PLOTINA Inviato 29 Luglio, 2014 #1 Inviato 29 Luglio, 2014 Buongiorno a tutti..ho questo sesterzio di Traiano con delle piccole ossidazioni..volevo un vostro parere in merito...si possono allargare? O rimarranno stabili? Vi ringrazio anticipatamente.. Cita
mariov60 Inviato 30 Luglio, 2014 #2 Inviato 30 Luglio, 2014 Buongiorno a tutti..ho questo sesterzio di Traiano con delle piccole ossidazioni..volevo un vostro parere in merito...si possono allargare? O rimarranno stabili? Vi ringrazio anticipatamente.. Penso siano da tenere sotto osservazione...la moneta sembra esser già stata pulita e trattata per cui è possibile che i singoli punti siano la prima avvisaglia di un reinnesco dei processi di corrosione. Tienila in osservazione ancora per qualche settimana...potrai tu stesso giudicare, anche per mezzo di immagini successive, come evolve la situazione. Se noterai anche un piccolo incremento delle aree o dello spessore degli spot azzurri dovrai intervenire come più volte ampiamente illustrato in questa sezione... ciao Mario Cita
PLOTINA Inviato 30 Luglio, 2014 Autore #3 Inviato 30 Luglio, 2014 Grazie Mariov60, quindi secondo te e' anche possibile che essendo stata gia' trattata i punti rimangano come sono? Cita
PLOTINA Inviato 30 Luglio, 2014 Autore #4 Inviato 30 Luglio, 2014 inoltre volevo segnalare una moneta in asta descritta con forti incrostazioni verdi...queste non sono corrosioni? C'e' qualche somiglianza con le ossidazioni del sesterzio di Traiano? Cita
centurioneamico Inviato 30 Luglio, 2014 #5 Inviato 30 Luglio, 2014 Gli spot azzurri, già evidenziati da mario, sono punti di corrosione attiva. a giudicare dal colore e, per esperienza personale, non credo siano stati neutralizzati. Anche tutte quelle protuberanze visibili al dritto ed al rovescio (si tratta di cuprite rossa), sono potenziali punti di innesco per nuove corrosioni. Al momento è possibile che il metallo abbia trovato un certo equilibrio elettrochimico sfogando in quelle zone di corrosione azzurre. Se si spengono quei punti di innesco, magari perchè vengono a mancare le condizioni di autoalimentazione della corrosione, il fenomeno potrebbe spostarsi altrove accendendo altri piccoli cancri. In questo specifico caso sevirebbe l'intervento di un professionista perchè, la sola attività di inibizione delle corrosioni attive, creerebbe comunque una condizione di squilibrio portando a nuovi inneschi. Il restauro ideale prevederebbe la rimozione meccanica di tutti gli ossiduli già indicati, la rimozione dei potenziali sali responsabili di corrosione mediante bagni e, infine, l'inibizione totale mediante lo sperimentato metodo del benzotriazolo. Riguardo il dupondio citato sopra invece possiamo affermare che le incrostazioni verdi visibili al rovescio sono attualmente stabili (quindi non dovrebbero mutare ne per forma ne per dimensione). Cita
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