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chersoblepte

Procopio

Ciao a tutti :),

questa volta vi propongo una novità rispetto ai soliti FEL TEMP REPARATIO: a dir la verità, una novità a metà, visto che s'invertono solo i "fattori" :P...

Si tratta di un Æ3 di Procopio, al rovescio REPARATIO FEL TEMP. In questo caso, però, non so davvero da che parte iniziare: il fatto che per Procopio abbiano battuto moneta solo le zecche di Costantinopoli, Nicomedia, Cizico ed Eraclea non m'è stato finora di grosso aiuto, dal momento che all'esergo non sono riuscito ad individuare nulla di significativo.

Chiedo dunque il vostro parere, ben sapendo che, grazie ai miei "potenti" mezzi :D, le immagini che vi propongo non sono proprio eccezionali :unsure: e la classificazione è davvero complicata (almeno per me)...

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Ed un altra immagine del rovescio (ho provato a variare il contrasto per veder se qualcosa salta fuori)...

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Se non ricordo male forse di Procopio si era già parlato in questa sezione... aggiungo comunque qualche notizia biografica su questo personaggio non troppo conosciuto.

Nato nel 326 in Cilicia, Procopio era imparentato, probabilmente per parte di madre, con l'imperatore Giuliano: proprio sotto il regno di quest'ultimo gli fu affidato un primo importante incarico militare (aveva in precedenza avuto un ruolo in ambito amministrativo sotto Costanzo II) durante la campagna persiana di Giuliano del 363. Fu posto infatti al comando di un contingente di 30000 uomini che avrebbe dovuto procedere in direzione dell'Armenia e raccogliere ulteriori forze in quel territorio, per poi ricongiungersi con le forze dell'imperatore presso il Tigri; ad affiancarlo vi era il generale Sebastiano, allora dux Aegypti. Da quel che sappiamo, però, Giuliano attese invano l'arrivo di questo corpo d’armata, specie nei giorni dell'assedio a Ctesifonte.

Morto Giuliano durante la marcia di ritorno della spedizione, a Procopio fu dato il compito di portare il corpo dell’imperatore a Tarso per la sepoltura: dopodiché egli si ritirò a vita privata nei suoi possedimenti in Cappadocia. Il fatto che egli risultasse essere, ad ogni modo, uno degli ultimi discendenti di una dinastia, quella di Costantino, che da più di mezzo secolo governava l'Impero e che, in pratica, fosse l’unico di essi potenzialmente in grado di nominarsi "erede" per legame di sangue con il defunto Giuliano, lo resero oggetto di un'intensa sorveglianza da parte del nuovo imperatore per la parte orientale, Valente: di qui i suoi numerosi spostamenti, prima in Bitinia, sotto falso nome, poi presso amici fidati nella stessa Costantinopoli.

Non si può sapere, se non ipotizzando, se effettivamente fosse volontà di Procopio quella di essere elevato ad imperatore: sta di fatto che la sua presenza nella capitale orientale in concomitanza con l’assenza di Valente, partito in visita ad Antiochia, non fece che alimentare lo scontento nei confronti del governo oppressivo del fratello di Valentiniano e facilitare l’acclamazione di Procopio ad imperatore (settembre 365), per volontà soprattutto della plebe urbana e dei contadini. A questo "partito" si aggiunse ben presto un contingente militare proveniente dalla Gallia e diretto in Siria. Ad accrescere il prestigio e la legittimità della sua elezione, evidenziando il legame di Procopio con i Costantinidi, contribuì poi la scelta di Faustina, terza moglie di Costanzo II, di porre se stessa e la propria figlia (Costanza, nata dopo la morte del padre e futura sposa dell’imperatore Graziano) sotto la sua protezione: Procopio, quindi, estese il proprio potere a Tracia, Ellesponto e Bitinia. Valente, inizialmente in palese difficoltà, non pensò ad altro che alla fuga: furono i membri del suo consistorium a farlo desistere e ad organizzare la resistenza e poi un'offensiva, diretta prima a provocare defezioni dalla parte avversa (specie fra gli alti comandi) e poi a due rapidi scontri, avvenuti in Frigia, grazie ai quali la rivolta fu domata. Procopio, tradito da suoi due tribuni, fu consegnato a Valente e messo a morte (maggio 366).

Un secolo più tardi, troviamo protagonista un altro discendente della famiglia di Procopio: si tratta Antemio Procopio, uno degli ultimi imperatori romani d’Occidente, che regnò dal 467 al 472.

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Ciao cherso

ricordo che leggendo Le storie di Ammiano Marcellino, procopio viene ritratto da quest'ultimo (grandissimo autore) come un volgare impostore. la cosa è strana perchè se Procopio ha battuto moneta con una certa sistematicità non dev'essere stato esattamente uno sprovveduto.

Passando alla moneta ci leggo smkdelta. Controlla se l'officina è contemplata sul RIC :)

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Nel retro sembra che ci sia una figura in piedi.

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Dispongo un qui moneta che ho cercato nel WW per aiutare confrontare!

:rolleyes:

_constantinople_RIC_017a.jpg

Procopius AE3. AD 365-366.

