiste un UNICO esemplare, presente a Berlino e proveniente dal ripostiglio di Cittanova del 1879:

post-7204-0-42085100-1404919303_thumb.jp Berlin 1879/163 g. 7,82 = Spagnoli 111a

post-7204-0-89947400-1404919338_thumb.jp

Allo stesso gruppo appartiene anche un dracma, rarissimo, caratterizzato dall’avere VM all’esergo al diritto e MV in alto al rovescio:

post-7204-0-49544700-1404919383_thumb.jp Parigi, Luynes 556 g. 2,61 = Spagnoli 1006b

Non ci sono oboli attribuibili a questo particolare gruppo.

(continua)

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acraf

FASE C

L’ultima fase C, sebbene di breve durata e probabilmente coincidendo con il governo di Telys, una espressione forse di parte dell’oligarchia avversa al partito pitagorico e che si scontrerà fatalmente con Crotone nel 510 a.C., appare piuttosto complessa e si articola in diversi gruppi, caratterizzati da elementi aggiuntivi. Si nota una certa evoluzione anche stilistica.

post-7204-0-27363900-1404919506_thumb.jp

In realtà è molto complicato creare una corrispondenza tra questa tabella riassuntiva, basata sulle variazioni epigrafiche, con la sequenza dei conii (alcuni numeri non mi tornano) e nel libro è difficile seguire il ragionamento della Spagnoli, specialmente se non si ha di fronte almeno le tavole fotografiche.

Comunque vediamo alcuni stateri che appartengono a questa ultima fase della prima Sibari, anche in base alla reperibilità delle immagini nei vari database di internet.

Prima si hanno le lettere MV in esergo e NIKA in alto (nella tabella riassuntiva, al gruppo A, si è scordati di aggiungere le parole Nika). Ecco due esempi:

post-7204-0-64692700-1404919802_thumb.jp NAC 52/2009, n. 34 g. 8,03 = Spagnoli 251a

post-7204-0-24040900-1404919828_thumb.jp NAC 25/2003, n. 33 = Jameson 346 g. 8,04 = Spagnoli 252a (le prime due lettere di NIKA usurate e illeggibili e con MV in rilievo all’esergo del rovescio)

Poi abbiamo MV (dopo VM) in esergo, da solo oppure accompagnato da simbolo (ramo o foglia). Il bordo del rovescio diventa spesso radiato:

post-7204-0-77211200-1404919852_thumb.jp Ponterio 8/01/2013, 41 g. 7,95 = Spagnoli 253?a (senza simbolo)

post-7204-0-44782900-1404919876_thumb.jp Paris, Luynes 54 g. 7,85 = Spagnoli 258d (col simbolo ramo)

post-7204-0-61357600-1404919915_thumb.jp Kuenker 143/2008, n. 49 = Lockett 458 = Spagnoli 265a

post-7204-0-48934900-1404919936_thumb.jp NAC 39/2007, n. 5 g. 7,81 = Spagnoli 270a

post-7204-0-27365600-1404919950_thumb.jp NAC 27/2004, n. 44 = Sambon Canessa 1927, n. 379 g. 7,78 = Spagnoli 275a

post-7204-0-63540000-1404919968_thumb.jp Peus 380/2004, n. 119 g. 7,75 = Spagnoli 282a (con MV in legamento)

Per i dracmi:

post-7204-0-05408200-1404919998_thumb.jp Princeton University 913 (coll. Payne) g. 2,27 = Spagnoli 1050a

post-7204-0-75021100-1404920024_thumb.jp M.u.M. D. 15/2004, n. 919 g. 2,46 = Spagnoli 1057a

Per gli oboli abbiamo al rovescio ancora la V entro M, ma con globetti variamente disposti, con almeno uno all’interno… Al diritto persiste VM all’esergo, che poi scompare:

post-7204-0-35973300-1404920049_thumb.jp LHS 102/2008, n. 40 g. 0,41 = Spagnoli 2048a

post-7204-0-70045000-1404920065_thumb.jp ArtCoins 7/2013, n. 88 g. 0,42 = Spagnoli 2054a

post-7204-0-55165200-1404920327_thumb.jp Hirsch 264/2009, n. 40 g. 0,26 = Spagnoli 2055a

Successivamente, forse negli ultimi anni di vita della prima Sibari, compare questo obolo, che è un unicum (già appartenuto alla collezione Moretti):

post-7204-0-85018400-1404920106_thumb.jp NAC 25/2003, n. 32 g. 0,45 = Spagnoli 2056a

Per il momento è tutto.

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TARAS

Bel repertorio Alberto, grazie di avercelo regalato.

