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Pallino93

Lettere sulle monete medievali: cosa significano?

Perdonate la domanda forse fin troppo ingenua, ma sto imparando a piccoli passi e cominciano a sorgermi delle curiosità.

Spesso nelle monete medievali leggo delle lettere. 

 

In questo denaro di Ancona (XIII secolo) compaiono le lettere CVS

 

$_57.JPG

 

 

Mentre in questo denaro a nome di Enrico VI e Costanza (1194-96) compaiono le lettere AP sormontate da quella che mi sembra una lettera dell'alfabeto greco (omega).

 

 

$_57.JPG

 

Cosa stanno ad indicare queste lettere?

E come mai fin troppo spesso sui denari viene raffigurata una croce? Per sottolineare l'appartenenza al Cristianesimo o (come lessi una volta in giro) perché la Chiesa, nel medioevo, considerava il denaro opera del demonio e sentiva il bisogno di "esorcizzarlo" mediante una croce?

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@Pallino93 buon giorno, nel primo caso del denaro di ancona la sigla cvs sta a significare san Cirino vescovo, protettore della città, che solitamente nel grosso primitivo di Ancona veniva raffigurato in vesti da vescovo. Nel caso del denaro non viene rappresentato bensì scritto con le abbreviazioni vcs.

per quanto riguarda Enrico vi non so dirti... Attenderò anche io notizie di esperti...

un saluto

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Supporter

Dai forza....abbiamo un nuovo utente....fa giuste domande e riflessioni generaliste, da tempo queste discussioni latitano, tutti potenzialmente possono rispondere, forza aiutate chi inizia, nei vostri limiti ovviamente, ma non trascurate questi input di chi inizia, è il credo del forum....scusate il sermoncino, ma a volte ci appassioniamo tanto di conservazioni, stime, domande specifiche sulle monete esclusive della nostra identità e qui...poi ci fermiamo ? Chi vuol dargli una mano ?

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Inviato (modificato)

Ad integrazione di quanto scritto da @@giarea:

Nella moneta di Ancona il CVS nel campo è la continuazione della scritta nel giro: PP.S.QVI.RIA // CVS (Ssnctus Quiriacus).

http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-REPUAN/2

ciao

Mario

Modificato da mariov60
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Per quanto riguarda il CVS, come diceva giustamente @@mariov60 é la continuazione della leggenda... per quanto riguarda, invece, l'uso della Croce... dobbiamo valutare l'evoluzione di queste monete, che nascono tutte da un antenato comune, che è il denaro carolingio, il quale, in qualche modo, rappresenta l'archetipo di tutta la monetazione medievale. Questo denaro, insieme a molti denari e ad alcuni grossi che gli succedettero in questa sorta di processo evolutivo dell'argento, hanno spesso mantenuto questa conformazione... oggi produciamo le lattine per le bibite cilindriche e non a forma di parallelepipedo non perchè ci sia un motivo tecnico, ma per il semplice fatto che sono sempre state fatte così, e la forma riconosciuta della lattina è quella... cosí per la moneta non credo che vadano ricercate motivazioni spirituali o estremamente simbologiche... sono, secondo me, convenzioni ... ovviamente questo è un parere personale... :)

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Supporter

Per quanto riguarda il denaro di Enrico e Costanza AP sta per Apulia, coniato nella zecca di Brindisi.

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Supporter

Le monete medievali di solito erano un mix di tre componenti tutte importantissime, l'autorità emittente, spesso l'Imperatore che comunque garantiva la bontà della stessa, l'identità di dove veniva coniata che col tempo acquisterà sempre più importanza, e terzo il segno del Cristianesimo, la croce, che viene mantenuta in maniera più o meno evidente, d'altronde, gli Imperatori si volevano ingraziare il Papato ed alcuni erano anche fermamente credenti, tra l'altro poiché di solito andavano avanti e indietro dalla Germania a Roma e viceversa per farsi incoronare e legittimare, quel segno comunque andava anche oltre la fede cristiana che potevano avere....

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Quella che sembra un'omega sopra le lettere A P è in realtà un segno di congiunzione.

 

Arka

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Grazie mille a tutti per le preziose delucidazioni! :D

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Inviato (modificato)

Quella che sembra un'omega sopra le lettere A P è in realtà un segno di congiunzione.

 

Arka

 

Caro @@Arka,

ne sei certo ? O volevi scrivere "segno di abbreviazione" ed è un lapsus calami?

L'importante comunque è non dire che è una "omega", come è riportato in molti cataloghi d'asta ;).

 

Un caro saluto MB

Modificato da monbalda

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Per @@Pallino93: a mio parere si tratta quindi di un segno per indicare che si è scritta una parola in forma abbreviata o contratta, come avviene anche in epigrafia.

Guarda l'immagine dell'epigrafe medievale che allego (di Campiglia Marittima) e vedrai apparire diverse volte un segno simile. Ad esempio:

 

- sopra DNI per indicare che va letto per esteso come DomiNI

- sopra PIS per indicare che va letto come PISis

- sopra COIS per indicare che va letto per esteso come COmunIS

- sopra ICEPTA per indicare che va letto come InCEPTA

 

Nel caso della moneta sta ad indicare che AP sta per Apulia, come scritto anche da @@Liutprand.

 

Di nuovo un saluto a tutt* MB

post-10758-0-01038900-1444865462_thumb.j

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@@monbalda

Ho proprio sbagliato termine...  :pardon:

 

Arka

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@@monbalda

Ho proprio sbagliato termine...  :pardon:

 

Arka

Sì, caro @@Arka, come mi ero immaginata. Ho solo precisato perché ci stavamo rivolgendo ad un nuovo utente, se ho ben capito, in modo che non ci fossero fraintendimenti da parte sua.

 

Un caro saluto e buona giornata :) MB

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@monbalda giusto. Tra l'altro, le abbreviazioni sono molto frequenti nel mondo medievale (e anche dopo). Prima di appassionarmi alla monetazione medievale ho collezionato (e colleziono) manoscritti e testi a stampa di ogni epoca (tra il medioevo e le due guerre mondiali), dove le abbreviazioni sono decisamente frequenti. 

Un saluto!

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le zecche del regno di sicilia erani essenzialmente due. La zecca di Messina e la zecca di Brindisi. ognuna delle due zecche coniava denari differenti. in generale le monete emesse da brindisi circolavano nella parte continentale, mentre quelle di messina cicolavano in sicilia e parte della calabria. non è facile, a priori, distinguere tra le due zecche. anche se molte presentani dei veri e propri segni di zecca. in questo caso AP con legatura sta per apulia, dove per puglia si intendeva genericamente la parte continentale del regno dove la moneta circolavano

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