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      Aggiornamento   15/10/2017

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Legio II Italica

Caracalla e il Sesterzio con Circo

Risposte migliori

Legio II Italica

Nella monetazione di Caracalla esiste un bellissimo e raro Sesterzio che cosi’ recita nel dritto : M AVREL ANTONINVS PIVS AVG BRIT , mentre nel rovescio : PM TR P XVI IMP II / COS IIII PP / SC ; al centro del rovescio la bella rappresentazione di un Circo .
Questo Circo viene attribuito , ma non ne conosco il motivo , al grande Circo Massimo , situato nella Valle tra l’ Aventino e il Palatino , forse perche’ era il Circo piu’ antico e grande di Roma .
Nella tradizione storica del Circo e di Caracalla non ho trovato nessun legame sicuro e documentato che poteva esserci tra questo Circo e Caracalla , come ad esempio una restaurazione , un ampliamento , una cerimonia , un anniversario , ecc. . Se qualcuno avesse notizie documentate in merito a questo legame Caracalla - Circo Massimo , per favore risponda .
Un’ altra ipotesi , tutta da dimostrare , potrebbe anche riportare il Circo della moneta , al Circo di Caligola - Nerone , anziche’ al Massimo , la cui posizione e successivamente i ruderi , si trovavano parallelamente sul fianco sinistro e in parte si sovrapponevano alla futura Basilica di San Pietro , perche’ dalla Storia Augusta , Vita di Settimio Severo , sappiamo con certezza che il padre Settimio Severo restauro’ molti monumenti di Roma pericolanti per la loro vetusta’ , ma la Storia Augusta non nomina questi monumenti , pero' senza mai sostituirvi il proprio nome a quello del primo dedicatario (Tomo XXIII) ; fatto che forse , successivamente al padre , si approprio’ invece Caracalla con l’ emissione di questa moneta commemorativa , ma rimane solo una ipotesi ; di certo e’ noto che al tempo di Eliogabalo il Circo di Caligola - Nerone era ancora in uso e lo uso’ ; sembrerebbe esserci un legame tra i Severi e il Circo di Caligola - Nerone , piuttosto che con il Massimo , direi un feeling di violenza e soprusi a distanza di quasi due secoli .

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Modificato da Legio II Italica
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Legio II Italica

Ho rintracciato altre due monete con rappresentazione di un Circo , una fu emessa da Settimio Severo , e' un aureo il cui Circo rappresentato viene attribuito allo Stadio di Domiziano , forse per la mancanza dell' Obelisco centrale , l' altra emissione e' di Traiano , un Sesterzio con al rovescio il Circo Massimo (Cohen545) , pero' in questo caso il Circo rappresentato nella moneta di Caracalla non e' uguale nei dettagli a quello rappresentato nella moneta di Traiano . Rimane strano il fatto che il Circo di Caligola - Nerone , sebbene sia rimasto in uso almeno fino al tempo di Eliogabalo che vi partecipo' con una cerimonia personalmente , sembra non essere rappresentato su nessuna moneta . 

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Massenzio

ma non era presente un obelisco anche nel circo di Domiziano? mi sembrava di ricordare questo.

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RobertoRomano

No,quello di Domiziano era uno stadio.Senza spina al centro.Gli obelischi stavano al circo Massimo(2) ,al circo vaticano e a quello di Massenzio.

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RobertoRomano

Risulta anche che Caracalla abbia ampliato il Circo Massimo,dedicandolo al Sole.

Esiste,in verità,un altro obelisco,quello del Pincio che veniva attribuito al Circo Variano,ora quasi scomparso,situato presso l'anfiteatro Castrense.Gli scavi operati non avrebbero,però,dimostrato una spina in muratura,elemento che smentirebbe la sua presenza nel circo.

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RobertoRomano

Sempre a proposito del Circo Massimo volevo ricordare che l spina era ricchissima di ornamenti e monumenti. Essa si interrò in epoca antica e potrebbe essere ancora ben conservata.Il suo scavo è,purtroppo,molto difficile perchè il sottosuolo nasconde un fiume sotterraneo(Aqua Mariana),che sfocia nel Tevere poco distante.

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Legio II Italica

Risulta anche che Caracalla abbia ampliato il Circo Massimo,dedicandolo al Sole.


Ciao , dove hai trovato questa notizia ? nella Storia Augusta non l' ho trovata .

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RobertoRomano

Ciao Legio,la mia informazione era "a braccio",ma,sicuramente proviene dai testi di Giuseppe Lugli,sui quali mi sono formato.Quando sarò a casa proverò a fotografare il passo sul libro

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Legio II Italica

Ciao Legio,la mia informazione era "a braccio",ma,sicuramente proviene dai testi di Giuseppe Lugli,sui quali mi sono formato.Quando sarò a casa proverò a fotografare il passo sul libro

 

Ciao , ho letto , ma non ho i libri del Lugli quindi a memoria non ricordo ; sicuramente se Lugli scrisse del restauro e della dedica al Sole da parte di Caracalla , a suo tempo quando scrisse , avra' sicuramente fatto riferimento a qualche testo classico antico , nel caso sia riportato nelle note per favore riportalo , grazie . 