Saluti :)

Nico

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acraf

Interessante e infatti anche la Spagnoli usa il termine "monetazione d'Impero" per indicare le emissioni di altre poleis in qualche modo collegate a Sibari.

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VALTERI

Ho appena conclusa una prima lettura dell'interessante opera della Spagnoli .

Ho voluto , con l'occasione , anche rileggere il lavoro del Montesanti "La monetazione d'impero e d'alleanza di Crotone" , opera di minor respiro che però , come detto prima , ben si integra con l'opera della Spagnoli .

Leggendo il dettagliato elenco dei ritrovamenti steso dalla Spagnoli , la compresenza , in questi , di incusi e monete più recenti a doppio rilievo , mi ha ricordato una mia curiosità su possibili "percezioni" degli incusi ( i primi a modulo largo ) .

Oggi a 2500 anni dal 510 AC ( "caduta" di Sibari ) , gli incusi , pur molto atipici ed ancora poco spiegati , sono monete tra altre monete : ma a 250 anni dal 510 AC ? .

Un italiota che attorno al 280 AC avesse avuto occasione di tesaurizzare assieme a monete a doppio rilievo ( magari ancora circolanti , tipologicamente simili tra di loro ) anche degli incusi ( i primi , così tipologicamente dissimili ) , questi ultimi , li avrebbe riconosciuti come antiche , strane monete , o , forse , come oggetti ( votivi , ornamentali ? ) comunque tesaurizzabili per il metallo prezioso ? .

Provo a comporre visivamente un simile piccolo ripostiglio :

1--- didramma di Eraclea ( 280 AC circa ) : moneta circolante

2--- dracma di Larissa ( 450 AC circa ) : antecedente alla prima di 170 anni , con pressoché uguali caratteristiche tipologiche , dunque riconoscibile come antica moneta straniera

3--- statere di Sibari ( 520 AC circa ) : antecedente alla seconda di soli 70 anni ma tipologicamente parecchio dissimile da entrambe le altre ; tondello largo e sottile con aspetto di lamina lavorata a sbalzo , finiture di buon artigianato , nessun etnico ma solo una sigla ; anche questa "percepibile" come antica strana moneta ? Forse....

post-41289-0-70625200-1412028971_thumb.j

post-41289-0-87646800-1412029003_thumb.j

post-41289-0-71013200-1412029022_thumb.j

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acraf

Una bella domanda. E' difficile stabilire cosa passasse nella mente degli utilizzatori delle monete circolanti al loro tempo (III secolo a.C.) se capitavano nelle loro mani gli stateri incusi vecchi di oltre due secoli. Probabilmente vedevano soprattutto il loro valore intrinseco e quindi ancora tesaurizzabili.

Non dimentichiamo che ancora nel II secolo a.C. capitavano dei denari romani repubblicani con errori di conio, per cui mostravano un lato incusso (del medesimo conio dell'altro):

post-7204-0-17987500-1412031982_thumb.jp

eppure li accettavano lo stesso e li consideravano alla stessa tregua dei denari normali, proprio per avere lo stesso valore intrinseco.

Sicuramente non li consideravano come una sorta di diavoleria…...

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coinzh

In attesa di poter leggere , spero a breve , il libro , unisco le immagini di un Sibari incuso privo di etnico .

 

Non sono in grado , ora , di unire i dati della moneta ne la fonte da cui ho tratto anni fa la immagine

 

 

l'etnico è la scritta che di solito c'è sotto il toro ?

 

quella moneta che tu hai postato l'ho comprata io a un'asta ubs di zurigo un po' di anni fa per 500 fr (300 euro di allora forse o 500 euro di oggi). mi piace molto il rovescio di quella moneta e per questo la presi, oltre che per il prezzo basso. quando ho visto la foto sono andato a prendere la moneta per controllare se è la mia ed è proprio la mia.

 

per chi ha comprato il libro sopra: comtiene molte monete fotografate e si vedono bene ?

Modificato da coinzh

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acraf

Complimenti per l'acquisto. Potrebbe essere un conio proprio anepigrafo, ossia privo di lettere dell'etnico (che stanno o sopra o sotto il toro).

Il libro che accenni credo ti riferisca al volume di Emanuela Spagnoli. Purtroppo manca ancora (dopo quasi due anni....) il promesso volume con le tavole fotografiche. Senza quello onestamente è un libro poco pratico e adatto solo a studi accademici....

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coinzh

Complimenti per l'acquisto. 

 

credo che fui l'unico ad offrire qualcosa per quella moneta. ti interessa vederla in una foto con più dettagli ? (la foto sopra è piccolina)

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