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IGNORED

L'origine della "Piotta"


Paleologo
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Cari tutti,

Mi rendo conto che la questione potrebbe avere scarsissima rilevanza fuori dal Raccordo Anulare, ma forse ho trovato la chiave di un mistero che mi angoscia da anni... :P

Come tutti i romani sanno, la cara vecchia moneta da 100 Lire (la Minerva) a Roma si chiamava "piotta". Il termine piotta ha assunto nel tempo altri significati, comunque sempre legati al numero 100, come nella nota espressione "de prima me fa na piotta", espressione questa utilizzata dal tipico pallone gonfiato romanesco per vantare le doti del proprio mezzo meccanico (il quale pallone gonfiato a Roma viene indicato con un termine assai più espressivo, che ometto per decenza). Tuttavia il senso primario è sempre stato quello monetario.

Va anche osservato che il termine si è rivelato assai fertile generatore di neologismi, quali piottaro (persona meschina, avara o comunque di basso livello umano e/o professionale) e spiottare (l'azione di raccattare spiccioli dai passanti allo scopo di mettere insieme la cifra necessaria per un regalo/pasto/biglietto ferrovario, generalmente compiuta da ragazzotti/e dall'aria "alternativa": a regà, che ciavete na piotta?).

La cosa che mi ha sempre turbato della piotta è l'assoluta (almeno per me) oscurità dell'etimologia. Questo fino a ieri, quando un mio amico mi ha comunicato quanto segue: il termine deriverebbe da Pio, ovvero dal Pontefice Pio IX che per primo coniò a Roma una moneta da 100 Lire (in oro, 32,25g :) - esempi QUI). La moneta si sarebbe chiamata per l'appunto piotta per generazione dal nome del pontefice di una forma diminutiva/vezzeggiativa. L'ipotesi mi sembra lampante nella sua elegante semplicità. Al di là dei commenti che potrete liberamente fare sul mio stato mentale ;) , qualcuno è in grado di confermare la notizia?

Ciao, P. :P

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scherzi?ma quale commento sul tuo stato mentale :D

Discussione interessante e a prescindere se sia giusta l'interpretazione,è bizzarro vedere come si possa passare da una moneta d'oro al semplice 100 lire

.....hai rivalutato tutti i piottari :lol:

Edited by Fid
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Grazie Paleologo. Pur essendo milanese, ho avuto numerosi e frequenti contatti con Roma e i cittadini capitolini. Spesso mi sono chiesto perchè il 100 Lire fosse chiamato "piotta", ed ecco qua! :)

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Supporter

Grande Paleologo! :) E' una spiegazione molto plausibile anche se non ho elementi per confermarla. E' interessante come l'inflazione possa avere un effetto sul modo di dire. Quando era d'oro, dire "costa na piotta" probabilmente voleva dire che costava un patrimonio! Oggi invece.....

E del "testone" cosa mi dici? In provincia (Cerveteri) a scuola lo si usava per indicare il milione di vecchie lire! :)

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Durante il servizio militare (1999) un mio commilitone mi chiese "Aho', me presti 'no scudo?". Non troppo avvezzo al dialetto romanesco ma con una sufficiente infarinatura numismatica ho prontamente estratto -indovinando - un foglio da 5000 lire. L'origine del termine? Provate ad indovinare... :D

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Ciao Paleologo,

la tua spiegazione è plausibile,bravo.Infatti,questo linguaggio di definire alcune monete e banconote è tipico di Roma,ma ancora di più delle periferie romane,anche se oggi si usa sempre di meno a causa dell'introduzione dell'euro,ma mi ricordo che quando avevo 20 anni era frequentissimo tra i giovani per indicare il valore di alcune banconote o una bella somma,tipo lo scudo (5.000 lire),la mezza piotta o mezzo centone (50.000 lire),il testone (1000.000),il deca (10.000),la piotta o centone(100.000 lire),il millanta (1000 lire),il due millanta(2000 lire) (o par de mila,a seconda dei quartieri),il cinquino (500 lire).La piotta e mezza piotta venivano usate sia per indicare le banconote di grosso taglio che le monete.

Saluti da Max65 ;)

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(...) la piotta o centone(100.000 lire),(...)

154312[/snapback]

Mi pare che per le 100.000 e le 50.000 si usava fella e mezza fella ;)

o il contrario? :unsure: Mica mi ricordo...