/ DN PROCO-PIVS P F AVG, diademed draped & cuirassed bust left

/ REPARTI-O (Chi-Rho) FEL TEMP, Procopius in military attire, standing front, head turned right, holding spear & shield behind left leg & Labarum in right hand, undetermined object in left field, CONSE. in ex. (ma di Constantinopla)

Saluti, :beerchug:

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Grazie apostata per l'intervento, come sempre puntuale ed interessante ;).

In effetti l'immagine che di Procopio ci propone Ammiano (che, come hai ben evidenziato, è un grande autore ed uno storico, nei limiti del possibile, imparziale, cosa rara, e non solo per il suo periodo... lo stesso Gibbon ne era rimasto ammirato) non è delle più edificanti (a proposito, per chi fosse interessato la "rivolta" di Procopio è narrata nel XXVI libro delle sue Storie). Come hai notato, tale considerazione può apparire strana non solo a confronto con le poche altre informazioni che gli altri autori del periodo ci propongono e le ricostruzioni storiche in merito, ma anche in rapporto alla scarsa valutazione di Ammiano nei confronti dell'imperatore Valente... ed anche la parentela con Giuliano, che lo storico ammirava in maniera assoluta, pare non gli abbia giovato. Anzi, penso (ma è una considerazione assolutamente personale) che proprio il ricordo della spedizione persiana, che Ammiano visse in prima persona, possa essere considerato la causa implicita della scarsa stima dello storico nei confronti di Procopio: il ritardo (ad oggi, mi sembra, non del tutto chiaro) del suo contingente fu tra i motivi che impedirono la buona riuscita di una campagna militare fino a quel momento votata al successo; l'imperatore contava particolarmente su questo corpo militare, sul cui aiuto aveva fondato parte della sua tattica. Probabilmente, agli occhi di Ammiano, proprio il ritardo delle forze di Procopio aveva significato la mancata presa di Ctesifonte e la successiva ritirata dell'esercito romano, in cui l'imperatore aveva trovato la morte, e di conseguenza infranto i sogni di chi, come Ammiano, vedeva in Giuliano la speranza di un Impero votato nuovamente agli originari valori della romanità.

Finita la solita divagazione storica e tornando alla moneta: per Procopio, è attestato come marchio di zecca SMKΔ, ma solo preceduto da *; anche in questo caso, però, il RIC afferma che dovrebbe trattarsi di un Æ3 dal modulo largo (e non mi sembra il caso della mia moneta) e soprattutto, con al diritto il volto dell'imperatore volto a sinistra.

Ad ogni modo, potresti evidenziarmi sulla foto le lettere che leggi? Io non riesco proprio ad individuarle :huh:...

Nel retro sembra che ci sia una figura in piedi.

156587[/snapback]

Sì, infatti al rovescio è rappresentato Procopio, in posizione frontale, con la testa volta a sinistra, che impugna con la mano destra il labarum ed appoggia la sinistra ad uno scudo.

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Ciao chersoblepte.

Potrebbe riconoscersi nel RIC IX Cyzicus 9 (AE3 small module) ?

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Purtroppo sono in Linux e non ho la + pallida idea di come evidenziare le lettere sulla foto

Tuttavia in basso a destra leggo abbastanza chiaramente i resti di un "kdelta".

Aspettiamo qualcun altro tipo Agrippa o Crivoz o Claudius o....per un responso definitivo.

nn mi sono mai interessato a Procopio ma credo che ai tempi del RIC fosse praticamente introvabile. Oggi si parla di parecchie inedite e di variazioni, alla luce dei recenti ritrovamenti

E' vero Ammiano Marcellino si arrabbio' molto per il ritardo inopinato del contingente che doveva riconvergere a Ctesifonte. Lo storico non mandava giù il fatto di vedere un generale inefficiente farsi incoronare imperatore. La mia lettura risale ad alcuni anni fa, quindi sono impreciso, tuttavia mi colpì il fatto che Ammiano trattasse Procopio alla stregua di un ribelle, infingardo per giunta, che senza alcuna legittimità corruppe parte delle truppe per farsi incoronare

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Inviato (modificato)

In effetti fino a non troppi anni fa' le monete di Procopio erano estremamente difficili da reperire, ed è quindi probabilissimo che siano decisamente numerose le varianti non riportate sul RIC (tra l'altro, se è attestato un marchio di zecca *SMKΔ, non mi pare impossibile che possa semplicemente esistere anche un SMKΔ): ad esempio, lo stesso riferimento proposto da Flavio (che, se viene confermato il segno K all'esergo, che restringerebbe il campo alla sola Cizico, mi sembra, considerando che mi pare mancare nel campo del rovescio il simbolo del cristogramma, che solitamente caratterizza le emissioni di Procopio, il più probabile se proprio uno deve esserne scelto) riporta per l'esergo il marchio SMK senza specificare quali officine sono attestate...

Modificato da chersoblepte

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In esergo leggo effettivamente la K, come pure parrebbe anche a me evidente un Δ.

Tuttavia, essendo non corrispondente al tipo la classificazione *SMKΔ, ho per l'appunto proposto RIC IX Cyzicus 9...dove potrebbe starci anche il Δ.

Con riferimento al grado di rarità, è proprio vero quanto dice chersoblepte; i numerosi ritrovamenti recenti nei Balcani hanno di fatto condotto, per la monetazione di Procopio, su molti tipi una riduzione da R (...) a poco più che "scarce".

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