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RobertoRomano

Ecco la fonte moderna. Per quanto riguarda l'antica,cercherò ulteriormente

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Legio II Italica

Ciao , alcune notizie Circo Massimo - Caracalla , relativo all' ampliamento , leggo mi sembrano provenire dalla un po' tarda letteratura bizantina "Chronografia"

Per la dedica del Circo al Sole , propendo piu' l'abbia fatta Aureliano piuttosto che Caracalla  

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RobertoRomano

La moneta di Caracalla sembra confermare questa fonte.Bisogna anche ricordare che,nel III secolo,l'area del circo di Nerone era già occupata da molti sepolcri,anche nella vecchia arena.Addirittura venne costruito(mattoni con bollo di Caracalla)un grande mausoleo adiacente l'obelisco,annesso successivamente alla Basilica Vaticana,di cui fu anche Sacrestia.Il mausoleo rotondo (Rotonda di S.Andrea) fu affiancato,un secolo dopo,da una costruzione simile.Le ho riprodotte entrambe in un mio plastico della Basilica Costantiniana

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RobertoRomano

In questo plastico,invece,si è voluto raffigurare il Circo nel periodo del declino,con l'enorme necropoli vaticana e il nuovo grande mausoleo al centro.N.B.Caracalla fu sepolto nel Mausoleo di Adriano

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Legio II Italica

Bellissimi plastici , complimenti ; evidentemente nel Circo di Caligola-Nerone nella prima meta' del V secolo doveva esserci ancora spazio libero sufficiente per costruire il mausoleo imperiale di Onorio e Maria e forse anche quello di Galla Placidia , oppure furono riutilizzati i due gia' esistenti .

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Legio II Italica

Un bellissimo medaglione di Gordiano III con il Circo , forse il Massimo ? (Cohen282) che rappresenta una cerimonia a seguito di una vittoriosa campagna militare di Gordiano III , probabilmente quella contro i Persiani di Sapore I del 242/3 

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RobertoRomano

Legio,solo il primo plastico è mio,il secondo dovrebbe stare al Museo della Civiltà Romana

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Legio II Italica

Per gli amici non romani della sezione ho scattato in data odierna alcune foto del Circo Massimo . Dopo vari decenni di immobilismo archeologico , stanno procedendo alcuni lavori per riportare alla luce piccoli tratti dell' antica costruzione , specialmente nella curva sud del Circo .
Le dimensioni dell' antico Circo erano veramente eccezionali : lungo 621 metri e largo 118 metri , poteva ospitare circa 250.000 spettatori , praticamente gli abitanti di una moderna citta' . Purtroppo gli scavi , credo , riguarderanno solo questa piccolissima parte in quanto come giustamente ricordava @@RobertoRomano esiste il problema dell' Acqua Mariana , un piccolo fiumiciattolo , che sebbene ridotto di portata , passa proprio sotto il Circo Massimo per sfociare poi nel Tevere ; fatto che probabilmente rende forse difficile e pericoloso lo scavo completo del Circo , un vero peccato perche' forse vi potrebbero essere ancora sepolti sotto i sedimenti e rovine accumulatisi in circa 15 secoli , importanti tesori archeologici .
Sotto foto attuali del Circo Massimo con all' interno alcune note .

Seguono foto .

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Modificato da Legio II Italica
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RobertoRomano

Mi ricordo che,una ventina d'anni fa,vennero eseguiti carotaggi in corrispondenza della Spina che,a grande profondità,dimostrarono strati marmorei.Sono quasi certo che ci siano resti molto ben conservati.Purtroppo il fiume sotterraneo(e altre acque)è un vero flagello.Ha inondato gli scavi eseguiti in epoca fascista e,addirittura,i cantieri di estrazione dei due obelischi,sotto Sisto V

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Legio II Italica

Mi ricordo che,una ventina d'anni fa,vennero eseguiti carotaggi in corrispondenza della Spina che,a grande profondità,dimostrarono strati marmorei.Sono quasi certo che ci siano resti molto ben conservati.Purtroppo il fiume sotterraneo(e altre acque)è un vero flagello.Ha inondato gli scavi eseguiti in epoca fascista e,addirittura,i cantieri di estrazione dei due obelischi,sotto Sisto V

 

Anche io sentii parlare o lessi da qualche parte , non ricordo bene , la notizia del carotaggio . Quasi certamente , essendo il Circo in antico situato in una valle , i resti marmorei e di altra natura del Circo giacciono almeno tra 15 e 20 metri di profondita' , forse oltre , considerando i circa 15 secoli , se ricordo l' ultima notizia di utilizzazione del Circo risale al VI secolo all' epoca di Teodorico , di accumuli di sedimentazione naturale e artificiale proveniente dai crolli del Circo stesso e dai vicini Colli Aventino e Palatino , che in pratica hanno "riempito" la valle , al punto che oggi questa valle e' appena percettibile . 