Quando ero piccolo ne vedevo poche di 50 e 100.000 :lol:

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Molto interessante, dalle mie parti, in dialetto bolognese gli anziani le lire le chiamano franchi.

100 lire sarebbero "cènt frànc" mentre 500 lire sarebbero cento scudi, quindi "cènt scùd".

Infatti il monetone da cinque lire d'argento è anche chiamato scudo se non erro... :)

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Mi pare che per le 100.000 e le 50.000 si usava fella e mezza fella  ;)

154329[/snapback]

Confermo! na fella e na mezza fella (alias na lingua) :D

E del "testone" cosa mi dici? In provincia (Cerveteri) a scuola lo si usava per indicare il milione di vecchie lire!  :)

154304[/snapback]

Confermo anche questo! A roma na testa e na mezza testa (500.000). Ma un milione era anche na bbranda (ma non chiedetemi da dove viene!) B)

Ciao, P. :)

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Ragazzi ma è una discussione bellissima! Ho saputo anch'io cos'è una piotta e l'etimologia del nome... Noi in Puglia, invece, quando dobbiamo fare riferimento al denaro, lo chiamiamo "tornese", dal nome preunitario degli spiccioli. "Mi dà mezzo kilo di cipolle?" e l'altro "Si, ma i tin i trnes (tornesi)?"

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Grazie per la spiegazione etimologica...!

Dalle mie parti si diceva "Carte" invece per indicare quantità in Lire di 100.000 , 200.000 ...

100 Carte, 200 Carte... ma non si diceva "1000 Carte", finiva a 900...

Con l'Euro stessa cosa ma sento che i vecchietti lo usano di meno...

Saluti

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Simpatica questa discussione!

Vale anche per i multipli :D .

Mi risulta che a Bologna le 500 Lire pre-Euro (sia cartacee che metalliche) venissero talora indicate con l'espressione "zant scudd" .

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Ciao, bella discussione.

Tanti anni fa, in quel di Verona, rimasi impantanato nel fango al bordo di una strada.

Passo di li un buon uomo con il trattore (o era un camion??) che per aiutarmi mi chiese 50 svanziche, io di botto gli risposi " a avelle", poi capii che si trattava di un bel 50.000 lire.

Da notare che i nomi cambiano in base alla zona geografica, nonche allo stato preunitario di appartenenza.

Da noi in toscana, si dice "Non ho un becco di un quattrino" e un c'ho una lira, dove lira era un antica moneta di metallo vile o pregiato usata nella penisola italica fino alla fine del XX secolo circa.

Ciao Alberto

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In Toscana si usa anche il termine "soldi": "un c'ò sordi!!!" ad esempio (dove sordi sta per soldi).

Ma esistono moltissimi sinonimi regionali: grana, sghei, piastre, denari sono fra quelli che ricordo di aver sentito dire.

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Generalmente a Milano la lira si diceva "franc" e quindi 100 lire diventa "cent franc".

I centesimi erano i "ghei", da qui il proverbio "ghe manchen semper i cinq ghei per fà el franc" - "gli mancano sempre i 5 centesimi per fare la lira" per indicare una persona inconcludente, che non finisce mai ciò che inizia.

I soldi, intesi come capitale, sono definiti "daneè", chiara storpiatura dialettale della parola "denari", comune moneta circolante per tutta l'epoca comunale.

Curiosamente non c'è alcun termine dialettale che ricordi i Grossi, la moneta resa celebre dai signori della famiglia degli Sforza. :)

E' rimasta invece la parola "sesìn". Il Sesino era una moneta circolante a Milano nell'alto medioevo (credo) e poi è rimasta per indicare il 20 centesimi.

Edited by Newton
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Generalmente a Milano la lira si diceva "franc" e quindi 100 lire diventa "cent franc".

I centesimi erano i "ghei", da qui il proverbio "ghe manchen semper i cinq ghei per fà el franc" - "gli mancano sempre i 5 centesimi per fare la lira" per indicare una persona inconcludente, che non finisce mai ciò che inizia.

I soldi, intesi come capitale, sono definiti "daneè", chiara storpiatura dialettale della parola "denari", comune moneta circolante per tutta l'epoca comunale.

Curiosamente non c'è alcun termine dialettale che ricordi i Grossi, la moneta resa celebre dai signori della famiglia degli Sforza.  :)

E' rimasta invece la parola "sesìn". Il Sesino era una moneta circolante a Milano nell'alto medioevo (credo) e poi è rimasta per indicare il 20 centesimi.

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W MILANO :D

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