Per quanto riguarda il percorso sotto il Circo Massimo dell' Acqua Mariana , forse si potrebbe tentare di deviarne il percorso a monte vicino Squarciarelli , la spesa dell'opera sarebbe ripagata dalle scoperte del Circo . Alcune notizie della medievale Acqua Mariana tratte dalla rete :

 

"Nel Parco dell’Appia Antica, oltre al fiume Almone esiste un altro corso d’acqua, che ha rivestito una notevole importanza nei secoli passati, a partire dal periodo medievale.

Le sue acque difatti furono utilizzate oltre che in agricoltura anche per fornire l’energia necessaria ai numerosi mulini e opifici vari che sorgevano lungo il suo percorso. Oggi purtroppo appare come una vera e propria fogna a cielo aperto a causa degli scarichi che riceve nel territorio di alcuni comuni che attraversa come Grottaferrata, Marino e Ciampino.

La sua storia è antica e risale al Medioevo. L’antica Roma, come è noto, era servita da un sistema di acquedotti (11) che ne facevano la città meglio servita del mondo antico (13 metri cubi al secondo contro i 15 di oggi e i 12 del 1970) e in alcuni casi anche di alcune città moderne. A partire dall’assedio dei Goti di Vitige (539 d.C.), che tagliarono gli acquedotti per impedire l’approvvigionamento idrico della città, queste importanti strutture iniziarono il loro periodo di decadenza.

Così nei secoli successivi solo l’acquedotto Vergine continuò a funzionare e gli abitanti di Roma furono costretti ad usare i pozzi e le acque del Tevere. Per avere una nuova fonte di acqua potabile ci sarebbero voluti oltre mille anni con la costruzione dell’acquedotto Felice (1587). Comunque nel 1122 papa Callisto II, vista la penuria di acqua, decise di costruire un canale artificiale per riportare l’acqua nelle campagne e servire i mulini, che numerosi sorgevano anche all’interno delle mura Aureliane, per l’appunto la Marrana dell’acqua Mariana. Il suo nome si pensa che derivi dal fatto che all’origine attraversa dei territori denominati anticamente “ager maranus”; da questo il termine “marrana” che poi è stato esteso a tutti i fossi dei dintorni di Roma. Il percorso iniziale utilizzava un fosso preesistente detto dell’acqua Crabra e prendeva le sue acque da Squarciarelli e dalla fonte La Preziosa, tra Marino e Grottaferrata, cioè dalle stesse acque che rifornivano gli antichi acquedotti romani Tepula e Julia. Il canale quindi seguiva gli antichi acquedotti e scendeva verso Roma. Vicino a villa dei Centroni, a Morena, tramite una diga quest’acqua veniva incanalata in un condotto sotterraneo appartenente all’antico acquedotto Claudio. Uscito allo scoperto il fosso attraversava la tenuta di Roma Vecchia, dove formava, almeno fino agli anni ’30 del nostro secolo, un laghetto dove vi erano anche i pesci. Quindi proseguiva verso Roma, attraversava la via Tuscolana a Porta Furba, passava per via del Mandrione e costeggiando a distanza la Tuscolana giungeva a porta di San Giovanni, formando un laghetto. Quindi costeggiava le mura, passando lì dove ora è via Sannio. Entrava in Roma a porta Metronia, quindi percorrendo l’odierna Passeggiata Archeologica e passando attraverso il Circo Massimo, si gettava nel Tevere accanto alla Cloaca Massima.

Oggi il suo tracciato, in seguito all’urbanizzazione, è completamente cambiato. Così all’altezza di Roma Vecchia è stato deviato e ora confluisce nell’Almone.

Da notare come dal medioevo fino agli anni ’60 sia esistito un organismo di gestione delle acque, all’inizio appartenente alla Basilica di S. Giovanni e poi nell’800 trasformatosi in consorzio di gestione autonomo. Ciò testimonia l’importanza economica del fosso"

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Modificato da Legio II Italica
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RobertoRomano

Lo scavo sarebbe un evento sensazionale,un manufatto lungo mezzo chilometro!E,forse,allo "stato Pantheon,con i suoi ricchissimi ornamenti marmorei e bronzei.Se non ci fosse stata la Marana,gli scavatori di Sisto V avrebbero spazzolato tutto.Tra l'altro il Papa dovette far colmare le due enormi buche risultate dallo scavo degli obelischi

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Legio II Italica

Lo scavo sarebbe un evento sensazionale,un manufatto lungo mezzo chilometro!E,forse,allo "stato Pantheon,con i suoi ricchissimi ornamenti marmorei e bronzei.Se non ci fosse stata la Marana,gli scavatori di Sisto V avrebbero spazzolato tutto.Tra l'altro il Papa dovette far colmare le due enormi buche risultate dallo scavo degli obelischi

Si , sarebbe un evento epocale , superiore a qualunque scavo avvenuto fino ad oggi a Roma , chissa' mai se lo Stato , la Regione o il Comune , oppure un consorzio di privati , prenderanno mai in considerazione un' impresa del genere , circa 7 ettari di terreno archeologico praticamente intatto .

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